11 aprile 2026

Anteprima inchieste di Report – la destra italiana e le mafie, gli allevamenti di polli, i voli del garante e la fondazione Taormina

Come vengono spesi i soldi in regione Sicilia

Manca l’acqua in Sicilia. Mancano le strade, i servizi ferroviari sono spesso a binario unico.

Ma i fondi per finanziare fondazioni – dove la politica ha piazzato i suoi uomini e le sue donne – non mancano mai. Giulia Presutti racconterà del caso della fondazione Taormina Arte. Perché l'arte e la cultura, per questa destra di governo, solo solo un tema di occupazione di poltrone e propaganda.

LAB REPORT: LA FONDAZIONE di Giulia Presutti

Collaborazione Samuele Damilano

La fondazione Taormina Arte è una in house della Regione Siciliana, che tramite l'Assessorato al Turismo e allo Spettacolo ha erogato in suo favore tre milioni e mezzo di euro nel 2025. Ha l'obiettivo di promuovere cinema, opera lirica e letteratura: i due appuntamenti principali sono il Taormina Film Festival e la kermesse letteraria Taobuk. Nel 2022 è stata nominata direttrice artistica della fondazione Beatrice Venezi, che - insieme alla Sovrintendente Ester Bonafede - ha ideato il cartellone di eventi per la stagione 2023. Durante la gestione Venezi-Bonafede, il compenso della Direttrice artistica è passato da 52mila euro lordi a 80mila euro lordi, mentre quello della Sovrintendente da 65mila a 100 mila. Circostante contestate dalla stessa Venezi.

Fra gli eventi da promuovere, la Fondazione è incaricata di finanziare Taobuk, festival letterario organizzato da un'associazione che fa capo ad Antonella Ferrara e che nel 2025 ha ricevuto 450 mila euro di fondi regionali. Ma come mai la Regione Siciliana ha emanato una legge per stanziare il finanziamento, che passa attraverso la Fondazione per poi arrivare all'associazione di Ferrara senza gara d’appalto?

I rapporti tra la destra italiana e le mafie

La presidente del Consiglio – quella che ogni volta ripete di aver scelto di fare politica dopo l’attentato a Paolo Borsellino – ha definito “fango” lo scoop di Report sui rapporti tra il pentito di mafia Gioacchino D’Amico (referente del clan senese in Lombardia) e il partito di Meloni, Fratelli d’Italia.


Attenzione, non stiamo parlando del selfie che Meloni si è fatta con D’Amico, ma dei rapporti di quest’ultimo con esponenti di FDI che l’avevano fatto entrate alla Camera. Dei rapporti d’affari dell’ex sottosegretario Delmastro con la figlia di un prestanome della Camorra.
E di tanti altri episodi che parlano dei rapporti – pericolosi? Ambigui? – tra esponenti del partito di maggioranza e personaggi legati alla mafia.
Ma non solo queste: tutte le proposte di legge e i decreti, compresa la riforma Nordio sulla separazione delle carriere di giudici e magistrati vanno nella stessa direzione, depotenziare gli strumenti in mano ai magistrati per combattere i reati dei colletti bianchi (intercettazioni, trojan, la Corte dei Conti con meno poteri). Questi sono spesso dei reati spia, perché indagandoci sopra spesso viene fuori la criminalità organizzata.

Solo palate di fango lanciate da una opposizione in difficoltà si è difesa Meloni alla Camera, nel suo comizio pre elettorale. Quel selfie con D’Amico? Ne faccio tanti.

Eppure ai tempi della foto, D’Amico, ufficialmente un imprenditore, era stato già condannato per truffa e associazione a delinquere, eppure questo non gli ha creato problemi nell’essere invitato in Parlamento dall’attuale sottosegretaria all’Istruzione Frassinetti.

Nelle intercettazioni D’Amico spiega che l’incontro tenuto alla Camera con Frassinetti era legato a degli appalti nel settore della sanificazione degli ospedali.

Ma lei pensa che io veramente incontri un mafioso” – ha ribattuto al giornalista di Report Giorgio Mottola la sottosegretaria Frassinetti. “Tecnicamente lei lo ha fatto” è stata la risposta.

Come ha fatto D’Amico a farsi la tessera di FDI? Ha fatto tutto online - ha risposto la segretaria di Paola Frassinetti Alice Murgia.

Ma dalle telefonate con la collaboratrice della sottosegretaria Frassinetti emerge che D’Amico progettava di candidarsi a sindaco del comune milanese di Busto Garolfo proprio con FDI e per questo coltiva rapporti anche con altri partiti come Grande Nord, il movimento politico fondato dai dissidenti della Lega Nord, rimasti fedeli a Bossi.

D’Amico - l’uomo che ha fatto sedere allo stesso tavolo i referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, i capi delle locali lombarde della ‘ndrangheta e il clan di Michele ‘o pazzo - è salito a parlare dal palco del congresso federale del partito Grande Nord tenendo un discorso che parlava alla pancia delle partite Iva del nord: “perché esiste la criminalità? La criminalità esiste perché la gente ha fame e non è il reddito di cittadinanza a togliere la fame, ma è il lavoro, è l’impresa. Ci vogliono i sostegni per gli imprenditori, per le imprese..”

Le carte dell’inchiesta Hydra parlano chiaro: in Lombardia le tre mafie avrebbero instaurato un rapporto di collaborazione andando a parlare coi partiti politici che qui governano.

Ma nonostante i tanti gridi d’allarme lanciati dalla procura antimafia, la politica (e l’imprenditoria) ancora fa finta di nulla.

Ad Abbiategrasso, dove il sindaco non sa se nella sia città ci sia la mafia, sono stati tenuti diversi summit dove erano presenti tra i più pericolosi capi mafia della provincia di Milano come Antonio Messina, tra i principali fiancheggiatori della latitanza di Matteo Messina Denaro e Giuseppe Fidanzati, figlio del boss storico di Cosa Nostra a Milano, Gaetano Fidanzati. In questi summit erano presenti anche esponenti della camorra, come Gioacchino D’Amico: in una intercettazione su Paolo Errante Parrino, parla dei suoi rapporti con “zio Paolo” e con Messina Denaro. Secondo la Procura D’Amico è uno degli elementi centrali del consorzio mafioso che in provincia di Milano tra il 2019 e il 2022 ha riunito i vertici di cosa nostra, ndrangheta e camorra. Un potere che aveva impressionato persino Massimo Rosi, capo della locale di ndrangheta.


A quel congresso del Grande Nord tenuto nel 2019, D’Amico non era un imbucato: Monica Rizzi, esponente del partito, racconta che un suo compagno di partito lo aveva presentato come un referente di Fratelli d’Italia in contatto coi vertici del partito. Tanto è vero che D’Amico portò al congresso l’europarlamentare Carlo Fidanza che, dal palco, ringraziò pubblicamente “l’imprenditore” D’Amico.

La scheda del servizio: UN MAFIOSO PER AMICO di Giorgio Mottola

Collaborazione Greta Orsi

Report torna con nuove rivelazioni e documenti inediti sul selfie scattato insieme a Giorgia Meloni dal pentito Gioacchino Amico, accusato di essere referente del clan Senese in Lombardia. Verranno trasmesse inoltre le testimonianze esclusive riguardanti le visite fatte dall’uomo a Montecitorio, dove, secondo una pista al vaglio dell’autorità inquirente, Amico avrebbe avuto a disposizione un accredito personale. Giorgio Mottola ha raggiunto inoltre alcuni dei boss accusati di far parte della nuova cupola lombarda e ha chiesto conto ai politici dei loro contatti con gli uomini dei clan.

I viaggi del collegio del garante

La procura di Roma ha indagato i 4 membri del collegio del garante della Privacy per corruzione, per aver ricevuto la tessera Volare, livello executive, fornitegli da Ita Airways proprio nel periodo in cui la compagnia era coinvolta in una controversia per regolare il trattamento dei dati personali di alcuni manager dell’azienda e dei dipendenti.

Le tessere avevano un valore di 6000 euro e permettevano l’accesso alla lounge.

Come racconta l’anteprima del servizio, Report è in grado di dimostrare che a chiedere le tessere Volare è stata Ada Fiaschi, attuale responsabile della protezione dei dati in Ita. Il 30 novembre 2022 scrive: “cara Giovanna mi è giunta per tramite il nostro DPO Stefano Aterno la richiesta di poter fare avere le tessere Volare a tutti e quattro i componenti del collegio del Garante, Pasquale Stanzione, Ginevra Cerina Feroni, Guido Scorza, Agostino Ghiglia. Se fosse possibile sarebbe un’attenzione verso un’autorità che ha un ruolo sempre più importante in un business come il nostro, che tratta di big data”.
All’epoca Stefano Aterno era responsabile della protezione dei dati personali in Ita ma anche socio dello studio E-Lex fondato da Guido Scorza.

Aterno ha risposto in modo vago alle domande della giornalista (se mi fate domande scritte.. io questa cosa non me la ricordo..), aggiungendo che alla fine ha invitato a contattare l’avvocato Fiaschi o qualcuno di Ita perché lui non aveva nessun potere, “io non mi sono mai messo a brigare per far avere le tessere a questi del collegio”.
La dottoressa Fiaschi ha scelto di non rispondere alle domande, per cercare di spiegare il senso di quella mail dove parlava dell’importanza delle tessere vista l’importanza del Garante che si occupa di dati, come la stessa Ita.

La scheda del servizio: LA FERMATA DEL GARANTE di Chiara De Luca

Collaborazione Eleonora Numico

Report torna a occuparsi del Garante della Privacy con nuovi documenti esclusivi che sollevano interrogativi sulle modalità di gestione dell’Autorità e sulla sua effettiva indipendenza dai partiti politici e dalle big tech, come Meta, che trattano i dati di milioni di utenti. Ulteriori documenti inediti fanno luce anche sull’origine delle tessere “Volare” di Ita Airways, un benefit dal valore di circa 6mila euro l’una, concesse nel 2023 ai quattro membri del Collegio dell’Autorità dalla compagnia aerea, chiarendo chi le ha emesse e quale sarebbe la motivazione.

I polli gonfiati

Come vengono allevati i polli la cui carne troviamo sugli scaffali dei supermercati?

Sono tutti polli allevati a terra, con cura e rispetto per l’animale, come ci dicono le pubblicità?

Giulia Innocenzi mostrerà immagini di allevamenti intensivi dove i polli vengono gonfiati, come body builder, per essere subito pronti per il mercato.

La scheda del servizio: POLLO BUCATO di Giulia Innocenzi

Collaborazione Greta Orsi

In Italia viene allevato mezzo miliardo di polli l'anno. Il 90% dei polli è di razza a rapida crescita, e cioè con una genetica che pompa la crescita abnorme del petto e riduce a circa 40 giorni il tempo necessario agli animali per andare al macello. Ma questa genetica porta con sé delle grandi criticità, che Giulia Innocenzi solleva grazie a delle immagini esclusive ottenute da un allevamento di polli riproduttori destinati a uno dei principali gruppi alimentari del nostro Paese.

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.

09 aprile 2026

La sentenza della polvere di Alessandro Bongiorni

 

Le cinque e mezzo del mattino. Il ragazzo era stanco di rigirarsi nel letto. Il suo orologio biologico, ormai, era rotto da anni. Uno dei problemi dei tossici è che non dormono, a meno che non siano strafatti.

Cinquecentosettanta pagine. E’la lunghezza di questo romanzo (uscito inizialmente per Piemme nel 2014 e oggi ripubblicato da Mondadori) che scorre via, dall’inizio alla fine, senza stancarti mai, con una tensione che non cala, capitolo dopo capitolo. Non so come abbia fatto Alessandro Bongiorni a costruire questa impalcatura letteraria con tanti personaggi, con storie che procedono in parallelo, sembra di assistere a quegli spettacoli circensi dove si fanno volare i birilli sopra la testa senza cadere mai..
Ci troviamo ancora una volta a Milano, la Milano tanto amata dal vicecommissario Rudi Carrera protagonista dei romanzi di Bongiorni: non la Milano da bere, degli aperitivi, delle sfilate, degli eventi, dei grattacieli moderni, ma bensì la città che nasconde al suo interno le radici romane che hanno sfidato i secoli, i piccoli capolavori dentro le Chiese (come quella di San Sepolcro).

Milano dove la nebbia e la neve sono state sostituite da altra “polvere”, la polvere bianca amata dai manager rampanti come anche dai giovani in fuga da un mondo che fa paura.

Squillò il telefono. Fenisi. «Mio figlio Domenico.» «Cos’ha combinato, stavolta?» chiese Carrera. «Me l’hanno ammazzato.»

Come il figlio del commissario Fenisi, ricoverato per disintossicarsi in una clinica privata in zona via Padova, e che una mattina di inverno viene trovato morto per overdose.

Una morte sospetta, come ha fatto quel ragazzo a recuperare quell’ultima dose?
Sono le domande che si pone Rudi Carrera che, assieme ai suoi uomini, inizia una sua indagine sul traffico di eroina a Milano.

Un’indagine che lo porta a scoperchiare un vaso di Pandora: Carrera assieme ai suoi collaboratori, Esposito e Achilli, si imbatte nella guerra tra le “pandilla”, le gang latinoamericane che si contendono il controllo delle piazze di spaccio a Milano, specie nella zona di via Padova.

Una guerra fatta a colpi di machete, dove non c’è nessun limite alla violenza, che per Carrera diventa una vera ossessione, eroina, eroina ed eroina, solo questo si ritrova a pensare.
Chi sta rifornendo gli spacciatori, non solo le gang di strada, anche i pusher che inondano di neve le notti milanesi?
Cosa nasconde la clinica Hug Life dove era ricoverato il figlio di Fenisi, Mimmo?

Carrera capì che era l’unica cosa da fare. Quel vecchio e stanco frate scozzese era la sola possibilità di evitare una guerra, un emissario pacifico senza bandiere e rispettato da tutti.

In questa guerra Carrera si ritroverà come alleato un vecchio frate scozzese, uno che ha visto tutta la miseria e il male del mondo. Carrera si troverà a dover usare le maniere, forti, a ricattare, torturare, infrangere le leggi. E, cosa ancora peggiore, a dover scendere a compromessi con sé stesso, pur di salvare la vita delle persone a lui care.

Ci sono altre due persone che stanno osservando quello che succede a Milano, queste indagini sotto traccia della polizia contro lo spaccio di eroina in città.
Il primo è un assessore del comune, Raul Monteferri, un uomo con una sfrenata ambizione che è disposto a tutto pur di prendere un posto nelle liste per le prossime elezioni europee. Volare a Strasburgo toccare il vero potere con le proprie mani. Ma per entrare nella lista dei candidati e, cosa ancor più importante, essere votato, serve il consenso degli elettori.

«È la gente che vota, Raul. E tu devi dare alla gente quello che vuole. Inventati qualcosa che faccia colpo sui cittadini. Trova la tua battaglia e il gioco è fatto.»
La lotta all’eroina diventa così la sua battaglia e, anche se Carrera non lo sa, Raul Monteferri è pronto a cavalcare l’onda di questa indagine sulla droga per vincere il biglietto per l’Europa.

La seconda persona che sta osservando le mosse della polizia e della squadra di Carrera è un vecchio cronista milanese, Sandro Chiodi: stanco di essere messo su piccoli casi di criminalità sta cercando la sua occasione per fare un vero scoop e tornare ad occuparsi di veri criminali.
Quel Carrera è la sua occasione. Anche mettendo a bada i pochi scrupoli che gli sono rimasti, anche rischiando di andare ad intralciare le indagini.

Eccola, impilata in sacchetti da un chilo bucati dai proiettili. Sgorgava sul pavimento come una cascata di zucchero. Si avvicinò, la toccò, pensò a Mimmo Fenisi. Era per quella polvere che era morto. Quella dannata polvere che aveva emesso la sua sentenza ed era pronta a emetterne altre.

La sentenza della polvere è un hard boiled che colpisce duro: per come racconta la violenza sulle strade (e che dal 2014 anno in cui è uscito il romanzo, è pure peggiorata); per come racconta come si costruiscono le carriere dei politici, costruendosi un’immagine che piaccia agli elettori. Un’immagine che non importa quanto sia vera, l’importante è che funzioni.

E, poi, al centro di tutto, questo poliziotto, Rudi Carrera, un antieroe, uno di quelli che sembra voler sfuggire alle promozioni. Sempre elegante tanto da sembrare un damerino, ma con la pistola sotto l'ascella sempre pronta e con un perenne mal di testa per tutta la tensione che deve sopportare.
Un personaggio sfuggente, allo stesso tempo ruvido, duro, incapace di mantenere una relazione con una donna, ma con una sua umanità che lo porta a legare con gli ultimi della sua Milano, come il clochard Raimondo, o come Ramon, uno dei ragazzi che vedono nell’affiliazione ad una pandilla l’unica strada per sfuggire ad un destino di miseria.

La scheda del libro sul sito di Mondadori
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon