Alla fine ci si abitua a tutto, alle dirette facebook, al linguaggio da bar, al cambiare idea per convenienza, anzi non averle proprio le idee che è meglio.
Ci abitueremo anche alla moto d'acqua fatta provare al figlio del ministro.
Che sarà mai.
Ci abitueremo alle regioni trasformate in piccoli stati centrali o piccoli feudi dove far crescere il clientelismo locale.
Ci abitueremo al crollo del servizio pubblico, dalla Rai di fatto indistinguibile da una tv privata, alla sanità che diventerà cosa da ricchi e ad una scuola pubblica in cui a fare la differenza sarà la regione in cui cresci.
Ci si abitua a tutto, anche alla corsa alle armi, perché siamo insicuri, avete visto quel povero carabiniere morto? Non poteva sparare altrimenti sarebbe stato incriminato.
Ci si abitua a tutto, al mandato zero e anche a vedere un leader ex secessionista fare campagna elettorale al sud (ma la Padania ora è Italy?).
Anzi, ci siamo abituati ad una perenne campagna elettorale.
Ci si abitua a tutto, anche al livellamento verso il basso dell'informazione, anche questa indistinguibile dal caos primordiale dei social.
Di chi ti fidi? Chi stai a sentire?
Ci si abitua a tutto, a dimenticare le tragedie del passato: il tamponamento dei due tir sull'autostrada a Bologna, ve lo ricordate?
E il crollo del ponte Morandi? Come stanno gli altri ponti e viadotti? Come siamo messi a sicurezza sulle autostrade, nelle scuole, nelle zone a rischio sismico?
Ci si abitua a tutto.
Come la rana nella pentola.
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
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31 luglio 2019
22 luglio 2019
Fino a che punto
Fino a che punto vogliamo spostare verso il basso l'asticella della comunicazione?
Dice Di Maio (parlando di eventuali alleanze) che mi risulta essere ministro della Repubblica, lui non vuole andare col partito di Bibiano, col partito che ruba i bambini alle famiglie.
Spero che non si trinceri dietro all'immunità e che risponda di questo (su Valigia Blu un'analisi dei fatti noti).
Povero ministro del lavoro che è costretto ad inseguire Salvini nel suo linguaggio e nei suoi modi (trovandosi bene, a quanto vedo): il ministro delle zecche rosse, dei bacioni, costretto a seguire le indicazioni di Washington senza però scontentare l'amico russo.
Povera opposizione costretta a scimmiottare la comunicazione dei 5 stelle e di Salvini, non avendo capito che a furia di sguazzare nel fango ci si sporca tutti.
E nel frattempo l'autonomia regionale (altrimenti nota come secessione delle regioni ricche) va avanti, le crisi industriali non vengono risolte, la sanità pubblica e la scuola pubblica perdono colpi e via discorrendo..
Dice Di Maio (parlando di eventuali alleanze) che mi risulta essere ministro della Repubblica, lui non vuole andare col partito di Bibiano, col partito che ruba i bambini alle famiglie.
Spero che non si trinceri dietro all'immunità e che risponda di questo (su Valigia Blu un'analisi dei fatti noti).
Povero ministro del lavoro che è costretto ad inseguire Salvini nel suo linguaggio e nei suoi modi (trovandosi bene, a quanto vedo): il ministro delle zecche rosse, dei bacioni, costretto a seguire le indicazioni di Washington senza però scontentare l'amico russo.
Povera opposizione costretta a scimmiottare la comunicazione dei 5 stelle e di Salvini, non avendo capito che a furia di sguazzare nel fango ci si sporca tutti.
E nel frattempo l'autonomia regionale (altrimenti nota come secessione delle regioni ricche) va avanti, le crisi industriali non vengono risolte, la sanità pubblica e la scuola pubblica perdono colpi e via discorrendo..
16 luglio 2019
I due governi e i mille problemi
Arrovellarsi se abbia fatto bene o fatto male il sindacato (le tre sigle confederali) ad accettare l'invito di Salvini è cosa poco utile: certamente Salvini lo ha fatto per conquistarsi un altro pezzettino di governo, per mettere in difficoltà l'alleato (?) Di Maio, per distogliere l'attenzione dal caso Savoini.
Se è stata una scorrettezza istituzionale, Di Maio dovrebbe chiarirla prima di tutto con Salvini: a chi titolo ti permetti di aprire tavoli su questioni non di tua competenza (e non sui roghi nei siti di stoccaggio rifiuti, per esempio), portandoti pure dietro l'indagato Siri?
A chi punta il dito contro il sindacato (che a Renzi non facevano passare nulla! - dicono), va risposto che Landini ieri sera nella trasmissione In Onda ha ripetuto quanto detto a quel tavolo: la contrarietà alla chiusura del porti, la contrarietà a condoni e flat tax.
Quanti governi abbiamo in questo momento in Italia? Uno solo oppure i due governi Salvini + Conte Di Maio?
E di cosa si stanno occupando, i due governi?
Se è stata una scorrettezza istituzionale, Di Maio dovrebbe chiarirla prima di tutto con Salvini: a chi titolo ti permetti di aprire tavoli su questioni non di tua competenza (e non sui roghi nei siti di stoccaggio rifiuti, per esempio), portandoti pure dietro l'indagato Siri?
A chi punta il dito contro il sindacato (che a Renzi non facevano passare nulla! - dicono), va risposto che Landini ieri sera nella trasmissione In Onda ha ripetuto quanto detto a quel tavolo: la contrarietà alla chiusura del porti, la contrarietà a condoni e flat tax.
Quanti governi abbiamo in questo momento in Italia? Uno solo oppure i due governi Salvini + Conte Di Maio?
E di cosa si stanno occupando, i due governi?
28 aprile 2019
Cronache di un ritorno al passato
A mettere assieme tutti i fatti
avvenuti in questi giorni ho l'impressione di fare un tuffo nel
passato.
La norma sulla legittima difesa che è
appena diventata legge per esempio, su cui non mi consola per niente
il monito del presidente Mattarella, visto che servirà a poco.
Caro cittadino, io ministro
dell'Interno non posso garantirti alcuna sicurezza, ma se vuoi
armarti e sparare, nessun problema.
Chissà se anche per i fatti di
Manduria in Puglia si sarebbe potuto parlare di legittima difesa:
parlo del pensionato seviziato per anni da una banda di ragazzini e di
cui in tanti nel paese sapevano, ma sono stati zitti. Omertà si
chiama. E immaturità di questi adolescenti a cui nessuno
evidentemente ha spiegato che di fronte a certe violenze, soprusi,
non si ride né si gira la testa dall'altra parte.
Avete letto le proteste contro il post
dei riders milanesi: no, mica le proteste per le loro condizioni di
non lavoro, per l'assenza di tutele, per il lavorare a cottimo senza
nemmeno un cottimo calcolato i tempi di lavoro effettivi (come ai tempi di
Lulù protagonista del film “La classe operaia va in paradiso”).
Lo scandalo è che si sono permessi di
tirare in ballo i vip: purtroppo per malafede o per analfabetismo, in
molti ci hanno visto una minaccia da parte dei ridersi, ma come si
permettono questi qua?
No, i riders hanno ricordato ai vip
taccagni (e a tutti gli utenti social) che noi diamo i nostri dati
gratis e senza accorgercene ai signori del web che poi sanno tutto di
noi.
Finché ci portano il cibo, bene.
Ma quando poi si arriva alla
discriminazione, come sembrerebbe nel caso della App Ovia, usata per
controllare i ciclo da circa 10 milioni di utenti donne, secondo il
Washington Post i proprietari avrebbero venduto i dati alle aziende
per discriminare le dipendenti.
Non è pieno ottocento (o primi del
novecento) tutto questo sfruttamento, questo caporalato delle persone
con la pelle scura, questi campi abusivi riempiti di schiavi che
raccolgono frutta e verdura per noi?
Ritorno al passato anche per quanto
riguarda l'ennesimo salvataggio di Alitalia a cui contribuiranno i
nuovi-vecchi patrioti, come i Toto e i Benetton in un probabile gioco
di do ut des col governo del cambiamento.
Qualche milione in cambio di altri
milioni per le loro autostrade in concessione.
Quest'ultima storia dovrebbe far
riflettere su quanto sia facile fare promesse e quanto sia difficile
mantenerle. Vale per il caso di Alitalia, che non è stata salvata da
Berlusconi prima né Renzi poi (“Alitalia torna a volare” ve lo
ricordate?). E vale anche per l'Ilva, che a Taranto inquina ancora di
più e avvelena ancora di più.
E ora lo sa anche Di Maio.
Tuffo nel passato anche per questo 25
aprile dove in tanti si ostinano a chiedersi cosa ci sia da
festeggiare ancora, visto che nessuno va più in giro vestito in
orbace e camicia nera.
Certo, i fascisti occupano case dellaregione a Milano (e allora il PD?), srotolano striscioni inneggianti al Duce in piazzale Loreto, sfidano i Questori sempre a Milano per la
manifestazione di domani, 29 aprile.
I fascisti oggi si sentono protetti
dall'atteggiamento di rappresentanti dello Stato (che dovrebbe essere
democratico e antifascista), che deviano il corso delle
manifestazioni dell'Anpi per non infastidire Casa pound.
Se il fascismo è roba del passato,
cosa ci fa qui in Italia Bannon, l'ex consigliere di Trump, che qui
in Italia ha deciso di impiantare la sua scuola di formazione per
sovranisti?
Ne parlerà Report domani sera: i
rapporti di Bannon con Arata e Salvini, la concessione ottenuta dal ministero dei Beni Culturali, la lettera Bergoglio in cui sono state
scritte delle bugie (la scuola per sovranisti è dipinta come luogo
di ritrovo di una comunità francescana).
In tutto questo passato forse l'unica
eccezione di nuovo (o è finto nuovismo anche questo) è il ministro
per la sicurezza interna, Salvini, in campagna elettorale permanente:
ora è al sud, in Sicilia, per ricordarci che se la linea della Palma
di Sciascia sale verso il nord (e oramai ha varcato le Alpi), la
linea del sovranismo è scesa fino al sud, quello che una volta era
fatto di terroni che non si lavavano.
Qualche promessa, qualche slogan buono,
molti riciclati dai vecchi partiti del centrodestra, e anche qui sarà
finita la pacchia.
In Sardegna aveva promesso ai pastori
che il prezzo del latte sarebbe salito. Qui in Sicilia cosa
prometterà? Maggiore autonomia (dunque altri sprechi)?
28 gennaio 2019
Intervistato (per modo di dire) da Giletti, ieri sera il vice presidente del consiglio Di Maio accusava le ONG di portare in Italia i migranti perché così si fanno pubblicità, perché così arrivano le donazioni.
Sentire queste accuse quando di mezzo ci sono persone che scappano dalla fame e dalla guerra, nei confronti di volontari che passano le giornate a salvare vite umane, fa tanticchia alzare il livello della pressione.
Anche perché, a voler dirla tutta, ci sono anche i politici e i non partiti che ci campano sui migranti, con la loro propaganda.
Tanto per chiarire, ecco qua due prime pagine di oggi, di quotidiani della destra italiana, quella tutta famiglia, rosario e crocifisso.
La destra che chiede ordine e sicurezza, ma agli altri.
Sentire queste accuse quando di mezzo ci sono persone che scappano dalla fame e dalla guerra, nei confronti di volontari che passano le giornate a salvare vite umane, fa tanticchia alzare il livello della pressione.
Anche perché, a voler dirla tutta, ci sono anche i politici e i non partiti che ci campano sui migranti, con la loro propaganda.
Tanto per chiarire, ecco qua due prime pagine di oggi, di quotidiani della destra italiana, quella tutta famiglia, rosario e crocifisso.
La destra che chiede ordine e sicurezza, ma agli altri.
04 gennaio 2019
A proposito dei fascisti
Il reddito di cittadinanza? Solo per i cittadini italiani o per gli immigrati di lungo corso.
Il decreto sicurezza di Salvini (con tutti i problemi di costituzionalità, con tutta la puzza di razzismo)?I sindaci che protestano lo fanno per propaganda..
Il m5s ha definitivamente sposato la linea salviniana sugli immigrati, tutto pur di non perdere consenso e terreno nei confronti dell'alleato del momento.
Chiarelettere nel 2013 (5 anni fa, sembra un secolo) aveva pubblicato un libro scritto da Grillo, Casaleggio e Dario Fo dove si parlava di come i governi di estrema destra strumentalizzino il tema dell'immigrazione.
Ma per fortuna che c'è il m5s...
Vale la pena tornare a leggere un brano tratto dal libro di Gianroberto Casaleggio, Dario Fo, Beppe Grillo, "Il Grillo canta sempre al tramonto" (Chiarelettere 2013), pubblicato in occasione delle elezioni politiche di quell'anno che segnarono il primo grande successo del Movimento 5 stelle. E fa una certa impressione pensare che lo stesso Grillo che qui denuncia come il tema dell'immigrazione sia strumentalizzato dalle destre xenofobe, abbia ora avallato l'alleanza del Movimento con Salvini che inneggia all'Ungheria (nel libro citata come esempio di destra anti ebraica e razzista).
Questa è la politica. Si tratta di capire quale prospettiva adottare. Una ci porta a pensare: meno male che c'è il Movimento 5 Stelle che comunque pone un argine alla violenza delle destre e riesce a dare uno sbocco positivo a un sempre più diffuso malcontento sociale, l'altra, preoccupante, che ci porta a pensare che questo governo comunque rappresenti il via libera a un fascismo strisciante, in linea con quanto sta già succedendo in una parte d'Europa e negli Stati Uniti. Vedremo nei prossimi mesi, in attesa che si ricompatti un fronte antifascista che includa oltre al M5S la sinistra attualmente divisa. Ne abbiamo davvero bisogno. Beppe Grillo: Con la crisi le ideologie sono pronte per tornare. Anche il nazismo e il fascismo non scompaiono mai. Io ne sento l'odore da lontano e questo è il momento del loro grande ritorno. Quando ci sono pesanti crisi economiche e politiche, la gente rispolvera le parole d'ordine più facili e comprensibili, è sempre stato così. Oggi se uno dice «basta con gli immigrati» ha un seguito immediato. In Francia c'è Le Pen, la destra razzista avanza in Finlandia, e non parliamo dell'Ungheria, dove al governo c'è la destra conservatrice e la destra estrema alle ultime elezioni è diventata il terzo partito proponendo leggi contro gli ebrei. Stanno nascendo in Europa delle destre violentissime che fanno leva sui sentimenti e sui luoghi comuni più irrazionali: l'immigrato che arriva e ti ruba il posto di lavoro oppure "il pane è nostro e ce lo dividiamo tra noi". La gente esasperata pensa così. (estratto da "Il Grillo canta sempre al tramonto" di Dario Fo, Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, Chiarelettere 2013, p. 151)
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03 gennaio 2019
Il rispetto (altrui) della legge
Pensi ai cittadini di Palermo (Salvini)
La protesta dei sindaci? Uno spot elettorale (Di Maio)
I sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull'immigrazione (sempre Salvini)
Queste le reazioni alla protesta del sindaco di Palermo Orlando dei due vice presidenti del Consiglio.
Il primo è il capo di un partito che deve restituire 49 ml allo stato italiano e che a marzo minacciava la marcia su Roma, se il suo partito fosse stato escluso dai giochi di governo.
Il secondo è il capo politico di un non partito che sulla propaganda ha basato tutto: dal reddito di cittadinanza (su cui il m5s non ha fatto nemmeno i compiti a casa) allo stop alle grandi opere (per non parlare della sparata di Toninelli sulla revoca delle concessioni).
Sentire parlare Salvini o Di Maio di rispetto delle regole fa quasi ridere.
Salvini era il politico che chiedeva ai suoi sindaci di non applicare la legge approvata dal governo Renzi sulle unioni civili.
Di Maio che addirittura volevamo mettere sotto impeachment il presidente della Repubblica per il suo no a Savona ministro dell'economia.
E' finita la pacchia ragazzi, ora tocca a voi occuparvi di economia e sicurezza, ma per davvero, non sui social.
La protesta dei sindaci? Uno spot elettorale (Di Maio)
I sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull'immigrazione (sempre Salvini)
Queste le reazioni alla protesta del sindaco di Palermo Orlando dei due vice presidenti del Consiglio.
Il primo è il capo di un partito che deve restituire 49 ml allo stato italiano e che a marzo minacciava la marcia su Roma, se il suo partito fosse stato escluso dai giochi di governo.
Il secondo è il capo politico di un non partito che sulla propaganda ha basato tutto: dal reddito di cittadinanza (su cui il m5s non ha fatto nemmeno i compiti a casa) allo stop alle grandi opere (per non parlare della sparata di Toninelli sulla revoca delle concessioni).
Sentire parlare Salvini o Di Maio di rispetto delle regole fa quasi ridere.
Salvini era il politico che chiedeva ai suoi sindaci di non applicare la legge approvata dal governo Renzi sulle unioni civili.
Di Maio che addirittura volevamo mettere sotto impeachment il presidente della Repubblica per il suo no a Savona ministro dell'economia.
E' finita la pacchia ragazzi, ora tocca a voi occuparvi di economia e sicurezza, ma per davvero, non sui social.
21 dicembre 2018
Pacco di Natale
![]() |
| Immagine presa dal seguente link |
I parlamentari della Repubblica italiani hanno saputo che la direttiva Bolkenstein sarà rinviata a data da destinarsi (un regalo ai signori dei mercatini perché le licenze non saranno messe a gara) dal post su facebook del ministro della Repubblica Di Maio.
La prima manovra di un governo della Repubblica italiana di origine extraparlamentare, secondo la calzante definizione del senatore PD Marcucci, su cui l'opposizione in Parlamento non può in alcun modo interferire, analizzare, discutere.
Manovra che oggi passerà al Senato con voto di fiducia, stesso copione si ripeterà settimana prossima alla Camera.
Manovra che si basa sulle due promesse del contratto di governo: il reddito di cittadinanza che non è un reddito di cittadinanza ma un welfare integrativo che da solo servirà a poco (senza una riforma delle agenzie per il lavoro) e la quota 100 (che non smantella la riforma delle pensioni dell'ex ministro Fornero).
L'importante è sbandierare le due promesse sui social (e se c'è tempo anche in Parlamento, ma niente domande).
Come l'importante è che passi nella manovra come emendamento anche l'autonomia delle due regioni del nord care alla Lega (perché va bene essere sovranisti, ma i voti li ha presi soprattutto al nord).
Un'autonomia che consisterà nel fatto che le regioni del nord ricche potranno tenersi più soldi da poter sprecare in modo clientelare.
Un bel pacco di Natale, non c'è dubbio.
08 ottobre 2018
La verità
Non esiste alcun giornale della verità, come non esiste alcun partito (né tanto meno alcun ministero in stile orwelliano) della verità.
Anche in buona fede, un giornalista (e il suo capocronista, e via via su fino al direttore) vedono le notizie che accadono secondo una loro visione e di queste notizie poi fanno filtro quando ne pubblicano le une e non le altre.
Solidarietà a Repubblica ed Espresso per la sguaiata uscita del vice presidente Di Maio: non sarà né la prima né purtroppo l'ultima (non a breve) uscita contro i giornali sgraditi.
Avessimo più memoria ci ricorderemmo ancora de l'Unità che cacciò Travaglio e Colombo, di Berlusconi e i suoi attacchi a Repubblica e Il Corriere (e la fine della direzione di Mieli e Anselmi, quest'ultimo direttore a La Stampa).
Sbaglia Calabresi, perciò, a dire "continueremo a raccontare la verità".
Ma sbaglia in modo ancor più grave Di Maio dimenticandosi che ora è un rappresentante del paese, non più ad un comizio del movimento: se ha qualcosa da dire al giornale, usi le sedi opportune, racconti delle falsità che Repubblica avrebbe detto.
Anche in buona fede, un giornalista (e il suo capocronista, e via via su fino al direttore) vedono le notizie che accadono secondo una loro visione e di queste notizie poi fanno filtro quando ne pubblicano le une e non le altre.
Solidarietà a Repubblica ed Espresso per la sguaiata uscita del vice presidente Di Maio: non sarà né la prima né purtroppo l'ultima (non a breve) uscita contro i giornali sgraditi.
Avessimo più memoria ci ricorderemmo ancora de l'Unità che cacciò Travaglio e Colombo, di Berlusconi e i suoi attacchi a Repubblica e Il Corriere (e la fine della direzione di Mieli e Anselmi, quest'ultimo direttore a La Stampa).
Sbaglia Calabresi, perciò, a dire "continueremo a raccontare la verità".
Ma sbaglia in modo ancor più grave Di Maio dimenticandosi che ora è un rappresentante del paese, non più ad un comizio del movimento: se ha qualcosa da dire al giornale, usi le sedi opportune, racconti delle falsità che Repubblica avrebbe detto.
28 settembre 2018
Avanti popolo
In nome del popolo.
Per il popolo.
Il governo del (presunto) cambiamento ha approvato al consiglio del ministro la nota al DEF con cui si accetta di arrivare alla percentuale del 2,4% del deficit sul pil per la prossima manovra.
La manovra del popolo appunto, quella che sconfiggerà la povertà (anzi, avete voi notizie dei poveri?).
Manovra annunciata dal balcone di Palazzo Chigi di fronte alla folla dei follower entusiasti.
Entusiasmo fuori luogo perché quei miliardi di debito in più ricadranno sulle spalle delle generazioni future: sono soldi per un pezzetto del reddito di cittadinanza, per un condoni mini per i piccoli evasori, la Fornero.
Se tutto questo non dovesse portare benefici o se i mercati dovessero iniziare ad innervosirsi, potrebbe essere un problema: non basterà attaccare i poteri forti, Soros e l'Europa ingrata.
Il viaggio di nozze tra governo e paese (non i tifosi del web) potrebbe finire, dunque.
A Genova, dove le persone si aspettano risposte ora.
A Taranto, per le promesse non mantenute.
Il cambiamento sta passando per troppi compromessi: l'alleanza con Salvini, la nomina di Foa, il condono, la mancata cancellazione del jobs act ..
Il popolo è una bestia feroce a volte
Per il popolo.
Il governo del (presunto) cambiamento ha approvato al consiglio del ministro la nota al DEF con cui si accetta di arrivare alla percentuale del 2,4% del deficit sul pil per la prossima manovra.
La manovra del popolo appunto, quella che sconfiggerà la povertà (anzi, avete voi notizie dei poveri?).
Manovra annunciata dal balcone di Palazzo Chigi di fronte alla folla dei follower entusiasti.
Entusiasmo fuori luogo perché quei miliardi di debito in più ricadranno sulle spalle delle generazioni future: sono soldi per un pezzetto del reddito di cittadinanza, per un condoni mini per i piccoli evasori, la Fornero.
Se tutto questo non dovesse portare benefici o se i mercati dovessero iniziare ad innervosirsi, potrebbe essere un problema: non basterà attaccare i poteri forti, Soros e l'Europa ingrata.
Il viaggio di nozze tra governo e paese (non i tifosi del web) potrebbe finire, dunque.
A Genova, dove le persone si aspettano risposte ora.
A Taranto, per le promesse non mantenute.
Il cambiamento sta passando per troppi compromessi: l'alleanza con Salvini, la nomina di Foa, il condono, la mancata cancellazione del jobs act ..
Il popolo è una bestia feroce a volte
16 maggio 2018
Gli osservatori del governo che non c'è
Quanti osservatori attenti ha, questo governo che ancora non esiste e che forse non vedrà mai la luce.
Ieri sera erano tutti a commentare la bozza di contratto con la richiesta di qualche miliarduccio alla UE, il voto sulla piattaforma di un ente privato come Casalleggio.
Addirittura il caro Sallusti sventolava il fantasma della P2. Non c'è limite al ridicolo: la P2 di Berlusconi, il capo del partito azienda, che ai bei tempi decideva pure cosa poteva essere trasmesso in Rai.
Attenzione, ci mancherebbe anche che i giornalisti non facessero il loro lavoro: il punto è che per molti di loro deve essere quasi come una prima volta.
Fare le pulci ad un programma politico, chiedere conto delle coperture, delle proposte di riforma.
Lunedì Report ci ha parlato della riforma monca dentro il jobs act, sugli ispettori del lavoro e nessuno che ne abbia chiesto conto a Poletti o Renzi.
Tutto questo tifo contro un governo, nato da un accordo tra due forze con molte differenze, fa venire pensieri dietrologici: come è sfuggito a Berlusconi, li facciamo lavorare e poi li mandiamo a sbattere.
Non moriremo democristiani, ma il rischio di morire gentiloniani è meno scontato
29 aprile 2018
La politica che non c'è
Basta caminetti, ma si ai salotti
televisivi, come quello di Fazio stasera.
Per Renzi è arrivato il momento per
tornare in televisione e farsi sentire, anche con qualche intervista
sui giornali, come a Repubblica con Claudio Tito.
Per ribadire una sola cosa: l'accordo,
o contratto, col M5S non si deve fare. Tanto vale che Renzi ritiri le
dimissioni da segretario visto che, di fatto, è sua la linea.
Da una parte Di Maio coi suoi due
forni, con la sua idea di contratto per un governo, per entrare nella
terza repubblica. Come se fosse così semplice, facciamo un accordo e
cambiamo tutto.
Dall'altra parte il PD potrebbe dire si
solo se niente Di Maio, niente abiura di Jobs act, buona scuola e
tutte le politiche di questi anni.
Ma se la buona scuola fosse veramente
una buona riforma, come mai gli insegnanti hanno protestato?
E lo stesso vale per il jobs act: il
milione di posti di lavoro ma dietro c'è un mondo intero fatto dai
riders considerati lavoratori autonomi, delle crisi aziendali, delle
disuguaglianze.
Sono passate settimane dal voto e
nessun partito sembra disposto ad alcun passo di avvicinamento verso
gli altri, per cercare accordi.
Sono passate settimane e nel PD nemmeno
un'analisi sui voti persi.
Siamo rimasti agli italiani che votando
no al referendum sulla riforma, dando un calcio alla legge elettorale
che ora ci avrebbe dato un governo.
Eppure la politica è altro. Ascoltare
la base. Imparare dagli errori. Parlare con gli altri gruppi. E
rispettare.
Rispettare le idee, le persone, le
opinioni.
Non rimanere chiusi e arroccati nella
propria bolla.
![]() |
| Marco Ruffolo - Repubblica 29 aprile 2018 |
Perché fuori c'è un paese che è
rimasto coi suoi problemi. Come per esempio quelli di cui oggi Marco
Ruffolo su Repubblica: i contratti al ribasso nel mondo delle
costruzioni, pur di risparmiare. Sulla pelle delle persone.
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elezioni 2018,
lavoro,
Renzi
04 aprile 2018
Per risolvere i problemi degli italiani
Ad Acerra centinaia di persone hanno protestato contro la scarcerazione dei due imprenditori condannati per lo smaltimento illegale dei rifiuti.
Il governo Gentiloni, erede del governo dei diritti, ha deciso di difendere di fronte alla Consulta, la legge sull'istigazione al suicidio, originaria degli anni 30.
Giornalisti minacciati per il loro lavoro: non c'è solo il clan Spada a minacciare i giornalisti (temo che la testata sia finita sulle prime pagine solo per speculare contro la giunta capitolina). A Lecco la giornalista Antonella Crippa ha ricevuto un biglietto di minacce e lo stesso è capitato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Non è solo la mafia, ma in questo paese ci sono troppi don Rodrigo che non amano le domande.
Pure a Pasqua si muore per lavoro, così come negli altri giorni dell'anno. Per imperizia, per errore umano. O forse perché oggi la sicurezza nei luoghi di lavoro non è considerata una spesa necessaria.
Il debito pubblico sale anziché diminuire, colpa del salvataggio delle banche venete. Lo sapevamo già che erano solo giochi di prestigio, quelli tirati fuori da Gentiloni per lodarsi. Ora lo sa pure l'Istat.
Ecco, alcuni dei problemi degli italiani di cui Di Maio vorrebbe trovare una soluzione in un governo guidato dal 5 stelle, assieme alle altre forze politiche che dovrebbero firmare un altro contratto di fronte agli italiani. La Lega se riesce a liberarsi da Berlusconi. Il PD se riesce a liberarsi da Renzi.
L'ho sentito ieri sera, nella lunga intervista a Di Martedì: ci crede veramente all'accordo con Salvini (che fino a questo momento ha mantenuto la parola), sebbene ritengo sia ancora missione impossibile separare Salvini dal centro destra. Vuole fare il regista per la prossima non coalizione.
E sebbene ci sia un errore di fondo: Di Maio e i suoi eletti pensano veramente che destra o sinistra, sia lo stesso, che si possano risolvere i problemi sulle disuguaglianze, sulle mafie, sulla sicurezza nel mondo del lavoro alla stessa maniera che sia uno di destra o di sinistra.
Lega e PD sono forze diverse e, almeno sulla carta, con una visione politica diversa.
Oggi cominciano le consultazioni e, almeno in teoria, tutte le previsioni, le ipotesi di coalizione, dovrebbero chiarirsi: dovremmo capire cioè quanto ci sia di vero in questa proposta (non proposta) dei 5 stelle.
Il governo Gentiloni, erede del governo dei diritti, ha deciso di difendere di fronte alla Consulta, la legge sull'istigazione al suicidio, originaria degli anni 30.
Giornalisti minacciati per il loro lavoro: non c'è solo il clan Spada a minacciare i giornalisti (temo che la testata sia finita sulle prime pagine solo per speculare contro la giunta capitolina). A Lecco la giornalista Antonella Crippa ha ricevuto un biglietto di minacce e lo stesso è capitato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci. Non è solo la mafia, ma in questo paese ci sono troppi don Rodrigo che non amano le domande.
Pure a Pasqua si muore per lavoro, così come negli altri giorni dell'anno. Per imperizia, per errore umano. O forse perché oggi la sicurezza nei luoghi di lavoro non è considerata una spesa necessaria.
Il debito pubblico sale anziché diminuire, colpa del salvataggio delle banche venete. Lo sapevamo già che erano solo giochi di prestigio, quelli tirati fuori da Gentiloni per lodarsi. Ora lo sa pure l'Istat.
Ecco, alcuni dei problemi degli italiani di cui Di Maio vorrebbe trovare una soluzione in un governo guidato dal 5 stelle, assieme alle altre forze politiche che dovrebbero firmare un altro contratto di fronte agli italiani. La Lega se riesce a liberarsi da Berlusconi. Il PD se riesce a liberarsi da Renzi.
L'ho sentito ieri sera, nella lunga intervista a Di Martedì: ci crede veramente all'accordo con Salvini (che fino a questo momento ha mantenuto la parola), sebbene ritengo sia ancora missione impossibile separare Salvini dal centro destra. Vuole fare il regista per la prossima non coalizione.
E sebbene ci sia un errore di fondo: Di Maio e i suoi eletti pensano veramente che destra o sinistra, sia lo stesso, che si possano risolvere i problemi sulle disuguaglianze, sulle mafie, sulla sicurezza nel mondo del lavoro alla stessa maniera che sia uno di destra o di sinistra.
Lega e PD sono forze diverse e, almeno sulla carta, con una visione politica diversa.
Oggi cominciano le consultazioni e, almeno in teoria, tutte le previsioni, le ipotesi di coalizione, dovrebbero chiarirsi: dovremmo capire cioè quanto ci sia di vero in questa proposta (non proposta) dei 5 stelle.
25 marzo 2018
Un piatto di fico
Non ci si improvvisa politici, statisti: servono qualità umane, una formazione alle spalle, un'idea di come voler cambiare le cose nel mondo.
E, soprattutto, serve coerenza.
Vendersi la faccia per una presidenza (quella della Camera, finità al presidente Fico) arrivando ad un accordo con Salvini (e dunque con Berlusconi) è un mezzo tradimento.
Potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro, da strappare applausi a breve termine.
L'accordo sulla Casellati, la sottosegretaria di Berlusconi che esprime valori quanto mai distanti da quelli dei grillini (sempre che vogliamo credere loro) è una svendita al ribasso: la politica non è il mercato delle poltrone (quella è la malapolitica che il m5s vuole cambiare, no?).
Certo, si difenderanno, il PD ha deciso di starsene fuori, facendo timidamente il tifo per Romani, per mettere alla prova la tenuta del centrodestra (quallcosa che sta a cuore al deputato Fiano, per esempio). Il m5s con qualcuno doveva cercare un accordo, gli rimaneva solo Salvini.
Vincitori di questa operazione sono Salvini, prima di tutto, Berlusconi che almeno ha salvato la faccia.
Nel breve termine anche Di Maio e il suo movimento.
Quanto questo possa avere influenza su un futuro governo è presto dirlo: il governo Lega - M5S al momento esiste solo nei titoli dei giornali.
Quelli che oggi non perderanno l'occasione di punzecchiare Di Maio e Fico.
E chissà, se c'è tempo, anche alla neo presidente del Senato.
Quella che considerava le condanne contro Berlusconi un atto di eversione, quella che ha fatto assumere la figlia al suo ministero.
Quella che era andata a manifestare sotto il palazzo di Giustizia di Milano, assieme agli altri deputati PDL che volevano anche irrompere nel Tribunale, per protestare contro i magistrati milanesi che stavano processando Berlusconi.
Sul PD e sulla sua scelta aventiniana, scrive Gilioli (che seguo sempre con interesse)
E, soprattutto, serve coerenza.
Vendersi la faccia per una presidenza (quella della Camera, finità al presidente Fico) arrivando ad un accordo con Salvini (e dunque con Berlusconi) è un mezzo tradimento.
Potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro, da strappare applausi a breve termine.
L'accordo sulla Casellati, la sottosegretaria di Berlusconi che esprime valori quanto mai distanti da quelli dei grillini (sempre che vogliamo credere loro) è una svendita al ribasso: la politica non è il mercato delle poltrone (quella è la malapolitica che il m5s vuole cambiare, no?).
Certo, si difenderanno, il PD ha deciso di starsene fuori, facendo timidamente il tifo per Romani, per mettere alla prova la tenuta del centrodestra (quallcosa che sta a cuore al deputato Fiano, per esempio). Il m5s con qualcuno doveva cercare un accordo, gli rimaneva solo Salvini.
Vincitori di questa operazione sono Salvini, prima di tutto, Berlusconi che almeno ha salvato la faccia.
Nel breve termine anche Di Maio e il suo movimento.
Quanto questo possa avere influenza su un futuro governo è presto dirlo: il governo Lega - M5S al momento esiste solo nei titoli dei giornali.
Quelli che oggi non perderanno l'occasione di punzecchiare Di Maio e Fico.
E chissà, se c'è tempo, anche alla neo presidente del Senato.
Quella che considerava le condanne contro Berlusconi un atto di eversione, quella che ha fatto assumere la figlia al suo ministero.
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| Da l'Huffingtonpost |
Quella che era andata a manifestare sotto il palazzo di Giustizia di Milano, assieme agli altri deputati PDL che volevano anche irrompere nel Tribunale, per protestare contro i magistrati milanesi che stavano processando Berlusconi.
Sul PD e sulla sua scelta aventiniana, scrive Gilioli (che seguo sempre con interesse)
Da solo - senza una riflessione su quanto accaduto e soprattutto una costruzione di un edificio nuovo - l'Aventino nel Palazzo non serve a nulla.Specie - sia detto senz'astio - se è l'Aventino offeso e al contempo ridanciano di quelli che si sono visti ieri al Senato - ma cos'avranno avuto da ridere tanto?Nota personale, con permesso, che si può tranquillamente saltare. Lo so già: altri amici del Pd qui, offesi dal risultato elettorale e ancora agli inizi dell'elaborazione del lutto, mi diranno la solita cosa, quella che mi dicono da sempre: che "ce l'ho con il Pd", anzi "non riesco a non prendermela con il Pd". Me lo dicevano anche quando li mettevo in guarda da quegli stessi errori politici e da quella stessa "autoesaltazione" cognitiva a cui ora li inchioda perfino Napolitano. Pazienza, non è un problema. Mi permetto di sostenere che se parlo del Pd - e così aspramente ne ho criticato la deriva suicida, anche prima di Renzi - è proprio perché un grande partito dei diritti sociali, dell'eguaglianza, dell'emancipazione da ogni discriminazione è quello che prima o dopo vorrei votare, se possibile, naturalmente.
16 febbraio 2018
Chi di mariuolo ferisce
Renzi ad Otto e mezzo: "Di Maio che parla di mele marce ricorda Bettino Craxi che aveva definito Mario Chiesa, 'un mariuolo'"Non bisognerebbe mai lanciare certe accuse a capocchia.
Primo perché gli ex craxiani sono vivi e lottano insieme a lui (nella coalizione del centro sinistra che parte da gli ex Sel e arriva agli ex Forza Italia).
Secondo perché poi, se nel tuo partito non fai una vera selezione, sul merito, sull'etica, sulla cara e vecchia questione morale, poi succede questo:
Monnezza, politica e promesse di tangenti filmate di nascosto. Ed almeno due indagati eccellenti, l’assessore di Salerno Roberto De Luca, figlio del Governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca, e un candidato alle politiche, Luciano Passariello, consigliere regionale campano di Fratelli d’Italia, e candidato del centrodestra all’uninominale nel collegio della Camera di Napoli-Ponticelli.
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21 dicembre 2017
Prepariamoci ad una bella sfida
Prepariamoci ad una bella sfida.
Tra quelli che dovevano rottamare il passato e che invece sono finiti invischiati nella palude della commissione banche, arrampicandosi sugli specchi per il significato della parola pressione (e altri svarioni linguistici), avendo perso la faccia col solito vizio del conflitto di interesse.
Ovvero faccio politica per il paese ma ancor di più per la mia gens..
Quelli che credevamo di aver rottamato nel 2011, con le dimissioni presentato nel palazzo mentre fuori la folla festeggiava la caduta del fu cavaliere del conflitto di interesse negato, delle leggi ad personam, dell'insulto all'intelligenza delle persone con la storiella di Ruby nipote di Mubarak.
Il fu Berlusconi è rimasto in vita, tornato in mezzo a noi a propinarci altre barzellette e promesse per gli anziani senza pensione.
La stessa persona condannata per frode, per le società offshore, che ha avuto come braccio destro quel Dell'Utri condannato per mafia e di cui oggi viene fuori l'appunto di Falcone sui finanziamenti alla mafia...
Un uomo che non finisce mai di stupirci, in peggio.
Quelli ancora più a destra del fu cavaliere, portatori di una non politica di cui quello che sta succedendo a Como è un primo esempio. Il decoro, la sicurezza, i valori cristiani come il presepe.
Prima gli italiani, specie quelli ricchi e benestanti, agli altri qualche pacco e una mancetta.
Ai clandestini e ai barboni, un calcio nel sedere.
Quelli che dovevano aprire il Parlamento come un apriscatole e che ora girano il nord del paese per rassicurare tutti, soprattutto gli industriali e i piccoli commercianti (che votano e fanno pesare i loro voti).
Non saprà usare il congiuntivo ma Di Maio sa a chi chiedere i voti.
Non saprà cosa fare un volta al governo (se e quando) su euro e sull'Europa, sulle pensioni, ma sa promettere anche lui.
Nel frattempo, tra un tweet e l'altro, veniamo a sapere che Amazon ha disertato l'incontro coi sindacati.
Che a Taranto passeranno un altro brutto Natale.
Che purtroppo per lo Ius solis temperato ( e per i vitalizi) non c'è ancora tempo.
Tra quelli che dovevano rottamare il passato e che invece sono finiti invischiati nella palude della commissione banche, arrampicandosi sugli specchi per il significato della parola pressione (e altri svarioni linguistici), avendo perso la faccia col solito vizio del conflitto di interesse.
Ovvero faccio politica per il paese ma ancor di più per la mia gens..
Quelli che credevamo di aver rottamato nel 2011, con le dimissioni presentato nel palazzo mentre fuori la folla festeggiava la caduta del fu cavaliere del conflitto di interesse negato, delle leggi ad personam, dell'insulto all'intelligenza delle persone con la storiella di Ruby nipote di Mubarak.
Il fu Berlusconi è rimasto in vita, tornato in mezzo a noi a propinarci altre barzellette e promesse per gli anziani senza pensione.
La stessa persona condannata per frode, per le società offshore, che ha avuto come braccio destro quel Dell'Utri condannato per mafia e di cui oggi viene fuori l'appunto di Falcone sui finanziamenti alla mafia...
Un uomo che non finisce mai di stupirci, in peggio.
Quelli ancora più a destra del fu cavaliere, portatori di una non politica di cui quello che sta succedendo a Como è un primo esempio. Il decoro, la sicurezza, i valori cristiani come il presepe.
Prima gli italiani, specie quelli ricchi e benestanti, agli altri qualche pacco e una mancetta.
Ai clandestini e ai barboni, un calcio nel sedere.
Quelli che dovevano aprire il Parlamento come un apriscatole e che ora girano il nord del paese per rassicurare tutti, soprattutto gli industriali e i piccoli commercianti (che votano e fanno pesare i loro voti).
Non saprà usare il congiuntivo ma Di Maio sa a chi chiedere i voti.
Non saprà cosa fare un volta al governo (se e quando) su euro e sull'Europa, sulle pensioni, ma sa promettere anche lui.
Nel frattempo, tra un tweet e l'altro, veniamo a sapere che Amazon ha disertato l'incontro coi sindacati.
Che a Taranto passeranno un altro brutto Natale.
Che purtroppo per lo Ius solis temperato ( e per i vitalizi) non c'è ancora tempo.
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