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11 gennaio 2022

Report – i fanghi industriali, le trattative attorno alle mascherine e le bufale

Il governo ha imposto le ffp2, Report parlerà della guerra e delle trattative che si sono scatenate attorno a questi dispositivi, con un'intervista ad un imprenditore a che ha denunciato una richiesta di tangente dentro una mediazione con la struttura commissariale.

Poi gli abbattimenti delle bufale campane e i fanghi industriali sversati nei campi, dove si coltivano gli ortaggi che poi finiscono sulle nostre tavole.

Occhio alla bufala di Rosamaria Aquino

La maggior parte degli allevamenti di bufale in Campania si concentra in pochi km quadrati nella provincia di Caserta, tra Grazzanise e Castel Volturno: Report è andata a vedere qual è la situazione degli allevatori di queste zone che hanno raccontato degli abbattimenti dei loro capi dopo la scoperta di casi di brucellosi e tbc.

Una buona parte erano casi di falsi positivi, fino a nove su dieci: bufale abbattute ma poi mandate al macello che ha poi venduto quelle carni (ad un prezzo svantaggioso per gli allevatori).

Negli ultimi dieci anni centomila capi sono stati abbattuti, portando alla crisi di diverse aziende del settore caseario, si poteva fare in modo diverso? C'è un altro giallo, come mai le aziende, nonostante questi abbattimenti, hanno dichiarato valori della produzione del latte in linea col passato (senza nessuna diminuzione)?

Alla prima domanda si può rispondere chiedendo alla regione come mai i capi non possono essere vaccinati, per evitare i falsi positivi ai controlli, ma la regione Campania nicchia su questo punto.

Per la seconda domanda, i soci del consorzio DOP avrebbero dichiarato un quantitativo di latte superiore a quanto prodotto: lo racconta alla giornalista un ex membro del consorzio del DOP della bufala.

In dieci anni il consumo di questa dop è salito del 31%, diventando un business da più di 1,2 miliardi l'anno, poi è arrivato il covid e il cambio di disciplinare del governo che ha consentito il latte in polvere: siamo sicuri allora che la mozzarella di bufala campana DOP sia fatta solo col latte del territorio?

Per la DOP il latte deve arrivare da zone ben precise: ci sono aziende del consorzio che usano latte vaccino, latte estero o latte in polvere, racconta la fonte anonima, mettendo in crisi gli allevatori onesti.

Nello scorso marzo ad un membro del consorzio hanno sequestrato qualche quintale di cagliata proveniente dalla Bulgaria: “ma era solo un ordine”, ha risposto Angelo Piccirillo, si è trattato solo un caso isolato.

L'imprenditore può fare scelte fuori dalla DOP – ammette il direttore generale del consorzio di tutela - comprando cagliate dalla Polonia o dalla Bulgaria: come si può essere certi che poi questi produttori non la usino poi nella mozzarella?

La filiera della mozzarella non riesce a tracciare la provenienza del latte: servirebbero maggiori controlli e anche sanzioni, per contrastare chi usa il latte straniero nella DOP.

Andremo a vedere i dati sulla piattaforma del CLAL.

Giù la mascherina – mascheropoli di Rosamaria Aquino

La mascherine ffp2 sono obbligatorie in alcuni luoghi al chiuso e nei luoghi pubblici: esiste un accordo tra il commissario Figliuolo e i farmacisti per venderle a 75 centesimi, ma in giro si trovano a prezzi anche maggiori, perché è solo un prezzo consigliato, come racconta un farmacista a Roma, in alcuni paesi piccoli, dove c'è solo una farmacia questa potrebbe fare il prezzo che vuole, non c'è nessun prezzo calmierato.

Ma le mascherine in commercio sono regolari? Negli ultimi mesi ci sono stati sequestri di mascherine non conformi, si parla di una su cinque non buone, tutte acquistate ai tempi del commissario Arcuri.

Racconta il servizio di Report che i controlli in dogana (una volta che le maschere erano arrivate in Italia), non ci sono sempre stati: dall'inizio pandemia sono state sdoganate 5 miliardi di mascherine, provenienti per lo più dall'estero, all'inizio i controlli erano molto stringenti poi, ad inizio estate, sono stati meno stringenti.

Molte delle mascherine sequestrate (perché non conformi) sono state tenute nei magazzini, ma ad una ASP in Sicilia sono stati costretti ad accettarle perché non ne avevano altre: erano proprio quelle sequestrate dalla procura di Gorizia e che erano state comprate nella gestione Arcuri, comprate in Cina grazie al supporto di alcuni mediatori.

L'ex commissario Arcuri avrebbe invitato i funzionari della dogana a sdoganare celermente queste mascherine senza fare troppi controlli: oggi Arcuri è indagato per la gestione delle mascherine, come anche il direttore generale delle agenzie delle dogane Minenna.

I funzionari delle dogane avevano segnalato che in Italia arrivavano mascherine con CE falsi e che andavano sequestrate anche se erano validate in deroga: ma alla fine, raccontano a Report questi funzionari, sono finite sul mercato lo stesso e usate dagli italiani nel corso della pandemia.

Report ha chiesto conto di queste 800ml di mascherine da sequestrare all'ex presidente Conte, come anche del fatto che nell'estate 2020, i controlli sulle mascherine fossero diminuiti (su input di Arcuri), per far affluire più mascherine al paese.

Report ha chiesto conto a Minenna di una direttiva secondi cui, le informative fatte dall'intelligence delle dogane dovevano arrivare a lui e poi riportate a Conte. Anche quelle che eventualmente riguardavano lui stesso.

Il direttore ha risposto che questi dossier contro di lui nascono dalla criminalità organizzata per danneggiare il suo lavoro.

Conte ha raccontato di aver messo i direttori dell'intelligence a controllare gli acquisti delle mascherine dai vari broker, nei primi mesi della pandemia, per evitare delle truffe.

Ma poi tra i primi acquisti, ci sono i due lotti strapagati alla Cina (quattro volte la media europea) che poi sono state sequestrate perché non idonee (oppure inviate in Sicilia dove gli operatori sono stati costretti ad usarli).

Minenna da la colpa ai decreti del governo che, nel picco della pandemia, ha rilassato ai controlli: ma i sequestri non si sono fermati.

L'inchiesta sul traffico di influenze dell'avvocato Di Donna

Molti imprenditori, durante i mesi di crisi del 2020, cercarono di prendersi gli appalti per le forniture di mascherine: tra queste anche Giovanni Buini, che voleva mettersi in contatto con Arcuri per entrare nel settore delle mascherine con una commessa da 60ml.

Per questo si mette in contatto con un avvocato esperto di diritto civile come Di Donna (che aveva lavorato nello stesso studio di Conte): all'incontro per firmare il contratto della commessa, Buini racconta che erano presenti anche due agenti dei servizi, tra cui il generale Tedeschi, oltre all'avvocato che avrebbe avuto un ruolo di mediatore nella vendita delle mascherine.

Buini alla fine decide di uscire dal contratto perché Di Donna chiedeva una percentuale molto alta: il suo sospetto era che la consulenza legale nascondesse una tangente per l'agevolazione dei contatti per chiudere l'appalto.

Il giorno dopo all'azienda di Buini si sono presentati i NAS e poi la Finanza: solo alla fine l'imprenditore è andato in procura a denunciare Di Donna, per la percentuale alta richiesta che faceva sospettare ad una tangente.

Cosa risponde di questo l'ex presidente Conte?

Conte risponde che non sa nulla di queste commesse per cui Di Donna ha fatto da mediatore, ha scelto di non mantenere rapporti che potesse influire la sua attività di presidente del Consiglio.

Come mai Di Donna usava il suo nome per crescere la sua influenza, per il suo lavoro di mediatore?

Conte aveva incontrato Di Donna pochi giorni prima delle elezioni suppletive nel 2020, negando di essere mai stato socio.

L'odore dei fanghi di Bernardo Iovene

Il fango dei depuratori delle acque reflue devono essere controllati ogni 15 giorni, per essere certi che i fanghi, ottenuti dalla depurazione, possano essere sversati sui campi – così spiega a Report Paolo Ceccardi responsabile dell'Agricoltura per l'ambiente.

Sia i fanghi “umani” che quelli industriali possono essere offerti agli agricoltori, come fanghi o gessi, come fertilizzanti: sarebbe un esempio di economia virtuosa, ma spesso in mezzo a questa filiera entrano i criminali e così, nei campi dove crescono le verdure che poi ci mangiamo, si sversano anche veleni.

Basta mettere la oltre alla soda caustica l'acido solforico nei fanghi che, magicamente il fango diventa prodotto e così può sfuggire ai controlli.

E così, nei campi si possono rilasciare metalli e altre schifezze che, prima rovinano l'aria alla popolazione che abita vicino ai campi e poi avvelenano le persone.

Imprenditori criminali sono stati capaci di creare soldi anche dal nostro letame, anche dagli scarti industriali (che consente a sostanze tossiche di finire sulle nostre tavole).

Eludere le leggi, come sempre, in Italia è facile: la disciplina sui fanghi è carente (i fanghi sono controllati, ma i gessi no), i controlli a livello regionale cambiano da regione a regione.

LA regione voleva colmare il vuoto normativa sulla differenza tra fanghi e gessi (sul tracciamento), ma il governo ha impugnato la norma.

I cittadini sono esasperati, per la puzza, per l'inquinamento, per essere stati traditi dallo Stato, da questi criminali. Il ministro Cingolani, davanti a Bernardo Iovene, si impegna a riprendere in mano il tema, per correggere tutti i problemi: “interverremo, lo faremo prestissimo”.

10 gennaio 2022

Anteprima inchieste di Report: i fanghi tossici, il decoro urbano, il business delle mascherine, le bufale campane e il senatore Lotito

La compravendita di mascherine, nei mesi della prima ondata della pandemia, e la strana presenza di due uomini dei servizi.

Chi, in Senato, eleggerà il prossimo presidente della Repubblica? La storia del senatore Lotito, imprenditore e presidente di squadre di calcio.

L'inchiesta sui fanghi industriali usati per concimare i campi agricoli in alcune regioni del nord e una seconda inchiesta sugli abbattimenti di bufale in Campania

Il senatore Lotito

A fine gennaio inizieranno le votazioni per l'elezione del prossimo presidente della Repubblica, in seduta congiunta (forse) si uniranno senatori, deputati e i consiglieri regionali scelti dalle regioni.

Tra gli elettori forse sarà presente anche Lotito, presidente della Lazio, imprenditore e ora senatore nelle file di Forza Italia: ma la sua elezione in Campania nel 2018 è stata contestata e in tre anni non si è riusciti a fare chiarezza.

I fanghi industriali

Sui terreni del nord Italia sono stati sversati, per anni, fanghi e gessi inquinati da sostanze tossiche provenienti da lavorazioni industriali. Diverse procure stanno indagando su questi sversamenti.

La Lombardia raccoglie una parte dei fanghi da refluo da tante regioni italiane che raccolgono 42 tipi diversi di trattamenti industriali – racconta Fabiano Cabrini di Viviambiente a Bernardo Iovene – dalle concerie, alle pelletterie, alla farmaceutica, alla chimica in generale [..] L'acido solforico e la soda non riescono ad eliminare nessun elemento di questa chimica che finisce nei fanghi.


Esiste una norma sull'uso dei fanghi, che stabilisce i modi e i limiti con cui utilizzare i fanghi dell'industria del tessile, delle plastiche e della farmaceutica, che rilasciano sostanze come idrocarburi pesanti, pcb, toluene, selenio, cromo esavalente, berillio e arsenico. Un paradosso perché i controlli sui gessi (anch'essi sversati nei campi) si fanno solo sui metalli, non su altre sostanze chimiche: nei paesi arrivano, assieme ai gessi, odori strani, indecifrabili anche per i sindaci, che sono all'oscuro degli spargimenti perché non ricevono le comunicazioni. L'ultimo caso di questo tipo è avvenuto a Castiglione d'Adda: al comune non è arrivata comunicazione per cui evidentemente non si trattava di fanghi ma di gessi, che hanno lasciato una puzza che si è sentita per tutto il paese. “Odori chimici, odore di pesce marcio” spiega a Report il consigliere Umberto Daccò, “ma che raggiunge livelli nauseabondi indescrivibili, non si può mettere una popolazione nella condizione di non poter uscire.”

I cittadini dei comuni del lodigiano, vicini al Po ma anche alla CRE, una delle più grandi aziende che opera nel settore dei fanghi, sono infuriati: la CRE ha due impianti, uno a Maccastorna e l'altro a Meleti.

“Quando passano quei camion lì” raccontano questi cittadini “è una cosa insopportabile, anche a duecento, trecento metri si sentono le molestie olfattive. E' ora che la finiscano, perché ne abbiamo le scatole piene..”

Report ha portato le sue telecamere su questi campi, oggetti di sversamento: su uno di questi, nel bolognese, in un giorno sono arrivati dieci camion che lasciano i fanghi (ottenuti dalle depurazioni delle acque degli scarichi urbani) gratuitamente per chi, quei terreni, li lavora.

“Questo è un esempio di economia circolare” spiega il proprietario dell'azienda agricola “noi come azienda abbiamo bisogno di sostanze organiche, la comunità ha bisogno di eliminare dei rifiuti dei depuratori, appena arriva il prodotto in azienda deve essere interrato immediatamente in modo da arrecare meno danno e meno disturbo per la popolazione. [..] Bisogna anche che i residenti, se per un giorno sentono un po' di puzza, portano pazienza.”

Questo sistema è gratuito per le aziende agricole ma è pagati da tutti noi attraverso la bolletta dell'acqua perché paghiamo le aziende di depurazione e chi depura paga le ditte per lo smaltimento dei fanghi.

I fanghi da depurazione, racconta il servizio di Report, possono essere una risorsa per l'agricoltura, perché ricchi di fosforo e azoto, ma per essere usati per lo spargimento nei campi devono avere delle caratteristiche precise: esiste un regolamento europea che andrà in vigore nel 2022, ma ogni stato potrà usare le normative nazionali.


Del decreto fatto dal governo Conte I ne parla anche la direttrice dell'istituto Ramazzini di Bologna, Fiorella Belpoggi: “è grave che in un decreto del governo ammetta la presenza di sostanze cancerogene in un materiale che va nel terreno e dal quale possono derivare dei prodotti destinati all'alimentazione. Anche dei bambini. Ed è ammesso che arsenico, berillio, cadmio, cromo, siano presenti in quantità elevate.... Lo stirene, il benzo(a)pirene, il cloruro di vinile, questi siamo sicuri che siano cancerogeni e la loro presenza è ammessa di defecazione che vengono utilizzati in agricoltura”

Praticamente abbiamo una legge che consente di mettere degli inquinanti nel terreno e nel piatto.

C'è una intercettazione, disposta dalla procura di Brescia, dove gli sversatori (dell'azienda WTE) ridevano pensando ai bambini che avrebbero mangiato quel mais, cresciuto nei campi “concimati” con quei fanghi tossici

io ho fatto il delinquente consapevolmente .. io ogni tanto ci penso, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta coi fanghi di Vertelli ..

Si tratta delle 150mila tonnellate di fanghi sversate sui campi di 4 regioni del nord Italia, su parecchi ettari di terreni – spiega a Iovene il tenente colonnello della forestale di Brescia Cesare Nascè: sono 30mila tir che si sono mossi sul territorio. Nelle intercettazioni si sentono gli indagati ammettere “sono bei posti che noi andiamo a rovinare coi gessi..”

La scheda del servizio: L’ODORE DEI FANGHI di Bernardo Iovene
collaborazione Alessandra Borella e Greta Orsi

Le procure di Brescia, Lodi e Pavia hanno scoperto centinaia di migliaia di tonnellate di fanghi e gessi fuori norma e inquinati da sostanze tossiche che sono state sversate sui terreni del nord Italia, in quattro regioni e centinaia di province. Le inchieste sono partite dalle denunce degli abitanti che per anni hanno subito i miasmi provenienti dai centri di trattamento di fanghi e gessi sotto inchiesta. Report ha ricostruito la filiera dei fanghi “tal quale” e quella del prodotto diventato gesso di defecazione, una pratica ormai consolidata che si muove in un vuoto normativo, come ha ammesso lo stesso ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani. Quest’anno entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo, ma ogni Stato può continuare a utilizzarli secondo le proprie normative nazionali. E se in Spagna, Gran Bretagna e Irlanda sono largamente impiegati come fertilizzanti, in Olanda, Belgio e Svizzera preferiscono incenerirli. E l'Italia come si comporta? I fanghi dei depuratori civili e industriali possono essere recuperati in agricoltura come concime perché contengono azoto e fosforo utili ai terreni, ma anche una serie di inquinanti, metalli pesanti, idrocarburi e PCB considerati cancerogeni. Una legge del 2018 ha stabilito dei limiti per queste sostanze, ma se trattato, il fango diventa gesso e può essere utilizzato come un fertilizzante e sfuggire ai controlli severi che invece ci sono per i fanghi tal quale.

Il business della pandemia

Finché c'è guerra c'è speranza – era il titolo di un famoso film con Alberto Sordi. Oggi potremmo dire, parafrasandone il titolo, finché c'è pandemia c'è speranza, considerando i tanti interessi economici attorno al covid, dai vaccini e le case farmaceutiche che li vengono ai paesi, ai tamponi (quante famiglie sono state costrette ad affidarsi ai privati) fino alle mascherine (Report si era occupata della compravendita di mascherine nel corso della prima ondata della pandemia).

Questo governo ha deciso di rendere obbligatorie le mascherine ffp2 in determinate circostanze, calmierando il prezzo, non potranno essere vendute ad un prezzo maggiore di 75 centesimi.

Come si sono svolte le trattative, gli accordi, i contatti dietro le mascherine di Stato?

Sergio Ferraino è un farmacista a Roma e ha spiegato a Report come superare il prezzo calmierato: “il prezzo è un finto calmierato, nel senso di consigliato: c'è un elenco di farmacie che ha aderito a questo accordo, ma chi non vuole aderire vende la mascherine al prezzo che vuole e mi immagino in un paesino dove sei tu sola e unica farmacia potresti anche approfittarti della situazione visto che solo da te le persone possono venire a comprarle.”

La scheda del servizio: GIÙ LA MASCHERA di Rosamaria Aquino con la collaborazione di Marzia Amico

Da pochi giorni il Governo ha imposto l'obbligo della FFP2 in determinati luoghi e ha stabilito un prezzo calmierato che le farmacie possono anche scegliere di non praticare. Le mascherine da inizio pandemia però sono state soprattutto un business milionario per molti fornitori, ma anche per mediatori che avrebbero messo a disposizione i propri contatti con dirigenti pubblici in cambio di lauti compensi. Intorno a un bene diventato ormai indispensabile circolerebbero dunque lobbisti, faccendieri e persino i servizi segreti. Report con testimonianze esclusive ricostruisce la rete dei controlli sullo sdoganamento dei dispositivi e torna sulle trame che avrebbero accompagnato gli appalti per l'acquisizione delle mascherine di Stato.

Il decoro urbano

Può sembrare un tema poco importante, considerata l'emergenza sanitaria e sociale che stiamo vivendo. Ma la domanda meriterebbe una risposta: se io lascio le deiezioni del mio cane per strada rischio una multa. Se a farlo è il cavallo delle forze dell'ordine, però, non ci sono problemi. C'è modo di seguire protocolli diversi per le guardie a cavallo?

La scheda del servizio: A CAVAL DONATO di Max Brod

Il decoro delle vie cittadine e dei parchi pubblici è tutelato da norme finalizzate a non sporcare con le deiezioni animali questi luoghi, che sono di tutti. Oltre ad essere nocivi per il decoro, gli escrementi rappresentano un fattore di rischio per il virus del tetano e sono un ostacolo per disabili, runner e turisti. Ma allora perché Polizia e Carabinieri a cavallo lasciano le deiezioni dei loro animali a terra durante il pattugliamento? Il problema sembra diffuso nei corpi di polizia di mezzo mondo, anche se c’è chi ha cercato e trovato una soluzione: a Cannes (Francia), la Polizia Municipale ha ideato un sistema per evitare di lasciare sporco dopo il passaggio. Report ha raccolto le lamentele dei cittadini che devono convivere con questo inconveniente ed è andato a interpellare i diretti interessati: i responsabili nazionali dei reparti di Polizia e Carabinieri a cavallo.

La filiera della mozzarella di bufala campana

La maggior parte degli allevamenti di bufale in Campania si concentra in pochi km quadrati nella provincia di Caserta, tra Grazzanise e Castel Volturno: Report è andata a vedere qual è la situazione degli allevamenti, che negli anni passati sono stati colpiti dalla brucellosi, una malattia alle mammelle degli animali. Molti capi sono stati abbattuti, come successo al signor Marco Autieri, che ha perso i suoi 500 capi nel 2018, con un danno economico stimato in 1,5ml di euro.

Altri capi sono stati abbattuti per sospetta infezione da TBC, anche se poi al momento del macello erano risultate negative.

E' successo che mentre la regione Campania aveva ordinato di abbattere i capi ammalati, alcune bufale erano risultate negative ai test fatti al macello, arrivando a situazioni di nove casi su dieci di falsi positivi: questi animali sono stati poi macellati, come capi normali, portando così un guadagno ai macelli. Si potevano evitare questi abbattimenti? La procura di Santa Maria Capua Vetere sta acquisendo i dati delle ASL, fino ad oggi non divulgati, scoprendo che in questi ultimi dieci anni ben 100mila capi sono stati abbattuti per sospetta brucellosi o tubercolosi, provocando la chiusura di quasi 300 aziende.

La scheda del servizio: OCCHIO ALLA BUFALA di Rosamaria Aquino
con la collaborazione di Marzia Amico e Alessia Marzi

Giro d'affari a cinque zeri per una prelibatezza che può essere prodotta solo in alcune zone tra Lazio, Campania, Molise e Puglia: è la mozzarella di bufala DOP. Ma è a Caserta che insiste la maggioranza dei caseifici ed è proprio in quella terra che in questo momento si sta combattendo la battaglia più difficile per le bufale: secondo una recente inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ne sarebbero state abbattute in dieci anni decine di migliaia per sospette brucellosi e tubercolosi. Ma a un esame al macello, molti di quegli animali sarebbero poi risultati sani. Report ripercorre tutta la filiera, dagli allevamenti ai trasformatori, alle prese con l'eterno dilemma tra latte fresco e congelato e cagliate che arrivano dall'estero.


Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.