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19 giugno 2011

Il discorso del capo

Di fronte al popolo leghista, il capo (come a lui si sono rivolti i colonnelli) della lega Bossi, ha lanciato il suo penultimatum al cavaliere.
O si tagliano le tasse, oppure possiamo anche valutare se togliere la spina al governo.
A Tremonti, devono aver fischiato le orecchie, per i suggerimenti sul come trovare i soldi: “caro Giulio, se vuoi avere i voti della Lega, non devi toccare i comuni, gli artigiani e le piccole imprese”.
Un avvertimento, al ministro e al premier.



Il senatur è stato accorto nel cavalcare la protesta della base: stop alla guerra in Libia perchè costa (costava anche la missione in Iraq e quella in Afghanistan) e perchè porta i clandestini.
Avanti col federalismo e revisione del patto di stabilità.
Stop alle ganasce di Equitalia, specie se nei confronti degli allevatori lumbard (e quelli in Sardegna?): qui va dato atto al ministro di aver ammesso l'errore (“nemmeno la sinistra”).
Una legge Marzano anche per gli allevatori e anche una bella stoccata a quanti accusano la Lega di difendere quelli che non hanno pagato le multe con le quote latte.
Un taglio alle auto blu, ai costi della politica (se ne accorgono un po' in ritardo).

Ministeri al nord: B. aveva firmato, ma poi si è “cagato sotto” col decreto. Bossi ha pure mostrato la targa del suo ministero a Monza, a Palazzo Reale (ma non era stato dato ai privati?).
A che costo, si sposteranno i ministeri? Paga lo stato centralista, oppure paga la regione che li ospita?
Ad un certo punto, il comizio di Bossi sembrava quasi surreale: quando di fronte a Maroni, diceva dai Roberto, vieni anche tu. Come se si trattasse di una scampagnata.

La mafia? Foera di bal. Nessun commento, però, per gli arresti della ndrangheta al nord, in Lombardia e nel Piemonte.

Maroni: nessun governo ha fatto come noi contro la mafia. Dice lui: è i tagli alla sicurezza, e le proposte di riforme della giustizia? E il pasticcio nello scioglimento del comune di Fondi? E i candidati del PDL in contatto (anche se non indagati) con i boss?
E poi, come può un ministro della repubblica dire che il suo sogno è una Padania, libera e indipendente?

Insomma, un discorso attendista: niente elezioni per non consegnare il paese alla sinistra, ma nulla è scontato, però, nemmeno la candidatura di Berlusconi nel 2013.

Tutto qua: siamo sicuri che il bene del nord (delle imprese, delle famiglie, dei comuni) sia questo?
La folla di fronte al senatur, l'ha pure sorpassato: alle parole del ministro, ribatteva secessione, secessione ….

L'uomo che ha fottuto un intero paese

Silvio Berlusconi ha ottimi motivi per sorridere. A 74 anni è alla guida di un impero editoriale e televisivo che lo ha reso l'uomo più ricco d'Italia. Dal 1994 domina la scena politica ed è il capo del governo al potere da più tempo dall'epoca di Mussolini. Ma nonostante il suo successo personale, è stato un leader disastroso. Per tre diversi motivi. Due sono noti.
Il primo è la scandalosa saga del bunga bunga, che ha provocato lo spettacolo poco edificante di un premier processato a Milano con l'accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con una minorenne. Il processo per il Rubygate ha umiliato l'intero paese, anche se l'impatto dello scandalo sulle scelte politiche di Berlusconi è stato limitato.
Il secondo motivo sono i suoi imbrogli finanziari. Nel corso degli anni Berlusconi è stato accusato più di una decina di volte di reati come frode fiscale, falso in bilancio e corruzione.
I suoi difensori sostengono che non è stato mai condannato, ma non è vero. Molti processi si sono conclusi con una condanna. In almeno due casi Berlusconi stesso ha fatto cambiare la legge. In altri casi i reati sono caduti in prescrizione a causa della lunghezza dei processi in Italia. Ecco perchè, nell'aprile del 2001 l'Economist aveva sostenuto che non era adatto a governare il paese. Non abbiamo cambiato idea.
Il terzo difetto è il peggiore: il totale disprezzo per le condizioni economiche del suo paese. In quasi nove anni come Presidente del Consiglio, Berlusconi non è mai riuscito a trovare un rimedio o almeno a riconoscere la profonda debolezza economica dell'Italia. Lascerà dietro di sé un paese con l'acqua alla gola. Grazie alla rigorosa politica fiscale del ministro dell'economia Giulio Tremonti , finora l'Italia è riuscita a sfuggire alla furia dei mercati. Il paese ha evitato la bolla immobiliare. Le sue banche non sono fallite. L'occupazione ha retto:la disoccupazione è all'8%, mentre in Spagna ha superato il 20%. Nel 2011 il deficit dell'Italia raggiungerà il 4% del pil, contro il 6% della Francia.
Tuttavia questi numeri rassicuranti ingannano. La debolezza economica dell'Italia non è di quelle acute, ma è una malattia cronica che sta corrodendo lentamente la vitalità del paese. Quando l'economia europea si contrae, quella italiana si contrae di più. Quando l'economia europea cresce, quella italiana cresce di meno. Il pil pro capite è diminuito. La mancanza di crescita ha fatto in modo che , nonostante Tremonti, il debito pubblico sia ancora al 120% del pil, il terzo più elevato tra i paesi ricchi.

[The man who screwed an entire country, The Economist, tradotto da L'Internazionale]

Il ritratto del leader di un paese che si avvia verso una crisi economica. Un paese che è invecchiato, assieme a lui e che oggi sta distruggendo una generazione. Che sta tagliando stato sociale, welfare, scuola e sanità (pubblica), perchè non ci sono soldi.
Tagliare i costi della politica è demagogia, dicono. Mentre tagliare alla scuola pubblica, è liberismo. Dare soldi alle scuole private, è sussidiarietà.
Mentre ci sono 4,4 miliardi di soldi che lo Stato aspetta ancora di recuperare dai condoni fiscali del 2003-2004.
Ha fregato un intero paese che oggi non crede più alle favole. Ma non è detto che continui ancora.

Oggi l'azione del governo si gioca su tre sponde: le quotazioni delle agenzie i rating (come Moody's che ha appena avvistato l'Italia di una previsione di boccatura), il voto del referendum (e il voltafaccia dell'elettorato) e Pontida (i rapporti con l'alleato ).

Abbassare le tasse non si può, almeno finchè rimane Tremonti. Ma nemmeno si può tirare a campare, come ha detto già Maroni.
Servirebbe una riforma fiscale per rilanciare il paese, come dicono in tanti (e come dice anche la Lega), ma poi bisogna vedere se questa non si rivela nell'ennesimo bluff.
Servirebbe abbassare la tasse per riprendere il feeling col proprio elettorato. Ma poi, come la mettiamo col debito e il patto con l'Europa?
Servirebbe rilanciare l'economia, e magari anche l'occupazione, ma l'unica soluzione trovata sono stati i tagli ai precari e i contratti aziendali.
Basterà alla base lumbard qualche promessa di ministero al nord (con quali costi)?

Domandina:"Se salta la Grecia, Italia a rischio". Lo dice il presidente dell'Eurogruppo Junker. Ma non avevamo "i conti in ordine"?


14 giugno 2011

Forza Umberto


Inutile sperare in un colpo di reni dei partiti di opposizione.
L'unico modo di mandare a casa questo governo è lavorare su Bossi.
Ho deciso, dopo averne parlato con se: andrò a Pontida, travestito da indiano celtico padano, ad aizzare il popolo e il capo supremo.
"Umberto mandalo a casa!!" , "stacca la spina .."

Guarda te cosa mi tocca fare alla mia età ..

20 giugno 2010

Pontida show

Anche quest'anno, smessi i panni di pompiere a Roma (per ricucire con Fini, per sbollire la patata bollente sulle intercettazioni), il ministro della Repubblica Bossi tuonerà alla folla di Pontida nei panni del riviluzionario.
Al grido di "Roma ladrona" e "federalismo o morte " e "abbiamo pronte le roncole", terrà accesso nello spirito del popolo padano, la fiamma rivoluzionaria.
L'eterna rivoluzione, sempre rimandata o attesa.
Secessione, devolution, federalismo ..
E forse nemmeno questa è la volta buona. La crisi, la diffidenza nella maggioranza, l'opposizione non più disposta a fare gioco di squadra (che avvantaggia l'altra squadra).

Bossi gode da parte di una certa stampa, un buon credito. Il saggio Bossi, il mediatore. Quello che alterna toni pacati a pallottole e insulti.

Da dove derivi la fama, non mi è chiaro: il partito gode di ottima salute, ha mantenuto il suo elettorato, governa in due regioni al nord.
Ma la padania come sta? Le imprese del nord, gli allevatori, gli operai?

Ideal Standard, Indesit, Merloni, Maflow, Eutelia, Telecom.
Gli allevatori delle mucche da latte (le cui storie sono state raccontate ad Annozero).

Ma forse al popolo della lega non interessa.

Caro papà, tutta la mia riconoscenza te la esprimo col mio cuore: caro papà, sappi che non ho amato come mio insegnate di vita laboriosa e onesta altro che te.
Scusami se ti scrivo in questa maniera ma queste sono parole che che mi escono dal cuore in questo triste e nello stesso tempo bel momento di morte.
Col cuore straziato ti lascio baciandoti caramente.
Tuo per sempre figlio
Renzo

Si lo so, faccio gioco facile citando la Resistenza e uno dei nostri patrioti: ma in questo momento, in un paese all'incontrario che celebra ladri e corrotti, dove la classe dirigente pensa al proprio interesse anzichè quello del paese, ricordarsi dei propri valori, di chi siamo, di chi siamo stati è l'unica maniera per andare avanti.