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04 maggio 2011

È solo l'inizio, commissario Soneri di Valerio Varesi

"Lo spettacolo della pioggia è un affare per depressi".
Ma il commissario Soneri, da Parma, non è affato depresso: incazzato forse.
Per la pioggia e il caos dell'acqua che bloccava la città, la "malsana effervescenza della sua Parma". Le riunioni col Questore....

Due morti, un ragazzo suicida e una persona di mezza età uccisa a coltellate, lo porteranno via da quella sensazione.
Due strane morti (se una morte può essere strana). Il suicida, impiccato in un hotel abbandonato, senza documenti addosso nè soldi.
Il morto è Elmo Boselli, ex leader dei movimento studentesco del 68, personaggio noto all'epoca non solo ai poliziotti della Digos (o squadra politica), ma anche per le folle di ragazzi (e ragazze)che seduceva col suo fascino.

Le indagini sui due casi si intrecciano fin da subito: il ragazzo morto era un ultras di un gruppo di estrama destra della squadra de La Spezia. Da quelle parti, in un appartamento di proprietà di Boselli, viveva la ex fidanzata del Boselli assieme al figlio.
Ma quali potrebbero essere i motivi di quell'omicidio?
La pista politica, per il passato da contestatore del Boselli?
Oppure motivi più personali, legati al passato di Elmo (quel suo viaggio in India) o al suo presente (la sua attività non proprio fortunata di venditore di abiti).

Soneri seguirà le prove che emergono dal delitto (i tabulati, le tracce del sangue, le testimonianze), ma anche il suo istinto di poliziotto: non sempre un omicidio è conseguenza di un filo logico, come racconta lo stesso Soneri al giovane magistrato che segue le indagini
"Sono le indagini più difficili- conferma il commissario - quelle dove non c'è uno chema meditato a far da traccia. Dove predominano le passioni. E' in casi del genere che bisogna seguire l'istinto".

E il suo istinto lo porterà su e giù dall'Appenino, tra Parma e Moneglia, nella zona delle Cinque Terre, dalla nebbia della bassa, alle colline vicino al mare. Ad inseguire un passato che ha lasciato nell'oggi molti strascichi negativi: come tutti gli ex sessantottini contestatori, oggi riciclati nella politica, nelle banche, negli affari, alla faccia della coerenza.

Come lo stesso Boselli, lontano dal ragazzo di una volta, sposato e divorziato da una donna della ricca borghesia.
Gente che voleva cambiare il mondo, e che invece non ha saputo nemmeno fare da padre ai figli, testimoniare i loro ideali alla generazione successiva, interrompendo la continuità tra le generazioni.
Ma forse, queste domande sulla politica, sono quesiti e problemi che un commissario non dovrebbe porsi.
"Noi siamo soltanto quelli che alla fine raccolgono i cocci".

Il sito di Valerio Varesi, la sua pagina su FB.
Il link per ordinare il libro su ibs

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22 marzo 2011

L'italianità delle aziende italiane

L'unica soluzione per arginare la (s)vendita all'estero dei marchi italiani (come la Parmalat, scalata da Lactalis) e quella di mettere un tetto al libero mercato. Il protezionismo.

Il ministro Giulio Tremonti e il sottosegretario Gianni Letta ieri hanno perfino convocatol’ambasciatore francese in Italia, Jean-Marc de La Sablière , per informarlo, secondo quanto raccontano le agenzie di stampa, che il governo sta valutando la “possibilità di adottare provvedimenti legislativi per meglio difendere le imprese italiane dall’offensiva francese ”. [Il fatto quotidiano del 19-03-2011]

Quando sento parlare di difesa dell'italianità i vengono in mente rispettivamente Fazio (quello della Banca), i furbetti del quartierino e la cordata per salvare Alitalia (oggi in mano ai francesi).

Possibile che per prendere e risollevare un'azienda come la Parmalat, non si trovi un imprenditore disposto ad investire soldi suoi (come Ferrero)? Forse è di questo si dovrebbe discutere, e non di articolo 41. O di una riforma della giustizia che non server a salvare lavoro e imprese.

Sempre da Il fatto, del 20-03: Secondo l’ex commissario Consob Salvatore Bragantini, poco importa se le decisioni di Tremonti e del governo sulla vicenda Parmalat saranno compatibili con la normativa europea: “Comunque vada, ci vorranno almeno un paio d’anni perché l’Europa dichiari illegittimo il provvedimento”.
E per allora gli investitori francesi si saranno già ritirati e la Parmalat sarà in mano ai capitani coraggiosi difensori dell’italianità. Ben felici di vendere appena il governo non avrà più bisogno di loro.


30 novembre 2009

Report - il cavaliere del lavoro

Due casi di truffa a confronto.

Il caso Bernie Madoff: il più grande impostore, una delle più grandi frodi in america (dai 50 ai 65 miliardi di dollari).
E il crac Parmalat del cavaliere del lavoro (nonchè gran ufficiale al merito della repubblica) Calisto Tanzi.
Il primo si è concluso con la condanna al carcere a vita (fine pena mai), per 150 anni di pena.
Ieri sera Report ha trasmesso l'inchiesta della BBC sul caso di un ex soldato inglese Bill Foxton, che dopo aver perso i risparmi con i fondi di Madoff, si è suicidato.
Il figlio, ha voluto ricostruire il come questa grande truffa sia stata possibile.

In Italia, a parte Report, nessun'altra trasmissione Rai ha voluto approfondire la vicenda.

Anzi: cavaliere era e cavaliere rimane. Nonostante le condanne passate in giudicato, ma patteggiate a suo di milioni. La Prefettura dovrebbe comunicare all'ufficio del Consiglio dei cavalieri del lavoro delle condanne.
E' in buona compagnia, Tanzi: De Lorenzo, Roberto Calvi, Poggiolini. Tutti illustri esponenti dello stato italiano.

I processi per bancarotta sono a rischio prescrizione: le parti civili non si sa se verranno risarcite (ma Stefano Tanzi e Fausto Tonna, sono riusciti ad avere un risarcimento); il tribunale di Parma è a rischio collasso (dove oltre a Tanzi, a giudizio andranno anche Geronzi per la falsificazione dei bilanci e Fausto Tonna).
Il più grande processo per bancarotta (14 miliardi di euro) forse non arriverà mai a sentenza definitiva (in tutti i suoi filoni di indagine): questo anche grazie alle tante riforme fatte dalla politica.
Le riforme sul reati di Bancarotta; sul processo breve; infine la parte della riforma del processo Penale proposta da Alfano (art. 190), che permette alle difese di presentare tutti i testimoni che vuole.
Complimenti. Viene da chiedersi in nome di chi è fatta questa riforma.
Il risultato è che Tanzi è libero (grazie alla legge Cirielli). Sta forse continuando a lavorare; avrebbe nascosto all'estero in Svizzera i suoi beni (i quadri di Van Gogh, Monet..), il suo tesoro.
I suoi manager sono tranquilli: tra indulto, patteggiamenti e prescrizioni non andranno mai in carcere.

La lezione?
Se devi fare un reato, tanto vale farlo grosso.
Buco nero S.P.A. : la prima inchiesta di Report sul crac Parmalat.

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