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05 luglio 2010

L'uomo che verrà di Giorgio Diritti

Un racconto in un film, quello di Giorgio Diritti, che lascia alla fine la sensazione di aver assistito ad una favola: una favola come quelle che si raccontavano una volta, con gli orchi e i buoni.
Un racconto dei nove mesi di vita al tempo della guerra, di una comunità in un borgo sulle colline di Bologna.
Sulle pendici del Monte Sole, dove inizialmente la guerra è percepita come qualcosa di lontano, che porta bombardamenti e miseria.
Per poi arrivare a toccare atrocemente la vita quotidiana: con i rastrellamenti e le rappresaglie contro i "banditi".

Qui, tra il 28 e il 5 ottobre settembre 1944, le SS della divisione assassina compirono uno dei più feroci atti di barbarie.
La strage di Marzabotto. Non fu un atto di guerra, ma solo un massacro frutto della ferocia, della barbarie, quanto di più lontano esiste dalla vita.

Ma tutto questo viene visto con gli occhi di una bambina, Martina, un pò estranea dal corpo della comunità, perchè muta, dopo la morte del fratellino. Il suo essere muta accentua allora la sua capacità di osservazione del mondo degli adulti. Come il padre e la madre, che ora aspettano un altro bimbo.
Adulti che parlano, in tutto il film, in dialetto stretto. Come i tedeschi, pure loro parlano in una lingua, gutturale, ostile, che non può essere compresa.
Sarà lei, Martina, la bambina muta che, in mezzo al massacro, salverà il bambino nascondendolo dai soldati che uccidono donne e bambini indiscriminatamente. E' lui, l'uomo che verrà e a cui deve essere nascosta la violenza del mondo.
Per lui, e per tutti morti, che si deve fari sì che mai più una Marzabotto.


26 ottobre 2009

L'uomo che verrà di Giorgio Diritti

"L'uomo che verrà" racconta della strage di Marzabotto (forse il primo film ad affrontare questa pagina della nostra storia).Più che un film di duerra, un film sulla vita in tempo di guerra, lo definiva ieri sera il regista nell'intervista da Fabio Fazio.
La vita raccontata dal basso da quotidiano, dalla vita di tutti i giorni: e la guerra che si insinua piano piano.
La guerra e la resistenza: come resistenza alla presenza dei tedeschi nella propria casa.Un film in cui gli attori parlano nel loro dialetto e in cui la protagonista, per un suo trauma, rimane muta, per i nove mesi in cui l'uomo verrà al mondo (dal grembo della madre).
Lo sterminio delle SS avvenne negli ultimi di settembre 1944: fu compiuto dalla XVI divisione SS panzergrenadier (la divisione assassina, la stessa di Sant'Anna di Stazzema), dal battaglione esplorante del maggiore Reder. 800 morti, di cui 250 bambini.
Fu un'operazione di terrore, compiuta in modo simile ai rastrellamenti contro gli ebrei (ad essere uccisi furono in magior parte donne e bambini): per le SS gli italiani traditori non erano da considerare uomini.
L'armadio della vergogna, la puntata di Blu Notte.
Il video dell'intervista sul sito della Rai.