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10 marzo 2025

Iris di marzo di Grazia Verasani

 

Sono fortunata, l’uomo smilzo e stempiato che mi siede di fronte in questo anonimo ambulatorio medico, pneumologo di professione, è un vecchio compagno di liceo che non pretenderà nessuna parcella, ma lo sguardo accigliato con cui legge il referto della mia spirometria, dopo aver esaminato quello dell’eco al torace, non lascia presagire nulla di buono.

Ci sono libri che riescono a raccontarti la realtà meglio di tanti approfondimenti e saggi: questo di Grazia Verasani è un esempio calzante, qui troviamo tanti temi di stretta attualità come la microcriminalità delle seconde generazioni di immigrati (che poi sarebbero anche la terza); i giovani adolescenti e il loro rapporto con l’amore, con le affettività. Cosa vogliono dalla vita e cosa invece ottengono da questa società classista dove sono azzerati tutti i sogni e le ambizioni..

Da dove arriva la rabbia che si portano dentro i figli di immigrati, ragazzi che potranno diventare italiani solo dopo i diciotto anni, perché prima sono solo invisibili?
Quali sono le loro ambizioni, i loro sogni?

Ecco tutto questo viene raccontato con gli occhi di Giorgia Cantini, qui al settimo romanzo, che adolescente è stata negli anni settanta, tanti anni prima.

Una mattina, dopo una visita da un amico pneumologo che, inutilmente, ha cercato di convincerla a smettere di fumare, si trova in ufficio la signora Teresa, la mamma di Libero

«Sono qui per mio figlio Libero, dottoressa. Ha sedici anni, anche se lui direbbe quasi diciassette. ..»

Libero sta trascurando la scuola, a casa ha un atteggiamento ostile e, cosa che la preoccupa, ci sono quei brutti amici che frequenta, che sia finito in una baby gang? Potrebbe Giorgia seguirlo per capire se si sta mettendo nei guai?
Di questo gruppo di amici fa parte un ragazzo di origine nordafricana, uscito da poco dal carcere minorile che ha considerato come una vacanza che si porta dietro sempre un coltello a serramanico, per dimostrare la sua aria da duro. Poi c’è Charlie, amico di infanzia di Libero, che ora lavora nella pizzeria di famiglia. Olimpia, una ragazza ai limiti dell’anoressia per la sua magrezza e con brutti tagli sugli avambracci. E poi c’è Iris:

«Ed è qui che entra in gioco Iris, una diciottenne che un anno fa è stata protagonista di una bruttissima vicenda. ..»

La brutta faccenda è stata quella dei festini a base di coca dove dei professionisti facevano sesso con ragazze, anche minorenni come lo era Iris.

Ma Iris da quella storia sembrava addirittura esserne uscita rafforzata: aveva cambiato quartiere, amicizie, si era allontanata dai vecchi amici. Amici come Libero e Charlie, che di lei si sono innamorati ma senza essere ricambiati. Perché Iris è una che guarda lontano, vorrebbe fare l’attrice e anche le attenzioni di quelle persone più grandi di lei le fanno piacere.
Giorgia si ritrova a studiare questo ragazzo, così diverso da quelli della sua generazione, cresciuta senza internet e cellulari, senza quella socialità spinta che porta a chiudersi in una bolla:

La differenza è che noi non avevamo internet, eravamo ignari della rivoluzione digitale, coi suoi pro e i suoi contro, e nutrivamo ideali che avremmo poi seppellito in età matura e senza un funerale..

Per capire i problemi di ragazzi come Libero o come Hicham, bisogna anche riflettere su quello che la sua generazione ha lasciato come eredità: un paese dove l’ascensore sociale è fermo, la fine delle illusioni e la disillusione che nulla cambierà in meglio.

Per i ragazzi che crescono in contesti difficili, come Libero o la stessa Iris, figlia unica di una madre separata, l’unica possibilità è la fuga:

.. i più fortunati, dopo il liceo o l’università, se ne andranno all’estero, ma gli altri? Crescono in città piene di anziani, la scuola è un’imposizione e non certo un luogo di salvezza, non hanno libri in cui individuare modelli di ispirazione, e nemmeno un Che Guevara dipinto sulla maglietta.

Una mattina, reduce da una nottata difficile, Giorgia viene svegliata da una telefonata di Teresa, la madre di Libero:

«Si calmi, Teresa» la incoraggio dopo un paio di colpi di tosse. «Chi hanno messo in un carrello?»

Iris, la ragazza piena di luce e di energia, quella che coltivava il sogno di fare l’attrice, è stata trovata morta: accoltellata e infilata dentro un carrello della spesa delle coop.

Un’indagine non è mai come lanciare un’esca e poi avvolgere lentamente il mulinello, si formano sempre mille cerchi d’acqua che confondono sovrapponendosi tra loro

Giorgia inizia così una sua indagine parallela a quella della polizia, cercando però di tenersi ben lontana dal suo ex, il super poliziotto Bruni, che l’ha abbandonata per tornare dalla sua famiglia.
Una indagine che deve portare avanti perché quella morte le ricorda da vicino quella della sorella, Ada, morta suicida anni prima. Anche lei voleva fare l’attrice, anche la sua una vita bruciata troppo in fretta..

Si scopriranno diverse analogie tra questi ragazzi, la nuova “gioventù bruciata” e quelli della sua generazione: in fondo le difficoltà nel superare un trauma, come un amore mancato, sono le stesse.
Chi ha ucciso Iris in una fredda notte di un marzo dove l’inverno non vuol lasciare spazio alla primavera?

«E cosa vorresti fare del tuo tempo?»
«Il problema è che non lo so. E nemmeno Libero. Qui non lo sa nessuno.»
Quanta vita reale dentro queste pagine. Quante risposte alle tante domande sul perché delle baby gang, sul fallimento dell’integrazione delle seconde e terze generazioni. Su questi adolescenti che crescono senza speranze e tanta rabbia.

La scheda del libro sul sito di Marsilio
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

17 luglio 2020

Come la pioggia sul cellofan di Grazia Verasani


 
Due settimane fa

Sia messo agli atti che non mi ubriacavo in modo così esagerato da tempo e che avevo un’ottima ragione per farlo. Non molte ore prima Luca Bruni aveva radunato le sue poche cose mentre io non c’ero e se n’era andato senza lasciare un biglietto, solo la sua copia delle chiavi di casa sul tavolo. Mai stato tipo da scrivere biglietti, del resto, e poi non c'erano spiegazioni da dare..

Sapendo dell'uscita di questo nuovo romanzo, il mese scorso mi sono riletto il primo romanzo di Grazia Verasani con protagonista l'investigatrice bolognese Giorgia Cantini, Quo Vadis, baby?
Sono passato così, in un balzo solo di più di dieci anni, dal principio alla fine (per il momento): in questi anni Giorgia non ha ancora fatto del tutto i conti con la morte della sorella Ada (suicidatasi senza un biglietto a Roma, dove inseguiva il suo sogno di fare l'attrice); il padre non è più una presenza burbera nell'agenzia; Lucio, il suo assistente, è stato sostituito da Genzianella, una florida ragazzotta di campagna cresciuta in una famiglia di donne (che ha volte la sorprende per la sua ingenuità).
E in quanto all'amore, la relazione col capo della Mobile Bruni è finita nel modo più difficile da digerire: mollata da un giorno all'altro, dopo che il poliziotto ha deciso di tornare dalla ex moglie, dopo un riavvicinamento nato dall'incidente del figlio.

Per questo (e per le altre ferite sul suo corpo), la troviamo ubriaca in un bar, nel tentativo di distrarsi dalla verità, dalla fine di quella relazione che sembrava funzionare bene, perché libera da tante paure che possono bloccare un rapporto.
Non rimane che il bere e il tempo, come dice quella massima: “niente può immunizzarci da un amore finito tranne il tempo che passa (il più è sapere quanto ci mette)”.

Ma prima che il tempo faccia il suo corso, in soccorso arriva un nuovo lavoro, direttamente da Mel, il suo amico amante dei vinili d'epoca: si tratta di un caso di stalking dove, diversamente dalla maggioranza dei casi, la vittima è un uomo, Furio Salvadei, cantante ancora famoso, ma ormai sul viale del tramonto, qualche buon disco tanti anni fa e, oggi, una ex compagna e due figli alle spalle .
Una donna lo perseguita, presentandosi ovunque vada: è una sua fan, conosciuta nel camerino per caso, un malore alla fine di un concerto.
Furio le chiede di aiutarla per mettere fine a questa storia: capire chi sia questa donna e cosa voglia, prima che la cosa possa precipitare.
Si chiama Adele Fossan ed è di Mestre, ma a parte questo e una foto che la ritrae chiusa nel suo cappotto scuro, non c'è altro, nemmeno è iscritta sui social.
Non so quando il centro di Bologna si è trasformato in un grande bar-ristorante, ma così mi appare da tempo: buono per tutte le tasche, per gli studenti come per i liberi professionisti.

Un cantante che ha barattato il suo talento musicale per il successo, che ora gli ha girato le spalle.
Gettando a mare il rapporto con la ex compagna e col fratello, Rocco, più grande di lui, che di professione fa il fotografo. Una donna misteriosa che Giorgia incontra un giorno, per un caso fortuito: ma c'è un piccolo problema, questa donna questa volta è bruna e non è bionda.

Sembra di rivedere la stessa scena dove James Stewart incontra Kim Novak, per le strade di San Francisco, credendo di rivedere Madeleine, che lui credeva morta …
Il richiamo a Hitchcock e al suo capolavoro “La donna che visse due volte” (tratto dal romanzo francese D'entre les morts scritto nel 1954 da Pierre Boileau e Thomas Narcejac) è presente più volte in questa storia.
Giorgia, che come lo Scottie del film porta ancora addosso le ferite per la fine della sua storia d'amore, inizia a chiedersi chi sia questa persona che ha davanti: è la stessa persona che perseguita Furio oppure è un'altra persona.
Adele Fossan e Miriam Florio sono la stessa persona? Sono due persone diverse?
E' solo un caso aver incontrato due donne che si somigliano nell'arco di pochi giorni?
Ed è ancora un caso che, sempre all'agenzia di Giorgia Cantini, arrivi un nuovo incarico, una signora âgée che non si fida della futura nuora. Che guarda caso si chiama proprio Adele Fossan da Mestre....

Cosa è vero e cosa è falso in questa storia, come i prigionieri nella caverna di Platone, l'investigatrice è costretta ad interpretare le ombre di questa storia di ossessioni, di amori non corrisposti, di ambizioni non raggiunte e di rimpianti.

Rimpianti e dolori che fanno piangere, che ci fanno comprendere quanto siamo fragili, anche se ci nascondiamo dentro le nostre vite, dentro la nostra realtà virtuale.
Ma le lacrime, quelle sono reali, e se si mescolano le une con gli altri sono indistinguibili: “questo ce l'ha insegnato il replicante di un vecchio cult movie..”

Termina ancora con una citazione dal film di Hitchcock, “non avresti dovuto essere romantica”: così dice Scottie alla sua Madeleine. Così si sente la nostra Giorgia: fragile ma non pentita, nemmeno delle sue lacrime.

La scheda del libro sul sito di Marsilio
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

19 maggio 2020

Quo vadis, baby? Di Grazia Verasani




Seduta su uno sgabello di un bar di via Goito tengo tra le mani il quarto gin lemon della serata; la barista – una trentenne con lineamenti marcati e un caschetto di capelli rosso incendio – sta servendo un uomo con i bicipiti gonfi da sollevatore di pesi. Ho la vista appannata dall'alcool e non riesco a fare una panoramica completa del locale né di chi lo occupa; vedo in modo sfocato riproduzioni di quadri impressionisti appese alle pareti e un uomo con la fronte bassa e gli occhi incavati che abbozza un sorriso nella mia direzione. Mi stringo nelle spalle e volto la schiena al ralenti; cerco di tende i muscoli del braccio ma ogni gesto pesa tonnellate, ho lo stomacato contratto per la nausea.

Si beve per dimenticare, ma si beve anche per riempire un vuoto, un vuoto che una persona che era vicina a te ha lasciato. Andandosene via per sempre lasciandosi dietro tanti perché..
Quo vadis, baby? è stato il primo romanzo noi di Grazia Verasani e il primo della serie con protagonista Giorgia Cantini: ci troviamo a Bologna nei primi anni di questo millennio, in uno dei tanti bar la incontriamo, alle prese con una delle sue sbronze.
La causa, questa volta, un pacco di lettere che sua sorella sorella Ada, gli aveva scritto.
Ada, la sorella, così diversa da lei, maggiore di età eppure così debole: era andata a Roma per seguire il suo sogno, il teatro. In quelle lettere invece traspare solo l'amarezza per non riuscire a trovare posto in quel mondo, pieno di raccomandati e di gente che farebbe di tutto per un provino.
A Roma Ada aveva un ragazzo Giulio.
A Roma, una sera di sedici anni fa, Ada si era uccisa, impiccandosi ad una trave del soffitto.

Una morte che è diventata per Grazia Cantini, investigatrice prossima ai quarant'anni, come un fascicolo di un caso che non si può risolvere.
Un dolore che rimane dentro, di cui non si può parlare, per cui non si può versare nemmeno una lacrima. Un vuoto che era seguito a quello della madre, morta anche lei qualche anno prima.
Un incidente, o forse no.
Queste cose Giorgia ce le racconterà man mano nel corso della storia.

Una casa dove vive sola, qualche serata con degli amici, qualche musicista come lo era lei un tempo, nessuna storia importante e un'agenzia investigativa tirata su dall'ex maresciallo Cantini, anche lui alle prese coi suoi demoni, scacciati via da una bottiglia.

E poi le indagini sui casi che le arrivano in agenzia:

I casi di cui mi occupo sono per lo più storie di corna: la maggior parte dei miei clienti sono donne e il novantanove per cento sa già di averle, le corna, ma se lo deve sentir dire in modo chiaro e inequivocabile.
Poi ci sono quelli che negano l'evidenza davanti agli avvocati. E quelli che dubitano anche con la verità spiaccicata davanti agli occhi.

Il marito geloso della moglie e dei suoi tanti amici. La moglie gelosa del marito che vuole le prove per il divorzio.
Il ragazzo prossimo al matrimonio che vuole togliersi ogni dubbio sulla futura sposa, conosciuta in chat.
Il quarantenne belloccio che vuole ritrovare l'amore della sua vita, di cui ha perso le tracce anni fa..

Ma il fascicolo più importante, più pesante, rimane quello di Ada: cresciute assieme, lei con la passione per la politica, per l'impegno sociale, la sorella con la passione della recitazione, dei film.
Ada è sparita dalla faccia dei Cantini, il padre ha cancellato le prove della sua esistenza dopo la morte, lo stesso con la madre.
Ma Ada è sempre presente e quella che emerge dalle lettera sembra addirittura una persona sconosciuta: chi è questo A. con cui tradiva il fidanzato storico Giulio?
Era un tipo manesco?
L'aveva messa incinta?
La sta aiutando nel suo tentativo di entrare nel mondo del teatro?
A parte la passione per quel film di Bertolucci, Ultimo tango a Parigi, nient'altro.

Cosa faceva Ada a Roma? A cosa pensava? Si è veramente suicidata, qualcuno l'ha spinta?
Come della madre, anche quella di Ada è una presenza invisibile, di cui gli amici di Giorgia sono a conoscenza, sapendo anche del suo rifiuto a confidarsi.
Ci abbiamo messo un po', io e mia sorella, a capire che i morti non ritornano, e poi un altro po' a capire quanto siano presenti, a volte più dei vivi.

Siamo due “superstiti che bevono per dimenticare”, dice ad un certo punto Giorgia si sé e del padre.
Dimenticare il senso di colpa, l'ego, il dolore, l'assenza.
Quel pianto che non può sfogarsi, che rimane dentro, che uno non ci si può permettere, “o che non si possono indurre senza che venga giù anche una persona, tutta quanta”.
Forse quell'indagine potrà aiutarla ad affrontarlo questo dolore: ma sarà l'indagine più dolorosa per Giorgia.
Perché dovrà affrontare proprio questo suo dolore, dovrà rivivere i suoi giorni accanto alla sorella, dovrà affrontare i segreti della propria famiglia.
Fino alla rivelazione finale.
Il problema, Ada, è che tu non smetterai mai di mancarmi.Ma il bello, sai, perché alla fine una cosa bella c'è, è che il tuo odore non si discute, e se metto il naso dove sei passata io mi oriento un po'..

Il 25 giugno uscirà il terzo volume della serie con Giorgia Cantini, Di tutti e di nessuno” che ha ripubblicato questo romanzo, originariamente uscito per Mondadori.

La scheda del libro sul sito di Feltrinelli (non ho trovato un riferimento sul sito di Fandango Editore, per l'edizione uscita nel 2004).

Il blog dell'autrice
I link per ordinare il libro (per l'edizione Feltrinelli) su Ibs e Amazon

16 ottobre 2015

Senza ragione apparente, di Grazia Verasani

Sai perché faccio questo mestiere di merda?” 
Gli dico avvicinandomi a ogni passo.
“Perché detestavo il Carnevale. Non smette mai, dura tutto l'anno .. Ci si alza al mattino e ognuno indossa la sua bella mascherina, e se la toglie di notte, come una dentiera. Allora ti chiedi quanto costa fingere, fingere sempre, senza interruzione.” Mi accendo una sigaretta, coprendo l'accendino con la mano.
 
“Forse una verità in senso assoluto non esiste, ma esistono momenti in cui la intravedi e non puoi fare altro che braccarla, perché è una merce rara, moto rara. È un attimo [..] e in quell'attimo qualcosa viene a galla, il cielo si rischiara, le nuvole scompaiono.. ecco io inseguo quell'attimo come una iena affamata..”
Giulia Cantini è una tosta, una di quelle donne capaci di tirarsi sempre su in piedi, dopo ogni botta. Come la morte della sorella Ada, suicidatasi a Roma tanti anni prima. Come ancora la scomparsa della madre.
Come il rapporto non sempre facile col padre, il maresciallo dei carabinieri Cantini, poi titolare dell'omonima agenzia investigativa, ora passata sulle sue spalle.
Storie di tradimenti, di mariti gelosi con tanti dubbi in testa. Ma anche storie pesanti da affrontare come quelle che le racconta Anna Laura Matera, madre di Emilio, uno studente del liceo Fermi che otto mesi prima si è suicidato.
Lasciando solo un biglietto: “Sono stanco”.

Crede che stia farneticando? E’ facile impazzire quando ti muore un figlio…Da otto mesi dormo solo se prendo dei sonniferi e appena mi sveglio mi domando perché sono ancora qui.” Intreccia le mani in grembo e guarda a terra. 
“Perdere un figlio è…è…è semplicemente perdere tutto. Ma se qualcuno gli ha fatto del male, io devo saperlo.” 
Annuisco lentamente. “Farò quello che posso.”
Di cosa può essere stanco un ragazzo di nemmeno diciotto anni, senza grossi problemi familiari, che andava bene a scuola?
Giulia Cantini è costretta a rispondere a questa domanda, andando a interrogare gli amici, come Valerio suo coetaneo, o Alex e Pietro, di qualche anno più grandi, con cui qualche volta usciva.
L'inchiesta, all'apparenza senza troppe speranza (se non quella della madre di avere almeno una risposta), porterà Giulia ad entrare nel mondo dei ragazzi della Bologna bene, che frequentano uno dei liceo più esclusivi della città.


Ragazzi dall'apparenza forte, sempre connessi col mondo coi loro smartphone, che hanno a disposizione tutto quanto possano desiderare: ma dietro a questa apparenza si nasconde una tragica fragilità, che deriva da quella dei genitori alle spalle. Genitori pieni di ansie e aspettative nei confronti dei figli. Genitori incapaci di aprire un dialogo serio coi figli, troppo presi da se stessi. Una società diadulti in perenne conflitto col prossimo, che sia l'autista nellamacchina a fianco o il vicino che si a fatica perfino a salutare.
“Allora mi chiedo se noi adulti non faremmo meglio a parlare coi ragazzi, con i nostri figli, della paura.” 
“Paura?” 
“Si, si, perché anche noi ne abbiamo tanta, e non ultima quella di non potergli garantire un avvenire. Dovremmo dirgli che la fragilità non è un difetto e che sentirsi inadeguati è un male comune .. E invece ci incaponiamo a offrirgli una vita finta come quella di una pubblicità. Non gli parliamo mai della morte, mai del dolore. Non siamo capaci di toglierci le maschere, non sappiamo spiegargli che siamo esseri umani, noi e loro, e cioè fallibili, e cioè imperfetti ..”
L'inchiesta diventa dunque un pretesto per raccontare queste maschere di finzione e queste fragilità, queste paure di sentirsi diversi, queste ansie. Giulia è costretta ancora una volta ad affrontare il dolore del suicidio, “la peste del secolo” che uccide i più deboli, che le ha tolto la sorella tanti anni prima e ora Emilio.
Ma nel libro c'è spazio anche per parlare del suo mondo privato: il rapporto con Luca Bruni, il capo della Mobile con cui ha iniziato una relazione di convivenza che le crea delle ansie (“quanto durerà?”), con Mattia, il figlio, adolescente anche lui che la aiuterà a capire meglio il mondo dei giovani.
Vittime, in questo caso più che mai, delle colpe dei padri. E lo si comprenderà arrivando al tragico finale.

Senza motivo apparente è un noir ma anche un libro che parla di noi, della nostra società, dei sentimenti (precari), dell'amore e del dolore. Anche quello semplice e puro di un ragazzo innamorato che attendo il bacio dell'amata.

Qui trovate il sito dell'autrice, dove potete trovare tutte le informazioni sui precedenti libri e sugli altri lavori.
La scheda del libro sul sito di Feltrinelli
Il link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

14 ottobre 2015

Siamo diventati questo – da Senza ragione apparente


Questa volta è un caso di suicidio, uno studente che si è reciso le vene qualche mese prima, senza ragione apparente, lasciando solo un messaggio ("Sono stanco") e una madre che non si da pace. Perché?
Giorgia Cantini (l'investigatrice nata dalla penna della scrittrice bolognese Grazia Versani) inizia la sua indagine nel mondo dei ragazzi, cominciando dal giro di amici di Emilio Matera. Ragazzi all'apparenza forti e invulnerabili, ma che in realtà a guardarli da vicini si rivelano deboli e fragili.
Stretti nella morsa della vita, tra genitori esigenti, incapaci di fare il loro compiti, e un mondo che corre troppo veloce.
L'indagine diventa un pretesto per raccontare quello che siamo diventati.
Homo, homini, lupus.

Adesso sono imbottigliata in un traffico frenetico;scorgo nelle altre macchine le facce implacabili di estranei insofferenti, pressati dalla fretta; nessuno che sorride, anzi è come se ognuno vedesse nell'altro l'acerrimo nemico pronto a superarlo, a tagliargli la strada, a rubargli il parcheggio. La fiducia sembra bandita, soltanto lampi sospettosi da un finestrino all'altro: il prossimo è solo qualcuno che ti vuole fregare. E si va avanti come le lumache sull'asfalto, imprecando ad un semaforo che diventa rosso troppo presto, il dito medio alzato di un uomo verso una donna alla guida di una Panda verde che gli ha sfiorato la fiancata; [..]Alla radio, intanto, Mengoni sta cantando : Mentre il mondo cade a pezzi .. E poi di nuovo la voce di uno speaker che parla di un giro di baby squillo, e subito dopo di tangenti, di politici indagati, di abuso edilizio. Siamo questo, penso, siamo anche questo, l'intervista ad un tipo abbronzato in TV che parla della sua vacanza ai Caraibi a un parterre di disoccupati; siamo imprenditori, finanzieri, banchieri, che fanno sesso con minorenni mentre tirano coca o licenziano qualcuno. Sappiamo fare molte cose contemporaneamente, giudicare in salotto, leggere i giornali al bar, rispondere sms mentre facciamo pilates, giocolieri del nulla, vuoti nel vuoto. Non sappiamo immedesimarci negli altri, li invidiamo se hanno più di noi, li compatiamo se hanno meno.[..]Imbocco via Ferrarese e penso che un anno fa, qui vicino, nel cortile di un palazzo, una studentessa è stata violentata.
Era scesa dall'autobus 27, una sera di ottobre e di pioggia. Un uomo l'aveva trascinata davanti alle macchine che sfrecciavano, con lei che urlava, scalciava, cercando di attirare l'attenzione. Me nessuno si era fermato, nessuno era intervenuto. Un passante aveva detto ad un giornalista: “Credevo che si trattasse di un bisticcio amoroso”. Quel passante non era riuscito a distinguere la violenza da una banale lite tra innamorati .. Cos'è diventato l'amore?, mi chiedo. Perché non siamo più in grado di interessarci alle vite degli altri e di soccorrerli? In quale confusione ci stiamo dibattendo? Passiamo il tempo a farci i fatti nostri, chiusi in casa davanti alla televisione, incapaci di muovere un passo verso un pianerottolo dove un marito sta prendendo a pugni una moglie o un ladro sta sta forzando un'altra serratura. Come posso stupirmi se un ragazzo apre un cassetto e sceglie il coltello più affilato e poi lascia un biglietto con su scritto 'Sono stanco'? Quanto pelo sullo stomaco deve crescere prima di diventare abbastanza insensibili da reggere agli urti?Quanta forza occorre per mantenere invariato il proprio limite di sopportazione? E in quale dissennato coprifuoco ci stiamo arrabattando? In quanta economia di sentimenti?


Grazia Versani – Senza ragione apparente (Feltrinelli editore)

26 settembre 2012

Cosa sai della notte - Grazia Versani

Ritorna Giulia Cantini, l'investigatrice privata in quel di Bologna, che avevo apprezzato anni fa nel primo romanzo "Quo vadis, baby?".
Il mio sogno di liceale era aprire una libreria come quella di Sylvia Beach, a Parigi, nei famosi anni folli della lost generation, per poi scoprire e lanciare autori del calibro di Joyce, per trascorrere i tempi morti ascoltando Bach e leggendo romanzi da consigliare ai clienti.
[..]
L'ex maresciallo dei carabinieri Fulvio Cantini si è pensionato in un bel rustico di campagna, a Bentivoglio, e ha lasciato a me le grane di questa piccola agenzia casalinga la cui attività sopravvive perlo più grazie a infedeltà, tutela della privacy, e che regge stoicamente al proliferare di agenzie investigative provviste di strumenti tecnologicamente evoluti. oltre che di detective dal piglio "americano".
pagina 15-16

Il padre, il maresciallo, si è definitivamente messo in pensione e l'ex aiutante Lucio se ne è andato a Milano. La sua nuova collaboratrice si chiama Genzianella Serafini:
Ora, Genzianella Serafini, ventisette anni, è nata in un piccolo paese della campagna emiliana e sventola con orgoglio questa sua bandiera natia.
[..] la chiamo Gen anche se non le piace, "troppo beautiful", dice, e lei mi chiama dottoressa e si rifiuta di darmi del tu.
pagina 21

A parte questo, poco o nulla è cambiato nella sua vita lavorativa (le stesse indagine su storie di amanti e tradimenti) né nella sua vita affettiva: il rapporto con Bruni, il capo della squadra omicidi, stenta a decollare. Troppo "ruvida" lei, poco deciso a chiudere definitivamente il rapporto con la moglie, lui.

Il caso di cui si deve occupare ora è un vecchio omicidio di 3 anni prima rimasto insoluto. Oliviero Sambri, detto Oliver, picchiato a sangue in una discarica alla periferia di Bologna, dove nessuno ha visto niente, o ha visto poco. Un pestaggio selvaggio, che racconta di un accanimento feroce. Oliver, un aspirante attore di teatro, era gay e forse questa è stata la causa del pestaggio (e anche del fatto che forse la polizia non ha fatto l'impossibile per arrivare ai responsabili).
Nonostante gli anni e gli insuccessi passati, per Piera, la sorella di Oliver, quel ragazzo così "bello" e così delicato, non meritava di fare quella fine. E' lei che chiede a Giulia di fare un ultimo tentativo, andando a risentire per un'ultima volta, gli amici del fratello.
L'ultimo fidanzato, l'attore che per un certo periodo l'ha ospitato a casa (e di cui Oliver era infatuato), il compagno delle superiori, il suo professore, l'amico ballerino di musica, l'insegnante di una scuola di teatro..

Giulia deve esplorare il mondo della notte, tra locali gay, dark room, luoghi dove uomini incontrano altri uomini in cerca del desiderio, nella speranza (o l'illusione) di trovare anche l'amore

"Oliver diceva sempre che c'è il desiderio e c'è l'amore, che il primo gli serviva per cercare l'altro, anche se non lo trovava mai e .."
"Non è una cosa facile da trovare, l'amore".

pagina 34

Osserva gli uomini che si incontrano alla ricerca del solo sesso nei parchetti, il battuage (una forma consensuale che nulla a che vedere con la prostituzione):

Ovunque mi giri ho la sensazione di vedere uomini che si aggirano, frenetici e timorosi, lanciando occhiate d'intesa o di rifiuto. Alcuni restano prudentemente in macchina e quando un'altra li affianca abbassano il finestrino. Un uomo dalle guance cascanti e gli occhi febbrili mi getta addosso un sguardo stupito, poi si incammina verso il parco sotto un cielo ormai completamente corvino.
pagina 69

Tutte le persone che incontra, le dicono più o meno le stesse cose: Oliver che andava a letto con tanti uomini, ma forse era innamorato solo di Simone, l'attore di cinema che lo ha ospitato, che per la droga ha avuto qualche problema nella sua carriera. Oliver che faceva ridere tutti, ma non aveva il talento (e la rabbia) necessaria per sfondare.
Chi era Oliver? Forse solo uno che si fidava di tutti, che si lanciava da altezze vertiginose come un Icaro perverso attratto dai selciati più  che dai grattacieli, forse era nella sua natura, nel suo broncio avido e infantile, e forse non è un caso che abbia cercato in Simone il suo lato più oscuro.
pagina 90

Ma Giulia arriverà fino in fondo: scoprire cosa è la notte e cosa sono gli uomini che vivono la notte, per usare i versi di Celine "Les gens du jour ne vous comprennent plus". La gente del giorno non vi capisce.
Il viaggio nella notte sarà anche un viaggio per comprendere meglio il rapporto tra sesso, sentimenti e amore (che manca). E questo varrà anche per lei, per la scoperta dei suoi veri sentimenti.


Cosa sai della notte è un romanzo che segna una ripartenza, per la vita di Giulia Cantini. Si può leggere questo romanzo senza aver letto i precedenti (e magari dopo viene voglia di riprenderli), poichè in queste pagine si ripercorrono alcune pagine della sua vita. La sorella Ada, aspirante attrice, che se ne andò a Roma. L'amicizia con Bruni, il poliziotto, che le fa una corte "platonica" senza decidersi di andare fino in fondo.

Ma è anche un libro dove si parla di un argomento "difficile" come può esserlo l'omofobia (e il parlare del mondo dei gay senza essere scontati). Una riflessione sull'amore, sulla ricerca dell'amore e dell'anima gemella.

Il sito dell'autrice, e la presentazione del libro alla Feltrinelli.
Il link per ordinare il libro su ibs
Technorati:

20 settembre 2012

Cosa sai della notte: la presentazione a Milano




Sostiene Luca Crovi che "Cosa sai della notte", l'ultimo libro di Grazia Verasani, sia una specie di rinascita. Come un nuovo ciclo di vita per il personaggio protagonista del libro: l'investigatrice privata Giulia Cantini.
Apparsa per la prima volta nel bel libro "Quo vadis baby", cui Salvatores ha tratto quel bel film con Angela Baraldi.
Ieri sera alla Feltrinelli di Milano in via Buenos aires, c'è stata la presentazione del libro: in questo nuovo caso si parla del giorno e della notte, dei sentimenti delle persone, dell'omofobia, di uomini alla ricerca di una storia d'amore e di uomini senza sentimenti.
Il piacere del corpo e voglia di sentimento. Il giorno e la notte.

La scheda del libro:


Dopo una breve parentesi come batterista di una cover band, è ora a capo dell'agenzia investigativa Cantini e scava nell'oscurità delle vite degli altri catalogando segreti, bugie e cuori spezzati. Quando viene ingaggiata per indagare sulla morte di Oliver, aspirante attore il cui cadavere era stato ritrovato in un campo alla periferia di Bologna tre anni prima, Giorgia deve ancora una volta ascoltare la voce del buio.

Il giovane è morto a seguito di un pestaggio di chiara matrice omofoba e la notte che si spalanca davanti a lei è quella del battuage, delle dark room, di certi angoli dei parchi dove uomini amano altri uomini con frenetico desiderio o con la speranza di riempire un vuoto. Giorgia incontra gli amici della vittima, la gente del giorno e quella della notte: il vecchio professore del liceo, un compagno ferrarese, un ballerino di musical e Simone, attore famoso con il vizio della cocaina. Con l'aiuto della sua assistente Genzianella, si inoltra in una Bologna sempre più ambigua. Fa i conti con menzogne, tradimenti, emozioni congelate da tempo, e nella notte cerca risposte anche alla sua storia travagliata con il capo della squadra omicidi, Luca Bruni.
Non sapevo che la scrittrice avesse una così grande passione per la musica: ma è proprio per questo che bisogna andare alle presentazioni dei libri. Per capire che persona c'è dietro un nome di una autrice.
"Because the night belongs to lovers, because the night belongs to lust" cantava Patti Smith.


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