Parlano di milioni e di miliardi come se fossero noccioline, con una superficialità che fa pensare male.
Stime di crescita, deficit, aumento dell'IVA, parametri europei da sforare perché lo chiede il popolo.
Nella guerra tra Tria e Di Maio e Salvini (i ministri in campagna elettorale) in mezzo ci troviamo noi, costretti ad assistere a questo balletto di dichiarazioni, battibecchi che è rende incomprensibile capire come stanno veramente le cose.
Avete sentito Salvini da Floris l'altro giorno? Veramente vuole andare a far la guerra alla Commissione Europea, ai mercati, al Quirinale oppure si dovrà alzare l'IVA per mantenere le promesse?
Oppure è solo un gioco, mica sono soldi della Lega o del M5S, mica li devono sborsare loro quei miliardi in più.
Un po' come il giochetto della solidarietà che stanno facendo i signori del lusso in Francia, con le donazioni per la ricostruzione di Notre Dame, su cui sono previste detrazioni al 60%.
Facile fare i magnanimi (o i ribelli) coi soldi degli altri.
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
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18 aprile 2019
08 aprile 2015
Da dove arriveranno i 10 miliardi
Non avendo ereditato (come suggeriva ironicamente Crozza ieri), dobbiamo trovare un'altra strada per i 10 miliardi.
Quelli che servono, nel DEF, per scongiurare l'aumento dell'iva come previsto dalle clausole di salvaguardia.
Siccome ci hanno detto che non aumenteranno le tasse, siccome hanno detto che non taglieranno i servizi, dobbiamo pensare che i soldi spuntino dai tagli alla spesa improduttiva.
Quella degli altri, chiaramente. Comuni e regioni.
Forse taglieranno le sedi all'estero delle regioni?
I vitalizi (anche per gli ex consiglieri)?
I rimborsi? Gli stipendi?
Oppure taglieranno sulle partecipate, le società di servizi che finiscono nelle cronache dei giornali e non per motivi lusinghieri (come l'inchiesta sulle spese pazze di Trenord).
Difficile: anche l'anno scorso avevano detto niente aumento delle tasse.
Che gli 80 euro avrebbero rilanciato i consumi.
Che ci sarebbe stata questa crescita.
Che i dipendenti avrebbero potuto attingere al tfr per avere più soldi da spendere (e rilanciare i consumi che avrebbero rilanciato gli ordini per le imprese ..).
Non è che possiamo continuare a credere così, sulla fiducia.
Le inchieste e le tante promesse fatte, hanno intaccato la fiducia nel premier che fa le riforma in fretta e senza guardare in faccia a nessuno.
La trasparenza dei finanziamenti ai partiti, nei donatori alle fondazioni, il rapporto tra certi politici e le cooperative, rivedere la legge sugli appalti, la prescrizione, il falso in bilancio per tutte le imprese, una tassazione sulle multinazionali di internet (doveva essere fatta nel semestre europeo).
Almeno la legge sulla tortura, visto che lo chiede l'Europa e dovremo pagare fior di multe.
Niente.
L'unica cosa certa è che le tasse centrali forse non aumenteranno.
Ma sono già aumentati gli abbonamenti dei treni regionali, qui in Lombardia.
Prendetevela con Maroni, direbbe Renzi.
Quelli che servono, nel DEF, per scongiurare l'aumento dell'iva come previsto dalle clausole di salvaguardia.
Siccome ci hanno detto che non aumenteranno le tasse, siccome hanno detto che non taglieranno i servizi, dobbiamo pensare che i soldi spuntino dai tagli alla spesa improduttiva.
Quella degli altri, chiaramente. Comuni e regioni.
Forse taglieranno le sedi all'estero delle regioni?
I vitalizi (anche per gli ex consiglieri)?
I rimborsi? Gli stipendi?
Oppure taglieranno sulle partecipate, le società di servizi che finiscono nelle cronache dei giornali e non per motivi lusinghieri (come l'inchiesta sulle spese pazze di Trenord).
Difficile: anche l'anno scorso avevano detto niente aumento delle tasse.
Che gli 80 euro avrebbero rilanciato i consumi.
Che ci sarebbe stata questa crescita.
Che i dipendenti avrebbero potuto attingere al tfr per avere più soldi da spendere (e rilanciare i consumi che avrebbero rilanciato gli ordini per le imprese ..).
Non è che possiamo continuare a credere così, sulla fiducia.
Le inchieste e le tante promesse fatte, hanno intaccato la fiducia nel premier che fa le riforma in fretta e senza guardare in faccia a nessuno.
La trasparenza dei finanziamenti ai partiti, nei donatori alle fondazioni, il rapporto tra certi politici e le cooperative, rivedere la legge sugli appalti, la prescrizione, il falso in bilancio per tutte le imprese, una tassazione sulle multinazionali di internet (doveva essere fatta nel semestre europeo).
Almeno la legge sulla tortura, visto che lo chiede l'Europa e dovremo pagare fior di multe.
Niente.
L'unica cosa certa è che le tasse centrali forse non aumenteranno.
Ma sono già aumentati gli abbonamenti dei treni regionali, qui in Lombardia.
Prendetevela con Maroni, direbbe Renzi.
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