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26 gennaio 2025

Anteprima inchieste di Report – la vendita di Visibilia, la sanità abruzzese e il ruolo di INGV nel progetto del ponte

Poco prima di essere rinviata a giudizio la ministra Santanché aveva venduto le sue quote di Visibilia ad un’altra società: chi ci sta dietro?

Un secondo servizio sarà dedicato al piano pandemico che l’Italia non aveva aggiornato, mentendo anche e trovandosi poi impreparata quando arrivò il covid.

L’inchiesta sul presidente della giunta abruzzese

Il presidente della giunta abruzzese, Lorenzo Sospiri (FI), è finito a processo a seguito di una inchiesta che riguardava i suoi rapporti con l’imprenditore Marinelli.

Marinelli, oltre ad avere interessi nella sanità, è stato anche presidente del Pescara, dirigente della nazionale under 21 – spiega a Report il giornalista de Il Centro Pietro Lambertini – “intorno a sé aveva costruito una rete di consenso che, secondo la procura, era stata costruita anche con la corruzione”.
Punto di riferimento nella sanità abruzzese per Marinelli era Tiziana Petrella, dirigente dell’ufficio acquisti della ASL e responsabile di tutte le gare di appalto della provincia: con Marinelli c’era un rapporto personale che ho sempre mantenuto.. Marinelli voleva che Petrella fosse nominata al vertice dell’ARIC, l’agenzia di committenza regionale che gestisce gare milionarie e per favorirne la nomina avrebbe perfino coinvolto il presidente del consiglio regionale.

Ho parlato con Tiziana Petrella in tutto tre volte” è il commento del presidente Sospiri, ma negli atti risultano contatti tra Sospiri e Marinelli che sollecitava la nomina, “ne sottlineava l’importanza per incarichi di maggiore responsabilità” ammette, per poi aggiungere “non credo che si possa dire che io sono mai andato a richiedere questa nomina che comunque non avrei fatto io.. posso aver detto che lei [Petrella] era un’ottima candidata ”.

Ottima candidata che aveva visto solo due o tre volte, ma non perché glielo aveva detto Marinelli.

Sempre dall’Abruzzo arriva la vicenda del finanziamento alla clinica privata dove lavora come chirurgo Mario Quaglieri, assessore al bilancio di FDI: la racconta il consigliere di opposizione Pierpaolo Pietrucci a Report, partendo dall’opportunità di finanziare con fondi pubblici le cliniche private (tra il 2023 e il 2024 sono arrivati circa 20 ml di euro di fondi pubblici) e poi la questione dell’assessore al bilancio, che è stato anche presidente della commissione sanitàin regione Abruzzo “che è anche contrattualizzato con una delle case di cura beneficiarie di questi fondi.. c’è un conflitto di interessi tanto è vero che dopo la regione Abruzzo è stata costretta a fare un parere, se l’assessore Quaglieri potesse rimanere in giunta purché si fosse astenuto dal votare le delibere di giunta che riguardavano la sanità, ma oramai il danno era stato fatto, quindi una sorta di ammissione di colpa.”

Per la delibera sulle case private la Procura ha avviato un’indagine sull’assessore Quaglieri e anche sulla proprietaria della clinica Di Lorenzo, il reato ipotizzato per Quaglieri sarebbe di falso. Ma a seguito dell’indagine è emersa un’altra cosa: hanno disposto il sequestro del telefonino all’assessore Quaglieri e si sono resi conto che non aveva mai restituito la Sim al comune di Trasacco dove era sindaco.
La giornalista di Report ha poi sentito l’assessore per raccogliere la sua versione: “la delibera non la faccio io ma la fa il dipartimento sanitario ..”. Come mai non si è astenuto visto il suo rapporto di collaborazione con la clinica? “Ma non è più sospettoso l’astenersi” ha risposto l’assessore, tirando fuori una curiosa teoria, per cui anche in situazioni da conflitto di interessi è meglio votare in modo palese.
Sulla Sim, che aveva dal 2012 quando era sindaco, poi non è stata più restituita “per distrazione”.

LAB REPORT: SANITÀ ALL’ABRUZZESE di Giulia Presutti

Collaborazione Madi Ferrucci

In Abruzzo, la sanità rappresenta circa l'80% del budget regionale. Negli ultimi anni però, alcuni ospedali e Asl della regione sono stati coinvolti in inchieste giudiziarie. Il pronto soccorso di Pescara è oggetto di un'indagine della Procura per via delle liste d'attesa che vedono i pazienti sostare a lungo nei corridoi prima di essere accolti nei reparti specialistici. Intanto però, la Regione ha assegnato 20 milioni di euro di Budget Alta Specialità alle cliniche private per svolgere prestazioni complesse e combattere la mobilità sanitaria. Fra le cliniche finanziate, anche quella nella quale lavora come chirurgo l'assessore al Bilancio Mario Quaglieri, che per questo è indagato dalla Procura dell'Aquila. Per gli appalti alla Asl di Pescara, è coinvolto in un'indagine anche il presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, che aspetta l'inizio del processo per turbativa d'asta e corruzione.

Il riconteggio delle schede a Cosenza

Alla fine l’ha spuntata il candidato di Forza Italia, Andrea Gentile: andando contro le istruzioni del ministero dell’Interno, contro le dichiarazioni dei presidenti di seggio (che Report aveva raccolto  in un servizio andato in onda poche settimane fa), il candidato ha raccolto le testimonianze (obique) di stimati personaggi su presunte anomalie eha ottenuto che si rifacesse il riconteggio delle schede nel seggio di Cosenza. Magicamente delle schede bianche sono diventate schede col suo simbolo e la candidata avversaria del movimento 5 stelle ha perso il posto, Elisa Scutellà.

La Giunta per le elezioni ha deciso, in autonomia, che per quel seggio, in questo specifico caso, valessero delle leggi speciali su come considerare una scheda nulla, a posteriori: si sono alterate le regole del “gioco democratico” – è stato il commento del segretario del M5S Giuseppe Conte. La candidata dei 5 stelle ha allora chiesto alla giunta il riconteggio di tutte le schede perché, se ci sono state irregolarità sulle schede bianche, potrebbero esserci state anche nelle schede ritenute valide, anche perché lo scarto con Gentile è di soli 240 voti. Perché la Giunta non le da questa possibilità di aprire un campione di schede valide?
Il presidente della giunta, Federico Fornario, ha preferito non commentare.

La scheda del servizio: “L’ELETTO” di Giulia Presutti

Collaborazione Madi Ferrucci

Il 17 gennaio la Giunta delle Elezioni della Camera ha ratificato l'elezione di Andrea Gentile: dopo un passaggio in Aula, infatti, il candidato di Forza Italia alle scorse politiche entrerà ufficialmente alla Camera. Perderà il posto Elisa Scutellà del Movimento 5 Stelle, che aveva chiesto alla Giunta la riapertura di un campione di schede valide per completare la lunga istruttoria svolta in seguito al ricorso presentato dal suo avversario. I membri della Giunta hanno votato, negando al Movimento 5 Stelle un ulteriore approfondimento, e accogliendo così in toto il ricorso di Gentile.

Il caso Santanchè e i nuovi proprietari di Visibilia

Chi sta dietro la Wip Finance, la società anonima con sede in Svizzera che ha preso le quote di Visibilia vendute dal ministro del turismo Daniela Santanchè?

Chi ha ragione nello scontro tra la ministra e il figlio del fondatore di Sif, Mirko Ruffino sulle pressioni del presidente del Senato che si sarebbe esposto in prima persona per Visibilia?

Report ha chiesto in giro ad analisti ed operatori finanziari, le informazioni su questa società elvetica, ma Wip finance rimane un soggetto non identificato. Nei mesi precedenti l’operazione su Visibilia aveva fatto la sua prima operazione in Italia, l’acquisto di una squadra di calcio abruzzese, il Chieti, che milita in serie Giuseppe Gianni di Fabio è il nuovo presidente che ora sta ristrutturando la società: ex assessore a Chieti è stato nominato da Wip Finance che, a cauisa delle difficoltà economiche è riuscita ad iscriversi al campionato in croso solo all’ultiomo momento. Ma ora i tifosi iniziano a sognare in grande, puntando subito alla Lega Pro, l’arrivo di questa società è stato accolto con entusiamo non solo in città ma anche dall’ex allenatore della nazionale Mancini.

Dietro Wip Finance c’è una SGR, una finanziaria svizzera ma ad una specifica domanda, Di Fabio non ha saputo rispondere su chi siano i veri proprietari, “perché queste cose non sono pubbliche”.


Chi c’è dietro Wip Finance? Giorgio Mottola lo ha chiesto ad Altair D’Arcangelo – Business Development di Wip: “dietro ci sono degli investitori, una compagine abbastanza importante dentro Wip Finance.. non posso fare nomi di investitori, ma so per certo che ci sono molti microinvestitori.. io sono colui che organizza il business su dei mandati particolari”.
Una sorta di procacciatore d’affari, come quello chiuso lo scorso dicembre con l’acquisizione di Athena Pubblicità, la concessionaria pubblicitaria di Daniela Santanché che possiede il 90% di Visibilia. La società anonima svizzera diventerebbe così proprietaria del pacchetto di riviste della ministra del turismo come Novella 2000, Ciak, e PC Professionale.
Il business developer non ha voluto dare la cifra dell’acquisto: di questa storia però non c’è traccia né online né sui giornali. Ma sappiamo però che nel 2019 D’Arcangelo è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere, frode, riciclaggio e autoriciclaggio: secondo l’accusa D’Arcangelo gestiva 98 società operative solo sulla carta e intestate a prestanomi con i quali avrebbe messo in piedi operazioni immobiliari fittizie allo scopo di creare falsi crediti Iva.

Due anni fa gli arresti domiciliari gli sono stati revocati ma il Tribunale di Milano gli ha sequestrato quasi 40 ml di euro frutto della frode di cui sarebbe stato la mente.
D’Arcangelo non ha voluto parlare di questa vicenda nell’intervista, “sono ancora soggetto di indagine.. le accuse sono tutte concatenate ma sono sicuro che cadranno tutte.. lei ne sa più di me [rivolto a Mottola] di queste cose se ne occupano i miei legali, sono sereno.”
La ministra Santanché era a conoscenza di questa vicenda? “Non sono temi di cui si parla ..”, come a dire che queste, per la transazione fatta con la ministra, sono questioni irrilevanti.
Ma irrilevanti non lo sono, siccome di mezzo ci sono gli azionisti e una ministra della Repubblica.

C’è poi un’altra vicenda lontana nel passato che Report ha riportato alla luce: nel 1997 era sttato eletto consigliere comunale a Chieti con Forza Italia, poi alle elezioni successive rieletto con la Democrazia Cristiana. La carriera si interrompe nel 2006 quando i carabinieri in un controllo lo trovano in possesso di cocaina per 100mila euro.

All’epoca ero purtroppo vittima di tossicodipendenza - ha ammesso D’Arcangelo – fui felice perché poi smisi di essere assuntore di cocaina.

“E’ l’incontro più inquietante che ho avuto in tutta la mia vita” è la testimonianza raccolta da Mottola del cosmetista Diego Della Palma relativa all’incontro avuto con i vertici di Virgo Cosmetics, l’avvocato, l’amministratore delegato, Altair D’Arcangelo (che formalmente non ha nessuna carica in Virgo, come ha poi verificato Report). Virgo ha acquistato la gestione di Nouba, un marchio importante nella cosmetica che si trovava in difficoltà finanziarie.
“Io ho capito subito che dovevo tutelarmi e ho detto, signori io prima di qualsiasi proposta che mi farete, sappiate che io voglio, visto che state acquisendo Nouba, voglio i miei soldi. Il signor D’Arcangelo mi ha detto che non ci sarebbe stato problema, nel giro di pochi giorni le assicuriamo che avrà i soldi. Poi i soldi sono spariti tutti.. con mia grande gioia.”
Virgo prometteva di rilanciare Nouba ma poi ha veramente investito dei soldi in questo marchio? “No, nel modo più assoluto tanto è vero che va all’asta.”

Il servizio di Giorgio Mottola torna poi ad occuparsi del finanziamento ottenuto da Visibilia dalla Negma, la misteriosa società di Dubai: negli ultimi cinque anni altre venti società hanno chiesto prestiti alla stessa che, come racconta Giovanni Natali – presidente dell’associazione delle piccole e medie imprese quotate – “avevano tutte delle forti tensioni di problematiche finanziarie, decreti ingiuntivi, debiti non pagati, banche che richiedevano il rientro dei fidi”.
Dunque Negma sarebbe una sorta di parassita che attacca il corpo di società infette: si, spiega Natali, “l’ho definito un virus che distruggeva il valore delle società e chi ci rimetteva soldi era il piccolo investitore”.
Tra le aziende che si sono rivolte a Negma anche eccellenze dell’industria italiana come Illa, azienda emiliana con sede a Parma che dalla metà degli anni ‘70 produce pentole tutte made in Italy, apprezzate per il rapporto costo qualità anche dalle multinazionali straniere.

Era il fornitore di Ikea fino al 2018 – racconta il delegato Fiom Parrucchella a Report poi Ikea nel 2018 ha chiuso l’appalto che aveva con Illa che si è ritrovata con una drastica riduzione del fatturato. Ikea rappresentava circa l’80% del fatturato così quando la multinazionale svedese ha preferito comprare le pentole in Turchia ad un costo inferiore l’azienda è entrata in una crisi profonda. Negma si è palesata nel mondo Illa nel gennaio 2022 – continua il delegato Fiom – pensando che fosse il modo più veloce per recuperare risorse finanziarie fresche e poter continuare la propria attività, rispetto al rivolgersi alle banche.
Negma offriva soldi apparentemente facili: se uno si rivolge al mercato finanziario normale ha bisogno di garanzie, mentre Negma offrì subito ad Illa 3,2 ml di euro che rappresentavano una forte boccata d’ossigeno per l’azienda coi conti in rosso.
Il problema è che poi Negma non rimase come investitore ma rivende il credito al mercato e così il prezzo del titolo scese: i conti non migliorarono anche a causa di pessime scelte industriali, nel 2022 le perdite raddoppiarono salendo a 2,8 ml .

Soprattutto, mano a mano che la finanziaria di Dubai convertiva le obbligazioni in azioni di Illa, il titolo della società emiliana iniziò a crollare drammaticamente.

Da 31 euro nel 2021, ad un millesimo di euro nel 2023: come mai? Lo ha raccontato il presidente di Illa Roberto Maviglia, “Negma non era un investitore che manteneva il titolo a lungo termine ma svolge una azione di cabotaggio, sottoscrive il prestito obbligazionario, converte in azioni e poi vende le azioni sul mercato e questo distrugge il valore di borsa dell’azienda”

La scheda del servizio: IL SANTO PATRON di Giorgio Mottola

Collaborazione Greta Orsi

Alla vigilia dello scorso Natale, Daniela Santanchè ha annunciato la vendita di Visibilia a una misteriosa società anonima svizzera, la Wip Finance. Report ha scoperto chi si nasconderebbe dietro e la sua identità getta pesanti ombre sull’intera operazione. Sullo sfondo ci sarebbe infatti la storia di una frode da 40 milioni di euro, 98 società fantasma e soldi che da anni arriverebbero dalla Svizzera in Italia per fondare aziende che poi restano inattive. Report ha ricostruito l’intera rete finanziaria che avrebbe portato alla nascita di Wip Finance e all’operazione per l’acquisizione di Visibilia, intervistando tutti i protagonisti. L’altro mistero legato alle società di Daniela Santanchè è la società di Dubai, Negma, che avrebbe distrutto il valore azionario di Visibilia e di un’altra ventina di società italiane. A partire da Illa, eccellenza made in Italy delle pentole, finita due anni fa nelle mani della finanziaria emiratina e di una società che sarebbe riconducibile a Daniela Santanchè.

Il ponte sullo Stretto e il ruolo dell’INGV

Dopoil servizio di domenica scorsa sul Ponte sullo Stretto, Webuild, la società che costruirà l’opera, ha annunciato azioni legali contro Report e Ingv. Come aveva raccontato il servizio, Inngv non è stata interpellata formalmente dalla società per approvare il progetto, ad onor del vero nemmeno il progetto per il ponte non prevedeva nessun via libera ufficiale da Ingv.

La scheda del servizio: IL PONTE DELLE OMBRE di Danilo Procaccianti

Collaborazione Enrica Riera

Report torna a occuparsi del progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina, con un approfondimento sul presunto ruolo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nelle verifiche in tema di rischio sismico dell’area su cui dovrebbero sorgere i piloni portanti dell’infrastruttura.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

26 maggio 2010

Il raccolto rosso 1982-2010 di Enrico Deaglio

Questo libro è la continuazione del libro "Raccolto rosso", scritto da Deaglio nel 1993, nel suo viaggio in Sicilia.
Un viaggio in cui lo scrittore, con occhi curiosi, attenti ma anche discaccati da persona del nord, narra della realtà che vede.
Come è possibile che in Sicilia sia successo tutto questo? La guerra civile scatenata da Cosa Nostra contro (il golpe dei Corleonesi), che ha causato migliaia di morti (gli autori hanno parlato di diecimila morti, una cifra incredibile), nel silenzio generale dei media.
Nel silenzio dello stato, capace di muoversi verso la Sicilia (e di spendere qualche parola di circostanza) solo in occasione dei cadaveri eccellenti.
Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il raccolto rosso (dal libro di Dashiell Hammett) che da il titolo al libro.
Nella prima parte, come si è detto Deaglio è andato a Salemi, patria del fratelli Nino e Ignazio Salvo. A Gela, da Piddu Madonia.
A Corleone, patria di Totò Riina, Luciano Liggio e Ninetta Bagarella (la belva, il ballerino e la maestra).
Corleone culla dei misteri della mafia e dello stato italiano, per il legame con la morte di Salvatore Giuliano e Liggio.
A Trapani, patria del boss Antonio Virga, dove Mauro Rostagno dalla sua televisione, raccontava dei casi di cronaca giudiziaria, della mafia che ancora non c'era (per parte della magistratura).
La Catania di Nitto Santapaola 'o licantropu'.
Coriolano della Floresta, come si faceva chiamare (col nome di un personaggio da romanzo) Totuccio Contorno, killer della mafia perdente.

Nel viaggio in Sicilia Deaglio racconta della miseria, del sottosviluppo, ma anche della massa di denaro che si scambia da e verso il continente.
I soldi della mafia, il riciclaggio del traffico di droga, verso il nord: paradossale, ma lo sviluppo di molte regioni di quella che oggi viene chiamata Padania, è frutto degli affari di Cosa Nostra.
E anche il flusso che, tramite la Cassa del mezzogiorno, arriva da Roma per far aprire cantieri che non chiudono mai, far tirar su interi quartieri con imprese legate ai boss.
Per non parlare dei quartieri venuti su come funghi, tutti abusivi.

Anche dello scempio del territorio è fatto, il raccolto rosso.
La prima metà termina con la morte dei due giudici (e delle rispettive scorte) Falcone e Borsellino. Stragi che sollevano un moto di ribellione allo stato delle cose: lo stato che sembra voler fare veramente la battaglia alla mafia, i pentiti, la politica che si sfalda, le sentenze che arrivano.

Ma come un film, il secondo tempo, dal 1993 ad oggi, non è come il primo: le speranze di un cambiamento tradite.
La mancata perquisizione del covo di Riina, e il relativo processo al Ros di Mario Mori e del capitano Ultimo (l'eroe della cattura).
La mancata cattura di Provenzano, l'infiltrato Luigi Ilardo e il colonnello Riccio del Ros.
Il patto, la trattativa tra stato e mafia. Cosa nostra che si innabissa. Cosa nostra che fa impresa, che fa politica.
La storia del nostro paese che sarebbe da riscrivere anche grazie alle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, del figlio di Don Vito Ciancimino, Massimo. I nuovi referenti politici per cosa nostra (Dell'Utri e Berlusconi), che ne avrebbero garantito i tesori e il potere.
Chissà cosa succederebbe se si mettesse su Google maps, la lista di beni confiscati alla mafia, i comuni sciolti per infiltrazione.
Che razza di democrazia andremo a celebrare, per il centocinquantesimo dell'Unità?
Non è solo un problema di qualche regioni del sud.

"Dicono i saggi: è opportuno occuparsi di mafia, prima che lei si occupi di te. Ma quasi mai questo consiglio viene ascoltato. Alcuni se ne accorgono quando aprono il bagagliaio dell'automobile e vi scoprono un cadavere, ma a quel punto è troppo tardi. Altri pensano che si può convivere, ma quelli prima si prendono una stanza, poi le chiavi di casa, poi ti spostano i mobili e qualche volta ti lasciano una testa di capretto nel frigo. Sono invadenti, ma poi cercano un accordo. Passano a raccogliere, e se sono buoni ti lasciano anche una parte del raccolto. La lettura però te la lasciano tutta. E la lettura è sempre una grande consolazione".
Dall'introduzione dell'autore.

Consolazione accresciuta dal fiorire di letteratura sulle storie di mafia: Francesco La Licata, Alfio Caruso, Attilio Bolzoni, Salvo Palazzolo ("I pezzi mancanti"), Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci ("Il patto"). Tanto la mafia è scomparsa dall'agenda politica, tanto molti giornalisti italiani si sono impegnati nel voler raccontare, svelare, far conoscere.

20 maggio 2010

Raccolto rosso di Enrico Deaglio

I promessi sposi - La vecchia del castello

Capitolo 20 de I promessi sposi: gli uomini di Don Rodrigo rapiscono Lucia e la portano al Castello dell'Innominato.
Questi le manda incontro una vecchia, perchè stia con lei. Ecco la descrizione che ne fa Manzoni:

Era costei nata in quello stesso castello, da un antico custode di esso, e aveva passata lì tutta la sua vita. Ciò che aveva veduto e sentito fin dalle fasce, le aveva impresso nella mente un concetto magnifico e terribile del potere de' suoi padroni; e la massima principale che aveva attinta dall'istruzioni e dagli esempi, era che bisognava ubbidirli in ogni cosa, perché potevano far del gran male e del gran bene. L'idea del dovere, deposta come un germe nel cuore di tutti gli uomini, svolgendosi nel suo, insieme co' sentimenti d'un rispetto, d'un terrore, d'una cupidigia servile, s'era associata e adattata a quelli. Quando l'innominato, divenuto padrone, cominciò a far quell'uso spaventevole della sua forza, costei ne provò da principio un certo ribrezzo insieme e un sentimento più profondo di sommissione. Col tempo, s'era avvezzata a ciò che aveva tutto il giorno davanti agli occhi e negli orecchi: la volontà potente e sfrenata d'un così gran signore, era per lei come una specie di giustizia fatale. Ragazza già fatta, aveva sposato un servitor di casa, il quale, poco dopo, essendo andato a una spedizione rischiosa, lasciò l'ossa sur una strada, e lei vedova nel castello. La vendetta che il signore ne fece subito, le diede una consolazione feroce, e le accrebbe l'orgoglio di trovarsi sotto una tal protezione.
I promessi sposi, di Alessandro Manzoni CAPITOLO XX

Questo passo è citato da Enrico Deaglio ne "Il raccolto rosso 1982-2010" per descrivere il concetto di protezione mafiosa.

Il libro è prosecuzione del viaggio fatto in Sicilia negli anni della mattanza, la guerra civile tra le famiglie mafiose, che causò (nella quasi totale indifferenza) qualche migliaio di morti nelle regioni del sud.

Questo libro si occupa del periodo che va dal 1982 al 1993, racconta di quello che ho visto percorrendo i gironi bassi. Racconta della mafia e del lungo inganno, del lungo sonno, del furbo silenzio che ne hanno consentito l'ascesa. Solo ora scopriamo che la mafia ha cambiato la nostra vita. In peggio. Scopriamo anche il sud della mafia e il nord delle tangenti sono mondi pericolosamente contigui. In queste pagine compaiono uomini che - per scelta, per caso o per mestiere - sono venuti a trovarsi, dimenticati o abbandonati, su un fronte di guerra non dichiarato, a far parte dei disturbatori. Compaiono assassini sfrontati, vittime inconsapevoli, spettatori con troppi alibi. Molte persone sono morte in silenzio, e dopo brevi lamenti e imprecazioni sono state dimenticate. Altre sono state esaltate solo dopo la morte. Non tutte hanno una lapide. Ci sono anche i protagonisti di una nuova, aggressiva e cupa Italia, di una nuova classe sociale mata senza storia dal cimitero della guerra civile del sud. I loro tic, le loro ambizioni, in genere modeste, ma perseguite con ferocia. I percorsi del loro denaro.

Raccolto rosso, pagina 15.

Erano gli epici funerali del comunista Pio La Torre ucciso dalla mafia. Poi vennero Dalla Chiesa, Buscetta, Falcone, Riina, Provenzano, Borsellino, Andreotti, la più spaventosa catena di bombe e delitti che un paese d'Europa abbia conosciuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Era il "raccolto rosso": la mietitura con sangue.

Raccolto rosso è un racconto di Dashiell Hammett scritto nel 1929: il libro è considerato un classico dell'indagine sulla corruzione e sulla violenza presenti nella società americana. In Italia è stato pubblicato con il titolo "Piombo e sangue" e non è molto conosciuto. Era presente però nelle librerie di Leonardo Sciascia e Giovanni Falcone.

Il libro in questa edizione, è la prosecuzione di quel viaggio di quasi 30 anni fa.
Dalla copertina del libro:
" Enrico Deaglio ha ripreso il viaggio da dove lo lasciò nel lontano 1993, per raccontare il più imprevisto secondo tempo del film. Un lungo inganno perpetrato ai nostri danni, la trattativa segreta tra i vertici dello Stato e quelli della mafia, la Seconda repubblica nata nel sangue e sugli schermi della televisione. Qui compaiono attori che nel primo tempo non si erano visti sulla scena: Ciancimino jr., Berlusconi, Dell'Utri, Gardini, Mangano, gli enigmatici fratelli Graviano e il loro killer di fiducia Gaspare Spatuzza. Misteri, trattative, soldi che hanno accompagnato l'ascesa economica e politica del crimine: ovvero le tristissime conseguenze di una lontana guerra di mafia. Questa è una storia d'Italia che era destinata a rimanere sconosciuta."