Visualizzazione post con etichetta voucher. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta voucher. Mostra tutti i post

02 maggio 2018

La colpa della burocrazia

Il giorno dopo la festa del lavoro ci siamo dimenticati già dei buoni propositi (semmai ce ne siano stati) sul lavoro.
Oggi sul Corriere tocca leggere la difesa dei voucher, che così ottimamente avevano funzionato nel passato e che oggi sono bloccati dalla burocrazia
Emblematica la vicenda dei voucher. Nel Paese la tendenza alla rimozione è pericolosa. Quanti danni ha creato intervenire su uno strumento che aveva dato la chance a studenti, cassa integrati, pensionati di incrementare il loro reddito e di entrare o rimanere nel mercato del lavoro? In quel caso il comodo alibi per intervenire e versare sabbia in un ingranaggio che forse andava oliato e messo a punto (ma di sicuro non bloccato), furono gli abusi. Lo strumento per regolarizzare i lavori occasionali aveva avuto sin troppo successo (!) passando dai 15 milioni di voucher del 2009 ai 134 milioni del 2016. L’uso improprio in alcune aziende o settori, aggiunto a una cultura del sospetto che fa anche qui da alibi a molti, spinse alla decisione di gettare il bambino con l’acqua sporca. E così uno strumento semplice e facile da utilizzare con l’aggiunta di alcuni «adempimenti burocratici» è stato di fatto cancellato trasformandosi nell’ennesima occasione perduta di modernizzazione.
L'articolo è del vicedirettore del corriere Manca, chissà quanto gli gradirebbe essere anche lui pagato in voucher.
Oggi purtroppo abbiamo buttato il bambino con l'acqua sporca, colpa della burocrazia non dei governi che si dimenticano dei decreti attuatori.
PS: quando si parla di abusi, si parla di persone in carne e ossa, che con quei pochi soldi devono vivere.
Sono le persone che oggi portano al boom dell'occupazione, per lo più composto da precari.

Ma questi giornalisti lo conoscono ancora il paese?

29 maggio 2017

A volte ritornano

Ieri mattina cercavo sul principale quotidiano italiano, La Repubblica, qualche informazione aggiuntiva sui nuovi voucher (cosa cambia, in cosa sono diversi, in cosa migliorano l'esistente).
Ho cercato invano.
C'era invece un trafiletto dove Susanna Camusso spiegava la sua contrarietà ai nuovi voucher e rispondeva alla domanda su un suo futuro politico.

Si è scritto che lei si potrebbe candidare con il Mdp alle elezioni. È possibile?"Ho letto questa cosa che considero molto sgradevole. Mi colpisce e mi produce tristezza il fatto che si trasformi tutto ciò che si fa in un'azione di rappresentanza collettiva in meri obiettivi personali. Non solo non ci sono gli obiettivi personali ma rimangono scelte che si compiono in ragione di una funzione di rappresentanza".

Quando non sai come rispondere alle critiche, attacca: è stata così spudorata la scelta di far rientrare i nuovi voucher (tolti per decreto ad aprile dal governo, per non creare nuove divisioni nel paese) nei giorni in cui si doveva far votare il referendum, che hanno dovuto creare questa finta polemica sul segretario della CGIL.
E' contraria ai voucher perché vuol far cadere il governo per candidarsi con gli scissionisti ..

Invece esistono tanti motivi per essere critici nei confronti di questa forma di lavoro:
- non esistono studi che dimostrino se e quanto, grazie ai voucher, sia calato il lavoro nero
- i nuovi voucher possono essere usati da aziende fino a 5 dipendenti (che sono una buona parte), senza tener conto di stagisti o contratti a termine. Siamo maliziosi se pensiamo che a molti imprenditori con pochi scrupoli potrebbe venir la voglia di prendere forza lavoro e pagarla coi voucher.
- i voucher non prevedono tutele, ferie: che razza di lavoro vogliamo mettere in piedi? Chi controlla sui limiti dei nuovi voucher?

Un'ultima cosa, un sassolino della scarpa che devo togliermi: i nuovi voucher sono passati grazie ai voti di Forza Italia e Salvini.
Ma non vi vergognate almeno un po'? (erano le accuse che ci sentivamo dire ai tempi del referendum) 

17 marzo 2017

Corsi, ricorsi e cose che ritornano

Abbiamo perso mesi di tempo, nello scorso autunno, per colpa della campagna elettorale del referendum sulla riforma costituzionale.

Mesi in cui si potevano affrontare diversi problemi che Renzi ha lasciato in eredità a Gentiloni.
Le banche in sofferenza.
L'abuso dei voucher.
Le richieste dall'Europa per il rispetto di tutti i vincoli che ci impone (e che i governi italiani hanno accettato).

Ora rischiamo di trovarsi in una situazione simile, per le primarie del PD.
Si depotenzia il referendum sulla CGIL abrogando per decreto l'uso dei voucher. Dovevano essere usati per “lavoretti” e non per lavori di tipo subordinato, consentire l'emersione del nero e invece, grazie a governi sostenuti dal centro sinistra (Monti e Letta), ne è stato liberalizzato l'uso.
Costituiscono una parte marginale del costo del lavoro, vero. Proprio perché sono mini lavoro, 7,5 euro l'ora che sono pure complicati da riscuotere.
Il voto del referendum avrebbe spaccato la sinistra e sarebbe stata un'altra botta per governo e PD.
Così quelli che non governano con la paura, hanno scelto di togliere del tutto i voucher (anziché mettere paletti).

L'Europa ci chiede diversi miliardi per la riduzione del deficit, 3 miliardi almeno, da inserire in una manovra che dovrebbe essere presentata proprio nelle settimane prima delle primarie.
Si rischia l'accusa di essere quelli delle tasse e allora Gentiloni dovrà prendere tempo, con la UE.

A proposito di situazioni che ritornano, il salvataggio di Minzolini ieri al Senato (in barba alle legge Severino, approvata dal Parlamento pochi anni fa), apre le porte al ritorno di Berlusconi, proprio in Senato.
Una provocazione? Oggi Ghedini spiega quella che è la strategia per il gran rientro dell'ex cavaliere. La Severino è stata applicata in modo retroattivo a Berlusconi, quando aveva già consumato il suo reato.

E tutto questo anche grazie ai voti delPD: d'altronde se per molti esponenti PD l'abolizione dell'art 18 e l'abuso dei voucher sono espressione di un “riformismo” di sinistra, ci sta anche il ritorno del Berlusca.


31 gennaio 2017

Presa diretta – salari da fame

Il faccia a faccia con Toni Servillo: un attore che non ha mai lasciato la scena teatrale nemmeno dopo i successi al cinema. Ora a Milano sta rappresentando Elvira, un'opera ambientata nella Parigi occupata dai nazisti, un'opera di Juvet.
Un maestro duro con l'allieva e con sé stesso, che devono rappresentare un'altra opera: niente musiche, solo i dialoghi e l'azione degli attori.
Juvet riteneva che il teatro era il modo per orientarci nella vita: oggi ho la sensazione che questo sia un lavoro un po' prostituito, un qualcosa che non mette in gioco se stessi per perdersi in questa avventura quotidiana, non legata all'ecletticità del funambolo.
Juvet dice ai giovani: voi avrete capito qualcosa quando capirete ciò che siete, in base a ciò che fate. Si va oltre il teatro e si entra nella moralità.
Il teatro, attraverso il massimo della finzione, permette di trovare il massimo dell'autenticità.
Qualcosa che vale per tutti i mestieri: è una battaglia contro la mediocrità, il teatro deve far male, in termini di dedizione al lavoro.
Serve del tempo per fare un lavoro, nel modo migliore: è una cosa quasi eretica oggi, dove il risultato del lavoro deve essere rapido. Ai ragazzi si da l'angoscia del risultato subito, altrimenti sei fallito.
Oggi si insegna che il fallimento è un dramma, quando invece un fallimento insegna a migliorare.
L'abbassamento dei modelli, la mediocrità dei talent, lo spettacolo di una finta disperazione, un analfabetismo culturale e sentimentale.

Il teatro mette al centro la parola, al teatro non si parla inutilmente, è l'opposto dei messaggi che ci attorniano tutti i giorni.
Il teatro in un periodo in cui c'è l'ipertrofia dell'io, accresce il noi, qualcosa di importante per la civiltà.
Nel nostro paese c'è una relazione tra la cultura e un capitolo di spesa inutile: ci sono città europee che investono quanto lo Stato italiano in un anno.

Il lavoro che mi tiene in bolla è il teatro, posso poi scegliere il cinema, facendo opere con registi alle prime armi: non considero il teatro come anticamera del successo.
Quando la sceneggiatura è perfetta, significa che hai fiducia nel racconto, apri le vele e vai – è una frase presa da una intervista a Clint Eastwood.

Il prossimo film sarà con Donato Carrisi e poi Geppetto nel film di Garrone.
Buon compleanno Toni Servillo!

Salari da fame – l'Italia è il paese dove il lavoro vale di meno. Un confronto tra l'Italia e la Svezia, dove i salari crescono ogni anno.
L'acqua privata: in Sicilia l'acqua è stata privatizzata due volte, ai cittadini l'acqua costa di più e il servizio è pessimo. Nonostate il referendum del 2011.

Salari da fame
1572 euro lo stipendio medio in Italia
1050 euro la soglia di povertà

Ieri sera Presa diretta parla di stipendi, nell'inchiesta di Elena Stramentoli: oggi chi parla più di stipendi in questo paese? Oggi parlare di soldi è tabù, basta avere un lavoro, contentarsi.
Marchionne: 54ml
Ferrario 11 ml
Mangoni 53ml
Descalzi 3ml

Alcuni dei manager delle società quotate in borsa, intascano stipendi milionari a prescindere dai risultati, come l'AD di Banca popolare Vicenza Iorio.
L'Italia è un paese dove i ricchi possiedono il 69% della ricchezza nazionale, dice Oxfam: l'aumento degli stipendi è in ritardo rispetto all'aumento della redditività.
In Italia l'11,5% è a rischio povertà, nonostante un lavoro: arrivano con molta fatica a fine mese.

Forlì, stabilimento Marcegaglia: si lavora in condizioni difficili, qui.
Nel 2012 l'azienda ha stabilito che i nuovi assunti dovevano prendere un salario inferiore, un salario di ingresso che non prevede indennità di turno, 14 esima né fissi e variabili.
1122 euro per un operaio al primo lavoro
1500 euro lo stipendio di un operaio assunto da qualche anno.
Si creano lavoratori di serie A e B.

Laboratorio Ikea a Torino: molti qui lavorano a part time, anni fa era un lavoro bello.
L'anno scorso l'azienda ha deciso di incidere sul salario, dopo un referendum: riduzione dei festivi, riduzione del costo per lavorare la domenica, per equiparazione coi negozi (al ribasso).
I dipendenti hanno perso 1500 euro lordi l'anno: lo stipendio part time è di 1100 euro e non si vive facilmente con questi salari.

Porto Marghera: sede Fincantieri, si costruiscono grandi navi nel cantiere, dove lavorano 5000 persone.
Molti lavorano con le ditte in appalto, con orari da 10 ore al giorno: molti di questi si sono fatti intervistare in anonimo, per non avere sanzioni.
Raccontano di un lavoro faticoso, per 9-10 ore, con scadenze a breve, rischi infortuni, senza controlli o con controlli fittizi.
I vestiti non sono ignifughi, dicono, la mensa per i lavoratori in subappalto non esiste: lo stipendio è 5-6 euro l'ora o anche meno.
Si chiama paga globale: il lavoratore non avrà tredicesima e nasconde una frode contributiva, perché si paga di meno delle ore lavorate.

Le cose non vanno meglio per i professionisti: a Roma alla sede degli ingegneri, la giornalista ha ascoltato altre storie.
Dal 2008 al 2016 si è passati da 43mila a 31mila euro l'anno: l'ingegnere alle prime armi prende anche meno, 15 mila euro.
Gli ingegneri hanno preparato una brochure in risposta a quella del governo, “invest in Italy” dove il governo si vantava pure dei bassi salari.
Vergogna.
Un ingegnere guadagna 38mila euro in Italia dice il ministero: sono i meno pagati d'Europa, dice la carta. Così si vogliono attrarre investimenti?

Cantiere della scuola di Rubo di Puglia: qui lavora un archeologo, per i reperti ritrovati sotto il cantiere, ma non è assunto né dalla scuola né dalla soprintendenza.
La media per gli archeologi è al limite dei 15mila euro l'anno: si devono cumulare più lavori per arrivare ad un reddito dignitoso.

Stipendi non adeguati all'aumento del costo della vita: il potere d'acquisto degli italiani è diminuito del 28%, dice Codacons.

I ragazzi di Foodora: le consegne del cibo le fanno dei ragazzi, considerati dei liberi professionisti dall'azienda, con le loro bici e il loro smartphone.
Ma devono rispettare orari e turni: una sorta di caporalato digitale, poiché devono aspettare una chiamata via mail o messaggio.
I fattorini sono pagati poco, nemmeno 5 euro l'ora: 3,6 euro a consegna, a cottimo.
È un lavoretto, si fa in attesa di qualcosa di meglio, dicono: ma qual è il confine tra lavoro e lavoretto? Quale il confine tra lavoro e sfruttamento?
Enrico è uno dei ryders di foodora: consegna pasti con qualsiasi tempo, un turno di lavoro può costare anche 10km in bici.

Alessio Biondino è un infermiere la cui esperienza lavorativa è un'odissea di sfruttamento, quello dentro il settore dell'assistenza, nel 118
- 800 euro a nero per 54 ore di lavoro a settimana
- 1000 ore in nero, tutti i giorni
Queste le offerte che ha ricevuto, partite iva mascherate, controlli che non ci sono.

Lavori a nero anche a Napoli: qui c'è il record di lavoro nero, in tutti i settori, anche negli asili nido.
Maestre assunte in asili privati, con 20-25 bambini, che devono lavorare tutto il giorno, a 300 euro.
Se succede qualcosa? Si prendono una grossa responsabilità.

In Italia ci sono oltre 3 ml di lavoratori in nero, dice la CGIA di Mestre: un pil parallelo che vale 77 mld di euro.

I voucher: la nuova frontiera del lavoro.
È stato introdotto nel 2003 per i lavori occasionali, entrano in vigore nel 2008 ed eplodono con la Fornero.
Letta elimina il requisito dell'occasionalità, infine Renzi ha innalzato la soglia massima del lavoro, a 7000 euro.
Dovevano tirare fuori dal nero, tutti i lavori occasionali: questo è quello che raccontava Poletti difendendo i voucher.

Giuliano lavora coi voucher dal 2014, da quando è stato licenziato: fa turni pesanti, nei ristoranti, con parte delle ore a nero. I voucher coprono solo una parte del lavoro: si ricatta la persona, se non ti sta bene vai via che tanto ci sono altre persone disposte a lavorare così …
Sono mai venuti i controlli, a Pisa? Mai.
La giornalista ha girato molti locali, raccogliendo le stesse storie: meglio che niente, i voucher, .. in Italia è così, non si può campare ..

Veneto: nelle campagne dove si produce il vino, trovi altri lavoratori a voucher.
Anche se spesso i lavoratori sono pagati su carta, con dei pizzini: nemmeno i voucher qui, solo carta buona per il bagno.
Il voucher si tira fuori solo se c'è un controllo: il nero non è affatto diminuito coi voucher, anzi.
O ti accontenti o non mangi – dicono i lavoratori nell'agricoltura: il lavoro non vale niente, meno che niente. Siamo tornati alla schiavitù.

La Consulta ha dichiarato ammissibile il referendum sui voucher: le posizioni dei sindacati non sono uguali, la CGIL chiede l'abolizione mentre la Cisl chiede una loro revisione.

Qual è il valore del lavoro?
La svalutazione del lavoro la stanno pagando le generazioni più giovani.
Si lavora di più e si guadagna di meno: in Europa Mc Kinsey ha confrontato gli stipendi.
Dal 2008 i redditi sono diminuiti per il 97% degli italiani: al polo opposto c'è la Svezia, dove l'80% della popolazione ha visto i propri stipendi aumentare, nello stesso stipendio.

In Svezia la parola sindacati non è considerata un'offesa.

Il viaggio in Svezia di Riccardo Iacona: si incontrano molte famiglie giovani, a Stoccolma. Qui pure è arrivata la crisi, ma sono usciti in fretta e oggi la crescita del PIL è al 4%.
Lo stipendio medio è 55mila euro: i soldi in tasca per spendere ci sono, e sono soldi che arrivano grazie all'impegno dei sindacati.
I lavoratori sono molto sindacalizzati, in tutte le categorie: si sfiorano percentuali bulgare nel pubblico, quasi l'80%.
I sindacati hanno un ottimo rapporto con gli imprenditori, tutti puntano allo stesso obiettivo della competitività, collaborano bene col governo senza dover scendere in piazza.
Non sono parte del problema ma una risorsa: tutti assieme si assumono le responsabilità, per un futuro migliore.

Nella TV pubblica svedese: sedi moderne, il trionfo della tecnologia, i 2100 dipendenti della tv sono nella quasi totalità iscritti al sindacato della TCO.
Più siamo e più siamo forti: hanno ottenuto il 2,2% in più, rispetto all'anno passato e si lamentano per aver ottenuto poco.
Ma i soldi sono solo una parte: i sindacati sono nel consiglio di amministrazione della TV e possono discutere di investimenti e di direzione strategica.
Il piano di digitalizzazione, previsto dall'azienda prevede degli esuberi? I sindacati si siedono al tavolo con le loro idee per trovare una soluzione che siamo migliore per tutti.
Niente scioperi, niente manifestazioni. Si lavora insieme, questo è il messaggio.

Altra realtà visitata da Iacona, quella di un ospedali a Stoccolma: anche qui i sindacati sono presenti e riescono ad ottenere salari più che dignitosi (un medico appena assunto prende 3000 euro) e con meno contratti a tempo determinato.
La SACO difende i diritti delle persone più istruite, quelle che hanno studiato di più, devono meritare di più, per vincere le sfide della globalizzazione.

LO è un'altra organizzazione sindacale, schierata coi social democratici: i contratti collettivi qui sono ancora moderni e non sono dei ferrovecchi come invece pensano i nostri prenditori (non è un refuso) e i nostri economisti col sedere al caldo.
Le aziende non sono meno competitive pur avendo salari alti e contratti collettivi: con la crisi, nel 2008, gli stipendi sono stati sì tagliati per aiutare le imprese, ma poi quando le cose sono andate migliorando, i salari sono cresciuti.

A Boros, le aziende tessili, come in altri paesi, sono state spostate all'estero, per la crisi: come ne sono usciti? Grazie al textile fashion center: è un centro di ricerca (con fondi pubblici) per designer, scienziati, che lavorano per aggiungere valore nell'azienda tessile.
We connect è uno strumento per la crescita, per la ricerca di nuovi mercati ad esempio.
Esiste un ufficio che aiuta gli studenti a far partire nuove startup nel tessile.
La soluzione non è abbassare gli stipendi, ma fare prodotti di qualità, l'innovazione, il sapere.

Eton è una multinazionale del tessile: le sue camice sono vendute in tutto il mondo.
I guadagni sono investiti nella maggior parte in ricerca e design, anche se la produzione è all'estero: la cucitura a mano è stata riportata in Svezia dall'Italia, pur pagando salari più alti.

Gli imprenditori parlano di innovazione, di responsabilità sociale nei confronti del loro paese, delle famiglie.
Eppure non è sempre rose e fiori: alla Ericsson, sono previsti esuberi per la delocalizzazione.
Ma l'azienda si è presa le sue responsabilità, per aiutare le persone.
Ma oltre all'azienda, c'è il welfare a prendersi cura dei lavoratori che, con la chiusura della Ericsson, potranno trovarsi lavoro in un'altra azienda, con una buonuscita di 23 mesi di stipendio.
L'azienda si preoccupa di riqualificare i dipendenti licenziati, assieme allo Stato.

Il modello svedese punta alla qualità, alla formazione, all'istruzione e ad abbattere la diseguaglianza, che è considerata una minaccia alla società.
Contratti collettivi e salari alti e sindacati uniti.

Ci sono le pressioni dei rifugiati, per cui il paese ha dovuto chiudere le frontiere per non mettere in crisi il suo welfare.
Ma in Svezia il valore del lavoro è condiviso da tutti: dal governo, dai sindacati, dalle imprese.
Così la Svezia, dice Bloomberg, è il secondo paese per competitività.

Altro che lavoretti e lavoro nero....

23 novembre 2015

Report – nero a metà

“E' l'occasione che fa l'evasione”.
Tre idee per l'evasione: i voucher, i money transfer e un'azienda che investe in oro.

Partiamo dai lavori a ore che prima erano pagati in nero e ora coi voucher. L'inchiesta mostrerà come di fatto legalizza il nero e magari si tira fuori giusto quando serve, per esempio quando c'è l'infortunio. Che succederà alle casse dell'Inail, se va avanti così?
I money transfer: per legge c'è un limite di 1000 euro al trasferimento. Ma c'è sempre l'inghippo: nel 2014 sono usciti 5 miliardi di euro, dove sono andati?
Gli investimenti in oro: 100mila risparmiatori hanno investito in una società che investe in oro. Ma l'oro c'è o no?

Nel paese del lavoro nero cronico, ogni governo ci ha messo del suo per rendere sempre più facile l'erogazione del voucher, che troviamo non solo per i lavori domestici ma anche in una pizzeria, in un ristorante, nell'edilizia.
Prendi un voucher in una tabaccheria, paghi e basta.
Un voucher = 1 ora di lavoro, vale 10 euro di cui 7,5 vanno al lavoratore.
Erano nati per lavori a ore per studenti e baby sitter, come lavori accessori di poche ore, ma oggi si usano molto anche per lavori svolti tutti i giorni, per più ore, usati al posto dei contratti veri.
Perché conviene al datore di lavoro, che ha meno costi e meno burocrazia, il massimo della flessibilità.
Ma così i ristoratori onesti vengono danneggiati, perché pagano molto di più i loro dipendenti, rispetto a quelli che usano il nero o il voucher.
Oppure anche la formula “un po' un po'”, cioè qualche voucher e il resto in nero, come hanno testimoniato molti dei ragazzi che lavorano nei bar e nei ristoranti della riviera. Non avendo un contratto di lavoro stagionale non hanno nemmeno i giorni di riposo.
Il voucher semplifica la vita ai datori di lavoro ma da meno diritti a chi lavora: gli albergatori lo ritengono uno strumento così fondamentale che pensano di aprire l'attività tutto l'anno.
A chi facciamo male, dicono? Ai lavoratori è la risposta.
Che se segnalano problemi e abusi, vengono lasciati a casa.

Anche nell'edilizia si registrano degli abusi: Gashi ci ha rimesso un orecchio, dopo un infortunio. Scoprì, uscito dall'ospedale, di essere stato assunto coi voucher, mentre pensava di essere assunto in nero, infatti ha ritirato i voucher solo dopo l'infortunio.
L'infortunio è stato pagato dall'Inail, l'azienda se l'è cavata con poco, con tre voucher.
BERNARDO IOVENE FUORI CAMPOÈ andata così. Lavori a nero. Se ti fai male, spunta che proprio in quel momento, eri coperto dal voucher. Eppure sui voucher c’è scritto che il committente deve comunicare preventivamente l’inizio della prestazione all’Inail e all’Inps. E da giugno di quest’anno anche alle Direzioni Territoriali del Lavoro.BERNARDO IOVENESe io leggo sul buono che sono obbligato a comunicare, cosa faccio?ALESSANDRO MILLO – DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO BOLOGNAForse avete visto dei buoni già predisposti con la nuova predisposizione in realtà nonattuata. Per ora stiamo proseguendo con le stesse modalità precedenti.


Il committente dovrebbe comunicare all'Inps e all'Inail l'inizio del lavoro: in realtà nessuno avvisa quando si iniziano ad usare, né ora né il giorno.
Chi sono i ministri che hanno fatto questa norma?
Sacconi, Prodi, Poletti, Fornero.

L'unico che parla con Report è Pennesi, segretario del ministero del Lavoro, che giustifica la norma spiegando che è stata pensata per consentire la massima flessibilità.
La senzazione è che si voglia legittimare il nero, alla fine...
C'è un ma, però. Abbiamo visto che tutti questi infortuni non sono sempre coperti dai contributi: l’Inail ha ragionato sul fatto che potrebbe liquidare degli infortuni senza che ci sia stata l’adeguata copertura?
Inail risponde che sta monitorando gli effetti: non hanno ancora incassato nulla ma solo erogato i soldi.

A Rimini un edile racconta come lavorare coi voucher, otto ore al giorno a 38 euro al giorno, sia la norma:
Non si potrebbe perché non è un lavoro accessorio: all'ispettorato del lavoro non si sono accorti dell'abuso, hanno solo un sospetto: senza denunce del lavoratore è difficile, si giustificano.
Le persone hanno paura, però: e siamo nella riviera romagnola.

A Jesolo l'ispettorato ha denunciato 130 albergatori per abuso dei voucher, ma questi hanno fatto ricorso e hanno pure vinto.
Per superare il vincolo dei 2000 euro (l'anno) da uno stesso committente, si usano voucher pagati da diverse aziende nello stesso ambito.

Tito Boeri ha lanciato l'allarme contro i casi dove il voucher è usato per pagare l'unico lavoro e non quello accessorio. Avremmo un problema serio nel futuro previdenziale di queste persone, non avranno nemmeno una pensione dignitosa, ma solo simbolica.
Parliamo di lavoratori che non hanno ferie, malattia né indennità.
E nemmeno i contributi si trovano. Devono ancora essere caricati nel sistema: parliamo di 1,5 milioni di persone, nel settore del commercio, turismo e servizi.

I voucher stanno sostituendo molti contratti e spesso sono usati per nascondere il nero: a questo si è arrivato grazie alle norme sfornate dagli ex ministri del lavoro, che hanno esteso gli ambiti di applicazione di questi buoni.
L'unico che ne parla è l'ex ministro Damiano, che li aveva pensati per gli studenti che lavoravano nelle vigne, sono quelli che sono venuti dopo ne hanno esteso negli altri lavori produttivi.
Peccato che nel settore agricolo, dove tutto nasce, i vincoli sono rimasti: le casalinghe non possono lavorare nelle vigne.

Ma nelle vigne del bresciano trovi gli immigrati pagati in nero e con qualche voucher. E per gli imprenditori agricoli è tutto normale, si sentono anche dei benefattori. Fanno lavorare delle persone.

Ma se una signora vuole pagare la colf coi voucher per un lavoro di tre quattro ore alla settimana si sente dire che non può, deve fare un contratto a 120 euro a settimana.
Ma la colf si può retribuire coi voucher o no? Fino a 7000 euro si, dicono all'Inps.
Peccato che i sindacati e i giudici abbiano idee diverse.

Gli albergatori possono usare i voucher, mentre le colf no?
Nel mercato del lavoro domestico si stima che ci siano 800mila persone in nero: in Francia i voucher sono partiti proprio per il lavoro domestico, dove sono serviti a ridurre in modo drastico il nero.

I camerieri in Francia sono pagati coi contratti, anche quelli a chiamata, per una sola giornata. I voucher sono vietati, si possono usare solo nei lavori domestici.
Un sistema semplice, veloce, dove si possono detrarre le spese dalle tasse (lo stato rimborsa al 50%) e dove tutto è tracciato telematicamente.
Il nero, per i lavori domestici è stato ridotto al 25%.

Perché in Europa non si fa dappertutto così? Si creerebbero posti di lavoro.

In Inghilterra ci sono contratti a zero ore: la massima flessibilità è favorevole anche al lavoratore e non solo al datore. Il contratto non garantisce un numero minimo di ore: ci sono degli abusi e i sindacati sono preoccupati del fatto che molti lavoratori non hanno mai un contratto, pur lavorando nello stesso posto per anni.

Anche in Inghilterra la flessibilità si sta estenndendo, ma non si usano contanti, solo bonifici in banca: qui l'economia sommersa rimane stabile.

Tanti e subito – Giorgio Mottola (il pdf con la trascrizione)
I Money transfer servivano per aiutare gli immigrati per trasferire i soldi all'estero.
Cina, Filippine, Pakistan .. si tratta di oltre 5 miliardi di euro.
C'è un limite nel trasferimento contanti: mille euro a settimana (ma quale immigrato guadagna 1000 euro alla settimana?).
Purtroppo nel sistema si rilevano delle incongruenze, nonostante le rassicurazioni del vicepresidente dei MT: nel 2014 sono partiti 280mila euro verso gli Emirati Arabi da Parma. E 448mila euro da Reggio Emila, sempre verso gli Emirati Arabi.
Ma non ci sono cittadini originari da quelle zone.
Dovremmo preoccuparci: l'ipotesi riciclaggio è quella più attendibile.
Il servizio di Giorgio Mottola dimostra che c'è sempre il modo per bypassare i limiti.
Dal 2010 al 2015 la GDF ha riscontrato violazioni nel 43% dei MT controllari: non è vero che è tutto regolare.

In una intercettazione il responsabile commerciale della Sigue Global Service spiegava ad un responsabile di uno sportello come superare i limiti: attribuire date di nascita inventate allo stesso nominativo (e superare i limiti dei 1000 euro a trasferimento).
Oppure usare nomi di defunti e documenti falsi: con questo stratagemma una organizzazione criminale cinese ha spostato in Cina centinaia di milioni.

Su 260 MT in Italia, solo 10 hanno sede qui: gli altri devono sottostare ai controlli del paese d'origine, come il Delaware, patria di Western, Moneygram o Sigue Global Service (e non ai controlli di Bankitalia).
Solo 13 MT su 250 hanno aperto un punto di contatto in Italia: è difficile fare un controllo sugli agenti per Banca d'Italia.

Non sappiamo quanti soldi circolano attraverso Mt, dove vanno né da dove sono partiti.
Diverse le cifre, tra quanto riportato da Bankitalia e la Banca mondiale, anche per le rimesse (non solo i MT): si parla di 15 miliardi (la stima di World bank) e non 5, come dice Banca d'Italia.
Quest'ultima si fida dei dati dei MT (che poi sono dati su base volontaria) a differenza della Banca Mondiale.

È tutto un sistema che è fuori controllo: sempre più MT aprono qui in Italia, usando le regole della sede operativa all'estero e non quelle italiane.
Il governo ha chiesto di rafforzare la vigilanza su queste strutture, perché a rischio terrorismo.
Dobbiamo sempre arrivare all'emergenza per accorgerci di un problema.

Le società che ti propongono investimenti in oro da dove lo prendono? E dove lo depositano?
Ranucci ha incontrato, prima in forma anonima e poi presentandosi come giornalista, i responsabili della GSG Evolution, che propone ai clienti un piano di investimento nell'oro di Auvesta, che finisce nei loro caveau, al riparo dal fisco.
Ti spiegano anche di come sia facile diventare promoter, ma devi prima aderire al loro piano di investimento.
I tuoi soldi sono trasferiti alla Auvesta che ha un conto a Bolzano: Auvesta trasforma il risparmio in lingottini tenuti in un cavou a Monaco: quando voi prendere i soldi ti mandano i lingottini.

Ma al deposito doganale di Embrach non c'è alcun deposito della società.
Ma che cosa fa esattamente la GSG? Raccolta di risparmio, no. Trasferimento d'oro, forse.
Il responsabile unico di GSG sarebbe un carpentiere che contattato da Ranucci, rivela un certo nervosismo nel rispondere a delle domande.
ANDREA FILIPPOZZI AL TELEFONOLei sta rompendo le scatole. Io le prometto che entro stasera la richiamo e facciamo questo appuntamento.MILENA GABANELLI IN STUDIOMai più visto né sentito, il carpentiere, e tantomeno quelli della casa madre tedescache ci avevano promesso di mostrare il deposito. Ma questi esattamente che cosafanno visto che ci sono in ballo decine di milioni di euro che sono già usciti? Se sitratta di raccolta di risparmio sarebbe abusiva. E’ forse una variante del noto schema Ponzi, dove il promoter che arriva per dimostrare fiducia deve cominciare a metterci i suoi di risparmi, poi la storia insegna che alla fine l’ultimo che arriva resta con il cerino in mano. Oppure siamo di fronte a una grande truffa ai danni dei risparmiatori?Insomma state attenti, e chi vuole investire in oro lo faccia solo con chi è iscritto aBanca d’Italia.