Ragazzi bulli che tormentano i loro coetanei, che uccidono per un banale litigio, che finiscono nelle carceri, sempre più piene e tutti coloro che li aiutano, perché nessuno è perduto per sempre
Questa sera Presadiretta si occuperà dei ragazzi, quella che potrebbe diventare visti i venti di guerra e le politiche militaristiche, la nuova generazione perduta.
Sarà
un reportage mia visto prima – spiega presentato la puntata il
conduttore Riccardo Iacona - sulle migliaia di bambine e bambini che
dai 0 ai 14 anni hanno un profilo social e postano tutto il giorno,
per altro facendo muovere la macchina dei social in maniera
incredibile perché fanno milioni di visualizzazioni su Instagram e
Tik Tok. Un fenomeno incredibile che ha anche l’autorizzazione dei
genitori perché senza la loro autorizzazione i bambini non
potrebbero avere un profilo social.
Nell’anteprima
si parlerà dell’impatto sui social sui minorenni: in che modo
gestire la condivisione di contenuti dove appaiono bambini? Nel mondo
è nato un fenomeno chiamato sharenting,
ovvero condivisione dei contenuti costante coi genitori.
La
Francia è l’unico paese dove è stato regolamentato e i
giornalisti di Presadiretta sono andati in questo paese per vedere
come funziona in un piccolo paese poco lontano da Parigi, incontrando
una giovane influencer madre di tre figli, Oralie Guenzi.
“Non
utilizzo i miei figli, condivido parte della mia vita e a volte
compaiono anche i miei figli, faccio molta attenzione nel non dare
troppe informazioni sul loro conto, non dico dove viviamo, che
attività fanno, qual è la loro scuola, non do nessuna informazione
sulla loro salute, non li mostro mai in situazioni imbarazzanti che
potrebbero metterli a disagio nel futuro. Mi chiedo sempre, ‘io
avrei voluto che mia madre condividesse questa cosa di me?’ La
protezione dei bambini è estremamente importante per me, perla mia
agenzia, per molte persone nel settore degli influencer ..”
Nei
profili social di Oralie i figli non appaiono sempre nelle immagini
condivise, però i post con i bambini sono retribuiti come gli altri:
“per ogni collaborazione commerciale dove compaiono i miei figli
firmo un contratto di lavoro in qualità di rappresentante legale, è
la legge, tanto meglio per i miei figli, partecipano al mio lavoro,
vengono pagati.”
Ma
dentro il mondo dei social ci sono storie come quella di Alessandro
Cascone, un ragazzino di 13 anni che si è suicidato lanciandosi
da una finestra: dietro ci sarebbe una storia di bullismo, sul suo
telefonino sono stati trovati tanti messaggi di odio.
Erano
messaggi dalla piattaforma NGL “Messaggi che non mi fanno stare
male” aveva confidato alla madre: hai le corna, fai schifo, ti devi
ammazzare ..
Come si deve sentire un ragazzino di 13 anni – si
chiedeva il padre – fino ad arrivare a delle vere e proprie
minacce.
Questa sarà tutta una puntata dedicata ai ragazzi e ragazze che delinquono, delitti sempre più feroci – continua Iacona nella presentazione della puntata – dove si arriva anche ad uccidere perché sono ragazzi che hanno le armi per uccidere, sono i “ragazzi fuori” che poi finiscono nelle carceri minorili che in Italia sono stra-affollate (e coi decreti Caivano, per la solita logica fintamente securitaria andrà sempre peggio), tanto è vero che scoppiano le rivolte, l’ultima pochi giorni fa al carcere Beccaria di Milano.
Presadiretta è entrata dentro quelle carceri e racconterà come si vive in queste carceri.
Si parlerà anche dei ragazzi che usano i social per fare del male, i bulli, una cosa che può essere molto pericolosa.
Infine c’è tutto il mondo di educatori, gente che con passione e amore aiuta questi ragazzi perché nessuno è perduto per sempre.
Il viaggio sul tema della violenza tra giovani e giovanissimi, parte dalle storie di tre vite spezzate:
Emanuele Tufano, 24 ottobre. Santo Romano, nella notte tra il 1° e il 2 novembre. Arcangelo Correra, 9 novembre. Tre giovani vite spezzate dalla violenza di altri giovani. L'anteprima del racconto di PresaDiretta ci porta in una normale notte di venerdì a Napoli, al fianco delle forze dell'ordine tra controlli, pistole e coltelli. Un viaggio nel cuore della città, tra tensione e pericolo, ma anche nel dolore profondo dei genitori che hanno perso i loro figli.
Santo era un ragazzo di 19 anni ucciso tra il 1 e il 2 novembre del 2024 a Casoria, nella provincia di Napoli. La mamma Mena e il fratello Antonio, la famiglia e i suoi amici si sono ritrovati in piazza nel trigesimo della morte per ricordarlo. Ad uccidere Santo è stato un minorenne con un colpo di pistola: “un minorenne cresciuto col mito del terrore, a marcare il territorio con la violenza” – racconta una ragazza venuto a raccontare quello che succede nelle strade. Ragazzini che si sentono superiori ai ragazzi della bella Napoli solo perché stringono un’arma, che si arrogano il diritto di scegliere se una persona può o meno continuare a vivere, “ma non sono superiori, non lo saranno mai, basta con questa violenza insensata basta con un sistema che protegge i carnefici e che abbandona le famiglie distrutte, basta con le vite spezzate troppo presto come quella di mio cugino!”
“Noi
adesso viviamo per lui” raccontano ai giornalisti di Presadiretta
gli amici “viviamo due vite, una nostra e una la sua, basta vittime
di 18-19 anni..”
Come si fa a non far succedere queste
tragedie, cosa serve?
“Si deve disarmare Napoli” perché è semplice avere un’arma in mano.
Il
governo Meloni ha risposto all’emergenza della violenza giovanile
con il decreto Caivano che prevede ancora più carcere per reati che
coinvolgono minori, senza preoccuparsi né della prevenzione e
nemmeno della situazione delle carceri minorili.
Presadiretta
ha intervistato un ragazzo che è stato detenuto in queste strutture:
“Succedono troppi casini, con tutte le persone messe così insieme,
tutte in un gruppo così tante persone non va bene .. in cella
eravamo in cinque, in quattro, arrivavamo anche a stare in sei in
cella.. c’è chi dormiva per terra, infatti io ho dormito anche
per terra..”
Nelle celle non c’è spazio per farci stare sei
letti tutti assieme.
“Tu devi avere i tuoi spazi, non puoi
stare attaccato ad un altro, cioè letteralmente attaccato con un
letto ad un altro, che ti svegli e ti trovi questo, giri la testa e
ti trovi questo, non è una bella cosa ..”
In questo
momento la capienza è sicuramente quasi pari al doppio, abbiamo una
trentina di ragazzi in più dentro – racconta la responsabile
dell’area pedagogica dell’istituto Beccaria Elvira Narducci:
“sono tanti, considerato che l’aggancio, il trattamento inizia
dal primo giorno, sono tutti da prendere in carico, quindi diventa
una difficoltà e per le risorse ma anche per gli spazi, non solo di
vita ma anche laboratoriali. Quindi su questo noi ci dobbiamo
ricalibrare ogni giorno, dobbiamo inventarci delle soluzioni
possibili per garantire ai ragazzi le medesime opportunità”
La scheda della puntata:
Adolescenti tra disagio, cyberbullismo e piattaforme social
“PresaDiretta” si occupa questa settimana di adolescenti tra crimine, disagio, cyberbullismo e piattaforme social. Il programma di Riccardo Iacona, con il reportage “Ragazzi Fuori”, in onda domenica 30 marzo alle 20.30 su Rai 3, entra nel carcere per minori di Nisida, a Napoli e nel Cesare Beccaria, a Milano, dove da mesi è un susseguirsi di rivolte, dove ha incontrato i giovani reclusi, gli operatori e le forze dell’ordine tra dolore, malessere e riscatto.
Sempre parlando di ragazzi, una pagina viene dedicata ai più fragili - quelli presi di mira dai bulli, sul web e quelli che non riescono più a sopportare di vivere - partendo dalla Campania, dopo la morte, in pochissimi giorni, di tre giovani: Santo, Arcangelo ed Emanuele, tutti e tre uccisi dalla violenza di loro coetanei. Il racconto dei genitori, degli operatori, delle forze dell’ordine, tra dolore e disagio, armi e volontà di recupero.
Ma nella vita degli adolescenti è sempre più presente anche il mondo digitale: lo dimostra la dolorosa ricostruzione della storia di Alessandro Cascone, che a soli 13 anni si è tolto la vita. Gli investigatori, nel suo telefonino hanno trovato un fiume di messaggi violenti e di insulti agghiaccianti da parte del branco di bulli che lo perseguitava. Ultima tappa, la sala operativa della polizia postale, per capire come difendersi dal cyberbullismo, un fenomeno che colpisce vittime sempre più piccole. In aumento anche casi di sextorsion e deepfake, con richieste di soldi e uso di intelligenza artificiale per spogliare giovani ragazze.
“Aspettando PresaDiretta”, la prima parte del programma, si concentra invece sulla relazione giovani e social, dal fenomeno dei baby influencer alle famiglie youtuber: le storie di Mia, Ylenia, Chiara, Diego e dei tanti minorenni alle prese ogni giorno con video da realizzare e centinaia di migliaia di follower, con il parere degli esperti su privacy, marketing, conseguenze sul loro sviluppo. E infine l’esempio della Francia che ha normato per legge autorizzazioni dell’ispettorato del lavoro, certificati medici, giorni di riprese, retribuzione depositata in banca fino alla maggiore età dei giovanissimi influencer del web.
Ospite in studio con Riccardo Iacona Elisa Giomi, commissaria AgCom e docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Roma Tre, per capire quali strumenti mettere in campo per regolamentare le piattaforme social per i giovanissimi.
Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.