Visualizzazione post con etichetta Equitalia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Equitalia. Mostra tutti i post

08 novembre 2016

Report - Lo stato dei concorsi e la rottamazione di Equitalia

Prima di parlare di concorsi, l'appuntamento con “Indovina chi viene a cena”: come mangiano i bambini alla mensa in Olanda? La mensa non esiste, ha scoperto Sabrina Giannini, i bambini si portano il mangiare da casa.
E si mangiano verdura e non merendine confezionate o bibite gassate.
La scuola da le regole ai genitori, ma l'educazione alimentare parte dalla famiglia.

In Italia invece i dolci industriali possono entrare a scuola: abbiamo una costellazione di menù, per tutti i gusti. Ma c'è anche la pasta della mamma.
E gli amministratori della mensa saranno obbligati a mangiare proprio in una loro mensa: ma cosa mangiano i bambini nelle mense?
Il tonno piace tanto alle amministrazioni (come quella di Torino) ma non ai bambini.
A Napoli invece arriva il Pangasio, scelto dal comune e dall'Asl: allevato nel delta del Mekong, una zona inquinata.
Eppure nella gara d'appalto, il Pangasio era solo l'ultima scelta: eppure è stato scelto, perché, così dice un responsabile della società che cucina i cibi, ci sono le spine.

Ops .. la legge che costringe gli amministratori a mangiare in mensa non è vera.
Le mense in Italia non sono tutti uguali e nemmeno le rette: a Torino si paga 7 euro, eppure i bambini non sono soddisfatti e nemmeno le mamme.
Così, le famiglie si sono dotate delle schisciette: esito di una lunga battaglia tra i genitori e le scuole.

Sentenza a cui il sindaco Appendino e il ministro Lorenzin hanno fatto appello: per dare da mangiare le pesche sciroppate e i salumi. Zuccheri e insaccati non sono consigliati per i bambini, così dicono le organizzazioni internazionali.
Le linee guida ministeriale sono sbilanciate con troppe proteine animali: peccato che la mensa pubblica non educhi ad una alimentazione più sana, come la dieta mediterranea.
Più frutta e verdura, i legumi, per esempio.

E i vegetariani? Devono farsi una certificazione dal medico affinché il bambino possa non prendere la carne, anche se una direttiva del ministero direbbe il contrario.
Questo perché le mense non sono in grado di realizzare dei veri menù vegani equilibrati.

A Genova, sei comuni in valle si sono uniti, per cercare di dare ai bambini una alimentazione biologica e sana: pesce del mar Ligure, fresco, per cominciare.
E il pasto costa solo 5 euro: il pesce fresco, biologico costa solo 50 centesimi di più.

L'azienda EP gestisce i pasti per scuole di Napoli: non c'è modo di controllare se i cibi fossero veramente bio, come scritto sulla confezione.
Le verdure sono surgelate e, almeno quelle mostrate alla giornalista, non sono bio.

A Milano, altra azienda: nel menù, la componente bio è solo il 10%. Così i genitori per controllare il cibo devono entrare in commissione mensa: si scopre così che i bambini quando non gradiscono il cibo, lo buttano via. Sono soldi nostri.

La grande cucina, della Grande Milano, ha preso il posto delle piccole mense: così fin da piccoli i bambini milanesi si abituano ai prodotti industriali. Al cibo che non sa di nulla.
Claudia Paltrinieri, la mamma di Milano che in commissione valuta il cibo nelle mense, ha lanciato il sito foodinsider.it: è anche un app, per dare i punti ai menù e dare un giudizio alla mensa del figlio.

Nella puntata di Report di oggi, come si sceglie il capitale umano nelle società pubbliche: sono obbligati i concorsi, per scegliere i migliori.
Ma ci sono storie come quelle di Pavia: un concorso annullato dalla direttrice ATS Anna Pavan, perché le domande erano troppe complicate. Ma una candidata l'aveva superato, perché non assumerla?
La direttrice ha spiegato che con domande difficili si è tolta una possibilità a qualcuno: viene il sospetto che c'era qualcuno già dentro da regolarizzare e che non ha passato il concorso.
Lo Stato dei concorsi, di Giovanna Boursier (qui il link al PDF)
Il concorso in Polizia di Stato si fanno: perché però i poliziotti in strada sono così pochi?
Perché mancano i soldi, dicono. E il ministero dell'Interno ha fatto l'anno scorso un concorso, poi bloccato per un sospetto di un favoritismo verso un candidato.
Addirittura c'è il concorso che le società che fanno le gare siano infiltrate, dalla criminalità.
Il concorso è ora sospeso e l'Anac sta indagando: il capo della polizia sta verificando anche il concorso per ispettori del 2014.

Alcuni poliziotti sono stati scartati e sono arrivati i ricorsi: nelle tracce ci sono errori giuridici, errori di grammatica. Chi è passato al concorso è passato quasi con lo stesso voto, sembra una anomalia statistica.
Gli aspiranti ispettori falcidiati avrebbero avuto anche i titoli, alcuni con due lauree, dice il sindacalista Tonelli: forse perché bisognava aprire agli esterni?

Agenzia delle Dogane e Monopoli: incassano le tasse e le accise su tabacchi e alcool.
Il DG può nominare sul campo un funzionario di fiducia ma prima o poi devi fare il concorso.
Nel 2013 è stato fatto un concorso, fatto apposta per sanare la posizione di alcuni dirigenti che avevano a disposizione le tracce, dentro delle gazzette ufficiali.
Lo racconta uno dei candidati, assunto per chiamata diretta, senza concorso: raccomandazioni, amicizie .. Come quella del dottor Raimondi, segretario del DG Peleggi.
Posso chiamarla? Non lo so …

L'Agenzia riscuote ogni anno 50 miliardi: possiamo fidarci di questi funzionari e di questi dirigenti?
La procura di Roma sta indagando sul concorso, proprio sulle persone coinvolte. Che si occupano di contenziosi, tra cittadini e lo Stato.
Dove spesso si danneggia il piccolo contribuente, mentre si chiudono gli occhi di fronte ai grandi evasori.

Claudia Giacchetti, una funzionaria dell'agenzia, ha denunciato il concorso al TAR: “tutto questo serve a creare una classe dirigente fedele, a discapito delle leggi e delle norme, ovvero del cittadino”.

Agenzia delle Entrate: i dirigenti dell'agenzia sono stati fatti decadere dalla Corte Costituzionale.
I tre concorsi sono stati tutti impugnati dai sindacati e bloccati.
Il TAR ha datto ragione al sindacato, poi c'è stato un rimpalleggio col Consiglio di Stato, sulla valutazione dei titoli interni delle persone con già un incarico.
Chi era già dentro era troppo avvantaggiato, dicono: si voleva stabilizzare i dipendenti o selezionare i migliori?
Su 1100 dirigenti, 770 sono stati retrocessi a funzionari: erano impiegati diventati dirigenti per grazia ricevuta, dice una dipendente dell'agenzia.

Però ora gli uffici sono scoperti: nel 2015 un DL ha creato una nuova figura tra funzionario e dirigente, con un incarico temporaneo. Sono 403 persone, con un incarico a tempo.
Tutti aspettano la sentenza definitiva del 13 dicembre, ma così non si farà in tempo a fare un concorso entro il 31 dicembre.
La direttrice Orlandi non è favorevole al concorso, dove non si valutano le esperienze: diverso avviso il vice ministro Zanetti, nel pubblico si fanno i concorsi per i dirigenti.

Bourier ha intervistato anche Cantone: i concorsi rappresentano un sistema di valutazione, che danno una valutazione non discrezionale.
La Orlandi vorrebbe persone di esperienza, Zanetti difende i concorsi... Chi ha ragione?
Perché non si fanno concorsi trasparenti e validi?
Qualcosa si deve cambiare.

La riforma di Equitalia: il concorso non è obbligatorio per tutti, ma la selezione deve basarsi in base ad esperienza e trasparenza. Ma la selezione è fatta da società esterne: in che modo?
Giorgio Mottola ha fatto le pulci alla Praxi, la stessa società che ha gestito il maxi concorso romano poi bloccato.
Un ex dirigente di Praxi, Rossi, ora è entrato alla Merito SRL che ora gestirà i concorsi per l'Agenzia delle entrate.
Merito SRL preparerà le domande dei futuri candidati.
La selezione dei nuovi dipendenti di Equitalia chi la farà? Dal 2017 Equitalia andrà sotto il controllo dell'Agenzia delle entrate, sono inquadrati come bancari (contratto privato) e manterranno questo inquadramento.
Nel decreto c'è scritto che gli 8000 dipendenti saranno riselezionati: in che modo? Faranno una chiacchierata?

Ma il modello Equitalia sarà ancora vessatorio, come dice Renzi?
Un ufficiale addetto alla riscossione ha spiegato come funziona: ogni ufficiale ha una sua discrezionalità, l'importante è il budget a fine anno, che cambia in base all'area geografica.
Le pratiche complicate, difficili, sono scartate: il decreto del governo da questo punto non cambia.

Cambia invece la questione delle vecchie cartelle, che saranno rottamate: agli sportelli si sono presentate persone che volevano smettere di pagare, sentendo le parole di Renzi.
Chi ci guadagna è chi non ha mai pagato, perché scompare solo la sanzione.
O chi ha fatto delle frodi carosello e non ha pagato.

Gli interessi di rateizzazione sono al 7,5%, mentre la sanzione è al 6,5%: ci sono casi dove si pagherebbe anche di più con la rottamazione.
Se uno ha troppe rate, se uno non riesce a pagare in poche rate …

Perché nel decreto non sono stati penalizzati i furbi?
Zanetti ha dato la colpa al Parlamento (ma non si sta parlando di un decreto del governo?).
Ci sarà spazio per ulteriori miglioramenti, dice Zanetti: sembra che la rottamazione sia un cambiamento solo di facciata.

Come se ne esce da questo problema? Con la riforma Madia: tutti i dirigenti entrano in unico elenco da cui tutte le amministrazioni possono poi pescare.
Nella carriera dei dirigenti entra il merito, dice il ministro: avranno un incarico a tempo e potranno anche essere retrocessi. La selezione dei dirigenti la fa il ministero tramite una commissione (di burocrati ministeriali), scelta dal ministro Madia (dentro cui c'è dentro anche Cantone).
Il Consiglio di Stato ha valutato in parte negativamente la riforma.

Nell'Inps la riforma la sta facendo Boeri: ha sforbiciato i dirigenti che riteneva in eccesso, ma ora il problema sta diventando lui.
Da 48 sono scesi a 36, riequilibrandoli sul territorio: dentro l'Inps sono entrati i dirigenti di Enpdap e di altri enti, con stipendi pesanti.
Boeri vorrebbe assumere nuovi funzionari, coi soldi risparmiati dai dirigenti, creare un CDA e ridimensionare il Consiglio di vigilanza.
Nel passato le nomine erano dettate dal sindacato, che dettava anche le politiche in azienda.

Come DG, Boeri si erano nominato Cioffi: il capo di tutti i dirigenti ha però una visione diversa da quella del presidente (Cioffi non voleva ridurre i dirigenti).
Cioffi viene dall'Enel ed è sotto indagine perché si ritiene che non abbia versato i dirigenti: dal 2006 al 2014 Cioffi era dirigente del personale in Enel.
L'evasione sarebbe di 40ml di euro: arrivato in Inps, Cioffi non ha avvisato Boeri.
Cioffi pensava che la vicenda la considerava chiusa: l'ispezione Inps non si era però mai chiusa, come dice Cioffi.

A Nocera Cioffi è indagato a Nocera, dove sono indagati anche Mastrapasqua e altri dirigenti: ora l'inchiesta è passata a Roma.
Il conflitto di interesse esiste o no, su questo caso? Lui sostiene di non aver mai preso una decisione su Enel, dunque non c'è nessun conflitto.

Ma dalle carte dell'inchiesta emerge che Cioffi non si sarebbe astenuto, perché avrebbe incontrato Vitale, il capo della vigilanza, che era andato in Procura a parlare del caso.
E che è stato sanzionato per delle irregolarità su appalti e su un mutuo agevolato.

Un complotto o una lotta intestina?
Non ci interessano, mentre ci interessano i 40 ml non versati dentro le casse dell'Inps.
Cosa deciderà Poletti sul caso Inps? Darà fiducia a Boeri?
Milena Gabanelli ha ricordato la vicenda dei 42 ml di contributi non versati dall'ospedale israelitico, quando presidente era Mastrapasqua, che era anche presidente dell'Inps …
Tanto per rinfrescare la memoria: l’ex presidente dell’Inps Mastrapasqua, dopo anni che tutta la stampa è andata avanti a raccontare i suoi 2 piedi in 40 scarpe, è stato costretto a dimettersi e non ha lasciato un buon ricordo. Bene, nominato nel 2008 da Tremonti presidente dell’ Inps, mentre è già vicepresidente di Equitalia e direttore generale dell’ospedale israelitico. L’ospedale deve versare i contributi all’Inps, ma li compensa con i crediti che ha con la Regione. Bene, Mastrapasqua è costretto poi a dimettersi nel 2014, quando salta fuori che la Regione non versa all’Inps,perché le prestazioni dell’ospedale sono gonfiate. Cosa avrebbe dovuto fare l’Inps di cui Mastrapasqua è presidente? Attivarsi per il recupero, attraverso Equitalia, di cuiMastrapasqua è vicepresidente. Bene, il totale dei contributi non versati dell’ospedale israelitico è di 42 milioni di euro comprese sanzioni e more. Boeri ne sta recuperando tre, gli altri, per gli altri dipenderà dall’esito del processo. Ecco se c’è una cosa che non vorremmo più vedere dentro all’ente previdenziale è dirigenti coinvolti in storie di contributi non versati. 



14 dicembre 2014

Il mondo del biologico

Il biologico è buono, il biologico è migliore, fa bene alla salute, ha un gusto migliore ..
Quando in Italia si crea una bolla attorno ad un prodotto, questa attira attorno una platea di furbi pronti ad approfittarne.
Vale lo stesso per i cibi col bollino di “biologici”: la frutta, la pasta, la verdura.
E' un etichetta che rassicura il consumatore, che magari si ferma a quella scritta e non legge oltre: ma è anche un'etichetta che costa, che pesa di più sulle tasche del consumatore.
Ma sarà tutt'oro quello che luccica?
Le inchieste di Report di questa sera si occuperanno proprio di questo.
La prima, I biofurbi: riso di Piero Riccardi, racconterà del lato nascosto dei produttori di riso biologico. Come è possibile che in Italia si produca la stessa resa (quintali per ettaro) di riso biologico che di riso “convenzionale”? Che controlli abbiamo?
Che razza di riso finisce sulle nostre tavole?

La scheda:
Il biologico secondo me fa le stesse cose del non biologico. Stessi trattamenti... Bisogna prenderli nel momento in cui diserbano. In quei momenti li bisogna andarli a prendere quelli che fanno il riso biologico!” Risicoltori che accusano altri risicoltori. I diserbanti in agricoltura biologica ovviamente non sono ammessi, ma sembra che qualcuno non ci creda molto. L'accusa è pesante perché il riso bio viene pagato anche 3 volte tanto rispetto a quello prodotto con agricoltura convenzionale, quella che può usare i diserbanti per combattere le erbe infestanti. Il bio viene pagato di più perché produce di meno. O almeno dovrebbe essere così.Dal sito del Sinab, del Ministero dell'agricoltura vediamo però che il riso bio prodotto in Italia ammonta a 570.217 mila quintali, prodotti su 8405 ettari, che fa una media di 67,84 quintali a ettaro, cioè in pratica la stessa media del riso convenzionale. E i risicoltori piemontesi che fanno convenzionale non ci stanno e chiedono controlli. Ma come funzionano i controlli e chi deve controllare?Report è stata nelle campagne intorno a Vercelli, la capitale del riso italiano. Attorno al canale Cavour, distese di riso. Tra poco verrà raccolto, ma i prezzi del riso stanno crollando per via di importazioni in Europa di riso asiatico a prezzi stracciati. Cambogia, Birmania forti di un accordo commerciale con l'Europa per esportare a dazio zero, stanno conquistando i mercati europei. Eppure fino a ieri noi eravamo i signori del riso italiano.
L'anteprima su Reportime:

Seconda inchiesta: i prodotti per la bellezza biologici.
Anche qui si ha l'impressione che la parola bio serva più che altro a far alzare il prezzo dei prodotti.
Il mercato dei cosmetici biologici e naturali raggiungerà alla fine del 2014 i 400 milioni di euro di fatturato. E' un settore in costante crescita e rispetto al 2013 è aumentato del 7,7 per cento. Nel mondo, il giro d'affari legato a questo tipo di prodotti, tocca i 13 miliardi di dollari. Creme, saponi e trucchi bio si trovano ormai non solo nelle botteghe dedicate ma anche negli scaffali delle grandi catene di distribuzione. Come facciamo ad essere sicuri che quando prendiamo un cosmetico con la scritta "bio" stiamo comprando davvero un prodotto biologico? Che differenza c'è tra naturale, ecologico e bio? E poi, chi tutela il produttore che ricorre all'agricoltura biologica per fabbricare i propri cosmetici da chi invece usa la parola "bio" solo perché fa vendere di più?

"La cricca del Po" è il servizio di Giulio Valesini sull'agenzia che segue la manutenzione delle rive del Po, per la manutenzione degli argini e la loro messa in sicurezza.
L’AIPo è l’agenzia pubblica che si occupa della manutenzione e della sicurezza del fiume Po. Decide come e dove intervenire per mettere in sicurezza gli argini del fiume e dei suoi affluenti: appalti che ogni anno valgono circa 200 milioni. Nel 2013 la Procura di Rovigo ha concluso un’indagine su alcuni lavori assegnati dall’AIPo. Sono indagati quattro funzionari pubblici e tre imprenditori. Uno di questi ha raccontato ai magistrati come ha funzionato il sistema per alcuni appalti: chi ha dovuto pagare per lavorare e come si fa la cresta sui lavori.

Dell'obbligo di montare le ruote da neve è il tema del servizio di Giuliano Marrucci: “Catene da sole”:
Dal 15 novembre in molte strade italiane è partito l'obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo. Sapere esattamente quali, è impossibile. Ogni gestore fa la delibera per i tratti di sua competenza e linee guida da rispettare non ce ne sono. E così l'obbligo non c'è nella nebbia della pianura padana, ma per andare al mare in provincia di Trani, si. Anche con un sole che spacca le pietre. Anche se con 20 gradi gli pneumatici invernali sono molto meno sicuri di quelli estivi.

Il fiato sul collo” è il servizio di Emilio Casalini su Equitalia e sulle cartelle di pagamenti che arrivano agli italiani. In caso di errori da parte dell'ente pubblico, è facile far valere le proprie ragioni?
Equitalia notifica ai cittadini le cartelle di pagamento per conto di vari enti pubblici. Se ritieni di non dover pagare puoi difendere le tue ragioni con più facilità, chiedere di sospendere la riscossione e avere risposta in tempi certi”. Questo è quello che dice il loro sito, ma poi la realtà, tra verbali sbagliati, tasse già pagate, assenza di risposte, come molti italiani sanno, è ben diversa.


Infine, Giuliano Marrucci e i pagamenti elettronici verso la pubblica amministrazione: “La fattura elettronica”. Un bel risparmio di carta e di tempo, da parte dei fornitori.
L'inchiesta si chiede che fine facciano i pagamenti una volta arrivati ai sistemi
Dal 6 giugno una bella fetta della Pubblica Amministrazione ha dovuto dire addio alla carta stampata ed è stata obbligata a ricevere le fatture esclusivamente in formato elettronico. Per i fornitori è stato un gran sacrificio, ma se in cambio possiamo ottenere l'eliminazione della carta e la semplificazione dei processi interni della pubblica amministrazione, ne varrà senz'altro la pena. Ma che fine fa il file elettronico una volta che entra dentro agli uffici? 

11 maggio 2010

Report e il caso Equitalia

La trasmissione Report è ritornata sull'inchiesta relativa a Equitalia la società di riscossione dei crediti ("Lo stato dei conti", 11 aprile).
Società che, secondo alcune carte scoperte dalla giornalista, avrebbe avuto un occhio di riguardo su alcuni nomi noti (segreteria DS, segreteria AN, Bobo Craxi) e invece avrebbe avuto meno riguardo su altri, illustri sconosciuti.
Per i primi una nota chiedeva di sospendere le cartelle.
Dopo la puntata, e le interpellanze parlamentari, un risultato si è ottenuto.
Anche i comuni cittadini possono ottenere una sospensiva, il blocco per una riscossione ingiusta (direttiva 10/2010 di Equitalia), se dimostrano che le notifiche non sono arrivate o che ci sarebbe un errore da parte dell'agenzia delle entrate.