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26 luglio 2019

Le morti continuano

Ieri è avvenuta la più grave tragedia del 2019 nel Mediterraneo: si parla di 150 morti, migranti che cercavano di attraversare quel braccio di mare tra Libia e Italia.
Tra le prigioni libiche (e tutto ciò da cui stavano scappando) e un futuro diverso.
Non basta bloccare le ONG, rinforzare la guardia costiera libica, minacciare i volontari con multe e sequestri: gli sbarchi continuano, facendo meno rumore rispetto alle navi delle ONG e continuano pure le morti in mare.

Sempre a proposito di morti, nella giornata di ieri sono morte tre persone sul lavoro: quest'anno il numero di morti sul lavoro è aumentato del 6%.

Cosa ne pensano di questo i difensori dei valori cristiani, gli indignados per i ladri di bambini di Bibbiano?
Ci si aspettava, da questo governo così attento al popolo, maggiore attenzione anche a queste tematiche di sicurezza, che forse parlano meno alla pancia delle persone rispetto ai vari decreti sicurezza e daspo (che attirano anche sindaci di sinistra, come Sala a Milano).

12 maggio 2019

Un gioco al rialzo


In un gioco al rialzo, il capitano ha alzato la posta: non basta un decreto sicurezza? E allora noi facciamo il bis. Al momento è solo una bozza, una sorta di monito agli alleati del 5 stelle e una minaccia al paese: in esso si prevedono multe da 5000 euro a chi salva in mare un migrante.

Un numero che evoca altri tempi del nostro passato: 5000 lire era la cifra che le SS pagavano a chi dava informazioni per catturare una famiglia ebrea.
Ricompense analoghe anche per quanti facevano le spie contro soldati alleati o partigiani



Non proprio una cosa bella da parte di un ministro che cerca (inutilmente) di prendere le distanze da certe nostalgie fasciste.
Perché siccome lui non è fascista, considera il 25 aprile un derby tra comunisti e fascisti, mettendoli sullo stesso piano e di fatto, qualificando come una forza politica come le altre quanti oggi sventolano simboli fascisti, alzano il braccio col finto saluto romano, evocano Mussolini (quello che fece cose buone).

Siccome lui non è fascista è andato a Corleone il 25 aprile (e non il 26 o il 24) ad inaugurare un commissariato. Pochi giorni fa ho ricordato l'anniversario della morte di Peppino impastato, ucciso dalla mafia perché aveva osato, dalla sua radio denunciare i mafiosi e i politici mafiosi seduti nel maficipio (municipio) di mafiopoli, Cinisi.

A Cinisi c'era una stazione dei carabinieri e sulla sua morte indagarono pure i carabinieri di Palermo, l'allora maggiore Subranni.
Eppure l'inchiesta fini in una archiviazione, per i depistaggi, per una soluzione di comodo secondo cui Peppino, il terrorista, era morto mentre preparava attentati.

Se ci insegna qualcosa, la storia di Peppino, è che polizia e carabinieri, come anche giudici e magistrati, servono in parte a risolvere il problema della lotta alla mafia.
E lo stesso vale se vogliamo cambiare le cose in Europa: su Repubblica in prima pagina oggi si parla di un fronte unico da Macron a Tispras contro i sovranisti.
Lo stesso Macron che ci ha chiuso le frontiere a Ventimiglia, che forse ora darà risposta alle proteste nelle piazze di Parigi, coi suoi gendarmi che sconfinano talvolta in Italia.
Un fronte unico dal PSE fino ai liberali per dialogare col PPE, il partito di Orban. L'amico di Salvini.

Anche questo, come il finto decreto sicurezza, mi sembra solo un voler alzare la posta del gioco.

26 settembre 2018

L'equazione sulla sicurezza

Prima di parla del decreto sicurezza, una piccola parentesi a commento della relazione della commissione del ministero sul crollo del ponte di Genova: dopo la privatizzazione, la spesa per la manutenzione è "crollata" a 23mila euro l'anno. Pur di tenere alti i profitti, si è giocato d'azzardo sulla pelle delle persone.

“All ’interno dell’importo totale dei lavori strutturali, pari a 24.610.500 euro, si nota che il 98 per cento dell’importo è stato speso prima del 1999 (anno della privatizzazione di Autostrade); dopo il 1999 è stato speso solo il 2 per cento di questo importo; l’investimento medio annuo è stato pari a 1,3 milioni di euro nel periodo 1982-1999” 
“L’investimento medio annuo è stato invece pari a 23 mila euro circa nel periodo 1999-agosto 2018. (...) L’investimento medio annuo nel periodo 1999-agosto 2018, per interventi non strutturali”(di -versi cioè dagli interventi strutturali e relativi a barrierespartitraffico, con aumento di carico senza corrispondenti rinforzi, e passerelle) è statopari a 423 mila euro circa, per un totale, nel periodo, di 8,7 milioni di euro circa”. 
IN NOME DEL PROFITTO. “Emerge una irresponsabile minimizzazione dei necessari in-terventi da parte delle strutture tecniche di Aspi, perfino anche di manutenzione ordina-ria. (...) Da ciò una considerazione: non fare oggi semplice manutenzione ordinaria significa voler fare domani molta manutenzione straordina-ria a costi certamente più alti,con speculare maggiore remuneratività, passando gli interventi dal quadro di previsione F1 al quadro F2 ovvero al paragrafo C2 tratto 2 previsto nel piano economico finanzia-rio (significa passare da lavori a carico del concessionario a in-terventi straordinari scaricati sugli automobilisti attraverso i pedaggi, ndr). Ne discende, come logico corollario, una massimizzazione dei profitti utilizzando a proprio esclusivo tornaconto le clausole contrattuali”. E i dividendi dei Benetton volavano. (Giorgio Meletti sul Fatto Quotidiano)

Sicuramente gli attuali ministri sono persone con poca preparazione, quelli che presentano i decreti coi puntini al posto delle cifre a copertura.
Ma che dire allora dei "competenti" che c'erano prima?

Anche la gestione delle infrastrutture, delle scuole pubbliche, riguarda la sicurezza dei cittadini.
Ma per il ministro Salvini l'unica equazione che ha senso è questa: 

meno immigrati = più sicurezza 

Che il decreto omonimo traduce in: 

più immigrati clandestini = maggiore propaganda per i populisti

Perché questo sarà l'effetto del decreto, una volta convertito: meno integrazione, meno sprar, più carcere per gli irregolari, più espulsioni (sulla carta), una condanna (o un'accusa solo) e perdi cittadinanza e diritti.
Quanto piace a Salvini questa parola, clandestini. Chi entra nel nostro paese senza rispettare le regole è un clandestini, semplice no?
Ma se le regole per entrare in Italia sono tortuose, se c'è un percorso a ostacoli, lungo, significa che il tuo obiettivo è averli sul territorio i clandestini: immigrati a cui non è concesso alcun percorso sul territorio che in qualche modo dovranno campare.

Perché si campa sulla lotta ai migranti, mica sulla lotta agli evasori, sulla lotta alla corruzione o, addirittura, sulla lotta alle mafie.
Cosa c'è, nel decreto Salvini contro le mafie?
Chiacchiere.
Nessun disegno organico su come contrastarle, su come gestire i beni confiscati, sulle misure per contrastarne i reati "civetta".
Eppure "mafia capitale" ci ha raccontato di quanto la mafia (non solo quella siciliana) sia capace di inserirsi dentro tutti i settori dell'economia, di quanto siano avvicinabili i politici locali e nazionali.
Occorre agire sul do ut des tra mafioso e politico, sulla semplificazione delle norme sugli appalti.

Ma forse temono che la propaganda contro i mafiosi non funzionerebbe bene come quella contro i ragazzotti con l'iphone e i 35 euro.
Evasori, mafiosi, votano e finanziano associazioni politiche.

20 settembre 2018

Nonostante tutto


Il governo Salvini Di Maio non andrà mai in Europa per cercare di cambiare la convenzione di Dublino che, di fatto, costringe l'Italia ad occuparsi da sola dei migranti che arrivano via mare.

Il governo Salvini Di Maio non seguirà i consigli del servizio di Presadiretta di lunedì scorso che metteva in luce due fatti: primo, la criminalità straniera (ovvero gli spacciatori per strada, il racket della prostituzione) si rafforza quando lo Stato si ritira dai territori.
Secondo: è il modello dei centri di accoglienza ad aver fallito il suo obiettivo, se confrontato con l'efficacia del modello Sprar, più efficace nell'integrazione degli immigrati.
Serviranno quei “centri per i rimpatri” (delle carceri) a cui i governatori del nord avevano detto no nel 2017, quando lo proposero Gentiloni e Minniti.

Il ministro Salvini, che dovrebbe occuparsi di sicurezza, con la legge sulla legittima difesa, non renderà questo paese più sicuro: aumenteranno solo gli “incidenti” domestici da parte di bravi cittadini armati ma senza nessuna preparazione all'uso di armi.
Il ministro Salvini non si preoccuperà della norma contenuta nel decreto sicurezza (ma ci sono veramente i caratteri di urgenza?) che trasforma i richiedenti asilo in cittadini di serie B, per l'introduzione della norma che revoca la richiesta d'asilo in caso di reati.

Il ministro Di Maio non riuscirà a liberare la Rai dai partiti, si vedrà imposto Foa alla presidenza e poi altre nomine politiche nei TG. E, dopo la cena di Arcore, nemmeno si riuscirà a chiudere la pacchia di Mediaset sul tetto pubblicitario.

Il ministro Di Maio non riuscirà nemmeno a salvarsi dalle accuse di ipocrisia sul prossimo condono: può chiamarlo “pace fiscale” tutte le volte che vuole, ma finché si daranno scappatoie ai furbetti (fino ad 1 milione di euro) non ci sarà pace. Per i contribuenti onesti e i conti dello Stato. Chissà come pensano di discriminare gli evasori per “difficoltà” dai veri evasori?

Nonostante questo il governo Salvini Di Maio andrà avanti.
Fregandosene dei vincoli alla spesa, del fatto che le loro previsioni (flat tax = meno tasse = più soldi in tasca = maggiori consumi) non hanno tutto questo fondamento, del fatto che abbiamo promesso di ridurre il debito e se questo non dovesse succedere i mercati non la prenderebbero bene.
Andrà avanti nonostante tutto, perché per il suo elettorato va bene così.