09 dicembre 2019

Le inchieste di Report: l'inchiesta sul CSM, le concessioni di autostrade e piste da sci e i Benetton


Sono diverse le inchieste di questa puntata di Report: dall'inchiesta sulle nomine pilotate nel CSM, alle reti autostradali (quanto sono sicure?), gli affari della famiglia Benetton.

Si parte con l'inchiesta di Claudia di Pasquale sulle piste da sci (due settimane fa la giornalista si era occupata degli impianti realizzati per le olimpiadi invernali di Torino 2006 e di quelli che saranno realizzati per le prossime a Cortina).

NATALE IN BIANCO di Claudia Di Pasquale

La nuova stagione sciistica è alle porte e Claudia di Pasquale è andata a vedere in che condizioni sono gli impianti: per esempio in Piemonte, al comprensorio della via Lattea, 47 impianti e 400 km di piste, costo dello skipass 38 euro al giorno.
Il presidente del consiglio di amministrazione di Sestriere SPA, ha raccontato che gli impianti consentono ricavi per 5 ml (3ml dopo le tasse) per un fatturato di 30ml di euro (nei dieci anni).
L'azienda sta bene, gli ultimi due anni sono stati straordinari, ammette il presidente: oggi con la Sestriere SPA gestisce 31 impianti privati e i 16 impianti realizzati per le olimpiadi di Torino 2006, finanziati con soldi pubblici.
Ma quanto paga la Sestriere SPA per averli in concessione?
Organizzare le Olimpiadi è come firmare un assegno in bianco, spiega Bent Flyvbjerg, docente di Oxfod che ha studiato i costi di tutte le Olimpiadi: i costi aumentano sempre, dopo le stime iniziali, gli stati si indebitano e a guadagnare sono solo i privati.
Chi non ha mai sognato di trascorrere le vacanze di Natale sulla neve? A dicembre si inaugura la nuova stagione turistica invernale con la riapertura degli impianti di risalita, che devono essere pronti e ben manutenuti. E perché tutto funzioni alla perfezione serve però lei, la neve, e se non ha ancora nevicato la neve bisogna produrla artificialmente e spararla con i cannoni. Servono i bacini di innevamento che però costano e spesso vanno realizzati in zone vincolate. Una volta però che le opere sono state realizzate, chi le gestisce e come funzionano le concessioni per gli impianti?

Il caso CSM

Dalle intercettazioni captate (grazie al trojan di cui si era occupata una passata inchiesta di Report sulla cybersecurity) dall'ex capo dell'ANM Luca Palamara, emerge l'inchiesta che coinvolge le alte sfere della magistratura e due parlamentati, Luca Lotti e Cosimo Ferri.
Nelle intercettazioni si parlava delle nomine di magistrati, tra cui quelli candidati alla procura di Roma: i due parlamentari puntano (almeno così emerge dalle intercettazioni) a far eleggere Marcello Viola a discapito di un altro magistrato, Giuseppe Creazzo, “colpevole” forse di aver aperto una indagine prima sui genitori del senatore Renzi, leader di Italia Viva e poi sui finanziamenti stessi ricevuti dalla fondazione Open negli anni tra il 2012 e il 2014, quando Renzi conquistò la segreteria del PD.

Renzi e la sua fondazione hanno raccolto 6 milioni di euro, arrivati anche da imprenditori e aziende: su questi soldi i magistrati stanno indagando per finanziamento illecito.
La fondazione non è un partito politico – così si è difeso Renzi nella conferenza stampa: la differenza tra fondazione e un partito la decide un politico o un magistrato?

Anche l'inchiesta scoppiata questa estate tocca il nervo scoperto della separazione dei poteri tra politica e magistratura: il 9 maggio il consigliere Palamara si è incontrato con 5 altri magistrati e i due deputati Lotti e Ferri, con l'obiettivo secondo i pm che li indagavano, di pilotare le future nomine delle procure italiane.
Per la nomina di procuratore a Roma puntano su Marcello Viola, procuratore generale a Firenze. Ma in lizza c'è anche il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo (che ha indagato i genitori di Renzi e ora ha aperto il fascicolo sui finanziamenti ricevuti da Open).

Sia Lotti che Ferri, contattati dal giornalista, smentiscono la ricostruzione: a Renzi è stato chiesto se il vulnus siano le perquisizioni della finanza oppure gli incontri dove si pilotavano le nomine (o si sarebbero pilotate).
“LA corrente di Palamara supportava e ha portato i voti in sede di commissione il giudice Creazzo ..” la risposta ottenuta: a cosa si riferiva Lotti quando diceva allora “bisogna fare la guerra contro Creazzo”?
Domande che non sono piaciute al senatore Renzi, che ha tacciato di maleducazione il giornalista.
Il presidente della Repubblica, nonché presidente del CSM, ha definito il quadro emerso dall'inchiesta sul CSM “sconcertante”, non proprio una questione di maleducazione.
Nel plenum al CSM Mattarella era seduto poco distante dal pg della Cassazione Fuzio, amico di Palamara: è lui che firma i procedimenti contro i consiglieri coinvolti nello scandalo, ma a luglio dovrà lasciare l'incarico quando si apprende che era indagato per “rivelazione di segreto d'ufficio”.

Riccardo Fuzio aveva scritto una lettera a Fiammetta, la figlia del giudice Paolo Borsellino: in essa spiegava come avesse voluto far luce sui misteri della strage di via D'Amelio ma che gli era stato impedito.
Un'offesa, così la considerata Fiammetta Borsellino: Fuzio e il CSM avevano altro da fare questo 19 luglio, 27 esimo anniversario della strage.
Perché il depistaggio del falso pentito Scarantino è potuto accadere anche grazie al cattivo lavoro di magistrati, contro cui i familiari del giudice avrebbero voluto che fosse aperto un procedimento.
Invece nulla, passano i mesi e si rimane in uno stato di inerzia: una situazione che Fiammetta ha esposto al presidente Mattarella.

La vicenda delle nomine si intreccia anche con un piccolo evento nel comune di San Luca, in Calabria, terra di 'ndrangheta: il giornalista Klaus Davi, eletto consigliere in questo comune ha raccontato a Luca Chianca la storia della mancata partita del cuore.
Si dovevano fronteggiare cantanti, magistrati, un evento che tutta la comunità di San Luca aspettava.
A pochi giorni dalle elezioni comunali è tutto saltato, senza che nessuno abbia dato spiegazioni: il capitano della squadra dei magistrati era Palamara (ex presidente dell'associazione nazionale magistrati) e, secondo Davi, potrebbe dare lui una spiegazione.
E' stato lui il promotore di questa iniziativa che ha visto la luce la prima volta due anni fa e che ha consentito la rinascita della squadra di calcio locale.
Un qualcosa di importante, in una terra martoriata dalla 'ndrangheta.
L'incontro di calcio salta per colpa dell'inchiesta di Perugia sulle nomine: l'inchiesta ha già causato le dimissioni di alcuni magistrati dall'ANM, come Pasquale Grasso.

Chi è stato tirato dentro l'inchiesta si è difeso dicendo che si è sempre fatto così: ma è una giustificazione che non possiamo più accettare.

La scheda del servizio: IL CASO CSM di Luca Chianca in collaborazione di Alessia Marzi
A Report il caso Csm: quando la politica cerca di influenzare le toghe. Il magistrato Luca Palamara, cinque componenti del Consiglio superiore della magistratura e i deputati Luca Lotti (Pd) e Cosimo Ferri (Iv) vengono registrati mentre discutono le nomine ai vertici delle procure. Per quella di Roma, in particolare, puntano su Marcello Viola, attuale procuratore generale di Firenze. In lizza c'era anche Giuseppe Creazzo, capo della Procura di Firenze che ha indagato sia i genitori del segretario di Italia Viva Matteo Renzi sia la Fondazione Open.

Lo stato della nostra rete autostradale

Da una parte si invocano maggiori investimenti (pubblici) per nuove infrastrutture, dall'altra parte vediamo come le attuali soffrano di carenze di manutenzione: i viadotti in Liguria sono solo la punta dell'Iceberg (il ponte Morandi coi report sulla sicurezza falsati).

In condizioni stanno i viadotti, anche quelli fuori dalla Liguria?
Manuele Bonaccorsi è andato a vedere come sta il viadotto Cerrano lungo la A14: nell'anticipazione del servizio andata in onda nel TG regionale dell'Abruzzo, si parla di problemi sulle cerniere di taglio, un pezzo dell'infrastruttura. Secondo l'ingegnere Migliorino i viaggiatori non sono a rischio, così ha scritto nella relazione ad Autostrade per l'Italia, ma chiede comunque lo stop dei mezzi pesanti sul viadotto Cerrano.

Ma Aspi non ha proceduto allo stop, ritenendo “non sussistenti le condizioni di rischio”.
La lettera coi rischi è stata dunque inviata al Prefetto di Teramo, chiedendo un intervento sul viadotto in via sostitutiva, ma i prefetti non sono concordi sulla possibilità di porre un divieto al transito.
Spiegano i prefetti che questo esula dalle loro competenze e invece ricade su Anas e società concessionarie: l'unico potere che ha l'ingegnere Migliorino, che rappresenta il ministero dei trasporti, è chiedere alla società concessionaria di porre in atto le prescrizioni richieste.
Di fatto, ha meno poteri di Aspi, che è una società concessionaria privata: la regolamentazione del traffico è una prerogativa esclusiva della concessionaria.

Sul Fatto Quotidiano un'anticipazione del servizio

Infiltrazioni della camorra negli appalti di Autostrade. La puntata di Report in onda stasera su Rai 3 racconta un ulteriore capitolo del sequel che dal crollo del Ponte Morandi a Genova ha acceso i fari sulla società Aspi. In prima serata ci sarà la testimonianza di un testimone di giustizia, Gennaro Ciliberto, 45 anni, di origini napoletane, che da quando ha denunciato vive sotto protezione.

La scheda del servizio: LA RETE AUTOSTRADALE di Manuele Bonaccorsi in collaborazione di Giusy Arena
Il conto lievita. Il degrado della rete autostradale lascia un lungo segno, fatto di code, circolazione dai porti in affanno, riduzioni di corsie a rischio, gallerie non a norma e ponti chiusi al traffico. Dopo l’ennesimo crollo in Liguria in un tratto dell’A6, lo scorso 24 novembre, e dopo la chiusura improvvisa del viadotto sul’A26, si è capito che la ferita aperta dal ponte Morandi è molto più estesa. Autostrade per l’Italia toglie il monitoraggio delle sue infrastrutture alla sua controllata, SPEA engineering, finita sotto inchiesta. E mentre il governo discute se revocare la concessione, alcune procure italiane vanno avanti tra nuovi sequestri e blocchi al traffico dei mezzi pesanti. Con un rilevante dubbio, alla vigilia dell’esodo natalizio: il problema riguarda solo la Liguria o tutta Italia?

Gli affari dei Benetton

I Benetton non sono solo Atlantia, ovvero la società che attraverso Aspi, è concessionaria di autostrade: il loro business è anche quello dell'abbigliamento e di questo si occupa il servizio di Giuliano Marrucci.
Nel 2010 Benetton aveva tremila punti vendita in Italia, oggi ne sono rimasti circa mille.

Centinaia di piccoli imprenditori, dietro questi punti vendita, sono finiti sul lastrico: il giornalista racconterà le loro storie.

La scheda del servizio: UNITED VICTIMS OF BENETTON di Giuliano Marrucci in collaborazione di Giulia Sabella e Silvia Scognamiglio
In un periodo dove le vicende del Ponte Morandi sono tornate a occupare le prime pagine dei giornali, Report torna a parlare di Benetton laddove tutto era cominciato: dalla moda. Ancora nel 2010 Benetton soltanto in Italia contava su una rete commerciale di circa 3000 punti vendita, comprese decine e decine di megastore negli angoli più prestigiosi delle principali città italiane. Di quei negozi a oggi ne sono rimasti appena un migliaio. A rimetterci, tanti piccoli imprenditori che al marchio avevano legato a doppio filo tutta la loro esistenza. Vendevano alle condizioni imposte da Benetton, ma senza che fosse riconosciuto loro nessun diritto, neanche quello di firmare un contratto.

08 dicembre 2019

Milano, la mostra sugli anni 60 a Palazzo Morando








Se avete la possibilità, andate a vedere la mostra fotografica a Palazzo Morando, sulla Milano degli anni 60, il decennio cominciato col finire degli anni '50, con la costruzione dei palazzi che l'hanno reso moderna.
Con i cantieri per la metropolitana.
Un decennio che termina in modo brusco con la strage di Piazza Fontana, raccontata nell'ultima sala dell'esposizione con foto inedite.
Il brusco risveglio dall'illusione del boom, dall'illusione di essere un paese felice.
E' una Milano diversa, quella che esce dalle foto: anche se sono passati solo sessantanni, è una Milano che non c'è più. Come nemmeno c'è più quello spirito di conquista, di voler costruire qualcosa di nuovo, assieme.

07 dicembre 2019

Elefante a sorpresa, di Joe Lansdale



I romanzi di Joe Lansdale con protagonisti Hap e Leonard, la coppia di investigatori peggio assortita e dunque meglio affiata, non deludono mai.
Ed Elefanti a sorpresa lo conferma ancora una volta: un poco più di duecento pagine troviamo una miscela esplosiva di azione, umorismo tagliente, la Dixie mafia nel Texas, una ragazza piccola ma coraggiosa e un gruppo di spietati criminali che cercano in tutti i modi di farla star zitta.
E il tutto sotto uno scroscio di acqua battente per il passaggio di un incredibile tornado che rende tutto più difficile.
Anche ammazzare le persone ..

Comincia con una sorta di citazione di Snoopy, quest'ultima indagine di Hap e Leonard
Era una serata buia, umida e fredda, e la pioggia veniva giù a secchiate. Gli alberi sul lato destro della strada si piegavano al nostro passaggio, perdendo foglie e rami che cadevano diritti davanti alla macchina o dritti sulla carrozzeria.Io continuavo a guidare [..] I tergicristalli correvano avanti e indietro a fatica, come una bibliotecaria incattivita che facesse di no con un dito a un ragazzino troppo chiassoso

Proprio una di quelle sere dove la sola cosa che vuoi fare e tornare a casa e metterti al calduccio, la casa dove lo aspettano Brett, la figlia Chance, il cane Puffy e Reba, la ragazzina incontrata in una passata indagine e diventata un altro membro della famiglia.
Ma all'improvviso in mezzo alla strada spunta un'ombra - una persona forse – di cui se ne accorge per primo Leonard.
“Frenai, slittando leggermente, e guardai in direzione del suo dito puntato. Una ragazza tornò in mezzo alla strada, incespicando: doveva averla attraversata per poi decidere di tornare indietro..”

Non sono due persone da non prestare soccorso a qualcuno Hap e Leonard (e nemmeno capaci di non ficcarsi in mezzo ai guai, ma questo lo scopriranno poi): specie se si tratta di una ragazza vestita di una sola maglietta e un paio di pantaloncini
.. vidi che la ragazza era albina, asiatica e così piccola ce un primo tempo pensai che avesse undici anni o poco più.

Non solo è fradicia per la pioggia: perde pure molto sangue dalla bocca, perché qualcuno, un essere umano purtroppo, le ha quasi tagliato la lingua.
E quel qualcuno la sta pure inseguendo: qualcuno che armato di pistola e con tante cattive intenzioni insegue la Prius di Hap per farsi restituire la ragazza.

Riescono ad arrivare all'ospedale di LaBorde, ma sarà solo la prima tappa di un inseguimento che li porterà prima a rifugiarsi nella stazione di polizia di LaBorde e in seguito, dentro un bowling abbandonato.
Perché ci sono persone che hanno deciso di completare il lavoro sulla ragazza e di togliere di mezzo qualunque umano che si metta in mezzo.
Un bestione tanto robusto raddrizzare la Torre di Pisa e un piccoletto agile che sembra danzare mentre picchia usato la tecnica del Kung Fu.

Nel pieno di un tornado eccezionale, Hap e Leonard devono escogitare un piano per salvare la propria pelle e anche quella della ragazza, Nikki o Nicole.
Si tratta di mettere da parte tutti i propositi di smettere con la violenza, con le armi, di ficcarsi nei guai: si tratta di uccidere per non essere uccisi: qualche stratagemma, qualche piano diabolico? No, il solito effetto sorpresa, ovvero far uscire un elefante dal cilindro e vedere l'effetto che fa, più o meno.
- Il tuo piano punta tutto sull'elemento sorpresa, giusto? Insomma, sul nostro solito elefante. 
- Non so se sarà grossa quanto un elefante, come sorpresa, ma se stati pensando ad una di quelle nostre trovate un po' sceme ma piene di energia, ci hai preso. E ho anche qualcos'altro in mente. 
- Bé, nel caso finisca male, è stato bello conoscerti, fratello.

La banda (il gigante sovrumano e il Kung Fu Rabbit) che si è messa sulle tracce della ragazza li raggiunge nell'ospedale di LaBorde, dove i due investigatori l'hanno portata: incuranti di tutto, fanno irruzione con l'intenzione di uccidere tutti quanti cerchino di fermarli e ci riuscirebbero pure, se non ci fosse per l'elefante appunto.
Sfuggiti all'agguato e portata finalmente alla stazione di polizia Nikki, o Nicole, sembra che la questione si sia risolta per sempre. Ma è un po' come quando il cielo si schiarisce per un attimo, per poi scurirsi in un battibaleno per tirar giù altre secchiate d'acqua.
Non potevamo raddrizzare il mondo intero. Che cavolo, io e Leonardo avevamo fatto tutto quel che potevamo per quella ragazza: ora era al sicuro, nelle mani della polizia. Quindi, non era più affar nostro.Proprio così: era tutto finito.Col cavolo.

La lunga battaglia avrà un epilogo solo dopo l'ennesima sparatoria in un vecchio bowling: asserragliati e armati per resistere, davanti agli occhi di Hap iniziano a balenare i primi dubbi.
Aveva detto che avrebbe smesso di impugnare un'arma, di sparare ad un altra persona. Stava attraversando quel confine che separa la persona dall'assassino.
Pensai: ho già ucciso prima d'oggi e posso rifarlo: anzi, probabilmente lo troverò fin troppo facile. Tutte queste stramaledette armi, e tutte queste situazioni di merda nelle quali mi ficcavo .. per quante giustificazioni potessi trovare, ero e restavo un assassino. Avevo superato un confine molto tempo prima, e quando accade non c'è modo di tornare indietro. E' questa la cosa più spaventosa.

E dire che di giustificazioni in questo caso ne avrebbero, Hap e Leonard: la ragazza è stata testimone di un delitto compiuto da un membro di una band di ladri d'auto, legato ad un pezzo grosso della Dixie Mafia.
Un pezzo grosso che non può accettare che una ragazzina possa testimoniare contro di lui e per di ppiù sfuggire alla sua decisione di morte.
Una questione di puro orgoglio.

Come andrà a finire questa avventura? Leggetevi questo nuovo romanzo di Lansdale che ha come punto forte la velocità d'azione, non ci si ferma mai, letteralmente. Anche voi sentirete la pioggia cadervi addosso, l'umidità entrarvi nelle ossa, le pallottole fischiare.
Come detto prima, c''è anche spazio per quei momenti in cui Hap riflette sul suo presente, sulle stagioni passate, sulle cicatrici rimaste addosso, sul fratello di sangue Leonard che, anche questa volta, ci riserverà uno dei suoi proverbi, parlando della speranza di farla franca dai cattivi
- Tu prova a mettere la speranza da una parte e la merda dall'altra, e vedrai dove penderà la bilancia.

La scheda del libro sul sito di Einaudi e il pdf col primo capitolo.
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

06 dicembre 2019

A proposito di chiacchiere

MES, prescrizione, tasse e meno tasse, manette e lotta all'evasione ma senza esagerare (adelante con juicio)..
Si fa un gran chiacchierare ma senza voler mai cercare di spiegare le cose.
Si invita Sgarbi a parlare di prescrizione e non i parenti delle vittime della strage di Viareggio. Sarebbe interessante sentire anche il loro giudizio sulla proposta di bloccare la prescrizione una volta arrivati a processo e non farla continuare.
Renzi aveva detto, all'indomani della prescrizione sul processo per le morti di amianto nel 2014, a Casale: 
"Ci sono due modi per concepire il caso Eternit: o la vicenda non è un reato o se lo è, ma è prescritto, vanno cambiate regole sulla prescrizione perché non è possibile che le regole facciano saltare la domanda di giustizia."
Oggi Italia Viva vota come Forza Italia, alla faccia della coerenza e del rispetto delle vittime.
E i penalisti scendono in piazza contro questa riforma, dimenticandosi che solo la Grecia fa come l'Italia (e che solo a Milano abbiamo circa la metà degli avvocati che esercitano in Francia - almeno nel censimento del 2010).

Stesso discorso sulla lotta all'evasione: niente obbligo per i POS e niente sanzione per chi non lo usa.
Colpa delle commissioni delle banche, dicono: anziché abbassarle (visto che le banche sembra che guadagnino più dalle commissioni che non dai prestiti), si toglie l'obbligo. Tutti contenti, meno i cittadini e i commercianti onesti?

Altro chiacchierare, in un verso o nell'altro, sulla vicenda degli affidi dei bambini, "parlateci di Bibbiano". Ora che la Cassazione ha annullato l'arresto del sindaco PD, è spartita anche l'inchiesta, le sofferenze delle famiglie che si sono viste togliere i figli e le accuse al sindaco.

A proposito di chiacchiere: come siamo messi a Venezia col Mose? Con la svolta green (niente tasse sulla plastica a quanto pare)? 

05 dicembre 2019

Normalizzazione

Niente da fare sulla prescrizione, con la scusa  che i processi non possono durare all'infinito.
Niente da fare sulla plastic tax (ora è stata ridotta, ma l'obiettivo è ridurla a zero, racconta il deputato Faraone).
Niente da fare sulle politiche green, sul voltare pagina sui decreti sicurezza.
Niente da fare probabilmente sulla lotta all'evasione. Pare che senza questa non si possa fare impresa. 

Pare che questo governo non lo voglia nessuno, dal PD in cerca di anima, al M5S che vorrebbe tanto tornare all'opposizione.
Troveranno una scusa per farla finita?
Il MES, che nessuno conosce ma che tutti citano in un modo o nell'altro?
Oppure sarà la riforma della giustizia (che deve rimanere così, debole coi forti e con chi può permettersi di avvocati sperando in una prescrizione).
Ma ci sono poi i tavoli su Ilva, Alitalia, le concessioni autostradali, il TAV, il Mose ...

Tutto deve rimanere così com'è, guai a toccare le cose.
Su giustizia, lavoro, welfare, salute, scuola.
Fiumi che esondano, città che diventano lagune, montagne che franano.



E i giornali (che passano di padrone in padrone) dovranno celebrare questa normalizzazione, questo stato delle cose dove conviene frodare il fisco che non rubare una mela al supermercato.

04 dicembre 2019

La seconda vita di Nick Mason di Steve Hamilton



La libertà di Nick Mason durò meno di un minuto. Allora non lo sapeva, ma poi avrebbe ripensato a quel giorno e ricordato quei primi passi liberi fuori dal cancello, dopo 5 anni e ventotto giorni passati dentro.Non c'era nessuno a tenerlo d'occhio, nessuno a sorvegliarlo, nessuno a dirgli dove andare e quando. In quel momento avrebbe potuto imboccare qualunque strada. Scegliere qualunque direzione. Ma la Escalade nera lo aspettava, e appena fatti quei trenta passi e aperta la portiera dal lato del passeggero, la sua libertà svanì un'altra volta.

La vita ti riserva sempre una seconda possibilità, peccato che questa non sia sempre come te la aspetti.
Almeno non è così che se l'aspettava Nick Mason nel carcere di Terre Haute (stato dell'Indiana): finiti in carcere a seguito di un un colpo che doveva andar liscio come l'olio al porto di Chicago e dove invece c'è scappato un morto. Non un morto qualsiasi, un agente federale, un poliziotto.
Nella vita, come nel carcere, Nick si era dato delle regole, per tenersi fuori dai guai
- nel dubbio, tieni la bocca chiusa
- mai parlare con gli sbirri

Fino al momento dell'arresto, era riuscito a non farsi mai beccare: prima per i piccoli furti di auto, poi le rapine agli spacciatori, fino a quel colpo in un piccolo market, tanti soldi in circolazione, pochi pagamenti con carta di credito, assieme ai suoi due amici, Eddie e Finn, cresciuti come lui in quel quartiere di irlandesi di Chicago chiamato Canaryville.

Dall'altro lato c'è Canaryville. Lì ci trovi gli irlandesi. Come Eddie Callahan. O Finn 'O Malley. O un ragazzino mezzo irlandese e mezzo chissà che di nome Nick Mason.
In un colpo solo, con l'arresti e la condanna, Nick ha perso la libertà, la moglie e l'adorata figlia Adriana..

In un continuo avanti e indietro col tempo, vediamo Nick uscire dal carcere e godersi quei pochi minuti di libertà, finché un uomo chiamato Quintero, un ispanico, lo porta nella sua nuova casa, una villa vicino il Lincoln Park nella sua Chicago. Una casa bellissima, con tanto di piscina, un frigorifero sempre pieno, una coinquilina affascinante di nome Diana che lavora in un ristorante, dove lui è addirittura vicedirettore.
Ma Nick non è libero, in carcere ha firmato un contratto con un grosso boss, Darius Cole, che gli ha venduto questa nuova possibilità di vita, facendolo uscire dal carcere. E Quintero, uomo di Cole, è li a ricordarglielo, consegnandogli un cellulare: quando squillerà dovrà mettersi a disposizione.
Ora questa era la sua vita. Era un po' come trattenere il fiato, in attesa di capire quanto gli sarebbe costato veramente. Quanto avrebbe dovuto aspettare?Quando avrebbe squillato, quel telefono?

Nick aveva conosciuto Darius Cole nel carcere di Terra Haute: quello che oggi è uno dei criminali più importanti della città, era cresciuto con l'idea di essere un criminale diverso dagli altri, il Mayer Lansky del crimine, ma in nero
La prima volta che Nick Mason aveva sentito nominare Darius Cole, stava scontando il quarto dei suoi anni..

Mentre Nick in libertà ripercorre gli anni passati, le prime rapine, l'amicizia con Eddie e Finn, interrotta con quel colpo al porto di Chicago, una consegna di droga che avrebbe fruttato tanti soldi e che è finita col morto, ripercorriamo anche quei mesi dove Nick e Darius sono stati assieme in cella, nel braccio speciale del carcere. Darius Cole ha messo gli occhi su Nick, vede in lui qualcuno che può mandare nella sua città per controllare i suoi affari, perché in fondo, nonostante quel carcere disti centinaia di chilometri da Chicago, si sente ancora sulla piazza: il carcere? E' solo una questione di geografia?
«E' uno stato mentale - disse Cole battendosi l'indice sulla tempia. - Se la guardi nel modo giusto, è solo una questione di geografia».

Darius Cole offre a Nick la possibilità di uscire, facendo leva su tutto il suo potere sul mondo di fuori: cancellare le prove, ricattando quel poliziotto che le aveva raccolte contro Mason, niente condanna, fedina pulita. Ma c'è un ma: la vita di Mason per i prossimi venti anni, quelli che avrebbe dovuto scontare dentro, sarà sua
«Se accetti questo» accordo con me, avrai vent'anni fuori da qui. Ma per quei vent'anni .. la tua vita non ti appartiene». 
Cole si chinò su Mason, tanto vicino che la sua voce non era che un rombo nell'orecchio di Nick. 
«Per i prossimi vent'anni, la tua vita appartiene a me».

Fuori dal carcere, Nick deve inventarsi questa nuova vita, aspettando sempre che quel cellulare squilli. In giro per la città con quella macchina sfavillante, una Ford Mustang come quella del film Bullit, potendo vedere la ex moglie e la figlia solo da lontano. Nuova vita e nuove regole, diverse da quelle di prima.
Ho sempre avuto le mie regole, si disse. Non mi hanno mai tradito, fino al giorno in cui ho cominciato a ignorarle. Adesso mi servono regole nuove. Regole nuove per problemi nuovi.

Un giorno il cellulare squilla e Nick inizia veramente una nuova vita, diventando forse un uomo nuovo: un uomo freddo capace di uccidere una persona quasi a sangue freddo.
Tutti i nemici di Darius Cole: il primo è un un poliziotto sporco, ucciso dentro un motel.
Regole nuove per problemi nuovi, nella speranza che tutto questi gli consenta di rivedere la figlia, non solo dagli spalti del campo da calcio, ma di passare anche del tempo con lei, di recuperare tutti quegli anni di papà persi ..
Forse un altro giorno avrò di più. Molto di più. Qualunque cosa debba fare per arrivarci, ecco cosa voglio: una vera vita con mia figlia. Allora forse, solo forse, tutto questo varrà il prezzo che ho pagato.

Ma fuori dal carcere c'è un poliziotto che l'aspetta: è il detective Sandoval, è uno dei due agenti che lo hanno arrestato dopo il colpo al porto. E che ora lo vede uscire dopo che una delle prove è stata invalidata.
Gli si mette sulle costole, ha capito che è uscito per fare i lavori sporchi per conto di Cole e così gli si mette alle costole.

Ma in questa guerra ci sono anche altri poliziotti: sono gli agenti della SIS, la squadra investigativa speciale, l'élite del traffico alla droga e alla grande criminalità. Una squadra messa su dal sindaco, che si è messa in luce facendo tanti arresti, facendo un gran numero di confische. Ma dietro quei volti scolpiti, dietro quei bei vestiti, dietro quelle belle macchine c'è del marcio.
Perché anche loro vogliono la stessa cosa che Darius sta cercando, usando Nick Mason come sua longa manus.
“Cazzo, almeno te lo ricordi ancora, di quando eri un poliziotto?”

E ora Nick ha proprio bisogno di quelle regole, per sopravvivere a questa guerra (tra criminali e criminali in divisa), per sopravvivere a sé stesso, a quel nuovo uomo che è diventato e che non conosceva ancora.
Perché nulla sarà più come prima, anche nei confronti della nuova compagna che ha incontrato, un giorno mentre passava davanti un negozio per animali.

“Doveva continuare a fare il suo lavoro, qualunque cosa gli avessero chiesto. Doveva eseguire gli ordini, tutti, finché finalmente non avesse trovato una via d'uscita. Fino a quel momento, lasciarla entrare nel suo mondo avrebbe significato farla diventare parte di esso. 
Non era pronto per questo. 
Non ancora.”

Bello questo romanzo, duro e veloce, per me il primo di questo scrittore americano, già vincitore di due Edgar Awards.
Nessun fronzolo, nessuno sconto: questo personaggio, Nick Mason ha qualcosa per cui ti entra subito dentro, nonostante non sia un eroe buono (e di buoni in questa storia ce ne sono pochi).
In bilico tra la ricerca di una “vita normale” (una famiglia, una casa, una donna a fianco, del tempo da passare con sua figlia) e quel contratto con Cole, che non può essere più rescisso. E con tutti quei segreti che non possono essere confessati, se non poco alla volta.

Ps nel corso della storia Nick Mason guida tre auto fantastiche, per prima una Mustang Bullit, poi una Chevrolet Camaro SS del 67 e infine una Pontiac GTO del 1964.

La scheda del libro sul sito di Einaudi e il pdf col primo capitolo.
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

Il paese di domani

Il 5% degli studenti di 15 anni è in grado di comprendere un testo in italiano - ci dice il rapporto dell'OCSE: gli studenti di oggi sono i cittadini di domani, quelli che parteciperanno al voto, quelli che, secondo la Costituzione, daranno il loro contributo a che la macchina della Stato funzioni.
Sono ragazzi che domani non sapranno comprendere i loro diritti, la differenza tra democrazia e democratura, non sapranno distinguere tra comportamenti etici e non.

Per questi ragazzi, un ex ministro in giro al Papeete o un altro ex presidente che va in giro per il mondo facendosi pagare (e raccogliendo fondi da imprenditori per la sua fondazione) non stanno facendo nulla di male.

Il rapporto dell'OCSE ci racconta di un paese diviso in caste, chi può pagarsi gli studi e chi no; di un paese che non investe nel nostro futuro.

Forse, più del MES (e dei suoi meccanismi ancora da chiarire, legati a dei vincoli di bilancio di cui nemmeno si conosce il perché) dovremmo preoccuparci di questo rapporto.
Non investiamo più in scuola e, non solo, ne andiamo anche fieri.
Forse nel piano shock di Renzi si parla di scuola (se non di investimenti in nuove scuole, già promessi nel passato)?
O Salvini (che non chiama mai i suoi elettori come cittadini, ci sarà un perché) ha mai parlato di investimenti in scuola e cultura?

Ecco, questo è il paese che verrà domani.
Inquinato, a rischio idrogeologico e un po' ignorante.

03 dicembre 2019

Report – l'inquinamento della Solvay

Le leggi che regolamentano l'uso del monopattino, l'inquinamento della Solvay, la digitalizzazione mancata della pubblica amministrazione, questi gli argomenti dei servizi.


MONOPATTI-NO? di Chiara De Luca

I monopattini sono mezzi non inquinanti che però non esistono per la legge italiana: il passato governo ha avviato una sperimentazione, che coinvolge alcune città italiane.
L'ex ministro Toninelli li avrebbe equiparati alle bici, ma non in tutta l'Italia valgono le stesse leggi. Sarebbe stato meglio fare una legge che valesse per tutto il paese ed evitare storie come quelle di Torino, dove i vigili hanno fatto multe da seimila euro.

Anche a Roma sono irregolari, i monipattini: non tutte le amministrazioni sono disponibili ad assumersi le responsabilità e nemmeno il ministero ha voluto andare fino in fondo.
Serve una assicurazione? Che limiti si devono prevedere? Serve un casco? Si possono portare persone oltre al conducente?

Nemmeno Salvini e la nuova ministra hanno pensato di fare una sola circolare che valesse per tutte le forze di polizia locali.
Eppure i monopattini servirebbero ad inquinare di meno, specie in città a rischio come Torino e Milano.
Ci sono poi città come Padova dove questi mezzi sono vietati: hanno visto le criticità di altre città alle prese con la sperimentazione e allora hanno preferito aspettare.

Cosa prevede la sperimentazione: limiti di velocità, cartellonistica stradale che indichi la sperimentazione, gilet da indossare, segnalatori .. per i comuni la cartellonistica è una spesa che non si può sempre sopportare.

A Milano alcune aziende di sharing hanno cominciato a mettere per strada dei monopattini, senza rispettare l'invito del comune.
I comuni scaricano le responsabilità sul ministero, il ministero sulla UE ma l'Europa ci ha spiegato che tocca alle nazioni regolamentare l'uso dei monopattini.

Con la regolamentazione si avrebbe meno confusione, meno auto e moto per strada, meno inquinamento e poi, anche si stimolerebbe l'indotto attorno a questo mezzo.

Come è andato a finire? Latte versato

Il latte straniero costa meno, 4 o 5 centesimi: dietro il traffico di latte straniero c'è questo, il profitto, senza alcun problema di trasparenza e di sicurezza alimentare.
Perché fuori dall'Italia ci sono paesi che hanno regole meno stringenti, sull'uso di antibiotici agli animali.

La lista delle aziende che usano latte non italiano è un segreto custodito dal direttore generale del ministero della salute, temendo le ritorsioni delle aziende casearie.
Ma Report l'ha pubblicata lo stesso: lo chiedeva la magistratura, lo aveva chiesto il ministro Di Maio, la ministra Bellanova ha emanato un decreto, ora, un decreto per la tracciabilità.

Le aziende sono invece insorte, la giornalista di Report è stata accusata di fare terrorismo mediatico, le hanno augurato denunce penali ..

Così Report è andato in Molise da Valeria, una casara che produce formaggio con latte locale.
L'etichetta solo latte italiano è veritiera in questo caso, qui usano solo latte molisano, la mozzarella non sa di plastica.

Il latte straniero si usa, perché di latte non se ne produce molto, perché costa di meno.
Si da la colpa alle quote latte, che ha scoraggiato gli allevatori a continuare il loro lavoro. È anche vero che agli allevatori il latte viene pagato poco, a 30 centesimi il litro.
Ci sono allevatori come Bruno Pallotta, per curare le sue mucche, per cercarne una che si era persa, c'è pure morto, cadendo in un crepaccio.

ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO di Adele Grossi in collaborazione di Norma Ferrara

Il Bicarbonato si usa in cucina, per la digestione .. ma cosa abbiamo dovuto digerire in Italia per il bicarbonato?
La Solvay, la multinazionale belga lo produce in Italia, inquinando le acque, in uno scontro con le amministrazioni locali in cui spesso si è agito in deroga.

A Rosignano Solvay la spiaggia è bianchissima: la gente fa il bagno, nonostante i residui della lavorazione della Solvay siano scaricati nelle acque.
Il bianco attira i turisti, come se fossimo ai Caraibi: attorno allo stabilimento l'azienda ha costruito una cittadina, le case per gli operai e i dirigenti, un campo di calcio dedicato a Solvay come pure la chiesa.

Per produrre il bicarbonato serve acqua e sale: grazie ad un accordo coi monopoli di Stato, Solvay può estrarre il sale in esclusiva, abbiamo svenduto le saline e l'acqua del fiume Cecina.
Alla regione l'acqua la paga meno di 4 centesimi a metro cubo: Volterra e gli altri comuni rimangono perciò senz'acqua, mentre la Solvay continua a pompare.
Solvay non ha versato nemmeno tutto il dovuto alla regione, ci sono contenzioni, eppure nessuno la sta bloccando.

Mentre la balneazione viene bloccata, a seconda della stagione, che attirano turisti e cantanti.
L'acqua, secondo il ministero della Salute è eccellente, dal punto di vista batteriologico: ma nelle acque è presente del mercurio in concentrazione superiore alla norma.
Come è possibile, in un sto turistico? Si può fare il bagno in quelle acque?
All'Arpa non rispondono, il ministro Costa non può bloccare l'accesso alla spiaggia.

In 50 anni sarebbero state riversate 400 tonnellate di mercurio, nel solo 2017 Solvay ha ammesso di aver sversato arsenico, nichel e cromo.
L'acqua sul fondo è torbida, c'è una polvere bianca che contiene quei metalli presi dalla pietra e che sono tossici.

Nel 2003 è stato firmato un accordo tra regione e Solvay, per scaricare meno inquinanti: ma anziché adeguarsi il privato, si adegua lo Stato ai bisogni di Solvay (da 60 mila tonnellate si passa a 200 mila).
Il bisogno tecnologico di Solvay prevale sulla salute delle persone.

L'azienda ha pagato 50mila euro di multa, per l'inquinamento di acque e terreni, il fascicolo del processo non è stato concesso a Report, invocando un diritto all'oblio.
Ci sono poi i lavoratori che, in disparte, in modo anonimo, raccontano dell'inquinamento di diossina, per i fumi dello stabilimento.
In 10 anni ci sono stati morti per le sostante inquinanti, per mesotelioma pleurico, che in questa zona è del 300% maggiore rispetto al resto della Toscana.
E l’Inail ha riconosciuto già 69 casi di malattie e decessi legati all’amianto per i lavoratori della Solvay: 150 persone a Rosignano si sono riuniti per fare una battaglia legale contro la Solvay, vogliono sapere di cosa si sono ammalati.
Per esempio per l'esposizione all'amianto: ci sono 18 procedimenti civili, Solvay non ammette il nesso di casualità tra il lavoro e la malattia.
Eppure i numeri parlano chiaro.

Solvay spende soldi in attività di lobby, incassa soldi sugli investimenti regionali per la tutela ambientale, per svariati milioni.

Ci sono poi gli altri stabilimenti della Solvay: a Ferrara, nel quadrante est vivono persone a ridosso di terreni inquinanti dalla Solvay fino al 1998.
Arpa Emilia Romagna sapeva, ma hanno impiegato anni a collegare l'inquinamento al produttore: Solvay ora dovrà definire il progetto di bonifica, non solo nel quadrante est, ma anche in altri terreni.

Un ex trasportatore ha condotto la giornalista nelle zone dove venivano seppelliti le polveri bianche, residuo della produzione. Alcuni di questi terreni sono oggi coltivati a grano: il comune ha preso atto della scoperta della giornalista, è stata Report a ricordare ad Arpa di queste ex discariche.
Solvay è stata assolta in tribunale, per questo inquinamento, oltre ogni ragionevole dubbio.

Ad Alessandria gli abitanti sono stati convinti a starsene zitti, perché l'azienda chimica Montecatini offriva acqua gratis, acqua presa dalle falde sotto l'aria industriale.
Per contratto, firmato dagli abitanti con Montecatini, si chiedeva loro di rinunciare a ogni pretesa per danni da esalazioni e inquinamenti dovuti allo stabilimento industriale.

I lavori di bonifica sono andati avanti a rilento: Arpa si accorta in ritardo dell'inquinamento di Spinetta Marengo, dove la popolazione è stata dissetata con acqua avvelenata, anche se gratis.
Persone che si sono ammalate per quest'acqua: anche qui i processi non sono andati nel verso “giusto”, la responsabilità della Montecatini non è stata provata e ora siamo arrivati in Cassazione.

Nessuno degli enti si è preoccupato di controllare l'acqua fornita agli abitanti, mentre nei bagni dei dirigenti stava scritto “acqua non potabile”.
Oggi Solvay, subentrata, continua a fornire acqua ai cittadini, ma prelevandola non dalla falda, ma dall'acquedotto (a cui non risulta): al comune non risulta e secondo l'Arpa non è inquinata.

Ma chi controlla la situazione in questo territorio? I comuni, Arpa?
Perché gli abitanti non consegnano l'acqua per fare dei controlli?
Anche qui l'incidenza delle malattie è alta, le persone vorrebbero sapere per cosa si sono ammalate, la sfiducia nello stato è alta …

La giornalista ha poi raccontato la storia delle verifiche fatte dalla Solvay sul sito alessandrino: si sapeva dell'inquinamento dei terreni, che necessiterà di almeno dieci anni di lavoro.
Qui tra gli inquinanti ci sono anche i PFAS, ma la regione Piemonte non ha ancora fatto nulla (mentre in Veneto è partito già lo screening per i cittadini).

La regione Piemonte scarica le colpe al ministero, al ministero dicono che le regioni potrebbero già fare qualcosa. E il balletto continua.

Report è andata poi in America a raccontare l'inquinamento di Solvay: inquinamento per PFNA nelle acque, che ha portato a dei contenzioni legali tra la multinazionale e lo stato del New Jersey.

Serve stabilire il limite del PFAS, dice Costa: ma oggi sarebbe inutile, perché i PFAS (di cui sono noti gli effetti sull'interferenza endocrina) non è più prodotta dal 2013, è stata sostituita da una nuova sostanza che non inquina, il C6O4, un perfluoro alchimico, sostanza chimica e nociva.
E chi garantisce per la salubrità di questo prodotto? Gli unici studi sulla tossicità del C6O4 sono quelli della Solvay e lo stato italiano non può verificare.

Solvay ha chiesto di poter sversare nell'ambiente c6o4, deve decidere la provincia: chi controllerà su questa azienda? Le regioni, lo Stato, il ministero, l'Europa?

Solvay ha risposto a Report, spiegando che rispetta tutti i regolamenti, spesso carenti e incompleti.
Lo Stato dovrebbe controllarle, le aziende chimiche, non subirle.

02 dicembre 2019

Il grande chiacchierare

Ma voi sapete che cos'è il MES, il fondo salva stati, le vere implicazioni che stanno dietro?
E avete capito veramente qual è il problema che nasce con le fondazioni con cui i politici raccolgono fondi?
Vi è chiaro che nessuno chiede le manette per gli imprenditori, ma solo strumenti seri ed efficaci per la lotta all'evasione?

Mi sembra di sentire solo un continuo chiacchierare, su tutto, senza mai riuscire a trovare un punto di incontro. L'obiettivo è far caciara, confusione.

Confindustria in un comunicato, spiega che si sta criminalizzando le imprese con le norme anti evasione: sembra quasi un voler mettere le mani avanti. Perché gli evasori si e i ladri d'appartamento no, allora? Anche per loro, niente manette e soglie di reato più alte.

Quando si parla di fondo salva stati si parla di un pacchetto di norme dove, oltre a questo fondo (che per la Grecia non è che avesse funzionato benissimo), si parla anche di unione bancaria.
I titoli di Stato in pancia alle banche non sarebbero più risk free, un qualcosa che metterebbe in crisi le nostro banche. Accettiamo tutto a scatola chiusa?

Sulle fondazioni: è lecito o no sapere chi ha dato soldi ad un politico? E' normale o no che io non chieda soldi ad una persona (anche se amica) che ho nominato in un posto pubblico?
E' normale che un senatore guadagni molto di più come conferenziere che come rappresentante del popolo, essendo assente al 50% delle votazioni?
A proposito di fondazioni, i giornalisti vanno bene solo quando accusano la sindaca di Roma Raggi?

Nel mentre si perde tempo in questo chiacchierare inutile, c'è un paese in declino industriale, con problemi ambientali, con scuole non sicure, coi furbetti che continueranno fare i furbetti.

Le inchieste di Report: la Solvay, la digitalizzazione nello Stato e le leggi sul monopattino


L'inquinamento della Solvay (l'azienda che produce il bicarbonato) e delle altre aziende del chimico, a che punto siamo con la digitalizzazione della pubblica amministrazione e, un ulteriore approfondimento sull'industria casearia e sul latte importato dall'estero.

Nell'anteprima si parla di monopattini, i mezzi a due ruote con motore che sfrecciano sulle strade e a volte sui marciapiedi.

La scheda del servizio: MONOPATTI-NO? di Chiara De Luca

Anziché una legge unitaria, che valesse per tutto il territorio, il governo Conte (1) ha deciso di attivare la sperimentazione del monopattino elettrico solo sui comuni che hanno scelto di partecipare.
Così a Torino il capo dei vigili li ha equiparato ai motocicli e sono state fatte delle multe fino a 6000 euro, più del valore del mezzo.
Il ministero dei Trasporti ha recentemente approvato un decreto che avvia la sperimentazione per i nuovi mezzi della micromobilità, primo fra tutti il monopattino elettrico. La disciplina riguarda però solo i comuni che decidono di partecipare, mentre altrove questi mezzi sono illegali. Non sarebbe meglio una legge unica per tutti?

L'inquinamento delle aziende chimiche

Come mai le spiagge di Rosignano sono così bianche, come le spiagge caraibiche?
L'inchiesta di Adele Grossi racconterà dell'inquinamento da parte delle industrie chimiche delle acque di fiumi e mari, cominciando proprio dalla Solvay, che ha uno stabilimento in Toscana.


Le spiagge di Rosignano sono bianche proprio per gli scarichi della Solvay, la multinazionale belga, per i residui del carbonato di calcio.
Ma fanno male alla salute (oltre che a colorare di bianco un intero litorale)?
Nell'arco di 50 anni, in questo tratto di spiaggia sarebbero state riversate 400 tonnellate di mercurio: davanti allo scarico della Solvay sono state raccolte delle cozze, nella loro carne sono stati trovati eccessi di arsenico, nichel e cromo.
Su questi sfondi sono stati girati film, spot, clip, per la particolarità della sabbia: proprio per questo attirano sempre più visitatori. Tutto meraviglioso anche per il Ministero della Salute che valuta queste acque “eccellenti”.
Andando un po' ad approfondire questa valutazione, si scopre che l'analisi del ministero è a livello batteriologico, per verificare se, ad esempio, è presente il batterio dell'escherichia coli.
E i metalli, segnalati da Arpa in ogni rapporto annuale?
Nell'acqua di Rosignano si trova un livello di mercurio superiore alla concentrazione massima ammissibile.
Una contraddizione, se si pensa che queste spiagge sono state trasformate in una attrattiva turistica: alla domanda della giornalista, “ma è sicuro fare il bagno in quelle acque”, i responsabili locali non hanno voluto rispondere.

Stessa domanda al ministro dell'ambiente Costa: “il ministero dell'ambiente non può dire non frequentate quella spiaggia”. E nel mentre che si dirime la questione tra ministeri e regione, le persone continueranno a fare il bagno.

A Spinetta Alessandria, in Piemonte, vicino alla città da 7000 abitanti, sorge l'area industriale ex Montedison ora Solvay: gli impianti scaricano 3000 metri cubi l'ora di residui chimici nell'acqua del Bormida, che poi entra nel Tanaro e nel Po.
In quelle acque sono presenti anche i PFAS, sostanze chimiche che in Veneto hanno inquinato falde e terreni: nonostante la situazione sia ormai nota da decenni, l'Italia non ha ancora emanato una normativa sullo scarico industriale nelle acque.
La ditta, la Solvay, è sia controllore che controllato, racconta alla giornalista un medico. E chi controlla il controllore-controllato?
Le aziende chimiche scaricano ogni anno in mare tonnellate di residui industriali, metalli pesanti potenzialmente pericolosi, spesso con l'autorizzazione in deroga del governo.

Cos'altro siamo stati costretti a digerire oltre al bicarbonato?

La scheda del servizio: ALLA FACCIA DEL BICARBONATO DI SODIO di Adele Grossi in collaborazione di Norma Ferrara
Nel solo 2017, l'industria chimica in Italia ha scaricato in mare 4,18 tonnellate di arsenico; 5,96 tonnellate di cromo; 13 tonnellate di benzene e innumerevoli altri inquinanti, spesso autorizzati in deroga dal governo. Chi doveva controllare in questi anni che le sostanze immesse nell'ambiente non fossero nocive per i cittadini e i lavoratori? Report è andata a vedere cosa c’è dietro le spiagge caraibiche di Rosignano Solvay, qual è il prezzo che paghiamo per produrre il famoso bicarbonato di sodio ripercorrendo la storia della multinazionale belga. La Solvay ha diversi stabilimenti in Italia. In Piemonte è stata condannata in appello per disastro ambientale. In questa regione sussiste anche un pesante inquinamento da Pfas, immessi nell'ambiente da Solvay. Mentre lo Stato italiano da anni discute sui limiti allo scarico di questi inquinanti, non più in produzione, l’azienda li ha già sostituiti con un'altra sostanza che da 7 anni è immessa nell'ambiente. È pericolosa? Chi la controlla?

Stato analogico o digitale?

Spendiamo ogni anno 6 miliardi di euro per digitalizzare la pubblica amministrazione, ma per accedere ai servizi solo il 40% dei cittadini usa la rete (nel resto dell'Europa la percentuale è più alta). Come sono stati spesi i soldi per la modernizzazione del paese?
Giuliano Marrucci è andato a vedere come stanno le cose: se con clic paghiamo bollette, assicurazioni, facciamo operazioni in banca, il discorso cambia quando si parla del pubblico.
Vuoi pagare la mensa scolastica online? Impossibile, si deve per forza andare alle poste a pagare il bollettino.
Fatta la coda, Giuliano ha provato a caricare sul sito della scuola il buon esito del pagamento: hai in account Google? Bene. Ma Giuliano non ha un account Gmail (e nemmeno intende farlo per pagare la mensa)
Allora si deve compilare un modulo e portarlo in segreteria, perdendo altre ore.

Altra tassa, la Tari: si può pagare solo tramite modello F24,altra fila in posta.
Vuoi rinnovare la patente? Il portale dell'automobilista non è un esempio di sito chiaro e facile. Tocca chiamare il call center anche questa volta per capire come pagare il bollettino online.
Niente da fare, va pagato di persona.
E poi ci sono le foto formato tessera e infine, dopo una settimana, la visita dal medico.
Le foto formato tessera sono state fotografate dall'addetto, per poi essere caricate sul sistema (“altrimenti il sistema non le riconosce”), i bollettini vanno pagati online perché mancano alcune informazioni..
Nemmeno la visita si può pagare in modo elettronico con bancomat o carta di credito.

Ma non è così dappertutto: Ripalta Cremasca è il comune più digitale d'Italia: la mensa si paga su un portale del comune, stesso discorso per la Tari.
Il comune di Ripalta fa parte di un consorzio di 20 comuni che da ormai 20 anni si sono creati una società informatica in house (Consorzio.it diCristian Lusardi) per fornire servizi digitali a queste piccole amministrazioni.
Il servizio del trasporto scolastico, l'utilizzo e il pagamento dei centri estivi, fino alla tassa rifiuti.
Questa a breve potrebbe diventare l'interfaccia standard con cui i cittadini si interfacciano con la pubblica amministrazione: un'App, che si chiama Io e che è sviluppata dal team digitale della presidenza del Consiglio: i cittadini di Ripalta sono quelli selezionati per sperimentarla in Italia.
Ripalta è stato anche il primo comune in Italia a migrare sul cloud: anni fa si erano spesi 100 mila euro per il datacenter, che aveva anche spese annuali.
Oggi con 25 mila euro per tutto, con una struttura professionale.
E nel resto d'Italia? Tocca fare le code ..
La scheda del servizio: STATO ANALOGICO di Giuliano Marrucci collaborazione di Giulia Sabella e Silvia Scognamiglio

Nel 2018 l’80% dei cittadini di Inghilterra, Spagna e Olanda che hanno avuto a che fare con la pubblica amministrazione, lo hanno fatto utilizzando esclusivamente servizi digitali. In Italia siamo sotto il 40%. Il fanalino di coda d’Europa, insieme alla Grecia. Eppure le risorse non mancherebbero. Basterebbe ad esempio fare come i britannici, che hanno sostituito i datacenter delle singole amministrazioni con un centro elaborazione dati centrale di ultima generazione, garantendo efficienza e sicurezza infinitamente superiori, e risparmiando al contempo oltre 2 miliardi di euro in appena 4 anni. In Italia invece aspettiamo ancora il censimento dei centri dati delle pubbliche amministrazioni che sarebbe dovuto essere pubblicato a dicembre del 2017.

Come è andata a finire? L'inchiesta sul latte (non) italiano

La scorsa settimana il servizio di Rosamaria Aquino ha mostrato i camion di latte e di cagliate che dall'estero (Germania, Spagna ma anche paesi dell'est) arrivano alle aziende italiane che producono poi formaggi “secondo la tradizione”, “tipici italiani”.
C'è il sospetto che la multa delle quote latte sia generata da una sovrapproduzione di latte mai esistita, solo per nascondere nel passato questo latte straniero.
Sembra che il mondo dell'industria casearia nasconda un segreto, come il segreto della lista delle aziende che usano latte non italiano.
Perché non produciamo abbastanza latte? Oppure perché il latte dall'estero costa meno, 4 o 5 centesimi di meno, alla faccia dell'italianità e della sicurezza alimentare?
In Italia gli allevatori devono registrare qualsiasi farmaco usato sui loro animali. Succede lo stesso in Lituania – si chiedeva il presidente di Coldiretti.
La giornalista ha aggirato il niet del direttore generale del ministero della salute, che le aveva negato la lista (perché dati commerciali .. ma la salute non dovrebbe venire prima?).

Questa sera il servizio racconterà della reazione al servizio da parte delle aziende produttrici di formaggio.

La scheda del servizio LATTE VERSATO di Rosamaria Aquino
Report tornerà sulla lista segreta delle aziende che acquistano latte straniero, andando a vedere da vicino come hanno reagito aziende produttrici di formaggio e allevatori.