18 settembre 2019

I due matteo


Opportunismo, spregiudicatezza, voglia di potere, di tenere la scena: i giornalisti de l'Espresso ci avevano visto giusto con quella copertina uscita in agosto.
I due Matteo, quello di centro e quello di destra estrema, i due semivolti affiancati. 

Tutti e due hanno scalato i rispettivi partiti, portandoli al governo (e anche a buoni risultati elettorali) ma trasformandoli anche in partiti personali.
Lunedì sera mentre seguivo l'inchiesta di Presadiretta e il suo grido d'allarme sulla sanità pubblica, Renzi e Porta a porta erano le parole in trending topic su twitter. 
Capite ora che abbiamo poca speranza, da questa classe politica (e in specie dai due Matteo) che si nutre di sondaggi e di propaganda social?

Qui non è questione di aver nostalgia dei partiti di una volta, non solo almeno: qui si tratta solo di capire in che paese vogliamo vivere, quello del chiacchiericcio politico, della finta rottamazione, delle perenne campagne elettorali, oppure di un paese che torna ad occuparsi di questioni un po' più concrete.
Asili per consentire alle mamme e ai papà di fare figli e lavorare.
Un sistema di trasporti che non si concentri su grandi opere.
E un sistema sanitario che rischiamo di perdere.

17 settembre 2019

Internazionale nera, di Andrea Sceresini



Internazionale nera: La vera storia della più misteriosa organizzazione terroristica europea

Il covo di Aginter Presse
Lisbona, 22 maggio 1974, mercoledì.
I quartieri della città sono illuminati dai primi bagliori estivi. Fa caldo e c’è profumo di mare. Rua das Praças è celebre per le sue trattorie che diffondono odore di aglio e baccalà. E' una strada tranquilla, con il pavé in pietra grigia, che all'improvviso diventa una leggera salita.

Parte con una flashback di una mattina del maggio 1974, questo saggio di Andrea Sceresini: in questa piccola via di Lisbona si trovava la sede di Aginter Presse, ufficialmente un'agenzia di stampa, in realtà una struttura occulta e segreta, di cui sappiamo ancora oggi pochissimo.
Una missione ufficiale, contrastare il comunismo in Europa e nei paesi africani, che negli anni successivi la seconda guerra mondiale si stavano affrancando dal colonialismo europeo.
Per raggiungere questa missione, Aginter-Presse e i suoi uomini si sono infiltrati dentro i gruppi e i partiti della sinistra, forzando la mano sulle loro azioni in modo da screditarne l'immagine.

Lo schema di fondo è piuttosto semplice: infiltrarsi nei movimenti di estrema sinistra, spingendoli su posizioni sempre più radicali.

Hanno condotto operazioni “sporche”, per mettere in cattiva luce i partiti della sinistra, come l'operazione dei manifesti cinesi in Italia negli anni sessanta.

Si sono infiltrati nelle proteste del maggio francese, quando la città fu scossa dalle proteste, che costarono centinaia di fermi di polizia e che costrinsero il governo gollista a concedere l'amnistia a diversi membri dell'OAS (l'organizzazione paramilitare nata a seguito degli accordi con cui De Gaulle concedeva l'autonomia all'Algeria).

.. i suoi uomini, nel 1968, ebbero un ruolo decisivo negli incidenti di Nanterre, che furono tra le cause del Maggio francese”.

Dall'OAS arrivava il capo, il fondatore di questa Aginter-Press, Guérin-Sérac: tanto questa organizzazione è poco nota, avendo su di essa solo pochi documenti (quelli fotografati e recuperati dai giornalisti dell'Europeo che riuscirono ad entrare nella sede in quella via anonima di Lisbona, prima sparissero), tanto lo è il suo fondatore. Militare dell'esercito francese, un combattente delle guerre perse in Indocina, Corea e Algeria.
Di lui si hanno pochissime foto, non si sa se sia ancora vivo e dove risieda e, soprattuto, di lui in pochi ne vogliono parlare.
Eppure la storia di Aginter-Presse e Guérin-Sérac hanno incrociato la nostra storia più volte: sin dagli anni sessanta, per la storia dei manifesti cinesi, racconta all'autore dall'ordinovista Vincenzo Vincigerra, detenuto in carcere per la strage di Peteano e per gli altri reati commessi

Quei manifesti – racconta Vinciguerra – furono affissi dai militanti di Avanguardia nazionale guidati da Stefano Delle Chiaie, su diretto mandato dell’Ufficio affari riservati, ..

Estremisti di destra, gli 007 del Viminale, questa strana agenzia...
La storia dei manifesti cinesi è da considerare la prima operazione di intossicazione delle forze di sinistra, che porterà in seguito agli episodi stragistici della strategia della tensione, come la strage di Piazza Fontana a Milano il 12 dcembre 1969.
Robert Leroy, uno dei collaboratori di Guérin-Sérac, in una delle rare interviste “parlando di Delle Chiaie e Merlino, aveva lodato il loro «ottimo lavoro» di «intossicazione» nei confronti dei gruppi dell’estrema sinistra.”
Merlino è il finto anarchico del gruppo di Valdpreda, anarchico pure lui accusato, in una prima fase, di essere il responsabile di quelle morti di Milano, quando il SID, gli uomini della Questura di Milano e gli estremisti di destra come Merlino, montarono la pista rossa.
Merlino, assieme a Delle Chiaie, era uno dei neofascisti ad essere andato in Grecia in seguito al golpe militare del 1967.

Oltre a questi fascisti, fatti infiltrare nei movimenti anarchici per controllarli e manovrarli, Aginter-Presse realizzò dei finti manifesti che furono ritrovati all'indomani della strage, su alcune vie di Milano: anche questi cercavano di ricondurre le bombe all'area di sinistra. Ma fu il procuratore Paolillo a stabilire, in base all'analisi della carta, che erano solo un tentativo di depistaggio: “Accertammo che la carta veniva dalla Svizzera e che era un manifesto ricollegabile all’Oas.”

Racconta Vinciguerra che Guérin-Sérac si sarebbe incontrato più volte con Delle Chiaie e anche con Rauti, fondatori di Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo, due formazioni dell'arcipelago nero italiano, coinvolte in tanti misteri della nostra storia.
E pure con la fonte del Sid Guido Giannettini, l'agente Z, che in quel 1969 faceva da tramite tra il SID e gli estremisti di Ordine Nuovo responsabili, secondo la sentenza del 2005, della bomba di Milano.

«Aginter Presse era un’agenzia di copertura della Cia» racconta l’attentatore di Peteano

Su chi ricade la responsabilità della strage, sui neofascisti oppure è necessario alzare lo sguardo e tirare in ballo le loro relazioni con le istituzioni: Vinciguerra non ha dubbi a riguardo:

Chi metteva le bombe, in quegli anni, era sempre e solo lo Stato. La storia degli uomini di Aginter Presse, di Guérin-Sérac e dei suoi complici ne è la più vivida dimostrazione.

Sceresini racconta nel libro anche la storia dell'operazione Blue Moon, ovvero inondare l'Europa (e l'Italia) di droghe pesanti, che avrebbero dovuto prendere il posto degli spinelli, sempre con lo scopo di neutralizzare le formazioni di sinistra.
Da una parte gli arresti degli spacciatori (operazioni condotte da carabinieri vicini al SID, come capitano Giancarlo Servolini, direttore del Nucleo antidroga), costretti a rifornirsi di droghe sempre più pesanti, dall'altra la campagna mediatica secondo cui «capellone uguale drogato»:

Nell’inverno ’74-75, nelle grandi città operaie come Torino e Milano, quello del prezzo è il fattore chiave con cui vengono agganciati i giovani operai.

A quale scopo far diffondere queste droghe, l'eroina ma anche quelle sintetiche come LSD?

«L’operazione Blue Moon aveva uno scopo molto semplice» ci racconta stendendo le mani sulla scrivania del suo ufficio, nel centro storico di Treviso. «Si trattava di fiaccare la combattività dei movimenti studenteschi europei attraverso l’introduzione delle sostanze stupefacenti

Questo è solo uno degli intrighi raccontati, i cui contorni sono ancora oggi sfuocati: la responsabilità di Washington, il ruolo dell'ambiguo chimico-trafficante Ronald Stark, l'operazione MK-Ultra (l'uso delle droghe per manipolare le coscienze delle persone).

Infine, nella seconda parte, viene ricostruita la vita di Guérin-Sérac, a partire dalla sua carriera militare, l'ingresso dentro l'OAS e gli anni in Spagna.

26 febbraio 1962 Yves Guillou diserterà dall’esercito francese e si unirà alle file dell’Oas, l’armata clandestina della destra antigollista e procoloniale. Chi è Guérin-Sérac? Un combattente deluso,..

Una caccia al fantasma, quella del giornalista Sceresini, partendo dalle persone che gli sono state vicino nell'OAS e dentro Aginter-Presse: molte domande sono rimaste senza una risposta chiara, a fine lettura, ma questo saggio ha almeno il pregio di far capire cosa sia stata questa strana agenzia di stampa, una sorta di cerniera tra le formazioni neofasciste in Europa e la CIA.

La scheda del libro sul sito di Chiarelettere
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon


Presadiretta – la battaglia per la salute

Lo stato di salute del nostri sistema sanitario e come possiamo salvarlo?
Questo l'argomento della prima parte del servizio di Presadiretta, dopo un servizio sulle bottigliette d'acqua.

Prima Sabrina Giannini che ci parla di cibo in “Indovina chi viene a cena”

Questa sera si parla di zenzero, una radice che vanta tante proprietà benefiche, dalla cura del raffreddore, all'emicrania, alla nausea.
Ma come viene prodotto e confezionato?
La medicina tradizionale cinese lo tiene in grande considerazione, come una vera medicina: in Europa è diventato famoso da poco, tra qualche mese forse sentiremo parlare anche di un nuovo prodotto, le Giuggiole.

In Italia spendiamo 3 miliardi di euro in prodotti a base di zenzero: ma sono davvero efficaci o è l'affare del secolo?
Il prodotto viene controllato alle dogane, a Genova: presenza di batteri o di contaminanti, che nei controlli mostrati durante il servizio erano assenti.
Ma la giornalista ha fatto le sue analisi, prendendo campioni da supermercati e da un negozio di prodotti biologici: campioni analizzati da un laboratorio della Federico II.
Alcune radici possono gonfiate da ormoni, ma non è il caso dei campioni presi dalla Giannini.

Lo zenzero è un super food, come la Curcuma? E' vero in vitro, ma non sempre lo è dal vivo: questi prodotti devono essere assorbiti dall'interstino, ma per questo c'è bisogno di un “facilitatore”, come il pepe nero per la curcuma.

Ma ci sono anche problemi se si assumono troppe dosi di questi prodotti: a maggio la curcuma è finita sulle cronache, per una storia di epatite C. Ma in realtà questo prodotto è solo sconsigliato solo se si hanno dei disturbi, se si hanno disfunzioni epatiche ad esempio.

Servirebbero regole precise su questi superalimenti, sia in termini di efficacia sia in termini di controindicazioni, ma oggi le norme seguono il mercato.

Per curare il colesterolo bastano tre mele a cena e a pranzo, ma questa dieta porta ad un aumento degli zuccheri in questi frutti: sarà la commissione europea che stabilirà se questi fitofarmaci a base di mele si potranno valere dell'indicazione anticolesterolo.

Ma è una normativa a maglie larghe, specie se si acquista su internet: in rete si evocano proprietà non vere, per esempio quelle della pelle degli squali.
Lo squalene però si trova nelle creme per pelli invecchiate, ma nelle confezioni di questi cosmetici non è indicata la provenienza, se derivano dagli squali, da quali tipi di squali (alcuni sono protetti) o se derivano da altri pesci.

La settimana prossima si parlerà di pesce: che pesce mangiamo?


Il sistema sanitario è un unicum, è universale e gratis: la sanità non è uguale per tutti, ci sono problemi noti.
Il servizio di Danilo Procaccianti parte dalle nascite: come si nasce a Torino, Milano e nelle altre città.
Il Sant'Anna di Torino è il centro più importante per le gravidanze a rischio: dall'Italia e dal resto del mondo, qui lavorano per la sicurezza delle mamme e dei bambini.
Hanno eliminato esami inutili per liberare risorse per esami più importanti, come il test sul DNA fetale, meno invasivo.
Elsa Viola è la migliore ginecologa al mondo e lavora a Torino: col suo team contribuisce a far nascere bambini in situazioni difficili, come i bambini nati in modo primaturo.
L'eccellenza si paga, le macchine in uso in questo reparto sono costose: fa piacere sapere che nel pubblico si investe nell'eccellenza, ottenendo poi questi risultati.

Procaccianti è andato a visitare l'acceleratore nel centro sanitario Cnao a Pavia: con questo strumento si studiano alcuni tipo di tumore, quelli che non si possono operare in altri modi perché vicini ad organi, o perché più resistenti.
Un ciclo di adroterapia è coperto dal sistema sanitario nazionale, costa 24mila euro: ad oggi sono stati già curati migliaia di pazienti, come Marisa, non operabile perché incinta.

Sala controllo ed emergenze della provincia di Milano: qui gestiscono il Pronto Soccorso per tutti, italiani e stranieri, ricchi e poveri, tutti curati allo stesso modo.
Persone che finiscono negli ospedali milanesi come il Niguarda: qui hanno organizzato il lavoro in modo ottimizzato per curare il pazienti, aumentando i turni nel fine settimana per esempio.
Qui si fa il Triage classico e il Trage avanzato.
C'è poi la choc room, per le persone con traumi gravi.

Da Milano a Bergamo: un'equipe sta lavorando per un trapianto di fegato, al Giovanni XXIII.
Si fanno trapianti che salvano la vita delle persone, un qualcosa che anni fa era impensabile.
Questo lo fa la sanità pubblica, in Italia, senza andare all'estero: in America senza una assicurazione certe operazioni non sono possibili, qui invece l'eccellenza è per tutti.

Bergamo è uno dei migliori ospedali anche per bambini, anche di più organi: Bergamo è un centro di eccellenza, che cambia la vita di bambini e genitori.
A capo della struttura dei trapianti c'è il professor Colledan, che merita di essere citato.

Il sistema sanitario nazionale ha cambiato la vita degli italiani: lo hanno ricordato i dottori Ricciardi e Remuzzi, combattenti per la sanità pubblica.
Ricciardi ha ricordato che prima eravamo un paese di serie B: “c'era un paese dove morivano 20 bambini su mille prima del mese di vita, 30 su mille prima del compimento dell'anno, morivano le madri a seguito del parto. Eravamo la pecora nera dell'Europa, prima del servizio sanitario nazionale, che tra le altre cose ha consentito alle donne di partorire in strutture sicure”.

E' una rivoluzione che ci ha consentito di diventare un paese tra i più longevi in Europa.

Giuseppe Remuzzi ha ribadito il concetto che grazie al sistema sanitario ci alziamo senza il problema di doverci curare, senza doverci indebitare. Succede in Italia mentre in America si registrano storie del tipo “no cash, no heart”.
Siamo un modello anche per la sanità, la cosa più preziosa che abbiamo.

Ma il sistema non funziona uguale per tutti: Danilo Procaccianti è andato in Calabria per raccontare la malasanità in regione.

L'inchiesta “Malasanitas” ha svelato una brutta storia di malasanità agli Ospedali riuniti: alcuni medici in una intercettazione parlavano di alcune morti in ospedale, questi medici avrebbero falsificato le cartelle per coprire degli errori.
Un'associazione a delinquere di medici che si coprivano tra loro: una storia che fa male, che riguarda 12 casi almeno di bambini morti in sala parto.

Solo colpa dei medici, oppure è colpa anche dei dirigenti dell'ospedale? E possibile che in regione non sapessero nulla?

Il reportage di Procaccianti di Danilo Procaccianti è proseguito a Reggio Calabria: qui l'ASP è stata sciolta per infiltrazione delle cosche, il marzo scorso. Ora è commissariata per ordine del prefetto: ci sono debiti per centinaia di milioni di euro, è stato convocata in piazza una assemblea comunale, dove le persone hanno espresso lo sdegno di fronte ai loro rappresentanti in comune e provincia.

Per anni si sono buttati soldi dalla finestra: molti ospedali chiusi sono stati trasformati in residenze per anziani, trasformandoli in hotel a 5 stelle. Ma molte di queste non sono mai partite, come quella di Rizzicoli.
Chi paga ora i debiti, la malasanità, la cattiva gestione a Reggio?

L'ex ospedale di Taurianova cadeva a pezzi, è stata ristrutturata un'ala ma poi la struttura che doveva subentrare è stata trasferita a Polistena. Altri soldi sprecati.

L'azienda sanitaria di Reggio è proprietaria di molti terreni che oggi sono finiti a privati per uso capione: un disordine organizzato – racconta il giudice Gratteri – in un disordine che dietro ha la ndrangheta.
Del dissento di Reggio se ne parlava da anni, ma non se ne è fatto nulla: una questione di arroganza del potere, di massoneria deviata che copriva i responsabili.
Questa arroganza deve finire – continua Gratteri: si deve eliminare i guadagni illeciti nella sanità, per risparmiare soldi utili per le cure.

Santo Gioffré era un ex commissario dell'ASP: si è trovato davanti a pagamenti doppi, non dovuti, voleva rimettere a posto i conti, sistemare i pagamenti, ma è stato cacciato dopo una campagna mediatica contro di lui.
Hanno tirato in ballo una incompatibilità mai ritirata fuori per altri commissari: non si dovevano interrompere i doppi pagamenti nei confronti delle strutture private di Reggio.
Ecco a chi finiscono i soldi della sanità calabrese: 126 ml di euro di danno erariale stimato dalla Guardia di Finanza, finiti a privati che si son arricchiti mentre gli ospedali pubblici morivano giorno dopo giorno.

Come quello di Polistena: niente TAC, niente macchina per la risonanza, metà organico (mancano 87 medici). Stessa situazione a Locri.

E i calabresi che non riescono a curarsi o vanno fuori regioni oppure vanno in ambulatori solidali per poveri, dove lavorano volontari: qui si ripagano con delle microdonazioni.

Remuzzi, commentando queste storie, parla di due servizi sanitari, quello del nord che funziona e quello del sud che non funziona: un apartheid che non ci possiamo permettere, che non dobbiamo accettare.
Tutti i migliori risultati del nord vanno condivisi con le altre regioni: fare della Calabria la capitale della salute, questa l'idea di Remuzzi.

Dopo Reggio, anche l'ASP di Catanzaro è stata commissariata: cosa sta succedendo in Calabria?
Il presidente Oliverio era in studio: sono storie che vanno contrastate.
La criminalità ha molte attenzioni nella sanità – racconta: l'accumulo di debiti sono oggetto di un contenzioso gigantesco.
Dal 2013 l'ASP di Reggio non presentava nemmeno i bilanci di previsione: cosa ha fatto la regione? – ha chiesto Iacona.

L'ASP è stata sciolta anche negli anni precedenti, la risposta. Si deve ragionare sugli strumenti per isolare la pubblica amministrazione dalla criminalità.

Una risposta che non risponde alla domanda: sono 9 anni che la sanità calabra è commissariata e la situazione non è migliorata.
Nel 2017 la sanità calabra ha pagato anche per il turismo sanitario di chi si va a curare fuori, mentre il debito è aumentato di 70 ml.

Oliverio ha criticato il decreto Salva-Calabria, quello che gli toglieva la possibilità di nomine e che doveva rinforzare le strutture: ma per il debito alto, è stato bloccato il turnover negli ospedali. In Calabria ci sono mille lavoratori precari, a dicembre si rischia il collasso.

Si spera nell'incontro col nuovo ministro per la salute, Speranza: ma serve che i soldi che arrivano non vengano sprecati, non finiscano nelle mani di privati.

I tagli al turnover creano problemi anche al nord: in Veneto Zaia ha richiamato in servizio medici in pensione.
Colpa della programmazione di medici a livello nazionale: ne mancano 1300 in regione e 56mila a livello nazionale, dunque il problema è di tutte le regioni.
Turni di pronto soccorsi svolti da un solo medico, di notte.
Organici ridotti del 50%.
Medici che vanno in pensione, in numero superiore a quelli che entrano: reclutare medici nuovi non è facile – racconta il commissario della ASSL Pedemontana.
Qui hanno richiamato medici appena andati in pensione.

Il problema della carenza di medici sta creando problemi nelle code d'attesa, come ha rilevato lo sportello di CittadinanzaAttiva.
Medici costretti a lavorare più ore del necessario, medici che devono fare visite in meno tempo: una situazione che sta esplodendo, come hanno testimoniato due medici (che hanno scelto di non mostrarsi in video), alle prese con lo stress da lavoro.
Si chiama burnout del medico.
C'è un clima di terrorismo negli ospedali, di intimidazione: Zaia ha spiegato che è colpa della poca autonomia regionale, del blocco del turnover, perché i medici nel privato possono essere pagati di più.

Che succederà se il trend della carenza di medici andrà avanti?
Si arriverà ad una medicina pubblica low cost (e ad una medicina privata per ricchi).
In Germania un medico prende al primo impiego 4500 euro, in Italia si rischia di rimanere precari a vita, magari diventando un medici in affitto, in una cooperativa.
E forse, in Germania, i responsabili della malasanità pagano col carcere i loro reati.

Il servizio di Presa diretta è servito a sfatare diverse bugie sul sistema sanitario pubblico: spendiamo meno di altri paesi europei, meno della media OCSE.
Spendiamo meno anche per i tagli subiti dal sistema in questi anni, in pochi scendono in piazza a protestare contro la malasanità, le code, gli ospedali che chiudono.
Spendiamo poco e male, se ci fosse una vera spending review sulle forniture i miliardi da investire in personale verrebbero fuori: ma queste spese nascondono giri clientelari tra i manager delle ASL e i privati, servirebbero commissari fuori dai giri, anche politici.

E, soprattuto, servirebbe un ministro che faccia fattore comune delle buone esperienze, come quella raccontata sul CUP di Pisa, dove hanno diminuito le code per le prenotazioni usando il buon senso e mettendo in rete i medici di base e l'Asl.


Che la politica torni ad occuparsi di sanità pubblica e lasci perdere scissioni, invasioni di migranti e rosari.

16 settembre 2019

Il tempo è galantuomo

Il tempo è galantuomo, per esempio nei confronti dei giornalisti di Report che hanno subito tutti gli attacchi possibili per il servizio sulle infiltrazioni mafiose nelle curve, in particolare quella juventina (ma anche la curva del Milan).

Visto quanto successo questa mattina, con gli arresti in curva, avevano ragione loro.

Il tempo è galantuomo anche nei confronti di quanti, all'indomani del crollo del ponte di Genova, puntavano il dito contro la società Atlantia del gruppo Benetton.
Possiamo essere garantisti dal punto di vista delle responsabilità penali, ma sono un investitore e scopro che i report sulla sicurezza sono taroccati, due domande sulla solidità dell'azienda me le faccio (e siccome si parla di libero mercato, il titolo in borsa segue quanto succede nel mondo reale).

Il tempo è galantuomo anche sull'ex ministro dell'Interno: la brigata Voltaire ci ammoniva, lasciatelo parlare, non censurate.
Lasciamo passare anche gli insulti a Gad Lerner, gli strattonamenti al giornalista di Repubblica, gli insulti a Mattarella?

Le inchieste di Presadiretta: la battaglia per la salute (di tutti)


Abbiamo uno dei migliori sistemi sanitari, che garantisce a tutti i cittadini dei livelli minimi di assistenza e cura, gratuiti e a prescindere dal reddito: ma oggi la sanità pubblica è a rischio e la dobbiamo difendere.
Difendere dagli sprechi, dagli scandali, dai clientelismi (frutto anche di una pessima riforma costituzionale fatta dal centrosinistra nel 2001, che consegnava alle regioni parte delle scelte).
Difendere dai tentativi si smantellamento, da parte di quelli che raccontano che un sistema pubblico di cure, universale e per tutti non ce lo possiamo permettere.
Difendere dai tentativi di privatizzazione subdola (e qui in regione Lombardia sappiamo bene cosa voglia dire, dove tra pubblico e privato c'è una gara truccata, specie se il privato è vicino a certi gruppi, come CL).
Difendere dalla mancanza di turnover, per cui tra pochi anni richiamo di non avere medici a sufficienza, sia negli ospedali che come medici di base, frutto di una cattiva programmazione sin dall'università del pensionamento di medici anziani.
Vi ricordate l'uscita dell'ex sottosegretario Giorgetti (Lega), “ma chi oggi va ancora dal medico di base?”.
Ecco, all'orizzonte appare un modello di sanità privata in mano alle assicurazioni: un modello da respingere in toto, se questo è pensato per soppiantare la sanità pubblica.

La sanità costituisce un voce importante dei capitoli di spesa di regioni e stato centrale e questo scatena gli appetiti delle cattive amministrazioni: nomine pilotate dentro le ASL, negli ospedali, appalti per forniture che finiscono all'amico. Sono tutti costi che appesantiscono i debiti e che poi portano alle chiusure delle strutture (razionalizzazione, la chiamano), a volte favorire strutture private in mano a politici “vicini” (mi riferisco allo scandalo Maugeri costato una condanna all'ex senatore Formigoni).

Non in tutte le regioni il livello del servizio sanitario è il medesimo: ce ne sono alcune dove di fatto il diritto alle cure non è garantito e altre dove invece, nonostante scandali e inchieste, i cittadini godono un servizio di eccellenza. Come al nord, in Lombardia, per esempio: questo comporta però il triste fenomeno del turismo sanitario dalle regioni del sud, dove spesso la sanità è stata commissariata.

Questa sera Presadiretta si occuperà di sanità, mostrando le luci e le ombre del sistema, partendo dalla Calabria, dove è andato Danilo Procaccianti per raccontare lo stato della sanità in questa regione, commissariata per i debiti pregressi.
Debiti che nascono a seguito di progetti sbagliati, come la casa di cura costruita a Rizzicoli (RC) su un terreno instabile, un pantano: sono stati spesi 2 milioni di euro per una struttura ad oggi abbandonata, dove anziché gli anziani, sono ospitate delle vacche.
Ci sono troppe storie di malasanità, di corruzione, che gridano vendetta, perché ogni soldo rubato sulla sanità significa una vita a rischio, un malato non curato a dovere, una persona a cui sono tolti dei diritti.

E' un disordine organizzato” racconta il magistrato Gratteri al giornalista: un disordine che riguarda l'apparato della pubblica amministrazione, dove molte volte dentro c'è la ndrangheta.
Perché non è possibile che il 75% o forse più del bilancio della regione sia destinato alla sanità e poi la sanità non funzioni.
Mettere mano ai conti della sanità significherebbe risparmiare milioni di euro, azzerare guadagni illeciti per milioni di euro, guadagni che si avvicinano a quelli della cocaina.

All'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo si fanno in media un trapianto di fegato alla settimana, trapianto che significa nel 90% dei casi, cambiare la vita di una persona, questo fa il servizio sanitario pubblico.
Il dottor Fagiuoli, direttore di Gastroenterologia, racconta a Procaccianti di quando si spedivano i malati negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia per fare i trapianti, perché qui si era all'inizio e se ne facevano pochi.
Oggi l'Italia è al primo posto dove manderei un paziente: pazienti come Luca, 18 anni, che aveva una patologia grave al fegato e ora, dopo appena un mese dal trapianto, sta bene.
Se sei in America la sanità è privata e devi pagare, se non hai una assicurazione non puoi essere curato, mentre le cure, i pasti, il posto letto è pagato dal servizio, qui i dottori e gli infermieri si occupano di te.

Presadiretta ha intervistato Walter Ricciardi, presidente della federazione mondiale della Sanità Puubblica: c'era un paese dove morivano 20 bambini su mille prima del mese di vita, 30 su mille prima del compimento dell'anno, morivano le madri a seguito del parto. Eravamo la pecora nera dell'Europa, prima del servizio sanitario nazionale, che tra le altre cose ha consentito alle donne di partorire in strutture sicure.


La seconda inchiesta, dedicata al mondo di domani, riguarderà le bottigliette di plastica: noi italiani siamo i secondi consumatori al mondo di acqua in bottiglia, ogni anno consumiamo 10 miliardi di bottiglie di questo tipo, di cui 2 sono bottigliette, quelle che si disperdono di più nell'ambiente. Se le bottigliette sono quelle che infestano maggiormente mari e fiumi, perché non le togliamo di mezzo?
E' quello che hanno fatto in Terna, alla sede romana: sono passati dalle bottigliette alle borracce, sostenendo un costo che si attesta attorno a 30euro a dipendente all'anno.
La responsabile risorse umane spiega che questo investimento è però bilanciato dal ritorno di immagine per l'azienda, che significa essere più attrattivi per gli investitori che oggi scelgono anche in base alla sostenibilità delle aziende, al loro essere “green”.
Alla Bicocca, l'università milanese, hanno regalato circa 12mila borracce agli studenti, circa una su tre, con l'obiettivo domani di coprire l'intero campus, compresi i docenti, perché vogliono diventare un ateneo “plastic free”.
In un anno senza bottigliette qui alla Bicocca si sono risparmiate circa 8 tonnellate di plastica, mentre Terna ha dichiarato di averne risparmiate 4 tonnellate.
E le altre università? E le altre aziende? Cosa aspettano?
Cosa farà il governo, per le bottigliette di plastica?

La scheda del servizio:
PresaDiretta mette al centro del racconto il Servizio Sanitario Nazionale, gratuito e universale, che il mondo ci invidia, la più grande conquista del nostro Paese negli ultimi 40 anni. Eppure la Sanità pubblica vive e sopporta da anni tagli, blocchi del turnover, dissesti e piani di rientro. Per non parlare degli episodi di corruzione, pubblica e privata. E quindi, il Servizio Sanitario Nazionale è al collasso? Proveremo a dimostrare il contrario.
Un viaggio tra le contraddizioni della Sanità pubblica, tra eccellenze e difficoltà.L’Italia spende in Sanità meno di Francia, Germania, Olanda, UK, Svizzera, sia in rapporto al PIL che pro capite. Eppure in 10 anni, alla sanità pubblica sono stati tagliati 37 miliardi.Un viaggio sorprendente di PresaDiretta tra alcune delle eccellenze della Sanità pubblica. Il Sant’Anna di Torino considerato il miglior reparto maternità d’Italia, il Cnao di Pavia dove curano tumori altrove non trattabili con fasci di protoni, il centro trapianti di Bergamo, il Pronto Soccorso del Niguarda, per provare a smontare la narrazione diffusa che il SSN sia al fallimento.A PresaDiretta gli esempi di razionalizzazione, i risultati della buona organizzazione nella Sanità e le storie di best practice.Non solo. Le telecamere di PresaDiretta hanno documentato anche le debolezze del Servizio Sanitario Nazionale. Le storie di malasanità, i tempi di attesa, i casi di corruzione. La carenza dei medici, una vera emergenza. La strozzatura tra medici laureati e cronica carenza di borse di studio per le specializzazioni. Sono andate in Calabria, dove la sanità pubblica è commissariata da 10 anni.
In studio, ospiti di Riccardo Iacona per capire perché possiamo e dobbiamo permetterci un sistema sanitario pubblico e universalistico, il dottor Lino Caserta, che ha fondato un Ambulatorio di medicina solidale nella periferia di Reggio Calabria. Lì si curano i poveri ma non solo. Gli specializzandi e i giovani medici precari delle Associazioni FederSpecializzandi e Chi si cura di te? e poi gli infermieri della Sanità pubblica.
E poi l’appuntamento con “Futuro Presente”, con le inchieste dedicate al mondo che ci aspetta. Con ATTACCATI ALLA BOTTIGLIA, PresaDiretta affronta l’impatto ambientale della bottiglietta di plastica. Tra cattivi esempi e modelli virtuosi, noi italiani siamo i secondi consumatori al mondo di acqua in bottiglia. Perché?

LA BATTAGLIA DELLA SALUTE” e “ATTACCATI ALLA BOTTIGLIA” Sono un racconto di Riccardo Iacona con Danilo Procaccianti, Antonella Bottini, Irene Sicurella, Raffaele Manco, Marcello Brecciaroli, Luigi Mastropaolo.

15 settembre 2019

Un'agenda di governo diversa


Domani sera Presadiretta si occuperà del sistema sanitario nazionale, di quello che funziona e di quello che, purtroppo, non sta funzionando.
Rischiamo di perdere uno dei baluardi della nostra Italia, la sanità per tutti, la cui difesa dovrebbe stare in cima all'agenda politica di un governo (specie se si considera di cambiamento o discontinuità).
Questa settimana sono morti 4 lavoratori caduti in una vasca per liquami a Pavia: forse per l'etnia (perché non siamo razzisti ma..), questa ennesima strage non ha suscitato tanto clamore. Eppure il numero di morti per lavoro è in crescita e anche questo dovrebbe essere in cima all'agenda politica di un governo (specie se a presiederlo c'è un avvocato del popolo).
Venerdì scorso invece sono stati arrestati vertici di una società del gruppo Benetton, accusati di aver falsificato report sulla sicurezza dei ponti gestiti da Aspi, la società che gestisce parte del nostro sistema autostradale in concessione. Anzi, con una ricca concessione che consente ricavi certi senza nessun contraccambio (a quanto pare) in termini di controlli e sicurezza.
Un governo che vuole essere di discontinuità dovrebbe occuparsi delle infrastrutture, della loro sicurezza, prima ancora di pensare alla realizzazione di nuove autostrade.
Perché possiamo anche aspettare la magistratura, per quanto riguarda gli aspetti penali, ma dalle carte emerge una carenza di controlli. Cosa dobbiamo aspettare per rivedere i contratti?

Ecco, sono tanti i punti che questo nuovo governo dovrebbe avere bene in mente.
Non la scissione dei renziani, non l'assenza di toscani tra i sottosegretari, non l'inseguimento di Salvini sulle sue sparate.
A proposito di Salvini, ora vuole un refendum che parte dalle regioni, per abolire il proporzionale. Eppure è capo di un partito che siede in Parlamento.
Chissà cosa ne pensa degli 82 sbarcati dalla Ocean Viking, sbarcati senza nemmeno il tira e molla con l'Europa, la sceneggiata pretestuosa dei porti chiusi.
Eh, la sceneggiata e la pacchia sono finite.
Anche se ora servirà andare in Europa a trattare con tutti i paesi, per la ridistribuzione dei migranti (e si spera anche per attivare politiche di sostegno in Africa).

Sanità, lavoro, scuola, politiche sull'immigrazione, politiche industriali e politiche sui trasporti.
Il resto sono chiacchiere.

13 settembre 2019

Chi era Delle Chiaie

Vi dice niente il nome di Yves Guérin-Sérac?
E della Aginter Presse?

Beh, non preoccupatevi, non siete i soli: credo che oggi in pochissimi in Italia si ricordino della strana agenzia di stampa portoghese, chiusa nel 1975 dopo la rivoluzione dei garofani e del suo fondatore, l'ex legionario Yves Guérin-Sérac, un fantasma di cui si hanno pochissime informazioni e pochissime foto.
Eppure Serac e la sua Aginter Presse sono state fondamentali per indirizzare la storia politica del nostro paese in una certa direzione, a metà anni sessanta.

Colpi di stato finti o intentati. 
Bombe fatte scoppiare su treni, nelle banche, nelle piazze.
Un crescendo di tensione che serviva a destabilizzare il paese per stabilizzare la politica (nel senso dei partiti di centro) e bloccare le riforme progressiste che avrebbero potuto rendere l'Italia un paese moderno (cosa in parte non riuscita, poiché le riforme su divorzio, aborto, lavoro, si sono fatte).

Nei documenti trovati nella sede dell'Aginter Presse e che sono arrivati fino a noi grazie al lavoro di alcuni giornalisti de l'Europeo si legge: "minare l’economia dello Stato per giungere a creare confusione in tutto l’apparato legale. Questo porterà a una situazione di forte tensione politica ..".

Destabilizzare facendo infiltrare i gruppi della sinistra da personaggi di estrema destra, come Mario Merlino, ex Avanguardia Nazionale, uno degli studenti andati in una sorta di vacanza studio nella Grecia dei colonnelli dopo il golpe del 1967.
Mario Merlino che, come Stefano Delle Chiaie, è finito implicato nelle indagini per la strage di Piazza Fontana.

Ma tra le operazioni sporche fatte da questi neofascisti su ispirazione dell'Aginter Press c'è la storia dei manifesti cinesi, raccontata al giudice Salvini da Vincenzo Vinciguerra: manifesti (appesi illegalmente) che inneggiavano a Mao e criticavano il Pci.
Vinciguerra ne parla con Salvini (il giudice) dopo il suo pentimento:


"al giudice Salvini Vincenzo Vinciguerra racconta una storia stranissima: quella dei finti manifesti cinesi".[..]Quei manifesti – racconta Vinciguerra – furono affissi dai militanti di Avanguardia nazionale guidati da Stefano Delle Chiaie, su diretto mandato dell’Ufficio affari riservati [..]«Indico in questa operazione il primo momento concreto dell’avvio della strategia della tensione, che deve quindi essere anticipata ai primi anni Sessanta». Federico Umberto D’Amato, il leader degli 007 del Viminale 
(dal libro Internazionale nera: La vera storia della più misteriosa organizzazione terroristica europea di Andrea Sceresini)

Delle Chiaie è l'estremista nero che è morto pochi giorni fa: negli articoli che gli hanno dedicato, si è parlato dei suoi processi, dai quali è uscito assolto.
Questo episodio è importante perché spiega come la strategia della tensione sia stata concepita a metà anni sessanta e non alla fine, ci spiega chi fossero i burattinai, pezzi del Viminale (i loro referenti politici), l'Aginter Press (e chi stata dietro questa agenzia).
Se volete approfondire questo pezzo della nostra storia, potete leggervi "Internazionale nera" di Andrea Sceresini - Chiarelettere

Malignità

E se la caduta del governo del cambiamento, il governo giallo verde, fosse stato un bene per Salvini?
Pensiamo un attimo cosa sarebbe successo per il capitano se fosse rimasto al suo posto.
Avrebbe dovuto mettere la faccia sulla manovra, prima di tutto: trovare i miliardi per la flat tax, per neutralizzare le clausole di garanzia.
Avrebbe poi dovuto mostrare le carte sull'autonomia regionale e smetterla col bluff: dopo un anno e passa, con un ministro leghista (la Stefani) dedicato solo all'autonomia, che risultati si sono raggiunti?
Nel caso in cui passasse questa versione di autonomia, come reagirebbe l'elettorato del sud?

Il suo governo avrebbe dovuto mettere la faccia sullo scontro Cina Trump, avrebbe dovuto risolversi da solo la questione migranti, da una posizione isolata in Europa...

Ora può dedicarsi a quello che sa fare meglio. La sua campagna elettorale.

12 settembre 2019

Alle porte della notte, di Paolo Roversi



Incipit

La mattina è gelida, il cielo plumbeo e il collier brilla come un sole estivo sotto i faretti del led.La donna sorride e mostra fiera il monile distendendolo sul panno azzurro. 
«Non è splendido? Piacerà moltissimo alla signora che lo riceverà!» 
«Ne è sicura?» 
«Certo, ogni nostro gioiello è una scultura in miniatura. Questo poi ha incastonato un diamante da diciotto carati con taglio smeraldo. Vede come luccica?» 
«Bello davvero. Costerà una fortuna.» 
«Oh, ma ne vale la pena, lo sa che le cose più rare al mondo, dopo il buonsenso, sono i diamanti e le perle?» 
«Ma non mi dica!» 
Su quelle parole l'uomo coi baffi smette di sorridere …

Milano, tra Natale e Capodanno: mentre i milanesi sono alle prese coi preparativi per festeggiare l'ultimo dell'anno, due rapinatori che si fanno chiamare Luglio e Novembre stanno svaligiando la gioielleria Della Robbia, in pieno centro, tra via Verri e via Montenapoleone.
Sembrano determinati, veloci, ma non si sono resi conto che il titolare, rientrando dal bar, si è accorto della loro presenza e ha dato l'allarme.
Si iniziano a sentire le sirene per le strade, e così i due ladri decidono di farsi largo prendendo la commessa come ostaggio: un colpo di fortuna fa passare un furgone in quel momento e sarà il mezzo con cui scapperanno dall'inseguimento, una fuga a colpi di pistola che causerà un incidente pauroso in piazza San Babila. Dietro di loro i due banditi si sono lasciati una scena da far west, come non si vedeva da anni a Milano.

Una colonna di fumo sale da un'auto in fiamme, un autobus di traverso in mezzo alla piazza, una vettura schiantata contro la colonna del leone. Una scena che a Milano si è vista poche volte.

Tra i milanesi in partenza ci sarebbe anche il vicequestore Loris Sebastiano e la sua ultima fiamma, finché non arriva la telefonata dell'ispettore Mascaranti
«Mi spiace dottore ..» 
La voce è quella dell'ispettore Mascaranti, che in vacanza non ci va mai.«Cosa succede?» 
«Un gran casino, dottore. In via Montenapoleone ..»

E a chi si rivolge il capo della Mobile per farsi aiutare su questa indagine che gli sta rovinando l'ultimo dell'anno? All'ex giornalista Enrico Radeschi, blogger e autore per il sito di cronaca MilanoNera, consulente per la Questura e all'occorrenza anche hacker, appena rientrato a casa da una operazione “particolare” assieme al suo amico, Il Danese (incontrato in "Cartoline dalla fine del mondo").
Ora che è arrivato anche quel ficcanaso di Enrico Radeschi, gionalista nonché suo caro amico, in sella alla sua vecchia Vespa gialla, l'indagine può davvero cominciare.

I due ladri hanno lasciato poche tracce: le telecamere non danno molto aiuto, forse c'era una punto bianca d'appoggio all'esterno, che si è dileguata appena le cose si sono messe male. Uno dei due rapinatore è però ferito: mentre la polizia si muove secondo le procedure del codice penale, Radeschi si muove a modo suo andando a sentire Antonio Scimanna, “il mio informatore dei bassifondi”
«Una rapina eclatante come quella di oggi non accadeva dagli anni Sessanta, dai tempi del clan dei marsigliesi di Albert Bergamelli!»

Oltre ai ricordi della Milano criminale, l'informatore gli dà una dritta su un medico radiato che potrebbe aver aiutato la coppia. La pista si rivela utile, peccato però che sul ciglio del Naviglio venga ritrovato il cadavere del rapinatore ferito, Luglio, freddato da un altro colpo di pistola.

A Milano, dal capo della Mobile, si presenta un commissario, anzi una commissaria, dell'Interpol belga, Jolie De Vos: la rapina di Milano ha delle connessione con una vecchia rapina avvenuta quindici anni prima ad Anversa, un colpo milionario messo in atto da un abile ladro, che però nel frattempo è morto.
Come è possibile però che ora le stesse impronte siano presenti sulla scena del crimine milanese? Un ladro fantasma?

L'indagine di Sebastiani e Radeschi li porta sulle tracce dei ladri, tracce insanguinate perché sembra che il rapinatore sopravvissuto stia facendo terra bruciata attorno a sé
Il caso della rapina di via Montenapoleone si sta rivelando sempre più pieno di sorprese. Gioielli rubati per seicentomila euro, tre persone morte di cui due ammazzate a sangue freddo, un latitante in fuga e vecchi fantasmi che sbucano dal passato e arrivano dal Belgio insieme ad altri gioielli rubati ..

Che legami ci sono tra le due rapine? Quali sono i piani della banda, dei componenti rimasti?
Se lo chiede Radeschi e anche Sebastiani che si appassiona al caso anche per l'avvenenza del commissario belga, che mette a disposizione tutto il supporto dell'Interpol.
Troppe cose non tornano in questa rapina con troppe morti: l'illuminazione per ritrovare il bandolo della matassa arriverà, in una giornata nevosa, osservando la prospettiva della chiesa di San Satiro, in via Torino a Milano
Un'illusione ottica! Una rapida ricerca in rete dissolve ogni mio dubbio: siccome la chiesa presenta una particolare pianta a “croce commissa”, il Bramante ha dipinto così il coro per trasmettere all'osservatore un senso di profondità. Non aveva spazio ma se l'è inventato, ci ha illuso con la prospettiva.

Paolo Roversi ha la capacità di scrivere romanzi per il lettore: non solo scrive bene, ma scrive per divertire, per appassionare, per incuriosire i suoi lettori.
Nei suoi romanzi - questo è il quinto della serie – abbiamo visto crescere Radeschi che ora vive in un loft, ha due cani (il vecchio Buck e il piccolo Rimbaud della cugina), è stato sparato, è dovuto fuggire ed è poi rientrato nella sua Milano.
Perché in fondo rimane un Peter Pan con la passione per il giornalismo e una sana curiosità per il mondo e la sua città, che gira ancora col suo giallone, la sua Vespa del 1974.

In quest'ultimo libro, Radeschi lascia spazio anche ai coprotagonisti: Sebastiani che subisce il fascino della commissaria belga; il Danese, il suo amico cipriota che lo aiutato a Cipro e che ora gli guarda le spalle a Milano da quella minaccia che da otto anni lo perseguita:
Per otto anni ho vissuto da fuggiasco. Lontano da Milano, dai miei, da Buk, dalle indagini. Da ogni cosa che mi era cara. Per scappare da un nemico che però è ancora sulle mie tracce. Il Danese lo sa e per questo si ostina a farmi da balia.

Non c'è solo la storia della rapina, in questo libro: oltre alla storia orizzontale, c'è una storia verticale che passa da libro in libro, la fuga da Hurricane, che da nove anni gli da la caccia e che gli ha spedito una cartolina dalla fine del mondo
Una sensazione di pericolo “Sul retro c'è scritto che mi farà la pelle..”

A proposito del Danese, Radeschi si troverà coinvolto in una brutta storia con la mafia russa proprio per colpa del suo amico, di cui scoprirà il lato oscuro e criminale, con molti colpi di scena.

Alle porte della notte nasce dalla curiosità del suo autore – dove finisce lo scrittore e dove inizia il suo personaggio è un altro mistero: se volessi fare una rapina in via Montenapoleone, come agirei se fossi il rapinatore? Come sfuggire all'occhio delle telecamere?
A questo spunto, man mano se ne sono aggiunti altri: l'idea dell'incontro coi criminali russi all'autogrill, la rapina ad Anversa, l'idea di sviscerare quello strano personaggio che il Danese (“la sua natura nera mi inquieta”), voler raccontare alcuni luoghi particolari di Milano come San Satiro o i locali che si ispirano a quelli del proibizionismo americano, dove si parla a bassa voce per non attirare l'attenzione, da cui la denominazione “speakeasy” ..

Alla presentazione del romanzo, alla Feltrinelli di Milano, Paolo (o era Enrico?) raccontava del suo essere scrittore

Scrivere non è solo pensare e scrivere la storia, ma è anche incontrare i lettori, avvicinarli al libro, far accendere la scintilla.
Col tempo sono diventato metodico, ho imparato ad uscire dagli inghippi della scrittura, a non bloccarmi a metà di una storia, come successo col primo libro.
A lavorare con passione, perché altrimenti non ne vale la pena.

PS: il vice di Sebastiani si chiama Mascaranti, il medico legale Ambrosio .. si capisce che Roversi ama il giallo milanese!

La scheda del libro sul sito dell'editore Marsilio
Il sito di MilanoNera
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon