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14 ottobre 2023

Non si uccide il primo che passa: L'estate rovente di Contrera, di Christian Frascella

 


Fa un caldo da morire, eppure parecchi di noi sono ancora vivi. È inizio luglio, si boccheggia. Me ne sto fuori, appoggiato alla vetrina della lavanderia di Mohamed, e guardo il traffico, la gente che sta male, quelli che potrebbero addirittura schiattarmi davanti agli occhi.

Diavolo di un Contrera, cacciato di casa dal terribile cognato, Ermanno il buon padre di famiglia, ridotto a vivere in una roulotte fatiscente, con una ex moglie caduta in crisi per quel bambino che avrebbe potuto riunirli, una figlia adolescente che non lo può vedere.
Eppure è ancora lui, coi suoi anfibi, con i soliti vestiti addosso anzi, solo una maglietta sudata perché fa caldo a Torino d’estate.

Barriera di Milano: si chiama cosí il mio quartiere, quello che mi ha dato i natali e pure le pasque, la mia tana, lo stagno nel quale imputridisce tutto.

Nonostante tutto, non ha ancora perso quella sua capacità di farsi odiare da tutti, per le sue battute sempre fuori luogo, per la sua consapevole superficialità, che assieme al suo egoismo lo ha portato a rovinare tutto nella sua esistenza. Una famiglia, un lavoro in polizia da cui è stato cacciato dopo essere stato beccato a spacciare droga, la fiducia nel padre, poliziotto, è riuscito pure a rovinare il rapporto con la ex fidanzata Erica .. Cosa gli rimane? Una sorella, Paola, che cerca di proteggerlo come può, quei due nipoti che stravedono per lui. E poi quella costante sete, sin dalla mattina, ogni momento della giornata, una sete che può solo placare con una Corona ghiacciata.

Come quella che si sta bevendo nel suo ufficio, che poi sarebbe la lavanderia dell’amico Mohamed, dove riceve i suoi clienti, la gente del quartiere Barriera di Milano, ex quartiere operaio oggi trasformato in una babele di mille lingue, dove convivono pensionati, immigrati, criminalità italiana e di importazione. Un quartiere dove “pulsava l’onesta vita operaia”:

.. cammino per Barriera, in mezzo a tutta questa gente sfaccendata, un occhio alle panchine di largo Lauro Rossi su cui sostano spacciatori, clienti, amici di spacciatori, amici di clienti e giovani disgraziati con la pelle d’ebano che hanno messo su una specie di partita a calcetto tra due altalene

Ma nonostante tutto, nonostante quella vita sempre sul ciglio del burrone, nonostante abbia rischiato la pelle più volte (l’ultima volta perfino in diretta video, in “Omicidio per principianti), Contrera è ancora qua. A cercare di risolvere i casi che gli affidano i suoi clienti: come per esempio Giulia, un’amica della sorella Paola che gli chiede di indagare sul marito, Enzo Marsala, un operaio come tanti, perché sospetta che la stia tradendo: i segnali ci sono tutti, una macchia di rossetto, torna a casa spesso tardi..

Enzo è cambiato. Si arrabbia spesso, prima non lo faceva quasi mai. Mi scolla di dosso quando cerco di abbracciarlo, non ha piú voglia di guardare la tele con me

Che fare? Poche settimane prima era l’eroe del quartiere Barriera e ora gli tocca seguire un sospetto fedifrago: ma per la sorella questo e altro e così Contrera si mette sulle tracce di questo Enzo, aspettandolo all’uscita del turno dalle presse.

Anche perché la vita non gli ha lasciato altro: non una casa, nemmeno una macchina, la ex moglie si sta lasciando andare e la figlia nemmeno lo vuole tenere più, per come le ha distrutto la vita. Solo quella incredibile sete, la voglia continua di una Corona. Sarò mica diventando un alcolista? No, queste Corona le riesco ancora a reggere.

Finché non finisce veramente ubriaco, dopo una sera al bar, tanto da dover essere accompagnato a casa dalla sua amica Giorgia, la bella ragazza etiope che, memore delle cattiverie che Contrera le aveva fatto da piccolo, gli aveva spezzato il braccio in palestra.

Ma quello che sembrava un incarico banale e semplice, è destinato a diventare altro: per una serie di circostanze, assieme a Giorgia, si mette alle costole di Enzo che, uscito dal lavoro, anziché tornare a casa, carica una prostituta e si apparta in una zona periferica. Eccolo il segreto di Enzo, pensa Contrera: ma improvvisamente qualcuno spara due colpi che uccidono l’uomo e improvvisamente trasformano un caso di corna in un omicidio.

.. l’uomo al volante attira la mia piú completa attenzione sporgendo il braccio e puntandomi addosso la canna di un revolver. Non c’è piú tempo per pensare, c’è solo un attimo in cui so che sto per essere ammazzato..

Omicidio duplice, perché Contrera si ritrova una pistola puntata in faccia, una volta sceso dalla macchina per andare a controllare come sta la ragazza, nigeriana scoprirà poi, che stava assieme ad Enzo.

Sarà un calcio volante di Giorgia a salvargli la vita, ma nulla potrà salvarlo dall’arrivo della volante a cui Contrera a Giorgia dovranno spiegare molte cose: cosa erano lì a fare? Cos’hanno visto?

Non ha molti amici nella vita, il nostro investigatore e nemmeno in Questura, dove incontra il dirigente della Mobile che è stato proprio colui che l’ha cacciato.

Il buon senso direbbe, una volta tornato a casa dopo una lunga notte, di lasciar perdere quel caso. Eppure Contrera non sarebbe Contrera se lasciasse le cose a metà: a modo suo, deve comunque risolvere una indagine, sente nuovamente quella scossa che ti rende vivo.

Le grida della nera sconvolta dall’orrore. Un immediato spasmo mi blocca il respiro. Mi formicolano i piedi, le caviglie, i polpacci. Sono stanco. Sono distrutto. Sono io.

Dunque, chi era questo Enzo Marsala, apparentemente un operaio come tanti? L’indagine nella vita del morto porta a a scoprire che non era proprio una persona molto ben amata. Al lavoro aveva fatto le scarpe ad un collega più anziano per prendere una promozione. Nel passato aveva partecipato ad una rapina da cui si era salvato “cantando” il nome del socio. Da piccolo era stato in un orfanotrofio, un’esperienza che gli aveva lasciato brutte cicatrici dentro. Tanto da non riuscire ad ambientarsi bene con la famiglia adottiva. Un ragazzo ribelle, che passava le giornata in una certa enoteca a giocare a poker coi suoi pochi amici (sempre che fossero veramente amici) e ad esibire un anello prezioso.

Ladro, assassino, fedifrago. Sta venendo fuori un bel quadro a tinte fortissime. Ma cos’altro è la biografia di un uomo se non l’insieme di tutti i suoi peccati?

C’è una teoria, in fondo che potrebbe spiegare questo delitto:

Il motivo non lo so. Ma ho una teoria.
– Quale?

Non si uccide il primo che passa.


E quel coccodrillo che Contrera osserva preoccupato sulla copertina del libro, cosa vuol dire?

Scoprire l’assassino potrebbe essere ancora più pericoloso di quanto Contrera possa pensare: quell’uomo di colore che gli ha puntato la pistola in faccia la sera dell’omicidio è un soldato del “papa nero”, il capo della criminalità nigeriana che gestisce il traffico di droga e la prostituzione. Droga e corpi, perché per queste persone non si tratta di donne, ma di corpi da sfruttare fino in fondo.

Ora deve stare veramente attento Contrera quando gira nel quartiere. Perché si è messo in mezzo agli affari del papa nero, facendo domande in giro, cercando di avvicinare quella ragazza che stava assieme ad Enzo quella sera e di cui l’operaio si era innamorato. Già una volta si è salvato davanti al papa nero. La seconda volta è stato un calcio dell’amica Giorgia. Ma ora come andrebbe a finire?

Ecco, qualcosa lo potete intuire dall’immagine in copertina.

Cinico, disilluso, incapace di voler bene agli altri come anche a sé stesso. Eppure Contrera riesce non solo ad essere simpatico e, a modo suo onesto, per quel suo raccontare la sua vita in prima persona senza voler nasconderci nulla, a nudo (anche perché fa molto caldo in questa estate). E riuscirà anche a trovare il famoso bandolo della matassa: ancora una volta riuscirà a conquistarsi il suo momento di celebrità, “l’ultimo detective di Barriera”.
E la sua vita, riuscirà a sbrogliare anche quella matassa?

Sarà l’ombra del padre, Contrera come lui e poliziotto come lui, a salvargli la pelle e, forse, a dargli quello spunto per cercare di cambiare le cose. Anche nella sua famiglia.

Scorre tutto liscio, senza intoppi in questo romanzo: la scrittura di Christian Frascella, veloce e senza troppi fronzoli. Christian Frascella ci porta dentro un’altra Torino, che non è quella di piazza San Carlo, ma quella del quartiere Barriera di Milano, dove le fabbriche han lasciato il posto alle piazze di spaccio. Dove gli operai sono stati sostituiti da immigrati che diventano subito manovalanza per la criminalità perché questa è l’unica possibilità che viene data loro.

La scheda del libro sul sito di Einaudi e il pdf col primo capitolo.

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon


08 giugno 2022

Omicidio per principianti - la scelta di Contrera di Christian Frascella

 


Certe storie cominciano dove altre finiscono, neanche il tempo di tirare le somme da una parte che i numeri cominciano a incolonnarsi da un’altra. E sono tutti numeri scalognati. Per esempio. Mi sono messo in testa che mio cognato tradisce mia sorella Paola.

Ma che bravo che è Christian Frascella, capace di inventarsi un personaggio che ha tutte le carte in regola per essere definito un vigliacco, una persona meschina, una di quelle che se le conosci le eviti. Ma che ha anche dei guizzi di ingegno, intuizioni fuori dal comune che gli consentono di sbrigliare i casi in cui si trova invischiato. Non è un eroe questo Contrera, certo: ex poliziotto (cacciato per corruzione), ex marito (cacciato per i troppi tradimenti), ex padre. Uno che ha tradito la fiducia di tutte le persone che hanno avuto la sfortuna di incrociarlo, cominciando dal padre, poliziotto onesto, uno conosciuto da tutti nel quartiere di Barriera a Torino, fino alla ex compagna Erica. A proposito, anche questo è un quartiere ex come Contrera, ex operai, ex italiani immigrati dal sud, ora quartiere dove convivono, non sempre pacificamente, tante etnie, tanti colori diversi.

In questo nuovo romano lo incontriamo in piedi, nel salotto di casa della sorella Paola, dopo aver risolto un duplice omicidio e aver rischiato anche la pelle ("L’assassino ci vede benissimo"). Ma non c'è tempo di godersi la gloria, il cognato, Ermanno, lo sta per cacciare di casa (dove viene ospitato malvolentieri dal cognato), mettendosi contro la moglie e i figli, i nipoti che adorano questo zio Contrera così diverso.

Ma anche con la ex moglie le cose non vanno benissimo, specie dopo che questa ha scoperto di aspettare un figlio da lui. E la figlia, Valentina, che ha abbandonato da piccola con la madre, glielo rinfaccia a muso duro, una mattina nel suo ufficio, ovvero la lavanderia di Mohamed, dove Contrera incontra i suoi potenziali clienti di investigatore con tanto di regolare (al momento) licenza.

Hai fatto il cazzo che hai voluto negli ultimi anni e con me hai chiuso. Ma adesso ti tocca un’altra secchiata di responsabilità, e ti devi comportare da uomo.

Comportarsi da uomo. Molti ne sono capaci, come lo era il padre, un esempio per tutti, in polizia, in famiglia, nel quartiere. Come a modo suo lo è il marito della sorella, Ermanno, che lo odia tanto, forse per invidia dell’amore sconfinato che provano per lui i suoi figli, che amano più lo zio che il padre.
Ma Contrera non è pronto ad essere uomo, a prendersi le sue responsabilità, sapendo che questo vuol dire vivere in modo precario tutti i giorni…
Ma non c’è nemmeno tempo per crogiolarsi in tutte queste elucubrazioni: a Barriera, nel suo quartiere, quello in cui dopo il caso del duplice omicidio risolto è quasi diventato un eroe, è sparita una bambina. Glielo dice lo stesso Mohamed,

Esclama: – Contrera! – picchiando su tutte le consonanti del mio cognome. – Che t’è successo? – chiedo. – È scomparsa una bambina.

La bambina si chiama Vicky, Vittoria, è della stessa scuola di Giada, la nipote: nonostante sia passato poco dalla notizia, il piazzale dell’istituto è già pieno di persone venute ad assistere allo spettacolo. La polizia, l’arrivo dei giornalisti, le facce preoccupate di chi deve gestire questo caso, come il tenente Baseggi, come i docenti nella scuola. E le facce preoccupate dei genitori e dei bambini, spaventati da tutto questo anche senza sapere cosa sta succedendo.
A modo suo anche Contrera entra, anche fisicamente, nel caso della scomparsa, per rendersi utile, per mettere da parte tutta l’insofferenza per le tensioni in casa della sorella.

Ma quella bambina scomparsa diventa un suo caso dopo la promessa che si trova a fare, anche impulsivamente, di fronte alla piccola Giada, piccola ma abbastanza grande per comprendere che sta succedendo qualcosa di brutto a Vicky, una bambina di soli sei anni.

Se non la trovano loro, la trovo io. Ed è un impegno che prendo con lei e con me stesso e con gli altri genitori

Questa indagine personale, diventa poi un incarico ufficiale quando Marzia, la madre della bambina, lo assolda come investigatore privato, per ritrovare la figlia. Da dove partire nel quartiere? Dalle voci che si raccolgono attorno alla scuola per esempio: una madre non sempre presente e un padre, anzi, un padrigno, che ogni tanto alzava le mani, con qualche problema.

E poi altre voci da Sergione, il padrone del bar dove ogni tanto bazzica Contrera: Sergione è l’emblema del maschio suprematista bianco, per cui tutti i problemi della vita (e della delinquenza nel suo quartiere) sono a causa degli immigrati e della mano libera che viene loro concessa.

Tutto questo perché Sergione è il peggior razzista di Barriera, e ancora non riesco a capire perché siamo amici,..
Ma anche Sergione ha una sua pista, due pedofili attenzionati dalla polizia, che vivono nel quartiere. Ha avuto quelle informazioni dalle sue conoscenze nelle forze dell’ordine, quelle che dovrebbero poi garantire la sicurezza del cittadino, non favorire la giustizia fai da te dei bravi italiani..

Annuisce. – Ho letto su un sito che scompaiono otto milioni di bambini ogni anno –. Conta con la mano. – Ventiduemila al giorno. Novecento ogni ora

C’è una bambina da trovare (una di quelle novecento ogni ora), c’è una promessa da mantenere con la nipote, la promessa fatta alla madre, Marzia, che l’ha pure assunto. E poi c’è anche la richiesta di aiuto dell’amico Baseggi, che assieme alla polizia locale, sta indagando con tutte le pressioni che ci si può aspettare. Dalla famiglia, dalla stampa, dai superiori.

Così ancora una volta, Contrera deve infilarsi in quella zona buia e pericolosa che è il mondo del crimine, muovendosi in quel quartiere che si appresta alle feste natalizie con la Suzuki della sorella. Un quartiere che è come un mostro affamato, che man mano sta divorando le zone limitrofe

Non posso farci niente. E poi nessuno vuole il mio aiuto. Barriera è una cloaca, un essere mutante che fagocita persone, palazzi, strade, ed estende il suo perimetro anno dopo anno, incontrollabile.

In questa cloaca si muovono predatori in cerca di prede giovani, troppo giovani per comprendere quanto sia duro e cattivo il mondo. Pedofili che si muovono protetti dalla loro rete, dalle loro relazioni, anche dal loro potere economico, per corrompere bambini innocenti da abusare per soddisfare i loro desideri perversi. “L’innocenza è la preda preferita di ogni forma di male” si ritrova a pensare Contrera di fronte a queste persone, scoprendo come ci siano diverse categorie del male, un girone di cui anche lui fa parte. C’è chi spaccia droga, chi fa le estorsioni, chi uccide, chi corrompe e chi si fa corrompere. E poi ci sono uomini che pensano che coi loro soldi possono permettersi tutto

E il tenente aggiunge: – Com’è che in questa città uno solleva un tombino per cercare una cosa e finisce dentro un’altra maledetta fogna?

Ci sono passaggi in questa storia ai limiti del grottesco, come l’incontro faccia a faccia col capo della locale della ndrangheta a Torino dentro una piscina privata, cercando di non annegare. Ma ci sono anche momenti in cui tutto il passato, i ricordi, le persone, tornano galla.

Ma lei, Scianna, non penserà mica che uccidere sia una questione sulla quale tutti gli assassini riflettono puntigliosamente prima di agire. – No, ma… – Il piú delle volte l’omicidio è roba da principianti.

Sarà un’indagine che porterà Contrera a fare i conti con la sua giovinezza, con le delusioni al padre, col ricordo del suo miglior amico che poi ha perduto, con l’anima oscura della città. E con questo assassino principiante che pensava che il crimine fosse la facile soluzione ai suoi problemi.

Ma non è questo che ci insegna la vita. Che invece prima o poi, ci chiede di assumerci delle responsabilità. Magari anche di diventare degli eroi, eroi per un giorno, come capita a Contrera, l’investigatore che non sa stare con le mani in mano, che non fa che che inciampare nei cadaveri di Barriera. Ma che non può salvare tutti.

La scheda sul sito di Einaudi

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15 gennaio 2021

Cadaveri a sonagli di Christian Frascella

 


Cadaveri a sonagli: Piccolo paese, perfide abitudini

Tutti i luoghi sono un luogo, e in ogni luogo il sangue. A volte la morte è una contingenza, succede e basta, come scottarsi la lingua con il caffè bollente. Non puoi prendertela davvero col caffè. O con la moka. O col fuoco. E' colpa tua, anche se non è proprio colpa tua.

Un giallo ambientato nella provincia piemontese, in un piccolo paese chiamato Santa Margherita alle Langhe, un paesino di vigneti dove lavora l'80% della popolazione per arricchire il restante 20% che vive nelle sue ville chiuse. Per paura dei ladri.

E proprio da un furto parte tutta la storia dentro cui troviamo lo stile crudo e veloce di Joe Lansdale, i personaggi della commedia all'italiana di Monicelli e Risi e un pizzico di violenza alla Tarantino.

Succede quando persone che hanno solo il miraggio dei soldi, della bella vita, oppure cresciute in un piccola bolla, si ritrovano di fronte alla classica occasione che fa l'uomo ladro.

Lea e Nicola erano in auto e guardavano la villetta. L’avevano scelta tra decine di simili nel paese di Santa Margherita alle Langhe, cinquemila anime, tenore di vita alto perché erano quasi tutti viticoltori che, per il semplice fatto di produrre vino in quella zona, esportavano in tutto il mondo.

Nicola e Lea sono due ladruncoli, si sono conosciuti in un bar dove lui ha rimorchiato lei.

Lei che voleva scappare da una famiglia che la schiacciava e lui con moglie e figli alla ricerca di avventure.

Svaligiare villette è proprio l'avventura giusta di due come loro, che si credono furbi e duri, pronti a svaligiare anche quell'ultima villa che hanno tenuto d'occhio per giorni.

Gianni Rimoli è il proprietario di quella villa. Ed è anche il gestore di un ristorante (con chef alsaziano e conto salato) comprato coi soldi della moglie.

Ma Gianni ha anche un'amante, Olga, l'ultima della tante, tutte o quasi cameriere su cui aveva messo gli occhi. Ma con questa Olga potrebbe essere la storia giusta per mollare tutto. Se non ci fosse la moglie.

Carla, così si chiama la moglie. Un padre militare in pensione, un padre autoritario, di quelli che ti tolgono quell'allegria di essere bambini e spensierati.

Ma una ricca fortuna ereditata da una zia, ed ecco allora la voglia di scappare da quella famiglia, magari col primo che ti fa stare bene, uno come Gianni ad esempio. Uno con la bella faccia ma che sai che ti ha sposato solo per i soldi.

«Infatti: hai una bella faccia, per questo t’ho sposato. E sei il pro-prie-tario.» Sogghignò. «Perciò hai già avuto più che abbastanza. E guarda che lo so che mi hai voluta solo per i miei soldi.»

Rocco lavora proprio in una delle aziende vinicole. Una vita tranquilla, di uno che alla vita vorrebbe chiedere tanto ma non ha voglia di metterci nulla di suo.

Una compagna con cui convive e un cane, un pinscher di nome Omar, che deve portare a spasso malvolentieri (anche se è il cane di lei).

Omar era un pinscher nevrastenico, soprattutto quella mattina. Tirava il guinzaglio come se cercasse di strappare il braccio di Rocco e lui tirava a sua volta, ..

Proprio come quella mattina, quando si trova a passare davanti la villa, dopo che sono passati i ladri e vede qualcosa che dovrebbe fargli scattare una certa reazione. Se fosse un onesto cittadino.

Ma invece Rocco, come Gianni, di fronte a quell'occasione, si mostra per quello che è.

Riccardo Rua, accertatore delle Assicurazioni Malta, era in piedi nello studio dell’oncologo a osservare con blando timore la tac dei suoi polmoni appesa al pannello luminescente.

Rua è l'accertatore mandato in paese, c'è una polizza in ballo sul primo cadavere e quella polizza stuzzica gli appetiti di tanti. E i sospetti dell'assicurazione.

E' un accertatore di quelli bravi, scrupolosi, ma in questo momento della sua vita, Rua non ha nulla da perdere.

E i buoni? In un giallo non possono mancare i buoni, direte voi. No, in questa storia da piccolo paese, di persone vigliacche, un po' meschine, rese ciniche anche dalla mancanza di vedere un domani diverso dall'oggi, di persone buone ce ne sono poche.

Ad investigare sui delitti del paesino nelle langhe, c'è una investigatrice appena arrivata dalla grande città, Dora Baron. In fuga “dall'errore”, un colpo di pistola di troppo sparato durante un inseguimento. E in fuga anche dalle sue paure, la “paura di non farcela, di non essere all’altezza, di rovinarsi anche lì già nei suoi primi giorni di lavoro”.

Gli agenti della locale stazione di polizia non hanno mai seguito una vera indagine. Un furto? nemmeno. Figuriamoci un caso di omicidio. Anzi, i casi di omicidio. Perché, come recita il film “Mississippi burning” i serpenti a sonagli non si suicidano da soli.

No, si ammazzano l'uno con l'altro. Come in un film di Tarantino, appunto.

Perché quella che all'inizio sembra un banale furto, per una serie di circostanze fortuite (il caso, la sfortuna, il credersi dei criminali veri quando si è solo dei fessi) si trasforma in una storia di sangue e delitti.

Una storia che richiama i giornalisti da tutta la regione (come avvoltoi attorno ad una carcassa) e che stuzzica gli appetiti morbosi della brava gente, quella che segue le trasmissioni da cronaca nera per ascoltare i peccati degli altri.

Perché dal primo delitto, tutti i personaggi della storia cercano di ricavarci qualcosa

E invece scopriranno quando il destino sa essere cinico, molto più di loro.

Cadaveri a sonagli è un romanzo corale, senza nessun vero protagonista principale, con dentro un pizzico di umorismo per condire una storia nera. E' uno di quei romanzi da divorare pagina dopo pagina perché ha un ritmo veloce, come veloce scorrono le vite delle tante persone che si incontrano.

Persone che cercano di cambiare il proprio destino, di dare alla propria vita una svolta, senza rispettare le regole. Col solo miraggio dei soldi, per dare una svolta alla vita, anche a costo di uccidere.

Quanto è facile ammazzare qualcuno, vero? E invece no

Se sei intenzionato a uccidere, devi saperlo fare. Un po' come in tutte le cose. Non ci si improvvisa assassino ...

La scheda del libro sul sito di Mondadori

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06 luglio 2020

L'assassino ci vede benissimo, di Christian Frascella




La lunga notte di Contrera

Sono sdraiato accanto a Erica, e tra pochi mesi diventerò padre per la seconda volta. La guardo dormire alla debole luce che saetta dalle tapparelle. È bella anche nella semioscurità.

I capelli come un sole rosso attorno al viso sereno e appagato. Individuo le sue lentiggini. Dice che la piccola la prendevano in giro ..

Si apre con questa immagine placida e romantica il terzo romanzo di Christian Frascella della serie con Contrera. Ma non preoccupatevi, è solo la quiete (mattutina, al risveglio) prima della tempesta. La tempesta che si abbatterà sul nostro investigatore privato nelle successive 24 ore: “la lunga notte di Contrera”, forse un omaggio alla calda notte dell'ispettore Tibbs, dopo l'omaggio della copertina al taxista nevrotico di Martin Scorsese.

Bentornato Contrera, l'investigatore privato capace di distruggere quanto di bello ha attorno e di ficcarsi nei guai senza nemmeno rendersene conto.

Un matrimonio fallito alle spalle, una figlia di cui si è perso la crescita, cacciato via dalla polizia (per una partita di droga con cui scappare in Cosa Rica), un'onta per la polizia e per il padre, la cui ombra grava ancora sulla sua vita. Perché il padre era un riferimento per la gente del quartiere, che di lui si fidava.

Un baratro. Una voragine dentro la quale mi sono lasciato scivolare. Ho rubato cinque chili di coca dal magazzino della Narcotici, per rivenderla. Ma mi hanno beccato e cacciato dalla polizia. E mio padre si è suicidato. Sta tutta qua la mia vita..

Una vita di fallimenti, forse anche per una forma di autolesionismo, o forse per l'incapacità di essere sinceri con sé stessi e gli altri.

In fondo dentro di noi c'è un po' di Contrera. Ma almeno noi non giriamo il quartiere Barriera di Torino con una giacca militare e un paio di vecchi anfibi. Non riceviamo i nostri clienti nella lavanderia di Mohamed, in cui ricevere clienti come Abdellah, che nel suo paese sarebbe un infermiere, in Italia deve consolarsi di scaricare cassette di frutta a Porta Vittoria.

Abdellah a cui un concessionario senza scrupoli (ma con molte pezze d'appoggio anche nelle forze dell'ordine) ha venduto un bidone. Contrera dovrebbe aiutarlo a riprendersi i soldi.
E' questo il primo incarico di Contrera, altri ne arriveranno, altri soldi, anche sporchi, passeranno di mano.

Ma prima di infilarsi dritto dentro la “lunga notte” farà in tempo a rovinare per sempre i rapporti col cognato, con la figlia Valentina e con la fidanzata Erica.
Rischiando anche di essere impallinato da un anziano pensionato, uno di quelli per se si vede un ladro meglio sparare, non si sa mai...

Perché c'è una strana e brutta aria nel quartiere (e anche nel paese): in tanti stanno soffiando sul fuoco dell'intolleranza razziale per sfogare la propria rabbia.

E ancora una volta il nostro Contrera si trova in mezzo di questo scontro (e più avanti nella storia si troverà proprio nel centro del mirino): in mezzo a gente come l'amico Sergione, che sta mettendo in piedi una ronda di cittadini che vogliono farsi giustizia da sé contro gli spacciatori

.. hai visto com’è ridotto il quartiere? Droga e musi neri a tutti gli angoli, si son presi le nostre case, i nostri garage, i nostri negozi, la nostra libertà di portare a pisciare il cane la sera senza che ci succeda niente.

E gente come Eddie, l'amico nigeriano coi dread, che non è uno spacciatore, non fa parte della mafia nigeriana, ma ha il problema di avere la pelle di quel colore scuro.
Ma la calda notte è solo all'inizio: cosa può succedere di peggio, dopo aver rotto con la moglie, con la figlia, col cognato (col rischio concreto di non poter rivedere la sorella e i nipoti)?
Rimanere coinvolto in un omicidio: quello del kebabaro Basim, ucciso assieme ad un signore italiano col Borsalino a cui quei kebab piccanti piacevano proprio.
Eccola, la notte calda di Contrera: mentre una nebbia grigia avvolge la città rendendo tutto più inquietante, mentre la miccia dello scontro etnico tra immigrati e brava gente si consuma in modo fatale, il nostro investigatore deve portare avanti la sua indagine per salvare l'amico Eddie che, per una serie di circostante, è l'assassino più probabile.

Perché Contrera è anche questo: quel tipo di detective che prende tante botte ma che alla fine riesce a sbrogliare la matassa anche grazie al suo intuito. Arrivando a capire il chi e il perché di questo assassino, un assassino che ci vede benissimo.

Penso che l'assassino tirando le somme, sia un privilegiato: è l'unico a conoscersi fino in fondo, l'unico a sapere fin dove è capace di arrivare un essere umano. Noi tutti siamo a metà di un tunnel buio, lui invece ci vede benissimo.

Un po' Marlowe e un po' Coliandro (l'ispettore polizia di Carlo Lucarelli) Contrera si muove nel quartiere Barriera di Torino, ex quartiere operaio dove le tute blu sono state sostituite da pensionati, da commercianti che cercano una via di fuga, da immigrati di tutte le nazionalità, da spacciatori nigeriani (che stanno prendendo il posto dei vecchi ndranghetisti).

Una Babele di lingue e di popoli, con tanti suoni e tanti odori diversi, come in tante altre periferie d'Italia, coi suoi problemi di degrado, di abbandono, di insofferenza e di tensioni che crescono.

Il romanzo non è andato troppo distante dalla realtà, da quel mondo dove vivono persone che maturano le loro “fissazioni sballate” (farsi giustizia da soli, con le armi, con la violenza) nel vuoto della loro esistenza.
Oppure persone che cercano la loro vendetta proprio per dare un senso alla loro solitudine ...

Tutto questo è lo sfondo dell'indagine più difficile in cui Contrera sia mai stato tirato dentro, ad un passo da una sparatoria, tra vetrine spaccate, colpi di fucile e bombe dimostrative che di dimostrativo hanno poco.

Un mondo vero, che il nostro investigatore attraversa e a cui sopravvive con la sua dote di sarcasmo a volte veramente fuori luogo, ma che è anche la sua arma.

La scheda del libro sul sito di Einaudi
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06 giugno 2020

Il colpevole se ne frega, di Christian Frascella


Tutti gli uomini mangiano. Ogni uomo mangia a modo suo. Di solito a pranzo non torno a casa, mi arrangio in giro, un pezzo di pizza, un kebab non piccante, un hamburger da un euro – quelli per i poveracci – e una birra Corona, con o senza limone nel collo della bottiglia: sono un uomo dai gusti semplici, ma se il mondo somigliasse al mio apparato digerente ci sarebbero solo caos e scariche temporalesche.
Non conoscete Contrera? L'investigatore privato più famoso del quartiere Barriera di Milano (che poi è a Torino)? Non conoscete nemmeno il quartiere di Barriera, ex zona operaia delle tute blu dell'Iveco, Fiat, Magneti Marelli, oggi diventato una delle zone più multietniche della città?
Cammino per le strade di Barriera, incrocio italiani che conosco da sempre ed extracomunitari perlopiú senza permesso di soggiorno che conosco da poco; [..] Dio e Allah hanno fatto un patto e tutt’e due stornano lo sguardo da questa zona, ci lasciano cuocere a fuoco lento nel nostro brodo multietnico. Ma tant’è.

Ecco, questo breve racconto è l'occasione buona per rimettervi al passo: Christian ce lo regala, come Ebook, anche come medicina per curare la nostra solitudine nelle settimane del lockdown (ma potete leggerlo anche ora, dove possiamo incontrare congiunti, non congiunti, amanti e affini).
Contrera si presenta fin dalle prime pagine: ex poliziotto cacciato dopo essere stato beccato a spacciare un carico di droga sequestrato, un padre ex poliziotto pure lui, suicidatosi per la vergogna.
Una ex moglie e una figlia, Valentina, con cui ha un rapporto difficile. Una ragazza, che forse è diventata ex anche lui, che non vede da tempo. Una sorella (e due nipoti) che lo ospita a casa, nonostante l'ostilità del cognato, direttore di banca, che non perde occasione per rinfacciargli di essere ospite sgradito.
Una vita di fallimenti alle spalle e davanti solo un presente da investigatore privato, senza un ufficio, nemmeno un auto per pedinare le persone (come si vede nei film), o per seguire i casi dei pochi clienti. Clienti che riceve nella lavanderia di Mohamed che, magnanimo, gli ha concesso perfino un frigo dove tenere al fresco le sue birre Corona.
Io sono Matteo.
E cosa fa, Matteo? La cosa meno immaginabile: tira fuori una rivoltella e la appoggia sulla coscia tremante.
Clienti come Matteo, che si presenta nel suo “ufficio” con una pistola in mano, cosa che mette in agitazione il nostro Contrera.
E' venuto, armato ma senza cattive intenzioni, per raccontare una brutta storia che riguarda il fratello, Daniele: anni fa fu investito da un guidatore strafatto, che nemmeno si era accorto di aver messo sotto un uomo. Michele Sabino, questo il suo nome, dopo essere finito in una comunità, è tornato nel quartiere, nella casa di via Brandizzo, che la madre aveva promesso proprio a Daniele, come risarcimento per quanto gli era successo, ovvero finire in carrozzella per il resto della vita. 
Contrera dovrebbe andare da questo Michele e chiedergli .. già chiedergli cosa? Di andarsene? Deve mettergli paura? Nemmeno ha capito cosa deve fare, ma Contrera è uno che quando accetta un incarico deve andare fino in fondo.Arrivato a casa di Michele, dopo un felice incontro con uno spacciatore del quartiere, Contrera fa una brutta scoperta. Qualcuno è entrato nell'appartamento e lo ha ucciso, strangolandolo con un laccetto di plastica.
Gli chiederei come cazzo faccia a non avere freddo conciato cosí, a inizio novembre Giuro che glielo chiederei. Se solo potesse rispondermi. Se solo fosse vivo.
Cosa c'è di peggio di essere beccati dentro un appartamento dove c'è appena stato un omicidio, sta arrivando la polizia e te ne devi scappare a gambe levate? Sparare allo specchio scambiandolo per l'assassino.Così, oltre a dover spiegare alla polizia cosa ci faceva dentro quell'appartamento, ora deve pure dare conto di quel morto, inventandosi una storia che possa apparire credibile, per quanto possibile.
Non è che questa storia fa acqua da un piccolo foro nella camera d’aria. Questa storia è proprio uno scolapasta, l’esempio lampante di come certe stronzate non possano essere improvvisate cosí sul momento.
Chi ha ucciso Michele Sabino? Gli spacciatori del quartiere, dove non godeva di grande stima, raccontano che aveva iniziato a spacciare, vendendo a poco prezzo roba di poca qualità.Un vendetta tra pusher? Un “cliente” che, magari in un momento di crisi, lo ha fatto fuori?
Ecco, Contrera porterà avanti un'indagine collettiva, nel vero senso della parola, a metà tra il western-style e la commedia all'italiana, per arrivare al colpevole, quello che se ne frega del morto e della sua colpevolezza.
Il 30 giugno esce il terzo romanzo di Christian Frascella con protagonista Contrera: nell'attesa, potete iniziare a conoscerlo (e a conoscere il microcosmo di Barriera) con questo e-book.
La scheda del libro sul sito di Einaudi
I link per ordinare l'ebook su Ibs e Amazon

22 aprile 2019

Il delitto ha le gambe corte, di Christian Frascella



Incipit

- Anche tu da queste parti, Contrera? - mi chiede Eddie. 
Riesco a malapena a distinguere le sue parole, c'è un tale casino qui in corso Vercelli che vorrei infilarmi i tappi nelle orecchie.E' la festa di Barriera. Donne e uomini di tutte le etnie si sono ritagliati un posto, ognuno sviluppa un baccano diverso.I balli sardi risultano più mosci rispetto a quelli dell'est Europa.
I rumeni ci danno dentro con i fiati e sono sballati dalla birra e da chissà altro. I colori dei costumi accecano.
 
- Sono con mia sorella e mia nipote. Fosse per me sarei rimasto a casa. O in ufficio.

Contrera è tornato, fa sempre l'investigatore privato (dopo essere stato cacciato dalla polizia) e riceve i suoi clienti nel suo ufficio che poi è la lavanderia a gettoni di Mohamed, abita sempre nella casa di sua sorella Paola, con grande gioia dei nipoti e molto fastidio da parte del cognato, il re dei banchieri.
Il rapporto con la ex moglie, Anna, sempre più incasinato per non parlare del rapporto con la figlia Valentina.
Pochi clienti, tra mariti cornuti o mogli tradite, selezionati in quel quartiere multietnico che è Barriera di Milano, periferia un volta operaia di Torino. Oggi incrocio di etnie e culture, ma anche di criminalità sempre più spietata e forte.
In questo romanzo il suo autore ha deciso di strafare, riuscendo a complicare ancora di più la vita del nostro antieroe, mettendolo in mezzo a più indagini, una più complicata e rischiosa dell'altra.

C'è un cinese, Long Lai, che è scappato dalla moglie e dai figli, dopo che il suo ristorante è stato chiuso dall'ufficio igiene. Mai sottovalutare un cinese, anche se piccolo, si rischia di venire picchiati e di fare una brutta figura con una ragazza bellissima che ha appena adocchiato alla festa del quartiere.

Lei si chiama Catherine, americana, di quelle che storpiano a modo loro la pronuncia delle parole: non solo sorride a quell'uomo di mezza età con una giacca militare che è appena stato steso da un cinesino. Ma accetta anche di bere qualcosa da lui e a portarselo anche a casa.
No, non partite subito coi preconcetti: c'è qualcosa che non va in quella ragazza, è finita in qualche casino (e Contrera è pur sempre un ex poliziotto), per strada ha salutato quel Macchi, uno spacciatore di una certa importanza.. In che “abisso” si è cacciata?

Nel suo ufficio, il giorno seguente, arriva Valentina, la figlia, che gli racconta della madre, nonché ex moglie, che è finita in una brutta storia di stalking: un uomo con cui è uscita che non vuole sapere del fatto che la loro relazione sia finita.
Non sono solo le telefonate, l'uomo è passato alle scenate e alle imboscate al lavoro.
Ci penso io, fa l'uomo Contrera, nella duplice veste di ex marito preoccupato e di investigatore coscienzioso: chi è questo Danilo Roggia, architetto di un certo successo, che si considera il padrone delle vite delle donne di cui si innamora?

«Le persone dentro, sono più nere che bianche», mi disse una volta mio padre [..] 
«Solo che non lo sanno, - proseguiva. - O non vogliono saperlo. Pensano di non avere colore». 

Lui diceva così, e ci credeva, perché era un uomo trasparente, pulito come il primo vento della sera.Gli uomini sanno di essere neri dentro. O non farebbero certe cose.Penso a me e a Danilo Roggia. Chi è nero lo sa.


La soluzione più immediata è trasferirsi a casa di Anna, che poi sarebbe la sua ex casa, per difenderla da questo Roggia a cui il discorsetto iniziale non è servito a niente.
Una convivenza un po' complicata, perché tra Anna e Contrera c'è un muro, di cose non dette e di cose, molto cattive, che sono state rinfacciate.

Ma non è l'unica complicazione: Catherine Rovelli, la ragazza che poteva essere una botta e via, se Contrera non avesse vestito i panni del confessore, ha appena investito un uomo che poi è quell'Emiliano Macchi, spacciatore per conto della famiglia Manduri.

Ad avvisarlo l'amico tenente dei carabinieri Baseggi: sul posto dell'incidente Catherine non c'è più, solo la sua macchina, con la sua borsa. Lei è scappata via.


Sul posto però, Contrera incontra il brigadiere Spaziani, zio Pietro, vecchio amico del padre: è stato lui il primo ad accorrere sul luogo dell'incidente.
Catherina avrebbe investito Macchi per vendetta, per un litigio? Possibile?
Sembra tutto troppo evidente..

All'incarico di ritrovare Long Lai, a quello di proteggere Anna (e sopravvivere a quella difficile convivenza), si aggiunge ora un nuovo lavoro, che gli arriva direttamente dal capo della 'ndrina di Barriera.
E la Voce roca di Manduria l'uomo più potente di Barriera. Suo padre è arrivato dalla Calabria negli anni 70 inviato dalla sua 'ndrina. Ha usato tutti i mezzi illeciti per diventare il padrone della città, sconfiggendo a suon di pallottole la malavita locale. Ha lasciato il quartiere a suo figlio Salvatore, che è lo stimato proprietario di bar, night, cinema, hotel, palestre come quella ed esercizi commerciali vari.Tutto ciò grazie al potere della bamba. Il mercato della Coca era suo fino a un annetto fa, adesso è costretta a spartirselo con la mafia nigeriana che sta prendendo sempre più piede. Ogni tanto qualcuno muore, nero o bianco che sia, dipende da chi ha sparato per primo.

Per 5000 euro deve ritrovare Catherine o fargli avere notizie: una cifra che gli fa superare tutti gli scrupoli di lavorare per uno ndranghetista che, nel passato, gli ha fatto anche bruciare l'auto.
Ma non è finita qui.

Perché Contrera deve anche girare per il suo quartiere col braccio ingessato, per una frattura all'ulna.
Andiamo con ordine: preso dalla smania di imparare il Krav Maga (e non venire più picchiato da un cinese), Contrera viene atterrato durante la prima lezione da una ragazza che poi si scopre essere una ex compagna di classe delle medie. Una ragazza che lui aveva bullizzato per il colore della sua pelle (che Contrera sia stato stronzo nel passato lo sappiamo, no?).

Una bella confusione:
Ok facciamo un rapido bilancio tradivo mia moglie e mia moglie mi ha tradito con un amico. Volevo spacciare droga rubata il deposito prove della Narcotici e quelli mi beccano e mi costringono a dimettermi.
Ho fregato informazioni alla donna che amo e adesso non so nemmeno che fine abbia fatto. Maltrattavo una ragazzina di colore che 27 anni dopo è diventata cintura marrone di Krav Maga e mi ha spezzato un braccio. Se fai lo stronzo, aspettati una pioggia di merda.

Riuscirà a difendere la sua ex famiglia con un braccio ingessato? A trovare Catherine e scoprire le origini dell'abisso in cui era finita? E non dimentichiamoci che c'è un uomo che ha abbandonato il tetto coniugale, che l'ha pure menato.

Rispetto al precedente, questo nuovo romanzo di Frascella, è molto più ricco, più riflessivo, più articolato del precedente: il racconto del quartiere in cui tutto si svolge, Barriera di Milano, lascia spazio in questo libro al racconto della vita delle persone che orbitano attorno al protagonista.
Perché, certo, Contrera è un poliziotto sporco, un uomo che è scappato già tante volte dalle sue responsabilità, una persona che non sembra capace di vivere secondo gli schemi (una casa, una famiglia) che gli stanno stretti, che si è nascosto dietro le donne della sua vita. Un cialtrone dalla battuta pronta, con la passione per la birra Corona che ancora sta imparando dai suoi errori ...

Ma tutto attorno c'è un mondo,ci sono persone coi loro pensieri, coi loro segreti, che fanno paura: quando hai a che fare coi problemi e i drammi delle persone, quei pensieri, quei drammi ti arrivano addosso
I segreti della gente. Il mostro che dorme nell'anima per decenni,e poi si risveglia. Guardo dal finestrino mentre torno in Barriera. Pensieri come denti in quelle teste. Serpenti che si allungano dal cranio al cuore. La gente. Le cose che. fa. Siamo bestie.

Perché ci sono persone come Danilo Roggia che considerano le proprie compagne o moglie come oggetti di loro proprietà.
Perché ci sono persone che una volta entrate nella dipendenza della bamba, la droga, non ne riescono più ad uscir fuori. Una spirale verso il basso, coca, sesso, segreti, ricatti, che coinvolge tutti quanti, anche persone in alto.
Perché, infine, ci sono persone che ad un certo punto della vita non riescono più a dire no, alla tentazione dei soldi facili, dell'andare oltre le regole.
Non è vero, papà. La verità ha troppe facce e non c'è nessun cazzo di faro nel buio. C'è solo tenebra. E tu lo hai imparato, proprio da me.

La scheda del libro sul sito dell'editore Einaudi
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

29 ottobre 2018

Passione per il delitto (2018) ore 13.00: a pranzo con Frascella, Venturi e Oggero

Christian Frascella, Margerita Oggero, Filippo Venturi e Carmen Legnante



Moderati da Carmen Legnante, alla Passione per il Delitto hanno presentato i loro libri (mentre noi pubblico ci gustavamo un piatto di tortelli in brodo)

Christian Frascella, Fa troppo freddoper morire, Einaudi

Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente.

Margerita Oggero, La vita è un cicles, Mondadori

In una gelida mattina d'inverno, nel retro dell'Acapulco's, uno dei peggiori bar di Torino, viene ritrovato un morto ammazzato. Chi è? Ma soprattutto, chi l'ha fatto fuori, e perché? Massimo, giovane laureato in Lettere che per sbarcare il lunario prepara panini e scongela brioches precotte, non sa nulla di quel cadavere con la faccia spappolata, così come sembra non saperne niente neppure Gervaso detto Gerry, il figlio del padrone del bar.

Filippo Venturi, Il tortellino muore nel brodo, Mondadori

Emilio Zucchini, proprietario della trattoria La vecchia Bologna, è uno scapolo impenitente, devoto alla gioia dei suoi clienti e al rispetto ortodosso delle ricette della cucina bolognese. Nicola Fini è il suo amico fraterno che è appena stato abbandonato di punto in bianco dalla moglie. Joe Solitario è un cantautore disperato. Cico Pop e Mangusta sono gli scagnozzi di un boss della malavita locale.

Ha cominciato Christian Frascella, raccontando del suo personaggio:

Contrera è un ex poliziotto che ha un'agenzia investigativa in una lavanderia gestita da un nordafricano: gli viene chiesto un favore da Mohamed, aiutare il nipote a venir fuori da una brutta storia di debiti.
Contrera si trova catapultato in un caso più grande di lui, non le solite storie di corna: c'è di mezzo la mafia nel delitto in cui si trova immischiato. E ora dovrà lottare contro la mafia per un senso di giustizia.

Come nasce il personaggio?
Contrera nasce da una nostalgia dei gialli americani, Marlowe in primis. Nel corso del tempo avevo notato che nei gialli italiani c'erano troppi commissari intelligenti: così ho creato un personaggio che è un commissario stupido.
Contrera ha una storia personale molto incasinata: separato, senza casa propria, vive dalla sorella con un cognato antipatico, un padre poliziotto, famoso nel quartiere Barriera, di cui voleva seguire le orme, ma in polizia si è fatto cacciare.
Nessuno sopporta Contrera, tra le persone che gli stanno accanto: ma ha una certa dose di autoironia.

I luoghi del personaggio: la periferia torinese.
Barriera di Milano è un quartiere senza fabbriche, diventato un mercato di spaccio di eroina, la mafia nigeriana: in questo ambiente pericoloso si muove Contrera, un ambiente che conosce e dove è conosciuto.
Contrera inizia ad indagare e scopre che dietro il delitto c'è la ndrangheta.
Il titolo originale doveva essere "Per non morire", bocciato dall'editor: il titolo è nato da una fredda sera torinese, dove nevicava e "faceva troppo freddo per uscire"..

Margerita Oggero ha parlato del suo giallo, anch'esso ambientato a Torino:

Il cicles è la gomma da masticare: il protagonista è un laureato, Massimo con una laurea che non riesce ad usare.
Lavora in un bar, una mattina entrando nel bar dove lavora trova un morto ammazzato: un ragazzo colto, nel peggior bar di Torino, poca voglia di lavorare in quel posto .. Tanti opposti che si ritrovano anche nel resto del romanzo.

Come nasce il personaggio.
La zona nord di Torino è la zona più brutta: è la zona dove sono avvenute tutte le migrazioni, dal Veneto, dal sud e ora dagli extra comunitari.
E' una zona ex industriale, oggi purtroppo diventata zona degradata, dove c'è la banca più rapinata della città: volevo parlare delle periferie della città urbane che si stanno trasformando in incubatori della criminalità: come disse Renzo Piano, le periferie sono aree da "rammendare", ricucire.
Dove nasce il terrorismo nelle città europee? Nelle periferie.
Il secondo tema è la precarietà dei sentimenti e poi la precarietà del lavoro.
Massimo fa il barista, nel retro del bar e anche il badante, due giorni la settimana.
C'è un uso del dialetto veneto, perché nel quartiere Barriera c'è stata molto immigrazione dal Veneto e queste famiglie sono oggi delle enclave dove si parla questo dialetto.
Dai veneti, ai meridionali ai nordafricani di oggi.
Si parla di droga e di ludopatia, una malattia che sta distruggendo tante persone.
Da dove viene quella parola nel titolo, cicles? Perché la prima fabbrica italiana che ha prodotto i chewing gum si chiamava così.

Tocca ora al ristoratore bolognese nonché giallista, Filippo Venturi

Questo è un giallo degli imprevisti e delle coincidenze: protagonista un oste che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Una rapina a Bologna da tre malviventi nello stesso istante: l'amico del protagonista, uno chef, si trova a passare da quelle parti per caso.. Coincidenze.
Mi piace giocare con le contraddizioni prese dalla vita, mi piace sdrammatizzare quando scrivo (sono uno scrittore per caso, sono un ristoratore).

Come nasce il personaggio.
Ho voluto cimentarmi con questa avventura letteraria che, ora, mi ha cambiato: mi sento come una persona che oggi sa ascoltare: Zucchini, il protagonista, è molto autobiografico, è una persona che ascolta i clienti, che a fine pranzo "legge i ragù", è una persona con doti da sensitivo.
Capisce che, se qualche piatto non è uscito bene, sta per succedere qualcosa.
Come quella mattina quando la sfoglia per la lasagna non gli vuole uscire: assiste ad una scena, uscendo dal locale, che gli cambierà la vita.
Questo richiamo alla morte serve per dare la vena di ironia al libro che non è un libro di cucina.

I luoghi della storia
Bologna è anch'essa protagonista: una Bologna autoironica, solare e capace ancora di accogliere ma dove assistiamo a fenomeni di razzismo.

19 giugno 2018

Fa troppo freddo per morire, di Christian Frascella



La prima indagine di Contrera
Incipit
Sono nella lavanderia a gettoni di corso Giulio, dove lavoro. Anzi, dove sto di base. Non mi occupo di lavatrici e detersivi, sono un investigatore privato senza ufficio. Un ufficio mi costerebbe troppo per quello che guadagno, quindo ho fatto sapere in giro che se qualcuno ha bisogno dei miei servizi può trovarmi in questo posto. Mohamed Sabil, il marocchino padrone del locale, mi lascia stare qui perché ogni tanto lavoro per la sua comunità, con buoni risultati. Devo essermi distinto almeno per l'impegno, perché nessuno dei miei clienti ha ancora preteso in cambio la mia testa. Invece fuori dal quartiere c'è una lunga lista di persone che mi vorrebbero morto, per esempio la mia ex moglie. E forse anche mia figlia, che non vedo da otto mesi, più o meno.

C'è un nuovo investigatore che si aggira per le strade, innevate, di Torino, anzi per le strade del quartiere Barriera di Torino.
Si chiama Contrera, solo Contrera, senza un nome (per una vecchia storia su suo padre): una volta faceva il poliziotto ed era anche abbastanza bravo. Una moglie, una figlia.
Finché, ad un certo punto, non ha deciso di superare quella linea che separa il lecito dall'illecito, intascandosi una certa dose di droga da piazzare poi nel quartiere, non vedere più certi reati della 'ndrangheta..
Da lì in poi, la caduta. Cacciato dalla polizia, dalla moglie, dalla casa..

Ma non dal suo quartiere: ex area industriale della Torino che della Fiat, della Magneti Marelli, dell'Iveco. Barriera è oggi un quartiere multietnico dove le tensioni tra italiani e immigrati cova come brace sotto la cenere:
Ed ecco che mi si stende davanti Barriera, corso Giulio Cesare, il cuore palpitante dell'assurdo. Maghrebini, sudanesi, congolesi che si salutano, s'ignorano, parlano strillando nei cellulari come se dessero ordini al mondo e magari stanno solo chiedendo come va. I cinesi davanti ai ristoranti si preparano ad accogliere la clientela che non ha soldi per pagarsi un pranzo decente e propongono senza fronzoli quello che chi va da loro si aspetta.Uno che so essere ivoriano è appoggiato al muro della farmacia, dove attende la clientela: sta stretto in un giaccone grigio stretto e fuma senza togliersi la sigaretta dalla bocca, nelle fodere delle tasche ha un po' di hashish per i ragazzini che usciranno da scuola.

Incontriamo Contrera nel suo ufficio, la lavanderia di Mohamed, dove accoglie i potenziali clienti, dove passa le giornate e bersi una Corona con uno spicchio di limone, per poi tornare nella casa di sua sorella Anna, la sera:
Ebbene sì, è così. Vivo da mia sorella, a casa di mio cognato, e dei miei nipoti. E' stato tutto un precipitare di eventi. Prima ho mollato la polizia. Poi la famiglia. All'inizio avevo preso un buco in via Ozegna, sempre in Barriera, una specie di soffitta fuori norma di trenta metri quadrati. D'estate sudavo talmente tanto che potevo sentir eil tonfo delle gocce sul pavimento.[..]Mia sorella Paola, che mi vuole bene senza che io abbia capito perché, mi ha offerto un letto da loro, «fino a quando ti rimetti in carreggiata». Allora era inconta di Giada: la stanza della bambina era già pronta, le ho detto grazie ma no, non avrebbero avuto spazio sufficiente per un'altra persona. «Macché. Te ne starai un po' in camera con Alfredo, gliel'ho già detto, è felicissimo».

E pensare che era entrato in polizia per somigliare al padre, poliziotto anche lui, temuto e rispettato nel quartiere:
Ho picchiato ragazzi dell'età di Alfredo per ottenere informazioni.Ho intascato soldi per guardare dall'altra parte.Ho insabbiato casi, fatto sparire delle prove.Ho acquistato una partita di droga che avrei voluto rivendere per arricchirmi.Tutto questo e altro è avvenuto qui dove sto guidando stanotte - Barriera è il mio cuore nero.

Una mattina riceve un nuovo incarico da Mohamed, il padrone dell'ufficio diciamo: dovrà aiutare Driss, figlio di un suo amico, finito nei guai per un debito contratto con la mafia albanese, andando a mercanteggiare una dilazione dei termini con Oskar, il capo della banda, a sua volta sotto la protezione della famiglia Manduri. Ndrangheta italiana.
Manduri è il capo della 'ndrangheta di questa parte di Torino. La sua famiglia si è trasferita in zona negli anni Sessanta, ha scalzato le piccole bande locali a suon di proiettili, si è inserita stabilmente nei gangli del potere cittadino. Se dici criminalità organizzata, a Torino, stai parlando di loro. Lui è il rampollo, l'erede, l'ultimo dei sanguinari e il primo ad aver guardato alla politica e alla finanza con l'intelligenza e la forza di uno scalatore. Ora osserva tutti dall'alto.Quand'ero in polizia l'ho prima osteggiato - con scarsi risultati - poi ho mollato la presa e ho cominciato a guardare dall'altra parte; in cambio ho incassato i suoi bonus fedeltà.

Non è una missione facile, c'è il rischio che qualche scagnozzo perda la pazienza e gli pianti una coltellata addosso. Ma Contrera non è uno che si ferma di fronte a queste paure: va a trovare Oskar nel suo locale, la Stella Notturna, dove la clientela viene allietata da giovani ragazze in vendita.
Dove il nostro investigatore diventa testimone del delitto proprio di Oskar, che trova morto nel suo ufficio dopo che qualcuno ha staccato la luce.
Del delitto viene subito accusato Driss, per due ragioni: è stato visto allontanarsi dal locale e poi il coltello piantato nel petto del boss è il suo, di Driss.
Aiutare Driss vuol dire una sola cosa: scoprire chi ha veramente ammazzato l'ex boss della mala, il cui vuoto di potere è stato subito riempito dalla fidanzata.
Ma questa è una indagine che da fastidio a tanti: tutti quelli che trovano in Driss un comodo capro espiatorio per l'omicidio.
La ndrangheta per esempio, che non vuole troppa polizia che fa indagini veramente (senza insabbiare le inchieste).
I compari di Oskar.
La polizia ovvero i suoi ex colleghi che oggi lo vedono come il fumo negli occhi: specie il capo della omicidi, il vice Questore De Falco.
Mi hanno bruciato la macchina, puntato una pistola in faccia, minacciato, tentato di fregarmi. Però devo restare calmo, cercare Driss, scoprire se è colpevole e, nel caso non lo fosse, restituirlo a Mohamed e alla sua comunità. Ne va della mia reputazione d'investigatore privato: se sgarro mi gioco tutti i potenziali clienti musulmani del quartiere.

Ma, ripeto, per uno nato e cresciuto qui, in questo quartiere, non ci si ferma davanti a qualche minaccia: da dove partire allora?
Da uno strano giro di scommesse fatto da Driss e per cui si è indebitato in quel modo assurdo, arrivando a chiedere soldi perfino alla mala albanese.
Dal giro di prostituzione dentro il locale di Oskar: c'era qualcuno che avrebbe fatto volentieri la pelle al boss?
Saranno giorni difficili per Contrera: nevica per le strade di Torino, fa freddo e deve muoversi con quella logora giacca militare. La ex moglie lo cerca per un problema con la figlia, cresciuta male per il troppo astio respirato tra i suoi due genitori.
Il cognato, che a differenza di lui ha un lavoro stabile, lo vorrebbe cacciare di casa. Perché Contrera è lo zio preferito dei due nipoti.
E poi c'è Erica, un'impiegata di un'agenzia di scommesse con cui inizia una relazione, una cosa un pelino complicata quando non si ha un auto né una casa.
Riuscirà a trovare Driss in tempo prima che qualcuno lo ammazzi per mettere fine a queste indagini?
Riuscirà egli stesso a non finire accoppato?

Lo scopriremo solo alla fine, dopo una serie di incredibili colpi di scena (risolti anche grazie ad una citazione di Faulkner (“il passato non muore mai”), in cui tutte le cose troveranno un nuovo equilibrio.
La verità verrà più o meno a galla: la verità e non la giustizia
Il tempo di mio padre è finito. Marcito, diventato polvere.La verità non ha più nulla a che vedere con la giustizia. Sono due linee sparate nello spazio in direzioni divergenti, non s'incontreranno più. E chissà se si sono mai incontrate.

In questo ottimo esordio, Christian Frascella mescola umorismo, noir, commedia all'italiana per un racconto che è soprattutto un ritratto impietoso (ma non banale, non con luoghi comuni) della periferia torinese.
Una babele di un mondo pieno di contraddizioni, tensioni, criminalità più o meno organizzata.
Ma anche di gente che si preoccupa delle persone della sua comunità.
Il tutto raccontato in prima persona da questo personaggio, che spero rincontreremo presto in una nuova indagine: personaggio in cui ritroverete un pizzico di Lansdale coi suoi Hap e Leonard, il cinismo di Rocco Schiavone di Manzini, l'umorismo di De Silva col suo avvocato Malinconico.


La scheda del libro sul sito dell'editore Einaudi e il PDF del primo capitolo
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