12 ottobre 2005

Sconosciuto 1945 di Gianpaolo Pansa: per una memoria condivisa

L'ultimo libro di Gianpaolo Pansa "Sconosciuto 1945", parla dei ricordi dei parenti dei morti dopo il 25 aprile:
«Ventimila scomparsi, torturati e uccisi: le vendette dopo il 25 aprile nella memoria dei vinti» è infatti il sottotitolo. A spingerlo a scrivere sono state le duemila lettere ricevute dopo "Il sangue dei vinti". Mentre l'altro libro era una ricostruzione puntigliosa di quanto era accaduto dopo il 25 aprile, qui prendono la parola soprattutto le persone che di quelle vendette sono state le vittime incolpevoli, travolte dagli orrori della resa dei conti quando erano ragazzi o bambini.
Ho letto il commento di Ush, sul suo blog, dove parla di epurazione fatta dai comunisti nei confronti di chiunque fosse legato al partito fascista.
Più che di epurazione si deve ricordare che tra il 43 e il 45 ci fu in Italia una guerra civile: intere famiglie furono distrutte per una delazione, per il sospetto che avessero rapporti con i partigiani o con antifascisti.

Come ci furono famiglie distrutte dopo il 25 aprile (e furono tante) i cui familiari furono uccisi (da militanti comunisti) e gettati nelle fosse comuni, si deve ricordare che lo stesso avvenne per altre famiglie, per il motivo opposto, negli anni precedenti.

Ma stessa era la rabbia di chi uccideva e il dolore dei familiari sopravvissuti.

Io non critico Pansa perchè parla dei crimini commessi al temine della guerra, ma mi chiedo una cosa: dei morti civili fatti dai nazi-fascisti se ne sta parlando? Con questo non voglio tacciare Pansa di revisionismo: sto solo dicendo che mentre la memoria di una parte della nostra storia sta scomparendo (con i suoi errori anche), si rinfresca con questi episodi da "guerra civile".

Senza ricordare che causa delle molte morti è stata l'amnistia concessa, nel 1947, ai criminali di guerra, come Borghese. Alfio Caruso, nel libro "In cerca di una patria" sostiene la tesi per cui al termine della guerra fu stipulato un compromesso “l'Italia che si appoggiava agli Stati Uniti lasciò alla Sinistra il monopolio e i meriti della resistenza; di converso, l'Italia che si appoggiava all'URSS consentì che la borghesia e i moderati, spesso cementati dalla comune appartenenza alle rinate logge massoniche, assolvessero, in certi casi senza nemmeno processarli, i principali responsabili dell'8 settembre (Badoglio, Ambrosio, Roatta cui si permette di fuggire, Carboni, Vittorio Emanuele III, Umberto ) e della Repubblica sociale (Graziani Anfuso Borghese).

Pansa fa un commento molto interessante contenuto sul post, circa l'intollerenza: "L’intolleranza è un verme gigantesco nella bella mela della Resistenza, che però condiziona ancora oggi una buona parte della sinistra... ma non ci sarà mai una pacificazione, anche perché sta emergendo una nuova generazione antifascista ancora più intollerante della prima".

Proprio perchè non c'è abbastanza conoscenza della nostra storia, è facile fare strumentalizzazioni: usare la storia come ci fa comodo. I comunisti uccisero 20000 italiani dopo il 25 aprile? vedete i comunisti sono tutti criminali! La resistenza è un falso mito! Ma si può anche strumentalizzare la storia in senso opposto, dimenticando che molti giovani aderirono alla RSI perchè cresciuti negli ideali fascisti.
Ma come uscirne? raccontando tutta la storia, dalla nascita del fascismo (i perchè), al suo declino. E conoscere tutti gli aspetti, anche quelli spiacevoli, sbagliati di fascismo e antifascismo.

Link:
ibs e bol

3 commenti:

socioweb ha detto...

Date un'occhiata a questa bellissima poesia per imparare da un ragazzino di 13 anni cosa è stato realmente il nazifascismo

G ha detto...

Ho la brutta impressione che Pansa stia cavalcando la corrente.
Dubito che la storia possa essere scritta e riscritta contando quanti buoni c'erano da una parte o dall'altra. C'è chi cerca di "rivedere" l'Olocausto dicendo "Eh, ma ci furono un sacco di ecrei stronzi, traditori, kapo'... se la son voluta anche loro...". E' vero: ci furono un sacco di ebrei stronzi, traditori, kapo'. di cui, ancora è vero, si parla malvolentieri. E' questo un elemento storiografico utile a definire l'Olocausto?
Ciao

Tiziana ha detto...

Dei morti civili fatti dai nazi fascisti se ne è parlato e se ne sta parlando (giustamente) da più di 70 anni circa.
mentre gli altri per quasi 60 anni sono stati dimenticati, i famialiri o i sopravvissuti spesso costretti al silenzio da minacce o da false accuse, o comunque inascoltati.
dici che molte famiglia furono distrutte perchè i loro componenti furono uccisi col sospetto di avere arapporti coi partigiani o gli antifascisti, ed è vero: ma altrettanto vero è che lo stesso venen fatto dall'altra prte: molte persone furono uccise dagli antifascisti perchè venivano anche solo sospettate di avere rapporti col fascismo (spesso falsamente), oppure perchp figlie, mogli, parenti di qualche fascista.
Non parliamo poi delle donne, che spesso prima di venire uccise venivano stuprate da più di una persona.
Pansa ha scoperchiato un vaso di Pandora che da anni aspettava solo di essere aperto, io personalmente alcune delle storie narrate nei suoi libri li avevo sentite già molto prima, a persone anziane che vivvano nelle zone dove erano avvenute e che me le hanno raccntate.
aggiungiamoci pi che in famiglia ho avuto due casi del genere (non gravi per fortuna, nessuno è stato ucciso)...