Doveva essere solo un intermezzo tra la batosta del referendum e le elezioni da rinviare (per evitare altre batoste), invece il presidente del Consiglio Gentiloni è diventato quasi una sicurezza.
Non solo è durato, ma potremmo anche ritrovarlo a capo del prossimo governo delle larghe intese.
Che, probabilmente, proseguirà nel cammino intrapreso nel 2013 con Letta per le famose riforme della Costituzione, per rendere il paese più efficiente, perché "la sicurezza nazionale viene messa a rischio da un sistema che rallenta le implementazione delle decisioni".
Così parla il ministro Calenda, che pure ha dimostrato di saper e voler risolvere i problemi (come in Sardegna, nella vicenda Alcoa).
Peccato che parli come un manager e che, invocando la Costituente si dimentichi che la Costituente del 1946 fu votata dagli italiani. Furono gli elettori che scelsero i costituenti, le migliori menti del paese, non i saggi scelti da re Giorgio.
La Costituzione è uno strumento per frenare il potere dei sovrani e (in seconda battuta) dell'esecutivo.
A questo servono le Costituzioni.
L'impressione che ho quando sento parlare di nuova costituente, riforma della Costituzione, è che si voglia in realtà trasformare il modello da parlamentare a ultra presidenziale, senza nemmeno i contrappesi.
Governare senza dover rispondere a nulla, nemmeno agli elettori che firmano una cambiale in bianco e che non hanno diritto a ficcare il naso nelle scelte (tipo la nomina di persona condannate o invischiate nei fatti di Genova) o nei capitoli di spesa.
Sento parlare in questo momento Gentiloni che, dopo aver ricordato ai giornalisti la situazione in Italia, migliorata in questi ultimi anni e auspicandosi che la prossima campagna elettorale non sia basata sulle prossime promesse o sulla paura.
Ma, purtroppo, è quello che è successo l'anno scorso.
E' quello che succede oggi quando si parla di lavoro, crescita del PIL, della fiducia.
Dalle promesse di Berlusconi sul reddito di dignità, alle promesse di Di Maio che parla di 50 miliardi da trovare tagliando gli sprechi per una banca pubblica di investimenti.
Cosa succederà dopo marzo?
La soluzione Gentiloni bis è molto più probabile e lo diventa sempre di più ogni volta che viene smentita.
E ci ritroveremo nuovamente nella situazione della primavera 2013.
Con alcune leggi sui diritti civili in più, con delle leggi che sarebbero servite in meno (una vera legge contro la corruzione, una legge sul conflitto di interessi) e con delle riforme sul groppone che ci dovremo tenere (e che hanno causato forti tensioni sociali).
Il lavoro, la scuola, il welfare, il meccanismo dei sussidi.
E, probabilmente, una futura missione militare in Niger, sul tema dell'immigrazione dai paesi africani verso l'Europa.
Senza capire che l'unica soluzione e creare condizioni affinché la gente non abbandoni la propria terra, non creare lager o solo controlli alle frontiere.
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
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28 dicembre 2017
13 dicembre 2016
Un Renzi bis senza Renzi
Non deve fare nemmeno più lo sforzo di andare a Palazzo Chigi e governare.
Le rogne (MPS e le altre banche) le lascerà al fidato Gentiloni mentre lui si dovrà occupare dell'occupazione del partito.
Guai alla minoranza.
Un bel Renzi bis senza Renzi.
Chi pensava che il messaggio del referendum fosse arrivato a destinazione, è rimasto soddisfatto.
Il problema non sono né le riforme e nemmeno i riformatori (rimasti al loro posto, come il min. Boschi). Il problema sono gli elettori.
Del vecchio (?) governo Renzi perde il posto solo il ministro Giannini, che paga per le proteste degli insegnanti e viene sostituita da una ex sindacalista (che forse gli insegnanti saprà intortarli meglio). Viva il merito.
Alfano agli esteri (ministero che nel passato è stato occupato da Moro, per dire) può voler significare che c'è una rogna da toppare in quell'ambito.
Dovrà occuparsi del caso Regeni, delle crisi in Egitto e in Libia, della questione del terrorismo islamico.
Lotti mantiene il CIPE e la delega all'editoria (hai visto mai che i giornali cambino rotta?) e conquista pure un ministero.
Padoan che ha così ben gestito conti e dossier delle banche continuerà il suo lavoro.
Così come Poletti, al lavoro e ai voucher. Lorenzin alla salute, Pinotti agli armamenti, Orlando alla giustizia.
E Verdini? Oggi i giornali scrivono che non ha avuto niente e che pensa di sfilarsi, facendo saltare l'appoggio al Senato.
Avranno altro, i verdiniani, non preoccupiamoci.
Colpa nostra che abbiamo votato no alla riforma. Non l'avete voluta la riforma, e ora buttatevi dalla finestra.
Le rogne (MPS e le altre banche) le lascerà al fidato Gentiloni mentre lui si dovrà occupare dell'occupazione del partito.
Guai alla minoranza.
Un bel Renzi bis senza Renzi.
Chi pensava che il messaggio del referendum fosse arrivato a destinazione, è rimasto soddisfatto.
Il problema non sono né le riforme e nemmeno i riformatori (rimasti al loro posto, come il min. Boschi). Il problema sono gli elettori.
Del vecchio (?) governo Renzi perde il posto solo il ministro Giannini, che paga per le proteste degli insegnanti e viene sostituita da una ex sindacalista (che forse gli insegnanti saprà intortarli meglio). Viva il merito.
Alfano agli esteri (ministero che nel passato è stato occupato da Moro, per dire) può voler significare che c'è una rogna da toppare in quell'ambito.
Dovrà occuparsi del caso Regeni, delle crisi in Egitto e in Libia, della questione del terrorismo islamico.
Lotti mantiene il CIPE e la delega all'editoria (hai visto mai che i giornali cambino rotta?) e conquista pure un ministero.
Padoan che ha così ben gestito conti e dossier delle banche continuerà il suo lavoro.
Così come Poletti, al lavoro e ai voucher. Lorenzin alla salute, Pinotti agli armamenti, Orlando alla giustizia.
E Verdini? Oggi i giornali scrivono che non ha avuto niente e che pensa di sfilarsi, facendo saltare l'appoggio al Senato.
Avranno altro, i verdiniani, non preoccupiamoci.
Colpa nostra che abbiamo votato no alla riforma. Non l'avete voluta la riforma, e ora buttatevi dalla finestra.
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