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06 maggio 2009

Know your enemy


Bello e potente, l'ultimo singolo dei Green Day (già comprato su Itunes), Know your enemy. Alcune tracce dell'album le potete sentire qui e vedere (il video) qui.

11 gennaio 2009

La serata per Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè per me significa “La guerra di Piero”, “Andrea”, “Bocca di Rosa”, “Il pescatore”, Marinella, "Creuza de ma" e tutte le sue canzoni. Mai come in altri cantautori, la sua immagine coincide con le canzoni che ha scritto e che ancora oggi vengono riascoltate e riscoperte da vecchi e nuovi fans.
Il cantautore che ha sempre sfuggito le interviste, la televisione, l'essere personaggio famoso, e noi, forse anche per questo, lo amiamo ancora di più.
Lo amiamo per la sua voce, così impostata, quasi da attore di prosa, da professore, che fa da contrasto con la dolcezza della sua musica. A volte, anche un semplice arpeggio che ti accompagna dolcemente dentro la canzone, come in “Bocca di rosa”.
Lo amiamo per la poesia contenuta nei suoi pezzi: poeta, musicista, cantautore.
Intervistato in proposito, sull'essere poeta e cantautore, rispose:

« Benedetto Croce diceva che fino a vent'anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa. »

Quanta umiltà in questo personaggio così riservato, schivo, che quasi si era appartato a vita privata nella sua tenuta in Sardegna, da cui fu strappato grazie al progetto del tour con la PFM, nel 1978-79.
Un'idea ambiziosa: vestire con i panni della musica rock le sue strofe, i suoi arpeggi, la sua voce.

E quello che è diventato quel tour, quelle incisioni, è sotto gli occhi (e nelle orecchie) di tutti: un'opera unica, forse irripetibile, nel panorama musicale italiano.
Cosa direbbe oggi Fabrizio, a sentire che le sue canzoni sono ancora attuali: come la filastrocca di “Girotondo” con i bambini ancora scacciati dai loro giochi?
Nel mondo di oggi dove “Andrea” è ancora perso e non sa tornare?
Dove “Piero” è ancora con un fucile in mano e si trova di fronte un altro uomo in altra divisa?
Dove all'ombra dell'ultimo sole, è ancora assopito un pescatore, con un solco lungo il viso come una specie di sorriso?

Umbre de muri muri de mainé
dunde ne vegnì duve l'è ch'ané ..


L'unica cosa è continuare ad ascoltare la sua musica. Questa sera su Rai 3 si tenterà un esperimento, nella serata dedicata a Faber a Che tempo che fa. Da varie parti di Italia, in collegamento, alcuni artisti canteranno (e reciteranno) le sue canzoni (qui trovate il progrmma).
Fino al gran finale, con le 150 radio che trasmetteranno contemporaneamente (più o meno) il brano “Amore che vieni amore che vai”.

Buona serata e buon Fabrizio De Andrè a tutti.
Alcuni siti dove troverete la vita, le opere, la critica su De andrè:
-
Fondazione Fabrizio De André
- FaberDeAndré.Com
- Viadelcampo.Com
-Creuza de ma

Technorati:


10 settembre 2008

The day that never comes - the video



Ricorda un pò il video di One, o no?
P.S. si scrive thrash metal e non trash (come ad es. sul sito della Feltrinelli)...

31 agosto 2008

Cause we are Metallica



Il nuovo almubm dei Metallica, Death Magnetic, uscirà il 12 settembre.
Ho iniziato ad ascoltare i Metallica nel periodo dopo And justice for all, prima del Black Album. A fine anni 80, inizi del '90 il metal era diviso tra le band di glam metal (Motley Crue, Poison, Bon Jovi), i gruppi di Death Metal, i gruppi storici dell'hard rock che uscivano dalla crisi degli '80 (Ac Dc, Aerosmith) e le bande di thrash metal.
I Metallica erano i signori del metal: mi piaceva la loro capacità di rinnovarsi, di seguire nuove piste, di non pitturarsi la faccia né di seguire quegli atteggiamenti eccessivi dei gruppi death.
In un periodo in cui tutti i gruppi rock lanciavano un singolo e facevano uscire subito il video di promozione, i Metallica fino al 1991 avevano realizzato il solo video di One. Censurato da MTV perchè si parlava di guerra.
Cause we are Metallica!

Col Black Album i Metallica arrivarono a farsi conoscere ad un pubblico che, prima, non si sarebbe mai sognato di ascoltare metal. Grazie ai lenti (Nothing else matters) e alle ballate rock (The Unforgiven) e in generale al sound più orecchiabile del disco.
Ma erano Metallica diversi: ma forse è vero che ad ogni album abbiamo assistito ad una mutazione di stile, sound, testi.
Ne avevan fatta di strada dai tempi di “The four horsemen”, “For whom the bells tolls”, “Battery”, “Harverster of sorrow”....

Poi vennero i tentativi di rinnovarsi di Load e Reload.
L'album di covers Garage days re-revisited, che invece confermava la voglia di suonare metal duro e riconfermava le radici storiche dei Metallica.
Nel frattempo il grunge prima e il nu-metal avevano spazzato via gran parte delle bande rock, heavy e thrash.
Nel 2003 usciva St. Anger, registrato (anche male) in studio, ruvido, senza assoli di chitarra, senza basso e senza compromessi. Pure troppo.

E oggi? Ho ascoltato i singoli scaricabili dal sito della band. C'è dentro tutta l'energia metal, riff semplici a affilati come ai tempi di Master of Puppets. Ma forse è sbagliato guardare al passato: ogni volta i Metallica mi hanno spiazzato, facendomi in parte ricredere dalle attese.
Una cosa è certa: loro non seguono la stessa strada di altri, loro sono i Metallica.

08 aprile 2008

Black Tide - Shockwave

Ho scoperto i Black Tide quasi per caso, ascoltando il loro video Shockwave .. amore a prima vista.

Un bel tuffo nel passato: mi ricordano un pò i Suicidal Tendencies e i bei tempi dello speed metal!
Questo il loro sito su mySpace, qui le informazioni sul gruppo (hanno tutti meno di 20 anni) su wikipedia.


21 dicembre 2007

Scorpions - Still Loving You

Solo dalle ruvide corde di una chitarra heavy metal, possono salire le note di una canzone d'amore. In un modo che è allo stesso tempo delicato e potente.
Con un arpeggio di chitarra che sale e scende, lento e dolcemente ipnotico. Con quella voce triste e malinconica, ma allo stesso modo così forte.
E poi l'arpeggio lascia spazio alla Gibson Flying V, come una diga che improvvisamente cede alla pressione che non riesce a più a sopportare.

E' un urlo quasi animalesco quello di Klaus Meine:
If we'd go again
All the way from the start,
I would try to change
The things that killed our love.

Your pride has build a wall,
so strong That I can't get through.
Is there really no chance
To start once again?
I'm loving you.

E' una canzone che scalda, che brucia, un grido di dolore, ma anche di vita e di speranza.
Still loving you, baby...



11 dicembre 2007

La reunion dei Led Zeppelin

Dopo 27 anni, l'atteso concerto della reunion.
Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones e Jason Bonham, figlio del defunto batterista John "Bonzo" Bonham hanno iniziato il concerto con "Good times, bad times".
Tra le canzoni, la mia preferita, Black Dog. Qui in 1973 Live from the Led Zeppelin DVD.
Technorati: Led Zeppelin

12 novembre 2007

Ma il cielo è sempre più blu!!

Bella la fiction su Rino Gaetano e belle le canzoni di Rino Gaetano, anche quelle meno conosciute (almeno da parte mia) del primo periodo.
Le canzoni sono state interpretate dall'attore Claudio Santamaria stesso: mica male, considerando che non è un cantante professionista e considerando l'unicità della voce Di Rino Gaetano.

"Ma tu da che parte stati?"
La domanda che gli veniva fatta da chi lo ascoltava: eravamo negli anni 70 e chi non si schierava apertamente (da un parte o dall'altra) veniva visto con diffidenza.
Ma tu sei un giullare o un cantate impegnato? Non capivano l'unicità di questo cantante, capace di giocare con le parole, dalla voce che sembrava venire dal profondo, che esprimeva rabbia, dolore, sentimento...

I poeti, i grandi artisti non stanno mai da una parte: stanno sempre sopra, oltre, al dà.
"Io credo che non sia neanche giusto schierarsi da una parte" rispondeva timido.
Il sito del cantante.

Technorati:

Rino Gaetano a Sanremo, quando presentò "Gianna":


20 giugno 2007

Green Day - Working Class Hero

L'ultimo singolo dei Green Day, per la campagna a favore del Darfur.

Il testo della canzone:

As soon as your born they make you feel small,
By giving you no time instead of it all,
Till the pain is so big you feel nothing at all,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.

They hurt you at home and they hit you at school,
They hate you if you're clever and they despise a fool,
Till you're so fucking crazy you can't follow their rules,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.

When they've tortured and scared you for twenty odd years,
Then they expect you to pick a career,
When you can't really function you're so full of fear,
A working class hero is something to be
A working class hero is something to be.
Keep you doped with religion and sex and TV,
And you think you're so clever and classless and free,
But you're still fucking peasents as far as I can see,
A working class hero is something to be,
A working class hero is something to be.

There's room at the top they are telling you still,
But first you must learn how to smile as you kill,
If you want to be like all the folks on the hill,
A working class hero is something to be.
A working class hero is something to be.
If you want to be a hero well just follow me,
If you want to be a hero well just follow me.

E' una cover di una canzone di John Lennon, contenuta nell'album Make some noise, iniziativa sponsorizzata da Amnesty International.

13 marzo 2007

We All Love Ennio Morricone

Nell'omaggio a Ennio Morricone (online su internetbookshop), compaiono anche i Metallica, con una versione metal di "The Ecstasy of Gold".
I Metallica usavano questa canzone come apertura dei loro concerti.



Technorati: ,

05 marzo 2007

Luigi Tenco: Le temps file ses jour (Un giorno dopo l'altro)




La sigla de "Le inchieste del commissario Maigret", cantata in francese.
Il
testo:

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne vale strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.

Luigi Tenco su myspace
Technorati:

22 gennaio 2007

Le due Italie

Un alieno che capitasse per caso da noi, e gli venisse voglia di farsi un'idea degli italiani guardando la televisione di questo fine settimana, (è un vecchio gioco, lo so), che idea si farebbe?
Se guardasse una certa trasmissione, su una televisione commerciale, che fa un grande share, col titolo preso da un personaggio di famoso libro di George Orwell, penserebbe che noi italiani siamo ignoranti, buzzurri, non sappiamo parlare, palestrati, pieni di tatuaggi, ....
E le donne? Non si vergognano, almeno un pò, della rappresentazione, che viene data?

Se studi vai a lavorare come ricercatrice per 800/1000 euro al mese. Oppure dentro un call center, ove prendi anche di meno.Se mignotteggi, finisci in televisione e guadagni molto di più ...

E' questa l'immagine che vogliamo dare?
Siete contenti di essere rappresentati da queste persone?
Ma andiamo avanti.

Supponiamo poi che il nostro alieno capiti su un'altra trasmissione, che dal nome sembra una trasmissione metereologica.
Conoscerebbe due musicisti, sentirebbe parlare di cultura, arte e musica. Caspita questi terrestri!!
Sabato il pianista Ludovico Einaudi (il sito e lo spazio su mySpace) suonava Oltremare, tratto dalla raccolta Divenire, in una versione arrangiata appositamente per la trasmissione.

Domenica Maurizio Pollini (considerato uno dei maggiori interpreti di Beethoven, Schubert, Mozart, Shumann, Liszt, Brahms), spiegava la differenza tra musica d'arte e musica popolare, di consumo.

Sembrerebbero due italie diverse: la famosa Italia divisa in due.
Ma non dalla politica. Dall'uso che se ne fa (quando se ne fa) del proprio intelletto.
E non venitemi a dire che è sola televisione, che si può cambiare canale ecc. ecc.La televisione, da elettrodomestico, sta diventando un sostituto del nostro cervello: se una cosa la dice la televisione allora è vera.
Se vedi due persone che si insultano per strada pensi che siano ue maleducati.
Se lo fanno in televisione è reality.
E pensiamo che tutto ciò sia giusto.
Se non lo vogliamo fare per noi, cerchiamo di salvare la faccia almeno nei confronti degli alieni.