24 maggio 2011

Il signore delle cento ossa di Ben Pastor



L'incipit:
"Il buio prendeva forma, se faceva attenzione. Aveva una plastica di coesione e dissoluzione, si dilatava, esitava un'istante e si ritraeva di nuovo in un nucleo di oscurità nell'oscurità. C'erano notti in cui Martin Bora amava l'insonnia proprio per questo avvicendarsi di forme, per questa mutabilità. Non aveva mai avuto bisogno di dormire molto, anche se a volte, da adolescente e poi da volontario in spagna, i suoi momenti di sonno equivalevano quasi ad una perdita di sensi e lo lasciavano riposato, lucido, impaziente a muoversi".
Nel lungo viaggio avanti e indietro nel tempo, abbiamo accompagnato l'ufficiale (della Wehrmacht) detective Martin Bora nelle vicende vissute durante la seconda guerra mondiale: dalla Roma (città aperta, ma occupata dai nazisti) di Kaputt Mundi dell'inverno 1943-44, alla Polonia occupata durante il Blietzkrieg del 1939, con Lumen. Dalla Spagna della guerra civile del 1937 con La canzone del cavaliere, all'Italia della repubblica di Salò con La venere di Salò, quando riuscì a sfuggire per un soffio dalle grinfie delle SS.

In questo capitolo ci troviamo nell'ultima primavera prima della guerra: siamo a Lipsia, nell'aprile del 1939. La guerra è alle porte, l'Europa è attraversata dalla paura per il conflitto che nessuno a parole dice di volere (nemmeno il Fuhrer).
Eppure si consolidano le alleanze tra le potenze mondiali: il qui tenente Martin Bora è chiamato dal colonello dell'Abwehr (il controspionaggio tedesco) Kinzel ad un delicato incarico: nell'ambito del festival dell'arte, a Lipsia si incontreranno uomini d'affari e militari giapponesi, con le controparti tedesche e italiane, per una conferenza di affari e scambio di tecnologie (farmaceutiche).
In particolare, sul brevetto del Samadhil, un analgesico basato su babiturici che i giapponesi hanno sperimentanto sui campi di battaglia.

Ufficialmente il suo è un lavoro di aiutante del generale Luttwitz, che coordinerà gli incontri: in realtà deve scoprire chi tra gli invitati è una spia al soldo degli americani. Il signore delle cento ossa.

Bora metterà a frutto le proprie capacità investigative, per capire chi all'interno del gruppo di invitati, possa essere la spia. Iniziando con l'escludere il principale indiziato, il generale Kobe, reduce dalla campagna del Manchukuo (e dai crimini di guerra di cui si è macchiato): Bora stesso lo trova assassinato nella sua stanza, assieme al suo aiutante Nogi.
Alcuni particolari non sfuggono al suo occhio: un aroma di sigarette particolare e delle formiche lasciate sul cadavere del generale.
L'incarico assorbe tutte le energie fisiche e nervose di Bora, portandolo ben oltre i limiti della sua copertura. Arriva a scontrarsi con l'ispettore di polizia Widlich, che ufficialmente indaga sull'omicidio, e con alcuni membri della commissione italiana, che poco gradiscono le domande inopportune di questo tenente troppo zelante.

Nel corso del racconto, l'autrice ha modo di raccontarci del contesto storico in cui avviene la vicenda: le stragi dell'esercito giapponese durante la campagna del Nanchino, che hanno gettato una machia di disonore nei confronti dei militari.
La notte dei cristalli, avvenuta nel novembre del 1938, un pogrom contro gli ebrei tedeschi, in risposta al ferimento dell'ambasciatore Ernst Eduard vom Rath a Parigi. Pogrom che portò alla morte e alla deportazione intere famiglie di origine ebraica.

Anche un'altro episodio fondamentale nella storia del partito nazista viene citato: la stanza dove alloggia Bora, è la stessa dove si impiccò il generale delle SA Adam, dopo la "Notte dei lunghi coltelli".

Dalle pagine del libro si comprende il clima che si respirava in Germania in quei lunghi mesi di attesa, l'enstusiasmo da parte dei giovani che si scontrava con i timori della generazione precedente, reduce dalla Prima guerra mondiale.
La diversa mentalità degli ospiti giapponesi, la loro cultura, la loro filosofia, che pure affascina il protagonista.


Protagonista che è diviso tra il suo giuramento al Reich e il suo dovere di soldato e la sua "natura tesa all'esame di coscienza", per i suoi studi filosofici. Natura che lo pone in contrasto nei confronti della dottina nazista.
Una scissione dolorosa ma, nonostante questo, porterà a completare la sua missione, andando fino in fondo nel suo lavoro di spia, andando incontro alla sua prima delusione, alla sua perdita di innocenza.
"Quando verrà la guerra, rimuginò (non se verrà la guerra: quando), tutto ciò che ho imparato qui, da questi uomini che mi hanno usato, ognuno a suo modo, troverà il suo senso. [..]
La guerra è imminente, e sarà la Polonia.Ci entrerò con la coscienza che nessuno di noi, in ultima analisi, ha il controllo sulla sua vita e sulla morte: nemmeno uccidere migliaia di persone significa averlo. Solo Dio, come recita il nostro memoriale, garantisce la vita o la vittoria - o sceglie di non farlo.

All'apice della parabola del breve volo cominciò la discesa verso Berlino: presto si sarebbero tuffati di nuovo nel turbolento strato di nuvole, un passaggio più che metaforico alla confusione e all'ombra. Si abbassarono, come le immagini galleggianti che Bora aveva visto la notte senza capirle. non chiuse gli occhi solo perchè Kinzel lo stava osservando.
Cosa si prova a perdere la virtù? E' come scendere un pò alla volta, in questo modo? E la caduta si attenua, se non guardi?"
Il link per ordinare il libro su ibs.
La scheda del libro su Sellerio
Technorati:

Gli amici dei terroristi

L'ultima, nella campagna di insulti e attacchi contro Pisapia, è a firma di Borghezio
«Non ci sono dubbi che i fondamentalisti islamici, in primis Al Qaida e lo stesso Al Zawahiri, sarebbero felicissimi se a Milano la Lega dovesse perdere e Pisapia diventasse sindaco. La vittoria della sinistra spalancherebbe le porte all'islam radicale. È come se sul Duomo sventolasse una bandiera islamica»
Borghezio, l'uomo della Lega in Europa. Il Fatto Quotidiano (e prima ancora Gianni Barbacetto ne Il grande vecchio), hanno ricordato un episodio del passato dell'europarlamentare:
l'11 luglio 1976 fu fermato dalla polizia vicino a Ventimiglia con la macchina zeppa di volantini di Ordine nuovo, organizzazione neonazista protagonista della strategia della tensione. I volantini auspicavano "uno, dieci, cento, mille Occorsio" (il magistrato Vittorio Occorsio era stato ucciso da Ordine nuovo il giorno prima a Roma), lanciavano minacce al "bastardo Luciano Violante", con un bel "Viva Hitler" a coronare il tutto. Un episodio di cui Borghezio "non parla volentieri", scrisse Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, in un'intervista in cui il parlamentare leghista ammetteva comunque di aver fatto parte della Jeune Europe, movimento fondato dall'Ss belga Jean Thiriart.

Siamo tutti finanziatori di B.


L'AGCOM ha sanzionato i telegiornali Rai che hanno mandato in onda l'intervista-comizio di Berlusconi venerdì prossimo.
Poichè pagheremo noi quei soldi per il TG1 e per il TG2, emerge un aspetto che fino ad oggi non avevo considerato.
Anche io sto facendo campagna elettorale per la Moratti e per Berlusconi.

L'immagine è presa dl blog di Alessandro Gilioli.

23 maggio 2011

Favole e palle



C'è qualcuno che veramente crede ancora alle favolette sui ministeri al nord (a che costo? ) , sulle multe da non pagare a Milano e sull'ecopass che la Moratti avrebbe tolto (dopo averlo introdotto)?
C'è qualcuno che ha voglia di inseguire la destra a Milano quando parla di guerra civile per colpa di quell'estremista di Pisapia?
C'è qualcuno che ha la forza di rispondere agli attacchi a base di gay, islam, omofobia e storie degli anni '70 ?


Cronache di una campagna elettorale.
Un'aggressione che non ci sarebbe stata.
Un ministro che fa il pernacchio, che insulta, che sbraita.
Volantinaggio di fronte alle chiese.
Una ragazza che urla alla Moratti e che viene identificata dalla polizia.

Cosa sta succedendo nel paese? A Milano?

Ieri Report parlava delle politiche per i giovani che non ci sono: anzichè parlare di lavoro, ricerca, istruzione, welfare, asili, stipendi, dobbiamo commentare queste favole per bambini.
Queste balle.
Ma per chi ci avete preso?

23 maggio 1992

Come si vive in un paese delle stragi impunite, della politica opaca e collusa (un senatore condannato in secondo grado per mafia, un ministro indagato, le giunte sciolte per mafia) , dove parte del paese è soffocato dalla criminalità organizzata?
Si vive ai limiti o peggio, al di fuori della democrazia.
Anno dopo anno, le vittime e le persone che vogliono liberarsi da questa schiavitù, chiedono la verità sulle stragi di mafia, come l'attentatuni a Capaci contro Falcone e la sua scorta.
Ma diventa sempre più difficile.
Perchè a chi chiedi di indagare? A chi chiedi la verità? Allo stato che con una mano dice di voler combattere la mafia e con l'altra attacca i magistrati?

Se lo chiede metaforicamente anche il super procuratore Piero Grasso. Che di fronte alla riforma della giustizia "Io la contesto dal titolo. Non è una riforma della giustizia ma del rapporto tra magistratura e politica. Nel senso che la riforma che attendevano i cittadini è qualcosa di diverso, la possibilità di celebrare rapidamente un processo, eliminando regole e orpelli che ne rallentano lo svolgimento".

"Questo anniversario - ha detto Grasso - cade in un momento in cui i magistrati sono spesso messi sotto accusa, ma questo non ci deve turbare più di tanto anche se ci sono tentativi di delegittimazione noi dobbiamo rispondere con i fatti, i comportamenti, il lavoro, i nostri provvedimenti. Non dobbiamo accettare la rissa e dobbiamo continuare a fare il nostro dovere come abbiamo sempre fatto e come i cittadini vogliono".

E la mafia ringrazia.

Report - generazione a perdere

Un paese di vecchi, governato da vecchi per gli interessi dei vecchi: una sintesi brutale dell'inchiesta di report condotta da Michele Buono e Piero Riccardi potrebbe fermarsi qui.
In Italia oggi una generazione sta perdendo il proprio turno per entrare nel sistema, erodendo il capitale dei propri genitori e mettendo così freno allo sviluppo e al futuro del paese.

Il meccanismo per cui ad una generazione ne subentra un'altra, a prenderne il posto, in Italia si è inceppato: cosa penseranno oggi gli ex giovani che nel 68 chiedevano la luna?
l'inchiesta è partita parlando del precariato diffuso, non solo tra i giovani , dentro la scuola, l'università e la pubblica amministrazione. E della disoccupazione giovanile, la più alta in Europa (solo un ragazzo su 4, tra i 16-24 anni ha un lavoro, in Europa la proporzione è 1 su 2).

Cosa comporta tutto ciò? Dover rimanere in famiglia finoa tardi impedendo la recisione del cordone ombelicale che lega i figli ai genitori, la fuga dei cervelli dall'Italia, l'impossibilità da parte di questa generazione sfortunata di potersi pianificare un futuro.
Un lavoro stabile, una casa, una famiglia dei figli.
"Un paese che non cresce, implode" ha spiegato il professor Rosina. E dove le giovani generazioni sono costrette a sentirsi più figli che cittadini, con diritti e tutele da parte dello stato.
Nel paese dove la classe politica si dice cattolica per la famiglia, dove si discute di fine vita, si condannano gay e copie di fatto, si fanno meno figli che nel resto dell'Europa.

Questo è il paese del signor Di Fazio, fa il giornalista precario per 300-400 euro al mese.
Cosa succede nel resto dell'Europa? Quali sono le politiche messe in atto (da una classe dirgente forse meno cattolica sulla carta, ma più responsabile e previdente)?
In Germania per uscire di casa e studiare all'università un ragazzo percepisce un assegno di studio di 500-600 euro. Gli affitti delle case, non in nero, sono sotto i 300 euro. Soldi che poi verranno resituiti allo stato, al primo stipendio, senza interessi.
E' lo stato che investe nel futuro (sono 2 miliardi di euro), per avere dei lavoratori qualificati, dei ragazzi motivati nel costruirsi un domani senza dipendere da altri che non le proprie capacità.

Mentre in Italia, parliamo di affitti in nero, di lavoretti in nero per mantenersi agli studi e di case (vuote) occupate, una ragazza a Parigi raccontava della sua esperienza: 1300 euro di stipendio, per un lavoro regolare, con cui pagarsi l'appartamento e gli studi.
Se non hai soldi, vai davanti ad uno sportello e chiedi un prestito allo stato. In base all'appartamento e alla tua situazione.
E questo vale anche per gli studenti stranieri, considerati una ricchezza per la Francia.

Aiuto agli studenti, congedi parentali, asili comunali (con prezzi calmierati), sostegno alle famiglie. Tutto questo viene fatto in Francia e in Germania.
E in Italia? Abbiamo classe politica di nominati, con un'età media alta, che si preoccupa del suo eletorato base, ovvero delle persone della fascia di età medio alta, di pensionati.
Non investirà mai in politiche verso i giovani, per cui non avrebbero un ritorno immediato elettorale. Come l'eliminazione del precariato, una politica per case a prezzi accessibili, sgravare le tasse per le aziende che assumono a tempo indeterminato.

Come propongono ogni anno un gruppo di economisti, che compilano un'altra finanziaria. Cooperative di giovani, incentivi alle assunzioni, software open source, togliere soldi alle scuole private per impiegarli in borse di studio.

La fuga dei cervelli.
Un altro aspetto che dovrebbe far riflettere chi ha ancora a cuore il futuro del paese è quello relativo alla figa dei cervelli. Fuga dalle baronie feudali delle nostre università, alle nomine partitiche nelle Asl e negli ospedali.
All'estero ci stanno ringraziando per tutti i talenti che le nostre università sfornano e che poi vanno a creare sviluppo in Inghilterra, Francia, Stati Uniti...
Alla dottoressa Polidori, le è stato detto prima del concorso di non farlo bene, il posto spettava ad un altro candidato. Oggi è docente di biochimica dell’invecchiamento all’università di Düsseldorf. In Germania i professori si congratularono con lei per l’esame di docenza.

Stiamo perdendo il fior fiore di questo paese. Paese che è destinato, alla lunga, a pagare a caro prezzo questa non politica.
Perdiamo di competitività rispetto ai nostri concorrenti, e non (solo ) per colpa dei sindacati, di chi non vuole lavorare.

Sono stimati in 45000 i laureati che vanno all'estero: quanto ci costa?

MI CHELE BUONO – FUORI CAMP O
45000 persone sono una città delle dimensioni – per esempio – di Biella. L’Istituto per la competitività ha calcolato solo
sugli scienziati fuori Italia quanto perde il nostro paese.
STEFANO DA EMP OLI – PRESI DENTE I STITUTO P ER LA COMP ETITI VITA’
Il valore medio di un brevetto sono 3 milioni di euro. Supponiamo che ciascuno faccia un solo brevetto i calcoli sono presto fatti sono 180 miliardi di euro. Il paese, come dire, non è misurabile solo in questi termini economici c’è anche qualcosa di più. Il dinamismo mancato ad esempio che questi giovani vanno a dare ad altri sistemi e non vanno a dare all’Italia.
MI CHELE BUONO – FUORI CAMP O
E non è solo una storia di università e ricerca. I laureati italiani in genere, hanno problemi di lavoro e quando c’è, di salario.
ANDREA CAMMELLI – DI RETTORE CONSORZI O INTERUNIVERSITARIO ALMALAUREA
Nel 2007 il tasso di disoccupazione riguardava 11,3 laureati su 100 è cresciuto di 5 punti percentuali oggi ha riguardato il 16% dei laureati. Andiamo a guardare che cosa succede ai medesimi laureati che sono andati all’estero dico a lavorare.
MI CHELE BUONO
Quanto guadagnano gli occupati d’Italia?
ANDREA CAMMELLI – DI RETTORE CONSORZI O INTERUNIVERSITARIO ALMALAUREA
Guadagnano 1054 e gli occupati all’estero 1568 quasi un terzo in più sostanzialmente di quanto non guadagnino gli italiani. Il differenziale è anche in termini di occupazione cioè c’è un lavoro stabile per il 48% degli italiani occupati all’estero quindi 14 punti percentuali in più di quanto non avvenga per i loro compagni che si sono fermati a lavorare in Italia.

Come si è arrivati a questo.
Siamo un fenomeno, ha spiegato Riccardi, in Inghilterra cu studiano per capire come non bisogna fare le cose.
Il normale avvicendamento tra le generazioni da noi è considerato un problema.
L'inchiesta è andata indietro nel tempo: all'Italia che negli anni 50-60 ha scelto politicamente, la strada di non investire in ricerca, in sviluppo. Per non metterci in concorrenza con gli Stati Uniti e l'IBM, per esempio.
Era stata l'Olivetti di Ivrea, ad esempio, ad inventare il primo pc a fine anni '60.
Colpa della guerra fredda, degli accordi di Yalta, per cui in Italia la Democrazia Cristiana era l'unico partito che poteva stare al governo, senza un ricambio, senza alternative.
E la scelta politica , da parte della classe dirigente (che comprendeva anche la Fiat, Mediobanca, ...) è stata quella di puntare sull'assistenzialismo, su prodotti e lavori di bassa fascia, puntare sulla svalutazione della lira per vendere all'estero.
Tutte cose che con l'Euro non abbiamo potuto più fare.
In questi anni, dal 1998 al 2007, i salari sono cresciuti del 0.1%. I profitti delle imprese sono cresciuti tra il 9 e il 10 % l’anno. E solo lo 0,5% di queste imprese ha investito in innovazione, ricerca, sviluppo.

E sono stati reinvestiti in finanza e in operazioni di speculazione come quella edilizia. Che ha portato alla fame delle case in Italia e allo scempio ambientale.
Che Italia avremmo avuto, se anzichè avere avuto quel patto scellerato tra politica ed imprenditoria, si fosse puntato ad esempio sul piano case proposto da Fiorentino Sullo e subito sconfessato dal suo partito?
Se la fiat avesse investito sull'ABS.

MI CHELE BUONO FUORI CAMP O
L’Abs che pensò l’ingegner Palazzetti all’origine si chiamava antiskead e la Fiat fu la prima industria a sperimentare questo sistema.
MARI O P ALAZZETTI INGEGNERE
La Fiat era la prima industria a porsi il problema, alla fine degli anni Sessanta eravamo ancora la sola ditta attrezzata a provare questi sistemi e a sapere anche come si debbano provare. Non solo il prototipo funzionava, ma di prototipi ne abbiamo fatto una certa quantità, sia di veicoli industriali, sia di vetture.
MI CHELE BUONO FUORI CAMP O
La Fiat però lo sviluppo industriale dell’antiskead non lo fece. Si chiama Abs oggi, ed è un prodotto della tedesca Bosch.
MI CHELE BUONO
Se Fiat avesse fatto sviluppo industriale dell’antiskead che oggi si chiama Abs? Provi a immaginarsi il mondo italiano cosa sarebbe stato se fosse avvenuto.
MARI O P ALAZZETTI INGEGNERE
È ovvio che un’azienda che riesce a valorizzare la propria innovazione è un’azienda che può dare molti posti di lavoro di qualità e quindi può dare uno sviluppo importante anche al mondo della ricerca e dietro deve esserci poi il sistema industriale che abbia bisogno di queste intelligenze perché se non c’è questo tipo di equilibrio si finisce di fare quello che stiamo facendo noi, insomma. È un paese un pochettino fuori rotta, mettiamolo così.
MI CHELE BUONO FUORI CAMP O
Il patto politica industria permetteva di non fare ricerca e innovazione. Ci pensava la leva monetaria: una svalutazione e i nostri prodotti di colpo costavano di meno sui mercati stranieri. Questa era la competizione.

E la politica cosa ha fatto in questi anni? Bloccato il ricambio, la politica in Italia si è trasformata in un macchina per costruire poltroni e privilegi per pochi:

MI CHELE BUONO FUORI CAMP O
Nella più antica università di Oxford, la Christ Church, c’è un’attenzione costante alla storia e alla politica italiana. Professore, quali sono le conseguenze, allora, di un blocco di potere?
DAVI D HINE – DI P . P OLI TI CHE E RELAZI ONI INT. CHRI ST CHURCH UNI V. OXFORD
Deleterie e disgraziate, perché chi governa si sente – comunque vadano le cose – tranquillo e soddisfatto. La mancanza di alternative impedisce di creare uno spazio nella vita politica, neutrale e indipendente, che è quello dello Stato, al posto delle correnti dei partiti. È fondamentale per una democrazia avere questa separazione. Più tempo un partito o un blocco stanno al potere, e più invade e colonizza lo Stato. E questa è una cosa negativa.
MI CHELE BUONO
E le decisioni politiche magari finisce che si prendano al di fuori delle istituzioni?
DAVI D HINE – DI P . P OLI TI CHE E RELAZI ONI INT. CHRI ST CHURCH UNI V. OXFORD
Direi proprio di sì.
MI LENA GABANELLI IN STUDIO
Ed è così che abbiamo accumulato enormi privilegi per pochi. In tutti i paesi democratici, i governi passano e lo stato rimane, che cosa che rimane: proprio “il senso dello stato”, che si crea in quello spazio neutro, che non appartiene ai partiti, ma si esprime attraverso quelle regole generali nelle quali tutti si identificano e danno vita alla comunità, e la comunità poi a sua volta mette in moto il ricambio. Dove non c’è la comunità lo spazio viene occupato da classi politiche eterne, da lobby, da gruppi dove ognuno fa passare per interesse pubblico il proprio… alle spalle e sulle spalle delle giovani generazioni. E allora da dove si ricomincia?
Dalle cose normali, come amministrare avendo come obiettivo l’interesse dei cittadini, o da quelle aziende che, invece, di portare i profitti al caldo li reinvestono in ricerca e sviluppo, contando sui giovani collaboratori e non solo a chiacchiere. La cosa paradossale è che questi comuni e queste aziende che non fanno nulla di straordinario, ma solo quello per cui esistono, ci sono, ma sono così pochi che ci troviamo a parlarne come se fossero sovversivi.

Esiste un Italia diversa, che funziona, in cui a persone giovani, magari alla prima esperienza viene concesso di mettere a frutto le proprie competenze. Nel comune di Capannori a Lucca.
Nel gruppo Loccioni, tecnologie per misure e controllo qualità per l’industria, ad Ancona.

Non c'è bisogno di una rivoluzione violenta per cambiare le cose: se lo si vuole, si possono cambiare dalla vita quotidiana.

MI LENA GABANELLI IN STUDIO
Bene rivolta dunque, a pretendere quel contratto unico, che dia le garanzie minime per immaginarlo un futuro, e poi provvedimenti che mettano limiti di età a politici, burocrati, consigli di amministrazione. Organizzatevi, fate sentire il vostro peso ad una gerontocrazia che pensando solo a sé, crea una generazioni sfiduciata che non si impegna, non si riproduce né economicamente né demograficamente perché non vede per sé un futuro, creando un pericoloso circolo vizioso, come ha scritto Francesco Giavazzi e Alesina sul corriere di qualche settimana fa in un bellissimo editoriale. E poi non lavorando per anni non si accumulano
contributi quindi non avrete la pensione, chi dovrebbe pensare a questo, ha altre preoccupazioni. Qualche mese fa alla camera c’è stata una votazione, passata sotto silenzio, sentiamola.

MI LENA GABANELLI IN STUDIO
La proposta di abolire 3000 euro di vitalizio dopo soli 5 anni è stata votata e il risultata è il seguente: hanno votato sì all’abolizione 22 parlamentari, hanno votato no 498. Ecco, questa è la distanza fra la politica e il Paese.

22 maggio 2011

Le brigate dei moderati a Milano


Diceva Guzzanti, nella sua parodia della Casa della libertà, che noi “facciamo un po' come ca.. ci pare”. Questo devono avere pensato le menti del PDL per ribaltare le sorti delle elezioni a Milano e Napoli.
Se a Napoli hanno proposto una sanatoria sugli abbattimenti delle case abusive, a Milano una bella sanatoria sulle multe.
Proprio non riescono a fare una cosa nel rispetto delle leggi e di rispetto nei confronti di chi le leggi le rispetta (scusate il gioco di parole). Sanno solo promettere, come in un suk arabo.

Infine la grande sorpresa: portare a Milano due ministeri. Quelli padani, della semplificazione (che avrà fatto Calderoli?) e quello del federalismo.
Di questo avevano bisogno i milanesi: non di scuole, di trasporti che funzionano (non è vero che a Milano funzionano bene, come ha detto Feltri ad Annozero), di un comune che si preoccupa dei rifiuti, delle case sfitte o chiuse per i cittadini.

Niente da fare, non ce la fanno proprio. Continuano a ripetere che Pisapia è dalla parte delgi estremisti, che porterà i gay le moschee, i rom, che aumenteranno le tasse.
E anche oggi, la macchina del fango ha fatto il suo dovere, con le due prime pagine …
I milanesi sapranno giudicare.


Due cose, infine: la parola mafia è scomparsa nei dibattiti su Milano. Ne ha parlato il Questore di Milano alla festa della Polizia. Forse perchè attaccare la mafia a Milano sarebbe un autogol? Che ne pensa le Lega della penetrazioni della ndrangheta nel milanese? Dei legami tra esponenti delle ndrine e politici lombardi?

Secondo: il sindaco uscente accusa Pisapia di scappare. Eppure i faccia a faccia ci sono stati, con tanto di colpi bassi. Per quale motivo Pisapia dovrebbe continuare a farsi insultare di fronte alle telecamere?

Le piazze di Spagna degli indignati



Non li ha convocati nessuno, i giovani indignados che manifestano a Madrid contro le promesse dei partiti. Gli indignados si sono convocati usando internet, per esprimere la loro indignazione contro i partiti che hanno causato quel debito pubblico, la disoccupazione giovanile, le casse vuote nei comuni.

I tagli al welfare in nome di una austerity che colpisce sempre i più deboli e lascia intonsi i più ricchi e privilegiati.

I giovani, ma non solo, sono scesi in piazza, e non hanno voluto ascoltare i divieti, per le elezioni. Forse chi governa, chi amministra il potere il nome del popolo ascolta le esigenze degli elettori?

Il vento della protesta, partito dalla Tunisia, inizia a lambire la fragile Europa. Fino a quando saranno le piazze italiane a riempirsi di indignati. Perchè anche in Italia si preparano altri tagli. L'agenzia di rating S&P ci fa sapere che la ripresa nel nostro paese è debole.
Tutti comunisti anche nelle agenzie di rating, a sentire certi onorevoli di centrodestra, che di certo per quanto hanno fatto nel passato, hanno perso molta credibilità.

Ma oggi, lo stato del paese è sotto gli occhi di tutti quanti vogliono vedere: aziende che chiudono e spostano la produzione altrove (la Candy nel lecchese), aziende che esternalizzano (primo passo del licenziamento), come Vodafone. La disoccupazione giovanile in crescita. Il debito pubblico che cresce, come cresce l'evasione.

Nel paese cova un vento di protesta: in Sardegna le partite IVA strozzate dalle tasse, e dagli agenti di Equitalia. Stessa storia nel Veneto, dove un agente che doveva riscuotere i soldi per una multa nei confronti di un allevatore, è stato quasi sequestrato.

Chi paga, per questo? Una generazione sta perdendo il suo turno per l'ingresso nel paese.

Ne parla stasera Report: Generazione a perdere di Michele Buono, Piero Riccardi

L'Italia non è un paese per giovani, o meglio non lo è più da un pezzo. Perché il nostro paese non riesce più a progettare il proprio futuro? Un paese nel quale gli anziani hanno superato numericamente i giovani, non solo perché si e’ allungata la vita ma perché da più di 30 anni si fanno meno figli a causa di ripetute crisi economiche scaricate sempre sulle fasce più deboli della società e per mancanza di adeguate politiche di welfare. Se facciamo un paragone con la Francia, un paese demograficamente confrontabile con l'Italia e con adeguate politiche di welfare, da noi manca all'appello un'intera fascia generazionale: 4 milioni di giovani tra i 25 e i 35 anni.
Dobbiamo quindi pensare che per chi decide le strategie politiche del nostro Paese i giovani contino poco, dal punto di vista politico siano invisibili, salvo poi giocarsi il loro stato di precarietà nelle campagne elettorali, promettendo loro un futuro migliore che non arriva mai.
E allora ai ragazzi non rimane che "mettere la collera nella valigia" e andare via. La nuova emigrazione è fatta di laureati, ricercatori che non ritorneranno indietro perché trovano solo all'estero un'adeguata collocazione. Lasciando alle spalle un Paese che sta erodendo il risparmio privato per mantenere i figli, sempre più povero di risorse umane, sempre più vecchio

Aggiornamento: e anche chi il lavoro lo ha già non è messo bene, perchè si rischia ogni giorno di morire per lavoro.
Come successo a Roma, all'operaio di 63 anni morto a Roma dopo essere caduto in una buca profonda 40 metri contenente azoto liquido

20 maggio 2011

Non vedono l'ora

Berlusconi, non vedo l'ora di difendermi in tribunale [Berlusconi 14 gennaio 2011]

Ruby: «Non vedo l'ora di parlare [in tribunale]» [Karima El Mahroug, in arte Ruby, 20 maggio 2011]

Il diritto al lavoro


“Oggi più che mai occorre un diritto del lavoro inclusivo ed equo, attento alla tutela dei diritti della parte più debole contrattualmente e alla riaffermazione rigorosa dei relativi doveri per salvaguardare insieme crescita economica e coesione sociale”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato alla leader Cgil Susanna Camusso in occasione della commemorazione del giuslavorista Massimo D’Antona, a 12 anni dal suo assassinio. “Si conferma – afferma Napolitano – a tal fine l’esigenza, intuita per tempo da D’Antona di un arricchimento della progettualità delle organizzazioni sindacali proprio al fine di rafforza l’indispensabile capacità di rappresentanza unitaria del mondo del lavoro”. [Il fatto]

Annozero fosse che fosse ...


In nordafrica i regimi dittatoriali sono in rivolta.
Gheddafi ha le ore contate (a sua insaputa).
Obama, nel suo intervento al mondo arabo, ha chiesto ad Israele di rientrare nei suoi confini del 1967, ad Assad in Siria di governare le riforme.

E in Italia? In Italia è saltato il tappo.
Il sunto della puntata di ieri di Annozero, post risultati delle amministrative che dovevano essere un plebiscito pro o contro Berlusconi, e invece si sono rivelate un ko.
Avvisate i parlamentari che il tappo è saltato e che l'era di questo centrodestra si sta concludendo, almeno possono tirare un pò sul prezzo di acquisto.

Il tappo è saltato da un pezzo: perchè sono ormai anni che questa politica diverge dal paese e dai suoi problemi, preoccupandosi solo dei suoi interessi. Il nucleare per fare gli ineteressi della lobby del nucleare.
La privatizzazione dell'acqua per fare un favore alle grandi aziende che hanno interesse ad entrare in questo business.
I soldi alle scuole private (e gli attacchi alla scuola pubblica) per avere le spalle coperte in Vaticano.

Il voto di domenica ha premiato gli outsider, quelli spacciati in partenza: in particolare Pisapia e De Magistris. Ad influire sul risultato hanno anche influto le astensioni a destra, perchè, magari non ce ne siamo accorti, Berlusconi ha perso il suo tocco magico.

Nell'anteprima si è parlato del futuro della Rai, dopo l'ennesimo attacco da parte del premier (che ha invitato a non pagare il canone): Annozero e Ballarò concorrono allo share garantisce alla Rai certe entrate pubblicitarie.
chi ci guadagna da questi attacchi al servizio pubblico è proprio Mediaset, di proprietà del presidente (il famoso conflitto di interessi), guarda caso oggi in calo di ascolti.
Vogliamo chiudere Annozero? E con cosa lo sostituiamo? con la cultura di Sgarbi? Con Radio Londra di Ferrara?
Chiediamoci quanto ci costa l'ombra lunga del cavaliere in Rai, per le sue scelte , per le sue nomine (Minzolini, Masi, Sgarbi), che portano l'azienda verso il baratro.
A Ferrara ha risposto con le parole del Vangelo "cerca la verità e diventerai libero". Magari non stando al comodo dentro le stanze del potere.

Il tappo è salatato?
A discutere della fine dell'era berlusconiana in studio erano presenti Belpietro, Mieli, Al Gore (cosa avrà capito della puntata e della politica italiana?), Mentana e Feltri in collegamento.

Secondo Mieli il tappo è saltato da un pezzo, anche se questo non significa che domani la Moratti possa vincere lo stesso a Milano. Oggi Berlusconi è davanti ad un bivio: scegliere se farsi da parte e pensare al futuro della coalizione di centrodestra. Oppure se continuare con questo atteggiamento.
Anche Bossi e la Lega han perso voti, perchè ormai il tatticismo della lega, di lotta e di governo, non paga più.

Feltri: sicuramente il vento è cambiato - le parole del direttore di Libero.
A Milano si è sovrapposto il problema delle liti interne al PDL con la candidatura della Moratti, poco apprezzata dai milanesi (perchè fredda, distante dai cittadini).
Anche la Lega è in stato confusionale, come Bossi ("dato il suo stato di salute"): qualcuno nella Lega si è imborghesito e questo è visto con dispetto dalla base leghista.

Mentana: in questo momento nel centrodestra ci stanno tutte e due le cose. Confusione e speranza di cambiamento.
Quello che stiamo assistendo, però, potrebbe esser eund eja vu di quanto visto nel 2005 quando il centrodestra perse tutte alle regionali: ma poi, nel 2006, Berlusconi trovò il guizzo per riprendersi (e non ci ha mai abbandonato ..).
Dall'altra parte, nel centrosinistra, manca però un asso pigliatutto che possa approfittare di questa situazione

Al Gore, fondatore del network televisivo di Current tv, presente anche in Italia, ha voluto parlare del blocco che sta subendo in Italia da parte di Sky: "Murdoch non ha gradito il passaggio alla rete di Keith Olberman”, un conduttore dalle posizioni politiche molto distanti da quelle di Fox News che ha criticato apertamente la politica del presidente Bush e che non di meno ha attaccato il candidato repubblicano John McCain, per il quale il gruppo Murdoch faceva il tifo."

Ma in Italia abbiamo problemi ben peggiori di quelli che Al Gore racconta: il controllo dei media significa poter influenzare sui voti alle elezioni. Lo ha spiegato bene Marco Travaglio: ad ogni elezioni, B. dovrebbe essere ineleggibile per una legge di Scelba del 1957.
Se a Milano la Moratti ha perso non significa che non c'è regime: significa più semplicemente che la crisi di credibilità di B. è ben peggiore di quello che appare.
Ogni volta, assistiamo a delle elezioni truccate: Davide contro Golia.

A queste argomentazioni, Belpietro anzichè rispondere ha preferito sviare il discorso sul fatto che a libro paga di B. ci sarebbero anche Saviano e Scalfari (confondendo stipendio, il suo, con le royalties).
E appena Travaglio ha cercato di correggerlo è bastato tirare fuori la storia delle condanne, per mandare tutto in vacca.
Che avrà capito Al Gore del battibecco?

Una precisazione: Travaglio ha goduto della prescrizione per un reato di opinione, che prevedeva una sanzione di 100 euro.
Non gli anni di carcere per corruzione di testimone.

Zucconi, dagli Stati Uniti, ha portato il discorso sul diverso atteggiamento da parte di Strauss Kahn e quelli dei politici nostrani.
Il primo si farà giudicare nel processo, gli altri usano la loro posizione per farsi scudo.
In merito al tappo che salta, come gestirà B il suo sunset boulevard?

C'è stato spazio, nella puntata, di parlare dei rifiuti a Napoli, degli impianti di compostaggio che non funzionano o sono chiusi (come a S Tammaro, costato 6 milioni di euro).
A Napoli c'è stato un fallimento di una classe politica e nemmeno si può addossare la colpa al solo comune: sui rifiuti di Napoli il centrodestra ha giocato la sua partita parlando di miracoli a ripetizione facendo troppe promesse mai mantenute.
Come l'inceneritore ad Acerra che ha avuto dei problemi.
E a furia di promesse non mantenute, Berlusconi tradisce la sua impotenza, incrinando il mito in modo definitivo.

Ma dietro questo ribollire c'è un paese che non ha nulla a che fare con il PDL, i Fini, i Casini o i Bersani.
In studio ha parlato dei problemi dei pastori sardi Maria Barca. Nel silenzio dell'informazione, 10000 pastori si sono ritrovati a Cagliari. E non ascoltare i loro problemi, è quella una violenza nei loro confronti.

L'intervento di Travaglio.
Le vignette di Vauro.

19 maggio 2011

Abbassare i toni


Dopo aver criticato ieri la campagna elettorale di Letizia Moratti, oggi Bossi corregge il tiro: "Non lasceremo Milano a Pisapia, un matto che vuole farne Zingaropoli". [Bossi a proposito del governo che tiene]

Per fortuna volevano abbassare i toni, per rimediare agli errori della campagna elettorale di Milano.
Praticamente ieri davano il governo per spacciato, oggi invece va tutto bene.
Se il governo è andato sotto, colpa dei responsabili. Perchè rispetto alla Lega possono essere rimpiazzati più facilmente?

Su Libero si rinfaccia a Pisapia il voler istituire il registro delle coppie di fatto. Per il momento, l'unica coppia inossidabile e quella B & B.
Speriamo che questa campagna elettorale a Milano continui così:

Un ladro di automobili, un amico dei violenti, un estremista, un amante della droga, un oggettivo pericolo, un amico di Hamas, e adesso pure un matto.
Avanti di questo passo finirò per credere che vinca sul serio.

Dialetto bipartisan

Nelle scuole siciliane si insegnerà il dialetto.
La norma è stata approvata in forma bipartisan:

in linea col nuovo clima di dialogo tra maggioranza e opposizione che si respira nel parlamento regionale, che sempre ieri sera ha varato la legge sulla formazione professionale per la gestione del personale in esubero negli enti.

"Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni - commenta a caldo il governatore Raffaele Lombardo - Per questo sono orgoglioso di questa legge che preserva il nostro immenso patrimonio storico e letterario, ponendo le premesse per renderlo parte integrante dei processi formativi delle nuove generazioni".

E poi si parla di sviluppo al sud, di sud che è palla al piede per il paese... Il vero problema del sud è la classe dirigente.

Il debutto di Sgarbi



Da Il fatto Quotidiano

Il critico tv ha utilizzato la trasmissione per rispondere all'inchiesta della magistratura di Trapani che ha sequestrato 35 milioni di euro in beni a Giuseppe Giammarinaro, ex notabile dc, che avrebbe condizionato i lavori della giunta di Salemi. Tutto il resto è noia, in un programma da un milione e mezzo a puntata

Dai, che ce la fai. Vittorio Sgarbi ha bisogno di un’oretta per ambientarsi sul palco di Rai1, durante un’introduzione infinita su se stesso, prima di sferrare l’annunciato attacco al Fatto Quotidiano: “Arriverà la mia vendetta, falsari!”. Il critico d’arte era furioso per l’articolo di ieri che spiegava l’influenza a Salemi di Giuseppe Giammarinaro, un politico locale con interessi nella sanità e amicizie pericolose: Pino terremoto ordina, Sgarbi esegue e la mafia ringrazia. Storie di terre sottratte a Cosa nostra, che il puparo voleva togliere a “quelli di don Ciotti”, storie di un controllo sul Comune amministrato da Sgarbi, che racconta l’ex assessore Oliviero Toscani. Ecco, preso a celebrare il suo mito, Sgarbi sovviene: “Non consentirò di umiliare Salemi dai magistrati”. E chi ha sequestrato 35 milioni di beni a Giammarinaro: “Cose vecchie, chiarite. Quei terreni andranno a Slow Food e Toscani ha poco senso dell’amicizia”.

PS: debutto con flop per Sgarbi.
Programma che è pure stato sospeso.
Domanda: quanto ci è costato? Quanto ci costa, ogni giorno, il conflitto di interessi?

Il governo del territorio

In attesa del referendum del 12 giugno, la Sardegna si porta avanti, con un bel no al nucleare.
Servirebbe ora un altro referendum, sul permesso alle trivellazioni in mare, di fronte alle coste della Sicilia: senza farlo sapere troppo in giro (nemmeno ai siciliani stessi), il governo ha dato il permesso alle trivellazioni al largo delle coste dell'isola.

Chi vigilerà sulla sicurezza di questi impianti in una zona di rpegio ambientale (non si voleva rilanciare il turismo al sud?)?
Quanto pagano allo stato queste aziende straniere?

Alcuni parlamentari regionali del PDL hanno denunciato questo in una interrogazione parlamentare

“A prescindere dall’insormontabile problema ecologico, – hanno spiegato i Parlamentari – le stesse royalty chieste dall’Italia alle società estrattive sono fonti di vergognose speculazioni. Il 4% richiesto dal nostro Paese è una percentuale ridicola, da teatro comico, rispetto a quanto le società petrolifere sono costrette a versare ad altri Paesi che ospitano le loro piattaforme: l’85% alla Libia e all’Indonesia, l’80% alla Russia e Norvegia, il 60% all’Alaska e il 50 % al Canada e, come se tutto ciò non fosse sufficiente, a dimostrare l’antieconomicità, per il nostro Paese, delle concessioni alle trivellazioni, occorre aggiungere che siamo l’unico Stato al mondo a concedere una franchigia di 150.000 barili all’anno alle società estrattive”.

Cosa vogliamo fare? Aspettiamo il prossimo disastro ambientale?
Così governiamo il territorio?
Scorie nucleare lasciate nei depositi. Poligoni di tiro inquinati dalle munizioni.
Slavine, frane e rischio allagamenti.
E ora anche le trivellazioni.

Si è dimesso Strauss-Kahn

L'ex (ormai) direttore del FMI, si è dimesso dall'incarico, e ha fatto sapere che si difenderà nel processo.
Significa che è colpevole?
No. Semplicemente che non appartiene alla specie dei politici italiani.

18 maggio 2011

Il suo canto libero

Il tutto è partito dalla domanda che mi sono posto oggi: come fa uno come Carlo Vulpio, autore del libro denuncia "Roba nostra" sulle inchieste calabresi su cui stava indagando De Magistris, candidato come indipendente nell’IdV in Europa, a lavorare con Sgarbi in TV?

Sono finito poi, sul blog del giornalista è ho trovato questo post in cui si parla di sms di minacce, dopo l'articolo del Fatto:
La segnalazione delle minacce (oltre ai numerosi insulti) nei miei confronti mi viene dal giudice Clementina Forleo, persona degnissima, che il 15 maggio scorso, alle 9:42, legge di un tale Alessio che scrive: “…attento che le prendi…”.
Ora, il blog del PQ non è come il mio, dove chiunque può scrivere qualunque cosa, anche le castronerie più castronesche. No, il blog del PQ è di quelli che filtrano, selezionano, troncano, sopiscono, omettono, cancellano. Sempre per meglio garantire la libertà di espressione, si capisce. Tanto è vero che i tenutari del blog medesimo si preoccupano di specificare che il controllo sugli interventi viene esercitato per eliminare “commenti contenenti insulti, turpiloquio, istigazione alla violenza, minacce”.
Se così stanno le cose, solo un cretino può pensare che le minacce (e gli insulti) che il giudice Forleo mi segnala abbiano attraversato per caso le maglie degli occhiuti vigilantes del blog del PQ. E’ chiaro invece che quelle minacce e quegli insulti sono stati fatti filtrare di proposito.
Credo che sia la prima volta che a un programma tv, che deve ancora andare in onda e contro il quale si è fatto di tutto affinché non andasse in onda, accada una cosa del genere: una sorta di “guerra preventiva” a colpi di notizie false e diffamatorie, in cartaceo e in formato digitale, e ora anche a colpi di minacce dirette, anonime, consapevolmente lasciate passare in rete.
Sono sicuro che adesso, per equanimità e senso di giustizia, si solleveranno magistrati come Cascini & Palamara, quelli che, assieme a un procuratore e a un gip di Bari, volevano chiudere questo blog per una presunta “diffamazione”. Sono sicuro che adesso scatterranno come un sol uomo tutti quegli altri magistrati che a queste cose tengono in modo particolare e incaricheranno la Polizia postale di identificare gli autori delle minacce e degli insulti, chiamandone a rispondere – come vuole la legge – anche il sito che li ospita, li copre e li favorisce.
Sorrido però al pensiero che questo possa realmente accadere. Come sorrido di fronte all’allungamento di quattro puntate di Annozero, in diretta, con libertà assoluta di decidere il tema e gli ospiti, senza intoppi in consiglio di amministrazione Rai, senza interruzioni del ciclo di puntate previsto, senza patemi per la retribuzione del lavoro prestato.
Esattamente come è avvenuto per il programma di cui sono autore assieme a Sgarbi… Già, proprio uguale uguale. Tanto che a volte mi chiedo: ma chi comanda davvero in Italia?

Spero che dalla redazione del Fatto, facciano sapere qualcosa di questa storia.

Gogna mediatica

Ma la gogna mediatica, le manette facili, le foto dell'arresto, il voler anticipare la sentenza, l'essere forcaioli, valgono solo se la il politico è oltreoceano, come Strauss-Kahn?

Hanno vinto tutti




In un gioco a numero chiuso come sono le elezioni, qualcuno vince, qualcuno perde.
Dalle dichiarazioni post voto invece, sembra che nessuno abbia perso.

Dai grillini, soddisfatti dei voti presi, che permetteranno loro di entrare in qualche consiglio comunale. E magari, tra qualche anno, anche di prendere qualche poltrona.
Il terzo polo si ritiene ago della bilancia, barra dritta al centro lontano dai due estremismi.
Il PDL, se si esclude Milano, Caporetto, la disfatta in Russia (e tutte le dichiarazioni di prima del voto), ha pareggiato.
Il PD è soddisfatto del nuovo vento (nonostante Napoli e Milano dove ha vinto il candidato della sinistra).
E speriamo che non riparta ora la solfa del "si vince al centro".
La Padania titola "Bologna travolgente".

Berlusconi, stranamente cauto dopo la batosta, rassicura, il governo è solido e "a Milano ce la giochiamo .Ma ci metto la faccia solo se serve".
Bossi, almeno, è stato chiaro "Se la Moratti perde anche il ballottaggio, per noi è difficile rimanere lì".
Mancano 11 giorni al ballottaggio.

17 maggio 2011

Titolo di merito


Il titolo che campeggia sull'edizione online de Il giornale:
"la sinistra estrema presenta il conto al PD: ora vuole un'opposizione più radicale".

Dovrebbe essere un titolo di merito, per un partito che vuole essere considerato il maggior partito di opposizione.

PS: ma la sinistra deve essere per forza sinistra estrema (come ha anche commentato De Bortoli)? Non può essere sinistra e basta?