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23 settembre 2021

La campagna elettorale più strana del mondo

Tra cinghiali che scorrazzano per le strade, accuse reciproche dei candidati (pistola vs radical chic) e endorsement agli avversari, questa campagna elettorale per le amministrative conferma il livellamento verso il basso della politica e dei suoi rappresentanti.

Ma non è questa la cosa che più deve preoccupare (tipo il candidato di centro destra di Torino che di fatto ammette che voterebbe Sala), ma quello che in questa campagna elettorale è assente.

Per esempio a Milano siamo tutti green ma di qualità dell'aria non se ne parla, perché costringerebbe ad ammettere che in questi anni si è cementato e si continuerà ancora a cementare. Per esempio per il nuovo stadio che tutti vogliono.

Non si parla delle strutture sportive per studenti, ragazzi, anziani, pubbliche e aperte a tutti: come ha raccontato due settimane fa la trasmissione Presadiretta in Italia e non solo a Milano abbiamo poche strutture sportive e anche mal tenute.

Infine il tema della criminalità organizzata, le mafie: è di ieri l'allarme della DIA sul rischio che le mafie mettano le mani sui soldi del PNRR. A parole siamo tutti contro la mafia, come anche siamo tutti antifascisti (beh, non tutti i candidati riescono a dirla questa parole), ma di fatto a livello locale e a livello nazionale la parola mafia è sparita dall'agenda politica.

Penso che la pervasività delle mafie nel tessuto imprenditoriale, nel mondo dei professionisti, il suo potere di ricatto e influenza sulla politica siano più pericolosi dei cinghiali che scorrazzano per le città.

24 gennaio 2020

Il panico


Ogni anno in Italia migliaia di persone si ammalano e muoiono a seguito di malattie causate dall'inquinamento dell'aria.
Inquinamento che coinvolge un quarto dei capoluoghi italiani, specie al nord, dove in quasi tutte le grandi città. 
Di fronte a questi numeri, di fronte a queste morti, forse potremmo ridurre il panico per l'epidemia in Cina.

Di fronte ai morti per amianto, uccisi perché proteggere la vita degli operai di Casale, degli impiegato, delle persone che respiravano quell'aria mefitica, costava troppo ai bravi padroni svizzeri.