Visualizzazione post con etichetta Texas. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Texas. Mostra tutti i post

25 maggio 2022

United state of armi

In Texas ieri è avvenuta l'ennesima strage causata dalla proliferazione incontrollata delle armi: non sorprende che il paese, considerato il faro delle democrazie occidentali, che si trova riunito nell'armamento dell'Ucraina per difendersi dall'aggressione russa non riesca ad approvare una legge per controllare e monitorare le armi.

E' il peso della lobby delle armi, bellezza. Il peso di una ideologia che è colpevole dei mass shooting in America: ci sono troppi pazzi armati nelle scuole? E allora armiamo anche i professori.

Il governatore Abbott del Texas non ha mostrato alcun segno di pentimento per la legge approvata nel 2021 (in piena pandemia, per dire, le priorità dei repubblicani) che consente di possedere armi e di poter girare per le strade, senza alcuna formazione.

La democrazia in America funziona così: tanto pronta a difendere la libertà altrui, tanto poco incline a difendere diritti e a lottare contro le disuguaglianze al suo interno.

Ancora oggi, dopo anni, questo grande paese (sotto il cui scudo in molti si sentono sicuri) considera ancora un tabù i crimini di guerra nelle sue guerre per esportare la democrazia, come dimostra la vicenda Assange.

E sì, lo so benissimo che in Russia non stanno messi meglio (e non da ora che ha invaso l'Ucraina): purtroppo nemmeno l'Italia non è messa bene, in termini di libertà di stampa (e disuguaglianze, povertà, diritti).

Il giorno dopo la messa in onda del servizio sulla pista nera dietro le stragi di Falcone e Borsellino, la procura di Caltanissetta ha chiesto alla DIA di perquisire la casa del giornalista Paolo Mondani. 

Per chi non l'avesse vista, sono piste vecchie di anni, basate su documenti rimasti nei cassetti, su testimonianze di ex uomini dello stato i cui verbali non sono stati ascoltati in quegli anni. 

Anche noi in fondo ci consideriamo una democrazia. 

03 aprile 2022

Moon lake di Joe R. Lansdale


 

Mi chiamo Daniel Russell, e sogno acque nere.

Il mio primo ricordo di Moon Lake risale a quando ero ragazzo, in una notte buia dell'ottobre del 1968, in cui la luna quasi piena sembrava fluttuare sulla superficie dell'acqua. Ricordo il bagliore e il modo in cui le ombre degli alberi si allungavano sulla riva del lago, come dita di cioccolato che brancolavano in cerca di un piatto d'argento.

La scoperta del male, la segregazione razziale, la lotta contro i fantasmi del passato.. Sono tanti gli spunti che si trovano in quest’ultimo romanzo di Joe Lansdale, ancora una volta ambientato nel suo Texas Orientale, con un protagonista costretto a crescere in fretta e dover convivere con vaghi o sinistri ricordi dei genitori: quello del padre, scomparso sul fondo del lago Moon Lake una notte dell’ottobre del 1968. E quello della madre, una bella donna, i capelli scuri, l’aria hippie, scappata dalla famiglia perché non sapeva accontentarsi di una vita semplice.

E la vita per Danny Daniels non è stata semplice a partire da quella sera quando il padre, dopo essere scappato dai creditori, senza un soldo in tasca nemmeno per pagarsi un motel, porta il figlio sul ponte del Moon Lake, un lago artificiale nato dove una volta sorgeva la vecchia città di Long Lincoln, allagata dall’amministrazione del paese per far posto alla città nuova, anche a costo di lasciar sott’acqua i tanti che non volevano abbandonare le loro case

- Danny, mi sento come se nell'universo non ci fosse più luce o calore. Non devi mai sentirti così. Capisci cosa voglio dire?

Non capivo.

- La luna è alta. L'acqua è alta. Anime oscure vagano sulla terra e piangono. E' una vecchia poesia. Ora so cosa significa.

Papà inserì la prima e avanzò un po’, dando una leggera spinta all’acceleratore. Fui contento all’idea che finalmente ci muovessimo da lì.

Voglio che tu sappia quanto ti voglio bene, – disse.

Prima che potessi rispondere «anche io ti voglio bene», diede una forte accelerata, la macchina scattò in avanti e il ponte tremò. Girò il volante a destra e la grossa Buick, con le sue cinque rate ancora da pagare, sfondò la ringhiera marcia e si fiondò nello spazio come un razzo.

Ma il destino aveva deciso che la vita di Danny non doveva finire quella sera: una sirena con la pelle scura come “come il lato oscuro della luna” si era tuffata nelle acque del lago per acciuffarlo e riportarlo a riva. Una sirena che si chiama Ronnie Candles, stessa età di Daniel, e assieme al padre Jeb e alla madre Millie, costituirà per qualche mese la sua nuova famiglia.

Questo periodo assieme ai Candles sarà importante per il ragazzo: imparerà a conoscere il mondo dalla parte dei “neri”, le difficoltà nel farsi largo dalla vita, la rabbia che nasce dentro per tutti i soprusi, le umiliazioni, l’impossibilità di pescare la carta giusta nel mazzo della vita per uscire dalla miseria

- Ero arrabbiato, tesoro, arrabbiato perché ero nero e arrabbiato con loro perché erano bianchi. Ero arrabbiato per ogni maledetta cosa, quasi sempre per una buona ragione e ogni tanto per una cattiva ragione o per nessuna. [..] Senza offesa, Danny, ma allora odiavo quei bianchi con le loro case bianche e le strade illuminate. Li odiavo da morire, che dio mi perdoni. Mi sentivo ingannato. Derubato. Non come se avessi preso una carta dal mazzo e perso per sfortuna nel sorteggio, ma perché non mi era concesso prendere nessuna carta.

Un ragazzo bianco cresciuto in una famiglia di persone di colore, per di più emancipate, era un problema, nonostante la segregazione fosse stata abolita da un pezzo, si poteva entrare dallo sceriffo dalla porta principale. Così Daniel deve lasciare i Candles per andare a vivere da una zia, lontano da Jeb e Millie e soprattutto da Ronnie, la sua sirena.

Dieci anni dopo, ritroviamo Daniel cresciuto e diventato giornalista di un quotidiano locale e anche scrittore: gli anni in casa della zia, una persona fredda e quasi meschina, senza alcuna compassione per la sorte dei suoi genitori, non gli hanno spento la curiosità, la voglia di scoprire il mondo e di raccontarlo. Anche grazie alla boxe, altro insegnamento di Jeb, che lo ha aiutato a trovare un suo equilibrio.

Ma una scoperta in fondo al Moon Lake cambierà la sua vita e quella di tante altre persone: la siccità ha fatto emergere le case della vecchia città, sommersa dopo l’apertura delle acque della diga, portando alla scoperta della Buick del padre. Dentro cui la polizia scopre le ossa del padre e anche quelle di una donna.

È l’occasione per tornare a Long Lincoln, anzi a New Long Lincoln, una terra dove nonostante i progressi nel mondo là fuori, sembrava che la guerra civile non fosse passata del tutto.

Qui Danny incontro Ronnie nelle vesti di agente della polizia locale: è lei ad accompagnarlo dal medico legale a vedere i resti dei genitori

Mi chinai ad osservare quel teschio sorridente e notai una cosa importante.

Feci un respiro profondo. Così profondo e rumoroso che sia Ronnie che Jay si voltarono verso di me. Le parole mi caddero letteralmente dalla bocca.

- Questa non è mia madre.

Sarà solo il primo dei misteri di Long Lincoln in cui Daniel si imbatterà, misteri che nascono dall’origine della città, che legano assieme l’inondazione del vecchio paese con gli affari sporchi dell’amministrazione comunale. Con altre ossa che verranno ritrovate dentro auto gettate negli anni nel Moon Lake. Con un cimitero profanato sulla collina e uno strano essere che si aggira nei boschi attorno alle acque del lago, l’uomo torcia, Winston. Un altra vittima di quel posto, come i Candles, come Danny, come le tante persone rimaste sotto l’inondazione

E' un posto strano. Persone che scompaiono. Ossa nei portabagagli. Il lago e la gente annegata. E' come se quel maledetto lago fosse fatto di miseria, meschinità e di ogni azione crudele e disumana che si possa immaginare, il tutto bagnato dai sogni di padroni ladri. Questa città è piena di stranezze, Danny.

Con un grande coraggio e con l’aiuto delle poche persone di cui può fidarsi, Danny cercherà di far luce su questi misteri che portano dritti alla cerchia ristretta di famiglie che comandano vita e morte nel paese, una setta di vampiri che “oltre alle vite, prosciugano anche denaro e potere”.
C’è un’immagine che ritorna più volte nel corso del racconto, il “ruggito delle mosche”, che deriva da un racconto di un poliziotto alla scoperta di un cadavere coperto da questi insetti, volati via con un suono che sembrava appunto un ruggito.

Un ruggito che spaventa, che fa si che in tanti preferiscano non vedere: non Danny e nemmeno le persone che lo aiuteranno in questa sfida, dove cercherà di non perdere quel suo candore, quel rimorso per tutta la violenza di cui è spettatore. 

Un romanzo duro che a tratti sfocia nel romanzo gotico per la tensione e la cupezza della scrittura. Dove si scorgono, alla lontana, Hap e Leonard, i famosi protagonisti dei diversi romanzi dell’autore: il bianco e il nero, il giovane idealista e il reduce del Vietnam indurito dalla vita.

Indurito dalla vita e dalla segregazione, dalla corruzione di chi gestire il potere in modo feudale, dalla sua indifferenza verso i poveri, in quel sud degli Stati Uniti dove il tempo fa fatica ad andare avanti, l’est Texas che, ricorda ogni volta Lansdale, “è uno stato della mente”: una regione flagellata spesso dalle tempeste e dai temporali che sono un riflesso delle tempeste che si portano dentro i personaggi di Lansdale, eroi loro malgrado.

Un passaggio dell'intervista dell'autore pubblicata da Venerdì di Repubblica

È verosimile quella vena horror per cui il male contagia tutti come il morso dei vampiri?

"Dal punto di vista simbolico, razzismo e povertà possono essere rappresentati come un morbo. Negli Stati Uniti i poveri possono salire sulla scala sociale, ma arrivare ai gradini superiori è sempre più difficile. C'è la vecchia battuta che recita: il miglior modo per fare una piccola fortuna è partire con una grande fortuna. Io ero molto povero e credo nell'American Dream, ma devo constatare che si è inceppato. È una grande opportunità, non una promessa. Un'opportunità di avere un lavoro, una casa, di crescere i figli, pagare i conti, ma in questo incubo capitalista non è alla portata di tutti, come non lo era un tempo per donne, neri e gay".

La scheda del libro sul sito di Einaudi, il pdf col primo capitolo e l’intervista all’autore uscita su Repubblica.

I link per comprare il libro su Ibs e Amazon

07 novembre 2020

Black Blues di Attica Locke

 


TEXAS, 2016

Dana lo avrebbe fatto nero se non fosse riuscito a tornare prima di sera. Lo aveva avvertito, mentre lo spingeva fuori dalla roulotte. Appena Rory Pitkin era arrivato sulla sua Indian Scout a motore spento, gli stivali da motociclista che strisciavano sul terreno polveroso, aveva dato a Levi le chiavi del capanno dove il nonno teneva la barca, qualche dollaro pescato dal fondo della borsetta e gli aveva detto che doveva essere a casa prima che la madre e Gil rientrassero..

Questo nuovo romanzo della scrittrice texana Attica Locke, ci porta dentro l'America del sud, quella parte del paese dove si è votato Trump nel 2016 (e questo libro è ambientato proprio a ridosso delle passate elezioni), dove è consuetudine girare armati, guardare i “neri” con sospetto o perfino odio.

In questo mondo, il Texas orientale, lavora Darren Mathews, il texas ranger di colore protagonista di questa serie di gialli, che sono anche un'occasione per comprendere uno spaccato dell'America che diffida della politica di Washington, dove negli ultimi anni sono cresciuti gli episodi di intolleranza verso le persone di colore, le chiese cristiane.

Un'America dove il razzismo, l'odio, vengono insegnati fin da piccoli, tanto da diventare qualcosa di naturale. Come è naturale, per una persona di colore, pensare a difendersi, guardarsi le spalle, stare attento ad uno sguardo.

Avevamo lasciato Darren dietro una scrivania a Houston, dopo l'inchiesta sugli omicidi di Lark (raccontati nel precedente “Texas blues”), ad incrociare i dati sulla Aryan Brotherhood of Texas, un'associazione criminale dedita allo spaccio della droga e delle armi, dove l'affiliazione si guadagna andando ad uccidere una persona di colore.

La scelta di lavorare in ufficio era un compromesso con la moglie Lisa, a cui si era riavvicinato, che vorrebbe per lui un lavoro da avvocato dopo aver completato gli studi, come vorrebbe anche zio Clayton, uno dei fratelli del padre che l'aveva cresciuto, assieme all'altro zio, Warren, dopo essere rimasto orfano. E dopo che la madre l'aveva abbandonato.

I rapporti con la madre non sono migliorati nemmeno adesso, specie dopo che lei ha nelle mani qualcosa con cui ricattarlo, per chiedere soldi, per chiedere quell'attenzione da parte del figlio.

Non aveva confidato a nessuno che sua madre aveva trovato la presunta arma del delitto nella proprietà dei Mathews a Camilla, che la custodiva da qualche parte, che lo teneva per le palle.

Si tratta di un caso di omicidio, di un esponente della ABT, su cui Darren ha mentito al gran giurì per difendere un amico, lo aveva fatto in modo istintivo perché sapeva che “un nero doveva rivendicare il diritto alla propria paura. O sarebbe stato per sempre vittima di quella degli altri”.

Una brutta situazione, preso in mezzo dalla madre e dal procuratore distrettuale che sospetta su di lui, nessuno con cui confidarsi, nemmeno lo zio che non avrebbe approvato la sua bugia detta di fronte alla legge.

Una brutta situazione anche per quella rabbia, quella tensione, che sente covare dentro: il paese è cambiato dopo le elezioni del 2016, è come se certi fantasmi del passato fossero stati risvegliati. Che succederà alla sua unità col nuovo presidente?

Fu allora che Wilson aprì il fascicolo, ma lo guardò appena. Ne conosceva il contenuto a memoria. “Abbiamo un bambino scomparso a Marion County, dalle parti di Jefferson. Lago Caddo, per l’esattezza.”

A Jefferson è sparito un ragazzino di nove anni, Levi King, figlio di un capitano della ABT ora in carcere, sparito dopo aver preso una barca sul lago Caddo, non proprio un luogo ospitale dove passar la notte. Il capo di Darren gli chiede di indagare, non sulla sparizione, ma sui rapporti tra il padre e la ABT.

Ci serve un’incriminazione, e bisogna stringere i tempi. I federali vogliono arrivare davanti a un gran giurì prima del passaggio di poteri a Washington, nel caso che un Dipartimento di giustizia targato Trump scambi la Aryan Brotherhood of Texas per una specie di guardia d’onore.”

Andare a Jefferson è come fare un viaggio nel passato: questa cittadina (“sembrava la figliastra indisponente di New Orleans, sempre col broncio nelle foto di famiglia”) aveva avuto un momento d'oro fino alla guerra di Secessione, perché zona di transito dei battelli a vapore che trasportavano merci dal nord del Mississipi.

Ancora oggi vive del ricordo di quel passato, qualcuno pensa addirittura di riprendere la navigazione, per attirare turisti. Strade pulite, case di mattoni rossi, giardini curati. Ma poco distante dalla città si trova Hopetown, il borgo dove viveva Levi con la famiglia.

Strano miscuglio, Hopetown: da una parte un nucleo di cui fa parte l'anziano George Leroy, che è pure l'ultima persona ad aver visto vivo il ragazzino quella notte, assieme ad una famiglia di indiani caddo, gelosi dei loro riti.

Dall'altra parte delle roulotte di famiglie di bianchi, suprematisti (e sospettati pure di gravitare attorno all'ABT), responsabili di episodi di razzismo contro i nativi americani e la persona di colore. Un paese “cattivo e denutrito” come i suoi abitanti. Sembra che della sparizione del bambino non importi a nessuno, se non a Marnie, la madre.

Non importa troppo allo sceriffo, non importa al nuovo compagno della madre, Gil, un poco di buono. Non importa a Rosemary King, la nonna, una donna che sembra vivere ancora ai tempi del passato coloniale, nella sua villa col giardino curate, con tanto di cameriera e autista di colore.

Era difficile credere che quei due mondi così diversi – Jefferson, con le sue arie da dama del Sud prebellico, e il lago Caddo, selvatico e impervio – fossero ad appena una manciata di chilometri l’uno dall’altro ..

L'unico che vuole fare una vera indagine per ritrovare il bambino è Darren che però, nella sua indagine, si trova da solo. Lo sceriffo e l'FBI (che entra nel caso, perché pensa si tratti di un “crimine d'odio”) accusano il vecchio Leroy Page.

Una soluzione che non lo convince, capisce che c'è qualcosa che non va in quella storia, che in tanti stanno mentendo, nascondendogli le cose.

Non vedeva l’ora di andarsene da lì, ma qualcosa lo tratteneva, qualcosa che non quadrava in tutta quella storia. Era come una matrioska, ogni mistero ne racchiudeva un altro, e poi un altro e un altro ancora.

Sarà la storia di Hopetown a dare la chiave giusta per risalire a questi segreti: un pezzo di terra dove si erano insediate gli antenati di Leroy Page dopo la guerra di Secessione, in armonia con gli indiani. Cercando di perdonare e di dimenticare il passato schiavista dei bianchi. Una storia bella di speranza e di riscatto.

Ma forse, come dice ad un certo punto questo anziano testimone di un passato sparito, “Il perdono ha un limite.”

Come nel precedente, anche in questo nuovo romanzo il blues fa da colonna sonora alla storia, il blues del Texas che per il protagonista è “la via di casa”, il ricordo di un passato in cui “non esisteva il concetto di giusto o sbagliato, quando si aveva a che fare con i bianchi”.

L'autrice ci porta dentro il mondo in cui ai bambini viene insegnato l'odio per le minoranze, allevati come lo sono i figli dell'Isis arriva a pensare il protagonista.

Bambini che a nove anni hanno visto miseria e violenza come nemmeno un adulto dovrebbe mai provare nella vita.

Quella miseria che poi è l'humus dentro cui cresce la pianta del razzismo, perché vedi nelle persone di colore che chiedono i tuoi stessi diritti, il tuo stesso salario, come un nemico.

C’era un velo di opacità che ammantava quel posto, come il muschio grigiastro che pendeva dai cipressi calvi del lago Caddo. Era impossibile districare la verità seguendo il filo delle risposte a semplici domande.

Leggendo questo romanzo ho scoperto, oltre al passato di questo pezzo di Texas, qual è l'origine del suo nome, deriva da un termine degli indiani caddo che vivevano in quelle zone prima dei francesi, degli inglesi e degli spagnoli

...sa come si dice ‘amico’ o ‘alleato’ nella loro lingua? Taysha. Quando sono arrivati gli spagnoli, hanno cominciato a chiamare così i nativi, ma lo storpiavano in tejas. Poi sono arrivati gli inglesi, e il territorio dei tejas è diventato il Texas.

Non aspettatevi un lieto fine da questo racconto, che non sarà l'ultimo con protagonista il ranger Darren Mathews e i suoi conflitti. Non è un caso che nelle ultime pagine compaiano questi versi, di una canzone blues chiaramente

I can’t quit you, baby... so I’m gon’ have to put you down for a while.* Le parole si scioglievano in fraseggi piangenti di chitarra, ogni nota un coltello girato nella piaga.

La scheda del libro sul sito di Bombiani

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

22 gennaio 2020

Caldo in inverno di Joe Lansdale


Uno Le questioni di vita o di morte talvolta iniziano come cose semplici. Mi trovavo nel giardino sul retro insieme a mia moglie, ed ero alla griglia del barbecue ..

Breve e feroce questo giallo di Lansdale, con un protagonista nuovo, un ex militare costretto a tornare ad impugnare le armi per difendere la sua famiglia, Tom Chan.
Testimone di un omicidio stradale in cui è coinvolto il figlio del capo della Dixie mafia, una specie di banda criminale che terrorizza il Texas orientale, Tom decide di raccontare tutto alla polizia locale, che sembra quasi riluttante nell'accettare la sua testimonianza.
Sanno che se la notizia arrivasse alle orecchie del boss, un certo Pye Anthony, questi potrebbe fargliela pagare.
Cosa diavolo avrei potuto fare? Se non avessi testimoniato, l’assassino di Maddy l’avrebbe passata liscia. Quella donna non lo meritava. Se invece avessi testimoniato, la mia famiglia sarebbe stata in pericolo.

Ma Tom è deciso nel voler fare la cosa giusta, nonostante sia ora un piccolo commerciante: certa feccia deve essere tolta dalla strada.
Ma non sempre è bene fidarsi della legge e della polizia, specie se ci sono tanti spifferi dalla parte sbagliata: allora se non puoi fidarti della legge, devi difenderti da solo, magari facendoti aiutare da qualcuno che sappia usare le armi.
Così Tom, all'improvviso, si ritrova in un gioco più grande di lui, dopo che la Dixie mafia lo ha minacciato, lui e la sua famiglia, la moglie Kelly e la figlia Sue.
Credevo che, in un mondo civilizzato, spettasse alla legge. Ma se la legge non c’era? E se il mondo non era poi così civilizzato? E se non potevi fidarti della legge?

Se non puoi fidarti della legge devi fidarti degli amici, di quegli amici che hanno diviso con te la guerra la violenza della guerra in Afghanistan: come Cason Statler, giornalista in una cittadina non lontana da LaBorde (un personaggio che abbiamo già incontrato un un precedente romanzo).
E come il suo amico, Booger, un personaggio che avresti potuto anche definire uno psicopatico (per la sua passione nell'uccidere) ma che, in momenti come questi, è meglio avere dalla tua parte che da quella dei tuoi nemici.
Vedendolo, ti chiedevi di che etnia fosse. Nera, forse, anche se più un color caffè con qualche goccia di latte. Ispanica? In parte asiatica, come me?

Non troviamo Hap e Leonard, ma il loro spirito aleggia nell'aria in questo racconto dove pure ritroviamo altri personaggi presenti in diversi romanzi: dal giornalista Cason a Sunset Jones, protagonista di Tramonto e polvere..
Diede un colpetto al vetro della foto e disse: «Vedi quella donna?». 
«Sì. Al giorno d’oggi la definiresti arrapante.» 
«È mia nonna.» «No» dissi. 
«Sì. Sunset Jones. Un tempo, faceva la poliziotta.

Il piano per salvare Tom e la sua famiglia è, drammaticamente, semplice: uccidere tutti i nemici, contando sul fattore sorpresa e su chi dei due sarà più cattivo
Siamo preparati a qualsiasi cosa tranne che a un ippopotamo incazzato. E magari anche a quello, se non è in gran forma.»

Un Lansdale in versione selvaggia, in un noir che potrebbe essere ambientato nel vecchio Far West, tanto lontana sembra la legge, la giustizia, lo Stato.
Eppure siamo in America, in un caldo inverno non solo per il clima del Texas orientale, ma per il caldo della tensione in cui viene sbattuto il protagonista. Uccidi o vieni ucciso, questo il dilemma.
Buona lettura!

La scheda del libro sul sito di Mondadori
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

22 settembre 2019

Texas blues, di Attica Locke




Texas 2016 
Geneva Sweet fece sccorrer una prolunga arancione oltre Mayva Greenwood, Amata moglie e Madre, Riposi in Pace nella Casa del Padre Celeste. Il sole del tardo pomeriggio filtrava qua e là tra gli alberi, spargendo una costellazione di luci sulla coltre di aghi di pino ai piedi di Geneva mentre snodava il cavo tra la sorella di Mayva e il marito, Leland, Padre e Fratello in Cristo.Diede uno strattone deciso al cavo risalendo la collinetta, attenta a non calpestare le tombe, ma solo i calchi consunti tra le lapidi disopste a caso inclinate a caso e inclinate in modo innaturale come i denti di un poveraccio.Si portava appresso una busta della spesa del Brookshire Brothers di Timpson, e una radiolina dai cui altoparlanti strideva un brano di Muddy Waters, uno dei preferiti di Joe. Have you ever been walking, walking down that ol’ lonesome road… Quando arrivò al luogo del riposo eterno di Joe “Petey Pie” Sweet, Marito e Padre e, Dio Lo Perdoni, un Demonio alla Chitarra, posò con cura la radio sul basamento di granito molato e raccolse il cavo nello spazio nascosto dietro la lapide. Quella accanto era identica per forma e dimensioni. Apparteneva a un altro Joe Sweet, quarant’anni più giovane e altrettanto morto.

Ancora un libro sull'America del sud, dopo La città è dei bianchi di Thomas Mullen: questa volta ci troviamo nel Texas orientale al giorno d'oggi, nella piccola cittadina di Lark, contea di Shelby County.
Duecento anime, bianchi e neri che vivono in questa cittadina divisa in due dalla Highway 59: non è solo l'autostrada a dividere la città, ci sono vecchie storie che legano assieme alcuni dei personaggi di questa storia, e c'è anche il feroce razzismo dei suprematisti bianchi, questa è zona degliAryan Brotherhood of Texas, un gruppo criminale dedito al traffico di droga e armi, i cui membri vengono iniziati con una prova, uccidere una persona di colore..
I protagonisti di questo romanzo li incontriamo fin dalle prime pagine: Geneva Sweet è la proprietaria di una tavola calda minuscola, dove i neri non rischiano la pelle per uno sguardo sbagliato, per una battuta fuori luogo
La caffetteria era stata aperta con l'idea che, se i colored non potevano entrare in nessun altro locale della contea, bé, potevano sempre andare lì. Mangiare un buon pasto, magari farsi un goccio di whiskey, a patto di essere discreti; darsi una sistemata ai capelli prima di mettersi in viaggio verso nord, per raggiungere la famiglia o un posto di lavoro.

A Lark è successo qualcosa: hanno appena ripescato un cadavere di un bianco, si scoprirà poi essere una donna, dal Bayou
"Perché, cos'è successo?" 
Geneva sospirò. "Stamattina hanno pescato un corpo dal bayou." 
Wendy rimase di stucco. "Un altro?" 
"Uno bianco." 
"Oh merda."

Non è l'unico cadavere: pochi giorni prima il cadavere di un nero era stato ripescato dalla palude. Per quella morte, nessuno si era scomodato, dall'ufficio dello sceriffo che ora invece si è precipitato nella locanda di Geneva per chiedergli l'elenco delle persone presente alla sua tavola calda quella sera.
La donna morta, Missy Dale, lavorava in un bar frequentato da bianchi, uno di quelli dove un nero deve stare molto attento ad entrarci.
Eppure Michael Wright ci era stato, in quel bar dove il gestore ha due rune tatuate sugli avambracci, la sera prima di morire e aveva pure parlato con Missy.
Come mai quella persona, un avvocato di Chicago era sceso in Texas per prendersi un drink in quel piccolo bar di Lark?
Domande senza risposta, perché lo sceriffo ha tutta intenzione di chiudere quei casi nel modo più scontato, come due “banali” delitti nati per motivi passionali.

Darren Mathews è il secondo protagonista della storia: lo incontriamo in una mattina, prima della deposizione davanti il gran giurì per un delitto in cui è stato implicato un suo amico
Darren Mathews posò lo Stetson – falda in giù, come gli avevano insegnato gli zii – sul banco dei testimoni. Per l’occasione, i Texas Rangers gli avevano permesso di presentarsi in tenuta ufficiale – camicia button-down inamidata a puntino e pantaloni scuri ben stirati. Il distintivo d’argento era appuntato sul taschino sinistro. Non lo portava da settimane, dopo la sospensione in seguito all’indagine sul caso Ronnie Malvo. Non aveva più portato nemmeno la fede, da allora, e anche quella faceva parte del costume di scena. Resistette all’impulso di giocherellare con il cerchietto metallico rigirandolo sull’anulare della mano sinistra, inspiegabilmente gonfia.

Non è una deposizione come le altre, perché il morto era un bianco, seppure un piccolo criminale: giorni prima aveva minacciato un amico di Darren, Mack, di colore. Come Darren: perché Darren Mathews è un ranger nero, appartenente ad una famiglia di persone che non sono scappate, non se ne sono andate via dal sud, dal razzismo, dalla discriminazione. Gli zii di Darren, che sono stati per lui come dei genitori, lo hanno cresciuto nel rispetto delle leggi e della loro dignità
.. la famiglia Mathews, una stirpe radicata da generazioni nel Texas orientale: americani neri per i quali la dignità era tanto un modo di essere quanto una tecnica di sopravvivenza. I suoi zii aderivano alle vecchie convenzioni del sud perché sapevano bene che il contegno di un colored poteva diventare in un attimo questione di vita o di morte.Darren aveva voluto credere che la loro fosse l'ultima generazione costretta a vivere così, che il cambiamento alla Casa Bianca avrebbe avuto una ricaduta a cascata sull'intera società americana.Invece si era dimostrato vero il contrario.Il seguito all'elezione di Obama, l'America aveva avuto un soprassalto reazionario.

Non è facile fare il ranger e occuparsi di reati contro i neri, crimini razziali, perché per i neri le leggi funzionano in modo imperfetto, “Quando tocca la vita di un nero il crimine lascia una macchia difficile da cancellare”.

Mentre sta affogando nell'alcol la sua amarezza, per la sospensione dal servizio e per come stanno andando le cose con sua moglie, Darren viene chiamato da un amico nel boureu ad occuparsi di quei due delitti, laggiù in Texas, all'inizio solo in modo informale, giusto qualche domanda.

Recatosi in quella cittadina di duecento anime, inizia a fare le sue domande, prima nel locale di Geneva e poi in quello dove lavorava Missy: qui incontra proprio la vedova dell'avvocato, Randie, anche lei scesa in questa cittadina per cercare le ragioni della morte del marito.
Ci sono alcune cose che non tornano nella storia:
Lì al sud, di solito le storie di quel genere andavano al contrario: una donna bianca uccisa, o vittima di qualche tipo di violenza reale o immaginaria, e poi, come a luna che segue al sole, un uomo nero fatto fuori.

Ci sono poi i silenzi e le mezze risposte delle persone, le ragioni tutte da trovare sul perché un avvocato di Chicago sia sceso proprio a Lark e cosa avesse da discutere con una barista di un locale per bianchi razzisti.
C'è il mistero della macchina scomparsa e, infine, ci sono le evidenze che arrivano dalle autopsie dei due morti.
E poi ci sono i colpi di fucile sparati contro la porta del bar di Geneva, a fargli comprendere come la sua indagine, diventata ufficiale dopo che la notizia dei due delitti è uscita sui giornali e rischia di diventare un alto caso razziale.
Qualcuno a Lark non vuole che la sua indagini vada avanti.
Ma la determinazione di Darren, che ha promesso a Randie che avrebbe trovato l'assassino del marito, lo fa andare avanti, perché capisce che in ballo non c'è solo la soluzione di un caso.
C'è una sorta di richiamo alle origini, perché sia lui che il morto sono nati in quella zona del Texas.
Ci sono gli insegnamenti ricevuti dai suoi due zii, il primo un docente di diritto e il secondo un poliziotto come lui, il non dover scappare di fronte a niente.
C'è il sospetto che dietro quelle morti ci siano delle connessioni con le indagini che stava facendo, come Rangers, con la Aryan Brotherhood of Texas, i fanatici razzisti bianchi.
Il viaggio a Lark avrebbe richiesto un tributo, questo lo sapeva sin dall'inizio. Solo non sapeva quale. Né riusciva a stabilire che cosa di preciso lo turbasse tanto in quegli omicidi.La loro apparente semplicità - il fatto che si prestassero così bene a essere inquadrati in schemi supportati da secoli di casistiche - per qualche motivo lo insospettiva.Il disagio era iniziato col l'ordine cronologico delle uccisioni: prima lui, il nero, poi la ragazza bianca.

C'è una tensione palpabile che attraversa il racconto, la tensione che un uomo di colore come il protagonista sente su sé stesso, anche se indossa una divisa.
Una tensione che nasce dal clima di razzismo che ancora è forte in queste zone dell'America, specie in piccole comunità rurali come Lark, posto inventato ma molto reale, per come viene descritto: comunità che vivono divise e che pure però non riescono a separarsi, come una famiglia.
Comunità dove la legge e la giustizia devono piegarsi a logiche e consuetudini secondo cui la vita di un nero vale meno di quella di un bianco, secondo cui nel Texas non c'è nessun problema razziale, nessun “delitto d'odio”:
.. forse la giustizia andava più per le spicce di quanto Darren avesse creduto .. era un setaccio, una rete a strascico, un sistema basato sul prendere quel che si riesce appena si può, dando l'illusione di ordine e rettitudine quando il bisogno di arrivare a una conclusione recisa era tale da giustificare una sbrigativa approssimazione.

Comunità che nascondono tanti segreti familiari, dove ancora il ricordo della schiavitù è vivo, sia nelle famiglie dei possidenti bianchi, sia in quello della popolazione nera, ricordi che passano di generazione in generazione con le parole ritmate del blues, la canzone dell'anima.
Parole dolci e amare, come questo romanzo, di cui consiglio vivamente la lettura!

La scheda del libro sul sito dell'editore Bompiani
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon


19 settembre 2019

Il contegno di un colored - da Texas Blues - Attica Locke


.. la famiglia Matthews, una stirpe radicata da generazioni nel Texas orientale: americani neri per i quali la dignità era tanto un modo di essere quanto una tecnica di sopravvivenza. I suoi zii aderivano alle vecchie convenzioni del Sud perché sapevano bene che il contegno di un colored poteva diventare in un attimo questione di vita o di morte.Darren aveva voluto credere che la lro fosse l'ultima generazione costretta a vivere così, che il cambiamento alla Casa Bianca avrebbe avuto una ricaduta a cascata sull'intera società americana.Invece si era dimostrato vero il contrario.Il seguito all'elezione di Obama, l'America aveva avuto un soprassalto reazionario. 
Texas Blues, Attica Locke Bompiani
Siamo nell'America del profondo sud, nel Texas orientale di questi anni, non negli anni della segregazione.
Ci sono libri che ti spalancano un mondo, quello delle comunità chiuse dove neri e bianchi convivono sì, ma ben separati e dove ancora oggi, per un nero, vivere o morire dipende da uno sguardo, dal caso.
Dall'ignoranza dei bianchi razzisti.

16 aprile 2019

Hap e Leonard, Sangue e limonata di Joe Lansdale



Tempo di ricordi per Hap & Leonard, come spesso succede tra amici: il primo incontro, l'infanzia nel Texas orientale tra razzisti, bifolchi e qualche criminale. Un viaggio all'indietro nel tempo, nella memoria di Hap, che dura tutta una serata e una notte per terminare sotto la quercia nel bosco dove abitava Leonard.

Joe Lansdale è sempre Joe Lansdale anche quando non c'è di mezzo un'indagine e un caso da seguire: in questo romanzo impareremo qualcosa di più sul passato di Hap ragazzino nell'America degli anni '50, della sua famiglia, di quella condizione di povertà di cui non era completamente consapevole.
Conosceremo la madre così avanti per i tempi (una sua frase fa da titolo al libro, “la vita ha i suoi lati buoni e i suoi lati cattivi. Ha la sua limonata e il sangue”), così diversa dal padre, razzista come lo erano in tanti cresciuti in quel contesto dell'America del sud. Ma che era anche una persona con un suo senso della giustizia, in casa chiamava quegli altri “negri” ma poi aiutava quella famiglia di colore che abitava vicino a casa loro.
Attraverso le storie che Hap racconta a Leonard a Brett, la compagna e a Chance, la figlia, scopriamo di quanto fosse difficile vivere in quegli anni, specie se ti facevi vedere in giro con un ragazzo nero e gay, come era Leonard.
Eppure, attraverso queste vicende comprendiamo meglio quanto i nostri due eroi, siano complementari l'uno con l'altro: Hap bianco e democratico, Leonard gay e repubblicano (nessuno è perfetto).
In molti storceranno il naso di fronte a questo libro, dove pure non mancano scazzottate, morti, battute al veleno e tanta dolcezza (specie quando Lansdale descrive i luoghi dell'infanzia del suo protagonista, dal Texas Orientale all'Arizona).
Ma sono sempre loro, anche se Leonard qui ha un ruolo quasi da comprimario, un passo indietro: una coppia di strani investigatori che proprio non riescono a tenersi lontano dai guai, proprio non riescono ad accettare le discriminazioni, le prepotenze contro i neri (e non era facile nell'America degli anni '50, ci sono pagine che fanno rabbrividire) e che, dopo tante battaglie hanno imparato quella lezione, che la via è come Sangue e limonata, ci sono momenti belli e momenti brutti e non bisogna dimenticarsi delle cose belle che accadono.

Questi i racconti di questo romanzo.

La parabola del bastone

Una legge per combattere i prepotenti, che non riuscirai mai a convincere solo con le parole: picchia e non farti sottomettere. Ma a furia di fare occhio per occhio non rimarremo tutti ciechi?

Leonard alzò gli occhi dal giornale che stava leggendo - uno straccetto, tutto quello che restava del nostro quotidiano cittadino, che era ormai quasi interamente online - e mi guardò.- Da quando leggo tutte le scuole, superiori, medie, addirittura le elementari, cavolo, puniscono qualunque scontro fisico, indipendentemente da chi sia stato a cominciare. In altre parole, un tizio ti salta addosso mentre stai giocando in cortile, in pausa pranzo, quando capita, insomma, tu gli molli un cazzotto sul naso perché ti lasci in pace e venite sospesi tutti e due.

Un falò di gomme

Come si sono conosciuti Hap e Leonard? Inseguendo il fumo di una gomma bruciata, Hap incontra Leonard durante un combattimento.

Non ti sei mai chiesto chi di noi due sia il migliore? 
No.Bugiardo. 
Sarò onesto, – dissi. 
– Non voglio scoprirlo. 
Questo lo posso capire, – disse Leonard. 
Se dovesse succedere, le conseguenze sul nostro rapporto potrebbero non piacerci. 
E questo lo capisco ancora meglio.

Non sei uno di noi

Cosa vuol dire avere come amico un nero, per di più gay?
Significa non essere come loro. Loro chi? I razzisti.

- I diritti civili potranno cambiare il modo in cui vivono gli Yankee, - disse David, - ma non avranno mai nessun effetto su di noi. 
- Già. Ed è per questo che non mi piacete.
Quella frase li colpì come un masso.
 
- Non dobbiamo piacerti per forza, ma non possiamo permettere che uno di noi se ne vada in giro con i negri. Se lo fa, non appartiene più alla nostra razza, e smette di essere uno di noi.

Ma Hap non è uno di loro, uno di quei bravi bianchi che sanno da che parte stare, bianchi da una parte e i “negri” dall'altra, senza mescolarsi. No, Hap scopre quanto sia importante quel ragazzo nero, che sembra non aver paura di nessuno, dalla battuta facile e affilata, come una lama, contro i bifolchi dalla pelle pallida:

Era come un cane randagio che entrava e usciva dalla mia vita di continuo e io sentivo che, quando ci ritrovavamo in compagnia uno dell'altro, era come se una parte mancante tornasse al proprio posto. Eravamo una strana combinazione: lui omosessuale, io etero, lui nero io bianco..

In riva al fiume

Sulla riva del fiume Sabine, tanti anni prima, si consumò la rottura dell'amicizia tra Hap e un altro ragazzo di La Borde, Davis

Eccomi dunque a ripensare al passato, al Texas orientale, alla dura vita che si muoveva sotto la superficie delle cose, agli argomenti di cui la gente con i soldi sapeva poco, o dei quali comunque non voleva parlare.Negli anni sessanta, durante l'epoca dei diritti civili, c'era gente che diceva: «Oh, andavamo d'amore e d'accordo. Bianchi e neri. Loro stavano da un'altra parte, mentre noi stavamo qui. Però avevo un sacco di amici negri. Gli facevo ciao ciao con la mano, quando li incontravo in città».

Una serata finita presto

Un'avventura che finisce troppo presto, quando Hap si rende conto che è diverso dagli altri non solo perché ha come amico un ragazzo di colore, ma anche perché non riesce a fare quei trenini dell'amore tanto in voga.

Il bambino che diventò invisibile
- E' la serata dei ricordi, a quanto pare, - disse Leonard. 
- Scusa, ma è così. 
- E' difficile credere che ci siano ancora delle cose di cui non mi hai parlato, visto che ci conosciamo da una vita. 
- Ce ne sono alcune di cui non ho mai fatto cenno a nessuno. Altre che avevo più o meno dimenticato

Una di queste storie riguarda un ragazzo, maltrattato, preso in giro da tutti a tal punto da cercare in tutti i modi di rendersi invisibile. Fino a che quella bolla in cui si era rinchiuso dentro non era esplosa ..

Sangue e limonata

Incontriamo la madre di Hap che gli lascia un insegnamento che vale per tutti: non bisogna lasciarsi distogliere dalle cose cattive che ti capitano, ma si deve pensare anche alle cose buone, perché la vita è questo, momenti belli e momenti brutti.

Mentre attraversavamo il ponte sul Sabine es entravamo a Marvel Creek, mamma disse: - Vedi, figlio mio, la vita ha i suoi lati buoni e i suoi lati cattivi. Ha la sua limonata e il sangue. Stanotte abbiamo avuto una dose di entrambi gli ingredienti. E non puoi lasciare che il bene che abbiamo fatto, ossia la limonata, venga cancellato da qualcosa che è andato storto. Devi pensare solamente alle cose positive, e non lasciare che quelle negative ti distolgano. Insomma, devi sempre avere davanti il quadro completo.

Nel fiume dei morti

Una giornata di pesca sul Sabine che si trasforma in un incubo, per una tragica scoperta in fondo al fiume: dei cadaveri rinchiusi in una barca, tra cui un bambino. La scoperta di quanto possa spingersi oltre, la crudeltà dell'uomo.

A volte, la notte, nel buio dei sogni, vedo fluttuare quel povero bambino sfortunato, con il suo buco in testa. E' un sogno che mi accompagna da così tanto tempo che qualche volta mi capita di riuscire ad avvolgere quel corpicino in una nube oscura e allontanarlo da me, insieme alla consapevolezza di quello che certi esseri umani si spingono a fare con il loro prossimo.

Una sosta per il caffè

- Il razzismo e l'omofobia ci sono ancora però. Magari a livello più sommerso, - intervenni. 
- Mica tanto sommerso, cazzo, - commentò Brett. 
- Da qualche tempo a questa parte sono rinvenuti fuori, come i cadaveri degli annegati quando tornano in superficie. Il fatto è che più sei meschino, più hai paura del cambiamento.

Un bar, dove fermarsi per una pausa e per un caffè, per sentirsi adulto. E scoprire la malvagità di certe persone, razziste e pericolose.

Guardava il nero diritto in faccia. Disse: 
- Ai miei tempi i negri che facevano troppo gli spiritosi li immergevano nel catrame e li coprivamo di piume di gallina. 
- Sono ancora i tuoi tempi, a quanto vedo, - ribatté il nero.  
Charles diventò rosso come un peperone. 
- Puoi dirlo forte, - ribatté. 
- E ogni tanto capita che i negri entrino nel posto sbagliato e non sappiano tenere a freno la lingua.

Apollo Red

In questo racconto Hap ci racconta del padre e del suo modo di far rispettare la legge, senza ricorrere alla legge e alla polizia.
Perché il vecchio, sapeva farsi rispettare, anche di fronte ad uno spaccone tutto luccicante, Apollo red.

Un serpente innocuo

Erano poveri i Collins, anche se Hap non se ne rendeva conto. Per trovare del lavoro, un giorno partirono per l'Arizona dove, un giorno, Hap ebbe un incontro con un serpente. Uno spavento, ma anche un insegnamento dal padre
.. non sempre esiste un buon motivo quando una cosa ti fa paura. Devi imparare a conoscerla, prima di decidere se temerla o meno.

Negli abissi del mondo

Per la sua Chance, Hap tira fuori un racconto di paura, un'altra storia della sua infanzia, che il padre raccontò al piccolo Hap di dieci anni. La leggenda della strega del fiume.

A caccia di scoiattoli

Un altro racconto in cui sono protagonisti Hap e il padre, uno che chiamava negri le persone di colore, ma che se poteva, li aiutava personalmente:

..dentro casa, dei neri diceva peste e corna, e mi faceva venire il mal di stomaco, certe volte, anche se non ero sicuro di capire il perché.Mamma invece vedeva il lato positivo in tutte le persone, indipendentemente dal colore della pelle.

La quercia e il lago

Accompagnato a casa zio Leonard, Hap si lascia andare del tutto ai ricordi passati: Trudy, la ex moglie che l'aveva cacciato in un bel guaio, la casa dove Leonard aveva vissuto da giovane e la quercia dove si arrampicavano e dove sceneggiavano le loro avventure, l'albero di Robin Hood.
Ma non solo il passato non c'è più, anche quel bosco, fitto e rigoglioso, anche il lago dove pescavano non c'è più.

Quando passavamo di lì, Leonard non si voltava neppure verso il luogo in cui aveva vissuto. Io guardo, invece, ogni volta che mi trovo da quelle parti, ma non mi piace quello che vedo.

La scheda sul sito di Einaudi
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

06 ottobre 2018

Il sorriso di Jackrabbit, di Joe Lansdale




Un'indagine di Hap & Leonard

Incipit
Anche quando faccio qualcosa di piacevole, sembra che la morte e la distruzione siano sempre in agguato dietro l'angolo. Magari non li riconosco subito, quei due demoni, ma so che sono lì.
Potrebbero arrivare a bordo di un furgone, e sulle prime potrei scambiarle per persone qualsiasi. Gente che si fa i fatto suoi.E invece sono portatori di una malattia ripugnante, i cui sintomi sono molteplici. Odio e pregiudizio, ignoranza e orgoglio di non sapere. Sono quelli che seguono l'istinto, che è un po' come pretendere di leggere il futuro nelle ossa di pollo o nelle interiora delle rane.


La malattia di cui parla Hap Collins nelle prime righe dell'ultimo romanzo di Joe Lansdale (“Il sorriso di Jackrabbit”) è una di quelle che si stanno espandendo paurosamente in tutto il mondo.
La malattia del razzismo orgoglioso: non è solo un problema del Texas orientale dove sono ambientati i noir della coppia “selvaggia” Hap e Leonard, anche noi ne sappiamo qualcosa di gente che rivendica antiche origini e vorrebbe ritornare ai bei vecchi tempi.
Dove c'erano solo bianchi e non ci si mischiava l'uno con l'altro, specie con razze che vogliono contaminarci. Ma torniamo al romanzo, che comincia col barbecue nuziale di Hap, novello sposo della sua Brett, la compagna di vita conosciuta in ospedale (per un morso di uno scoiattolo).
A rovinare questo momento di pace, il sopraggiungere di un pick up che si accosta al marciapiede: un pick up con delle ruote così alte che c'è bisogno di una scaletta per scendere a terra.
I nuovi arrivati sono un ragazzo e una donna e già dalla descrizione che viene data si capisce che sono loro i demoni di sempre di Hap:

Entrarono in cortile. Cominciai ad agitarmi, soprattutto quando notai la maglietta del tizio. Era bianca con una scritta blu che diceva: BIANCO E' GIUSTO. Una frase che non mi apparteneva affatto, anche se avevo la pelle bianca come il latte ..[..]La donna doveva avere poco meno di sessant'anni, e teneva i capelli sistemati in quello che chiamo puro stile pentecostale, cioè raccolti in una crocchia così grossa e alta che avrebbe potuto nasconderci dentro un frullatore.

Sono Thomas e Judith Mulhaney: il fratello e la madre di Jackie, detta Jackrabbit per i due incisivi davanti, “importanti” ma che comunque le davano un aspetto attraente.
Jackie se ne è andata via di casa da cinque anni: ne avevano avuto notizie, in giro, ma ora sembra sia sparita dalla circolazione, così la madre e il fratello, hanno deciso di incaricare la coppia di investigatori per ritrovarla. Certo, la presenza di una persona di colore, Leonard, non incoraggi molto.
Brett, e dunque anche Hap e Leonard, decidono di accettare il caso e così nell'ufficio dell'agenzia viene raccontato loro l'altro pezzo della storia: Jackie è una ragazza brillante coi numeri, aveva un fidanzato bianco, George, proprietario di uno sfasciacarrozze, ma per un certo periodo di tempo era stata anche con una persona di colore, con cui aveva addirittura fatto un figlio.
Cosa che aveva fatto arrabbiare il fratello che, parole sue, pensava di punirla con un colpo di pistola.
Ma come aveva osato mettersi con un nero, “spezzando il sacro vincolo”, rovinando per sempre l'onore e il sangue?
Sarebbe tanta la voglia di lasciar perdere, ma la parola è parola, i soldi fanno comodo: Hap e Leonard andranno a Marvel Creek, la città dove vive George e dove il padre di Jackie, Sebastian, faceva il predicatore in chiesa, e fare qualche domanda alle persone che l'hanno conosciuta.
Andare a Marvel Creek è un po' come un tuffo nel passato, perché entrambi sono cresciuti lì, tra delinquenti e prostitute: forse oggi il paese si è dato una ripulita rispetto ai vecchi tempi, ma è un po' come l'acqua del fiume Sabine, perché sotto la superficie si nasconde del marcio.
Qui incontrano un predicatore che ha preso il posto del padre di Jackie, che racconta loro della “strana” morte di Sebastian e del suo desiderio di morire guardandosi le budella appoggiate sul petto.
Uno strano rito di morte che forse qualcuno ha messo in pratica, perché così poi è stato trovato, sotto un un metro di terra.

Assieme a George, il vecchio fidanzato, incontrano un tizio, chiamato da tutti il “Professore”, accompagnato da due tizi dall'aspetto sinistro, che racconta loro il suo modello di paese, un paese per bianchi dove ciascuno deve stare al suo posto, perché questa è la legge di natura:
- Io non sono fatto così. Non sono pieno di quel tipo di odio. Sono un segregazionista. Non sono un razzista. 
- Segregazionista è solo un altro modo per dire razzista, - ribatté Leonard. - L'unica differenza è che la parola più lunga delle due indossa un cappello e una cravatta.

Iniziano ad essere seguiti, i nostri investigatori, e ricevono pure delle minacce nemmeno troppo velate. Con le loro domande hanno dato fastidio al Professore e alle sue persone

- La domanda è: quali acque abbiamo agitato? Siamo venuti a chiedere di Jackrabbit, e abbiamo incontrato un predicatore a cui lei piaceva, abbiamo scoperto che suo padre era uno strano tipo di masochista, e poi tu sei stato colpito da una sedia e io ti ho dovuto salvare. 
- E' così che la vedi? 
- Già. Poi George ci ha minacciati, e abbiamo incontrato un uomo gentile chiamato il Professore, il quale pensa che Jackie fosse troppo sveglia, e non apprezza che gli uccelli cerchino di accoppiarsi. Ci ha presentato i gemelli, anche loro molto gentili, ci ha minacciati in modo pacato, per poi metterci alle calcagna due teppisti in modo che lasciassimo la città entro domattina. Che grande giornata, davvero.

Non crederete mica che i due si facciano spaventare da qualche minaccia o da una pistola puntata: ci sono troppe cose da capire ancora.
Jackie, è ancora viva? Che fine ha fatto il figlio?
Come mai questo Professore sta mettendo le mani su tutte le attività commerciali della cittadina?
La sediata in testa sarà solo l'inizio di una nuova serie di scazzottate e di sparatorie, dove verrà coinvolto anche il fidanzato di Leonard, che poi è l'agente Carroll, che si concluderà dentro una porcilaia, tra sterco e fango.

Uno dei tanti scambi di battute alla Lansdale, che troverete nel libro

Mentre tornavamo in macchina, Cucciolo disse: - Quel caffè è la cosa peggiore che abbia mai messo in bocca. 
- Ho qualcosa che te la potrebbe addolcire, la bocca, - disse Leonard. 
- Lo so, amore, - disse Cucciolo, e diede a Leonard un pizzicotto sul culo.

Parte sottotono, quest'ultimo romanzo di Lansdale, ma poi quando prende il ritmo non lo ferma più nessuno. Se il giallo in sé non è la parte più forte, il contesto in cui si svolge la storia vale da solo il prezzo del libro: anche quella di Marvel Creek, un paese dove tutti girano armati e dove è lo sceriffo che deve stare attento quando va in giro, è l'America di oggi.
Un paese dai grandi contrasti dove ancora esistono persone che si nascondono dietro la Bibbia e le leggi della natura, per parlare disegregazionismo, versione moderna e più elegante di razzismo.
Razzismo che spesso server a nascondere questioni di soldi e di affari.

Chiusi il giornale con attenzione e presi un altro sorso di caffè. Era amaro come la vita. Mi alzai al lavandino, per versarlo nel tubo di scarico.Dalla finestra della cucina, vidi un corso volare verso sud.

La scheda del libro sul sito dell'editore Einaudi
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon