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12 settembre 2018

Democrazia ristretta

Controllo della stampa e delle notizie che possono essere pubblicate o meno.
Intercettazioni delle comunicazioni dei cittadini senza che nessun magistrato debba essere chiamato in causa.
Controllo da parte del governo della magistratura, con un  organismo di controllo di nomina politica, col pensionamento dei "vecchi" magistrati (62 anni) in modo da essere sostituiti da nuove leve, più flessibili ai desiderata dell'esecutivo.
La corte costituzionale a cui sono stati tolti i poteri di controllo.
Le discriminazioni contro le minoranze etniche, ovvero i rom.

Questo è quello che è successo nell'Ungheria di Orban: oltre a tutti questi provvedimenti, già abbastanza antidemocratici, recentemente Orban ha pure fatto approvare le leggi anti Soros e anti immigrati.
Cosa deve succedere ancora affinché l'Europa prenda dei provvedimenti, non contro il popolo ungherese, ma contro questo governo che sta spostando in modo preoccupando il suo baricentro (e dei paesi alleati) sempre più in fondo a destra?
Attenzione, quello che sta succedendo è un film già visto: Orban usa la scusa della sicurezza, contro i nemici esterni (i migranti alle porte) per cercare di compattare i suoi cittadini.
Il problema non sono io, le mie politiche, i miei fallimenti.
Il problema sono gli altri, l'Europa, i migranti Soros.

Non è un deja vu: ieri abbiamo ricordato (poco, in verità) l'anniversario dell'11 settembre.
Chi ha avuto voglia, ha potuto poi vedere il film Fahrenheit 9/11 sul canale della Paramount: il film di Michael Moore raccontava delle armi di distruzione di massa, del patriot act approvato senza nemmeno leggere cosa contenesse, con la scusa della lotta al terrorismo.
Da una parte si tagliavano fondi per la sicurezza interna, dall'altra si schedavano, controllavano, cittadini colpevoli solo di esprimere dissenso contro Bush.
cosa tabù, perché in quel momento la nazione doveva essere schierata tutta a fianco del comandante in capo, contro il nemico esterno.

E non è un caso che il documentario si chiuda con la citazione del libro di Orwell, 1984:
“Non si tratta di stabilire se la guerra sia legittima o se, invece, non lo sia. La vittoria non è possibile. La guerra non è fatta per essere vinta, è fatta per non finire mai. Una società gerarchica è possibile solo se si basa su povertà e ignoranza. […] La guerra viene combattuta dalla classe dominante contro le classi subalterne e non ha per oggetto la vittoria sull’Eurasia o sull’Asia orientale, ma la conservazione dell’ordinamento sociale”.

PS: alla fine l'Europa ha detto si alla risoluzione contro l'Ungheria e ora toccherà ai capi di Stato dei paesi decidere come procedere.
Sorprende che a difendere Orban ci siano i liberali di Forza Italia

29 aprile 2011

Bipensiero leghista

Gilioli, sul presidente del consiglio regionale Boni:
«Se Bossi mi dicesse di dire che questa giacca è bianca io sarei qui a convincervi che è bianca».

Come in 1984, dove uno
dei principi del Socing è il cosidetto “bipensiero”, parola in neolingua che significa “controllo della realtà”. Ovvero 2+2=5 se questo è funzionale alla logica del partito interno: “un pensiero che esige che la mente si adatti senza resistenze alla realtà così come definita dal partito e cancelli ogni dato divergente ed ogni forma di obiezione” [Wikipedia]

29 agosto 2010

Grande fratello - Governare con la guerra

"Era però altrettanto chiaro che che un incremento generalizzato del benessere avrebbe avuto come effetto indesiderato la distruzione di una società oganizzata gerarchicamente. Già in un mondo in cui tutti avessero lavorato solo poche ore, avuto cibo a sufficienza, vissuto in case fornite di bagno e frigorifero [..] , sarebbero scomparse le forme di ineguaglianza più ovvie e forse le più importanti [..] .. la ricchezza non sarebbe stata più un segno di distinzione fra un individuo e un'altro. [..]
Sul lungo termine, una società gerarchizzata poteva aversi solo basadosi sulla povertà e sull'ignoranza.
[..]
Il problema era come riuscire a far girare le ruote dell'industria senza incrementare la ricchezza reale del mondo. I beni di consumo dovevano essere prodotti, ma non distribuiti. E in effetti l'unico modo per raggiungere un simile obbiettivo era uno stato di guerra perenne.
Scopo essenziale della guerra è ala distruzione, nn necessariamente delle vite umane, ma di quanto viene prodotto dal lavoro degli uomini. La guerra è un modo per mandaere in frantumi, scaraentare nella stratosfera, affondare negli abissi marini, materiali che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo agiate e, alungo andare, troppo intelligenti.

[..] la consapevolezza di essere in guerra, e quindo in pericolo, fa sì che la concentrazione di tutto il potere nelle mani di una piccola casta sembri l'unica e inevitabile condizione per sopravvivere.

1984, George Orwell, pagine 198 e seguenti.

Potete prendere la "guerra perenne" (quella a cui alla fine ci si abitua), con le parole guerra al terrorismo islamico (Bush jr), guerra all'immigrazione, ai clandestini, ai rom, agli ebrei.
Il senso non cambia: si compatta il fronte interno, si spostano risorse in modo incontrollato sulla guerra.

24 agosto 2010

1984 di George Orwell


Questa estate mio padre, assieme a mio nipote, sfogliavano un libro sulla storia italiana degli anni '30: di fronte ad una immagine dei bambini in divisa da Balilla, mio padre esclamò “anche io da piccolo facevo queste manifestazioni ginniche”.
“Ma come nonno, da piccolo eri un fascista?”
“Quando ero piccolo, tutti i bambini dovevano vestire la divisa da piccoli fascisti”.
“Allora anche tu eri un cattivo?”.
E io ho cercato di spiegare “Ma no, il nonno non ha fatto la guerra, e in quel periodo in Italia erano tutti fascisti”.
“E vi vestivate sempre in divisa? Come mai ?”

Ecco, di fronte a queste ingenue domande, come si può rispondere? Come spiegare ad un bambino di oggi (e a tutti coloro che non hanno memoria del passato) quanto accaduto in Italia (ma anche in Germania, in Russia e in tanti altri paesi) nel ventennio fascista?
E altre domande seguono: come è potuto accadere? Un'intera nazione irregimentata, in divisa. Adulti controllati e spiati. Bambini cresciuti nel culto della propaganda, educati all'odio del nemico e all'amore per il leader, il Duce. Un sistema che si legge su tanti controlli, poche leggi (perchè esiste un solo partito, una sola volontà) e un'unica verità: non sei più libero.

Ecco, leggere il vecchio (ma quantomai attuale) libro di Orwell da una chiave di lettura per capire. E per impedire che ancora accada.

L'ultimo uomo.
4 aprile 1984: un uomo inizia a scrivere su un diario i pensieri e di dubbi che gli girano per la testa. A casa sua nascosto dal televisore che trasmette e riprende l'intera sua vita, ad ogni ora del giorno.
Perchè deve nascondersi? Tenere un diario, esprimere dei pensieri personali di critica verso la società, verso il governo, o anche delle perplessità sulle notizie che vengono raccontate, è un reato. Winston Smith è l'ultimo uomo sulla terra (questo doveva essere il titolo originale): vive a Londra, in un futuro (il libro è scritto a fine anni 40) post-nucleare, in una realtà desolante, dove il mondo diviso in tre macro stato in perenne guerra tra loro. L'Oceania (che racchiude Inghilterra e Stati Uniti) è governata con i principi del Socing, il partito unico. La società è divisa in membri del Partito interno (dirigenti del partito), membri del partito Esterno (funzionari della macchina statale), prolet (lavoratori ridotti in condizione di ignoranza e semi schiavitù, che non hanno alcun potere né privilegio, fanno i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza) e infine le popolazioni dei territori contesi. La vita delle persone avviene sotto gli occhi (che sembra ti seguano sempre) del Grande Fratello, un'entità (o forse una persona, poco importa) in cima alla gerarchia in cui è stratificata la nazione.

Il mondo.
Winston vive in un mondo alla rovescia, in una situazione di perenne conflitto tra Oceania e Estasia o Eurasia (nemici e alleati cambiano spesso, ed è compito della propaganda che controlla libri e giornali sostenere il contrario). Non ci sono leggi ma è tutto proibito.
Si viene arrestati anche solo per aver pensato di commettere reati, per aver fatto un'affermazione non consona alle idee del governo. Un dubbio, una parola di troppo, una battuta ..
In questa società irregimentata, le donne sono le migliori (o peggiori) pedine con cui si impongono i principi del Grande Fratello: fredde, ipocrite, frigide, asessuate (un velo stringe i fianchi di molte ragazze a testimoniare la loro castità).
Sono le donne quelle a urlare di più nei 2 minuti d'odio, quando durante il lavoro vengono mostrate alle persone filmati di propaganda contro i nemici della nazione, i traditori della rivoluzione.
In questa società d'altronde si è perso il piacere di fare sesso: si più amare, ma solo per il fine di fare figli da dare alla nazione (vi ricoda qualcosa?).
E i bambini? Vittime dell'indottrinamento, sono diventati “orribili” spie al servizio della psicopolizia: pronti e zelanti a denunciare perfino i propri genitori al minimo sospetto. Per una parola, per un comportamento poco ortodosso ..
Nonostante la parola Grande Fratello abbia un senso familiare, il vero senso della famiglia si è perso: genitori che temono i figli, figli che crescono come bestie feroci.

Le parole nella società in cui vive Winston, sono usate in contrasto al loro significato originale (ma, mancando la memoria collettiva nelle persone, nessuno se ne ricorda): i nomi dei ministeri del governo sono verità (per la propaganda e il controllo dell'informazione), amore (gestisce l'applicazione delle leggi), abbondanza (per la gestione degli affari economici, chiamato così perchè gonfia i dati sulla produzione dei beni per dare una sensazione di benessere fittizio) e pace (il ministero della guerra).
Tutti questi ministeri hanno il compito di portare avanti il concetto per cui il Grande Fratello è onnisciente, non sbaglia mai. Tutte le scoperte e le invenzioni dell'epoca moderna sono dovute al GF. Grazie a lui, voi vivete nella società migliore. Non c'è mai stato tanto benessere in Oceania .. sebbene le persone vivano in una perenne situazione di razionamento. Lamette, lacci, sapone, caffè …. ma così come per le parole, avvendo perso la memoria di quanto è stato, nessuno è in grado di capire se si sta bene o peggio.

I principi del Socing.
La neolingua: il partito usa, nelle sue comunicazione, una nuova forma di linguaggio, che man mano sta sostituendo la lingua arcaica) che usa un minor numero di parole per esprimere i concetti. Al fine di ridurre le possibilità espressive della lingua: con meno parole a disposizione, i concetti, i pensieri, potranno avere meno sfumature.
Uno dei principi del Socing è il cosidetto “bipensiero”, parola in neolingua che significa “controllo della realtà”. Ovvero 2+2=5 se questo è funzionale alla logica del partito interno: “un pensiero che esige che la mente si adatti senza resistenze alla realtà così come definita dal partito e cancelli ogni dato divergente ed ogni forma di obiezione” [Wikipedia]
Altre parole in neolingua: stopreato (il dover arrestarsi su una soglia di un pensiero pericoloso), nerobianco (il nero è bianco se a chiederlo è il partito), buonpensante (come Katherine, la prima moglie di Winston)

Altro principio è la “mutabilità del passato”, ovvero per impedire che qualcuno possa smentire le affermazioni o le previsioni del Grande Fratello, la realtà e il passato vengono continuamente modificate. Questo è d'altronde il lavoro di Winston al ministero della Verità (di poter raccontare il falso senza essere smentiti). Winston passa la giornata a riscrivere o correggere articoli (i cui originali vengono gettati dentro il “buco della memoria”) che contengono parti che poi si sono rivelate sbagliate col tempo. O a cancellare dal passato (nei libri o nei giornali) persone che sono finite in disgrazia. Persone che sono state “vaporizzate” , sparite, scomparse. Persone di cui si è persa la memoria.
Come recitano alcuni slogan del regime: “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.

Non esiste passato (se non quello che afferma il Grande Fratello), non esiste memoria. Il passato è mutabile (secondo le esigenze, quando cambiano le alleanze durante le guerre): esiste solo un unico, eterno, perenne presente. Un presente che scorre con gli occhi del Grante Fratello che vi fissano dai cartelloni, con gli elicotteri della psicolizia a pattugliare le strade.
Con microfoni e telecamere a immortalare (e se necessario vaporizzare), ogni vostro istante: dalla ginnastica al mattino, al lavoro, ai 2 minuti d'odio, fino alla sera, in cui il sonno è agevolato da un goccio di gin.

I tre slogan del partito:
“La guerra è pace
La libertà è schiavitù.
L'ignoranza è forza.”

La ribellione di Winston.
Ma un tempo era tutto così? Questo inizia a chiedersi Winston. I suoi colleghi sono troppo diversi da lui: Syme, l'intellettuale di regime, perfino troppo colto e cinico; Parsons è il perfetto imbecille. Julia, di cui è innamorato e che si è adeguata ai dettami del regime per convenienza.
Forse l'unico che può comprendere i propri dubbi e O'Brien, un funzionario del partito.
Occorre fare qualcosa. Forse scrivere i propri pensieri (cioè che 2+2=4 e basta), non è sufficiente.
“Capisco COME, ma non capisco PERCHÉ.”, si chiede Winston.

Inizia così una sua lotta per conservare quel briciolo di umanità e memoria. Ma, verrà arrestato e subirà un processo di recupero, in tre fasi.
Apprendimento (ovvero uno svuotamento della sua memoria), comprensione (dei principi del Socing → 2+2=5) e infine accettazione: “Forse passerà molto tempo. Tu sei un caso difficile. Ma non disperiamo. Prima o poi tutti guariscono. Alla fine ti uccideremo”.

E Winston avrà anche la risposta al suo perchè:
“Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.”

Il libro di Orwell è ovviamente ispirato alla dittatura comunista di Lenin e Stalin (“piccolo padre”): ma alcuni aspetti raccontati possono essere presi e ripostati anche ai giorni nostri. La distruzione della memoria.
Il governare in una situazione di perenne guerra o emergenza (la guerra con l'eurasia → la guerra al terrore, ai clandestini, ai rom). I prolet che vivono in una situazione di povertà e schiavitù, con la speranza di vincere alla lotteria, leggendo romanzi e guardando film pieni di storie stupide di sesso, fatte dal ministero della verità.
Il controllo dell'infanzia e dell'educazione: Stalin, Hitler, Mussolini, avevano tutti in comune il controllo della gioventù. Un controllo rigido, asservito non alla creazione di menti libere, ma di menti educate al pensiero unico. Sieg Heil!
Dal controllo dell'educazione, al controllo dell'informazione. Censura, affermazioni poi smentite che diventano nuova verità. Il passato che non deve esistere: Trotsky cancellato da Stalin, i vecchi gerarchi cancellati da Mussolini. E oggi, le fedine penali dei nostri governanti che devono andare in oblio, come le loro conoscenze mafiose e massoniche.
Censura e controllo dei media: la radio in tutte le case italiane durante il ventennio. La televisione di Orwell (quanto aveva visto lungo), ma anche oggi. In tutte le case.
La scienza, e la meccanizzazione, che viene asservita non per far vivere meglio le persone, ma per controllarle meglio.
Il potere per il potere: non solo l'arricchimento (che pure è oggi un male della nostra politica), ma il semplice comportarsi come Caste chiuse, membri appartenenti ad una oligarchia chiusa, elitaria, senza controlli. Chi sta sopra e chi sta sotto.

Buona lettura!!

Il link per odinare il libro su internetbookshop.
La voce su Wikipedia e dove leggere alcune citizazioni su wikiquote.

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08 aprile 2010

Legittimo impedimento

Legittimo impedimento:
"Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. "
La fattoria degli animali , George Orwell

26 gennaio 2010

La fattoria degli animali di George Orwell

C'è già tutto scritto in questo libro.
Scritto da
George Orwell alla fine della seconda guerra mondiale, con bene in mente la dittatura comunista in Russia, ma che in realtà si adatta benissimo a qualsiasi regime dittatoriale in cui un capo si arroga il diritto di governare in nome del popolo e per il popolo.
Senza nessuno che lo contraddica, con uno stuolo di servi pronti a incensarlo.

Un racconto che ricorda tanto le allegorie di Esopo con gli animali a raffigurare tutte i caratteri negativi degli umani.
Qui sono i maiali della fattoria del dottor Jones che prendono il potere, scalzando il padrone incapace di portare avanti la fattoria.
E in nome di una libertà che garantisca a tutti una vita migliore e libertà per tutti, instaura un sistema di potere basato su sette brevi comandamenti.
Qualunque cosa cammini su due zampe è un nemico.

Qualunque cosa cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico.
Nessun animale deve indossare vestiti.
Nessun animale deve dormire in un letto.
Nessun animale deve bere alcol.
Nessun animale deve uccidere un altro animale.
Tutti gli animali sono uguali.

L'iniziale libertà degli animali, dopo la cacciata del fattore, scivola pian piano in una forma di regime in mano ai maiali, ritenuti i più idonei perchè più intelligenti, a mandare avanti la fattoria.
Nonostante le leggi che gli animali si sono dati.
Nonostante la battaglia comune per la libertà.

In particolare i due leader sono Napoleone e Palla di Neve: il primo deciso a respingere tutti gli attacchi esterni con la forza. Il secondo dell'idea di espandere la rivoluzione ad altre fattorie.

Come sempre, Palla di Neve e Napoleon erano in disaccordo. Secondo Napoleon, ciò che gli animali dovevano fare era procurarsi armi da fuoco e addestrarsi al loro uso. Palla di Neve era invece del parere che si dovessero spedire stormi e stormi di piccioni a suscitare la Rivoluzione fra gli animali delle fattorie. L'uno argomentava che se non avessero saputo difendersi da soli erano destinati a esser vinti; l'altro ragionava che, se la Rivoluzione fosse scoppiata dappertutto, essi non avrebbero avuto più bisogno di difendersi. Gli animali ascoltavano prima Napoleon, poi Palla di Neve e non sapevano decidere chi dei due avesse ragione. In realtà si trovavano sempre d'accordo con quello che parlava al momento.


In che modo si arriva a tutto ciò? Con la propaganda, con l'offuscamento della memoria, sfruttando la paura con frasi ad effetto ("volete che torni Jones").
In apparenza lavorano per il bene comune, dicono tramite il loro portavoce, il maiale piffero. In realtà il loro è solo un tentativo di conquistare l'egemonia e poi il potere.
Napoleone e
Annientando la fronda interna; assumendo tutti i tratti di comando caratteristici dell'uomo: la frusta, il camminare a due zampe, il dormire in casa, mangiare i cibi ad altri proibiti ..

Infine facendo uso di una fitta operazione di disinformazione , sfruttando l'ignoranza e la ingenuità di tutti gli altri.
Le leggi che gli animali si erano dati, vengono cambiate nottetempo, con piccole aggiunte e, di fronte alle perplessità di qualcuno, Piffero la voce del maiale Napoleone risponde "ma no, vi ricordate male ..".

Nessun animale deve dormire in un letto. (con le lenzuola)
Nessun animale deve bere alcol. (in eccesso)
Nessun animale deve uccidere un altro animale. (senza motivo)
Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)

"Napoleone, ha sempre ragione" è la risposta del cavallo Boxer.
"quattro gambe buono, due gambe cattivo" è invece il belato delle peeeeecore, cghe chiude ogni discussione.

Profetico il finale: maiali e umani, così nemici un tempo, diventano alleati. Le bestie costrette a lavorare più di prima, non riescono a scorgere le differenze tra i primi e i secondi:
Gli animali da fuori guardavano il maiale e poi l'uomo, poi l'uomo e ancora il maiale: ma era ormai impossibile dire chi era l'uno e chi l'altro.

Lo ripeto, Orwell nel libro parlava della rivoluzione russa trasformatasi poi nella dittatura staliniana:
Napoleone = Stalin
Palla di Neve = Trotskij
Piffero = la pravda e tutta la propaganda comunista («quattro gambe buono, due gambe meglio»)
Le pecore: tutta la parte del popolo pronta a incensare il capo, sezan porsi la domanda, perchè?
Boxer = Aleksej Stachanov. Usato come riferimento per tutti i lavoratori della fattoria per il suo impegno. Ma gettato in pasto al macellaio, appena malato:

Napoleon stesso partecipò alla riunione della domenica seguente e pronunciò una breve orazione in onore di Boxer. Non era stato possibile, disse, riportare i resti del loro compianto compagno perché trovassero sepoltura nella fattoria, ma egli aveva ordinato una grande corona composta con foglie della pianta di alloro del suo giardino, da deporre sulla tomba dello scomparso. Pochi giorni dopo era intenzione dei maiali tenere un grande banchetto funebre in onore del defunto. Napoleon terminò il suo discorso ricordando le due massime favorite da Boxer: "Lavorerò di più" e : "Il compagno Napoleon ha sempre ragione!", massime, egli disse, che ogni animale avrebbe dovuto adottare come proprie.

Ma i personaggi della storia potrebbero benissimo essere calati in altre realtà. Il leader indiscusso. Il suo portavoce. I suoi giornali, il sistema di informazioni controllato. I pecoroni che ripetono quello che vuole il capo....


Diceva Owell, in un suo aforisma celebre: Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.


Il link per ordinare il libro su
ibs.
Wikipedia:
La fattoria degli animali, George Orwell
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