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09 luglio 2013

Una spina nel cuore

Mi chiedo come mai le parole ascoltate ieri da Bergoglio, a Lampedusa, non le abbia mai sentite in bocca ad uno dei leader di centro sinistra.
Un partito che, almeno a parole, pure si ispira a quei valori cattolici della Chiesa.

Parlando dei 20000 morti in fondo al mare, il nostro mar Mediterraneo, gente scappata dalla fame, dalla carestie e dalle guerre (combattute magari con armi occidentali) e che si è scontrata col muro dei respingimenti:

“Ciò che è accaduto non si ripeta più. Non si ripeta più. Per favore”.
“Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo: non sono io…. Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna, guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo poverino e continuiamo per la nostra strada”.
Chi ha pianto, si chiede ancora, “per la morte di questi fratelli? Per le giovani mamme? Siamo una società che non è più capace di piangere”. E allora Francesco chiede perdono anche per “coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi”. [da il Fatto quotidiano]

Il papa è venuto proprio qui, dove nel passato si era presentato l'ex premier Berlusconi per fare le sue solite promesse (l'acquisto di una villa) e poi deputati, per vedere quello che succedeva:
 “Ho sentito che dovevo venire qui – ripete più volte il Santo Padre, quasi a giustificare una decisione che ha fatto storcere il naso a tante burocrazie politiche e diplomatiche – a pregare, ma anche a risvegliare le coscienze”.
Furio Colombo, nell'editoriale, parla dell'ipocrisia che circonda Lampedusa, dell'accordo con la Libia di Gheddafi (del dittatore Gheddafi), della chiesa che aveva scelto di guardare da un'altra parte, per convenzienza e calcolo:
Sapevamo, prima del Papa, che gli annegati a causa del nostro governo leghista, affarista, indifferente, crudele e stupido, erano “almeno” 20 mila? Lo sapevamo. Lo aveva detto Laura Boldrini, allora coraggiosa portavoce dell’Onu, al Comitato per i diritti umani della Camera dei deputati che io presiedevo. Lo aveva detto e testimoniato il solo deputato del Pd che era venuto con me a Lampedusa, Andrea Sarubbi (prontamente non più ricandidato). Lo avevano detto i sei deputati Radicali che non avevano smesso mai di denunciare con allarme ciò che stava accadendo.
C'è poi anche un'altra pagina della nostra storia che ci dovrebbe far vergognare, come cittadini e come cattolici (sempre per quei valori che spesso sbandieriamo senza condividerli veramente).
Quella delle rendition: una pagina che ancora non abbiamo messo alle spalle, visto l'ultimo caso del rapimento (ad opera di nostri poliziotti) della moglie e della figlia del dissidente Kazako Ablyazov.
Che sia per gli USA o per il dittatore Nazarbayev l'amico di B., non importa.

Ci sono valori che non dovrebbero essere negoziabili.
La dignità, la libertà

21 settembre 2011

Lampedusa brucia

Lampedusa brucia. Come per la crisi economica, era tutto risolto, tutto alle nostre spalle.

01 aprile 2011

Annozero - fuori dalle palle

Due giorni di tensioni, insulti, monetine e vaffa. Fuori, ma soprattutto dentro il parlamento, bloccato nel sempiterno tentativo di salvare il soldato Berlusconi dalle grinfie dei giudici politicizzati.

Il nordafrica è in rivolta contro i tiranni appoggiati per troppo tempo dalle democrazie europee, in Giappone si teme l'inquinamento da plutonio, Lampedusa sta collassando e le immagini degli immigrati (che noi chiamiamo clandestini) girano il mondo (Amnesty parla di situazione agghiacciante), e noi stiamo qui a parlare di processo breve e di responsabilità civile dei magistrati, della riforma epocale della giustizia e a raccontarci le solite favole del perseguitato politico, dei processi da cui è stato assolto, della sinistra che intende ribaltare il voto popolare ...


Ma, nell'anteprima della puntata, Santoro ha mostrato l'intervista di Berlusconi nel 1997, dopo l'affondamento di una carretta del mare dall'Albania. Allora B. era all'opposizione e da buon cattolico si era sentito in dovere di dire "non possiamo permettere che succedano queste cose".
Cosa è cambiato oggi? I gommoni dall'Africa affondano ancora, e nei nostri mari succede di peggio con i respingimenti.
Solo nel paese immagina da Orwell in 1984, si ribaltava la realtà a seconda delle convenienze politiche.

La bagarre in Parlamento
A spiegare la situazione politica dai due punti di vista, Cicchitto e di Pietro. Il giornalista Fabrizio Gatti col compito di raccontare cosa sta succedendo sulle rotte dei migranti dalla Tunisia e dalla Libia, inchiesta finita nell'articolo odierno de l'Espresso.
In aula, le immagini le abbiamo viste tutti.
La passeggiata di Russa in fronte alle proteste delle persone e quelle parole arroganti di fronte all'aula: "ci sono persone con chiaro intento intimidatorio" .. "ho riconosciuto una persona, che ha organizzato i fischi del 17 marzo".
E se anche fossero delle contestazioni organizzate? Cosa cambia?
Un conto le violenze, altro discorso fischi e contestazioni.

Anche perchè in questi giorni di manifestazioni più o meno organizzate, più o meno spontanee ne abbiamo viste diverse: come a Milano di fronte al palazzo della Gisutizia.
Gli scudi umani del cavaliere : "in Italia comanda una casta che fa solo i suoi comodi" e anche "ci sono dei pm che sono delle brigate rosse". Comicità involontaria e calunnia.
Come se in parlamento non governasse sì, una casta popolata da condannati e inquisiti anche per reati gravi.

Se Di Pietro ha condannato l'atteggiamento della maggioranza, irrispettoso e denigratorio nei confronti del Parlamento (il ribaltamento dell'ordine del giorno per approvare il processo breve, gli insulti a Fini, la scheda di Alfano), tutt'altra storia quella raccontata da Cicchitto.

"Ho visto un film diverso". I manifestanti erano lì per fare pressioni sul parlamento (ogni volta che si vota per qualcosa che da fastidio all'opposizione ..). I manifestanti han riempito di monetine il ministro (forse perchè han saputo che guadagna meno di Silvio come parlamentare). Alfano non ha gettato la scheda, ma l'ha lanciata per aria e ha compiuto una parabola... (come la pallottola magica di Kennedy).

La Russa, ha proseguito Belpietro, ha voluto avvertire i colleghi del pericolo in corso, dopo che era uscito per controllare la situazione.
Altri tempi, quelli del 1992, quando anche i missini (quando ruppero perfino i vetri di Montecitorio) lanciavano le monetine contro Craxi, mentre oggi sono i difesa dell'allievo.
Le immagini dell'aula (compresi gli insulti all'onorevole Argentin), putroppo faranno il giro del mondo e verranno viste anche dai paesi con cui ci troveremo a trattare: per la Libia e per la Tunisia. E non gioveranno all'immagine del nostro governo, il commento di Fabrizio Gatti.

Il processo breve.
Ogni tanto, pur di vendere la merce avariata, il venditore deve cambiare pacco e confezione. Oggi, non si parla più di processo breve, ma di processo "europeo". A Lampedusa, alla conferenza stampa, Berlusconi l'ha ribattezzato così.
Ce lo chiede l'Europa, di fare i processi in fretta, pena le sanzioni dalla corte di Giustizia.
E sui processi in corso: "l'ho giurato sui miei figli e i miei nipoti che non ho commesso reati .. il processo Mills è una vergogna".

Tanto vergogna che l'anno prossimo andrà comunque in prescrizione: per cui, come ha argomentato Belpietro, inutile discutere dell'eventuale colpevolezza. Tanto i soldi, Mills, non li ha presi da Bernasconi.
Ma è così ininfluente non sapere se il nostro presidente del Consiglio abbia corrotto un teste per difendersi da un suo processo?

La Cassazione - ha ribattuto Travaglio a Belpietro e Cicchitto - ha già stabilito che B. è Berlusconi e non Bernasconi (come ho sentito dire ieri sera): Mills ha salvato il signor B. per difenderlo dai suoi guai. Era Silvio nei guai per il processo sulla corruzione alla Guardia di Finanza e non Carlo.
Anche per questo si è salvato dalla condanna (leggi ad personam a parte).

L'Europa ci chiede di terminare i processi in tempi ragionevoli, ma non ci chiede di lasciare le vittime senza giustizia, come avverrà probabilmente in Italia. La norma per gli incensurati non la chiede all'Europa, ma serve solo per i processi di B.

La situazione a Lampedusa.
Cosa succede sull'isola l'hanno mostrato le immagini di Formigli e anche i video dello show del cavaliere.
I cartelli tolti dal sindaco, per fare una selezione all'ingresso.
Le promesse ai lampedusani (l'isola libera in 48-60 ore), il casinò, il nobel ..
"La presenza del cavaliere è un'opportunità che non va sprecata", diceva il presidente Lombardo.

Eppure, sarà difficile spostare le migliaia di persone (molte delle quali ancora all'addiaccio) dall'isola, per colpa delle condizioni meteo. E Manduria rischierebbe di trasformarsi in una nuova Lampedusa.
Perchè non si è intervenuti prima? Perchè si è lasciata collassare la situazione sull'isola?
Forse per un ritorno politico?
Gatti ha spiegato che l'espediente di farli passare per rifugiati politici (e anche la legge sul reato di clandestinità) non hanno fatto altro che ingolfare la situazione.
Situazione che porta poi all'odio o al risentimento degli isolani e in generale degli italiani contro gli immigrati.
Perchè, come ha spiegato bene Cicchitto, quelli che abitano ai Parioli non sono toccati dal problema.
Ma i ceti popolari sì.
Come quelli che oggi stanno perdendo pezzi di welfare, l'assistenza sanitaria, il lavoro.
Una guerra tra poveri.

L'intervento di Travaglio.


31 marzo 2011

Lampedusa show

Da nonleggerlo:

In effetti erano sembrati strani a molti, tutti quegli applausi, tutti quei cori, tutto quell'affetto, dimostrato dai cittadini lampedusani al Presidente del Consiglio. Tutto troppo perfetto, no? Una favola ... Sì. Oggi scopriamo che quella gioia era artificiale, sapientemente preparata, anche con metodi violenti. Della serie "selezione all'ingresso", manco fosse il pubblico di Forum.




Dunque. Non solo il Sindaco di Lampedusa ha intimato ai propri cittadini di non rompere le scatole, "ma che è? togliete 'ste minchia (di cartelloni), che se no il Presidente non parla", dichiarazione che dovrebbe dirci molto, se non tutto, sulla spontaneità dell'evento. Non solo i pochi oppositori presenti, visto il clima che si stava creando - cartelloni strappati dalle mani, insulti, tensione - hanno preferito prendere, ed andarsene.



Questo, assieme a tutto il resto (il black out informativo per le elezioni, le nomine in rai) dovrebbe farci capire in che paese viviamo.

30 marzo 2011

Promesse da marinaio

Trovandosi su un'isola, è proprio il caso di parlare di promesse da marinaio.
Quelle fatte dal premier agli abitanti di Lampedusa:

Il presidente del Consiglio promette una nave sempre a disposizione, fondi straordinari, un piano di rilancio turistico e la moratoria fiscale e previdenziale. "Ho comprato casa qui, sarò anch'io lampedusano". Infine l'annuncio: "In Cdm valuteremo candidatura di Lampedusa a Premio Nobel per la pace".

Nel 2009 aveva detto (al tour elettorale di Cappellacci)

"I cittadini di Lampedusa devono stare tranquilli perché la situazione è sotto controllo. Faremo delle cose per compensarli e martedì Maroni incontrerà a Tunisi il ministro dell'Interno tunisino e il presidente Ben Alì per stabilire le modalità per far rientrare i 1.200 tunisini".

E ancora:

"La situazione a Lampedusa e' sotto controllo, sono liberi di muoversi quelli che arrivano a Lampedusa, non e' mica un campo di concentramento..." Ed ancora: "sono liberi di andarsi a prendere anche una birra....". Silvio Berlusconi non si preoccupa della fuga in atto da parte degli extracomunitari a Lampedusa. "Sono andati - spiega prima di un comizio a Tempio Pausania - in paese come fanno di solito, solo che adesso sono 1.800. Un numero - osserva il Premier - veramente rilevante".