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03 giugno 2010

Divise forate Paolo Cortopassi

Il bracconiere è ormai distante, gli scarponi immersi tra le foglie del sentiero, le mani affondate con rabbia nel giaccone da caccia. "Che i soldi ti vadano tutti in medicine!" grida, sicuro che la guardia forestale non tornerà indietro.
"Che sarà mai? Oltraggio a pubblico ufficiale? Quel bischero? Non scherziamo!".
Paolo, la guardia, resta fermo, il verbale di una multa tra le mani. Stai calmo.
Quel tipo e il suo degno compare andrebbero colti sul fatto ma finora nemmeno appostarsi di notte è bastato. Pazienza riflette Paolo. Aspetterò l'occasione giusta e, comunque, mi sento più utile qui che dietro gli uffici di Rete Mia a far passare fatture e respirare la nicotina dei colleghi, come facevo fino a qualche tempo fa.

Divise forate , pagina 175.

Paolo Cortopassi, Sovrintendente del corpo di Guardie Forestali, ucciso da una leucemia fulminante a 42 anni nel 2006, ma anche vittima di un caso di malasanità.

01 giugno 2010

Divise forate Otello Stefanini, Mauro Mitilini, Andrea Moneta

Sandro, un poliziotto che oggi è assegnato a Palazzo Chigi e, all'epoca, montava in Piazza della Minerva, ricorda bene quel ragazzo sempre allegro e sorridente aò quale gli agenti domandavano qualche favore quandoc apitava che tornasse un pò più tardi a casa, dopo una serata trascorsa con gli amici o qualche ragazza: magari solo un pezzo di pizza per alleviare la noia dei lunghi turni di guardoa. Festeggiati i diciotto anni e superata la visita di leva, Andrea fa subito domanda. Anzi, ne fa due, una inidirzzata alla polizia, l'altra ai carabinieri. Lo scelgono questi ultimi e il giovane viene arruolato. E con i primi stipendi acquista pure la macchina, una Polo di colore blu.
Questo era Andrea.

Ha le idee chiare il ragazzo, si arruola nei carabinieri partendo prima di fare il servizio di leva e diventa subito effettivo. Ha un animo sensibile e un fisico snello e atletico, distribuito lungo un metro e novanta di altezza. Gli piacciono gli animali, soprattutto i cani, anche se a casa c'è una gata siamese che vivrà quasi vent'anni.
Quando Alessandro parte per il servizio militare, Otello che è già carabiniere, prende la macchina e si spinge fino ad Udine per vedere come se la passa il fratello e se in caserma ci sono episodi di nonnismo. Trascorre un pò di tempo con lui e, quando ha la conferma che è tutto a posto, riprende la machcina e torna a Roma. Questo era Otello.

Prima di presentare domanda ai carabinieri, che lo arruolano nel 1990, appena ventunenne, e lo inviano al campo di addestramento a Campobasso, fa anche il muratore. C'è la sua mano in alcune rifiniture della nuova casa. Del resto, Mauro è quello che da parenti e amici viene definito il classico ragazzo d'oro, senza grilli per la testa. Sta bene in compagnia degli amici e della sua findanzatina e pensa a costruirsi un futuro solido.
Questo era Mauro.

Divise forate pagina 151, 152 e 153.

Andrea Moneta, Otello Stefanini, Mauro Mitilini, i tre carainieri uccisi nella strage del Pilastro, il 4 gennaio 1991, dai criminali della Uno bianca.

29 maggio 2010

Divise forate Roberto Antiochia

La madre di Roberto venne raggiunta dalla notizia attraverso la radio, racconta Rita Borsellino, sorella di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992.
"Stava stirando, come facciamo quando assolviamo i nostri compiti di madri di famiglia e sente alla radio il nome di Ninni Cassarà. Sa che con lui c'è Roberto, anche lse la radio dice soltanto 'Ninni Cassarà e un agente di scorta'. Questa è la sorte di uomini e donne straordinari che fanno il lavoro rischiosissimo di scortare, considerando la vita di chi scortano più importante della propria. Perchè è questo che fanno. E lo fanno spesso, o almeno si faceva, per poco più di un milione al mese".

Divise forate pag 137.

Roberto Antiochia ucciso dalla mafia a Palermo il 6 agosto 1985 assieme al commissario Ninni Cassarà. Nell'estate di sangue in cui fu ucciso anche il capo della sezione catturandi Beppe Montana.

PS: a proposito di mafia ... le rivelazioni del procuratore Grasso, di Veltroni (membro dell'antimafia) parlano finalmente delle stragi del 92-93, del rischio di un golpe, dei mandanti esterni e delle nuove forze politiche che si stavano costituendo.
Ecco: dopo qualche anno ci sono arrivati anche loro. Chissà se Walter chiamerà B. "
maggior esponente della parte avversa".

27 maggio 2010

Divise forate - Giuseppe Savastano e Euro Tarsilli

Le indagini per arrestare il commando terrorista sono ancor ain corso quando Siena, sgomenta e senza parole, si ferma per i funerali di Savastano e Tarsilli, i carabinieri uccisi con tanta ferocia. I feretri attraversano la città trasportati con mezzi militari e sfilano tra le due ali di folla davanti ai negozi chiusi per lutto. I gue giovani ricevernno la medaglia d'oro al valor militare per il "generoso slancio al servizio della comunità". Chissà se ci pensavano, a una medaglia, mentre scattavano le loro foto in divisa che ci sono rimaste: Pino in alta uniforme, la bandoliera bianca, il cappello con il pennacchio in mano, lo sguardo serio e convinto; Euro, poco più che un bambino, con la cravatta un pò slacciata, la frangia sulla fronte, un sorriso impertinente. SavastanoeTarsilli: ora i loro nomi si pronunciano sempre insieme. Eppure avrebbero solo voluto salutarsi e tornare a casa. E magari persino dimenticarsi.

Divise forate - pagine 116-117

Giuseppe Savastano venne ucciso, insieme al collega Euro Tarsilli, in un conflitto a fuoco con i Comunisti Organizzati a bordo di un autobus di linea Siena-Montalcino, fermato per un controllo di routine, il 21 gennaio 1982.

25 maggio 2010

Divise forate - Ciro Capobianco

La verità è che Ciro era legato a quella divisa che aveva scelto e toglierla sarebbe stato peggio di un tradimento. E la sua eredità, come quella di Francesco, è stata raccolta dagli altri due figli di Pasquale. I Capobianco vivono nella stessa via in cui ora c'è una scuola elementare intitolata a Ciro.
All'esterno è appesa una lapide commemorativa. Pasquale mi fa notare che è fissata con tre chiodi, perchè uno è saltato via, ma nessuno si è occupato di rimetterlo.
"Vorrà dire che ci penserò io", sospira. E chissà se qualcuno, in aula, ha spiegato ai bambini chi fosse il poliziotto Ciro Capobianco.

Divise forate, pagine 102-103.

Ciro Capobianco, agente di polizia ucciso a Roma dai Nar (i "Walter Boys" Alessandro Alibrandi, Walter Sordi, Belsito e Lai) la sera del 5 febbraio del 1981.

24 maggio 2010

Divise forate, Maurizio Arnesano

C'è un'altra foto in bianco e nero in questa storia. Un giovane agente è disteso su una bara foderata di raso bianco, la divisa abbottonata, gli ochi chiusi come se stesse dormendo ma una linea innaturale e gelida che corre lungo la sua bocca.
Un uomo e una donna trattengono la madre , che si diepsera guardando il figlio e quasi si getta sulla bara, il volto sfatto, il busto piegato, le braccia pronte a spalancarsi.
Ci sono i fiori, gli agenti del picchetto d'onore, un parente sullo sfondo che si asciuga di nascosto le lacrime.
E' un istantanea del funerale del'agente Maurizio Arnesano. Il ragazzo che spediva foto perchè così avranno un ricordo di me.

Divise forate, pagina 87

Maurizio Arnesano, ucciso dai Nai Valerio Fioravanti e Giorgio Vale , il 6 febbraio 1980. Per impossessarsi del suo mitra.

23 maggio 2010

Divise forate, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Oreste Leonardi ,Giulio Rivera, Raffaele Iozzino

Roma giovedì 16 marzo 1978. Sono da poco pssate le 9:30 del mattino e in fondo a via Mario Fani, quasi all'altezza dell'incrocio con via Stresa, quartiere Monte Mario, c'è il cadavere di un poliziotto riverso a terra. Ha le braccia aperte, la pistola un pò più in là, mentre un rivolo di sangue scivola giù dal corpo e si disperde verso la fine della strada, seguendo la discesa.
I piedi sovrapposti, un Cristo senza croce, l'emblema del martirio a cui è stato sottoposto. E' una delle immagini che i filmati televisivi rilanciano in poche ore nelle case degli italiani, uno dei simboli di una tragedia che, per orrore, modalità e significato, è destinata a scuotere la coscienza del Paese e a segnarne per sempre la storia.
Un commando delle Brigate rosse, indossando divise da piloti dell'Alitalia,ha rapito il presidente della Democrazia Italiana, Aldo Moro, compiendo l'atto più clamoroso della sua arabola di sangue e violenza, quell'attacco al cuore dello Stato che farà tremare le istituzioni.[..]
A terra sono rismaste cinque persone.

Divise forate, pagine 64, 65.
Le cinque persone sono Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Oreste Leonardi ,Giulio Rivera, Raffaele Iozzino.
Ancora oggi la dinamica dell'agguato, l'uccisione della scorta e la prigionia di Moro, è una pagina della nostra storia piena di buchi, bugie e zone grigie.

09 maggio 2010

Divise forate di Alessandro Placidi

Nella giornata di commemorazione delle vittime del terrorismo, nell'anniversario della morte dell'onorevole Aldo Moro, il presidente della Repubblica nel sul discorso, ha ricordato le vittime degli anni di piombo, davanti ai loro familiari. Familiari che, spesso, sono le uniche persone che portano avanti il peso della memoria. Il dovere di ricordare.
Alcuni, come Benedetta Tobagi e Mario Calabresi, hanno voluto farlo con le bellissime pagine dei libri che hanno scritto.
Pagine in cui si parla dei carnefici, mafiosi, terroristi neri e rossi, ma anche e soprattutto delle vittime. Giornalisti, poliziotti, magistrati, medici, avvocati. Oppure cittadini e basta.

Se per molte delle vittime vale il discorso dell'oblio, esso è particolarmente signifcativo per le vittime in divisa: agenti di polizia, finanzieri e carabinieri, uccisi perchè ostinatamente in servizio, perchè nel posto sbagliato, oppure perchè, ed è tragico dirlo, se fai il polizio, c'è anche questo nel computo.
Ma l'oblio, no. Il proprio nome che ammufisce scritto su una lapide, questo non è giusto. Se lo stato spesso non ha saputo far altro che scrivere un nome su una lapide, a noi, che sempre stato siamo, l'obbligo di sforzarci a conoscere chi fossero queste "divise forate".
Il giornalista "di strada" Alessandro Placidi ha voluto andare a conoscere le storie di queste persone, andando a conoscere le loro famiglie: "Divise forate è anche un'indagine tra genitori che combattono per la verità, fratelli che seguono le orme dei caduti, vedove e figli che non si piegano alla fatalità, alle ingiustizie, all'ipocrisia di condoglianze su carta bollata. Perchè quegli uomini invisibili tornino a essere visti"

Claudio Graziosi 21 anni.
Giuseppe Ciotta 29 anni.
Antonio Santoro 52 anni.
Domenico Ricci 44 anni.
Francesco Zizzi.
Oreste Leonardi 52 anni.
Giulio Rivera 24 anni.
Raffaele Iozzino 25 anni.
Maurizio Arnesano 19 anni.
Ciro Capobianco 21 anni.
Giuseppe Savastano 20 anni.
Euro Tarsilli 19 anni.
Roberto Antiochia 23 anni.
Otello Stefanini 22 anni.
Mauro Mitilini 21 anni.
Andrea Moneta 22 anni.
Francesco Salerno 34 anni.
Paolo Cortopassi 42 anni.

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