Scavalcò il parapetto e si fermò sul cornicione. Era stanco, fradicio, aveva le gambe rigide. Il vento gelido gli sferzava la faccia, la pioggia arrivava a folate, i lampi illuminavano il cielo violaceo. Gli girava la testa. Iniziò a tremare. Milano, sotto di lui, era un’orgia multirazziale di luci al neon
Un ragazzo che si lancia dal cornicione di un hotel di lusso in una fredda notte di Milano.
Un vicecommissario di polizia costretto ad inghiottire pillole una dietro l’altra per nascondere il dolore delle ferite che si porta dentro. Un uomo di mezz’età che esce dal carcere riscoprendo la libertà, un magistrato lasciato a tappar buchi in Procura che passa le notti a pippare coca e poi un uomo che ha appena scoperto di stare per morire ...
Dopo “Favola per rinnegati”, Alessandro Bongiorni torna in libreria con questo Uomini a pezzi, quarto romanzo con protagonista il vicecommissario Rudi Carrera.
È lui, Carrera, uno degli “uomini a pezzi” per come è finita la brutta indagine sulla strage di piazza San Marco (“Favola per rinnegati”), quando dei ragazzini spararono su altri ragazzi seduti ad un bar con dei Kalashnikov. Un uomo a pezzi dopo la fine della relazione con Marta, che l'ha lasciato solo col suo lavoro e la sua disperazione per un incarico all’Europol all’Aia.
Nella sua testa, l’incubo che si ripete. Un dolore troppo grande. Un’altra donna della sua vita, un’altra donna che non era riuscito a salvare. Dopo Ane, Sanja, Monica e Giada, era il turno di Teresa.
Un uomo a pezzi per la morte di Teresa, la giovane ragazza che aveva usata per una sua indagine nel mondo dei trapper.
Sognava di diventare musicista, per sfuggire a quella miseria a cui sembrava condannata, ma è finita uccisa per una overdose anche per colpa sua.
Un altra donna che non è riuscito a proteggere, un altro passo verso quel baratro da cui sembra non poter sfuggire.
Finché non gli capita sulla scrivania un nuovo caso, che gli viene affidato da un procuratore in cerca di un'occasione per mettersi in mostra: un dipendente di una cooperativa che si occupa di cremazione nel cimitero di Lambrate viene trovato morto mentre stava bruciando il cadavere di un ragazzo di colore.
Il morto con un nome si chiama Nando, era stato più volte in carcere, viveva in un tugurio e, per tutti quelli che lo conoscevano, non aveva l'animo di un assassino.
L'altro, che viene battezzato John Doe, è fatto a pezzi e al suo corpo sono stati espiantati reni e fegato.
«All’uomo di colore mancano alcuni pezzi. I reni e il fegato, per l’esattezza. Ecco perché ho detto che è un po’ più complicato.» «Cristo santo» disse Carrera. «I tagli sono ben fatti» riprese il medico, «quindi non glieli hanno strappati, questi organi. Anche le ricuciture sono ben eseguite.»
Così, per sopravvivere ai sensi di colpa Carrera si getta in questa inchiesta coinvolgendo i suoi uomini, Esposito e Pelide, portandoli anche a rischiare la loro pelle.
Accanto a questa indagine che va a scavare negli angoli più bui del crimine, ci sono altre storie con altri uomini a pezzi che solo alla fine andranno a riunirsi in un unico racconto: un chirurgo famoso che è stato accusato di un delitto che non ha commesso e che ora, uscito dal carcere, è deciso a riprendersi la sua vita.
Il responsabile della sicurezza di un hotel di lusso, ex ufficiale della Finanza, che ha scoperto di avere ancora pochi anni, forse mesi, di vita, prima che la SLA si prenda tutta la sua vita.
Il magistrato tappabuchi della Procura, con due baffoni alla Escobar che in quell’indagine sul morto al cimitero di Lambrate, John Doe, il morto senza nome, sta cercando il suo riscatto.
Un ispettore di polizia a cui un’esplosione ha lasciato una profonda cicatrice in faccia che va a farsi giustizia da solo coi suoi uomini nella notte milanese, come tanti cowboy armati di corda e sapone.
Si parla di traffico di esseri umani in questa indagine tesa, dove sembra che ci sia qualcuno che stia spiando gli agenti per neutralizzare le loro mosse: uomini che vengono presi tra i tanti immigrati che sbarcano sulle nostre coste e che diventano buoni per espiantare organi che potrebbero salvare la vita ad altre persone, ciniche abbastanza di superare le remore per accettare un organo da un circuito non ufficiale.
Cosa saresti disposto a fare se sai che stai per morire e non puoi aspettare un organo da un donatore? Anche loro sono “uomini a pezzi”, uccisi, aperti come animali e usati come “come pezzi di ricambio”.
«I donatori provengono dai Paesi più poveri, immagino.»
«Questo è scontato. Mentre i riceventi vengono dai Paesi sviluppati. Dalle “democrazie”. Ma anche dai Paesi del Golfo. È il ricco che mangia il povero, un cannibalismo mascherato. Puro capitalismo.»
Il
“cuore nero”
dell’animo umano si è radicato anche qui a Milano, si trova a
pensare Carrera: trafficanti di esseri umani, chirurghi con pochi
scrupoli e broker che mettono assieme la domanda (persone con pochi
scrupoli e tanti soldi) e l’offerta, a volte “volontaria”, di
disgraziati che per soldi si vendono un organo. A volte non
volontaria, come sembra per questo John Doe.
Per arrivare a capo
di questa indagine Rudi Carrera sarà disposto a scendere a tanti
compromessi, bruciando le strade di questa Milano che rimane sullo
sfondo, una “pianura oscura che andava a fuoco” che attraversa
come un giustiziere con tante macchie e tanti rimorsi.
Guardò il commissariato, dall’altra parte della piazzetta, e ripercorse nella sua mente tutti gli anni passati a entrare e uscire da Palazzo Castani. Le facce, le scelte, le donne della sua vita che non era riuscito a salvare, un’esistenza a cui si era donato anima e corpo pagandone sempre il prezzo.
Come me, arriverete alla fine dopo aver letto queste pagine senza riuscire mai a staccarsi e vi chiederete, avrà un futuro il vicecommissario Rudi Carrera? Noi lettori di Alessandro Bongiorni lo speriamo.
La scheda del libro sul sito Mondadori

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