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02 febbraio 2016

La filiera del ricatto

Da una parte la GDO e l'industria alimentare, che spinge al basso il prezzo delle arance.
Dall'altra i coltivatori, che se non cambiano le cose cambieranno coltivazione.
In mezzo i braccianti sfruttati e noi consumatori (di frutta).
E' la filiera del ricatto in Calabria: qui il servizio del FQ.

13 gennaio 2010

Lavoro nero al nord

Tra i tanti commenti ai fatti di Rosarno, anche questo si è sentito: come mai, questi episodi di lavoro nero capitano solo al sud, mentre al nord appena sgarri (sulle condizioni di lavoro) scattano i controlli?

Ecco, anche questo è falso.
Basta ricordare i casi di Prato con i capannoni pieni di cinesi (clandestini), per il tessile.
E la divanopoli a Forlì, anche qui, assenza totale di rispetto delle condizioni di lavoro e concorrenza sleale.
Altri sono quelli che si istinano a ripetere che non c'entra nulla la ndrangheta: se la ndrangheta non c'entra, come mai è stato tolto lo striscione dei ragazzi delle scuole che diceva "Speriamo di poter dire c’era una volta la mafia"

11 gennaio 2010

La rivolta di Rosarno vista dal di dentro

Quelli che parlano della rivolta di Rosarno si dividono in 3 categorie.
Quelli che ne parlano dal calduccio del loro ufficio, lontano dai fatti. "Lo stato torna padrone del territorio .. occorre ristabilire la legalità".
Quelli che vengono da fuori, e che sono inviati sul territorio.
Infine quelli che, dei problemi di quel territorio, dove il confine tra stato e antistato è labile (come han raccontato le inchieste Why not, Poseidone, gli omicidi Fortugno), se ne sono sempre occupati.
Dei magistrati della DDA, in prima linea contro la criminalità organizzata.
Dei poliziotti, lasciati senza benzina e macchina a constrastare la mafia più organizzata e forte.
Dei politici, come la calabrese Angela Napoli: che non ha paura di fare i nomi dei colleghi che hanno rapporti poco chiari.

Chi c'è dietro la rivolta a Rosarno? Chi ha soffiato sul fuoco (facendo girare le voci dei morti africani e della donna costretta ad abortire)?
Che legame c'è con la bomba contro la procura di inizio gennaio?

Ha notato la coincidenza rispetto alla bomba scoppiata meno di una settimana fa a Reggio?
«I disordini sono cominciati in contemporanea con la seduta del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza a Reggio. Se è una coincidenza, non può passare inosservata. Non può non far pensare a interventi di depistaggio da parte della ’ndrangheta».

È andata a Rosarno?
«No, ma ho seguito costantemente cosa accadeva. E valutando gli atti intimidatori dai quali era partita la protesta, ho capito che doveva esserci senz’altro l’intervento della mafia. È chiaro è stata una provocazione: una provocazione consapevole della reazione ci sarebbe stata.

Un diversivo, lei dice.
«Un possibile depistaggio rispetto all’attenzione su Reggio dopo l’esplosione dell’ordigno alla Procura generale: per portare altrove le indagini e il controllo».

Qualcuno dice che quella potrebbe essere la risposta alla svolta positiva che c’è stata negli ultimi ptempi negli uffici giudiziari.
«Nell’ultimo anno c’è effettivamente stata un’attività encomiabile da parte della Procura, ma soprattutto da parte dell’organico della Dda reggina. C’è una grande attività di contrasto alla malavita, una maggiore attenzione dal punto di vista processuale e investigativo».

Ad Annozero lei ha lanciato l’allarme sul rischio che il consiglio regionale che si va ad eleggere sia infiltrato.
«Occorre premettere che l’attuale, quello che sta per scadere, è il consiglio regionale più inquisito d’Italia».

Quanti sono?
«Non so, ma c’è tutt’ora gente in galera. Io stessa, nella scorsa legislatura, avevo chiesto lo scioglimento del consiglio. E ora leggo che diversi consiglieri dell’attuale maggioranza tentano di migrare».

Per essere ricandidati nel Pdl e liste collegate?
«C’è per esempio Cherubino, che ha lasciato lo Sdi per i socialisti di Mancini. La Rupa, rinviato a giudizio per voto di scambio, in transito verso il Pdl. Morrone, già assessore con Loiero e rappresentante del vecchio sistema clientelare. Tripodi, tutt’ora indagato, ex Udeur ora Udc. Poi, tra i papabili per le liste, ci sono amministratori dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa».

Ma non sono condannati.
«E questo li rende candidabili. Eppure, se questi amministratori sono citati nelle relazioni d’accesso come responsabili di atti che hanno portato allo scioglimento, mi sembra che almeno questo giro dovrebbero restare fuori. Soprattutto in questo momento di sfida della ’ndrangheta verso lo Stato».

La mafia che vuole sedere in consiglio regionale, dice lei.
«Vuole continuare a farlo».

Conservazione dell’esistente?
«Con l’aggravante della nuova strategia: quella della ’ndrangheta vestita di nuovo, fatta anche da gente laureata e quindi in grado entrare direttamente in politica. Persone che cercano di andare laddove si può vincere. E che contribuiscono di fatto a determinare la vittoria».

Qualcuno che faccia qualcosa?
«Non c’è, secondo me, coscienza da parte dei partiti politici: mirano al risultato, non alla qualità del consenso. Devo dire però che una voglia di pulizia comincia ad esserci, ma serve in citamento da parte della società civile. Tanta gente mi dice “grazie per aver avuto il coraggio di dire quello che tutti sappiamo”».

Già, ma nessuno parla.
«Perché non si sentono protetti. Il sindaco di San Lorenzo del Vallo oggi ha ricevuto una lettera minatoria perché aveva chiesto pulizia nelle liste. Trovare le forze non è facile».

Mandano bossoli anche a lei?
«No, con me usano tecniche diverse. L’isolamento. Minacce larvate che sono comprensibili solo per chi conosce determinati usi. Come le querele. O le richieste di chiusura di Annozero dopo la mia intervista. Ce n’era una ieri sulla Stampa».

E lei si sente isolata?
«Non c’è dubbio. Isolata dall’ambiente politico. Proprio perché sono considerata troppo intransigente. Non avrebbero gradito nemmeno la mia ricandidatura. Ma tant’è».

10 gennaio 2010

Mississippi burning a Rosarno

"Non siamo razzisti ma quelli sono bestie" dicono a Rosarno.
«Tutti se ne devono andare, tutti», ripete Franco, bracciante agricolo.

«Non siamo razzisti ma quelle sono bestie», dice Giuseppe, che ha due ettari coltivati a mandarini proprio dietro i capannoni dove sopravvivevano i neri.

«Noi emigrati calabresi all´estero non abbiamo mai fatto porcherie come questi beduini da noi», dice Stefano, imbianchino in Germania per undici anni. [la strage di Duisburg è capitata per caso]

Come Tommaso, bracciante pure lui, quarantuno anni e da due giorni e due notti fan di Umberto Bossi:

«Ha ragione lui sugli extracomunitari: chi non ha un lavoro, qui in Italia non dovrebbe entrare mai».

Nella Calabria della Piana - «dove non c´è la mafia perché la mafia è a Roma» - il popolo della grande caccia al nero oggi, primi giorni dell´anno 2010, tifa Lega e non se ne vergogna.

Lo so che non ci credete

La Lega Nord, il partito della difesa del territorio, che governa a Prato ha emanato una legge contro il made in Italy. Essa permette a chi importa i tessuti dai paesi emergenti (anche dalla Cina, allora?) e poi li confeziona in Italia, di chiamarli sempre made in Italy. Altro che Castelli, il nemico dei cinesi ..

La
Corte di Appello ha annullato la Condanna in primo grado al giornalista Marco Travaglio e al direttore dell'Espresso Hamaui, per l'articolo su Forza Italia e mafia del 2002.

I lodi del Partito Democratico: ma nel programma del Partito Democratico, cui io ho pure dato il voto, c'era scritto di ripristinare l'Immunità Parlamentare?
A sentire le proposte di Franca Chiaromonte e Enrico Morando, sembrerebbe di sì.
Forse servono al dialogo sulle riforme, premessa per la riforma della giustizia: così riescono a sfasciare tutto lo Stato e non solo la giustizia.

Più voli per tutti.
C'era una volta la Casta e c'è sempre di più. Il fondo per i voli di stato sale a 37 milioni di euro.
Forse perché si prevedono nuovi nani e ballerine da far salire a bordo?

Criminali di pelle diversa
Dello stupratore confesso di Capodanno 2010, un romano di buona famiglia, i telegiornali non ci hanno detto il nome (e, senza querela di parte, tutto
archiviato).
Del presunto stupratore di Milano, nome, foto e nazionalità. Senegalese.

Mississipi burning a
Rosarno.
Se a Rosarno deve valere, per gli immigrati che si sono permessi di ribellarsi al degrado, alla schiavitù e alla violenza subita, la legge dell'occhio per occhio e dente per dente, forse è ora veramente di abrogare la carità cristiana.

Piove, governo ..
Il paese va sott'acqua, frana, è vittima delle trombe d'aria, è a rischio terremoti e cosa si discuterà nelle prossime settimane? Legittimo impedimento (con l'aiuto dell'UDC di Casini), il processo breve e forse anche delle aliquote fiscali. C'è chi sogna i paradisi fiscali, chi sogna le aliquote.

Il rivoluzionario Casini
Alcuni punti dell'intervista di Pierferdi, ieri sera a Che tempo che fa:

  • Di Pietro punta il coltello alla schiena del PD
  • non vogliamo rifare la coalizione di Prodi (cioè UDC, PD, Idv non è una coalizione allargata)
  • Bondi fa scappar da ridere
  • Non credo né alle primarie né ai gazebo, per un rischio di deriva plebiscitaria
  • Berlusconi ha l'idea di un uomo solo al comando
  • L'illegalità va combattuta con durezza [è vero l'ha detto!!]
  • Se ci fossero più persone come Bersani, la politica italiana sarebbe più seria