25 settembre 2016

Se invece dici no...

Non si fermano le grandi opere, ma si fermano i ladri. Se invece dici di no, hai paura, ti fermi davanti una grande sfida e preferisci non metterci la faccia hai sbagliato mestiere ”
 “Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è una incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città. Se tu hai davanti otto anni  se hai un minimo di credibilità e autorevolezza, tu i ladri li cacci”.

Quest'uscita del presidente del Consiglio (durante un comizio per la riforma costituzionale), poi rilanciata da tutte le reti e da tutti i media pro-Olimpiadi, contiene una serie di bugie.
Non si fanno le grandi opere o le Olimpiadi perché c'è la corruzione: non si fanno perché sono opere che comportano costi aggiuntivi che poi finiscono a carico di un'amministrazione già gravata da debiti (cresciuti anche durante la precedente amministrazione). E che intende usare quelle risorse per quei servizi primari per i cittadini romani.

Non si fanno perché non è il sindaco che caccia via i corrotti: dai lavori per le Olimpiadi il comune è escluso, essendo a suo carico le sole opere infrastrutturali di collegamento.

A meno che Renzi e Malagò intendano conferire alla Raggi il ruolo che fu per Expo di Sala: commissario con pieni poteri in gradi di assegnare lavori senza passare per una gara.
Come per Expo (e per le altre grandi opere inutili, vedi Mose) i ladri li ha cacciati la magistratura e dopo, il lavoro dell'Anac di Cantone. Semmai compito del governo sarebbe quello di fare leggi che tengano i ladri lontani dagli appalti pubblici.

Tirare in ballo la paura, quando si parla semplicemente di buon senso e di fare i conti in tasca ad un'amministrazione pienamente eletta, è malafede.
È voler puntare il dito per poi nascondere altri problemi.

Se invece dici no … Diciamo si allora alla prevenzione sui terremoti, sulle frane, gli allagamenti.
Diciamo sì alla differenziata porta a porta, che rende inutili le mega discariche e gli inceneritori.
Cosa sta facendo il governo per la messa in sicurezza, per i rifiuti, per le discariche, le bonifiche, per la corruzione nei lavori pubblici?
Di cosa ha paura?

Qui potete leggervi il dossier pubblicato da due ricercatori de Lavoce.info, Massiani e Ramella:
Tutte le candidature olimpiche sono precedute da stime ottimistiche sui risultati economici che dovrebbero produrre. Ma la realtà è spesso diversa. E i costi degli investimenti sbagliati ricadono sulla collettività, non sui promotori. Quello che manca nelle analisi costi-benefici per Roma 2024.Un volano per l’economia locale? Il caso di TorinoSecondo l’opinione comune l’organizzazione dei giochi olimpici, così come di altri “grandi” eventi, rappresenta un volano per il rilancio dell’economia del territorio interessato. L’argomento fu ampiamente utilizzato, per esempio, dai promotori delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. A qualche anno di distanza, siamo in grado di valutare se l’aver ospitato i Giochi abbia modificato in misura significativa le prospettive di crescita del capoluogo e del Piemonte.Tra il 2001 e il 2007 il Pil regionale era cresciuto del 6,4 per cento contro un dato nazionale pari al 9,1 per cento. Dal 2008 al 2013 il divario si è ulteriormente ampliato: se l’economia italiana ha subito una contrazione dell’8,5 per cento, quella piemontese è arretrata dell’11,6 per cento. Il confronto non basta per esprimere un giudizio definitivo sui grandi eventi, ma impone un esame attento delle “promesse” dei loro sostenitori.

24 settembre 2016

La confraternita delle ossa - il Santuario di S Bernardino alle Ossa



"Ossa alle pareti, appese ai muri, a decorazione degli altari. Techi che si affacciano sugli stipiti della porta. Spoglie umane praticamente ovunque".
Ci troviamo dentro il santuario di S. Bernardino alle Ossa, tra piazza Santo Stefano e il Verziere. Per i milanesi doc, un luogo importante, dove si custodiscono le ossa delle persone uccise dalla peste.
Per uno scrittore come Paolo Roversi, come me innamorato dei luoghi di Milano, impossibile non scriverci una storia sopra: "La confraternita delle Ossa".

Una storia di intrighi, di una setta dedita alla flagellazione con in mente un piano di distruzione.
Una storia che parte dalla leggenda della Confraternita dei Disciplinati, nata ai tempi di San Carlo.
Ma forse Milano è piena di leggende, come quella sull'Ossario dentro San Bernardino:
"la leggenda vuole che, proprio nel giorno dei Morti, i resti di una bambina conservati alla sinistra dell'altare tornino a vivere e si trascinino dietro tutti gli scheletri in una specie di danza macabra. I rumori si sentono anche fuori dalle mura tanto sono forti!"

Questa invece la Scrofa semilanuta, simbolo della città prima dell'età comunale:

23 settembre 2016

La neutralità della scheda referendaria

Dal blog di Alessandro Gilioli, un'interessante considerazione sulla scheda del prossimo referendum

Scheda referendum del 2005

Scheda (annunciata via twitter) del referendum sul DDL Boschi


Non so, vedete voi la differenza: a me pare che, per la prima volta, si abbandoni la neutralità burocratica per inserire nella scheda alcuni connotati politici.
Peccato che siano solo i connotati su cui argomenta una della due parti in causa: il superamento del bicameralismo, la riduzione dei parlamentari, il contenimento dei costi, la soppressione del Cnel.
Tutti veri, per carità, ma allo stesso modo (essendo ugualmente vero) si sarebbe potuto scrivere:
Approvate il testo della legge costituzionale concernente"Creazione di un nuovo Senato non eletto dai cittadiniDoppio incarico di senatori e consiglieri regionaliCreazione di nuovi procedimenti tra Camera e Senato fino un massimo di dieci per l'approvazione delle leggiRiduzione dell'autonomia delle regioniTriplicazione del numero delle firme necessarie per le proposte di legge di iniziativa popolare?"
In altre parole, in questa scheda la domanda contiene in sé (solo) argomentazioni a favore di una delle due risposte. Tra l'altro proprio quelle argomentazioni di più facile impatto "anti-casta": meno parlamentari, riduzione dei costi della politica.
Non sono sicuro che questa sia la modalità più fair e neutrale per porre un referendum.
Non sono sicuro che non si potesse arrivare un testo meno burocratico rispetto al passato senza sconfinare nel phishing - e magari concordandolo tra i comitati del sì e del no.
Non sono sicuro che, in assenza di un eventuale accordo, non sarebbe stato comunque meglio ricorrere alle formule - burocratiche ma indubbiamente neutrali - con cui si è votato nei precedenti referendum costituzionali.

Raccontare la mezza messa

"La riforma costituzionale porta 500 milioni di euro di risparmi. Noi stiamo togliendo il giochino dei rimborsi ai partiti, dal Pd ai Cinquestelle. Chi vota sì toglie questo meccanismo, chi vota no, vota la casta".

Chi ha ragione, chi ha torto nel duello Renzi Travaglio ad Otto e mezzo?
Chi ha vinto l'incontro?
Chi ha convinto di più gli spettatori?

Il confronto di ieri sera ha mostrato quello che è uno dei classimi meccanismi della comunicazione politica: raccontare solo quello che fa più comodo della realtà, mostrare certi numeri e nasconderne altri, puntare su alcuni argomenti e non su altri.

Tutto vero che la riforma costituzionale toglie il bicameralismo perfetto che rallenta l'iter approvativo delle leggi.
Tutto vero che ci saranno 200 senatori in meno.
Che si toglie il CNEL. 
Tutto vero che la riforma non tocca i poteri del premier.
Tutto vero che il PIL dopo anni ha segno positivo.
Tutto vero che i numeri del lavoro sono positivi.

Ma questa, per usare un'espressione cara al Camilleri di Montalbano, significa raccontare ai cittadini solo la mezza messa.
Per onestà e trasparenza servirebbe raccontare la messa intera.

Il bicameralismo rimane e l'iter approvativo potrebbe essere anche più complicato. E, di fronte alle proposte di legge dei prevedenti governi, potrebbe non essere un dramma (chi si ricorda quando Berlusconi voleva approvare il bavaglio alla stampa, come minaccia per i suoi processi?).
200 senatori in meno, di fronte al quasi milione di persone che lavorano per la politica non è un gran risparmio. Ieri abbiamo scoperto che il dirigente che si occupava di comunicazione per il ministero della Lorenzin guadagna come il presidente Mattarella. Nel sottobosco dei ministeri si potrebbe risparmiare di più.
Se si chiede agli italiani se sono d'accordo a 200 senatori in meno si dovrebbe chiedere anche se sono d'accordo nel non eleggerli. 
Perché non è scritto da nessuna come verrano selezionati. Non è scritto che lavoreranno in senato solo pochi giorni. Che riusciranno a fare contemporanemante il sindaco e il senatore.
Il PIL cresce ma meno che in altri paesi europei. E il periodo buono potrebbe essere passato.
Quei posti di lavoro sono stati creati grazie agli sgravi, costati 20 miliardi. 

Questa la messa intera.
E poi avremmo potuto parlare del voltafaccia sull'Italicum (aveva posto la questione di fiducia), sulle dimissioni che avrebbe presentato in caso di sconfitta.
Della questione dei voucher, dei mille asili in mille giorni, della questione delle banche (MPS in particolare).
Ma per queste domande sarebbe servito più tempo (e una giornalista che stoppava i suoi comizi).

In ogni caso se vince il no rimane tutto come ora: se ora c'è la Casta, come dice Renzi, pure lui ne fa parte. Giusto per raccontare la messa intera....

22 settembre 2016

Di cosa stiamo parlando

La home del sito di Repubblica - 22-09-2016

La home del sito de l'Unità - 22-09-2016
Avrei voluto aggiungere un'altra parola tra "stiamo" e "parlando" nel titolo, ma mi sono trattenuto per non essere troppo offensivo.
Le polemiche sulla campagna del ministero della salute ..
Il no del comune di Roma alla candidatura alle Olimpiadi ..

Stiamo parlando di questo da giorni: il mondo va in fiamme, in America si rischia la guerra civile dopo l'ennesimo morto afroamericano ucciso da un agente, la tregua in Siria non ha retto e i bombardamenti delle due parti stanno provocando altre vittime civili, l'ennesima tragedia in mare ..
Solo per parlare delle grandi tragedie nel mondo.
E se volessimo concentrarci sulla nostra italietta, ci sono le scuole pericolanti (e forse qualcuna anche a Roma), i disabili rimasti senza prof (e nonostante la "Buona scuola"), la ndrangheta che si fa beffe dello stato col viaggio in elicottero sopra Nicotera, il boss scarcerato perché la corte d'Appello di Bari non è riuscta a fissare la data del processo di secondo grado.
Juncker che ci ricorda che abbiamo già avuto abbastanza (in base alle regole comuni) flessibilità, e questo significa solo altri tagli a sanità, servizi ecc..

Ma di cosa stiamo parlando? Quando sento i soliti "sapientoni" sui giornali che parlano di olimpiadi come volano per l'economia, per il PIL, per il turismo, per fare quelle grandi opere etc etc, penso che sono gli stessi che ripetevano le stesse cose per Expo.
Passato Expo, coi suoi buchi, con l'assenza di un progetto credibile per il dopo Expo, siamo ancora al palo come PIL, crescita, occupazione.
E non possiamo sempre dar la colpa a Brexit, immigrazione, terrorismo, all'Europa matrigna.
Prima o poi le scuse finiscono.

E sulla povera ministra Lorenzin. Poteva non sapere forse: come anche i suoi collaboratori, razzisti a loro insaputa.
Certo. 
Cambiate mestiere allora e chiudiamola qui.
Se vogliamo parlare di buone abitudini iniziamo con asili, scuole, trasporto pubblico (e non l'assurda proposta della Lombardia che punta tutto su auto e cemento), sport e alimentazione.

Se vi interessa, questo è il grafico sugli extra costi delle passate Olimpiadi, preso dal Fatto Quotidiano di oggi:


Fatto quotidiano 22-09-2016

Sulla pelle delle persone

Quanti giorni sono passati dalla morte del dipendente egiziano finito sotto il Tir mentre protestava a Piacenza?
Quanti giorni dalla morte dell'operaio dell'Ilva a Taranto?
Quante dalla morte del dipendente Atac a Roma?

Se pensavamo che questi episodi di morte sul lavoro e per il lavoro avessero colpito i nostri parlamentari, bene ci siamo sbagliati.
Ieri i parlamentari di Alfano, uscendo dall'aula al momento del voto, hanno costretto il governo a ritirare gli emendamenti che aumentavano i tempi di prescrizione per i reati ambientali colposi e per i casi di vittime sul lavoro.
Erano emendamenti della riforma della giustizia tra cui anche l'introduzione delle notifiche elettroniche per ridurre i tempi del processo penale (togliendo di mezzo le notifche fatte dal personale della polizia giudiziaria).

Il governo del cambio verso sui temi della giustizia rimane inchiodato ai ricatti del centrodestra governativo (che poi è il centrodestra che ha fatto le leggi vergogna sulla giustizia).
Ricatti che si intrecciano col voto per il referendum e sulle (al momento solo annunciate) modifiche alla legge elettorale (approvata la mozione che non dice nulla sulle modifiche all'Italicum).
Ricatti sulla pelle delle persone.

Che continuerà ad ammallarsi nella terra dei fuochi (a proposito come la mettiamo con le Eco balle da smaltire?) e ad infortunarsi sul lavoro.

21 settembre 2016

La confraternita delle ossa - i luoghi di Milano

Alcuni posti di Milano citati nel libro "La confraternita delle ossa":

La scrofa Lanuta in piazza dei Mercanti
CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=139920

Piazza dei Mercanti - dal blog http://www.paoloroversi.me/
L'Ossario di San Bernardino alle Ossa Di Giovanni Dall'Orto - Opera propria,
Attribution, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1716360
Villa Invernizzi a Milano

La confraternita delle ossa, di Paolo Roversi


Incipit (il link)

30 dicembre 2001
La mano lascia un’impronta rossa sulla pietra nuda.Sangue.L’avvocato Giovanni Sommese, membro di uno degli studi più prestigiosi di Milano, si appoggia a una colonna per non cadere. Gli gira la testa e il dolore è indicibile per via del pugnale conficcato nel ventre.
Da piazza del Duomo gli giungono le voci delle persone ma lui non ha sufficiente fiato in gola per chiedere aiuto.Il grande abete addobbato scintilla nella notte; i turisti lo fotografano e passeggiano estasiati in Galleria Vittorio Emanuele II col naso rivolto all’insù per ammirare gli addobbi della cupola.Il freddo è intenso ma Sommese, ormai, non lo avverte più. Sente la vita correre via.Con grande sforzo si toglie il coltello dal corpo. Subito un copioso fiotto di sangue impregna i sampietrini sotto di lui e il suo costoso abito sartoriale. Sa, per esperienza forense, che deve fare in fretta; con una ferita allo stomaco non si sopravvive, morirà dissanguato nel giro di pochissimo tempo. Si lascia cadere e, combattendo col dolore lancinante, chiama a raccolta tutte le forze residue. Non ha dubbi su chi abbia armato la mano dell’assassino.C’è una sola cosa che può tentare, ammesso che riesca a restare attaccato alla vita il tempo necessario per portare a termine quel compito...

Ho il sospetto, badate bene solo un sospetto, che Paolo Roversi abbia voluto scrivere questo giallo solo come scusa per poter raccontare la sua storia di giovane neolaureato, sbarcato dalla provincia nella Milano da bere.
Se Radeschi (non con la K) viene da Capo di Ponte Emilia (paese inventato della Bassa), Roversi, quello vero, viene dal mantovano, Suzzara, dove ha pure organizzato un festival di libri noir con buoni risultati.
A parte questi dettagli, impatto nella città dove non ci si ferma mai, dove la sera chi non si può permettere una cena si getta sugli apericena, dove in pochi isolati passi dai quartieri popolari ai quartieri della Milano bene deve essere stato duro per entrambi.
Quando arrivi nella grande città, la provincia te la porti dentro come la puzza di naftalina sui vecchi vestiti..”.

La confraternita delle ossa è un prequel dei precedenti noir scritti dall'autore con Radeschi come protagonista: qui lo conosciamo proprio sbarbatello e alle prime armi di aspirante giornalista, con tesserino in tasta e in cerca di un lavoro, se possibile pagato.

Siamo negli ultimi giorni di un freddo dicembre del 2001: massimo della fortuna, o della sfortuna vedete voi, al primo appuntamento con un possibile datore di lavoro si trova coinvolto in un caso di omicidio.
«Be’, per la tua prima esperienza sul campo: mi hanno appena comunicato dalla redazione che c’è stato un omicidio in piazza dei Mercanti.»

il morto è tale avvocato Sommese che abbiamo incontrato nell'incipit, negli attimi precedenti la morta quando si sforza di tracciare quel segno che deve avere per lui grande un'importanza.
Alla prima esperienza sul campo, un delitto!
Peccato che il suo aspirante datore di lavoro si becchi un infarto e debba abbandonare la scena e deludere Radeschi. E peccato anche che i due poliziotti che si trova davanti, il vicequestore Loris Sebastiani e l'ispettore Mascaranti (un omaggio a Scerbanenco, che continua col Questore che si chiama proprio Lamberto Duca), non si dimostrano molto collaborativa nei confronti dell'aspirante giornalista.

Senza lavoro, ma con tanta buona volontà di conoscere la città (di cui dovrà scrivere nei suoi articoli), Enrico Rodeschi si mette a girare in lungo e in largo Milano, prima a piedi poi con una vesta (il giallone) rimediata da un conoscente molto addentro traffici illegali di qualunque genere.
Per prendere confidenza con la scrittura e in assenza di un datore di lavoro, Radeschi si lancia nel mondo dei blog: su questo è aiutato dal compagno di casa (o casetta, visto che si tratta di un bilocale in zona Piola) Fabio, in uno scambio equo che prevede nozioni da hacker in cambio della cucina:
Fabio mi ha fornito – ma non lo ammetterò mai in termini entusiastici – l’idea della vita: aprire un blog, la mia personale vetrina virtuale in cui mostrare urbi et orbi le mie doti di cronista di razza.”

Eh si, eravamo nell'epoca dei primi blog, non c'erano social, il motore di ricerca era ancora Altavista e non Google, c'era ancora la piattaforma Splinder ..
Il blog si chiamerà Milanonera(guarda un po') e i primi articoli riguarderanno proprio il delitto Sommese, e quello strano simbolo che solo Enrico ha avuto la fortuna di vedere (oltre la polizia).

Ma ci sono altre storie che si intrecciano all'inchiesta sul delitto (e alla vita privata dei due single in Milano): c'è una storia, non ancora uscita sui giornali, di una “femme fatale” che uccide giovani ragazzi che abborda nei locali della movida milanese. Ragazzi fatti sparire nel nulla.
«La Mantide…» 
«Cos’ha detto?» «Nulla.» 
«Riguarda la faccenda dei ragazzi che scompaiono, vero? Sai cosa dicono i criminologi: dopo tre omicidi si diventa serial killer…»

E non c'è solo questo: c'è anche una strana “confraternita” di persone che si chiamano tra loro fratello e che si ritrovano a discutere di colpe da espiare (a colpi di flagello sulle spalle), di persone da eliminare, di un obiettivo da raggiungere. In cripte umide e cupe.
Fratello Ottaviano .. Il maestro .. Il sublime …
Chi sono? Che legame hanno col delitto dell'avvocato Sommese? Cosa stanno tramando?

I tre filoni si cui si articola il racconto sono destinati ad intrecciarsi ma non voglio anticipare nulla.
Quello che posso aggiungere è che questa storia segnerà uno spartiacque tra un prima e un dopo.
Tra il Radeschi senza lavoro, casa e nemmeno uno stile e il Radeschi autore degli articoli di cronaca sulla Confraternita delle ossa che da il titolo al libro, dei delitti della Mantide e di un complotto contro il mondo che verrà sventato all'ultimo ..
E tutto frutto del lavoro dell'inedita coppia investigativa Radeschi-Sebastiani, lo sbarbato e il poliziotto dal carattere scorbutico, col sigaro spento perennemente in bocca (a mulinare da un lato all'altro per il nervosismo).

Si arriva al termine de “La confraternita delle ossa” quasi senza staccarsi dalla lettura: la scrittura è veloce e la tensione cresce man mano che si entra nella storia col progredire dell'indagine, quando tutte le pedine trovano il loro posto.
L'aver inserito aspetti personali della vita del protagonista (e anche dell'autore) rendono il libro ancora più godibile, perché si alternano con le pagine più da libro giallo, strappando diverse risate.

Ma il racconto è anche un viaggio per i luoghi di Milano con cui l'autore paga il suo debito di riconoscenza: luoghi che fa visitare al protagonista come se fosse un invito al lettore a guardare la città del Duomo e della Madunina con altri occhi.

Scoprirete luoghi poco noti come la cripta di San Carlo sotto terra, la storia della scrofa scolpita su un capitello in piazza dei Mercanti, la “scrofa lanuta” – una scrofa con una sorta di pelliccia – animale al quale si associa la fondazione della città di Milano”.
La cappella della chiesa di San Bernardino alle Ossa, la villa Liberty in via Mozart coi fenicotteri, la Biblioteca del Capitolo Metropolitano, situata all’interno dei Palazzo dei Canonici (la più vecchia di Milano). E poi il Peck “il tempio del gusto milanese” e il Birrificio di Lambrate, Il Rattazzo il bar in Porta Ticinese ….

Milano è un’isola. Le coste sono le tangenziali e intorno c’è l’oceano, con le sue correnti e le sue tempeste.”

Sul blog di Paolo Roversi trovate la scheda del libro e altro materiale: se vi interessa domenica prossima ci sarà un tour attraverso i luoghi raccontati nel libro. Approfittatene mi raccomando!

La scheda del libro sul sito di Marsilio e il link per scaricare il primo capitolo in pdf.

I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

Cosa servono le istituzioni

L'Unione europea e le sue gite in battello (o al mare a Ventotene) che non riesce a trovare una posizione comune sull'accoglienza dei profughi né si schioda dall'ottusità dell'austerity.

La Banca centrale europea che di fronte alla crisi (finanziaria, delle banche, dei consumi) ha come unica arma l'acquisto dei titoli di Stato (e prima ancora i soldi dati alle banche a tassi irrisori usati per comprarne).
E che ora viene franata dal presidente della Bundesbank: "La Bce non ha nessun motivo per rilanciare sulla politica monetaria". Alle politiche ci pensiamo noi, i governi nazionali (e l'anno prossimo si vota in Germania, ci sono i partiti nazionalisti da frenare..).

Le Nazioni Unite, dove ieri ha parlato Obama per l'ultima volta come presidente, che non riesce ad imporsi sulle crisi umanitarie.
A proposito, ieri Obama ha lanciato due appelli nel suo discorso: il primo sui rifugiati "Dobbiamo fare di più per aiutare i rifugiati".
Il secondo sulla globalizzazione: “Dobbiamo correggere la globalizzazione, ma no ai nazionalismi e ai populismi. Un Paese circondato dai muri – ha aggiunto – imprigionerebbe sé stesso”.
Cosa è stato fatto per questa correzione, sui rifugiati, per "ridurre gap tra i salari, tra ricchi e poveri"?
L'accordo con la Russia per il cessate il fuoco sulla Siria non ha funzionato. Problemi del suo successore, che sia Clinton o Trump.

Deutsche Bank, il "principale rischio per la stabilità finanziaria mondiale" secondo il FMI, sta pianificando una complessa operazione di finanza strutturata "finalizzata al lancio di una CLO (Synthetic Collateralized Loan Obligation). Secondo quanto riportato da più agenzie di stampa internazionali la maggior banca tedesca avrebbe avviato la strutturazione dell’operazione per far fronte ai maggiori requisiti patrimoniali richiesti dal mercato".
Cos'è questo CLO? Lo spiega Marco Palombi sul Fatto Quotidiano di oggi:
"Un prodotto finanziario in cui vengono impacchettate altre obbligazioni che a loro volta contengono migliaia di debiti individuali. L’idea è che accorpando i titoli dentro un unico prodotto si abbassi il rischio di perder-ci (dovrebbero “fallire ”troppi debiti singoli): poi, promettendo rendimenti alti, quel rischio se lo accolla il mercato". 
Insomma la stessa merda che ha fatto esplodere la crisi finanziaria nel lontano 2008.

Il futuro presidente degli Stati Uniti potrebbe essere proprio Trump, l'uomo dei muri e amico di Putin, altro nazionalista convinto.
E non possiamo fare nulla contro la crisi finanziaria, la globalizzazione, l'emergenza profughi perché come ha raccontato ieri Renzi, siamo in una situazione di stallo.
E così, sempre alle Nazioni Unite, ha criticato l'inerzia delle istituzioni 

"Se l’Europa continua così noi dovremo organizzarci in modo autonomo sull’immigrazione – ha detto il premier – questo è l’unico elemento di novità di Bratislava dove si sono fatte tante parole ma non siamo stati in grado di dire parole chiare sul tema africano. [..] Juncker (presidente della Commissione Ue, ndr) dice tante cose belle, ma non vediamo i fatti. E’ un problema dell’Europa. L’Italia farà da sola, è in grado. Ma questo è un problema per l’Ue".

Le Nazioni Unite, la BCE, l'Unione Europea.
Che senso hanno queste istituzioni se non riescono ad imporre correzione alla rotta del Titanic su mercati, finanza, le banche "too big to fail", i conflitti, i ricatti dei dittatori (da Erdogan, ad Assad, a Putin, Al sisi..)?
Fino ad arrivare al nostro Parlamento dove ancora discutiamo di legge elettorale, di cyber bullismo, e dove le cronache giudiziarie ci raccontano di processi finiti in fumo per la prescrizione.
L'odore di massoneria (e le mani della massoneria) sulle banche.
E i dati sul lavoro, coi morti (sempre troppi, spesso senza giustizia) e i numeri dell'occupazione che inchiodano quanti pensavano di risolvere i problemi con ricette del novecento.

Perché siamo sempre proiettati verso il passato.
La domanda è: a cosa servono queste istituzioni? O chi servono (se non servono noi cittadini)?

20 settembre 2016

Sotto scacco elettorale

Incassato l'ennesimo ok dall'America su riforme e politica, Renzi si è potuto sfogare: "Siamo quasi tutti sotto scopa elettorale, in Germania, in Francia e anche noi abbiamo il referendum..." 
Siamo perfettamente d'accordo, una volta tanto.
Tutto fermo, tutto bloccato.
La legge elettorale, la legge di stabilità, il tema del lavoro, il rilancio del sud, la crisi delle banche, la gestione della guerra civile (e l'intervento militare) in Libia.
E, si, anche l'emergenza profughi, l'accoglienza dei migranti.

Non sono solo le elezioni in Germania e Francia: anche il referendum sta bloccando tutto, perfino il lavoro della Consulta.

Presa diretta – la ricerca tradita e le code nella Sanità

L'anteprima della puntata.
Stiamo vivendo gli anni d'oro della fisica italiana, che sta macinando in questi anni dei successi straordinari.
Siamo di casa al Cern, il laboratorio che sforna premi nobel e che è stato diretto da tre italiani: italiani anche gli strumenti che vanno alla caccia della materia oscura nello spazio.
Italiani gli strumenti che hanno lavorato sulla ricerca delle onde gravitazionali.

Chi sono gli italiani dell'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare)? A Cascina nel laboratorio Virgo si trovano i due “bracci” con cui i ricercatori danno la caccia alle onde gravitazionali, onde mille volte più piccole di un nucleo atomico...
Gli scienziati hanno mostrato le tracce dell'onda prese dagli interferometri americani: l'onda ci dice quale fenomeno fisico l'ha creata, due buchi neri che si sono fusi, “una potenza della natura inimmaginabile”, "la prima volta che si guarda in faccia il buco nero".
Ifnf ha messo la firma in pochi anni a due scoperte: il Bosone di Higgs e le onde gravitazionali: si può fare ricerca in Italia, “lasciatecelo fare” - raccontano i fisici a Iacona.
Sono 1300 i laureandi che lavorano in questo istituto: a Cascina ma anche sotto il Gran Sasso, sotto un filtro di roccia che permette di fare gli studi sui neutrini del sole, la particella più misteriosa. 
I fisici sono qui per imparare, per scoprire la materia e le leggi che ci circondano.
Sono ricerche che hanno ricadute tecnologiche importanti: nella criogenia, nella produzione di materiali e sistemi complessi.
Come gli oggetti che raffreddano più in fretta, i materiali magnetici.

Come mai stiamo investendo poco nella ricerca?
Ci sono poche eccellenze in Italia, e alla base ci sono le università che sono alle prese coi tagli: il ricercatore Ferroni parla di 1 miliardo che manca, nelle casse della ricerca, dai centri di eccellenza fino alle università.

L'inchiesta sulle code infinite.
All'ospedale Ruggi di Salerno hanno arrestato il primario che chiedeva una mazzetta per far saltare le code ai pazienti: uno scandalo grave perché era gente che doveva operarsi e che non aveva nemmeno i soldi per il primario, che faceva soldi sulla pelle dei malati.

Per prenotare una mammografia e conoscere i tempi di attesa si va direttamente al reparto, senza indicazioni: la lista d'attesa è un libro scritto a penna, dai dipendenti del reparto.
In neurochirurgia si potevano saltare le fila pagando il primario: Presa diretta ha intervista Teresa di Giacomo, sorella di un malato di cancro al cervello.
Per saltare la fila, hanno dato 2000 euro al primario che poi l'ha operato assieme ad un chirurgo giapponese che però non ne aveva l'autorizzazione.
I pazienti pagavano direttamente Fukushima, come una consulenza, soldi che poi venivano spartiti con Brigante, il primario.
I pazienti venivano operati come se fossero nel privato, sebbene fossimo in una struttura pubblica.

Il sistema delle tangenti era noto e diffuso: chi non pagava non veniva operato, rimandando di volta in volta l'operazione.
Il dirigente del reparto neurologico, che aveva raccolto voci a riguardo da altri medici, è finito indagato perché non ha fatto indagini interne né altro.
In realtà le voci erano qualcosa di più: un'infermiera ha raccontato di come le notizie su tangenti in cambio di operazioni avevano portato ad una commissione interna subito sciolta. Finché non è intervenuta la magistratura.

Fuori norma le liste d'attesa e non a norma nemmeno le stanze dei pazienti, le sale operatorie. L'ospedale Ruggi era finito sotto inchiesta anche per storie di impiegati assenteisti, gente che timbrava per gli altri.

Quanta corruzione c'è nella sanità italiana?
Transparency stima il costo della corruzione in 6 miliardi l'anno, soldi sottratti alle cure: sono numeri che derivano dai dati raccolti dai medici delle strutture, che raccontano di come le strutture siano a rischio corruzione.
Poche di queste hanno fatto piani anti corruzione: tra i settori più a rischio ci sono proprio le liste d'attesa, con medici che dirottano pazienti su strutture private, sull'intramoenia.

Mancano controlli sulle liste d'attesa, ma ci sono anche casi positivi come l'Emilia, dove si monitorano costantemente le liste delle strutture private.
In Toscana il presidente Rossi la vuole proprio abolire l'intramoenia: eliminandola si toglierebbero le liste d'attesa.

Paolo Ramerini è in lista d'attesa al San Camillo da due anni, in attesa di un intervento alla vista: mancano le sale operatorie, così Paolo dovrà convivere col suo problema per altri mesi.
A gonfiare le liste sono stati i taglialle sale operatorie e ai posti letti: sono rimasti solo 34 posti letto (da 50) e un solo reparto.

In urologia si fanno solo interventi da pronto soccorso, gli altri aspettano: i tempi d'attesa nella regione Lazio sono cresciuti per questo motivo, per i tagli alle strutture.

Ci sono poi regioni dove prenotare le visite è un'odissea, non esistendo un centro unico: succede in Campania dove si deve telefonare di ospedale in ospedale, in attesa di un posto libero.
Fare una mammografia è quasi impossibile in Campania.

I piani nazionali, sulle liste d'attesa sono vecchi di anni e non vengono nemmeno rispettati: servirebbe un controllo indipendente che oggi non c'è.

L'esempio positivo a Roma.
I tempi di attesa si possono anche abbattere: succede in un ospedale romano, il Regina Elena un'eccellenza nella lotta ai tumori. In pochi anni hanno abbattuto leliste per l'esame della PET.
Oggi fanno 24 esami, mentre prima c'erano liste a 3 mesi, oggi passate a due giorni: hanno rivisto il lavoro in reparto, dal suo ingresso all'esame.
Riducendo i tempi morti, ottimizzando l'uso del radio farmaco, dando la possibilità di refertare in parallelo ai medici, sono riusciti ad aumentare la frequenza degli esami.
Anche l'arrivo di una macchina unica ha contribuito alla riduzione dei tempi: gli investimenti tecnologici servono ma serve anche il coinvolgimento del personale tecnico che ha dovuto abituarsi a nuovi modelli di lavoro e nuovi modelli d'orario.

La regione più virtuosa è l'Emilia: il 98% delle visite si chiude nei tempi previsti. Per questo risultato hanno fatto un piano, hanno fatto investimenti e si sono applicati da tempo.
La Calabria si attendono 253 giorni per una mammografia, 350 giorni per un eco-cardiogramma …
Così la gente per curarsi se ne esce dalla regione e questo è un costo per il sistema nazionale: un favore per le regioni del nord.

E con la nuova finanziaria si torna aparlare di altri tagli … Speriamo che si taglino gli sprechi.

Il servizio sulla ricerca tradita.
Dieci anni faIacona si era occupato di ricerca: in dieci anni sono cambiate le cose?
La prima ricercatrice si chiama Sabrina Sabatini, lavora a Roma e ha conquistato un posto e dei bandi e fondi europei grazie alle sue forze.
Con questi fondi presi riesce a fare ricerca di base e pagare le ricercatrici del suo laboratorio: dallo Stato prende solo un decimo dei fondi necessari.
I 2 ml di euro presi sono stati spesi bene, le sue ricerche sono state pubblicate nel mondo: ora che i fondi europei sono finiti cosa succederà?
I suoi collaboratori potrebbero finire a fare ricerca di base all'estero.
Le nuove idee partono proprio dalla ricerca di base: a Roma si studia il computer del futuro, che lavora con la luce. L'Italia avrebbe un ruolo per queste ricerche importanti, se ci fossero i soldi per far andare i laboratori.

Roberto Di Leonardo sta facendo una ricerca su microparticelle che si muovono con la luce: convertire la luce in movimento. Un'altra sua idea è far muovere queste microparticelle come un motore: macchine che potrebbero entrare nel corpo, dentro una cellula per analizzarle.

Il professor Ricci una macchina del genere, costruita con un DNA sintetico l'ha pure realizzata: una macchina che riconosce una cellula tumorale per curarla.

Il progetto Sunrise, della dottoressa Chiara Petrioli, ha portato internet sotto il mare: le onde acustiche sono trasformate in onde radio, per trasmettere i dati.
Con questa rete si potrà scoprire cosa c'è sotto l'acqua, guidare droni sotto il mare..

Petrioli, Sciarrino, Di Leonardo lavorano coi fondi presi in Europa: è un disastro perché così non si riesce a pianificare il lavoro e la ricerca.
Se un anno non arrivano soldi cosa si fa?
Quei pochi soldi pubblici per bandi vinti, ancora non sono arrivati.

Significa perdere l'eccellenza in Italia: la stessa situazione la vive la ricercatrice Elena Cattaneo. Pochi soldi che non si sa quando arrivano.
LA senatrice studia le malattie neuro-degenerative e dal 2012 niente bandi.
Ora sono arrivati 30ml in tre anni: un sistema che ammazza il futuro, la ricerca non è proprio al centro della politica.

Giorgio Parisi è uno dei maggiori fisici italiani: ha lanciato la petizione “Salviamo la ricerca”. Intervistato da Iacona spiega come ogni anno 2000 ricercatori se ne vanno via dall'Italia, e non sono compensati da ricercatori stranieri in ingresso.
Non siamo un paese accogliente per la ricerca: niente fondi e così stiamo distruggendo la ricerca di base.
La ministra Giannini ha promesso 1,5 miliardo, ma i soldi veri sono solo 500 ml, per lo più per la ricerca industriale.

Ci sono laboratori che sopravvivono a fatica: a Torino esiste uno dei pochi laboratori della terra sopravvissuti alla riforma Gelmini. Studiano la stabilità di un terreno con strumenti vecchi di anni, l'unico strumento aggiornato è stato pagato da una fondazione bancaria.
I fondi sono stato tagliati della metà: 100 mila euro per 4 anni, per progetti biennali di 50 persone. Una presa in giro.

A Milano, il professor Carra ha messo insieme tutti dati della ricercaitaliana: il suo lavoro si chiama “le briciole in ricerca”. L'Italia investe in ricerca solo lo 1,2% del PIL contro la media europea che supera il 2%.

L'Italia ha messo 30ml di euro l'anno per progetti competitivi: l'UK ha messo più di un miliardo sul piatto.
I nostri sono pochi ricercatori ma buoni, perché richiesti nel mondo, ma solo al momento: il rischio è che perderemo competitività nel futuro.
Stiamo arrivando ad un punto di non ritorno: i soldi per la ricerca sono pochi e divisi in mille rivoli, in troppi ministeri.
Ogni ministero da i soldi coi suoi bandi per i suoi fini: parte dei soldi sono finiti in case di riposo, autolavaggi, abiti da sposa, alberghi.
I beneficiari dei fondi PON sono spesso le agenzie degli stessi ministeri: per alcuni di questi si è interessata la magistratura, come quello che ha coinvolto il segretario generale Agostini del MIUR.
Chi doveva controllare i progetti erano persone spesso in conflitto di interesse, senza competenze tecniche per valutare i requisiti dei progetti.

I ricercatori che hanno vinto il bando per il progetto smart cities non hanno invece visto i soldi e ora sono indebitati con le banche e i fornitori.
Al ministero non rispondono: ai ragazzi si è presentato un consulente del sottosegretario Faraone “negli uffici sono sommersi dal lavoro”....

Servirebbe un'agenzia unica per la ricerca: per evitare che i soldi finiscano in mille rivoli, per evitare le ingerenze della politica, che i soldi finiscano agli amici degli amici.

Il caso tedesco.
A partire dal 2008 i fondi per la ricerca sono aumentati del 60% (in Italia sono diminuiti del 20%): si spendono ogni anno 15 miliardi l'anno e oggi le università sono le migliori del mondo.
Come a Goettinger: hanno investito in infrastrutture, nella biblioteca, hanno avuto fondi dal governo federale (40ml di euro) e dal Land.
Qui c'è un centro pubblico di ricerca, il Max Planck: qui selezionano i migliori ricercatori e riceve 1,5 miliardi di euro l'anno e il budget aumenta di anno in anno.
Soldi spesi bene perché i progetti sono valutati da enti esterni la struttura: così si fanno ricerche che permettono da premio nobel.

Adriana Savastano è una ricercatrice italiana che sta lavorando sulle malattie neuro degenerative: qui è tutto più facile per la ricerca perché ci sono i soldi e ci sono le strutture.
In Italia non ho ricevuto risposte – racconta alla giornalista.

Qui il sistema pubblico pensa a tutto per chi fa ricerca: anche alla casa.
Così Felicita Tramontana (un'altra ricercatrice incontrata da Presa diretta) condivide la casa con altri ricercatori in una casa enorme, con tanto di biblioteca e giardino: tutto pagato dalla borsa di studio, vinta per il suo progetto: 3800 euro al mese.
Il suo progetto era partito in Italia poi nel 2013 il ministero aveva tagliato tutti i fondi per i giovani ricercatori.

A Berlino si trova il Fraunhofer: la ricerca è pagata al 70% dalle imprese, per quegli studi che le imprese riescono a fare.

La giornalista di Presa diretta è riuscita anche ad incontrare il sottosegretario del ministro dell'istruzione, che ha raccontato tutti i partiti della coalizione sono stati d'accordo nell'investire in ricerca e sviluppo ed è per questo che la Germania ha preso più fondi europei per la ricerca.
Per questo in Germania ci sono il doppio dei ricercatori italiani.

I soldi pubblici sono dati alla DFG, un ente pubblico che risponde agli scienziati: è un'agenzia indipendente dalla politica, dove a prevalere è il criterio scientifico e non clientelare.
È un sistema che garantisce la qualità della sua ricerca.

Così oggi la Germania è leader della robotica, delle energie rinnovabili, della chimica: mentre noi negli ultimi dieci anni abbiamo disinvestito in ricerca, i nostri ricercatori hanno contribuito alla grandezza dell'industria tedesca.

Lo Human Tecnopole: nei terreni di Expo dovrebbe sorgere il nuovo polo scientifico, scelto dal governo, che prenderà 150 ml l'anno che saranno gestiti dall'IIT di Genova (una struttura di ricerca privata che prende fondi pubblici).
Un metodo sbagliato spiega la senatrice Cattaneo: è una scelta arbitraria, sono soldi non investiti nel modo migliore.
Si doveva aprire un bando per aprire le possibilità: ogni idea deve avere pari opportunità per accedere alle risorse pubbliche.
Tutte le idee devono avere la possibilità di essere valutate: il caso Human Tecnopole spiega perché i ricercatori scappano.

Anche per la CRUI è inopportuna la scelta del governo, l'Accademia dei Lincei raccomanda che almeno la gestione del masterplan sia affidata ad un bando.
Il governo ha appaltato ad un ente privato la gestione del polo, ma deve essere il ministero della ricerca che si deve prendere le sue responsabilità – dice il presidente dell'Accademia.

IIT è diretto da Roberto Cingolani: lui ha ricevuto l'incarico di redigere il masterplan per lo Human Tecnopole. Per il momento sta lavorando all'idea, se fosse stato il ministro ci avrebbe pensato per tempo, ammette.

Ora le critiche hanno fatto breccia nel ministro: ci saranno bandi, ma per due anni, comunque sarà lo IIT a gestire le cose. All'italiana.
Mentre all'estero i presidenti si circondano di eccellenze e di scienziati, qui si preferisce circondarsi da yes man, dai cerchi magici o dai gigli magici.


19 settembre 2016

Le inchieste di Presa diretta su Sanità e ricerca


Se l'Italia investe poco in ricerca e nei suoi ricercatori, costretti alla fuga, non è colpa dell'Europa.
Se in Italia abbiamo il fenomeno dei cervelli in fuga, quei ragazzi bistrattati dal proprio paese, non siamo colpa all'austerity.

Lo stesso discorso vale per le code negli esami nei nostri ospedali pubblici: se per ottenere un servizio, che poi è un tuo diritto, pagato con le tue tasse, sei costretto a pagare una mazzetta, è solo colpa del sistema sanitario italiano, delle sue clientele, delle sue anomalie.

La ricerca e le liste d'attesa nella sanità: due macchie nel sistema Italia che sono anche un peso nella nostra crescita, un costo per i cittadini, una zavorra che affossa le nostre speranze di crescita.

Riccardo Iacona si era occupato di ricerca fin dal 2005 col suo bel servizio W la ricerca, dove raccontava le storie di giovani laureati che solo all'estero hanno potuto mettere a frutto le loro competenze.
Giovani come Dario Farina, superato al concorso da ricercatore da un altro candidato con meno titoli di lui (ma forse con migliori amicizie), e che se ne era poi andato a lavorare in Danimarca. Oggi è direttore di un istituto di neuro-riabilitazione a Gottinga.
Alessandra Lanzara, professoressa a Berkeley, mentre in Italia lavorava in uno scantinato...
Sono tante le storie, troppe, che raccontano di baronie, concorsi truccati e assenza di merito. Storie dove non sempre la magistratura riesce ad intervenire.
Una di queste inchieste aveva toccato anche un giudice della Corte Costituzionale, che si era adoperato per lasorte di un candidato in un concorso. L'inchiesta è finita in prescrizione e nessuno ne ha parlato.
Questo per dire fin dove in alto si spinga il malcostume delle raccomandazioni.

E poi c'è la questione dei tagli dei fondi.
Nell'inchiesta i giornalisti di Presa diretta hanno intervistato diversi ricercatori e scienziati, per chiedere conto della situazione della ricerca oggi in Italia.

Giorgio Parisi (Fisico): stiamo distruggendo la ricerca di base.
Elena Cattaneo (senatrice e ricercatrice sulle cellule staminali): i fondi dallo stato che riceviamo dallo stato sono briciole, è un sistema che cancella il futuro.
Fernado Ferroni (pres istituto fisica): l'italia non può vivere solo di eccellenze sparse ..

Anche l'assegnazione dei fondi all'IIT di Genova, per il dopo Expo, ha suscitato polemiche da parte della comunità scientifica e in particolare della biologa Elena Cattaneo:
Con un decreto legge infatti il governo, invece di aprire il bando a tutti gli enti di ricerca, ha scelto di chiedere un progetto di sviluppo a uno dei tanti, l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), centro basato a Genova con 1.440 lavoratori.”

Se pensiamo di rilanciare il nostro paese puntando solo su bonus, licenziamenti facili (per attrarre investitori) e deregulation (come era lo Sblocca Italia, altra inchiesta di Presa diretta), abbiamo sbagliato direzione.
Ogni anno circa 2000 ricercatori vanno all'estero e così perdiamo le nostre eccellenze.

A PresaDiretta, nell’inchiesta LA RICERCA TRADITA parla il mondo della scienza italiana. Quando capiremo che non si può uscire dalla crisi se non si sostiene la scienza con investimenti pubblici? E poi si torna a parlare di Sanità, delle lunghissime liste d’attesa che costringono i cittadini a rinunciare alle cure o addirittura a subire fenomeni di corruzione.LA RICERCA TRADITA. Perché di anno in anno, di governo in governo, i finanziamenti pubblici per la Ricerca non fanno che ridursi?A PresaDiretta un viaggio affascinante e doloroso nello stesso tempo, tra i giovani e bravissimi ricercatori italiani e i più importanti scienziati del nostro paese. Un viaggio non solo tra le speranze e le disillusioni, ma anche attraverso le scoperte, le intuizioni scientifiche e le idee. Per capire come mai le nostre Università e i Centri di Ricerca sono apprezzati nel mondo ma maltrattati nel nostro paese.D’altra parte la Ricerca va avanti con gli investimenti privati, ma diventa davvero concorrenziale e capace di produrre ricchezza solo quando è fortemente sostenuta anche dalla spesa pubblica. La maggior parte dei vicini europei lo ha capito da tempo, perché invece in Italia i finanziamenti sono ridotti al lumicino? Quanto ci costerà perdere generazioni di bravissimi ricercatori che si formano in Italia e poi trovano lavoro altrove? E quanto costerà all’economia nazionale perdere i frutti della ricerca, che vuol dire brevetti e investimenti industriali ad essi collegati? O perdere la possibilità di trasformare in prodotti e servizi le scoperte nel campo della medicina e delle scienze applicate?PresaDiretta è stata anche in Germania, un paese che negli ultimi 10 anni, anche nel pieno della crisi economica, ha continuato ad aumentare gli investimenti pubblici per la Ricerca.E infine, a PresaDiretta il progetto dello Human Technopole. Il grande polo scientifico per la Ricerca BioMedica che dovrebbe nascere a Milano, annunciato dal governo Renzi con un miliardo e mezzo in dieci anni di finanziamento, è la risposta che la scienza sta aspettando?

Le liste d'attesa nella nostra sanità pubblica.
Chiedere un esame al nord o chiederlo a Salerno non è la stessa cosa.
I tempi d'attesa sono estremamente diversi, per colpa di ritardi, disorganizzazione e anche della corruzione.



Ci sono casi, di cui parlerà il servizio, di cittadini che sono visti chiedere una mazzetta da 2000 euro per passare avanti nelle liste.
La corruzione nella Sanità, oltre ad essere un peso per i cittadini che non godono di un servizio (e magari rinunciano a curarsi, a fare un esame), è anche un peso per i conti pubblici.
Quelli che dobbiamo tenere in regola per i vincoli fiscali europei e per cui siamo poi costretti a mettere dei ticket e a tagliare i fondi.
Il servizio racconta che, tra le aziende sanitarie italiane: una struttura su 3 ha registrato fenomeni di corruzione e tra i settori più sensibili al rischio corruzione ci sono proprio le liste d’attesa: sono 11 milioni gli italiani che rinunciano alle cure a causa di questo.

In Toscana il governatore Rossi sta pensando di abolire l'intramoenia nella sanità:
In sanità basta con la libera professione intramoenia, fonte di diseguaglianza e di corruzione. Bisogna fare una cosa davvero di sinistra: abolirla. D’incanto spariranno le liste d’attesa, mi ci gioco la faccia. L’idea è promuovere una legge di iniziativa popolare al Parlamento”.

Certo, il rischio è veder uscire dal pubblico i medici migliori, che potrebbero essere attirati dal privato (che però spesso lavora in regime di convenzione col pubblico, rendendo sempre più difficile stabilire il confine tra pubblico e privato.

La scheda del servizio:
LISTE D’ATTESA, un’inchiesta dedicata al più doloroso dei problemi della Sanità italiana.La lunghezza delle liste d’attesa negli ospedali e nelle strutture della Sanità pubblica ha prodotto un vero e proprio corto circuito. Ritardi, disorganizzazione, impossibilità di accedere alle cure, 8 mesi per una mammografia, 1 anno per una Tac. Gli ultimi dati Censis ci dicono che sono 11 milioni gli italiani che rinunciano alle cure a causa delle liste d’attesa troppo lunghe e dell’impossibilità di pagare una visita privata o in intramoenia. E nelle pieghe di un servizio pubblico che non riesce a far fronte alla domanda si annida inevitabilmente, la corruzione. I numeri dell’ultimo Dossier sulla Sanità dell’Istituto specializzato in corruzione “Transparency” sono inquietanti. Tra le aziende sanitarie italiane: una struttura su 3 ha registrato fenomeni di corruzione e tra i settori più sensibili al rischio corruzione ci sono proprio le liste d’attesa.PresaDiretta ha ricostruito l’inchiesta che la Procura di Salerno ha aperto sul sistema di corruzione nell’Ospedale Ruggi, dove il primario di neurochirurgia avrebbe fatto saltare le lunghe liste di attesa ai pazienti in cambio di denaro. Interventi salvavita in cambio di mazzette. A PresaDiretta testimonianze esclusive tra i pazienti che hanno pagato, i medici coinvolti nell’inchiesta e il personale ospedaliero.LA RICERCA TRADITA” e “LISTE D’ATTESA” sono un racconto di Riccardo Iacona con Sabrina Carreras, Alessandro Macina, Massimiliano Torchia, Andrea Vignali, Marina Del Vecchio.