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29 settembre 2024

Anteprima Presa diretta – età biologica

Aumenta l’aspettativa di vita, nel campo della medicina facciamo dei passi in avanti, ma – come ci racconterà il servizio di Presadiretta di questa sera, aumenta l’incidenza dei tumori per persone sotto i cinquant’anni:

Come mai così tanti tumori sotto i 50 anni? La Genetica, gli stili di vita, l’alcol, il fumo, il cibo ultra-processato, l’esposizione agli inquinanti?

Già solo l’anticipazione del servizio ha fatto incetta di commenti, tutti uguali, da parte dei novax, secondo cui è tutta colpa dei vaccini che Big Pharma avrebbe sperimentato su di noi..
Utili idioti della politica antiscienza che da una parte ci parla di sicurezza e protezione degli italiani dall’altra taglia la sanità, contrasta la lotta ai cambiamenti climatici
senza preoccuparsi delle conseguenze.
Perché non basta la deriva securitaria in corso per fermare l’abuso di sostanze stupefacenti (non la cannabis) da parte di persone sempre più giovani: le notti dello sballo sono diventate una moda, dove i ragazzi nelle discoteche si prendono il “mischione” di coca, keta, anfetamica e altre sostanze psicoattive. Vale lo stesso per il consumo di alcool e di fumo tra i giovanissimi, sia di tabacco che di sigarette elettroniche: tutto questo aumenta l’incidenza dei tumori secondo tutte le ricerche scientifiche. Già oggi i dati clinici indicano un aumento dell’80% dell’incidenza dei tumori nella fascia 29-50 anni, i tumori precoci.
La comunità scientifica si sta interrogando sul perché: oltre a questi errati stili di vita centrano anche le sostanze inquinanti, di cui Presa diretta si è occupata tante volte, dal Pfas, alla diossina ai veleni lasciati dall’industria chimica (di cui si aveva parlato la scorsa puntata col servizio da Crotone). Tra le cause l’assunzione di cibo ultra processato: come dobbiamo calcolare la nostra età biologica? Nella puntata si parlerà delle nuove innovative cure contro il cancro (e qui si torna alla difesa della sanità pubblica che consente l’accesso a queste cure a tutti).
Come all’istituto
Tumori Pascale di Napoli: nel frigoriferi tengono le confezioni dei nuovi farmaci antitumorali, ogni dose costa 25 mila euro ma le aziende sanitarie riescono ad averle a 5000 euro, lo Staot ha diritto ad una scontistica – spiega a Presadiretta Piera Maiolino, direttrice sanitaria dell’Istituto Tumore. Un paziente oncologico all’Istituto costa da 50mila euro a salire, ma è difficile parlare di costi vivi così intensi di fronte alla salute, “perché la salute dobbiamo tutelarla”.

Presa diretta ha poi intervistato Alice: la sua storia è comune a quella di altre persone sotto i 50: a 42 anni vive a Milano col marito Giacomo e le loro bambine Mia e Livia, nel 2018 la sua vita è stata stravolta quando ha scoperto di avere il tumore. La dottoressa quando mi ha mostrato il referto ha tenuto la mano sopra la foto tutto il tempo che ci spiegava cosa era successo – racconta alla giornalista oggi – “questo non è un polipo da un bel po’, bisogna mettersi nelle mani di uno bravo, era un tumore di 6,5 cm, quindi era abbastanza esteso ..”
Il medico che l’ha avuta in cura,
Antonio Spinelli direttore di chirurgia all’Humanitas di Milano racconta che la storia di Alice è una storia già sentita tante volte da pazienti giovani: “14 mesi è la media di ritardo diagnostico che hanno i pazienti giovani perché siamo soliti pensare che il tumore riguarda l’età avanzata e invece questa cosa è possibile..Abbiamo avuto più di 500 pazienti giovani sotto i 50 anni con tumori del colon retto in questi ultimi dieci anni, sono per noi un numero davvero considerevole.”

Sul tema della prevenzione Presadiretta con la giornalista Elena Marzano andrà a raccontare l’iniziativa Preveni.Amo fatta dalla Ausl Romagna, per sensibilizzare e prevenire gli incidenti stradali. È un’iniziativa “ideata dai medici del Trauma Center Romagna e realizzata, questa volta, presso il Centro di Formazione dei Salesiani di Forlì, e delle riprese girate alle attività svolte dall’Unità di Strada del Servizio Dipendenze Patologiche di Ravenna, dal Pronto Soccorso di Rimini e dai soccorritori della Centrale operativa ed emergenza territoriale 118 Romagna. ”

Sulla prevenzione si fa veramente poco, come racconterà in una intervista l’epidemiologo Emiliano Scafato: il rapporto tra tumori e abuso di alcool (qui la relazione al Parlamento dell’ISS del 2022), su come le leggi per evitare l’alcool ai minori siano disapplicate.
E lo stesso discorso è valido per l’alimentazione: Presadiretta ha intervistato Chris Van Tulleken, medico e divulgatore scientifico che racconta di come negli anni ‘80 le grandi aziende produttrici di tabacco, Philip Morris e RJ Renolds hanno acquistato le più grandi aziende alimentari nel mondo, “quindi non è che le aziende alimentari sono simili a quelle del tabacco, erano proprio le stesse, hanno preso le loro molecole aromatiche e le strategie pubblicitarie e di marketing e le hanno applicate al cibo. L’industria del tabacco ha applicato il suo manuale per venderci cibo dannoso e per creare un’altra dipendenza.”

Chris Van Tulleken è stato anche al centro di un esperimento scientifico che racconta nel suo libro “Cibi ultra processati”: per un mese ha mangiato solo cibi ultra processati, ha preso sei kg ma non solo, “non rilasciavo più gli ormoni della sazietà, per questo continuavo a mangiare, perché l’unico modo che ha l’industria per far soldi è ridurre il costo degli ingredienti e farti mangiare più di quello che vorresti.”
Alla giornalista ha mostrato una confezione di cereali che si mangiano i suoi figli: c’è l’immagine di un personaggio dei cartoni animati che dice
“fa bene alla tua famiglia, contiene ferro, fibre, c’è la vitamina D, ci sono ci sono ben 12 messaggi ingannevoli su questa confezione.. in Cile sulla confezione hanno messo due simboli di avvertimento che coprono persino il logo, niente cartoni animati, nessuna indicazione nutrizionale falsa, nessuna pubblicità rivolta ai bambini e magari qualche tassa sui prodotti più grassi. Funziona, e dovremmo fare lo stesso anche in Europa.”

La scheda della puntata:

Un reportage nelle discoteche dell'Emilia-Romagna e un viaggio nei reparti di oncologia di tutta Italia: nuovo appuntamento con "PresaDiretta", domenica 29 settembre dalle 20.35 su Rai 3. Nella prima parte della serata (fino alle 21.25 circa) "Aspettando PresaDiretta" racconta il mondo delle discoteca tra droghe, alcol, drammatiche richieste al 118 e attività di soccorso dei sanitari. Quali sono le conseguenze di questi abusi? Un viaggio tra spiagge, discoteche, presìdi medici, pronto soccorso e postazioni delle forze dell’ordine. Per discutere in studio di questi temi, la neuropsichiatra infantile del dipartimento di Neuroscienze e salute mentale del Policlinico Umberto I di Roma Arianna Terrinoni e la psicoanalista e autrice del libro “L’età dello sballo” Laura Pigozzi.
A seguire, l'inchiesta "Età biologica". Negli ultimi decenni in tutto il mondo aumentano le patologie oncologiche tra i giovani adulti. "PresaDiretta" ha attraversato l’Italia, da nord a sud, entrando nei reparti di oncologia, raccogliendo storie di pazienti, medici e ricercatori. Secondo gli studiosi tra le cause ci potrebbero essere anche i cibi ultraprocessati e gli inquinanti, fattori di rischio e stili di vita. Cosa determina la nostra età biologica?
L’ospedale Humanitas di Milano solo negli ultimi 10 anni ha preso in cura 500 pazienti under 50 con una diagnosi di cancro del colon retto. Li chiamano “tumori a esordio precoce”, che spesso risultano anche più maligni. E non è certo l’unica patologia oncologica in aumento tra i 30-40enni. I sospetti dei ricercatori si concentrano - tra l’altro - su cibi ultraprocessati, inquinanti ambientali, microplastiche. 
Reportage nei reparti di Oncologia dei maggiori ospedali italiani, dal Niguarda di Milano, al Pascale di Napoli, da Orbassano (Torino) a Siena, fino ai laboratori dell’IFOM (Istituto di oncologia molecolare) dell’Airc di Milano. E negli Stati Uniti, ad esempio all’Harvard Medical School di Boston o al Dana Farber Cancer Institute, ospedale fondato negli anni Cinquanta dal “padre della chemioterapia moderna” dove ora si sperimenta e utilizza la cosiddetta “chemioterapia intelligente” contro il tumore al seno metastatico. E poi le frontiere delle cure: le telecamere di "PresaDiretta" sono entrate in esclusiva nello stabilimento dell’azienda di biotecnologie Moderna a Norwood, vicino Boston, dove si producono vaccini personalizzati a Rna messaggero, la stessa tecnologia impiegata contro il Covid. Vaccini sperimentali costruiti su misura del singolo paziente contro il melanoma.
Le cure oncologiche però, costano, specialmente i farmaci innovativi. Negli Stati Uniti, regno del sistema sanitario privatistico, 100 milioni di americani hanno un debito sanitario, il 40% della popolazione adulta, tanto da coniare un’espressione apposta: “tossicità finanziaria”. E in Italia? Le spese sono garantite dal Sistema sanitario nazionale, ma l’oncologia pesa sempre di più sul bilancio della sanità.
Fattori di rischio e stili di vita. In Europa ogni giorno quattro industrie uccidono 7.400 persone, quasi 2 milioni l’anno: tabacco, alcol, cibo ultra-processato e petrolio. Aumentano i consumi e aumentano i profitti delle aziende. Ma c’è chi punta sulla prevenzione, come il Piano regionale dell’Emilia Romagna con palestre della salute e lezioni di corretta alimentazione nelle scuole.

"Età biologica" è un racconto di Riccardo Iacona con Cecilia Carpio, Daniela Cipolloni, Elena Marzano, Emilia Zazza, Matteo Delbò, Paolo Martino, Massimiliano Torchia.



Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

28 novembre 2011

Report - l'onda lunga


Preparate le carte, perchè potrebbe prospettarsi una nuova class action, contro gestori della telefonia mobile (riunitisi attorno alla sigla GSM Associations) e i produttori di cellulari: l'inchiesta di Sabrina Giannini di Report ha svelato il verdetto.
Usare il cellulare per molto tempo fa male?
Lo studio dell'agenzia per la ricerca sul cancro dell'OMS, a Lione, ha dimostrato che usare per più di 30 minuti al giorno il cellulare, per più di dieci anni, porta ad un aumento di cinque volte tanto, della probabilità di prendere un tumore al cervello. 

Vi chiederete come mai nessuno ha sollevato ancora allarmi (lo studio è uscito a maggio 2011) sullo stile della mucca pazza, della influenza aviaria o della suina, quando il mondo venne terrorizzato per queste nuove, presunte, pandemie.
Che alla fine, si rivelarono solo un buon affare per i produttori dei farmaci (e per qualche governo compiacente, come quello italiano).
In questo caso, l'allarme non è scattato perché getterebbe nella crisi il settore della telefonia mobile: 5 miliardi di utenti nel mondo, 40 milioni in Italia, un giro di affari di 45 miliardi di euro in Italia. Anche allo stato italiano mi viene da dire, cinicamente, conviene aspettare la relazione finale, su carta (pregiata?) dell'IARC, prima di dare delle raccomandazioni.

Come ha detto la dottoressa Lagorio dell'Istituto Superiore della Sanità, che ha scritto un comunicato contrario allo studio Interphone (sugli effetti del cellulare).
“L’uso dei telefoni cellulari non aumenta il rischio di tumori cerebrali”. E’ il comunicato stampa dell’Istituto Superiore di Sanità firmato dall’epidemiologa Susanna Lagorio quando furono pubblicati i risultati dell’imponente studio Interphone, costato 20 milioni di euro e pagato in parte dai contribuenti europei e in parte dalla GSMA e MMF.Le conclusioni sono rimaste in un cassetto per cinque anni. Interphone ha coinvolto tredici paesi, tra i quali l’Italia. Nel comunicato stampa Susanna Lagorio aggiunge: né per il glioma, né per il meningioma, si sono osservati incrementi di rischio in relazione alla durata dell’uso del cellulare, neppure tra gli utilizzatori a lungo termine (10 o più anni).
Eppure .. sugli effetti dell'uso prolungato del cellulare al cervello esistevano altre ricerche nel passato. Ma sull'argomento esiste una grande confusione: sia grazie alla confusione che fanno gli organi di stampa che alla confusione e poca chiarezza degli studi?

Perchè?
Sabrina Giannini è andata indietro nel tempo, per scoprire come nel passato, le ricerche sulla correlazione tra tumori e onde elettromagnetiche siano state pagate proprio dalle aziende delle telefonia.
La giornalista ha intervista il dottor Repacholi, che ha coordinato gli studi per l'OMS, che però tramite l'ospedale australiano Royal Adelaide Hospital raccoglieva soldi dalla Motorola.

Parliamo di studi di 28 anni fa: studi che per decine di anni hanno minimizzato o negato tutti i rischi nell'uso del cellulare.
Anche la GSM Associations ha pagato studi di ricerca (lo studio Interphone). Se, come dice lo studio di Lione, il cellulare porta ad un aumento di rischio di tumori, quante persone si sono ammalate, pensando che tanto usare questo strumento non era pericoloso?

È la stessa storia dell'industria del tabacco.
Ricerche indipendenti che sono state osteggiate o bloccate o messe nel cassetto (lo studio del professor Henry Lai per l'università del Colorado).
In Europa l'associazione ICNIRP (la commissione  che stabilisce i limiti sull'esposizione alle onde elettromagnetiche come ad es. il tasso massimo di assorbimento nel cervello) fondata nel 1992, ha fatto lo stesso: in assenza di prove evidenti, ha escluso il rischio, cercando di armonizzare il rapporto “costo benefici” per gli investimenti sulla sicurezza. Ma benefici per chi?


Anche l'ex ministro Veronesi, preferì non interrare i cavi dell'Enel, che potevano prevenire eventuali rischi da leucemia: per carenza di fondi l'Enel ha ritardato le ricerche per anni. 
Lo stesso per Tim, che preferì dirottare i fondi all'istituto Ramazzini per studiare i rischi del cellulare, all'istituto di Veronesi per la cura del cancro.
Cinismo? Meglio curare dopo che prevenire?


Sempre nel corso dell'inchiesta, è venuta fuori la storia di casa Gasparri a Marettino (Trapani): lui che come ministro ha permesso l'installazione di antenne in deroga, ha fatto spostare quella che aveva davanti casa.
Perchè, come molti italiani, deve aver pensato che le emissioni delle antenne dovessero fare male (e allora come mai oggi l'ARPA non ha un piano di monitoraggio?).

Mentre poi si continua ad usare il cellulare vicino alle orecchie.

In attesa della raccomandazione del governo e degli enti preposti, usate il cellulare poco, non tenetelo a lungo a contatto col corpo, usare l'auricolare e mandate messaggi anziché telefonare: l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le microonde emesse dal cellulare come “possibili cancerogene”. Nonostante i troppi conflitti di interesse, e gli studi pagati dalle stesse aziende del settore.

E' italiana la prima sentenza che riconosce un nesso di causa effetto tra uso
del cellulare e la malattia.
La Corte d’appello di Brescia ha accolto la richiesta di Innocente Marcolini, colpito da un neurinoma. Se dovesse essere confermata in Cassazione, sarebbe il precedente:

Milena Gabanelli, nel commento finale:
La prima sentenza al mondo sul danno da cellulare è stata emessa invece dalla Corte d’appello di Brescia. A breve ci sarà la pronuncia della Cassazione. Se la sentenza venisse confermata potrebbe costituire il precedente. Invece il verdetto di Lione potrebbe aprire il varco alle class action.  In sostanza, riassumendo, lo Iarc dice che esiste una associazione possibile tra tumore alcervello e le onde emesse dal nostro cellulare già con soli 30 minuti di telefonate al giorno per un periodo di almeno dieci anni. Ci aspettiamo che le autorità sanitarie pubbliche forniscano le informazioni e soprattutto le seguenti avvertenze: utilizzare l’auricolare riduce del 90% i rischi. Quando non si usa il telefono tenerlo lontano dal corpo. Il treno è una gabbia di elettromagnetismo, in macchina abbassare un po’ il finestrino, per i ragazzini che lo utilizzano per ascoltare la musica togliere la rete, e mai, mai sotto al cuscino.A casa o sul posto di lavoro utilizzare il  fisso, perché il cordless emette radiazioni come i cellulari.  Sarebbe poi un gesto di grande responsabilità se alla fine, durante gli spot pubblicitari, le star fornissero anche loro queste avvertenze


Il link per vedere la puntata di Report.
Il pdf col testo dell'inchiesta.