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30 settembre 2011

Le notizie che gli altri nascondono

Ma quali saranno le notizie che da il TG1 di Augusto Minzolini e che invece gli altri telegiornali nascondono?
Le nuove mode dei vestitini per cani? L'ondata di caldo ad agosto ("mi raccomando, non state troppo al sole ...")? L'avvistamento degli Ufo? La moda del gelato? 

I consigli per evitare le puzzette del bebè?

Oppure attaccare i magistrati che lo stanno indagando?



In un intervista al giornale dice: 
 “Do troppe notizie e do quelle che gli altri nascondono”, dice. E spiega: “Come l’inchiesta sui presunti condizionamenti della camorra nelle primarie del Pd a Napoli, o quella su Penati a Milano o quella sul coinvolgimento di esponenti di sinistra a Bari”. Tutte a senso unico, fa notare la giornalista che lo intervista. “Ma noi diamo anche le altre, pure quelle sulle intercettazioni sulle nottate di Berlusconi. Non faccio sentire registrazioni scabrose, per rispetto del pubblico. E penso che interessi più sapere le notizie sulla camorra che quelle sulle mutande della D’Addario”. Sembra una scusa. “Assolutamente no. E in ogni caso io rivendico il diritto di vedere in maniera diversa la gerarchia delle notizie. Anzi di essere super partes in un mondo che pende tutto per una pars. Dato che l’informazione in Italia è quasi tutta orientata a sinistra, io offro un’altra visione, insomma completo il panorama dei media”. Come dire: un tg schierato? Macché, Minzolini nega: “Faccio un tg nazional popolare riadattato”.
Allora vuol dire che tutti gli italiani sono dei cretini perchè non lo hanno capito: gli ascolti sono in crollo e se esistesse una responsabilità economica per i danni prodotti all'azienda , sono soldi che dovrebbe cacciare lui (o meglio, i politici che lo hanno messo su quella poltrona).
Ricordiamolo: ogni punto di share è pubblicità in meno. Soldi pubblici che si perdono.


PS la notizia sul milione e passa di firme contro il porcellum, la darà o no?

18 settembre 2010

Figli della stessa Lupa

Sabato, seguo spesso il TG1 per vedere come commenta le notizie del giorno (e della settimana).
Oggi si è iniziato inizia con la morte del tenente Romani in Afghanistan per la guerra (nascosta, come questi soldati dell'unità 45).
La visita del papa in Inghilterra e le indagini sul presunto attentato.
Un servizio per la tre giorni del PDL a Cortina, alla ricerca della coesione nel PDL e dell'allargamento (la chiamano così, la compravendita dei parlamentari) della maggioranza.
“acque agitate nel PD”: la crisi nel Partito Democratico, con un intervista a Veltroni.
Colui che scelse di candidare nel 2008 un certo Massimo Calearo (perchè noi siamo un partito dalla parte dei più deboli, ma anche dei più forti). Oggi passato con l'Api e in attesa di una chiamata da parte di Berlusconi magari per il posto di ministro. Capito perchè siamo stufi di Walter?
“Il giallo della doppia firma” sul contratto di locazione della casa di Montecarlo : l'ennesima puntata della piece contro Fini. La giornalista non spiega che magari locatario e affittario potrebbero aver dato mandato ad una terza persona di firmare per entrambi, che la firma è illegibile e non riconducibile a Tulliani.
Poi un servizio sul salame Cremonese, sulla cucina Veneta con una comparsata di Zaia.

Il tocco finale è di gran classe: un attacco diretto a Repubblica (con una bella carrellata sui titoli del giornale , P3, cricca etc.), in crisi di vendite (Come vanno le vendite del Corriere? E quelle di Libero?), testimonianza della crisi dei giornali partito. Repubblica accusata di aver montato scoop inesistenti e notizie non vere come il crollo di ascolti del TG di Minzolini (che ci costa 120000 euro al giorno, scrive Carlo Tecce sul Fatto) o la convocazione di B. da parte dei magistrati.
Da radical chic, a radical chip, la battuta finale.

Basta, niente altro.
E si che di cose c'è n'erano da dire:
Le proteste dei cittadini di Adro contro la scuola riempita di simboli di un partito (la Lega). Chi pagherà per la loro rimozione?
La parentopoli in salsa leghista e le inchieste contro amministratori del Carroccio o anche la notizia degli 800000 euro di finanziamenti pubblici alla cooperativa che gestisce la "La libera scuola dei popoli padani" a Bosina. Ovvero alla moglie di Bossi.
L'ultimo scoop de Il fatto: “Siamo figli della sessa lupa”, l'appunto di Vito Ciancimino che si riferisce alle origine (ma diversi destini) di Berlusconi, Dell'Utri e Ciancimino.
Lo sciopero dei precari della scuola in Sicilia.
Il senatore Di Girolamo che pattegia una pena di 5 anni.
Almeno il TG1 non riporta l'ipotesi del complotto contro Berlusconi, organizzato dagli Stati Uniti (per attaccare Putin?). Forse l'uscita di Miccichè gli ha rovinato tutto: anche M. una spia Usa?
È chiaro, anche alla luce di quanto sta capitando a Santoro e alla sua trasmissione Annozero (tutti i paletti che vengono messi in ostacolo alla conduzione), quanto sia importando il ruolo dell'informazione. Chiaro anche il perchè delle nomine all'interno della Rai: nomine che sono figlie dello stesso criterio di occupazione. Guai se gli italiani sapessero chi sia la lupa alla quale si sono allattati per anni il costruttore del nord e il sindaco di Corleone.

25 giugno 2010

Minzolini, gli aquilani la aspettano

Il momento più esilarante della telefonata tra il giornalista de Il fatto (cerco di vederne almeno il lato comico) è quando Minzo cerca di difendersi dicendo che il TG dura 15 minuti per il mondiale e Carlo Tecce ribatte:
"Lei ha inviato il giornalista al polo nord, che raccontava dei cani che trainano le slitte .."

"Io non devo dirlo a lei" - taglia corto il direttore del TG1.
Sbagliato, il concetto di servizio pubblico significa proprio dover rispondere del proprio operato ai telespettatori, e non ai politici.

Farà allora il TG un bel servizio sulle proteste degli aquilani?
Farà un servizio sulle false bonifice di Bertolaso alla Maddalena, costate 72 milioni di euro (lavori assegnati a parenti e amici), che non hanno bonificato nulla?
In caso di condanna a Dell'Utri, manderà un servizio obiettivo, oppure concederà il microfono per la solita difesa mediatica?


18 ottobre 2009

L'informazione secondo il TG1

I titoli del TG1 del 17 ottobre.
La ripresa dell'economia e la crescita del PIL.
Le dichiarazioni di Mancino e dell'ANM che si oppongono al controllo dell'esecutivo e che difendono la loro indipendenza.
Il consiglio dei ministri delle Maldive riunito sott'acqua.
L'attacco ai talebani da parte delle forze pakistane.
I furbetti delle auto (quelli che intestano le auto a prestanome).
Il campionato di Calcio.

Non una parola sul pedinamento mediatico del giudice Mesiano da parte di Canale 5.
Non una parola sulle polemiche per lo Stretto di Messina, sulle future centrali nucleari.
Non una parola sulle minacce di Berlusconi di fare le riforme Costituzionali e sulla giustizia a colpi di maggioranza e referendum.
Non una parola sull'articolo del Times sulle mazzette degli italiani ai talebani.
Non una parola sulla manifestazione contro il razzismo a Roma.
Non una parola sui 29000 italiani con i soldi nei paradisi fiscali, con la lista della Guardia di Finanza.
Il servizio sul papello e sull'accordo tra stato e mafia relegato in mezzo ad altre notizie.

Silenzio anche sulla notizia (che ho trovato solo su Il fatto quotidiano) che il capo della sicurezza di Wind, Salvatore Cirafici, è indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio. Per il pm di Crotone, Pierpaolo Bruni, avrebbe
detto a un indagato che il suo telefonino era intercettato.

Per fortuna il TG1 ha censurato la foto delle corna fatte all'Aquila, da parte del premier.