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28 gennaio 2024

Report – gli allevamenti intensivi, le aziende della Santanché, i fondi della regione Lombardia

PROFUMO D’ORIENTE di Emanuele Bellano

Perché un servizio su come allevano le mucche nella provincia di Tochigi? Perché qui oltre a produrre una carne pregiata da mucche allevate cercando di limitarne lo stress (ma non la morte), qui sono riusciti a ridurre le emissioni degli allevamenti.

Il signor Suzuki mangia lo stesso integratore che da alle mucche: un pezzo di carne di questi manzi arrivano a costare anche 1200 euro al kg, ma qui gli allevatori si sono preoccupati di ridurre gli odoi del letame, con additivi che ne cambiano colore e odore. Il letame smette di emettere ammoniaca e altri gas: potremmo usarlo anche nei nostri allevamenti intensivi per ridurre le emissioni di pm10, per migliorare la vita dei cittadini che vivono nella pianura padana.

Ma qui in Italia questa idea non se l’è filata nessuno: gli escrementi dei nostri allevamenti vengono raccolte in enormi vasche, che non sono coperte (come dovrebbe essere per ridurre le emissioni).

L’ammoniaca rilasciata dai liquami si combina con le emissioni da traffico e da produzioni industriali diventando particolato: in pianura padana ci sono più capi adulti per ettaro, rispetto a quanto prevedono le norme per un allevamento sostenibile.

Alcune aziende agricole usano il letame per alimentare gli impianti di biogas, ma è un meccanismo costoso. Che fare dunque per ridurre le emissioni e anche il riscaldamento?

A Tokio hanno fatto uno studio su come ridurre le emissioni degli allevamenti: Hokkaido è una regione dove ne sono presenti molti, i cui liquami creavano problemi alla popolazione vicina (come nelle nostre province lombarde).

Il liquame è trattato con una sostanza per renderlo inerte, il Quick 2, un prodotto che agisce sulle principali componenti chimiche, con un catalizzatore presente che stabilizza l’ammoniaca.

In questo modo i liquami possono essere usati come fertilizzanti naturali destinati alle coltivazioni e negli impianti industriali.

Ci sono 150 fattorie che usano il Quick2 in Giappone: questa tecnologia è oggi ostacolata dagli allevatori e dalle aziende che producono fertilizzanti, in Italia nessuno si è dimostrato interessato.

Il partner dell’azienda giapponese che produce il Quick2 è un imprenditore friulano, Comino: ha contattato diverse regioni, cominciando dal Friuli.
Nessuno nella regione Friuli ha risposto al signor Comino, come se le tematiche ambientali non siano importanti in regioni. Nessuna risposta dall’associazione allevatori in Friuli, nessuna risposta nemmeno dai produttori del parmigiano.

Stesso discorso dai ministeri e dalle grandi aziende zootecniche.

O è un bluff quello dei giapponesi, oppure in Italia le imprese e gli amministratori non hanno intenzione di ridurre le emissioni da allevamenti, per cui dovremo pagare una multa all’Europa per 2 miliardi.

IL SANTO FALLIMENTO di Giorgio Mottola

Fino a 10 anni fa Ki Group era un’azienda sana, un gioiello nel mondo della produzione biologica: l’azienda viene salvata dal fallimento da una cordata che comprendeva la senatrice Santanché.

Purtroppo da lì è iniziato il declino dell’azienda: Report ha smontato una dopo l’altra le dichiarazioni della ministra in aula, come la sua quota di partecipazione dentro Ki Group, che non era solo al 5%, perché Santanché controllava la Bioera.
Bioera, coi soldi di Ki Group, pagava la crisi di Visibilia: la ministra era presidente di Bioera e aveva un ruolo operativo anche nella Ki Group SRL.

Le stesse dipendenti raccontano a Report di come il suo ruolo fosse operativo e non solo di facciata: presiedeva anche alle riunioni con gli agenti. Un attivismo che le è valso anche una cifra importante come stipendio: 2 milioni lei e 7 milioni l’ex fidanzato.

Lauti compensi che erano proporzionati con l’andamento della società – spiega a Report il consulente Bellavia: anche i loro compensi hanno causato il tracollo dell’azienda che po ha comportato il licenziamento di molti dipendenti di Ki Group, che nemmeno hanno preso la liquidazione.

Erano gli anni 2021 e 2022 in cui Santanché era ancora operativa nell’azienda.

Report ha chiesto una intervista alla ministra, senza aver avuto risposta: l’unico modo è cercare una risposta mentre esce di casa.

Il Tribunale di Milano ha salvato dal fallimento Ki Group SRL grazie ad un esperto: altra notizia buona è che le dipendenti alla fine hanno preso i loro soldi, lo scorso novembre, ma Ki Group non ha pagato gli agenti, solo i dipendenti che stavano avendo una visibilità mediatica e creare problemi alla ministra.

Ki Group ha proposto una conciliazione agli agenti di commercio (a partita IVA), con un accordo per cui a loro è stata riconosciuta solo una parte di quanto dovuto, ma hanno dovuto accettare oborto collo.

La Ki Group deve 9 milioni ai creditori, tra cui anche lo Stato italiano (tramite Invitalia): il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Ki Group SRL Gli amministratori e i sindaci dovrebbero essere iscritti nel registro degli indagati – spiega a Report il consulente Bellavia – anche per il ruolo operativo dentro l’azienda.

Per risanare i conti di Ki Group Holding è arrivato un amministratore nuovo, Guido Mazzi: ha avuto diverse esperienze manageriali con società che sono finite in fallimento, ci sono due inchieste dove rischia un rinvio a giudizio per bancarotta.

Mazzi – racconta a Report – non ha alcun rapporto con Canio Mazzaro e Santanché, ma la sua nomina arriverebbe da persone riferibili allo studio di Massimo Gabelli, per anni presidente del collegio sindacale delle società Visibilia e Ki Group.

Il proprietario della Ki Group Holding è poi il misterioso fondo Negma.

Il servizio di Report ha poi raccontato della candidatura della commercialista M. Poli nel 2018: il suo operato come commercialista è finito sotto la lente dei pm milanesi, in una indagine sulla famiglia Abilone.

La procura di Milano considera falsi i titoli Petrobas che costituiscono la base del patrimonio della società Leonardo Da Vinci (impresa edile), dell’imprenditore Rosario Abilone: in questa storia si parla di crediti IVA da 200 ml, di una sarta che si è ritrovata proprietaria di una società ..

Art discount di Emanuele Bonaccorsi

Più si indaga sul sottosegretario Sgarbi più vengono fuori storie che gettano una cattiva luce anche sul ministero.

Ora rischia un processo a Imperia per un quadro che varrebbe milioni, un Valentin de Boulogne, che sarebbe stato pagato anche poche migliaia di euro ad un imprenditore.

Quadro che non poteva essere esportato senza autorizzazione del ministero, da qui il reato.

LA LEGGE MANCIA LOMBARDA di Luca Chianca

I 4 miliardi del piano Marshall (per 1700 interventi su infrastrutture, recupero del patrimonio..) hanno risollevato la Lombardia dopo il covid?

Secondo l’opposizione in Lomardia, 2 miliardi sarebbero stati assegnati tramite ordini del giorno e sono finiti in comuni vicini all’area politica della maggioranza.

Il servizio di Report è partito dal caso di Tribiano, dove era sindaco l’attuale assessore alla mobilità Lucente: 3,2 milioni di euro per i3600 abitanti per realizzare due rotatorie per 1,7 milioni di euro non ancora iniziate; un ponte da 500 mila in questa zona, non ancora cantierato; una ciclabile per 500 mila euro e per la ristrutturazione della caserma dei carabinieri non ancora conclusa.

No comment dal comune, il sindaco si è difeso tirando in ballo la città metropolitana, “state facendo false informazioni”: pare che chiedere conto dei finanziamenti sia tabù per questo centro destra, nessuno ne vuole parlare né in regione né in comune.

Accountability questa sconosciuta.

I finanziamenti della regione dovevano essere erogati con dei bandi ma con l’approssimarsi delle elezioni, quasi 2 miliardi sono stati erogati senza bandi, privilegiando i territori da cui provengono i singoli assessori, consiglieri di maggioranza.

Nel frattempo la situazione sui trasposti regionali è quella che tutti i pendolari conoscono: i treni sono gestiti da Trenord, che fa capo direttamente alla regione Lombardia.

L’assessore Lucente, di fronte ai disagi di questi ultimi mesi ha promesso una sterzata: vedremo se sarà sufficiente per far dimenticare i ritardi, le cancellazioni ai pendolari.

Anche su questo l’assessore non ha voluto rispondere (diciamo che la Mortara Milano non sta in cima ai pensieri della regione e dell’assessorato).

L’assessora Terzi – alle infrastrutture – ha raccontato a Report che la regione ha comprato 200 nuovi treni e la situazione cambierà un po’ alla volta.

Report ha raccontato come al comune di Dalmine, 23mila abitanti in provincia di Bergamo, sono arrivati oltre 6,3 milioni di euro per rifare la sede della polizia locale, ristrutturare la caserma dei carabinieri e realizzare una nuova strada di collegamento: proprio qui è stata sindaca tra il 2009 e il 2013 Claudia Maria Terzi, che ha anche firmato la delibera di stanziamento dei fondi insieme al governatore Fontana.

Una cifra quasi pari ai 2,6 milioni arrivati ai 14 comuni che tra i 21 e i 24 mila abitanti in regione.

Tutto normale, perché i finanziamenti non possono essere legati alla popolazione, per non penalizzare comuni piccoli risponde l’assessore Caparini: nel suo paese d’origine Vezza d’Oglio, un paesino di 1466 abitanti in Val Camonica, sono arrivati altri 2,6 milioni di euro.

A Salò è stato finanziato il museo sulla Repubblica Sociale, quella di Mussolini: è un museo di storia, racconta il presidente del museo, né apologia né voglia di nascondere nulla.

Ma era proprio necessario questo finanziamento da 200 mila euro? La mostra non racconta delle stragi nazifasciste e anzi è diventata sede di raduno di nostalgici fascisti. Il finanziamento è arrivato per tramite la consigliera Beccalossi.

Forse sarebbe stato meglio pianificare gli interventi e le spese e non lasciare che a decidere su dove investire fosse la vicinanza politica.

Attorno a Como sono piovuti 100 ml di euro: i consiglieri Fermi e Turba (ex sindaci nel comasco) hanno firmato l’ordine del giorno per finanziare per 16 ml i progetti per la comunità montana.

A Brunate si è finanziato il sentiero adiacente alla funicolare.

Ad Albavilla il progetto Borgo Ospitale ha portato ad un nuovo percorso in bicicletta per bimbi.

Al comune di Longone sono arrivati 493 mila euro per campi da calcio, ma le opere non sono ancora finite.

Fermi a Report ha spiegato di aver voluto finanziare direttamente i territori, senza bandi: ma i 97 ml di euro, in totale, finiti sul territorio comasco, faranno crescere l’economia?

A Como sono arrivati 1 ml di euro, ma perché la legge prevedeva un minimo garantito: i soldi sono arrivati al comune di Como ai tempi dell’amministrazione Landriscina (centro destra), poi basta.

L’impressione è che questi finanziamenti siano stati delle mance concesse per piccole opere, non sempre con dietro progetti con un impatto reale sull’economia. Finanziamenti dati nei giorni prima delle elezioni locali, una specie di strumentalizzazione politica, senza veri progetti dietro (approvati poi). Come a Corsico, dove poi le elezioni le ha vinte il centro sinistra.

I fondi a pioggia e gli ordini del giorno hanno influito sulla campagna elettorale in Lombardia?

La regione ha mandato a Report i dati di un rapporto di Polis: c’è stato un impatto sull’occupazione e sul PIL, ma la Corte dei Conti non è così ottimista come la regione, è mancata la programmazione, non si è finanziata la sanità regionale.

A Cusano Milanino, comune sopra Milano, qui con i soldi della regione hanno finanziato per 50mila euro un piccolo parcheggio fuori dalle scuole del comune: cosa è successo lo spiega il coordinatore del gruppo naturalistico della Brianza, “la beffa delle beffe è che questa è stata presentata come una iniziativa ecologica perché invece che mettere asfalto la base è permeabile, con una soluzione che ovunque è stata realizzata è piena di difetti .. le griglie di plastica si rompono”.
Quindi tra qualche anno dovremmo ripulire il parcheggio da questi pezzi di plastica: i lavori sono stati fatti a settembre 2022 ma già si vedono i primi segni di rovina della grata di plastica.
Anche il nuovo marciapiede avrebbe avuto come obiettivo l’essere sostenibile, almeno nelle intenzioni di chi lo ha costruito, perché fatto di sole pietre, senza aver riempito e livellato le fughe. Dovrebbe essere permeabile ma è una barzelletta perché anche senza portare i tacchi è scomodo camminarci sopra: il coordinatore del gruppo naturalistico la chiama la vendetta del pedone, perché “gli architetti fanno i progetti ma la gente cammina poi dove è comoda”:

Sui sedici posti auto realizzati uno è stato pensato per i disabili: ma manca la rampa per accedere al marciapiede dunque la carrozzina rimarrebbe bloccata.

A Paderno Dugnano sono arrivati 1,7 ml di euro per costruire una pista ciclabile: soldi arrivati tramite l’ex sindaco Alparone, oggi assessore regionale con FDI.
In in consiglio comunale pubblico, il sindaco Casati (centrosinistra) ha commentato come sono stati distribuiti i soldi: “certi comuni, solo perché hanno una certa attinenza politica, portano a casa 500mila euro, come al comune di Senago e al comune di Cormano, 1,2 ml il comune di Assago. Per Paderno ricevo dal consigliere Pase, molto attivo su questa vicenda, solo il bollettino che mi informa sui soldi che da agli altri comuni”.
A Senago con quei soldi hanno finanziato il capo da baseball: nello stesso consiglio comunale il consigliere di opposizione (Lega) Bogani , gli spiega come sono arrivati i soldi al comune vicino (giunta centrodestra), la sindaca ha chiamato diversi consiglieri regionali tra cui anche uno del PD per finanziare quel campo, “lei ha fatto una chiamata a Pase, ha fatto una chiamata a Lucente, ha fatto una chiamata a quelli del PD?”.
Ecco come si fa oggi la politica, con le relazioni, con le telefonate, meglio se a politici vicini. Altro che bandi, altro che scelta dei progetti migliori che arrivano dal territorio.

“è incredibile .. è proprio una cosa per la quale io prendo il telefono e dico guarda ho questa esigenza, mi fai questa cortesia? Stiamo scherzando, non esiste.. Occorre fare bandi e di questi bandi dovrebbero essere informate tutte le amministrazioni e uno partecipa” il commento del sindaco Casati.

A Cormano è stato il consiigliere De Rosa del M%S a far arrivsre dei fondi, sempre a Cormano sono arrivati fondi dal consigliere Alparone, della stessa area politica dell'attuale sindaco. 
Soldi sono arrivati anche grazie ad un ordine del giorno del PD, a firma del consigliere Bussolati.

Oggi la regione Lombardia cresce come tutto il resto dell'Italia, una crescita ferma: la regione non è più la locomotiva, certo non è colpa del piano Marshall, ma l'assenza di una vera pianificazione ha contribuito a questa situazione. 

Anteprima Report – come funzionano i finanziamenti in Lombardia – il caso Santanché e l’inquinamento in Pianura Padana

Come funzionano i finanziamenti del piano Marshall della regione Lombardia, il piano che dovrebbe rilanciare l’economia dopo il covid? Come sono stati spesi i 4 miliardi?

A seguire un servizio che spiega come potremmo ridurre l’inquinamento da particolato sulla pianura Padana. Infine Report torna sul caso della ministra Santanché e sulle sue ex aziende.

Mance e mancette in Lombardia

Con la legge 9 del 2020 la regione Lombardia ha stanziato 4 miliardi di investimenti pubblici per rilanciare l’economia. Come sono stati spesi sul territorio?
Report ha girato le province lombarde tra Milano, Como, Bergamo e Brescia per verificare sul campo quali comuni hanno ricevuto finanziamenti e soprattutto per capire che progetti sono stati realizzati.

Siamo a Cusano Milanino, comune sopra Milan, qui con i soldi della regione hanno finanziato per 50mila euro un piccolo parcheggio fuori dalle scuole del comune: cosa è successo lo spiega il coordinatore del gruppo naturalistico della Brianza, “la beffa delle beffe è che questa è stata presentata come una iniziativa ecologica perché invece che mettere asfalto la base è permeabile, con una soluzione che ovunque è stata realizzata è piena di difetti .. le griglie di plastica si rompono”.

Quindi tra qualche anno dovremmo ripulire il parcheggio da questi pezzi di plastica: i lavori sono stati fatti a settembre 2022 ma già si vedono i primi segni di rovina della grata di plastica.
Anche il nuovo marciapiede avrebbe avuto come obiettivo l’essere sostenibile, almeno nelle intenzioni di chi lo ha costruito, perché fatto di sole pietre, senza aver riempito e livellato le fughe. Dovrebbe essere permeabile ma è una barzelletta perché anche senza portare i tacchi è scomodo camminarci sopra: il coordinatore del gruppo naturalistico la chiama la vendetta del pedone, perché “gli architetti fanno i progetti ma la gente cammina poi dove è comoda”:

Sui sedici posti auto realizzati uno è stato pensato per i disabili: ma manca la rampa per accedere al marciapiede dunque la carrozzina rimarrebbe bloccata.

3,2 milioni di euro sono invece i fondi arrivati al comune di Tribiano di cui era sindaco fino al 2018 l’attuale assessore ai trasporti di FDI Lucente (in questi giorni alle prese anche col caos traporti di Trenord): Report cercato di intervistarlo, inutilmente (e questo spiega perché poi i giornalisti sono costretti a inseguire politici e assessori ai vari eventi).
Report, e magari anche i cittadini lombardi avrebbe voluto chiedere come mai su un paesino di 3600 abitanti sono stati finanziati lavori per 3,2 ml di euro: “io non ne so niente” l’unica risposta ottenuta. Sarà successo a sua insaputa.

Ad Abbiategrasso Report c’era stata due settimana fa ad intervistare il sindaco (in un servizio sul nuovo consorzio mafioso): Luca Chianca è andato alla stazione a chiedere conto della situazione del trasporto regionale ai pendolari “un casino, mancano sempre i treni, a volte ritardano di 15 minuti, a volte fino a mezz’ora quaranta minuti. Poi cancellano i treni e sono tutti affollati e non si riesce a salire, c’è proprio la ressa..”


L’infrastruttura (i binari, la linea elettrica..) è di RFI, i treni sono gestiti da Trenord, società costituita per metà da Trenitalia e dal gruppo Ferrovie Nord Milano: Franco Aggio è presidente di una delle tante associazioni di pendolari che ogni giorno prende questi treni “la gestione di Trenord è comunque di regione Lombardia perché, per i patti parasociali, nominano 4 consiglieri di amministrazione su 6, tra cui l’amministratore delegato..”
La regione si è dimenticata dei pendolari? “Diciamo che non rientra tra le priorità di regione Lombardia ..”
Luca Chianca ha preso uno di questi treni la mattina presto per vedere da vicino cosa succede ogni mattina ai pendolari lombardi, in un giorno di sciopero dei mezzi pubblici a Milano in cui molti di loro sono rimasti a casa. Sulla linea viaggiano convogli del 1982-85, la locomotiva d’Italia viaggia con treni vecchi. E poi gli annunci dei ritardi che, per chi deve andarre a Milano per lavoro o per studio, è un bel problema.
E questo succede tutti i giorni.

Dal milanese a Como, dove sul territorio sono arrivati finanziamenti per 1 ml di euro: “un milione di euro per i nostri bilanci non è che ci cambi la vita” racconta il sindaco Rapinese a Report. Il comune non ha un consigliere di fiducia in regione: “voglio sperare che siano progetti di qualità e che i soldi siano spesi per quei territori e, ribadisco, sulla base di reali necessità”. Ma in che modo sono stati selezionati i progetti in regione? Sulla simpatia, sull’amicizia, sulla vicinanza politica?
“Questo dovrebbe chiederlo a loro” risponde il sindaco “quello che mi sento di dire è che il miglior progetto venga finanziato, non l’amico più caro”.
C’è il rischio che l’amministrazione che ha il gancio in regione, che conosce l’assessore o il consigliere della maggioranza prende i soldi e chi invece è fuori da quel giro perché è all’opposizione non veda un centesimo?

Ha risposto l’assessore Fermi con delega all’università e alla ricerca: “io non so sugli altri territori, ma le posso assicurare che per quanto riguarda la provincia di Como sono stati finanziati progetti indipendentemente dal colore politico”: l’attuale sindaco di Como non ha preso un soldo, però.

I soldi a Como però sono arrivati per altra via: è stato finanziato il sottopasso alla stazione Borghi e la riqualificazione di un impianto sportivo a Villa Olmo – risponde l’assessore, soldi arrivati all’allora sindaco Landriscina espressione del centrodestra.

Luca Chianca ha ricordato all’assessore dei soldi dati fino a tutto il 2022 dall’assessore Comazzi, un mese e mezzo prima delle elezioni, dando soldi a tutti in provincia di Milano e Brescia.

A Paderno Dugnano sono arrivati 1,7 ml di euro per costruire una pista ciclabile: soldi arrivati tramite l’ex sindaco Alparone, oggi assessore regionale con FDI.
In in consiglio comunale pubblico, il sindaco Casati (centrosinistra) ha commentato come sono stati distribuiti i soldi: “certi comuni, solo perché hanno una certa attinenza politica, portano a casa 500mila euro, come al comune di Senago e al comune di Cormano, 1,2 ml il comune di Assago. Per Paderno ricevo dal consigliere Pase, molto attivo su questa vicenda, solo il bollettino che mi informa sui soldi che da agli altri comuni”.
A Senago con quei soldi hanno finanziato il capo da baseball: nello stesso consiglio comunale il consigliere di opposizione (Lega) Bogani , gli spiega come sono arrivati i soldi al comune vicino (giunta centrodestra), la sindaca ha chiamato diversi consiglieri regionali tra cui anche uno del PD per finanziare quel campo, “lei ha fatto una chiamata a Pase, ha fatto una chiamata a Lucente, ha fatto una chiamata a quelli del PD?”.
Ecco come si fa oggi la politica, con le relazioni, con le telefonate, meglio se a politici vicini. Altro che bandi, altro che scelta dei progetti migliori che arrivano dal territorio.

“è incredibile .. è proprio una cosa per la quale io prendo il telefono e dico guarda ho questa esigenza, mi fai questa cortesia? Stiamo scherzando, non esiste.. Occorre fare bandi e di questi bandi dovrebbero essere informate tutte le amministrazioni e uno partecipa” il commento del sindaco Casati.

Marco Franchi sul Fatto Quotidiano ha pubblicato una anticipazione del servizio:

Lombardia Felix: regala 2 miliardi ai feudi elettorali degli assessori

DI MARCO FRANCHI

La Regione Lombardia ha speso circa 2 miliardi di euro per opere costosissime in piccoli comuni centro elettorale di alcuni consiglieri chiave di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Soldi che rappresentano circa la metà del cosiddetto “Piano Marshall per la Lombardia, “quelli che avrebbero dovuto risollevare dopo il Covid”. La legge regionale è al centro di un servizio di Report, a firma Luca Cianca, che andrà in onda questa sera su Rai3. Qualche esempio? La Regione guidata da Attilio Fontana ha destinato ben 3,2 milioni di euro al comune di Tribiano, 3.600 abitanti in provincia di Milano, dove fino alla scorsa legislatura era stato sindaco Franco Lucente, attuale assessore regionale ai Trasporti. I soldi, quasi 1000 euro ad abitante, serviranno a realizzare due rotatorie per 1,7 milioni di euro non ancora iniziate; un ponte da 500 mila in questa zona, non ancora cantierato; una ciclabile per 500 mila euro e per la ristrutturazione della caserma dei carabinieri non ancora conclusa.

La scheda del servizio: LA LEGGE MANCIA LOMBARDA di Luca Chianca

Collaborazione Alessia Marzi

C’è chi lo chiama Piano Marshall lombardo e chi Piano Lombardia ma probabilmente ce lo ricorderemo come Piano Fontana perché il presidente della Regione ha deciso di metterci la faccia cavalcandolo alle ultime elezioni regionali del febbraio scorso. Ma che cos'è questo piano? È il programma avviato nel 2020 per la ripresa economica della regione Lombardia dopo la diffusione del Covid: ben 4 miliardi di euro per investimenti sanitari, infrastrutture, viabilità, sviluppo sostenibile e digitalizzazione. Un'enorme quantità di denaro calata dall'alto su alcuni comuni della Regione perché la selezione per individuare il progetto da finanziare è dipesa spesso dal colore politico dell’amministrazione. E prima delle elezioni regionali del 2023 che cosa è successo? Il piano Marshall lombardo si è trasformato nella ‘legge mancia’ perché ben 2 mld di euro sono stati distribuiti a pioggia sul territorio. Decine di consiglieri regionali, quasi tutti della maggioranza di governo, e alcuni ex assessori hanno utilizzato soldi pubblici, per aiutare i propri comuni di residenza, quelli vicino al proprio partito o alla coalizione. Un viaggio tra le province lombarde di Milano, Brescia, Como e Bergamo per andare a verificare sul campo quali comuni sono stati finanziati, ma soprattutto quali progetti sono stati realizzati.

Come contenere l’inquinamento in pianura Padana

Viviamo nella zona più inquinata d’Italia, per la conformazione particolare della pianura Padana: colpa del traffico, che aumenterà ancora per i continui investimenti in autostrade e cemento.

Colpa anche degli allevamenti intensivi, quelli che producono carne buona secondo la vulgata governativa, mica come quella da laboratorio.
Report ha fatto quello che avrebbe dovuto fare regione o ministero, andando a
Tochigi a nord di Tokio nelle stalle dove si allevano mucche wagyu, dalle quali si ricava la carne più pregiata al mondo. La filosofia di questo allevamento è che se le mucche sono rilassate, la carne sarà migliore (ricorda molto quello che Vannulo fa con le sue bufale): a terra nelle stalle c’è segatura di cipresso giapponese dall’odore balsamico, per far rilassare le mucche, che sono spazzolate ogni giorno, per eliminare gli insetti dal loro manto. Nelle stalle sono montati degli speaker da cui esce musica (chissà se veramente amano la musica classica, però..).

Ma il motivo per cui Report è andata fin lì è per capire come hanno fatto a rendere inerte il letame e a ridurre le emissioni di gas inquinanti nell’aria.

Potremmo farlo anche qui da noi, in Lombardia, Piemonte ed Emilia, se ci fosse la volontà politica.

La scheda del servizio: PROFUMO D’ORIENTE di Emanuele Bellano

Collaborazione Chiara D’Ambros

La Pianura Padana è una delle zone d'Europa con il più alto livello di inquinamento da particolato PM10 e PM 2,5. A causa dei continui sforamenti dei limiti l'Italia è stata condannata ripetutamente dalla Corte di Giustizia europea e dovrà pagare una multa che rischia di essere superiore ai 2 miliardi di euro. Una delle principali cause di inquinamento da particolato in queste aree è l'industria zootecnica, cioè l'alta concentrazione di animali da allevamento. Il liquame e il letame da loro prodotti rilasciano ammoniaca nell'aria che combinandosi con altre sostanze genera particolato. In Giappone il Daiso KET Institute ha inventato una tecnologia in grado di rendere inerte il letame e il liquame eliminando il cattivo odore e riducendo quasi a zero le emissioni di ammoniaca e di altri gas inquinanti. Il gruppo giapponese che ha inventato questo metodo ha un partner italiano che per anni ha cercato di sensibilizzare istituzioni regionali, nazionali, allevatori, associazioni di allevatori su questo tema cercando di spingerli a provare questa tecnologia. Ma nessuno ha mai voluto ascoltarlo né tanto meno nessuno ha voluto approfondire la questione.

Il caso Santanché

Come se nulla fosse. Ci facciamo scivolare tutto addosso, il conflitto di interessi di Gasparri, il passato imprenditoriale della Santanché, il quadro di Sgarbi..
Ministri, presidenti, deputati, che non ritengono di dover chiarire, spiegare. Gli stessi che stanno spingendo per il premierato per dare al “popolo” un finto potere.

Report stasera torna a parlare delle ex società della ministra del turismo, della brutta fine che han fatto i dipendenti, andando anche a riprendere una parte del servizio di Mottola sul nuovo consorzio mafioso nel milanese: quando cioè, secondo le carte dell’inchiesta dell’antimafia milanese, le mafie spinsero per la candidatura del medico Ceraulo dentro FDI, passando per un avvocato milanese, fondatore della corrente milanese di Daniela Santanché e Mario Mantovani, “Noi repubblicani”.

La scheda del servizio: IL SANTO FALLIMENTO di Giorgio Mottola

Collaborazione Greta Orsi

Dopo le puntate di Report, la Ki Group, gestita per quasi dieci anni da Daniela Santanchè e dal suo ex compagno Canio Mazzaro, ha finalmente pagato la liquidazione ai propri dipendenti. Ma agli oltre 70 agenti commerciali della società, che da tre anni chiedono gli stipendi arretrati, è stato proposto un accordo capestro che puntava a evitare il fallimento di Ki Group, pagando il meno possibile. I lavoratori hanno dovuto accontentarsi delle briciole, ma l'obiettivo non è stato comunque raggiunto. L'azienda, un tempo leader nel settore biologico, è infatti gravata da oltre 9 milioni di euro debiti, di cui quasi 3 milioni con lo Stato. E così, nonostante le strategie messe in campo dai vertici aziendali, il tribunale ne ha dichiarato il fallimento a inizio gennaio. Una sentenza che potrebbe portare all'avvio di una indagine per bancarotta fraudolenta. Report racconterà inoltre le vicende di uno dei protagonisti dell'inchiesta sul consorzio mafioso milanese, mente di una operazione finanziaria basata su crediti Iva ritenuti falsi da oltre 1 miliardo di euro: un commercialista le cui ambizioni politiche si sono incrociate con quelle di Daniela Santanchè.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

08 ottobre 2023

Report – i dipendenti di Santanchè e le origini della famiglia La Russa

 NON SONO UNA SANTA di Giorgio Mottola

Report torna sul caso Santanché: a luglio la ministra in aula aveva promesso che i suoi dipendenti avrebbero ricevuto la liquidazione, attesa da più di un anno.
A tre mesi dalle promesse Mottola è andato a trovare una ex dipendente di una delle aziende della ministra: purtroppo sono ancora in attesa della liquidazione, perché si deve aspettare la sentenza del giudice fallimentare.

Per evitare il fallimento Ki Group ha presentato una proposta di concordato, che però i giudici hanno respinto, ritenendola poco realizzabile: la garanzia di Ki Group si basava sull’intervento futuro di Bioera, la controllante, ma anche questa azienda non naviga in buone acque.
Se Ki Group fallisce lo stato italiano rischia di perdere i 2 ml di euro, quelli messi da Invitalia durante il Covid: alla fine potrebbe succedere che a pagare per la Ki Group saranno i contribuenti italiani.
Per quanto riguarda Visibilia i giudici stanno indagando per falso in bilancio, ma c’è anche un filone per il reato di truffa ai danni della stato: questa indagine nasce dal servizio di Report dove si parlava di dipendenti che lavoravano mentre erano in cassa integrazione.

Una contestazione tardiva – aveva detto la ministra in aula: la posizione della dipendente avrebbe dovuto essere regolarizzata, la procura di Milano ha chiesto un riscontro all’Inps, ma a quanto risulta a Report non è del tutto vero, Inps ha fatto sapere che il versamento da 20mila euro è si arrivato, ma manca un documento di ammissione di responsabilità.

Visibilia avrebbe dovuto ammettere le sue colpe, in un documento all’Inps: ora l’istituto ha voluto vederci chiaro, scoprendo che non è solo la Bottiglione la dipendente ad aver lavorato in cassa integrazione.
Report è venuta in possesso di una telefonata tra la dipendente e Dimitri Kunz dove ammette: “sono tutti come te [intendendo nella sua posizione] sono tutti in cassa integrazione a 0 ore ..”, nella telefonata si inserisce un altro dipendente che ammette di aver lavorato mentre era in cassa integrazione.

Dall’indagine sul prestito del fondo Negma, che ha realizzato una plusvalenza da 600mila euro mentre gli azionisti vedevano le loro azioni perdere di valore, è emerso il ruolo del senatore La Russa, di cui si è occupato il secondo servizio.

ALL’ORIGINE DEL POTERE DEI LA RUSSA – La Russa dinasty di Giorgio Mottola

Santa Barbara ha protetto la cittadina di Paternò, vicino a Catania: avrà anche protetto la carriera del presidente del Senato La Russa?

Anche La Russa ha fatto miracoli, mandando molti paternesi dentro le alte cariche nello stato: si tratta del gruppo dei fedelissimi del senatore, a partire dal presidente dell’ARS Galvagno.

Francesco Ciancitto è stato eletto nel collegio di Acireale: le malelingue dicono che è diventato parlamentare perché dentista di La Russa. No, non è vero, milito nel partito da 30 anni – si è difeso il deputato.
Giuseppe Failla un militante di FDI, si è visto prendere il posto da Ciancitto: ma la sua mancata candidatura è stata ripianata da una nomina in Senato scelta da La Russa stesso.

La collega di studio di Failla Rosanna Natoli non è stata eletta alla Camera ma è stata nominata dal parlamento come membro laico nel CSM: un bel salto di carriera visto che oggi deve decidere delle carriere dei magistrati venendo dalla provincia.

Lo zio di Ignazio era stato nominato podestà dal regime, il padre è stato per anni senatore del MSI: tutto nasce a Paternò dove c’è l’origine del potere della famiglia. Che però 70 anni anni si è spostata a Milano, su invito di un altro imprenditore, Virgillito, considerato un benefattore dai paternesi. Ma anche uno dei finanzieri d’assalto, regista di scalate spericolate su importanti aziende.
Alcune di queste scalate sono state finanziate da Sindona, il banchiere della mafia e della massoneria.
Non sono solo i busti del duce il problema in questa storia: a Paternò non mancano le immagini di Mussolini, anche nelle bacheche di FDI.

L’ex dirigente di FDI Condorelli ha raccontato a Report la storia di Nino La Russa e dei figli: La Russa era diventato senatore negli anni settanta battendo i candidati della DC, grazie alla sua rete clientelare – fa intendere Condorelli.

Ma La Russa padre diventa manager di importante aziende, assieme ad un altro finanziere molto discusso, Michelangelo Virgillito, un filantropo per i paternesi, tanto da meritare un posto nel santuario della Madonna della Consolazione.
Virgillito emigra a Milano negli anni ‘20, dove però non era considerato come un santo, ma un diavolo della finanza: il grande economista Ernesto Rossi definiva Virgillito “la parte più cancrenosa del nostro sistema economico [..] tra i più pericolosi gangster dell’economia”.

Era soprannominato il corsaro – racconta l’ex giornalista de l’Espresso Gianfranco Modolo – perché è stato uno dei primi finanzieri d’assalto della borsa italiana negli anni 60 – “con pochi mezzi e tecniche spregiudicate, basate sul ricatto, determinavano l’andamento della borsa in quegli anni con forti accelerazioni e forti perdite.”

Virgillito scala la Liquigas, il colosso che deteneva il monopolio delle bombole, senza che si sappia con quali soldi: era arrivato a Milano senza soldi, le fondi della borsa dicono che aveva conosciuto un ricco finanziere ebreo, con le leggi razziali quest’ultimo fu costretto a cedere i beni a Virgillito.

Grazie (o purtroppo) alle sciagure dell’imprenditore ebreo Virgillito entra in possesso di una fortuna: chiama a Milano Nino La Russa, a cui affida la Liquigas.
A metà anni sessanta deve ritirarsi per i debiti: la Liquigas passa ad un altro finanziere Ursini: Nino La Russa entra nel cda di altre aziende importanti come la SAI e la Richard Ginori.
Su Luquigas arriva l’ombra di Sindona: era l’amministratore occulta della Liquigas, assieme a Ursini – racconta l’ex giornalista de l’Espresso.

Lo scandalo esplose su l’Espresso grazie a Modolo, che aveva letto le carte della SEC per mano di Ambrosoli, il liquidatore di Banca d’Italia ucciso da Sindona nel 1979.
La Liquigas viene colpita dallo scandalo Sindona, ma La Russa rimane al timone della SAI, dove fa entrare nel CDA anche il figlio e poi anche l’ingegner Ligresti.
Ligresti ottiene il controllo di SAI: il giornalista de l’Espresso racconta di come sia stato tutto orchestrato da Nino La Russa che fa passare i beni finanziari dalle mani di Ursini e Virgillito nelle mani di Ligresti.

Report racconta le rivelazioni del pentito di mafia Ilardo raccolte dal colonnello Riccio: Ilardo si era infiltrato nella famiglia mafiosa di Catania, racconta a Riccio di come la mafia si stesse organizzando per le elezioni del 1994.

Riccio stesso racconta che in una riunione di mafia si decise del supporto a Forza Italia e a Vincenzo La Russa: secondo Ilardo la mafia aveva già rapporti con i La Russa. Sta tutto in un rapporto consegnato ai Ros “grande oriente”.

Il presidente del Senato ha consegnato a Report un video autoprodotto in cui risponde alle domande di Report: una volgare fake news, di cui Report risponderà in sede penale – la risposta del presidente del Senato.

La magistratura non ha mai aperto una indagine sui La Russa partendo dal rapporto del Ros, mentre Luigi Ilardo fu ucciso nel maggio 1996, poco dopo essere entrato ufficialmente nel giro della protezione dei testimoni.

A Paternò c’è un call center che lavora per la regione Lombardia: si chiama Lombardia call e lavora per la sanità della regione Lombardia (per le prenotazioni degli esami).
Come mai spostare in Sicilia parte dei servizi regionali? L’ex consigliera Monica Rizzi era tra quelli, dell’allora maggioranza di centro destra, poco contenti di questa scelta.

Ci fu anche una crisi nell’amministrazione Formigoni, ma alla fine quell’accordo politico con AN prevalse: il call center fu spostato a Paternò.
Romano La Russa era capogruppo di AN in quegli anni: secondo Monica Rizzi è lui che avrebbe spinto per la scelta di spostare il call center a Paternò.
“Non me ne frega niente..” ha risposto il consigliere La Russa a Report: è stata la proposta più vantaggiosa tra quelle ricevute, risponde a Mottola, una scelta dunque pure rivendicata.

Ma il vantaggio sarebbe stato solo di quelli che sono stati assunti: l’ex sindaca di Paternò e il dottor Condorelli parlano della rete clientelare dei La Russa, delle assunzioni in cambio del voto.

A Paternò apre anche un altro call center, MIDICA, una struttura privata ma legata alla regione Lombardia, per il portale del SIS: dietro questo call center c’era il cognato dei La Russa, Raspagliesi.

Midica ottiene appalti con altre società pubbliche (come Inps e Poste): con 471 dipendenti è una delle più importanti attività in provincia, questi call center hanno poi assunto centinaia di paternesi, su “suggerimento” dell’ex sindaco Failla, su sua stessa ammissione.

In tre anni MIDICA ha accumulato debito per 3 ml: il cognato di La Russa riesce a vendere a degli imprenditori bresciani capeggiati da Patrizio Argenterio.
Il call center fu pagato 3,5 ml di euro dall’imprenditore, sebbene l’azienda non valesse niente: come è stato possibile?

Argenterio era a capo di una azienda che lavorava con la SAI di Ligresti: qualcuno gli suggerì di comprare quel call center, per evitare l’arresto del cognato dell’allora ministro della Difesa – così racconta a Report Argenterio.

Argenterio parla anche di un incontro con La Russa, che nel 2008 ministro della Difesa: quest’ultimo gli ventilò di un progetto di informatizzazione della Difesa, progetto dentro cui sarebbe potuto entrare Argenterio stesso.

Chi ha ragione, il presidente del Senato che smentisce l’incontro e la conoscenza di Argenterio, oppure l’imprenditore bresciano?
Alla fine la cordata bresciana compra la MIDICA, che cambia nome: ma alla fine il call center continua ad andare in perdita, tanto che alla fine Argenterio viene arrestato per bancarotta e falso in bilancio.

Anche ai 300 dipendenti di MIDICA non è andata bene: dopo la bancarotta scoprirono poi che la loro liquidazione non era stata versata.

La Russa e Corsaro sono stati soci in affari, oltre che essere stati compagni di partito: nel 2002 decidono di investire in una enoteca, la Gibson vini, con cui diventano soci di un imprenditore, che si chiama Sergio Conti.
L’enoteca non va bene e La Russa e Corsaro dopo poco tempo fondano una società immobiliare (per gestire l’immobile dell’enoteca) assieme all’imprenditore Sergio Conti: dopo pochi anni un’indagine della procura scopre che Conti era entrato in contatto con esponenti della cosca Onorato, la ndrangheta che aveva stretti rapporti con la mafia dei Santapaola.
Conti si rivolse proprio alla cosca Onorato per farsi restituire dei soldi che aveva prestato ad altre persone: alla fine Conti viene condannato a sei anni in primo grado, ma in Cassazione viene tutto annullato, il reato è poi rimodulato in una nuova forma, che richiedeva una querela di parte.

Alla fine Conti è stato assolto per improcedibilità.

La vicenda della ndrangheta non è una fake news, purtroppo per Conti, per La Russa e per noi.

Il giudice del Tribunale di Milano Gennari racconta a Report che questa relazione è molto pericolosa: perché quando entri in contatto con queste persone, non ne esci più.

È opportuno tutto questo?