21 gennaio 2010

Amnistia generalizzata permanente

Secondo il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, la legge sul processo breve (che si è pure riusciti a peggiorare al Senato) sarebbe una amnistia generalizzata permanente.Altro che riforma per evitare al premier (e ai suoi sodali) i plotoni di esecuzione dei magistrati.
E' questa la giustizia che vogliamo avere?Ovvero quella dove per evitare le sentenze dei processi basta tirarli per le lunghe?
E chi credete che possa permettersi di tirare i processi per le lunghe?

I manager della Thyssen o della Ethernit o i lavoratori che per quelle aziende sono morte?

Segnalazioni:
In Sicilia la fabbrica dei dirigenti
Lombardo assume altri 9 supermanager

E' bello vedere che in tempo di crisi, c'è qualcuno che assume. A spese dello stato. Cosa dirà Brunetta?

Phonemedia, il leader dei call center
lascia un esercito di 7mila fantasmi

Triste vedere come, in tempo di crisi, ci sia qualcuno che cerchi far peggiorare la situazione. A spese nostre e dei lavoratori.

Ritorno alle origini


Il disegno di legge sull'apprendistato (un emendamento al disegno di legge lavoro presentato dal deputato Pdl Giuliano Cazzola )prevede l'equivalenza di un anno di apprendistato come anno di scuola, spostando da 16 a 15 anni sia l’obbligo scolastico che l’età minima per poter lavorare.

Un ritorno alle origini: dopo il flop del maestro unico, dell'università solo per chi se lo può permettere, dello sdogoanamento del fascismo.
I bambini nelle fabbriche fin dalla adolescenza.

Mentre i padri protestano sui tetti delle industrie e i fratelli maggiori sono costretti a far ei bamboccioni a vita, i quidicenni italiani faranno affiancamento a Cipputi.
Nel resto dell'Europa si spinge alla formazione, all'istruzione. In Italia si preparano i giovani virgulti alla schiavitù.

Bamboccioni in fuga da Venezia


Dopo la candidatura del ministro "furia" Brunetta a sindaco di Venezia, è stata avvistata una marea di bamboccioni in fuga dalla città dei dogi.

L'articolo di Francesco Merlo "Il sindaco Fantuttone"

20 gennaio 2010

Non c'è trucco, non c'è inganno


Forse la protesta e lo sciopero dei truccatori Mediaset (proprio i truccatori), a rischio esternalizzazione, segna un passaggio importante.

Un segno dei tempi.

Nemmeno coloro i quali, dopo aver lavorato in casa del padrone per anni, ai trucchi, sono al sicuro dalla riorganizzazione aziendale in corso. Una riorganizzazione che tende a snellire le imprese col trucco della crisi.

La crisi è alle spalle ...
Si, peccato che davanti alla politica ci siano sempre e sole le questioni inerenti i problemi di giustizia. Davanti a Montecitorio, protestavano le truccatrici.
In senato si discuteva del Processo breve.

Non c'è trucco, non c'è inganno, questa volta. I problemi del paese (e delle maestranze mediaset) possono aspettare.

Lo scandalo della banca romana - come è andata a finire

Mettendo da parte gli aspetti da fiction (il personaggio inventato del giornalista, interpretato da Fiorello), "Lo scandalo della banca romana" ha ricostruito abbastanza bene lo scandalo.
Come è andata a finire?
Tutti assolti. Tutti colpevoli, dopo lo scandalo denunciato dai giornali, nessun colpevole.
Il solito polverone, finito nel nulla.
E i risparmiatori?
Non è cambiato nulla, allora come oggi. Parmalat, Calciopoli, Vallettopoli, furbetti del quartierino ...

19 gennaio 2010

Le perfezioni provvisorie

Forse "Le perfezioni provvisorie", è il romanzo della maturità, per Gianrico Carofiglio.
Nel lungo racconto, pe rla prima volta, l'avvocato Gierrieri veste i panni dell'investigatore, sulle tracce di una ragazza scomparsa, Manuela Ferraro.
Ma attorno al racconto investigativo, Carofiglio avvolge tante altre storie (come fossero tanti veli ad avvolgere un corpo): la solitudine per la separazione dalle donne che ha amato e che lo porta a estenuanti dialoghi col sacco della boxe.
Le lunghe passeggiate per le strade di Bari (con la scoperta di un locale gay, raccontata con molto homour).
La passione per i libri e la lettura: un tema ripetuto in tante occasioni: dall'incontro col tassista che con la lettura ha curato la sua balbuzia; la ragazza con l'ambizione di aprire una libreria del tipo Barnes & Noble.

Infine la cura nel raccontare le persone, vittime o carnefici che siano.

"Mi sedetti alla scrivania e guardai la busta che era rimasta lì dove l'aveva lasciata Fornelli. Poi l'aprii tirandone fuori un assegno su cui era segnata una cifra spropositatamente alta.
Per un attimo la mia vanità ne fu lusingata, poi subentrò l'imbarazzo.
Pensai che avrei dovuto restituirlo, e subito dopo mi resi conto che, per i Ferraro - e forse anche per Fornelli - , pagarmi era un modo per placare l'angoscia.
Dava loro l'illusione che al pagamento sarebbe seguita inevitabilmente qualche azione concreta e utile. Se avessi restituito l'assegno avrei certificato che non c'era davvero più nulla da fare e avrei cancellato anche quel minimo, provvisorio sollievo.
E dunque non potevo. Non subito almeno.
Non rouscivo a togliermi dalla testa la faccia del signor Ferraro Antonio, detto Tonino. Con ogni evidenza, impazzito di dolore per aver perso la figlia primogenita.
Mi collegai a Youtube, e trovai quella vecchia canzone. Misi i piedi sulla scrivania e socchiusi gli occhi mentre partivao i primi accordi di una registrazione dal vivo.
'Lui adesso vive ad Atlantide con un cappello pieno di ricordi.
Ha la faccia come uno che ha capito'.
Appunto".


Le perfezioni provvisorie, pagina 46.
(La canzone è Atlantide di Francesco De Gregori)

Il link per ordinare il libro su ibs.
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Il silenzio degli innocenti

La prima vittima (dimenticata) della stagione di Tangentopoli (ma anche degli incoscienti anni '80), è stata la società italiana.
Privata delle risorse per fare scuole e ospedali, sommersa da tasse per risanare un debito pubblico causato dallo sperpero del denaro pubblico finito nei conti esteri dei lorsignori.
Non sopporto più questo lamento dei politici, riesumati dalla prima repubblica: come quelli finiti in carcere e poi ritenuti innocenti; o come quelli condannati ma "era un grande statista ..".
Mannino, De Mita, Pomicino, De Michelis, .. Craxi.

E dei tanti italiani che, causa corruzione, legami mafia-politica, sperperi, non han visti riconosciuti i propri diritti?
Ne vogliamo parlare?
Oppure dobbiamo continuare a soffermarci sulle immagini del 30 aprile 1993, all'hotel Raphael?

Schifani: «Craxi vittima sacrificale»
Ha pagato più di ogni altro colpe che erano di un intero sistema politico.

Resta da capire quale il prezzo che avrebbe pagato. La latitanza all'estero?

NapolitanoSu Craxi è giunta l'ora di un giudizio non acritico ma sereno».
Serenamente, la penso sempre alla stessa maniera, grazie.

Il blitz in Val di Susa

Il tunnel in Val di Susa si farà. Stanotte, con un blitz, il governo del fare, ha ripreso gli scavi.
Per l'inutile e costosa grande opera. Inutile come il Ponte sullo Stretto; inutile come le nuove (vecchie) centrali nucleari contecnologia francese.Opera con rischi ambientali su cui ancora nessuno ha dato una risposta esaustiva per la popolazione.
Tanto per chiarire: non è che con quel buco siamo fuori dall'Europa. Non è che con quel buco le merci non possono viaggiare.

Questa mattina il mio treno, causa la brinata di stanotte, è arrivato a Milano Cadorna con quasi 20 minuti di ritardo (Ferrovie Nord, società mista della regione Lombardia).
E la metropolitana (linea 1, la Rossa), si è pure bloccata.
Tanto per chiarire quelle che dovrebbero essere invece le opere che servono.

Vi ricordate la tragedia di Viareggio? Il carro merci deragliato che trasportava gpl?
Mai più .. E invece no: è capitato ancora. Stessa tratta, stessa azienda di trasporto.

18 gennaio 2010

Come funzionano i servizi - la fine del cono d'ombra?

Le ultime pagine del libro di Aldo Giannuli Come funzionano i servizi segreti .
Come evolverà il rapporto tra democrazie (ovvero i nuclei cesarei del potere) e potere di condizionamento dei servizi di intelligence?

I caratteri di globalità e asimmetricità e clandestinità che va assumendo il conflitto determinano una condizione in cui è difficile, se non impossibile, distinguere tra stato di pace e stato di guerra, quantomeno da un punto di vista sostanziale.
Cessa la distinzione fra guerra-azione e guerra-stato, anzi resta solo il primo dei due termini mentre l'altro si dilegua.
Degli anni cinquanta fino agli anni ottanta, tale situazione era definita "guerra a bassa intensità", ma, allo stato di cose attuale, questa definizione è ancora attuabile?
Il rischio delle attuali tendenze è che, paradossalmente, i servizi di informazione e sicurezza diventino la principale ragione di insicurezza dell'ordine internazionale. D'altra parte, una pura e semplice abolizione dei servizi, tornando allo status quo ante alla Prima Guerra Mondiale non è pensabile, quantomeno in un tempo politicamente prevedibile.
Se uno stato dovesse deciderlo unilateralmente sarebbe rapidamente travolto. D'altra parte è illusorio pensare a una decisione simultanea e generalizzata , e più ancora lo è pensare che il potere politico possa realmente tenere a freno la tendenza dei rispettivi servizi a rispondere colpo su colpo, alimentando la spirale che che sembra già iniziata.

Una situazione del genere esige una profonda rigenerazione degli organismi internazionali e un loro ruolo di controllo e condizionamento ben più efficace di quello attuale. Richiede una revisione degli assetti istituzionali e un ripensamento dei meccanismi di controllo sui servizi; forse anche una diversa formazione dei suoi operatori che valorizzi adeguatamente la componente etica ma senza attendersi miracoli che la morale non ha mai fatto.
Occorre soprattutto che la politica cambi passo e che i governanti accettino di misurarsi sul terreno dei cambiamenti epocali in atto, sottraendo all'intelligence la dimensione della decisione di lungo periodo e riappropriandosene.
Quello che, d'altra parte, impone un doverso atteggiamento dell'elettorato, che sia fondato sulla consapevolezza dei reali interessi della comunità nazionale. Ciò esige la nascita di una cultura politica di massa molto più attenta alla sfera dell'intelligence e delle sue peculiari dinamiche. E forse quella potrebbe essere la misura di controllo più efficace.
[..]
Oltre due secoli fa, la storia nacque come scienza repubblicana che riportava in terra le radici di un potere che si pretendeva divino. Oggi si avverte l'esigenza di una snuova storiografia repubblicana che torni ad affrontare la sua lama nella critica del potere esistente e dei suoi processi storici che lo hanno prodotto.


Come funzionano i servizi, Aldo Giannuli, pagine 337-338.

Il sito di Aldo Giannuli
Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
La scheda del libro sul sito della casa editrice "Ponte delle Grazie"
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Le grandi manovre

Ne parla anche Aldo Giannuli nel suo libro, Come funzionano i servizi segreti: una volta le grandi manovre si facevano con i soldati.
Oggi, in una situazione di "guerra asimmetrica" perenne e non dichiarata, tra le intelligence, le grandi manovre si fanno con gli attacchi informatici, l'intossicazione informativa, gli attacchi all'economie (i BOT americani sequestrati alla frontiera Svizzera) ....
McAfee afferma che i recenti cyberattacchi cinesi, che la società ha battezzato operazione Aurora, vanno annoverati tra i più gravi e rilevanti degli ultimi anni.
Anche se al momento solo Google e Adobe hanno rivelato di essere tra le vittime, McAfee ritiene che le aggressioni abbiano coinvolto una ventina di aziende. Secondo altri esperti di sicurezza il bilancio sarebbe però ancora più pesante, e pari a 34 aziende: tra queste il Washington Post cita Yahoo!, Symantec, Juniper Networks, Northrop Grumman e Dow Chemical.
In quasi tutti i casi gli aggressori sarebbero riusciti a rubare codice sorgente.
Microsoft resterà in CinaSe Google dovesse realmente decidere di lasciare la Cina, Microsoft non ne seguirà l'esempio. A dirlo forte e chiaro è stato il CEO del colosso americano, Steve Ballmer, che in una intervista a CNBC ha dichiarato di voler continuare ad operare in Cina e rispettare la legge locale."Non capisco come questo (l'eventuale decisione di Google di abbandonare il mercato cinese, ndr) possa in qualche modo aiutare. Non capisco come questo possa aiutare noi e non capisco come possa aiutare la Cina", ha concluso Ballmer.
Abbandonando il paese della Grande Muraglia, Google lascerebbe dunque campo libero non soltanto a Baidu, che oggi domina in modo schiacciante il mercato cinese delle ricerche online, ma anche a Microsoft Bing. Un motivo in più per ben ponderare le prossime decisioni di Redmond.

Il tema delle alleanze

TG Rai:
"Il tema delle alleanze è al centro della discussione politica ..".
Che tradotto in termini umani, significa che le segreterie dei partiti stanno facendo di tutto pur di prendersi la cadreda (e anche gli assessorati) per le regionali.
Cosa non si fa pur di non parlare di programmi politici e di valori comuni per le alleanze.

Persino D'Alema, tira fuori l'antiberlusconismo pur di giustificare l'alleanza con l'UDC (una volta impensabile).
«Il rapporto con l’Udc è un processo politico complesso. A me non piace l’idea della politica dei due forni, però dobbiamo favorire un processo politico di avvicinamento. È necessario per raggiungere l’obiettivo più importante, che è battere Berlusconi».
Strano perchè Casini, nel Lazio e in Puglia fa di tutto per far vincere proprio Berlusconi.

17 gennaio 2010

Lo scandalo della Banca romana

Il primo scandalo politico finanziario della storia dell'Italia unita.
Il crac della
Banca di Roma arrivò a coinvolgere anche il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti (perché coprì i colletti bianchi legati allo scandalo), con un processo che assolse tutti i responsabili.
La
fiction di stasera su Rai 1 partirà proprio da questo scandalo, di cui ne hanno parlato nel loro libro “Il ritorno del principe” Saverio Lodato e Roberto Scarpinato.
Si parlava, in questo saggio, del potere criminale, ovvero del lato oscuro del potere politico italiano, fatto di scandali, ruberie, accordi con bande criminali, anche eversive. Un potere capace di fare le leggi e piegarle poi ai loro interessi.
Il potere che risiede nel palazzo (o nel residence, per dirla alla Oliviero Beha), da cui è abituato a non dover rispondere a nessuno, men che meno ai cittadini.
La serva ruba, la padrona è cleptomane, diceva Trilussa. O, per dirla alla Minzolini, il politico non ruba, ma compie solo reati politici.

Come funzionano i servizi segreti di Aldo Giannuli

Spunto per la stesura di questo saggio sul funzionamento dei servizi di sicurezza o di intelligence, è la tesi per cui, nei libri di storia moderna viene spesso sottovalutato o omesso il ruolo dei servizi. Come mai storici e politologi non hanno approfondito il contributo di questi nelle vicende sia del nostro paese?
La loro presenza aleggia nella storia del nostro paese in molto episodi dove spesso ci si riferisce a loro come “servizi deviati”. Deviati rispetto all'operato democratico e rispettoso della Costituzione che hanno gli altri corpi di polizia dello stato.
Eppure, come segnala Giannuli, storico anch'esso che si è occupato per lavoro sui tanti “misteri d'Italia”, poco sappiamo dell'organizzazione della nostra intelligence, come lavora, quali i suoi compiti, quali le metodologie adottate, quali gli ambiti in cui opera.
Questo libro colma questa lacuna affrontando il mondo dei servizi segreti: il mito della spia bella e tenebrosa, alla James Bond (con cui spesso identifichiamo i suoi agenti) è ben lontano dalla realtà. Gli agenti con compiti “operativi”, che ne costituiscono solo una parte, son ben lontano dal candidato ideale, che deve essere bensì una persona comune, capace di affrontare una conversazione senza passare nell'occhio.

Il libro è diviso in due parti: nella prima si esamina il funzionamento dei servizi. Si parte da brevi cenni storiografici su questa professione (che sembra abbastanza antica quanto quella delle prostitute, con tutto il rispetto): le spie dei regni europei (Francia e Prussia); il ruolo degli agenti durante il secolo passato, per azioni di spionaggio industriale, propaganda.
Le guerre che si sono trasformate in guerriglie (con i partigiani durante la seconda guerra mondiale, contro i Vietcong, in Algeria) spingendo così nell'importanza di avere un sistema nascosto in grado di infilarsi dietro le linee del nemico per prevederne le mosse.
Infine la “guerra fredda”, una guerra combattuta non fra eserciti, ma giocando sull'equilibrio fragile del mondo diviso in due da Yalta.
Tanto più, nel corso degli anni le guerre si sono trasformate in guerriglie, le battaglie in rivoluzioni, colpi di stato, attentati (dietro cui spesso si è celato il ruolo di una potenza avversaria, si pensi al caso di Trujillo).
Tanto più le democrazie sono passate dagli atti di guerra ufficiali allo spionaggio industriale e all'intossicazione informtiva per indebolire lo stato nemico, tanto più il ruolo dell'intelligence è diventato via via più strategico.
Successivamente il libro entra nel dettaglio del lavoro dei servizi: la raccolta delle informazioni, le fonti aperte e le fonti chiuse; le varie forme di segreti di Stato, il controllo dei flussi informativi.
Giannuli è molto chiaro nel sostenere come non abbia senso parlare di servizi deviati: per i compiti che devono svolgere, gli strumenti a disposizione e le deroghe rispetto al diritto, i servizi sono per loro natura deviati, perchè programmaticamente istituiti per deviare dall'azione legale.
Altrimenti sarebbero sufficienti, per la sicurezza del paese, le normali forze di polizia.
E questo vale putroppo anche per le intelligence non statali, come i servizi di sicurezza delle aziende private, ma che operano in ambiti sensibili, come quello delle Telecomunicazioni.
Ma chi sono gli agenti: partiamo dagli informatori, classificati in base alla loro importanza e affidabilità; gli agenti doppi; quelli addetti alla raccolta e alla classificazione dell'informazione (da usare subito, o da tenere in un archivio pronta all'uso).
Infine gli agenti dedicati alla disinformazione: quella di massa, quella mirata contro una piccola comunità, il depistaggio industriale (vedi quanto successo nel caso Ustica).
Infine gli agenti operativi, destinati ad operazioni di spionaggio e anche paramilitari; destinati a fare opera di ingerenza ai consiglieri dell'avversario.

La seconda parte del libro, è probabilmente la più articolata e complessa da digerire. Come operano oggi i servizi segreti?
Se il loro compito è permettere al loro paese di prendere le decisioni migliori (migliori non per il paese, ma per il gruppo dirigente che lo governa, il paese) in politica interna e in politica internazionale, queste sono rese difficili da due ordini di problemi.
La complessità nel prevedere scenari futuri (assumere decisioni in situazioni di ignoranza).
La complessità nell'analizzare e comprendere un mondo destinato a cambiamento sempre più repentini (cambiamenti politici, sociali e anche climatici), un mondo spesso sconosciuto. Si pensi alla nostra ignoranza del mondo arabo, prima dell'11 settembre. E alla nostra poca conoscenza del mondo cinese, diventata potenza economica mondiale.

Giannuli analizza il ruolo nello scacchiere mondiale, dell'Europa, della Cina, degli USA e del mondo islamico.
La pirateria nell'evo moderno: non solo quella sui mari, ma anche quella informatica; il suo ruolo nelle guerriglie moderne.

Il ruolo dei servizi è destinato a diventare sempre più critico negli anni a venire:
Quindi i nuovi tipi di guerra e le nuove sfide. Molta attenzione è dedicata al tema della guerra economica ed alla convergenza fra i servizi segreti statali e quelli privati delle multinazionali nel mondo dell’ipercapitalismo finanziario, quindi alla trasformazione dell’idea stessa di guerra che non è più riducibile al solo aspetto militare. Gli studi strategici, ormai intrecciano senza soluzione di continuità i dati militari con quelli politici, economici, sociali, finanziari, tecnologici ecc. e prendono in considerazione modelli operativi che mescolano indifferentemente i vari piani (dall’uso del terrorismo alle manovre di destabilizzazione finanziaria, dall’appoggio alla criminalità ed alla pirateria all’aggressione batteriologica o informatica) secondo le dottrine della “guerra
asimmetrica”.


Una considerazione finale.
Giannuli non lo affronta il tema, i servizi italiani e gli scandali emersi dalle cronache giudiziarie di questi anni, ma al termine della lettura, non si può non pensare a quanto si è letto sui vari Pollari e Pio Pompa, sui rapporti tra Mancini (il dirigente del Sismi) e Tavaroli (il direttore della Security di Telecom). Ovvero all'intelligence adoperata come mano “occulta” dell'esecutivo.

Non possiamo pretendere, per il loro lavoro, la completa trasparenza ai servizi. Né possiamo, in un mondo non ideale come quello in cui oggi viviamo, farne a meno.
Possiamo solo sperare di poterci fidare ciecamente, quello sì, dei nostri governanti, e da loro possiamo e dobbiamo pretendere una vera trasparenza.
Perchè temo, più che la deviazione istituzionale dei servizi, la deviazione istituzionale del mondo politico che oggi (non solo in Italia), pare stia assorbendo molte delle tecniche, viste nel libro, di spionaggio.

Il sito di Aldo Giannuli
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15 gennaio 2010

Scossa di coscienza - Massimo Gramellini

Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremoto di Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com'era la vita nell'isola, fino all'altro ieri. Ho appreso che l'ottanta per cento degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Che l'aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo.

Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull'incongruenza di una situazione che - complice la potenza evocativa delle immagini - mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire.

Io sono Spartaco

Il finale del film di Kubrick, sulla rivolta dello schiavo Spartacus. Lo schiavo che sfidò l'impero .. a proposito di schiavi.

Annozero - la spremuta

I fatti di Rosarno, la rivolta degli immigrati di colore dopo gli spari, dopo aver subito schiavizzazione.
Un espisodio isolato o un sintomo di una malattia più grave, che magari segnala l'inizio di un periodo di tensioni sociali, causati da una politica che tende ad criminalizzare l'immigrato, di un mondo del lavoro che specie al sud non rispetta le regole e della crisi economica?

Di certo, una situazione che si poteva prevedere.
In una puntata di Sciuscià di 10 anni fa, si parlava proprio di Rosarno: lavoro nero, immigrati senza permesso (perchè anche oggi, passano anni prima di averne uno), maltrattamenti e spari contro gente dalla pelle nera. Caccia all'immigrato da parte dell'italiano e stipendi da fame.
Rosarno era così già da prima, raccontava il servizio di Paolo Mondani: come mai solo oggi è scoppiato il problema? Perchè quello che è successo, in Italia nel 2010, è che delle persone sono state trasferite dalla polizia in base all'etnia.
Regolari o irregolari, non importa.
Forse tutto questo capita perchè oggi, dopo che negli anni passati era scoppiato lo scandalo delle arance di cartone, con la nuova legge comunitaria sui finanziamenti, conviene lasciare le arance sugli alberi.
E gli immigrati non servono più.

I piccoli contadini sono stati lasciati soli, in balia delle stesse associazioni che truffano l'Europa: è un problema che coinvolge tutto il meridione, come spiegava il giornalista Fabrizio Gatti.
Le clementine in Calabria. Le serre in Sicilia. I pomodori in Puglia.

Pensare che la 'ndrangheta non c'entri, è semplicemente ridicolo. Chi controlla capillarmente il territorio non avrebbe permesso uno sgarro del genere. Tante cose stanno succedendo in quella regione: le elezioni regionali (per cui come ha denunciato la deputata Angela Napoli, molti politici si stanno spostando a destra), l'azione della magistratura e i processi di appello, la crisi che ha portato tanti immigrati anche regolari dal nord al sud.

A discutere in studio, i giornalisti Fabrizio Gatti e Gad Lerner e i politici Roberto Cota della Lega Nord, Alessandra Mussolini del PdL.

Il ragionamento di Cota, che esprimeva il senso della politica della Lega è che per contrastare il razzismo dobbiamo portare avvanti una politica di contrasto all'immigrazione irregolare.
Enrta solo chi ha una casa (a norma) e un lavoro (in regola): c'è un vizio di fondo in questo ragionamento.
Il diritto alla casa e al lavoro, in pratica non valgono nemmeno per gli italiani. Anzi, un ministro di questa maggioranza ha proposto di togliere il riferimento al lavoro dalla Costituzione.
Nemmeno per gli italiani valgono le regole che garantiscono un lavoro regolare, con stipendi non da fame, che tuteli salute e diritti.
Rosarno è diventato un problema dopo lo scoppio delle gravi e infami violenze degli immigrati contro le cose e contro le persone del paese (come l'aggressione alla madre con i 2 bambini in auto).
Ma forse Rosarno era un problema già prima: un paese che si ritenga civile non può tollerare queste situazioni di sfruttamento.
Quante altre Rosarno esistono in Italia?

E poi: siamo così sicuri che oggi, col trasferimento degli "africani", lo stato si sia re impossessato del territorio, come han sostenuto i ministri Alfano e Maroni?
Assolutamente: capolarato, lavoro nero, sfruttamento continuano, come raccontava nel suo servizio di Bertazzoni.
Semplicemente, oggi ai bordi della strada, ad aspettare il camion, ci sono bulgari, marocchini ..

E, un'altra cosa. Il governo Prodi aveva introddotto un obbligo, per i datori di lavoro. L'obbligo di denunciare i propri lavoratori: oggi, questa maggioranza, ha fatto un psso indietro. Il padrone ha 5 giorni di tempo per regolarizzare (di solito avviene dopo un infortunio o un o controllo).
Vogliamo combattere la piaga del lavoro nero? Facciamo controlli, facciamo i processi, applichiamo la legge.
Perchè certi lavori, pesanti come quelli nel settore agricolo, al sud sono offerti solo a immigrati. Meglio se irregolari. Perchè sono insufficienti i flussi, perchè se irregolari sono ricattabili, perchè contro il lavoro nero ci sono spesso solo sanzioni amministrative.

Cosa accadrebbe se andassero via tutti gli immigrati?
Lo raccontava Travaglio, in bade al libro di Vladimiro Polchi, quello che potrebbe accadere con lo sciopero di marzo "Blacks out".
Senza badanti, tate, accompagnatori, operai delle fabbriche .. e persino i calciatori del'inter.

Technorati:

14 gennaio 2010

A Milano come a Rosarno

Che piaccia o meno, anche nella ricca Lombardia, dove i sindaci leghisti proibiscono il kebab perchè "E' una potenziale causa di disagio sociale" (succede a Ceriano Laghetto), ci sono situazioni che ricordarno quella di Rosarno.
Il servizio di Elisabetta Santon del TG3 Regionale di ieri alla stazione dismessa di Porta Romana, mostrava lo stesso degrado della città calabra: immigrati costretti dormire in alloggi di fortuna, per terra, sotto i cartoni.
Sono situazioni che prima o poi, se non curate, sono destinate ad esplodere: compito della politica trovare soluzioni, nel rispetto della legge e della dignità umana. Putroppo le notizie dicono altro: in Lombardia si parla del tetto delle spese per la campagna.
E in Calabria, il solito gioco delle alleanze.

"La spremuta" è, non a caso, il tema della puntata di Annozero di starera (per fortuna l'ipotesi di una puntata su C. è caduta).

PS: nel centrosinista si sono accorti che il decreto legislativo del governo sulla tv e Internet, oltre a contenere una serie di aiuti a Mediaset trasforma anche il garante in uno sceritto di internet.
C'è ancora qualcuno che pensa di fidarsi?

Se bastasse la biografia per fare un buon giornalista


Gianluigi Paragone, nella cartella stampa del suo programma (L’ultima parola), allega la sua biografia , una sorta di "test biografico" in cui si indica lontano dal 68, dalla sinistra extraparlamentare ... tutto il contrario di Santoro.

Bastasse questo a fare un buon giornalista: Paragone è in Rai in quota Lega. Si dimostrerà indipendente dai suoi sponsor politici?

Minzolini e Craxi

Il direttore del TG1 non si è lasciato sfuggire l'occasione della ricorrenza della morte di Craxi, per l'ennesimo attacco alla magistratura, per fare l'elogio dello " statista" Craxi e infilarci dentro anche alcuni revisionismi storici.

Del tipo che la prima repubblica che ci aveva salvato dai comunisti, anzichè essere premiata, fu spazzata via.
Che Craxi fu il capro espiatorio di una battaglia condotta da magistrati che poi sono entrati in politica.
Ma la migliore è che, secondo Minzolini, Craxi, Reagan e il papa contribuirono alla fine dell'impero sovietico.
Lo stesso craxi che ci portò allo scontro diplomatico con Reagan, per Sigonella (dove contribuimmo alla liberazione di un terrorista palestinese Abbas).

E uno si chiede, ingenuamente.
E le tangenti dei politici della prima repubblica?
E il debito pubblico salito alle stelle?
E la strategia della tensione, su cui la politica della prima repubblica ebbe un ruolo poco rtasparente (e di certo non favorì chi volle indagare)?

Una volta si chiamava propaganda.
Ma Berlusconi non ha già il suo portavoce?


13 gennaio 2010

Tasse su , tasse giu

L'altalena di dichiarazioni su tasse, da abbattere o che non si possono abbattere come sembra dalle uiltime dichiarazioni (al momento), emerge la pressapochezza con cui questi ragionano di economia, finanze e bilancio.

Una cosa è certa: l'amore incondizionato che provano per i magistrati.

"O i giudici decidono nel senso che sostengo io o faccio una dichiarazione a reti unificate per dire che la magistratura è molto peggio della mafia". (Berlusconi, repubblica 12/01)

"Al termine della conferenza stampa, il premier, dopo aver ribadito di subire continuamente attacchi politici
E sul piano giudiziario le aggressioni sono parificabili a quelle di piazza del Duomo, se non peggio»)" [Berlusconi, Corriere del 13/01]

Un rapporto di amore odio .. oddio, più odio che amore.
Ma, come si dice, chi ama brucia!