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30 ottobre 2019

Assenza di identità

Ma veramente il problema di questo paese sono gli account anonimi che infestano i social?
Faccio fatica a cercare di capire le ragioni dell'assurda proposta di Italia Viva (che ricorda una proposta analoga di Forza Italia): Marattin e Renzi vogliono schedare gli italiani regalando tutte le informazioni ad una società privata?
E poi, in caso in cui si debba fare causa, aprire migliaia di rogatorie con paesi stranieri per avere l'identità reale dell'account pinco palla?

Qui siamo oltre al mangino brioches.
Siamo alla perdita dell'identità, del contatto con la realtà.
La lotta contro l'odio in rete si combatte nei tempi lunghi puntando sull'educazione e nei tempi brevi evitando di dare il cattivo esempio: pensiamo veramente che gli urlatori nei talk (penso ad uno Sgarbi) o i tweet feroci di Salvini, Meloni & c. non abbiamo alcuna responsabilità nell'aver sdoganato certi termini e certe violenze.

E se vogliamo fare la lotta contro la fake news, bisogna prima chiedersi come mai le persone credano più a quello che leggono sulla rete che non ai giornali (che vengono letti sempre di meno) o ai TG.
Forse i primi a far girare bufale sono stati per primi loro: la crisi che era finita, le riforme panacea di tutti i male, l'ambientalismo scoperto in età troppo adulta ..

Più che le identità anonime in rete (di cui ha parlato la trasmissione Report lunedì scorso), preoccupa l'assenza di identità dei partiti oggi: cosa vuole fare da grande il m5s? Italia viva vuole prendere il posto di forza italia (viva)? 
E il pd? Si chiederà come mai l'Umbria rossa è diventata verde?
Scoprirà forse che esistono ancora persone che si indignano per gli scandali sulla sanità, sui concorsi pilotati?
Che, addirittura, esistono ancora operai, come quelli di Terni. Che poi sono gli stessi che nel 2014 (governo Renzi, ministro dell'interno Alfano), vennero manganellati a Roma.

28 ottobre 2019

La vittoria dei due Matteo





La pacata reazione sui giornali di destra alle elezioni in Umbria

Festeggiano tutti e due i Matteo, dopo il voto in Umbria: il primo perché ha asfaltato, liberato, stracciato l'Umbria battendo la sinistra.
Il secondo perché così può attaccare il governo giallo-rosso e l'alleanza del PD col m5s (come se questa non fosse nata per l'interesse di Matteo 2).
Che, a chi voleva vedere, i segnali della sconfitta si potevano leggere prima: la giunta Marini è caduta a seguito di una inchiesta sulla sanità, che forse dentro non ha nulla di rilevante dal punto di vista penale ma raccontava un andazzo imbarazzante, come costume (le nomine di cui la governatrice si interessava).
L'Umbria era rossa anche per la presenza degli operai della Thyssen: come avranno visto la candidatura di un imprenditore che ieri a Repubblica raccontava "ho scoperto la politica grazie agli operai di Terni".
Ecco, per gli operai di Terni, per i cittadini umbri che si sono scandalizzati a leggere le intercettazioni in cui si parlava di nomine nella sanità, che piani aveva in mente questo centro sinistra?

27 ottobre 2019

Tirare indietro le lancette dell'orologio


Non è solo un discorso di ora legale ora solare: in questi giorni, settimane, stiamo tirando indietro le lancette su tanti argomenti.
Report lunedì sera ci ha raccontato dei legami tra Salvini e la Lega con gli oligarchi russi che hanno finanziato in questi anni tante associazioni dell'ultra destra cattolica.
Le donne? A casa a fare figli.
Torniamo indietro ai tempi del medioevo, con le streghe bruciate sui roghi.
E torniamo indietro anche ai tempi dello stato cattolico, visto che viene rivendicato con forza che per i sovranisti alla Meloni l'Italia deve essere “Dio patria e famiglia” (l'amante un po' in disparte).

Ma stiamo portando indietro le lancette anche sul tema del lavoro: vi siete indignati per la maglietta di Carrefour dove una donna viene buttata a terra?
Bene indignatevi anche perché la stessa Carrefour ha licenziato 63 persone a Crotone via messaggio Whatsapp.

Torniamo indietro con la lancette anche in Sudamerica, in Cile ad esempio, il paese emblema del liberismo: ma quanto è figo il Cile eh? Il Cile dove una minoranza di persone possiede la maggioranza dei beni, il che ha portato ad una situazione di povertà estrema e di disuguaglianza.
E di proteste, soffocate alla solita maniera della destra reazionaria, con la polizia e il manganello.

Anche a sinistra, lancette indietro: il candidato del centrosinistra in Umbria (nella inedita alleanza col m5s) è un imprenditore in conflitto di interesse (se dovesse essere eletto) considerato vicino alla destra.
Gli accordi con la Libia che tanto hanno indignato nei mesi passati? Saranno confermati, continueremo a dare soldi al governo libico (e ai trafficanti di esseri umani) per tenersi gli immigrati nei loro lager.

Ma la sinistra si adegua benissimo a queste lancette (e allo spostamento a destra): Milano mica è Roma, la città che viene descritta come se fosse in preda a bande armate, dove si spara e si uccide, dove i trasporti e la raccolta dei rifiuti non funzionano.
Mica siamo a Milano che, domenica e lunedì scorso si è trasformata in Milano marittima.
Dove un ragazzo è caduto dalle scale mentre era a scuola.
Dove da giorni si discute dell'ennesima speculazione immobiliare, quella della zona attorno allo stadio di San Siro (che si aggiunge alla speculazione degli ex scali industriali).