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19 marzo 2018

Di seggiolini, giudici onorari e auto elettriche – la nuova stagione di Report

Medici, insegnanti, magistrati che lavorano a nero per lo Stato.
Siamo il fanalino di coda in Europa per le auto elettriche. E chi è il parlamentare che si è tenuto nel cassetto il dossier sull'inquinamento del diesel (mettendo a rischio la nostra salute)?

L'anteprima della puntata: i seggiolini certificati in Italia

In Italia non esiste un limite di età per i seggiolini, ma solo di corporatura, c'è il limite dell'altezza, a 1,50 metri e del peso.
A questa confusione, si aggiunge il fatto che molte famiglie non usano i seggiolini o li montano in modo anormale.
Sono 8000 mila i bambini morti in Europa, in auto: i più indisciplinati siamo noi, dietro Ungheria e Serbia.
Ci sono i furbetti del seggiolino che, di fronte alla domanda del giornalista, ammette, abitiamo a 100 metri e se se c'è la pattuglia cambiamo strada..

Come si ottiene l'omologazione? E quanto è sicura l'omologazione?

I test sui seggiolini sono fatti a Bollate, dalla CSI: deve resistere all'urto, in un impatto frontale a 50km all'ora per essere omologati, ma esistono prodotti con prezzi diversi.
La differenza di prezzo, a pari omologazione, può dipendere dalla qualità ma anche solo dal marchio.

Si deve confrontare i test: in Austria e Svizzera gli automobil club fanno altri test su questi prodotti, oltre a quelli per legge, con velocità superiori a 50km/h e anche per impatti laterali.

In Germania fanno così, test indipendenti per andare oltre la legge: in uno di questi test, un prodotto omologato si è staccato dal sedile, come quello di Foppapedretti.
Anche se non è obbligatorio, fanno verifiche sulle sostanze chimiche per verificare se ci sono problemi di tossicità e infiammabilità (cose che in Italia non si fanno).

Colpa delle attrezzature vecchie in uso al ministero dei Trasporti, si difende il funzionario intervistato dalla giornalista: ma come mai se lo fanno i tedeschi, non lo facciamo anche noi?
Copriremmo magari una soglia maggiore di incidenti e molti bambini si salverebbero.
Il risultati dei test fatti dall'ADAC sono pubblicati sul sito di Report: Recaro, Foppapedretti, Joolz, Jané stanno prendendo dei provvedimenti – ha spiegato Sigfrido Ranucci.
Casualplay non ha proprio risposto.

Le manipolazioni del diesel.

Il commissario europeo all'industria fino al 2014 era Antonio Tajani: aveva detto di non aver ricevuto alcun report sulle emissioni dei diesel truccate dalle manipolazioni delle aziende produttrici.
Ma in verità i vertici europei erano stati avvertiti nel 2013: “non sapeva che c'erano delle frode, solo discrepanze” si è difeso il presidente UE.
LA discrepanza tra emissioni da laboratorio e quelle reali erano nota dal 2010: i test fatti dalla UE erano fatti da un gruppo pieno di tecnici delle fabbriche automobilistiche.
E' stato fatto tutto contro l'inquinamento ...

I lavoratori in nero dello Stato: ilservizio di Bernardo Iovene

Magistrati, medici insegnanti, a nero per lo Stato.
Lavorano senza contributi, malattie, ferie da 20 anni magari: trattati diversamente dai magistrati ordinari, oggi hanno iniziato una protesta, nell'indifferenza generale.
Ma se si fermano loro, si ferma la macchina giudiziaria.

Luigi Giglio, giudice onorario a Vicenza, ha denunciato questa situazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Venezia: non ha fatto il concorso, ma solo dei corsi per titoli, fanno udienze, emettono sentenze, guadagnando 1000-1500 euro al mese.
Un tanto ad udienza. A cottimo, 50 euro a sentenza.
Iovene ha raccontato la loro protesta a Roma: sono stati cacciati dal portico del “palazzaccio”, in una giornata di pioggia.
Protestano nel silenzio dei media, del CSM, dell'Anm.

Lisa Guarnieri è un GOT di Bologna: nel giorno dell'intervista aveva solo 17 processi, ma ci sono state giornate con 40 e passa processi, che si è dovuta studiare a casa.
Ci sono poi i pm onorari, i vice procuratori onorari, pagari 98 euro lordi ad udienza, ma non sono pagati quando studiano le udienze a casa.

I giudici onorari sono selezionati dal CSM, in base ai titoli: la professione forense, ad esempio.
Dovevano colmare i vuoti, temporaneamente, ma oramai vengono prorogati di anno in anno: un paradosso, raccontano questi giudici, di uno Stato che si comporta da caporale.

La legge permetterebbe loro di esercitare anche l'attività di avvocato, ma solo in un'altra provincia: una situazione da conflitto di interesse potenziale
Ferdinando Brizzi è un vice procuratore onorario che ha collaborato all'operazione Minotauro, contro la ndrangheta: si è infortunato ad una gamba e, pur lavorando in un ospedale, non è stato pagato.

Cosa ne pensano i magistrati onorari? Il giudice Spataro si è fatto portavoce dei loro diritti, è consapevole che senza il loro lavoro si bloccherebbe la giustizia.
Sono indispensabili per il lavoro dei giudizi togati: seguono reati penali come sequestro di persona, omicidio colposo, bancarotta, violenze ..

LA differenza è nei diritti non goduti e nella busta paga: un giudice ordinario viene pagato fino a 14mila euro.
Si paga la competenza e l'incorruttibilità, come giusto che sia.
Come si richiede ai politici che, con le loro leggi, stanno affossando la giustizia con la prescrizione, la burocrazia ..

I giudici di pace seguono i casi da giustizia civile, come le multe che vengono contestate spesso anche in situazioni paradossali.
Come il medico che spingeva la moto in una corsia preferenziale, che si preso la multa.
Anche i giudici onorari sono pagati a cottimo, senza contributi.

Esiste anche la sezione penale per i giudici penali: sono piccoli reati che ingolferebbero le procure, come i reati sull'immigrazione clandestina, nel CIE di Ponte Galeria.
Anche loro sono pagati a cottimo, per fascicolo.
Più 250 euro di indennità mensile.
Poi ci sono le trattenute per i conguagli previdenziali, ma non si sa dove vanno questi soldi, visto che non hanno una cassa.

I giudici di pace sono nati nel 1991 col ministro Martelli: dovevano essere disciplinati nel corso degli anni, in base all'esperienza.
Ma così non si è fatto, sebbene siano passati 27 anni.

È intervenuta l'Europa, il comitato europeo dei diritti sociali, che ha stabilito che l'Italia viola l'articolo 12 della carta sociale europea: se fanno lo stesso lavoro, devono avere gli stessi diritti.
Lo Stato italiano si è difeso in modo incredibile: secondo il nostro rappresentante non erano lavoratori …

Ora la palla è passata al governo italiano: il ministro Orlando ha però stabilito che l'intera previdenza sarà a carico degli stessi giudici onorari.
Così si riduce lo stipendio netto, che diventerà 600 euro al mese, per sole due udienze alla settimana.
Dovranno fare un altro lavoro, oltre il giudice: come si garantirà la terzietà del giudice?

CSM, ANM e Consiglio di Stato sono stati consultati da Orlando, che intendeva stabilizzarli: la Costituzione non mette veti, per assumere questi giudici senza concorso.
Sarebbe stato il sindacato dei magistrati onorari che si è opposto alla loro stabilizzazione: devono rimanere temporaneamente incaricati, dice il sindacato privato dei magistrati, rispondendo ad una domanda politica di un ministro.
Nessuna solidarietà da parte dell'ANM, dunque.

Quando andrà a regime la riforma Orlando, i giudici onorari faranno i lavori “da cucina” per conto dei giudici togati: sentiranno i testimoni, controlleranno le carte.
Saranno lavoratori autonomi, dopolavoristi, che dovranno fare più lavori per sopravvivere, come fossero delle colf.

Più ricattabili e più precari, forse.
Siamo più tranquilli ora, quando ci troveremo di fronte un togato che, magari la settimana prima, ha avuto il ruolo di avvocato?

I medici incaricati provvisori lavorano nelle carceri: con la riforma della giustizia del 2008 sono passati dal ministero della Giustizia alle ASL.
Anche loro a nero da anni.
Solo in Toscana e in Emilia Romagna, questi medici provvisori sono stati assunti dalle ASL: altre regioni non hanno seguito questa strada, così ora è il far west.
Dal loro lavoro si stabilisce se un criminale può rimanere in carcere.
E ora l'Europa sulla cura dei detenuti ci ha messo sotto procedura di infrazione....

15 febbraio 2016

Presa diretta - Dieselgate

Vw vive sulla fiducia dei propri clienti – così parlava Potsch (presidente del cons. di Sorveglianza) nei giorni successivi al dieselgate.
L'agenzia americana EPA ha rilevato che il sw truccato dalla casa tedesca riduceva le emissioni nelle fase di test e si disattivava su strada: lo scandalo riguarda anche veicoli in Europa, 11 ml di auto nel mondo, anche su marchi Skoda, Posche e Audi.

600mila dipendenti, un valore di 678miliardi di dollari, 7 veicoli venduti al secondo: il danno del dieselgate non è facilmente stimabile, l'azienda ha accantonato 6,5 miliardi di euro (si parla di 19 miliardi di dollari), oltre alle cause civili e ai risarcimenti per le auto.
E le conseguenze sull'occupazione? Ci saranno tagli nel gruppo, si parla 10mila posti di lavoro in Germania, di riduzione di investimenti in ricerca (l'auto che si guida da sola) e ci saranno anche effetti in Italia, spiega un giornalista del Times che ha seguito la vicenda.

A Volksburg quasi tutti lavorano per la VW: molti operai, finito il turno non vogliono parlare del dieselgate, altri minimizzano. Una parte rivela la sua preoccupazione: c'è paura, tensione per i posti di lavoro, c'è già stata una riduzione nei volumi prodotti.
Alcuni operai italiani che lavorano qui parlano del danno di immagine: lo tsunami è arrivato negli Stati Uniti, col crollo del titolo, la perdita di 25 miliardi di dollari alla borsa, le vendite globali nel 2015 sono calate del 2%.

Si tratta di una storia che riguarda solo la VW?
A Dresda c'è il fiore all'occhiello degli stabilimenti, la fabbrica di vetro: qui si produce la Phetom, in impianti in parquet.
Si doveva produrre l'auto elettrica, ma i fondi sono ridotti e il nuovo modello non partirà: questo impedirà il passaggio dalle auto a diesel a quello elettrico.
La Vw voleva essere economica in Germania e in Europa, spiega un professore dell'università, che è scandalizzato per l'assenza di controlli in Europa, dove mancano autorità indipendenti di controllo.

La Onlus transport & environment controlla tutti i test sui motori a Bruxelles: la questione dei sw taroccati non è limitata solo alla VW, le emissioni su strada sono più alte rispetto a quanto dichiarato, ci sono anche marchi francesi.
La manipolazione dei dati di laboratorio riguarda tutti i motori, non solo i diesel: i test di omologazione sono il problema, perché passati i test non ci sono altri controlli, nemmeno a campione.

A La Spezia la giornalista incontra l'ingegner De Vita: si sapeva dal 1992 delle manipolazioni degli accorgimenti per le prove al banco per avere dati più belli sulle emissioni.
Questi accorgimenti non erano vietati e li hanno usati tutti: gli unici che han confessato sono quelli della VW e ha messo a nudo un problema latente.
Servono cicli di controllo trasparenti e riproducibili su strada.

Anche la commissione europea sapeva, dal 2011, che i test erano falsi: nel laboratorio del CNR di Napoli si provano i nuovi test di omologazione che andranno in vigore l'anno prossimo.
Il test simula una vera guida su strada, non è una prova al banco.

Ma il 28 ottobre scorso l'UE ha alzato i limiti per le emissioni degli ossidi di azoto, lo hanno chiamato “fattore di conformità”, appena passata al consiglio europeo per pochi voti.
Un buon compromesso, spiega la responsabile per l'azienda auto in Europa: serve l'impatto reale, non vincoli stringenti.

A Bruxelles, nel cuore delle lobby dell'auto: le case cercano di influenzare la legislazione europea, dice Rebecca Hans, dei verdi europei.
Racconta un retroscena dei negoziati del 2013: alcuni governi chiedevano limiti stretti, come l'Olanda. Mentre la Merkel telefonò al presidente olandese e portoghese, se avessero firmato l'accordo le relazioni diplomatiche sarebbero guastate.
Uno scandalo, un'ingerenza: se ne parlò anche sulla stampa tedesca, senza però alcun effetto.
C'è un forte legame tra le aziende dell'auto tedesche e il governo tedesco: in Italia si parlerebbe di conflitto di interesse. Servirebbe trasparenza, racconta Trasparency international: le industrie automobilistiche sono potenti a Bruxelles e la VWW è quella che spende di più in lobbismo.

Corporate Union è una onlus che controlla le lobby: i lobbisti spendono 2,5 ml di euro in operazioni di lobby per influenzare la legislazione europea.
Il comitato di esperti che ha aiutato l'UE per le leggi sulle emissioni nocive comparivano gli AD di Renault, Fiat, VW. Nel comitato non c'erano persona a difesa degli interessi dei consumatori e dell'ambiente.

Emma Marcegaglia presiede Business Europe: è la più grande società di lobby in Europa, ma alle domande della giornalista ridimensiona il ruolo e il potere delle lobby.
Le aziende devono stare sul mercato, dice l'ex presidente di Confindustria: ma chi si preoccupa della qualità dell'aria nelle nostre città?
I motori diesel producono gli inquinanti più pericolosi: sono circa 84mila le morti causate dallo smog che l'anno passato è stato aggravato dalle condizioni atmosferiche.

Ben Barratt è un ricercatore inglese: ha misurato gli inquinanti nell'aria di Roma, per capire cosa respiriamo quando giriamo per le strade della città.
Le sostanze nocive passano anche quando siamo in macchina, dove è peggio rispetto a girare in bici, essendo al chiuso.
Il nanoparticolato è pericoloso, perchè passa dal filtro del naso; c'è anche il black carbon, a cui si attaccano sostanze tossiche come metalli, ossidi di azoto, gli inquinanti che gli americano hanno trovato superiori alla norma nei motori della VW.

I motori diesel inquinano di più rispetto a quanto dichiarato: i picchi più alti riguardano gli NOx e il black carbon, sempre superiori alla norma.
Il particolato piccolo è alto dappertutto, il nanoparticolato non è nemmeno registrato dalle macchine e di questo ci si ammala.

A Milano si sono sforati i limiti massimi per il superamento delle soglie di inquinanti: alcune mamme si sono riunite in gruppo, per monitorare la situazione.
I bambini hanno problemi respiratori, hanno bisogno di fare aerosol, sono esposti al black carbon come tutti i milanesi.
L'inquinamento dell'aria non è una emergenza ma una costante: le centraline segnano giorni di sforamento ogni mese, con valori costantemente superiori a quelli stabiliti per legge.
Le morti premature dichiarate per l'inquinamento sono legate a problemi respiratori, problemi cardiovascolari, hanno maggiore probabilità di avere dei tumori.

L'industria europea dell'auto fattura 600 miliardi di euro, il 6% del PIL europeo: ora davanti ha la scommessa del secolo, il motore europeo.

Danilo Procaccianti ha raccontato l'universo del motore elettrico: ha intervistato Daniele Invernizzi, uno dei pochi italiani che possiede una Tesla.
L'azienda più innovativa al mondo: navigatore, radio digitale, controlli automatici dell'auto .. La carica dura 500km, le pastiglie durano di più. L'auto costa circa 80mila euro, come altre auto con gli stessi cavalli, ma si può ricaricare nel garage, collegandola alla presa.

H2R è il salone delle auto verdi, a Rimini: qui si scopre che i ricercatori di Ena stanno lavorando su batterie ad autonomia maggiore, fino a 70 volte di più rispetto a quelle di oggi.
Qui si gioca il futuro del motore elettrico e qui la ricerca parla italiano.

Negli stand si trova la De Lorean, la macchina del film Ritorno al futuro, che viaggia a biometano, i rifiuti alimentano il motore, come nel film.
C'è addirittura il biometano, che si trova sotto le discariche, una miniera per questi motori.

Alfazero è un progetto innovativo: producono auto del futuro, elettriche, con pannelli solari sul tetto per il condizionamento dell'interno.
È un auto a tre posti, per essere venduta manca solo la normativa: il legislatore dovrebbe aiutare la vendita di questi modello, favorendo le ricariche sul territorio o nell'apparmanento.

Il gruppo Rampini produce il bus elettrico: un centinaio di dipendenti produce i bus elettrici, che sono più apprezzati all'estero che in Italia. In Germania o Austria hanno la volontà di ridurre le emissioni, mentre in Italia si chiacchiera su targhe alterne o blocchi.
Questi autobus si trovano a Vienna o Ratisbona, di notte ricaricano le batterie e di giorno girano per i centri storici.
Gli austriaci ringraziano noi italiani.

La Norvegia è il paese dove è più alto il tasso delle auto elettriche, più di un norvegese su cinque (noi siamo allo zero virgola ..).
Qui si tassano le auto a benzina, per disincentivarle mentre le auto elettriche non hanno tasse sopra: queste macchine possono essere ricaricate in colonnine sparse nel paese, si trovano ovunque e sono tutte pubbliche e gratuite.
I comuni perdono in entrate ma i cittadini guadagnano in salute: un bello scambio, no?
In Norvegia pedaggi gratuiti e ricariche gratis: nel centro di Oslo non potrà circolare alcuna auto diesel o a benzina.
Qui la gente vuole delle azioni concrete sul suo futuro e sull'ambiente: per questo i verdi hanno vinto le elezioni battendo la destra.
In Norvegia ci sono riusciti, creando occupazione e business .. e in Italia?

In Italia ci sono 1000 stazioni in tutto il paese.
Dei 50ml per il piano elettrico se ne sono spesi 5.
Gli incentivi non ci sono per le auto elettriche.
Il futuro è l'elettrico, la tecnologia farà passi da gigante. Anche la VW sta puntando sull'elettrico.
Che potrebbe pagare una cifra prossima a 48 miliardi per multe e risarcimenti.
Il governo italiano invece non ha ancora fatto alcuna commissione per controllare le emissioni in Italia.

Come quelle della 500X della FCA che secondo uno studio tedesco avrebbe delle emissioni di ossido d'azoto così alte per cui si suppone che anche i loro dati sono falsi. Dato smentito dall'azienda.

Il link per rivedere la puntata.

14 febbraio 2016

Lo scandalo del dieselgate (e il peso della lobby europea delle auto)

A scoprire la truffa del sw taroccato sulle emissioni dei motori diesel della Volkswagen (che erano anche 40 volte superiori a quelli stabiliti in America) è stato un anonimo ingegnere del West Virginia Environment Protection Agency (Epa): Dan Carder, un omone con la passione dell'heavy metal e della caccia all'orso.
Se la casa madre tedesca, emblema della germanicità tedesca nel mondo, rischia oggi una multa salata da 18 miliardi da parte del governo americano, è grazie al suo lavoro.
Volkswagen, maxifrode sulle emissioni ambientali. Rischia multa da 18 miliardiIl colosso di Wolfsburg ammette di avere falsificato i dati grazie a un software che entrava in funzione solo durante i test. Oltre alla sanzione, potrebbe partire una causa penale, così come è possibile una class action miliardaria. Coinvolti 482mila veicoli, nel periodo 2009-2015. Il titolo perde più del 20% sulla borsa di Francoforte

Nel settembre passato quando è scoppiata questa bomba, in tanti si sono questi come sarebbe andata a finire: il titolo tedesco è crollato, c'è stato un cambio nei vertici del gruppo tedesco, ci sono state delle scuse ufficiali. Per settimane la pubblicità delle auto tedesche era sparita.
Tante erano le domande che ci si poneva: come è possibile che nessuno si sia accorto che i dati comunicati dalla casa tedesca erano falsi e che le prove di laboratorio (che certificavano questi numeri sulle emissioni)erano di fatto inutili?
Ci si aspettava la tempesta, che avrebbe sicuramente coinvolto anche altre marchi europei: la Renault ad esempio, ma anche la FCA. L'indagine nel frattempo si allargava anche alle emissioni (e ai dati comunicati dalle case automobilistiche) dei motori a benzina.
Faremo giustizia, faremo chiarezza ..
E' andata a finire che le pubblicità sono tornate in tv, che ancora dobbiamo aspettare una risposta dal ministero dei trasporti italiano e anche dall'Europa.
Smog, l'europarlamento raddoppia i limiti di emissioni per le autoCon pochi voti di scarto, approvata la modifica del regolamento sugli ossidi di azoto, i precursori delle polveri sottili. Socialisti e verdi si sono opposti ma hanno perso

Anzi, l'Europa e l'Europarlamento una risposta l'ha data: in spregio al buon senso, i partiti della destra europea e i membri del partito popolare hanno approvato l'innalzamento dei limiti delle emissioni degli ossidi di azoto. La lobby europea dei costruttori delle auto ha fatto valere il suo peso:
Oggi l’europarlamento ha votato a strettissima maggioranza l’approvazione di una modifica del regolamento che stabilisce il tetto delle emissioni di NOx, gli ossidi di azoto che sono precursori delle polveri sottili. La dose ammessa per legge è stata generosamente raddoppiata. Le auto potranno inquinare, per gli NOx, il 110% in più di quello che era stato stabilito prima del dieselgate.

Se l'Europa voleva dare ancora una volta prova della sua distanza rispetto ai cittadini e ai loro diritti (come quello della salute), c'è riuscita.

Sul Messaggero è uscita un'anticipazione del servizio: la giornalista di Presa diretta Rebecca Samonà è andata in giro per Roma per misurare la qualità dell'aria, assieme al professor Ben Barratt, che insegna scienze della qualità dell'aria a Londra.
A Roma dove la qualità dell'aria non è buona, dove far funzionare i trasporti pubblici è cosa complicata (anche per il superprefetto Tronca) e dove l'unica risposta all'inquinamento sono le targhe alterne.
E i progetti per i bus elettrici che fine han fatto? 
Ce lo racconterà questa sera Presa diretta.

La scheda del servizio Dieselgate
Ancora due diverse inchieste per la prossima puntata di PRESADIRETTA.DIESELGATE. Lo scandalo che ha investito il colosso tedesco delle auto, la VolksWagen, la più importante industria tedesca nel mondo, è nato negli Stati Uniti ma è arrivato come un terremoto nel cuore d'Europa. E l'Europarlamento ha appena votato una modifica del regolamento che consente di alzare le emissioni degli ossidi di azoto, le polveri sottilissime emesse dai motori diesel. Come si inserisce questa contestata decisione nello scandalo VolksWagen? Ci sono state pressioni da parte delle case automobilistiche sulla decisione Europea?Le telecamere di PRESADIRETTA hanno fatto un lungo viaggio tra Germania, Italia, Belgio e Norvegia. La preoccupazione per le potenziali ricadute occupazionali degli operai tedeschi della Volkswagen. Come si effettuano e quanto sono attendibili i test in laboratorio sulle emissioni delle auto di tutte le case automobilistiche. I rischi per la salute a causa dell’inquinamento dei motori nelle nostre città. Il futuro della mobilità privata e le politiche di incentivo per le auto elettriche messe in campo dal Governo nel nostro paese.

La perenne emergenza delle carceri
La seconda inchiesta riguarda un tema che Presa diretta ha già affrontato: lo stato delle carceri italiani, sovraffollate, che cadono a pezzi, luoghi dove i condannati pagano due volte la colpa. Potremmo costruire nuove carceri, ristrutturare quelli esistenti, controllare meglio come sono spesi i soldi per gli appalti (spesso con procedure secretate). Invece: le leggi svuota carceri, il ritorno perenne di proposte di indulto, i soldi per gli appalti continuano ad essere sprecati.
Presa diretta confronterà le carceri italiane con quelle norvegesi: da noi il 70% dei detenuti torna a delinquere, in Norvegia solo il 20%.
E' così che si alimenta l'emergenza sicurezza e l'insicurezza degli italiani che, evidentemente, ai nostri politici fa comodo perché è benzina elettorale.

La scheda del servizio: SENZA CARCERI.
Nella seconda parte di PRESADIRETTA un reportage dalla Norvegia, un paese che ha scelto una via estrema e unica al mondo di gestire la punizione per chi ha commesso un delitto. Un paese dove le carceri sono senza sbarre. Lì i detenuti sono trattati nel rispetto della dignità che spetta a ogni essere umano e solo il 20% di loro torna a delinquere, mentre in Italia la percentuale di recidivi arriva al 70%.PRESADIRETTA ha raccolto le riflessioni di Luigi Manconi, politico, sociologo, da sempre impegnato nella battaglia contro le disfunzioni, le anomalie e i disservizi del nostro sistema carcerario."DIESELGATE" e "SENZA CARCERI" sono un racconto di Riccardo Iacona con Lisa Iotti, Giuseppe Laganà, Fabrizio Lazzaretti, Danilo Procaccianti, Rebecca Samonà.