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28 giugno 2025

Zucchero sulle ossa: Un'indagine di Hap & Leonard di Joe R. Lansdale


Incipit

Potrei cominciare questa storia nel bel mezzo del momento piú serio, perché è stato brutto forte, molto peggio di quanto ci aspettavamo, e ci è piombato addosso da un’angolazione che quasi sfidava la geometria.

Potrei farlo, ma non lo farò. Non ancora. Ci arriveremo a tempo debito. Cioè, nella mia testa è tutto chiarissimo. Riesco ancora a sentire l’odore del fumo della pistola e a vedere Vanilla, i suoi lunghi capelli biondi sotto un berretto di lana nero, con una torcia frontale, vestita di nero, che si arrampicava sulle rocce con un arco, una faretra piena di frecce e un fucile legato alla schiena. Jim Bob appena sotto di lei, senza il suo cappello da cowboy, con un passamontagna, gli scarponi da trekking e un bel cappotto che rivelava una Colt con l’impugnatura nera infilata nella fondina a tracolla, come un serpente tutto contento nella sua tana. Sul lato sinistro, in una fondina apposita, aveva un calibro 10 a canne mozze: guai a chi si fosse trovato davanti a quel giocattolino.

Come ha fatto Hap a finire nuovamente in mezzo ai guai, affrontando personaggi da cui sarebbe meglio (e salutare) starne alla larga, rischiando di perderci la vita?

Tra l’altro in un’avventura, dove si troverà ancora una volta a vedere in faccia la nera signora, con a fianco l’amico Leonard e anche Jim Bob e Vanilla, due tipi capaci di maneggiare bene le armi che già nel passato li avevano aiutati a tirarsi fuori dai guai..

Eppure Hap e Leonard non sono più dei ragazzini: Hap assieme a Brett la rossa sta vivendo un momento sereno della sua vita, uno di quei momenti in cui arrivi quasi a poter fare un bilancio delle cose buone fatte finora e di quelle per cui vale la pena vivere.

Persino Leonard sembra aver messo la testa a posto, con questa nuova relazione con Pookie, l'agente di polizia conosciuto in una delle precedenti avventure.

Eppure, l'istinto, il fato o, se volete la sfortuna, hanno riservato per loro un'altra storia a base di pallottole da schivare da assassini pericolosi e criminali con pochi scrupoli.

Tra l’altro, tutto nasce da un incarico che Rachel, la moglie dell’ex capo della polizia Hanson, aveva affidato a Brett e che Brett aveva rifiutato, per una questione di “pronomi” che faceva intendere una scarsa apertura mentale.

Succede poi che questa Minnie fisica bruciata nell’incendio della sua casa, un incendio poco chiaro che non convince Hap e nemmeno Leonardo.

Anche per un senso di colpa per aver rifiutato di aiutarla, Brett decide di indagare un po’ su questa Minnie, sull’incendio e sul suo ex marito.

Voi ragazzi farete quello che fate sempre, data la vostra mancanza di abilità investigative, – disse Brett. – Scuotere gli alberi finché non cade qualcosa, anche se si tratta di un gorilla, – disse Leonard. – Esatto.

No, il loro intuito aveva fatto centro una volta ancora: non si tratta di un semplice omicidio, così come la morte di Minnie non è stato un semplice incidente.

L’indagine si allarga fino a toccare l’ex marito di Minnie, un certo Al che vive in un camper in compagnia di topi (nessuno è perfetto), alla figlia di Minnie, Alice, pure lei scomparsa, e alla fidanzata della figlia, una certa Lilly, pure lei scomparsa.

Lilly potrebbe rispondere di un bel po’ di cose. L’assicurazione, il testamento, e chissà cos’altro. Sono un sacco di soldi, un sacco di zucchero sulle ossa della povera Minnie.

Non c’è più Hanson alla stazione di polizia di La Borde e col nuovo capo Justin le cose non partono bene.

Ma sarà proprio quest’ultimo ad indirizzarli sulla pista giusta, che porta dritta dritta ad un gruppo criminale molto pericoloso, gente senza scrupoli che sfrutta le persone risucchiandogli tutti i beni, anche in senso fisico del termine.

Un gruppo che fa capo ad un enigmatico Johnny Joe e ad una bellissima donna dagli occhi viola, tanto seducente quanto pericolosa, estremamente pericolosa..

Come mai tanta generosità dal nuovo capo della polizia? Hap e Leonard si rendono conto che non si tratta di un aiuto del tutto disinteressato, Justin li sta usando come delle pedine, per farli arrivare, cinicamente, la dove la legge non può, per fare pulizia senza rispettare troppo le leggi.

Ero destinato ad andare avanti, perché ero fatto cosí. Era come leggere quei vecchi romanzi gialli in cui il protagonista, quasi sempre un uomo, cammina su un sentiero di distruzione e il lettore lo vede chiaramente

Potrebbero fermarsi prima i nostri eroi, prima che la famosa pallottola col tuo nome stampato sopra arrivi a destinazione. Ma sappiamo che non sarà così: Leonard ha ancora voglia di mettersi in azione (e poi, come scopriremo, di insegnare a qualcuno l’arte della boxe), mentre Hap, beh lui è il cavaliere senza macchia (o con qualche macchiolina qua e la) che deve aiutare gli ultimi:

Noi non voltiamo le spalle a nessuno. Non sono rimasti molti eroi, e non intendo solo quelli che usano i pugni o le pistole. Noi non ci tiriamo indietro, questo siamo.

C’è molta azione in questo romanzo, nonostante i protagonisti più volte si ritrovino a riflettere sul proprio futuro, magari meno movimentato, ci sono i classici dialoghi con battute taglienti, con dei ritratti molto divertenti

Al era un figlio di puttana molto socievole. Sembrò accorgersi all’improvviso che indossava solo le mutande. – Oh, signora, mi scuso per essere in mutande. Queste sono le mie mutande sacre, cosí le chiamo. Sa, hanno dei buchi.

Ma nel libro si toccano, come sempre nei romanzi di Lansdale, anche temi molto attuali, come l’ossessione del politicamente corretto:

Il fatto è che le cose sono diventate cosí politicamente corrette che qualcuno potrebbe usare praticamente qualsiasi cosa per condannarti. È difficile fare battute. È difficile non offendere perché c’è troppa gente che non vede l’ora di sentirsi offesa.

E, infine, il tema purtroppo sempre più drammatico, della proliferazione di armi, specie negli stati del Sud:

Conosco alcuni tizi in città che, a causa della legge sul porto d’armi, amano pavoneggiarsi con la pistola nella fondina ben visibile. È triste vedere uomini adulti che giocano a fare i cowboy.

Buona lettura!


La scheda del libro sul sito di Einaudi e il pdf del primo capitolo.

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02 giugno 2021

Cronache dal selvaggio West: Hap e Leonard, le origini, di Joe Lansdale

 

La cucina

All’epoca dovevo avere sei o sette anni, e questo raduno di parenti era un evento che si verificava ogni anno. Non ricordo l’occasione precisa, semmai ce ne fosse stata una. Nel senso che non aveva niente a che fare con il Natale, il giorno del Ringraziamento o altre festività. Credo si trattasse semplicemente di una visita alla nonna.

Saper scrivere dei racconti brevi, che catturino anche solo per poche decine di pagine il lettore, portandolo dentro una storia, dentro un mondo di ricordi, non è semplice. Pochi scrittori hanno questo dono, la capacità di condensare delle emozioni in racconti e Joe Lansdale è uno di questi.

Questo romanzo non è un “riempitivo” per i fan di Hap e Leonard in attesa del prossimo romanzo in un'America finalmente libera da Trump ma non ancora dal trumpismo e dai suoi veleni.

Considerate questa raccolta, “Cronache dal selvaggio west” come una pausa di riflessione dove l'autore vuole raccontarci delle origini di questa strana amicizia tra un bianco democratico come Hap e un nero, repubblicano e gay come Leonard. Nessuno è perfetto, questa è stata la battuta dello stesso Lansdale durante una presentazione di un suo libro a Milano, tanti anni fa.

Come è nata la loro amicizia nel selvaggio Texas orientale, cosa li ha portati a diventare gli uomini che sono adesso. Due antieroi che proprio non riescono a sopportare quel veleno razzista che ancora infetta parte del loro paese, le disuguaglianze e le prepotenze, le persone per bene costrette a vivere in quartieri fatiscenti solo per il colore della pelle. Costretti a lottare e ad usare la violenza per combattere quella violenza e quella cattiveria dentro tante persone, che si sentono sopra la legge.

Si parte coi ricordi dell'infanzia, col racconto “La cucina”: quei giorni in cui si andava dalla nonna a mangiare tutti assieme, ognuno portava qualcosa di buono (almeno nei ricordi del giovane Hap).

Momenti di gioia, quella gioia che puoi provare, se sei fortunato, in quei momenti in cui non hai pensieri, non hai problemi. Ascolti i racconti degli anziani:

Storie del Wild West Show, di Billy the Kid, di come mia nonna e i suoi figli fossero stati cosí poveri durante la Depressione

Prima che la vita inizi a presentare qualche conto.

In “Budino alla banana” troviamo Hap già cresciuto, studente sedicenne con un lavoro estivo presso la stazione di polizia. Un luogo dove per la prima volta, forse, impara come la legge e i tutori della legge non sempre significhi giustizia.

In questo racconto incontriamo il tema della discriminazione, quello nei confronti delle donne che devono stare sottomesse perché così sta scritto nella Bibbia.

Dash fa cosí, ed è un problema mio. Lo dice anche la Bibbia.

Cosa? – Che una donna deve obbedire a suo marito.

E se una donna viene uccisa, non può essere stato il marito, anche se era uno che la faceva stare al suo posto, anche con le maniere spicce. Può essere stato solo un nero. Anzi, un “negro” (e questo termine è riportato nei racconti per raccontare del contesto).

Wow, che esagerazione. Dash è un brav’uomo. Non l’ha uccisa lui. Anzi, siamo abbastanza sicuri di sapere chi è il colpevole. Hai presente quel grosso negro che lustra le scarpe qui e lavora al posto tuo in estate?

Forse sarà questa storia, di violenza, di sangue e di ingiustizie, ad insegnare ad Hap quanto può essere difficile comprendere la natura degli uomini.

Shank era un omaccione dai capelli rossi con una pancia enorme, ma ti dava subito l’impressione di uno capace di caricare un rinoceronte, infilarselo in bocca e farselo uscire dal culo.

In Wathering Shed incontriamo per la prima volta Leonard: sono ancora minorenni ma già il loro carattere è delineato. Due fratelli, pronti a fare qualunque cosa pur di proteggersi l'uno con l'altro. Perché erano un nero e un bianco che stavano assieme, infrangendo alcune regole non scritte.

Come quelle per cui non si va in un locale, quello di Shank frequentato da bianchi comportandosi da bianchi, se sei un nero. Ma il caso ha riservato ad Hap una strada lunga, che non può interrompersi al Wathering Shed per un proiettile sbagliato.

Accadde durante le vacanze estive, l’anno del diploma. Leonard venne da me a fine giornata, dopo che avevo terminato di impilare la legna e stavo mettendo a posto gli attrezzi.

Che Hap e, soprattutto Leonard, sappiamo tirare di boxe (e Hap conosca anche le arti marziali) lo sapevamo già, noi lettori dei libri di Lansdale.

Non conoscevamo gli inizi di questa passione che ci vengono raccontati in “Sparring partner”, dove Leonard propone ad Hap un lavoro più facile che spaccare legna, fare da sparring partner in alcuni incontri di boxe, organizzati da una sorta di manager che allena giovani talenti. Almeno così dovrebbe essere la storia.

Ma invece Hap e Leonard incontreranno un imbroglione, un bianco che si crede un duro solo perché è bianco, un pugile in cerca di soldi per studiare e un pugile gigante che si dimostrerà una brava persona.

Sí, ma questo tizio nuovo potrebbe essere tosto.

Vero. Noi ce la caviamo bene, però.
– Mi piace pensarlo, – dissi.
– Non fare il modesto e non lo farò neanche io.
– Perché, l’hai mai fatto?

Ma quanto mi piacciono certi dialoghi e queste battute..

Ne Il Sabine era in piena ritroviamo i nostri due a qualche anno di distanza: Hap è appena uscito di prigione (per non essere andato in Vietnam) e Leonard è appena tornato dal Vietnam.

Mi guardò e sorrise. Ci sono persone con cui non parli per un paio d’anni, forse di piú, ma appena le vedi ti sembra che abbiano lasciato la stanza solo un momento fa, e cosí era per me e Leonard.

I ricordi della vita in carcere, la fine della storia con Trudy, l'essere finito in carcere per un ideale.

E, dall'altra parte la guerra, il doversi sempre preoccupare per la vita, il dover ridere anche di fronte alla morte, per rimanere vivo.

Tutto questo ha cimentato il loro legame, che non si scioglierà più:

Il nostro legame era cosí. Eravamo tornati entrambi a casa, dalla guerra e dal carcere, e ci eravamo detti che sarebbe andato tutto bene,

A chiudere questa raccolta, troviamo le ricette di Hap e quelle di Leonard.

Ce ne sono alcune citate nei racconti stessi, Il minestrone di Minnie (coi ratti facoltativi), il Chili (o il Bad Chili) che Hap sa fare bene, Le uova dure col formaggio di Hap, il pane alle noci col Crisco (“Signore, perdonami per ciò che faccio alle mie arterie, ma se volete una pasta frolla friabile e deliziosa dovete usare quello e basta”).

E anche la meringa dello zio Chester di Leonard e il suo “budino alla banana”

Non c’è anima viva che non sappia che i wafer alla vaniglia sono i preferiti di Leonard. L’ho visto avventarsi su chi solo guardava i suoi biscotti.

Buona lettura!

La scheda del libro sul sito di Einaudi

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07 dicembre 2019

Elefante a sorpresa, di Joe Lansdale



I romanzi di Joe Lansdale con protagonisti Hap e Leonard, la coppia di investigatori peggio assortita e dunque meglio affiata, non deludono mai.
Ed Elefanti a sorpresa lo conferma ancora una volta: un poco più di duecento pagine troviamo una miscela esplosiva di azione, umorismo tagliente, la Dixie mafia nel Texas, una ragazza piccola ma coraggiosa e un gruppo di spietati criminali che cercano in tutti i modi di farla star zitta.
E il tutto sotto uno scroscio di acqua battente per il passaggio di un incredibile tornado che rende tutto più difficile.
Anche ammazzare le persone ..

Comincia con una sorta di citazione di Snoopy, quest'ultima indagine di Hap e Leonard
Era una serata buia, umida e fredda, e la pioggia veniva giù a secchiate. Gli alberi sul lato destro della strada si piegavano al nostro passaggio, perdendo foglie e rami che cadevano diritti davanti alla macchina o dritti sulla carrozzeria.Io continuavo a guidare [..] I tergicristalli correvano avanti e indietro a fatica, come una bibliotecaria incattivita che facesse di no con un dito a un ragazzino troppo chiassoso

Proprio una di quelle sere dove la sola cosa che vuoi fare e tornare a casa e metterti al calduccio, la casa dove lo aspettano Brett, la figlia Chance, il cane Puffy e Reba, la ragazzina incontrata in una passata indagine e diventata un altro membro della famiglia.
Ma all'improvviso in mezzo alla strada spunta un'ombra - una persona forse – di cui se ne accorge per primo Leonard.
“Frenai, slittando leggermente, e guardai in direzione del suo dito puntato. Una ragazza tornò in mezzo alla strada, incespicando: doveva averla attraversata per poi decidere di tornare indietro..”

Non sono due persone da non prestare soccorso a qualcuno Hap e Leonard (e nemmeno capaci di non ficcarsi in mezzo ai guai, ma questo lo scopriranno poi): specie se si tratta di una ragazza vestita di una sola maglietta e un paio di pantaloncini
.. vidi che la ragazza era albina, asiatica e così piccola ce un primo tempo pensai che avesse undici anni o poco più.

Non solo è fradicia per la pioggia: perde pure molto sangue dalla bocca, perché qualcuno, un essere umano purtroppo, le ha quasi tagliato la lingua.
E quel qualcuno la sta pure inseguendo: qualcuno che armato di pistola e con tante cattive intenzioni insegue la Prius di Hap per farsi restituire la ragazza.

Riescono ad arrivare all'ospedale di LaBorde, ma sarà solo la prima tappa di un inseguimento che li porterà prima a rifugiarsi nella stazione di polizia di LaBorde e in seguito, dentro un bowling abbandonato.
Perché ci sono persone che hanno deciso di completare il lavoro sulla ragazza e di togliere di mezzo qualunque umano che si metta in mezzo.
Un bestione tanto robusto raddrizzare la Torre di Pisa e un piccoletto agile che sembra danzare mentre picchia usato la tecnica del Kung Fu.

Nel pieno di un tornado eccezionale, Hap e Leonard devono escogitare un piano per salvare la propria pelle e anche quella della ragazza, Nikki o Nicole.
Si tratta di mettere da parte tutti i propositi di smettere con la violenza, con le armi, di ficcarsi nei guai: si tratta di uccidere per non essere uccisi: qualche stratagemma, qualche piano diabolico? No, il solito effetto sorpresa, ovvero far uscire un elefante dal cilindro e vedere l'effetto che fa, più o meno.
- Il tuo piano punta tutto sull'elemento sorpresa, giusto? Insomma, sul nostro solito elefante. 
- Non so se sarà grossa quanto un elefante, come sorpresa, ma se stati pensando ad una di quelle nostre trovate un po' sceme ma piene di energia, ci hai preso. E ho anche qualcos'altro in mente. 
- Bé, nel caso finisca male, è stato bello conoscerti, fratello.

La banda (il gigante sovrumano e il Kung Fu Rabbit) che si è messa sulle tracce della ragazza li raggiunge nell'ospedale di LaBorde, dove i due investigatori l'hanno portata: incuranti di tutto, fanno irruzione con l'intenzione di uccidere tutti quanti cerchino di fermarli e ci riuscirebbero pure, se non ci fosse per l'elefante appunto.
Sfuggiti all'agguato e portata finalmente alla stazione di polizia Nikki, o Nicole, sembra che la questione si sia risolta per sempre. Ma è un po' come quando il cielo si schiarisce per un attimo, per poi scurirsi in un battibaleno per tirar giù altre secchiate d'acqua.
Non potevamo raddrizzare il mondo intero. Che cavolo, io e Leonardo avevamo fatto tutto quel che potevamo per quella ragazza: ora era al sicuro, nelle mani della polizia. Quindi, non era più affar nostro.Proprio così: era tutto finito.Col cavolo.

La lunga battaglia avrà un epilogo solo dopo l'ennesima sparatoria in un vecchio bowling: asserragliati e armati per resistere, davanti agli occhi di Hap iniziano a balenare i primi dubbi.
Aveva detto che avrebbe smesso di impugnare un'arma, di sparare ad un altra persona. Stava attraversando quel confine che separa la persona dall'assassino.
Pensai: ho già ucciso prima d'oggi e posso rifarlo: anzi, probabilmente lo troverò fin troppo facile. Tutte queste stramaledette armi, e tutte queste situazioni di merda nelle quali mi ficcavo .. per quante giustificazioni potessi trovare, ero e restavo un assassino. Avevo superato un confine molto tempo prima, e quando accade non c'è modo di tornare indietro. E' questa la cosa più spaventosa.

E dire che di giustificazioni in questo caso ne avrebbero, Hap e Leonard: la ragazza è stata testimone di un delitto compiuto da un membro di una band di ladri d'auto, legato ad un pezzo grosso della Dixie Mafia.
Un pezzo grosso che non può accettare che una ragazzina possa testimoniare contro di lui e per di ppiù sfuggire alla sua decisione di morte.
Una questione di puro orgoglio.

Come andrà a finire questa avventura? Leggetevi questo nuovo romanzo di Lansdale che ha come punto forte la velocità d'azione, non ci si ferma mai, letteralmente. Anche voi sentirete la pioggia cadervi addosso, l'umidità entrarvi nelle ossa, le pallottole fischiare.
Come detto prima, c''è anche spazio per quei momenti in cui Hap riflette sul suo presente, sulle stagioni passate, sulle cicatrici rimaste addosso, sul fratello di sangue Leonard che, anche questa volta, ci riserverà uno dei suoi proverbi, parlando della speranza di farla franca dai cattivi
- Tu prova a mettere la speranza da una parte e la merda dall'altra, e vedrai dove penderà la bilancia.

La scheda del libro sul sito di Einaudi e il pdf col primo capitolo.
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16 aprile 2019

Hap e Leonard, Sangue e limonata di Joe Lansdale



Tempo di ricordi per Hap & Leonard, come spesso succede tra amici: il primo incontro, l'infanzia nel Texas orientale tra razzisti, bifolchi e qualche criminale. Un viaggio all'indietro nel tempo, nella memoria di Hap, che dura tutta una serata e una notte per terminare sotto la quercia nel bosco dove abitava Leonard.

Joe Lansdale è sempre Joe Lansdale anche quando non c'è di mezzo un'indagine e un caso da seguire: in questo romanzo impareremo qualcosa di più sul passato di Hap ragazzino nell'America degli anni '50, della sua famiglia, di quella condizione di povertà di cui non era completamente consapevole.
Conosceremo la madre così avanti per i tempi (una sua frase fa da titolo al libro, “la vita ha i suoi lati buoni e i suoi lati cattivi. Ha la sua limonata e il sangue”), così diversa dal padre, razzista come lo erano in tanti cresciuti in quel contesto dell'America del sud. Ma che era anche una persona con un suo senso della giustizia, in casa chiamava quegli altri “negri” ma poi aiutava quella famiglia di colore che abitava vicino a casa loro.
Attraverso le storie che Hap racconta a Leonard a Brett, la compagna e a Chance, la figlia, scopriamo di quanto fosse difficile vivere in quegli anni, specie se ti facevi vedere in giro con un ragazzo nero e gay, come era Leonard.
Eppure, attraverso queste vicende comprendiamo meglio quanto i nostri due eroi, siano complementari l'uno con l'altro: Hap bianco e democratico, Leonard gay e repubblicano (nessuno è perfetto).
In molti storceranno il naso di fronte a questo libro, dove pure non mancano scazzottate, morti, battute al veleno e tanta dolcezza (specie quando Lansdale descrive i luoghi dell'infanzia del suo protagonista, dal Texas Orientale all'Arizona).
Ma sono sempre loro, anche se Leonard qui ha un ruolo quasi da comprimario, un passo indietro: una coppia di strani investigatori che proprio non riescono a tenersi lontano dai guai, proprio non riescono ad accettare le discriminazioni, le prepotenze contro i neri (e non era facile nell'America degli anni '50, ci sono pagine che fanno rabbrividire) e che, dopo tante battaglie hanno imparato quella lezione, che la via è come Sangue e limonata, ci sono momenti belli e momenti brutti e non bisogna dimenticarsi delle cose belle che accadono.

Questi i racconti di questo romanzo.

La parabola del bastone

Una legge per combattere i prepotenti, che non riuscirai mai a convincere solo con le parole: picchia e non farti sottomettere. Ma a furia di fare occhio per occhio non rimarremo tutti ciechi?

Leonard alzò gli occhi dal giornale che stava leggendo - uno straccetto, tutto quello che restava del nostro quotidiano cittadino, che era ormai quasi interamente online - e mi guardò.- Da quando leggo tutte le scuole, superiori, medie, addirittura le elementari, cavolo, puniscono qualunque scontro fisico, indipendentemente da chi sia stato a cominciare. In altre parole, un tizio ti salta addosso mentre stai giocando in cortile, in pausa pranzo, quando capita, insomma, tu gli molli un cazzotto sul naso perché ti lasci in pace e venite sospesi tutti e due.

Un falò di gomme

Come si sono conosciuti Hap e Leonard? Inseguendo il fumo di una gomma bruciata, Hap incontra Leonard durante un combattimento.

Non ti sei mai chiesto chi di noi due sia il migliore? 
No.Bugiardo. 
Sarò onesto, – dissi. 
– Non voglio scoprirlo. 
Questo lo posso capire, – disse Leonard. 
Se dovesse succedere, le conseguenze sul nostro rapporto potrebbero non piacerci. 
E questo lo capisco ancora meglio.

Non sei uno di noi

Cosa vuol dire avere come amico un nero, per di più gay?
Significa non essere come loro. Loro chi? I razzisti.

- I diritti civili potranno cambiare il modo in cui vivono gli Yankee, - disse David, - ma non avranno mai nessun effetto su di noi. 
- Già. Ed è per questo che non mi piacete.
Quella frase li colpì come un masso.
 
- Non dobbiamo piacerti per forza, ma non possiamo permettere che uno di noi se ne vada in giro con i negri. Se lo fa, non appartiene più alla nostra razza, e smette di essere uno di noi.

Ma Hap non è uno di loro, uno di quei bravi bianchi che sanno da che parte stare, bianchi da una parte e i “negri” dall'altra, senza mescolarsi. No, Hap scopre quanto sia importante quel ragazzo nero, che sembra non aver paura di nessuno, dalla battuta facile e affilata, come una lama, contro i bifolchi dalla pelle pallida:

Era come un cane randagio che entrava e usciva dalla mia vita di continuo e io sentivo che, quando ci ritrovavamo in compagnia uno dell'altro, era come se una parte mancante tornasse al proprio posto. Eravamo una strana combinazione: lui omosessuale, io etero, lui nero io bianco..

In riva al fiume

Sulla riva del fiume Sabine, tanti anni prima, si consumò la rottura dell'amicizia tra Hap e un altro ragazzo di La Borde, Davis

Eccomi dunque a ripensare al passato, al Texas orientale, alla dura vita che si muoveva sotto la superficie delle cose, agli argomenti di cui la gente con i soldi sapeva poco, o dei quali comunque non voleva parlare.Negli anni sessanta, durante l'epoca dei diritti civili, c'era gente che diceva: «Oh, andavamo d'amore e d'accordo. Bianchi e neri. Loro stavano da un'altra parte, mentre noi stavamo qui. Però avevo un sacco di amici negri. Gli facevo ciao ciao con la mano, quando li incontravo in città».

Una serata finita presto

Un'avventura che finisce troppo presto, quando Hap si rende conto che è diverso dagli altri non solo perché ha come amico un ragazzo di colore, ma anche perché non riesce a fare quei trenini dell'amore tanto in voga.

Il bambino che diventò invisibile
- E' la serata dei ricordi, a quanto pare, - disse Leonard. 
- Scusa, ma è così. 
- E' difficile credere che ci siano ancora delle cose di cui non mi hai parlato, visto che ci conosciamo da una vita. 
- Ce ne sono alcune di cui non ho mai fatto cenno a nessuno. Altre che avevo più o meno dimenticato

Una di queste storie riguarda un ragazzo, maltrattato, preso in giro da tutti a tal punto da cercare in tutti i modi di rendersi invisibile. Fino a che quella bolla in cui si era rinchiuso dentro non era esplosa ..

Sangue e limonata

Incontriamo la madre di Hap che gli lascia un insegnamento che vale per tutti: non bisogna lasciarsi distogliere dalle cose cattive che ti capitano, ma si deve pensare anche alle cose buone, perché la vita è questo, momenti belli e momenti brutti.

Mentre attraversavamo il ponte sul Sabine es entravamo a Marvel Creek, mamma disse: - Vedi, figlio mio, la vita ha i suoi lati buoni e i suoi lati cattivi. Ha la sua limonata e il sangue. Stanotte abbiamo avuto una dose di entrambi gli ingredienti. E non puoi lasciare che il bene che abbiamo fatto, ossia la limonata, venga cancellato da qualcosa che è andato storto. Devi pensare solamente alle cose positive, e non lasciare che quelle negative ti distolgano. Insomma, devi sempre avere davanti il quadro completo.

Nel fiume dei morti

Una giornata di pesca sul Sabine che si trasforma in un incubo, per una tragica scoperta in fondo al fiume: dei cadaveri rinchiusi in una barca, tra cui un bambino. La scoperta di quanto possa spingersi oltre, la crudeltà dell'uomo.

A volte, la notte, nel buio dei sogni, vedo fluttuare quel povero bambino sfortunato, con il suo buco in testa. E' un sogno che mi accompagna da così tanto tempo che qualche volta mi capita di riuscire ad avvolgere quel corpicino in una nube oscura e allontanarlo da me, insieme alla consapevolezza di quello che certi esseri umani si spingono a fare con il loro prossimo.

Una sosta per il caffè

- Il razzismo e l'omofobia ci sono ancora però. Magari a livello più sommerso, - intervenni. 
- Mica tanto sommerso, cazzo, - commentò Brett. 
- Da qualche tempo a questa parte sono rinvenuti fuori, come i cadaveri degli annegati quando tornano in superficie. Il fatto è che più sei meschino, più hai paura del cambiamento.

Un bar, dove fermarsi per una pausa e per un caffè, per sentirsi adulto. E scoprire la malvagità di certe persone, razziste e pericolose.

Guardava il nero diritto in faccia. Disse: 
- Ai miei tempi i negri che facevano troppo gli spiritosi li immergevano nel catrame e li coprivamo di piume di gallina. 
- Sono ancora i tuoi tempi, a quanto vedo, - ribatté il nero.  
Charles diventò rosso come un peperone. 
- Puoi dirlo forte, - ribatté. 
- E ogni tanto capita che i negri entrino nel posto sbagliato e non sappiano tenere a freno la lingua.

Apollo Red

In questo racconto Hap ci racconta del padre e del suo modo di far rispettare la legge, senza ricorrere alla legge e alla polizia.
Perché il vecchio, sapeva farsi rispettare, anche di fronte ad uno spaccone tutto luccicante, Apollo red.

Un serpente innocuo

Erano poveri i Collins, anche se Hap non se ne rendeva conto. Per trovare del lavoro, un giorno partirono per l'Arizona dove, un giorno, Hap ebbe un incontro con un serpente. Uno spavento, ma anche un insegnamento dal padre
.. non sempre esiste un buon motivo quando una cosa ti fa paura. Devi imparare a conoscerla, prima di decidere se temerla o meno.

Negli abissi del mondo

Per la sua Chance, Hap tira fuori un racconto di paura, un'altra storia della sua infanzia, che il padre raccontò al piccolo Hap di dieci anni. La leggenda della strega del fiume.

A caccia di scoiattoli

Un altro racconto in cui sono protagonisti Hap e il padre, uno che chiamava negri le persone di colore, ma che se poteva, li aiutava personalmente:

..dentro casa, dei neri diceva peste e corna, e mi faceva venire il mal di stomaco, certe volte, anche se non ero sicuro di capire il perché.Mamma invece vedeva il lato positivo in tutte le persone, indipendentemente dal colore della pelle.

La quercia e il lago

Accompagnato a casa zio Leonard, Hap si lascia andare del tutto ai ricordi passati: Trudy, la ex moglie che l'aveva cacciato in un bel guaio, la casa dove Leonard aveva vissuto da giovane e la quercia dove si arrampicavano e dove sceneggiavano le loro avventure, l'albero di Robin Hood.
Ma non solo il passato non c'è più, anche quel bosco, fitto e rigoglioso, anche il lago dove pescavano non c'è più.

Quando passavamo di lì, Leonard non si voltava neppure verso il luogo in cui aveva vissuto. Io guardo, invece, ogni volta che mi trovo da quelle parti, ma non mi piace quello che vedo.

La scheda sul sito di Einaudi
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