Alla fine se ne sarà anche reso conto, di quello che ha fatto: hachiesto scusa per aver riso di un giornalista cui il portavoce dei
Riva aveva strappato il microfono. Quell'Archinà che era stato anche
ripreso mentre distribuiva mazzette (così ritengono almeno i
magistrati che ne hanno chiesto l'arresto).
La domanda scomoda che il giornalista non doveva permettersi di
fare riguardava i morti di tumore a Taranto, quei pochi casi che
secondo Riva jr erano una “minchiata”.
L'intercettazione
pubblicata dal Fatto Q. è un altro caso dove non c'è nulla di
penalmente rilevante (come in quelle della Cancellieri per esempio).
Ma che sono importanti per il contesto che raccontano (e dunque è
corretto che i giornalisti le pubblichino): un contesto di vicinanza
ed amicizia con i Riva e con il loro portavoce (che si sapeva chi
fosse a Taranto). Non rideva dei tumori, ci mancherebbe. Rideva
dell'atteggiamento del capo, del potente di turno, che si prendeva
gioco di un giornalista che voleva parlare di un argomento
drammatico. L'avvelenamento di una città.
Il resto sono chiacchiere. Forse che Vendola non sapeva cosa
facessero i Riva? Come non si era reso conto chi fosse Tedesco? Di
chi fosse Don Verzè (che stava per aprire un suo ospedale privato
che avrebbe portato alla chiusura di due ospedali pubblici)?
Quello del Fatto non è sciacallaggio: altrimenti lo sarebbe anche
quello di Repubblica che ha pubblicato le intercettazioni Ligresti
Cancellieri, proprio su Repubblica Vendola ha voluto difendersi con
una intervista.
E ora, come si difenderà il governatore? Con le querele contro un
giornale, come un politico qualunque? Ma allora è tutto vero che
sono tutti uguali. Che parlano e parlano, ma alla fine, destra o
sinistra, sono tutti pappa e ciccia col “padrone”.
Capite quanto fa male alla politica e alla sinistra tutto questo?
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
Visualizzazione post con etichetta Niki Vendola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Niki Vendola. Mostra tutti i post
16 novembre 2013
15 novembre 2013
La storia che Vendola non racconta
Il video pubblicato dal Fatto Quotidiano che smonta l'autodifesa di Vendola, in merito alla vicenda dell'Ilva.
Dei Riva e dell'inquinamento di Taranto si occuperà la puntata di Report lunedì prossimo: dei Riva e dei 2 miliardi portati all'estero. Hanno fatto tutto da soli?
Altri video, quello con le risate di Vendola alla scena in Archinà ruba il microfono al giornalista che stava facendo domande scomode:
Dei Riva e dell'inquinamento di Taranto si occuperà la puntata di Report lunedì prossimo: dei Riva e dei 2 miliardi portati all'estero. Hanno fatto tutto da soli?
Altri video, quello con le risate di Vendola alla scena in Archinà ruba il microfono al giornalista che stava facendo domande scomode:
25 novembre 2012
Voto Vendola, perché
Ho deciso che a queste primarie voterò Vendola perché credo che l'azione di questo governo non sia
sostanzialmente differente con quella di quella del governo
precedente (e degli altri) che hanno portato il paese alla situazione
che stiamo vivendo.
La differenza tra Monti e Berlusconi è che il secondo negava la crisi (“i bar pieni, i ristoranti pieni”), mentre il primo dice che si poteva fare di più per i disagiati. Ma non l'ha fatto.
Allora, per cambiare le cose serve una politica che abbia uno sguardo diverso: non Bersani, non Renzi (e mi dispiace per gli altri candidati, ma per altri motivi nemmeno loro), non Berlusconi e non Monti (e nemmeno Casini, Montezemolo e altri responsabili presunti).
Voto Vendola perché è l'unico che parla di questioni concrete e non solo buoni propositi che non si mantengono poi: l'ambiente e la cultura, l'abuso del precariato, la finanza cui la politica ha lasciato mano libera.
Voto Vendola perché non riesco a sopportare il mantra dell'agenda di Monti: doveva portare equità e la stiamo aspettando. Doveva aprire il paese alla concorrenza e ancora stiamo aspettando l'autorità di regolazione per i trasporti (che in Italia è una specie di monopolio).
Voto Vendola perché non mi vergogno di dire e sostenere cose di sinistra (altri dovrebbero vergognarsi, per le ricette che non risolvono i problemi): Brunetta, a Servizio Pubblico attaccava il presidente della Puglia dicendo che con lui tutti i precari della scuola verrebbero stabilizzati.
Senza concorso.
Ma è lo stesso ex ministro che diede una poltrona a Martone jr, dopo aver nominato Martone sr alla Civit. All'autorità di controllo della pubblica amministrazione.
Vanno assunti tutti i precari che servono, e bisogna mettere un freno ai contratti a tempo determinato (alla giungla dei contratti): non solo nella scuola, ma anche nei call center, negli ospedali ..
Voto Vendola perché sta dalla parte dei più deboli.
Non degli evasori, dei banchieri (con tutto il rispetto), della finanza, delle lobby.
Voto Vendola nonostante i tanti errori, sperando che tragga una lezione da questi: l'accordo con don Verzè per un ospedale in Puglia del gruppo S. Raffaele. Per l'inchiesta (e le nomine) dentro la sanità regionale pugliese. Per la questione dell'Ilva di Taranto (poteva fare di più).
Voto, e spero di non rimanere deluso anche questa volta.
La differenza tra Monti e Berlusconi è che il secondo negava la crisi (“i bar pieni, i ristoranti pieni”), mentre il primo dice che si poteva fare di più per i disagiati. Ma non l'ha fatto.
Allora, per cambiare le cose serve una politica che abbia uno sguardo diverso: non Bersani, non Renzi (e mi dispiace per gli altri candidati, ma per altri motivi nemmeno loro), non Berlusconi e non Monti (e nemmeno Casini, Montezemolo e altri responsabili presunti).
Voto Vendola perché è l'unico che parla di questioni concrete e non solo buoni propositi che non si mantengono poi: l'ambiente e la cultura, l'abuso del precariato, la finanza cui la politica ha lasciato mano libera.
Voto Vendola perché non riesco a sopportare il mantra dell'agenda di Monti: doveva portare equità e la stiamo aspettando. Doveva aprire il paese alla concorrenza e ancora stiamo aspettando l'autorità di regolazione per i trasporti (che in Italia è una specie di monopolio).
Voto Vendola perché non mi vergogno di dire e sostenere cose di sinistra (altri dovrebbero vergognarsi, per le ricette che non risolvono i problemi): Brunetta, a Servizio Pubblico attaccava il presidente della Puglia dicendo che con lui tutti i precari della scuola verrebbero stabilizzati.
Senza concorso.
Ma è lo stesso ex ministro che diede una poltrona a Martone jr, dopo aver nominato Martone sr alla Civit. All'autorità di controllo della pubblica amministrazione.
Vanno assunti tutti i precari che servono, e bisogna mettere un freno ai contratti a tempo determinato (alla giungla dei contratti): non solo nella scuola, ma anche nei call center, negli ospedali ..
Voto Vendola perché sta dalla parte dei più deboli.
Non degli evasori, dei banchieri (con tutto il rispetto), della finanza, delle lobby.
Voto Vendola nonostante i tanti errori, sperando che tragga una lezione da questi: l'accordo con don Verzè per un ospedale in Puglia del gruppo S. Raffaele. Per l'inchiesta (e le nomine) dentro la sanità regionale pugliese. Per la questione dell'Ilva di Taranto (poteva fare di più).
Voto, e spero di non rimanere deluso anche questa volta.
29 febbraio 2012
Di destra o di sinistra
Quale è la posizione del PD che appoggia l'azione del governo Monti? Destra col loden, o sinistra riformista?
Di questo passo, a furia di polemiche interne, sorpassi al centro per l'appoggio a Monti (o Passera), consegneremo nuovamente il paese al centro destra, alle prossime elezioni.
E continueremo a chiederci se Veltroni è di sinistra o di destra, come dice Vendola. A proposito, nominare un assessore (alla sanità come Tedesco) in conflitto di interessi, è di destra o di sinistra? Chiudere due ospedali pubblici per aprirne uno privato assieme a Don Verzè è di destra o di sinistra?
Se essere di sinistra significa stare dalla parte dei più deboli, delle persone meno tutelate, allora viene da chiedersi come si possa non difendere l'articolo 18 e contro certe posizioni di alcuni imprenditori che impongono diktat ai lavoratori (e nemmeno rispettano le sentenze dei tribunali, come a Melfi).
E allora, se questo è essere di sinistra, verrebbe tagliata fuori tutta una parte delle teste pensanti dei partiti di quell'area politica.
Quella che si nasconde dietro la parola riforme e riformismo, quella che anzichè difendere preferisce la parola cambiare.
Quello che interessa agli elettori è conoscere le idee dei candidati su scuola, sanità, ricerca, giustizia (per tutti), ambiente, trasporto pubblico, cultura. Quale piano industriale hanno per l'energia, per i trasporti nazionali (rotaia o gomma, bus ecologici o auto?) ..
11 febbraio 2011
Annozero - Via con te?
Dalla piazza di protesta egiziana, alla piazza di protesta italiana.
La puntata di Annozero è avvenuta in un clima strano, in un incontro simbolico tra i due paesi: non a caso, dopo la copertina in cui Santoro ha annunciato delle novità per le prossime puntate (il pubblico arbitro), si è iniziato con la domenica di Arcore.
Nei filmati trasmessi, c'è un particolare importante da sottolineare: le cariche contri i manifestanti (persone, non pericolosi terroristi) sono iniziate prima del lancio delle bottiglie.
Dal popolo viola davanti Villa San Martino, alle domande della giornalista di Annozero ai compaesani del presidente del Consiglio, i cartelli di protesta. Arcore, ovvero lo zoccolo duro del berlusconismo: devo confessare che nno riesco più a sopportare quanti oggi ancora parlano di morale moralismo, che tutti faremmo come lui se ne avessimo la possibilità, che è meglio silvio ("che è un peccatore come me") che altri politici che hanno altri valori.
Le coppie di fatto, l'aborto, il divorzio .. L'omosessualità di Vendola (dichiarata, non ipocritamente nascosta, come i politici vecchi del family day), quella di Marrazzo (che pure si è dimesso e non ha nominato Brenda consigliere). "Almeno da Berlusconi le minorenni prendono dei soldi ...". Ecco, tutto questo succede veramente, nel nostro paese.
Non posso più sentire quelli che giocano con le parole (peccato e morale), con l'intelligenza delle persone (B. ha telefonate alla questura per evitare un caso diplomatico perchè credeva veramente che fosse la nipote ..), con la tenuta sociale del paese e della democrazia (il golpe giudiziario, le toghe rosse, la sinistra forcaiola).
In questa storia, Ruby e le sue sorelle di cui Santoro se ne è occupato solo nella prima parte, non c'è nulla di privato. Quello che ha commesso non è un peccato (da perdonare), ma dei reati (presunti, al momento). C'è una bella differenza.
Come ha detto benissimo anche Battista, non c'è stata nessuna violazione della privacy, nessuna intromissione nella vita privata, nessun guardone dal buco della serratura.
C'è stata un telefonata ad un funzionario di polizia. C'è stata una telefonata e un incontro col prefetto, da parte di una ragazza fidanzata con un narcotrafficante ("mi saluti il presidente"). C'è stato un consigliere regionale nominato non sia sa bene come (e forse sis a bene perchè), che doveva occuparsi di una minorenne (anche se non si sapeva che fosse minorenne?) e che poi la lascia da una prostituta.
C'è un ragioniere che lavora in un ufficio politico del presidente del Consiglio, dove paga le ragazze.
Qui non c'è proprio da parlare di peccato e peccatore: c'è un politico che si preoccupa dei suoi problemi e basta, che si attornia di una corte di nani e ballerine cui garantisce una carriera. Ad alcuni politica (e dunque per questo, diventa un caso pubblico che riguarda tutti), ad altri nel mondo dello spettacolo (su Raiset, pagati con i nostri soldi). Dalle storie esce un messaggio politico ben preciso: io posso fare quello che mi pare, sono al di sopra delle leggi perchè mi ha scelto il popolo. E le ragazze fanno bene a vendere il loro colpo: perchè impegnarsi, perchè studiare?
Oggi stiamo assitendo ad uno scontro tra parte della politica e la magistratura milanese, senza precedenti. Il parlamento solleverà un conflitto di competenza, per spostare il processo al Tribunale dei ministri (ovvero per non far celebrare il processo). Eppure solo col processo ci sarebbe modo di stabilire se certi episodi hanno dietro un reato oppure no.
Non si rende conto poi, del grottesco di certe dichiarazioni: l'attacco ai processi farsa, alla magistrastura politicizzata sono le stesse parole usate da Battisti (l'assassino) che proprio con queste si è difeso in Brasile. Frattini dice che si rivolgerà alla corte europea di Strasburgo (come Milosevic e Saddam): ma l'articolo 25 della Convenzione stabilisce che prima si deve passare per i gradi di giudizio della giustizia ordinaria.
L'immagine dell'Italia: come ha anche detto Umberto Eco, non tutti gli italiani sono così.
C'è in gioco la nostra immagine e credibilità. Chi pagherà per questo?
In studio per parlare del passato, del presente e del futuro (sarà Vendola il leader del centrosinistra) diversi giornalisti: Lucia Annunziata, Nicola Porro e Pigi Battista. E anche l'economista Irene Tinagli.
Se B. è il passato (e ancora il presente), può essere Vendola il futuro?
E ancora: perchè l'opposizione stenta a trovare una unità, a chiedere con voce grossa le elezioni (e non i pastrocchi con il terzo polo, le coalizioni contro B.)?
Vorrei che il futuro leader del centro sinistra avesse la stessa intelligenza, la stessa passione , la stessa capacità di coinvolgere (anche emotivamente) che ha il presidente della regione Puglia.
Una persona che non nasconde la sua omosessualità e cita Wilde (l'omosessualità è l'amore che non osa pronunciare il proprio nome). Che sostiene senza se e senza ma, la legge uguale per tutti (anche per il presidente). La lotta al precariato: il precariato del lavoro, del vivere, dell'ambiente, della società.
Dobbiamo andare a votare, non per Ruby, ma per le sue coetanee, perchè per la prima volta forse, i giovani hanno davanti un futuro peggiore.
Andare oltre non solo Berlusconi, ma anche contro il berlusconismo: Vendola ha criticato la scelta di parte del Partito Democratico di dire "l'importante è che B. se ne vada, poi possiamo parlare ..".
Con chi si parla? Con Tremonti? Alfano? Con Casini (che fino a ieri difendeva Cuffaro)?
Fino ad oggi la sinistra è stata quella del meno peggio, di fronte ad un venditore di sogni, come una Wanna Marchi televisiva.
Ancora ieri, un esponente di spicco come Violante parlava di clima sudamericano, nelle carte e nelle intercettazioni della procura.
Mi piacerebbe che il leader avesse però anche le idee chiare e il pragmatismo di Beppe Grillo: fa sempre vebe ascoltare quello che Beppe ha da dirci.
Perchè i temi che solleva sono estremamente concreti: le piste ciclabili, gli inceneritori che inquinano (qui anche il centrosinistra ha delle colpe), il nucleare (quale è la posizione del PD), la privatizzazione della sanità (con Bersani in prima fila al meeting di CL) e dell'istruzione.
Andate dalle persone e chiedete se ritengono che sia più importante la privatizzazione dell'acqua, la raccolta differenziata o la separazione delle carriere (o l'articolo 41 della Costituzione).
Bisogna togliere i soldi alla politica, privilegi, livellare i loro stipendi con quelli degli altri impiegati statali. Dopo due mandati, a casa. Via le province, diminuiamo i parlamentari.
Il federalismo? Ho letto la proposta di legge e non ci ho capito niente.
Ieri sera Grillo le ha cantate chiare a tutti: a Vendola per i suoi inceneritori (1 funzionante e 1 progettato) e per i finanziamenti all'ospedale di Don Verzè.
Con chi si deve rapportare il candidato del movimento 5 stelle di 20 anni? Con Chiamparino? Con la Iervolino? Alemanno, la Minetti?
Siamo un paese fallito e nessuno ha il coraggio di ammetterlo.
E ora vogliamo "mandar via il puttaniere, per eccesso di puttane"?
Poche parole ma chiare. Volgari e dure, come ha commentato anche Vendola.
Ma non dimentichiamoci che esiste un paese reale, la fuori.
Dove vivono le 200 donne della Tacconi sud, che rischiano il posto perchè la loro azienda si starebbe spostando in Romania. Donne che perdono il loro posto di lavoro da invisibili. Con 1051 euro al mese: a quante prestazioni nei festini di Arcore corrisponde questo sipendio?
E non diciamo che la precarietà, il livellamento al basso dei ceti medi, non c'entrano niente con i festini, le donnine e la corte dei miracoli.
Quello è un sistema di favori a privati, con soldi pubblici. Uno schiaffo alla meritocrazia, e alla dignità delle persone, almeno di quelle che non ambiscono ad essere veline o escort.
Allora, è meglio la passione colta o l'inteloquire volgare di Grillo?
Decidete, ma in fretta.
La puntata di Annozero è avvenuta in un clima strano, in un incontro simbolico tra i due paesi: non a caso, dopo la copertina in cui Santoro ha annunciato delle novità per le prossime puntate (il pubblico arbitro), si è iniziato con la domenica di Arcore.
Nei filmati trasmessi, c'è un particolare importante da sottolineare: le cariche contri i manifestanti (persone, non pericolosi terroristi) sono iniziate prima del lancio delle bottiglie.
Dal popolo viola davanti Villa San Martino, alle domande della giornalista di Annozero ai compaesani del presidente del Consiglio, i cartelli di protesta. Arcore, ovvero lo zoccolo duro del berlusconismo: devo confessare che nno riesco più a sopportare quanti oggi ancora parlano di morale moralismo, che tutti faremmo come lui se ne avessimo la possibilità, che è meglio silvio ("che è un peccatore come me") che altri politici che hanno altri valori.
Le coppie di fatto, l'aborto, il divorzio .. L'omosessualità di Vendola (dichiarata, non ipocritamente nascosta, come i politici vecchi del family day), quella di Marrazzo (che pure si è dimesso e non ha nominato Brenda consigliere). "Almeno da Berlusconi le minorenni prendono dei soldi ...". Ecco, tutto questo succede veramente, nel nostro paese.
Non posso più sentire quelli che giocano con le parole (peccato e morale), con l'intelligenza delle persone (B. ha telefonate alla questura per evitare un caso diplomatico perchè credeva veramente che fosse la nipote ..), con la tenuta sociale del paese e della democrazia (il golpe giudiziario, le toghe rosse, la sinistra forcaiola).
In questa storia, Ruby e le sue sorelle di cui Santoro se ne è occupato solo nella prima parte, non c'è nulla di privato. Quello che ha commesso non è un peccato (da perdonare), ma dei reati (presunti, al momento). C'è una bella differenza.
Come ha detto benissimo anche Battista, non c'è stata nessuna violazione della privacy, nessuna intromissione nella vita privata, nessun guardone dal buco della serratura.
C'è stata un telefonata ad un funzionario di polizia. C'è stata una telefonata e un incontro col prefetto, da parte di una ragazza fidanzata con un narcotrafficante ("mi saluti il presidente"). C'è stato un consigliere regionale nominato non sia sa bene come (e forse sis a bene perchè), che doveva occuparsi di una minorenne (anche se non si sapeva che fosse minorenne?) e che poi la lascia da una prostituta.
C'è un ragioniere che lavora in un ufficio politico del presidente del Consiglio, dove paga le ragazze.
Qui non c'è proprio da parlare di peccato e peccatore: c'è un politico che si preoccupa dei suoi problemi e basta, che si attornia di una corte di nani e ballerine cui garantisce una carriera. Ad alcuni politica (e dunque per questo, diventa un caso pubblico che riguarda tutti), ad altri nel mondo dello spettacolo (su Raiset, pagati con i nostri soldi). Dalle storie esce un messaggio politico ben preciso: io posso fare quello che mi pare, sono al di sopra delle leggi perchè mi ha scelto il popolo. E le ragazze fanno bene a vendere il loro colpo: perchè impegnarsi, perchè studiare?
Oggi stiamo assitendo ad uno scontro tra parte della politica e la magistratura milanese, senza precedenti. Il parlamento solleverà un conflitto di competenza, per spostare il processo al Tribunale dei ministri (ovvero per non far celebrare il processo). Eppure solo col processo ci sarebbe modo di stabilire se certi episodi hanno dietro un reato oppure no.
Non si rende conto poi, del grottesco di certe dichiarazioni: l'attacco ai processi farsa, alla magistrastura politicizzata sono le stesse parole usate da Battisti (l'assassino) che proprio con queste si è difeso in Brasile. Frattini dice che si rivolgerà alla corte europea di Strasburgo (come Milosevic e Saddam): ma l'articolo 25 della Convenzione stabilisce che prima si deve passare per i gradi di giudizio della giustizia ordinaria.
L'immagine dell'Italia: come ha anche detto Umberto Eco, non tutti gli italiani sono così.
C'è in gioco la nostra immagine e credibilità. Chi pagherà per questo?
In studio per parlare del passato, del presente e del futuro (sarà Vendola il leader del centrosinistra) diversi giornalisti: Lucia Annunziata, Nicola Porro e Pigi Battista. E anche l'economista Irene Tinagli.
Se B. è il passato (e ancora il presente), può essere Vendola il futuro?
E ancora: perchè l'opposizione stenta a trovare una unità, a chiedere con voce grossa le elezioni (e non i pastrocchi con il terzo polo, le coalizioni contro B.)?
Vorrei che il futuro leader del centro sinistra avesse la stessa intelligenza, la stessa passione , la stessa capacità di coinvolgere (anche emotivamente) che ha il presidente della regione Puglia.
Una persona che non nasconde la sua omosessualità e cita Wilde (l'omosessualità è l'amore che non osa pronunciare il proprio nome). Che sostiene senza se e senza ma, la legge uguale per tutti (anche per il presidente). La lotta al precariato: il precariato del lavoro, del vivere, dell'ambiente, della società.
Dobbiamo andare a votare, non per Ruby, ma per le sue coetanee, perchè per la prima volta forse, i giovani hanno davanti un futuro peggiore.
Andare oltre non solo Berlusconi, ma anche contro il berlusconismo: Vendola ha criticato la scelta di parte del Partito Democratico di dire "l'importante è che B. se ne vada, poi possiamo parlare ..".
Con chi si parla? Con Tremonti? Alfano? Con Casini (che fino a ieri difendeva Cuffaro)?
Fino ad oggi la sinistra è stata quella del meno peggio, di fronte ad un venditore di sogni, come una Wanna Marchi televisiva.
Ancora ieri, un esponente di spicco come Violante parlava di clima sudamericano, nelle carte e nelle intercettazioni della procura.
Mi piacerebbe che il leader avesse però anche le idee chiare e il pragmatismo di Beppe Grillo: fa sempre vebe ascoltare quello che Beppe ha da dirci.
Perchè i temi che solleva sono estremamente concreti: le piste ciclabili, gli inceneritori che inquinano (qui anche il centrosinistra ha delle colpe), il nucleare (quale è la posizione del PD), la privatizzazione della sanità (con Bersani in prima fila al meeting di CL) e dell'istruzione.
Andate dalle persone e chiedete se ritengono che sia più importante la privatizzazione dell'acqua, la raccolta differenziata o la separazione delle carriere (o l'articolo 41 della Costituzione).
Bisogna togliere i soldi alla politica, privilegi, livellare i loro stipendi con quelli degli altri impiegati statali. Dopo due mandati, a casa. Via le province, diminuiamo i parlamentari.
Il federalismo? Ho letto la proposta di legge e non ci ho capito niente.
Ieri sera Grillo le ha cantate chiare a tutti: a Vendola per i suoi inceneritori (1 funzionante e 1 progettato) e per i finanziamenti all'ospedale di Don Verzè.
Con chi si deve rapportare il candidato del movimento 5 stelle di 20 anni? Con Chiamparino? Con la Iervolino? Alemanno, la Minetti?
Siamo un paese fallito e nessuno ha il coraggio di ammetterlo.
E ora vogliamo "mandar via il puttaniere, per eccesso di puttane"?
Poche parole ma chiare. Volgari e dure, come ha commentato anche Vendola.
Ma non dimentichiamoci che esiste un paese reale, la fuori.
Dove vivono le 200 donne della Tacconi sud, che rischiano il posto perchè la loro azienda si starebbe spostando in Romania. Donne che perdono il loro posto di lavoro da invisibili. Con 1051 euro al mese: a quante prestazioni nei festini di Arcore corrisponde questo sipendio?
E non diciamo che la precarietà, il livellamento al basso dei ceti medi, non c'entrano niente con i festini, le donnine e la corte dei miracoli.
Quello è un sistema di favori a privati, con soldi pubblici. Uno schiaffo alla meritocrazia, e alla dignità delle persone, almeno di quelle che non ambiscono ad essere veline o escort.
Allora, è meglio la passione colta o l'inteloquire volgare di Grillo?
Decidete, ma in fretta.
Etichette:
Annozero,
Egitto,
Niki Vendola,
politica
10 gennaio 2011
Perdere bene o vincere male
Perdere le elezioni bene è meglio che vincerle male? A questa domanda (della serie cosa è di destra, cosa di sinistra?) Nichi Vendola ha risposto chiaramente (a Che tempo che fa, che verrà accusato di fare campagna elettorale), da sinistra a parer mio, che è meglio perdere bene, per non dare l'impressione che si fanno le elezioni non per un progetto politico, ma per il solo potere, per occupare i posti.
Visto che invece quali sono le proposte nel Partito Democratico, una santa coalizione con UDC in nome dell'antiberlusconismo (ma non era un male?), viene da pensare se D'Alema e Bersano lo sono ancora, di sinistra. Cachemire a parte.
Nell'intervista di ieri sera, tra le altre cose si è parlato anche di lavoro, Marchionne, ruolo delle primarie, cultura, scuola, ambiente.
Tutti argomenti da affrontare, prima di fare una coalizione.
Nichi Vendola: "Ma, è molto probabile la vittoria del sì, nel senso che se a ciascuno di noi ponessero un quesito di quel tipo, insomma, preferisci, lavorare peggio in condizioni decisamente più negative o preferisci non lavorare più? E' difficile immaginare che quel referendum non abbia il sapore di un ricatto. E poi mi permetta, Marchionne viene rappresentato da tutto l'establishment nazionale ormai, da destra, dal centro, anche da sinistra, come l'icona della modernità.
Abbiamo visto quello che ha fatto negli Stati Uniti nel corso di questi anni, sarà moderno per un amministratore delegato per un manager guadagnare 450 volte più di un operaio.
Io vorrei ricordare che Valletta negli anni '50 in Fiat, guadagnava venti volte più di un operaio, Marchionne 450, non lo dico perché bisogna introdurre un elemento, come posso dire, venale, ma santiddio questa modernità in che cosa consiste, se gli operai perdono la pausa di mensa, se gli operai perdono il diritto ad ammalarsi, se gli operai perdono il diritto a scioperare, e se la classe operaia viene considerata una specie di vizio, di malessere da governare e da rinchiudere dentro una fabbrica della cui vita noi non dobbiamo sapere niente.
Quanti sono gli operai Fiat che vanno in prepensionamento perché hanno i muscoli spezzati, come si dice davanti ai cancelli delle fabbriche, quanto nel dibattito pubblico la questione della vita materiale, della vita amara, della vita agra, gli inglesi dicono i "workers poors".
C'è una povertà che oggi riguarda chi lavora, non è più soltanto la povertà di chi non lavora. Ci sono fenomenologie inedite della povertà, quando vogliamo parlare di questo?
Ma la modernità non significava più tempo, più benessere, per tutti? Anche per l'operaio di Pomigliano e di Mirafiori. Oppure questa modernità ha una puzza ottocentesca? A me non mi piace questa modernità che fa bene a Marchionne e fa male agli operai di Pomigliano".
26 aprile 2010
Parole di sinistra
Di certo Niki Vendola non ha bisogno dello sprone di Morettiana memoria "di qualcosa di sinistra": forse per questo, non era tra i candidati iniziali in Puglia.
L'intervista di Niki a Che tempo che fa dove ha parlato di modello culturale e politico della sinistra, di libertà, tolleranza e lavoro.
Lavoro: questa parola che oggi, nell'euforia delle riforme, è stata dimenticata da tutti.
L'intervista di Niki a Che tempo che fa dove ha parlato di modello culturale e politico della sinistra, di libertà, tolleranza e lavoro.
Lavoro: questa parola che oggi, nell'euforia delle riforme, è stata dimenticata da tutti.
25 gennaio 2010
La vittoria di Vendola
La cosa peggiore che potrebbe succedere, dopo che il popolo della sinistra ha sancito la vittoria di Venfola alle primarie in Puglia, è che non succeda niente.
Ovvero che i vertiti del Partito Democratico non dicano niente, non prendano cioè atto dello scollamento tra la base degli elettori e la segreteria.
Basta con i candidati paracadutati da Roma.
Forse l'alleanza col partito di Cuffaro è sembrata troppo, oppure, in tanti, devono aver pensato che non è vero che "il partito ha sempre ragione", come il maiale Napoleone de "La fattoria degli animali".
PS Bersani e D'Alema temono la resa dei conti "Serata amara, ma la linea non cambia"
Allora è proprio vero .. non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Segnalazioni:
Il ritorno del Ciarpame senza fine. Le candidature di papi alle regionali.
Ma coma è andato a fare Bertolaso ad Haiti? Non era meglio se rimaneva a Favara?
La risposta della Clinton alle sue critiche: "Mi sembrano quelle polemiche che si fanno il lunedì dopo le partite di football"
In Italia si diceva che di calcio e di f. tutti ne possono parlare. Lo stesso vale evidentemente per la politica.
Ovvero che i vertiti del Partito Democratico non dicano niente, non prendano cioè atto dello scollamento tra la base degli elettori e la segreteria.
Basta con i candidati paracadutati da Roma.
Forse l'alleanza col partito di Cuffaro è sembrata troppo, oppure, in tanti, devono aver pensato che non è vero che "il partito ha sempre ragione", come il maiale Napoleone de "La fattoria degli animali".
PS Bersani e D'Alema temono la resa dei conti "Serata amara, ma la linea non cambia"
Allora è proprio vero .. non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Segnalazioni:
Il ritorno del Ciarpame senza fine. Le candidature di papi alle regionali.
Ma coma è andato a fare Bertolaso ad Haiti? Non era meglio se rimaneva a Favara?
La risposta della Clinton alle sue critiche: "Mi sembrano quelle polemiche che si fanno il lunedì dopo le partite di football"
In Italia si diceva che di calcio e di f. tutti ne possono parlare. Lo stesso vale evidentemente per la politica.
08 gennaio 2010
Annozero - Che sarà?
Scopo della puntata (almeno nelle intenzioni) il punto della situazione: siamo fuori dalla crisi? Cosa ne sarà nel 2010 del sistema industriale italiano?
I lavoratori che salgono sui tetti (Ispra, Innse, Yamaha a Lesmo), che occupano le fabbriche (Eutelia, Omega) o che bloccano i loro dirigenti in cerca di un confronto (Omnia Network) sono solo casi sporadici, o indice di una crisi più profonda e su cui poco si sta facendo?
Le azioni del governo sono state sufficienti, a garantire la tenuta del sistema?
In studio Niki Vendola, il sottosegretario Castelli, Alba Parietti e Enrico Mentana.
Se le intenzioni della puntata erano quelle di cui sopra, putroppo lo scopo non è stato raggiunto: dopo l'introduzione (col ritorno in video di Grillo, dedicato agli incentivi all'industria dell'auto) si è parlato di elezioni, alleanze, dei partitini di centro che vogliono fare da ago della bilancia.
Da una parte le parole di Vendola, che testimoniano la sua passione politica, accusato forse ingiustamente di non essere in grado di suscitare più interesse nelle masse che lo hanno votato : "il politicismo ha portato al divorzio tra la discussione politica e la realtà".
Ovvero, discutiamo nelle trasmissioni solo di alleanze, dei pesi dei vari partiti,e non dei temi per cui ci si allea.
Vendola ci ha provato: parliamo delle energie rinnovabili, degli investimenti in pannelli solari, fatti in Puglia.
Per quale motivo Casini ha posto in veto su Vendola? Quali sono i programmi dell'UDC in Puglia, e nelle altre regioni?
Perchè Vendola non si puù ricandidare? Per gli scandali nella sanità: ma sono capitati anche in Calabria (e pure Loiero è sempre là), in Lombardia (e nessuno si permette di discutere Formigoni), nel Lazio.
Le veci del governo sono state fatte da Roberto Castelli, che ne ha difeso le azioni: abbiamo difeso le banche (ma non chi ha depositato i conti), l'indutria dell'auto con gli incentivi (ma non i lavoratori di Pomigliano e Termini) e stiamo investendo nelle infrastrutture.
I famosi 17 miliardi di euro nel cemento per costruire TAV, il Ponte sullo stretto, le strade.
Peccato che nessuno si ricordi come le grandi opere in Italia costino smepre troppo e non si ripettio i tempi.
Che mentre si inaugura il Freccia Rossa, il paese è bloccato dalla prima neve, il paese frana con le prime pioggie invernali, interi comuni sono alluvionati dallo straripamento dei fiumi.
Forse si invertita la tendenza sulla crisi economica, ma ora rischia di scoppiare la crisi sociale.
Notizia di oggi il +311% della richiesta di Cassa Integrazione nel 2009: soldi messi dal governo, si dice.
Perchè, come ricordava Castelli stesso, in Italia non si è finita come in California, con la gente sotto le tende.
Sulle tende no, ma nelle strade e nelle piazze a protestare sì.
E il rischio, come il caso Omnia (Voicity) racconta, è che di fronte alla non risposta dei dirigenti delle imprese (quelli che le spostano come scatole vuote), all'attendismo dell'esecutivo, all'isolamento del resto del paese, le azioni possano diventare sempre più ecclatanti.
In situazione come queste fa male sentire Travaglio che parla delle spese de "La Casta": la Corte dei Conti ha sancito come i partiti recuperino molto più di quanto spendono in campagna elettorale.
Si tagliano fondi e spese per sanità, ricerca, scuola e nel frattempo si legge dei 24 ml di vaccini comprati per la suina.
Si legge del pellegrinaggio ad Hammamet, in ricordo di Craxi: quello del debito pubblico e del Caf.
Con la legge sui rimborsi elettorali tutti i partiti intascano più di quanto spendono (eccetto i Radicali): 200 ml di euro all'anno.
E dire, come fa Castelli, che cita pure Giolitti, che così su permettte anche a chi non ha soldi di fare politica, è solo demagogia.
Perchè oggi, specie con questa legge elettorale, chi fa politica e chi no, lo decidono le segreterie dei partiti.
Le candidature proposte di veline alle passate europee, i condannati e inquisiti in Parlamento, parlano chiaro.
Cosa sarà il futuro? Grigio, come il tempo di questi giorni.
A proposito, ieri alla trasmissione, sempre Castelli ammoniva i giovani in studio ad applaudire all'idea di Grillo di congelare il debito. Perchè significava bloccare i titoli di stato.
I lavoratori che salgono sui tetti (Ispra, Innse, Yamaha a Lesmo), che occupano le fabbriche (Eutelia, Omega) o che bloccano i loro dirigenti in cerca di un confronto (Omnia Network) sono solo casi sporadici, o indice di una crisi più profonda e su cui poco si sta facendo?
Le azioni del governo sono state sufficienti, a garantire la tenuta del sistema?
In studio Niki Vendola, il sottosegretario Castelli, Alba Parietti e Enrico Mentana.
Se le intenzioni della puntata erano quelle di cui sopra, putroppo lo scopo non è stato raggiunto: dopo l'introduzione (col ritorno in video di Grillo, dedicato agli incentivi all'industria dell'auto) si è parlato di elezioni, alleanze, dei partitini di centro che vogliono fare da ago della bilancia.
Da una parte le parole di Vendola, che testimoniano la sua passione politica, accusato forse ingiustamente di non essere in grado di suscitare più interesse nelle masse che lo hanno votato : "il politicismo ha portato al divorzio tra la discussione politica e la realtà".
Ovvero, discutiamo nelle trasmissioni solo di alleanze, dei pesi dei vari partiti,e non dei temi per cui ci si allea.
Vendola ci ha provato: parliamo delle energie rinnovabili, degli investimenti in pannelli solari, fatti in Puglia.
Per quale motivo Casini ha posto in veto su Vendola? Quali sono i programmi dell'UDC in Puglia, e nelle altre regioni?
Perchè Vendola non si puù ricandidare? Per gli scandali nella sanità: ma sono capitati anche in Calabria (e pure Loiero è sempre là), in Lombardia (e nessuno si permette di discutere Formigoni), nel Lazio.
Le veci del governo sono state fatte da Roberto Castelli, che ne ha difeso le azioni: abbiamo difeso le banche (ma non chi ha depositato i conti), l'indutria dell'auto con gli incentivi (ma non i lavoratori di Pomigliano e Termini) e stiamo investendo nelle infrastrutture.
I famosi 17 miliardi di euro nel cemento per costruire TAV, il Ponte sullo stretto, le strade.
Peccato che nessuno si ricordi come le grandi opere in Italia costino smepre troppo e non si ripettio i tempi.
Che mentre si inaugura il Freccia Rossa, il paese è bloccato dalla prima neve, il paese frana con le prime pioggie invernali, interi comuni sono alluvionati dallo straripamento dei fiumi.
Forse si invertita la tendenza sulla crisi economica, ma ora rischia di scoppiare la crisi sociale.
Notizia di oggi il +311% della richiesta di Cassa Integrazione nel 2009: soldi messi dal governo, si dice.
Perchè, come ricordava Castelli stesso, in Italia non si è finita come in California, con la gente sotto le tende.
Sulle tende no, ma nelle strade e nelle piazze a protestare sì.
E il rischio, come il caso Omnia (Voicity) racconta, è che di fronte alla non risposta dei dirigenti delle imprese (quelli che le spostano come scatole vuote), all'attendismo dell'esecutivo, all'isolamento del resto del paese, le azioni possano diventare sempre più ecclatanti.
In situazione come queste fa male sentire Travaglio che parla delle spese de "La Casta": la Corte dei Conti ha sancito come i partiti recuperino molto più di quanto spendono in campagna elettorale.
Si tagliano fondi e spese per sanità, ricerca, scuola e nel frattempo si legge dei 24 ml di vaccini comprati per la suina.
Si legge del pellegrinaggio ad Hammamet, in ricordo di Craxi: quello del debito pubblico e del Caf.
Con la legge sui rimborsi elettorali tutti i partiti intascano più di quanto spendono (eccetto i Radicali): 200 ml di euro all'anno.
E dire, come fa Castelli, che cita pure Giolitti, che così su permettte anche a chi non ha soldi di fare politica, è solo demagogia.
Perchè oggi, specie con questa legge elettorale, chi fa politica e chi no, lo decidono le segreterie dei partiti.
Le candidature proposte di veline alle passate europee, i condannati e inquisiti in Parlamento, parlano chiaro.
Cosa sarà il futuro? Grigio, come il tempo di questi giorni.
A proposito, ieri alla trasmissione, sempre Castelli ammoniva i giovani in studio ad applaudire all'idea di Grillo di congelare il debito. Perchè significava bloccare i titoli di stato.
Leggete qua, quello che sta facendo Tremonti:
E come ieri raccontava benissimo MF, il Tesoro si accinge ad aumentare la scadenza media del debito con emissioni a 15 e 30 anni. Va ricordato che oggi la durata media del debito è di 7 anni, con una media di scadenze annuali pari a circa 250 milioni. Tremonti intende diminuire la dipendenza annuale dal mercato, allungando la durata del debito. Nei paesi latinoamericani, abituati a situazioni di debito molto critiche, si direbbe che il Professore sta "spingendo il problema con la pancia".
Ovvero, lo rinvia non solo senza affrontarlo, ma anche senza sfiorarlo.
Technorati: Annozero
Iscriviti a:
Post (Atom)