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08 agosto 2021

Crepuscolo di Kent Haruf

 


Tornarono nella scuderia nella luce obliqua del mattino. I fratelli McPheron, Harold e Raymond. Vecchi che si avvicinano a una vecchia casa alla fine dell'estate. Attraversarono il vialetto sterrato, superarono il furgone e l'automobile parcheggiata vicino alla recinzione in rete metallica e varcarono il cancello l'uno dopo l'altro.

Crepuscolo è il secondo capitolo della trilogia della pianura, e come i precedenti è ambientato nella contea di Holt, in Colorado, una città inventata che però, come la Vigata di Camilleri, romanzo dopo romanzo, per i suoi lettori è diventata una vera cittadina della provincia americana. Peccato che Kent Haruf sia morto troppo presto, probabilmente avrebbe dato anche dato un seguito a questa serie.

Dentro questo romanzo troviamo tante storie dei protagonisti di questo mondo, lontano qualche centinaio di miglia dalle grandi città, in mezzo alla pianura estesa di allevamenti e campagna.

Alcuni di questi personaggi li abbiamo già incontrati nel precedente Canto della pianura, come i fratelli McPheron, allevatori di bestiame, cresciuti assieme e invecchiati assieme nella loro casa. Dove due anni prima avevano accolto Victoria, un'adolescente incinta con problemi familiari. E che ora vedono andare via, a Fort Collins, perché ha deciso di iscriversi all'università per cercare una vita migliore.

Ma Victoria non si è dimenticata dei due fratelli che l'hanno trattata come una figlia, salvandola da un destino forse segnato.

Non siamo parenti, disse Victoria. Mi hanno salvato due anni fa, quando avevo un disperato bisogno d'aiuto. Ecco perché sono qui. 

Sono pastori, è questo che intendi.

No. Non sono pastori. Però mi hanno salvato. Non so cos'avrei fatto senza di loro. E che nessuno si azzardi a dire una sola parola contro di loro.

Anch'io sono stata salvata, disse la ragazza. Ringrazio Gesù Cristo ogni giorno della mia vita.

Non mi riferivo a questo, ribatté Victoria. Non stavo proprio parlando di questo.

DJ è invece un ragazzino che vive assieme al nonno, anche lui, come Victoria e come tanti altri, ha dovuto imparare in fretta quanto possa essere dura la vita, senza genitori e solo con il nonno.

Il ragazzino si chiamava DJ Kephart. Si prendeva cura del vecchio: di notte, quando il nonno aveva finito di chiacchierare in quella bettola, lo portava a casa lungo le strade buie, in casa era perlopiù lui a occuparsi di cucinare e fare le pulizie, e una volta la settimana portava i vestiti sporchi alla lavanderia automatica di Ash Street.

E' dovuto crescere in fretta DJ, le asprezze lo hanno reso più solitario ma non lo hanno incattivito anzi: un giorno incontra le due figlie della signora Wells, Dema ed Emma, anche loro con un padre lontano in Alaska, e finalmente può ritagliarsi anche lui un suo spazio dove sognare e fare le cose che normalmente fanno i ragazzini tra di loro.

Ma ci sono ragazzini meno fortunati, come i figli di Betty e Luther, cresciuti dentro la roulotte sbiadita al sole, con grandi difficoltà. Tanto che i genitori devono rivolgersi ai servizi sociali, a Rose Tyler. E da lei dovranno ritornare quando le loro piccole vite incontreranno quella dello zio Hoyt, un ubriacone buono a nulla:

Rose scrisse sul suo taccuino e una volta finito guardò i due bambini e guardo il vicesceriffo e di colpo si sentì che rischiava di scoppiare a piangere senza riuscire a fermarsi. Aveva visto tanti problemi nella contea di Holt, e tutti si erano accumulati, custoditi, nel suo cuore. Questo di oggi l'aveva disgustata. Non era mai riuscita a diventare insensibile a quei problemi. Ci aveva provato, ma non ce l'aveva fatta. Guardò i due figli dei Wallace, li osservò per un istante, poi riprese a fare domande alla ragazzina.

Anche i figli di Tom Guthrie, insegnante al liceo della cittadina, hanno imparato subito quanto possa essere dura la vita, per l'abbandono della madre, che ha lasciato la famiglia tempo fa.

Ma Tom non si è arreso, non ha smesso di aiutare gli altri, di cercare di essere un buon padre.

No, rispose Guthrie.

Guardò il figlio, seduto accanto a lui nel furgone che viaggiava sulla strada sterrata in quel luminoso pomeriggio invernale, l'aperta campagna piatta tutt'intorno a loro, grigia, bruna, molto secca.

Non lo sono mai, disse. Non riesco a immaginare qualcosa o qualcuno che possa esserne contento. Ma ogni essere vivente a questo mondo prima o poi va svezzato.

In questo romanzo c'è dentro la vita in tutte le sue sfumature: la vita di persone che si fanno in quattro pur di aiutare gli altri, che si lasciano andare dalla disperazione, altre che invece cercano sempre la scorciatoia, per faticare di meno e campare alle spalle degli altri.

Persone indurite dal vento e dall'aria aperta ma gentili ed educate come i fratelli McPheron, o indurite dalle vicende di cui devono occuparsi come l'assistente sociale, Rose Tyler. Ma che ogni volta sente le lacrime salire per quello a cui deve assistere e a cui non è riuscita ad abituarsi.
Un ruolo importante lo hanno i bambini in Crepuscolo, le prime vittime della cattiveria degli adulti, degli alti e bassi della vita, bambini cresciuti in fretta tra sacrifici e lacrime e strappati ai giochi e ai sogni.

C'è dentro anche l'amore che, ci insegna Haruf, può arrivare in qualsiasi momento della vita, non bisogna mai chiudersi dentro la proprie amarezze, mai chiudere gli altri fuori. 

C'è dentro tanta dolcezza, tanta poesia, nonostante le storie raccontate con stile asciutto, non siano tutte a lieto fine, ma questa è la vita purtroppo.

E ancora più in là, fuori città, sugli altopiani, le luci blu dei lampioni nei cortili avrebbero brillato dagli alti pali sulle fattorie e sugli allevamenti isolati nella campagna aperta e brulla, si sarebbe alzato il vento, avrebbe soffiato negli spazi aperti senza trovare ostacoli sui vasti campi di grano invernale, sugli antichi pascoli e sulle strade sterrate, portando con sé una polvere pallida mentre il buio si avvicinava e scendeva la notte.

E loro erano ancora seduti insieme nella stanza in silenzio il vecchio con questa donna gentile fra le braccia, in attesa.

La scheda sul sito di NN Editore

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon



12 luglio 2020

Canto della pianura di Kent Haruf




Canto della pianura è il primo romanzo della trilogia della pianura di Kent Haruf, tutti ambientate nella città inventata di Holt, nel Colorado. In questa città vivono persone come ne troveresti tante, in altrettante città: un padre di famiglia, Tom Guthrie, insegnate di storia americana al liceo, con due figli piccoli e una moglie che passa le sue giornate a letto, alle prese con la sua malattia.

Guthrie 
A Holt c'era quest'uomo, Tom Guthrie, se ne stava alla finestra della cucina, sul retro di casa sua, fumava una sigaretta e guardava fuori, verso il cortile posteriore su cui proprio in quel momento stava spuntando il giorno. Quando il sole ebbe raggiunto la sommità del mulino a vento, l'uomo rimase a guardare la luce che si faceva sempre più rossa sulle alette d'acciaio e sulla coda, alte sulla piattaforma in legno.

C'è poi una ragazza, studentessa al liceo dove insegna Guthrie, che aspetta un figlio, da un ragazzo conosciuto ad una festa.
Victoria Robideaux 
Ancora non era sveglia e se lo sentì arrivare nel petto e in gola. Quindi si alzò in fretta da letto, con le mutande bianche e l'enorme maglietta bianca che indossava di notte, corse in bagno, si accovacciò sulle piastrelle del pavimento, togliendosi i lunghi capelli dalla faccia e dalla bocca con una mano e aggrappandosi con l'altra al bordo della tazza, scossa dai conati di vomito.

Il padre se ne è andato e la madre, indifferente alla sua situazione, l'ha messa alla porta.
Sai cosa penso, signorina? Chiese la donna. 
La ragazza si passò di nuovo sul viso la salvietta umida. 
Penso che tu ti sia fatta mettere incinta. Penso hge tu abbia un bambino in pancia e sia questo che ti a vomitare. 
Sempre tenendosi la salvietta sul volto, la ragazza guardò la madre allo specchio. 
E' così. 
Mamma. 
E' così, non è vero? 
Mamma, basta. 
Ma brava, stupida puttanella.

I due figli di Tom si chiamano Ike e Bobby e sono già molto più adulti della loro età di quanto dovrebbero essere, per la malattia della madre, per la cattiveria gratuita delle persone con cui hanno a che fare quando consegnano i giornali in città, il Denver news: il barbiere che non li vuole pagare, la vecchia signora Stearns che ha solo bisogno di compagnia, il bigliettaio della stazione con le sue fissazioni ..
Ike e Bobby 
Montarono in bicicletta, dal vialetto uscirono sulla ghiaia di Railroad Street e si diressero a est, verso la cittadina. L'aria era ancora fresca, odorava di letame di cavallo e alberi e erbacce secche e polvere nell'aria e qualcos'altro che non avrebbero saputo definire. Sopra di loro, un paio di gazze si dondolavano schiamazzando sul ramo di un pioppo nero..

Sono questi i protagonisti principali delle storie raccontate in questo romanzo, storie semplici ma non storie banali: la difficile prova nell'affrontare una gravidanza e i pregiudizi di una piccola cittadina di provincia:
Ah, i giovani. La notte devi andare a letto. Prese le monete e le mise nei diversi scomparti. E sto parlando del tuo letto. 
E' quello che faccio, rispose la ragazza. 
Certo, disse Alice. So come vanno queste cose.

La fatica nell'affrontare studenti come quel Russell Beckman, indifferenti allo studio, che in molti insegnanti vorrebbero promuovere solo per non vederselo più tra i banchi.
La difficoltà nel crescere senza un madre, senza una carezza, senza un sorriso dolce.

Ma in questo piccolo paese, ci sono ancora persone disposte ad aiutare il prossimo: come Maggie Jones, insegnante come Guthrie, che accoglie Victoria in casa e la ascolta: la storia di quella estate, di quel ballo con quel ragazzo, le sere passate andando in giro con la sua macchina

E poi l'amore. Ne parlò molto brevemente. L'odore di lui vicinissimo, il suo dopobarba, il tocco delle sue mani e l'urgenza in ciò che facevano e dopo, qualche volta, una breve, tranquilla chiacchierata. E poi, sempre, il ritorno a casa. 
Si, disse Maggie. Ma lui chi era? 
Un ragazzo. 
Certo, tesoro. Ma chi? 
Non mi va di dirlo, rispose la ragazza. Ad ogni modo lui non lo vorrà. Non lo riconoscerà. Non è quel genere di persona.

Un romanzo di storie semplici, storie di dolore, di vuoti che non si colmano, di persone che mancano e anche storie di solitudini. Come la vita che fanno i due fratelli McPheron, Harol e Raymond, fattori con una fattoria a poche miglia dalla città. Una vita da soli dopo la morte dei genitori cinquantanni prima.
Una vita senza aver la possibilità di preoccuparsi di altre persone se non loro stessi: ma forse la vita può riservare a loro una seconda possibilità

Maggie Jones si abbottonò il cappotto e si sedette 
- Sono venuta a chiedervi un favore. 
Ah sì? Disse Harold. Be', fai bene a provarci. 
Di che si tratta? Domandò Raymond. 
Una ragazza che conosco ha bisogno di una mano, disse Maggie. E' una brava ragazza, ma si è messa nei guai. Credo che potreste aiutarla. Vorrei che ci pensante e mi faceste sapere. 
[..]Ha diciassette anni, disse Maggie Jones. E' incinta di quattro mesi e non ha marito. 
Be' in effetti, disse Harold. In effetti pare proprio un guaio.

Due fratelli che nella loro vita non hanno visto altro che vacche, vitellini, mercati e poco altro e una ragazzina di diciassette anni, con un bambino in grembo.
Oh, so che sembra una pazzia, disse lei. Suppongo che lo sia. Non so. E nemmeno mi importa. Ma quella ragazza ha bisogno di qualcuno e sono pronta a fare qualsiasi cosa. Ha bisogno di una casa per questi mesi. 
E anche voi – sorrise – dannati vecchi solitari, avete bisogno di qualcuno. Qualcuno o qualcosa di cui prendervi cura, per cui preoccuparvi, oltre a una vacca fulva. C'è troppa solitudine qui. Prima o poi morirete senza aver avuto neppure un problema in vita vostra. Non del tipo giusto, comunque. Questa è la vostra occasione.

Una follia, ma una follia che cambierà le vite di tutti i protagonisti, dai due vecchi che impareranno a prendersi cura di una persona e diventeranno quasi padri. Nonostante le maldicenze in paese, nonostante non sappiano nemmeno come comportarsi con una donna, di cosa parlarle.
Cambierà la vita di Tom, anche lui di fronte ad una seconda possibilità di amare una donna.
Cambierà, portandoli nel mondo degli adulti, la vita dei due bambini e di Victoria.
Mi sembra una follia andare a vivere laggiù con due vecchi.E' vero, disse Maggie. Ma questi sono tempi folli. Certe volte penso che ci siano mai stati tempi più folli di questi.

Sono storie semplici quelle raccontate da Kent Haruf con la sua scrittura delicata, mai sopra i toni, sia quando deve parlare d'amore, in tutte le sue sfaccettature, sia quando deve parlare della natura attorno ad Holt, del bestiame, del tramonto sulla campagna, delle notti invernali sferzate dal vento.
Un stile lineare, che si accende solo nei dialoghi e che talvolta appesantisce la scrittura (nei successivi romanzi, Haruf ha imparato anche a togliere, da quanto scrive).
Un romanzo corale, a più voci, come il canto medioevale che sta dietro il titolo del libro, “plain song”: tutti i problemi delle nostre vite possono essere risolti solo se stiamo insieme, senza rancori, senza pregiudizi, senza vivere le proprie vite in modo superficiale.
Buona lettura!

La scheda del libro sul sito di NN Editore
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