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21 dicembre 2017

Prepariamoci ad una bella sfida

Prepariamoci ad una bella sfida.
Tra quelli che dovevano rottamare il passato e che invece sono finiti invischiati nella palude della commissione banche, arrampicandosi sugli specchi per il significato della parola pressione (e altri svarioni linguistici), avendo perso la faccia col solito vizio del conflitto di interesse.
Ovvero faccio politica per il paese ma ancor di più per la mia gens..

Quelli che credevamo di aver rottamato nel 2011, con le dimissioni presentato nel palazzo mentre fuori la folla festeggiava la caduta del fu cavaliere del conflitto di interesse negato, delle leggi ad personam, dell'insulto all'intelligenza delle persone con la storiella di Ruby nipote di Mubarak.
Il fu Berlusconi è rimasto in vita, tornato in mezzo a noi a propinarci altre barzellette e promesse per gli anziani senza pensione.
La stessa persona condannata per frode, per le società offshore, che ha avuto come braccio destro quel Dell'Utri condannato per mafia e di cui oggi viene fuori l'appunto di Falcone sui finanziamenti alla mafia...
Un uomo che non finisce mai di stupirci, in peggio.

Quelli ancora più a destra del fu cavaliere, portatori di una non politica di cui quello che sta succedendo a Como è un primo esempio. Il decoro, la sicurezza, i valori cristiani come il presepe.
Prima gli italiani, specie quelli ricchi e benestanti, agli altri qualche pacco e una mancetta.
Ai clandestini e ai barboni, un calcio nel sedere.

Quelli che dovevano aprire il Parlamento come un apriscatole e che ora girano il nord del paese per rassicurare tutti, soprattutto gli industriali e i piccoli commercianti (che votano e fanno pesare i loro voti).
Non saprà usare il congiuntivo ma Di Maio sa a chi chiedere i voti.
Non saprà cosa fare un volta al governo (se e quando) su euro e sull'Europa, sulle pensioni, ma sa promettere anche lui.

Nel frattempo, tra un tweet e l'altro, veniamo a sapere che Amazon ha disertato l'incontro coi sindacati.
Che a Taranto passeranno un altro brutto Natale.
Che purtroppo per lo Ius solis temperato ( e per i vitalizi) non c'è ancora tempo.

15 dicembre 2017

Il livello della classe dirigente e il tifo sul web

Riassunto della giornata scorsa, dove abbiamo letto diverse notizie interessanti.
I nostri servizi smentiscono (o sminuiscono) la notizia per cui i russi avrebbero influenzato il voto per il referendum.
L'emergenza rifiuti non è una questione solo del sud (sporco e mafioso): pure su al nord si interrano rifiuti tossici che fanno ammalare i bambini.
Viene approvata la legge sul biotestamento che fa infuriare i vescovi (i quali invece non hanno ancora espresso un'opinione sulla notizia di cui sopra, sui criminali dei rifiuti).
Nella sua audizione in commissione, il presidente della Consob Vegas ammette gli incontri con l'allora ministro Boschi dove la ministra aveva espresso le sue preoccupazione su Etruria (dove il padre era vicepresidente).

Ovvero: l'allora ministro si è incontrata con Vegas (e pure con Ghizzoni), per parlare della banca della padre ma, questa è la linea di difesa adottata, non ha fatto pressioni su uno o l'altro per favorire la sua famigila.
Dunque nessun conflitto di interesse.

Non mi interessa commentare tutto il tifo calcistico che si è scatenato sui social dopo le dichiarazioni di Vegas e soprattutto, dopo la puntata di Otto e mezzo.
Ognuno è in grado di farsi la sua opinione, spero senza pregiudizi. 

Ma una cosa mi appare chiara: se la vicenda della banche ha evidenziato quanto fosse vasto il marciume nel sistema bancario, nei meccanismi di controllo (che ora si scaricano la colpa a vicenda), questa linea di difesa racconta della poca coerenza dei nostri rappresentanti.

Non è veramente questione di tifo, ma c'era un tempo in cui si chiedevano le dimissioni agli altri per comportamenti poco trasparenti.
Come quello tenuto dall'allora ministro Cancellieri dopo che emersero le telefonate con la famiglia Ligresti.

La storia delle banche (che significa famiglie in crisi, imprese che non riescono ad ottenere liquidità) testimonia del basso livello della nostra classe dirigente.
Specie a livello politico: in vista delle prossime elezioni, nessun partito ha voluto fare qualcosa in tal proposito.
E' sparito il meccanismo delle primarie anche nel PD, i pochi click su una piattaforma web per il M5S (che poi porta in senato personaggi come la Castelli), per non parlare di quanto succede nel centro destra.

06 dicembre 2017

La via della politica

In politica, almeno nel nostro paese, non sempre la via più breve per unire due punti è la retta.
Spesso, sempre a casa nostra, per unire due punti servono linee intricate, difficili da sbrogliare.
Così, per difendersi da quelle che la sottosegretaria Boschi considera delle accuse, dopo aver annunciato (sui giornali e su Facebook) la querela contro il direttore De Bortoli, passati diversi mesi ha deciso di seguire la via della denuncia in sede civile.
Ovvero, chiederà un risarcimento danni per quello che De Bortoli nel suo libro ha scritto nel libro "Poteri forti": nel 2015, l'allora ministra per le riforme aveva chiesto all'amministratore di Unicredit Ghizzoni un interessamento per salvare Banca Etruria, dove il padre era vicepresidente.
"L'allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni, comunque, incaricòun suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere. 
Passeranno meno prima che ci sia una pronuncia in sede civile, dove forse non si capirà mai come sono andate le cose e così tutti si dimenticheranno quello che è successo.
Eppure bastava seguire la via penale oppure, ancora meglio, chiedere l'audizione di Ghizzoni presso la commissione parlamentare presieduta da Casini dove i renziani del Pd hanno pure un ruolo.
Niente da fare.
Si dirà: ma era corretto che un politico si interessasse ad una banca in crisi (il risparmio delle famiglie, la salute del sistema bancario ..).
Vero: ma a che titolo si è informata dei problemi della banca aretina? Per motivi familiari (facendo valere il suo peso politico, magari) o per questioni istituzionali?
Seconda obiezione: la ministra Boschi si è sempre difeso dicendo di non essersi mai occupata delle banche e nello specifico di questa banca, di non aver mai avuto comportamenti "in conflitto di interesse" (di fronte al Parlamento aveva anche difeso il padre, una brava persona).
"Vediamo di essere chiari: non ho mai chiesto all'ex Ad di Unicredit, Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria" (la replica su FB, ormai diventato organo di stampa ufficiale dei nostri rappresentanti, più delle Camere).

C'è un termine usato nella politica americana: si chiama accountability ed è quanto gli elettori chiedono ai loro rappresentanti, ovvero essere trasparenti nei loro atti, non mentire al paese.
Saper rendicontare di fronte al paese come hanno speso le loro risorse.
Senza comportamenti in ottica di trasparenza, tracciabilità, il rischio è che queste vicende diventino poi armi per la campagna elettorale in seduta permanete contro o pro quel politico o quel partito.
Da una parte le accuse di macchina del fango, dall'altro le accuse di essere parte del sistema malsano bancario.

Peccato che nemmeno la commissione di Casini, che è un organo politico, sembri voler mettere chiarezza: il M5S chiede Ghizzoni, e allora io chiedo l'audizione del governatore Zaia e poi anche di una consulente di Veneto Banca, Ippolita Ghedini, sorella di Niccolò Ghedini e moglie del procuratore di Treviso Michele Dalla Costa, anch’esso convocato.
Il che sembra un messaggio del PD a Forza Italia: non tirate troppo la corda, non conviene nemmeno a voi..

E, come in MPS, una mano lava l'altra e tutti vissero felici e contenti.