28 maggio 2009

Ma come si permette

Si chiede il leader dell'opposizione: Fareste voi educare i figli da questo signore?
E scatta l'ira dei figli.
Pier Silvio: «Ma come si permette?».
Marina: «Dovrebbe vergognarsi».
Luigi: «Orgoglioso dei valori familiari»


A noi ci accompagnava a scuola il signor Vittorio Mangano ......

Piazza della Loggia: noi non dimentichiamo

"noi non dimentichiamo" era scritto sul cartellone di quanti hanno commemorato la strage di Piazza della Loggia.
Le morti, i silenzi, le coperture, l'assenza di verità e giustizia. Lo Stato che non ha saputo proteggere i suoi cittadini.

E chissà quando (se) vedremo giustizia.
All'ultima udienza del processo mancava la stenografa, ed è iniziata con 2 ore di ritardo. A giudizio un generale dei carabinieri (Francesco Delfino), un ex parlamentare Pino Rauti, e esponenti della destra neofascista Delfo Zorzi (latitante in Giappone), Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi.

Manlio Milani, associazione familiari delle vittime nell'intervista al TG3 parlava di qualcuno che ancora si muove nell'ombra, anche se in pensione ...

27 maggio 2009

Un pericolo per l'Italia

Oddio, ma cosa sta succendendo? L'Italia è in pericolo?
E chi la sta mettendo in pericolo? Il premier per i suoi comportamenti emersi dalla vicenda Noemi?
Ma come: un politico che governa (maggioranza o opposizione) dal 1994 (e che aveva forti legami con la politica anche da prima) e oggi ci accorgiamo che è un pericolo?

E quando si portava in casa un mafioso come Mangano, non era un pericolo?
Quando ha definito "turisti della democrazia" gli europarlamentari che lo criticavano, non ervamo in pericolo?
Quando ci ha mandato in guerra, in missione di pace, in Iraq e in Afghanistan, al fianco dell'amico Bush.
Quando ha appoggiato (comunque non ostacolato) la politica delle rendition (caso Abu Omar).
Quando si creava una legge per immunizzarsi dai processi, per proteggere il suo conflitto di interessi, le leggi vergogna ...

Non mi piace quello che sto vedendo: la vicenda Noemi (e non la vicenda Mills) riesce laddove non è riuscita la sinistra, i movimenti della società civile, gli intellettuali.

Io ti perdono di Elisabetta Bucciarelli


Al centro di questo noir, il concetto del perdono, secondo diverse sfumature.

Il perdono concesso in confessione per i propri peccati, al mostro che rapisce i bambini nei boschi della Val d'Aosta.
Il perdono che non si riesce a concedere a se stessi, per una sorta di presunzione o crudeltà. Come per Maria Dolores Vergani e il suo rapporto irrisolto con gli uomini che le mostrano il proprio amore.
Il perdono verso i propri padri, quelli adottivi e quelli che ti hanno abbandonato ...
Il perdono verso il male, verso chi ti ha fatto dolore.

"La soglia di sopportazione del male. Ognuno ha la sua. l'abitudine a frequentarlo, certo, rafforza. Crudeltà, cattiveria, sadismo, plagio, quante forme esistevano capaci di piegare fino a spezzare il corpo di un uomo? E ognuna doveva fare i conti con le resistenza individuali. Non tutti siamo capaci di attuare le stesse difese. Non siamo permeabili al dolore nello stesso modo. Non abbiamo la stessa consuetudine alla frequentazione del male.Maria Dolores Vergani era corazzata.
Distanza terapeutica più assuefazione alle esercitazioni demoniache. Una bella campana di acciaio che si portava dietro come il carapace di una testuggine o l'armatura di un cavaliere medioevale. Ma esistono sempre delle impercettibili fessure dove l'acqua, la sabbia e l'aria riescono a infiltrarsi. Scavare lentamente e a fondo.Smuovere e corrompere. Di quelle aveva paura".


Più che un giallo, stiamo parlando di un romanzo sociale, poichè affronta in modo anche spietato, freddo, tanti aspetti della nostra vita sociale. L'amore, la violenza, la pedofilia, il sesso, lo stupro.Il meccanismo del giallo diventa solo un tramite per raccontare della Milano piena di locali con ragazze dell'est in cerca di un maschio che le mantenga. Della trasmigrazione dei milanesi chic verso la periferia, in cerca di nuovi territori.

"Al Molly Malone si mangia tanto e bene.I milanesi upper, dopo aver battuto i night conosciuti della metropoli, hanno provvisoriamente lasciato la città in mano a extracomunitari e mandrie d'oltre cortina. Con il bermuda e il polpaccio tatuato d'estate. Con i calzoni stretti e la cmaicia nera d'autunno. I rampolli più o meno cresciuti, se ne vanno invece bel belli a colonizzare l'hinterland, lasciando traccia di sè nel cuore delle fanciulle in età da marito".

Al centro una storia di pedofilia, sui monti dove trascorreva le sue vacanze la Vergani, in Val d'Aosta: bambini che scompaiono e che rimangono marchiati per sempre dalla brutale esperienza. Maria Dolores viene richiamata dal sacerdote del paese, che le chiede di aiutarla in veste di psicologa, ma non vuole e non può raccontarle quanto ha saputo tramite confessione.

Intanto a Milano un'inchiesta che mette assieme prostituzione di ieri (un gruppo di donne tutte imparentate tra loro) sparite improvvisamente dalla circolazione, e la nuova prostituzione di oggi.Belle ragazze dell'est, a caccia di un maschio che le mantenga. Un mucchietto d'ossa risalente agli anni 70, che la porta ad una ragazza scappata da casa, dai genitori.

Su tutte queste storie lo sguardo lucido, verrebbe da dire spietato della Vergani, l'ispettore di polizia della Questura di Milano. Con i suoi problemi di cuore:
"Tanto la Vergani era in grado di comprendere gli altri, sostenerli e svelarli nelle loro malefatte, quanto era totalmente incapace di avvicinarli senza la sua professionale distanza terapeutica. E nelle faccende di cuore, quelle private, era da sempre incapace di utilizzare l'organo preposto. Che non era in mezzo alle gambe, ma al centro del cuore. Alzava barriere, creava labirinti, proponeva difficoltà".

Perchè l'indagine più difficile è quella che Dolores fa su se stessa, sul proprio rapporto irrisolto con i fidanzati, con i genitori, con gli altri. Il proprio passato e il proprio presente.Un noir intenso in cui la componente psicologica è prevalente, quasi un trattato, in cui l'autrice non risparmia nulla, non fa sconti al lettore.

"Cammina e cammina Maria Dolores, e pensa. A quel persono che non riesce a concedere agli altri. Alle parole del prete: sei ancora lontana dalla compassione e dal perdono. La verità poteva essere anche un'altra. Lui aveva perdonato. Accoglieva nel segreto della Confessione quel mostro e lo mandava via redento. Lui, mano di Dio, suo vicario, capace di rimettere i peccati, anche i peggiori. Ma lei no. E' umana, fallibile, non risolta. Convinta di cercare il bene in ognuno e invece sempre più attratta dal male".
Buona lettura!

Il link per ordinare il libro su ibs.
Il blog dedicato al libro, dove trovate altri articoli, recensioni sul libro.
Altri link: blogbookshop, angolonero, il blog di Elisabetta Bucciarelli.
Technorati:

Solidarietà tra lavoratori


Sono morti per cercare di salvare i compagni in difficoltà, i tre operai della raffineria della Saras.

Va tutto bene madama la marchesa

"Milano non è solo quello che avete mostrato .. " così commentava il sindaco di Milano le immagini mostrate dal servizio di Ruotolo e Pozzan ad Annozero.

Sulle intimidazioni mafiose, agli imprenditori che non si piegano alle richieste delle cosche.Camion bruciati, pressioni, avvertimenti.

Ogni volta che parla di mafia, si sentono le stesse risposte: la Sicilia non è solo mafia, non è questa l'immagine di Palermo, Catania, della Calabria ...


P.S.: ogni volta la stessa storia. Tutti gli ospiti berlusconiani che arrivano ad Annozero iniziano dicendo a Travaglio "lei è stato condannato, lei è stato condannato ...". Anzichè rispondere nei fatti a ciò che afferma. Lo ha fatto Lupi, la Moratti...
E' vero: ha delle condanne civili in primo grado, e due condanne penali. Come Belpietro, come Filippo Facci, come Vespa. Nessuna sentenza definitiva.

Aspettiamo per chiamarlo pregiudicato.

26 maggio 2009

I corpi lasciati indietro di Jeffery Deaver

Mi sono lasciato ingannare anch'io, dal maestro del Thriller. Pensando di trovarmi davanti la solita storia della caccia all'uomo (in questo alla donna o meglio alle donne testimoni di un duplice omicidio), nei boschi attorno al lago Mondac, Wisconsin.

E in effetto questo è vero nella prima parte del libro, la più corposa, "aprile": dalla giungla metropolitana alla foresta del nordamerica, tra larici, faggi, rovi e spine e altre piante.In mezzo ad una natura che sembra ostile e respingere gli invasori; in questo contesto si affrontano le due coppie di personaggi. Brynn la poliziotta e Michelle l'attrice , da una parte. E i due killer, Hart l'artista e Lewis il suo compare, assoldato giusto per il colpo nella villa dei Feldman.

A colpi di astuzia, di ingegno, di trappole, come una partita a scacchi, in una sfida in cui emerge la psicologia delle persone, diverse ma poi, si scopre, così uguale, scorre la prima parte. Dove matura il rapporto tra le coppie: Brynn e Michelle che scoprono lati nascosti della propria vita personale, su cui non hanno mai avuto modo di fare i conti fin a quel momento. Ma anche Hart e Brynn (il criminale e la poliziotta), che in un breve istante, hanno un confronto in cui l'uno e l'altro scoprono punti in comune del proprio carattere: la passione per il proprio lavoro, l'incapacità di dedicarsi ad una vita monotona e tranquilla ..
Non mancano i colpi di scena, dove le teorie fatte vengono ribaltate, i buoni non sono così buoni, e dietro gli omicidi ci sono ben altri moventi.

Ma tuttò ciò viene fuori nel secondo capitolo, "maggio", in cui Deaver mette in secondo piano il thriller, per dedicarsi al vero personaggio della storia, Brynn.
Che in una sua personale indagine, riesce a mettere a posto tutte le tessere del puzzle e, soprattutto, riesce a raddrizzare la barra della sua vita.
Chiudere i conti con il passato: col primo marito, da cui si era separata dopo una lite (o forse senza un vero motivo); col figlio, con cui ha avuto troppe colpe da farsi perdonare; col secondo marito Graham, con cui scopre di non aver mai voluto condividere molto della sua vita.

I corpi lasciati indietro, espressione per indicare i morti lasciati sul luogo del delitto per sviare le indagini (ma lo capirete alla fine), diventa quindi un viaggio, un occasione per poter ricominciare a duna nuova vita.

Peccato aver sacrificato troppo presto, e in malo modo, le altre due pedine della storia. Segno che Deaver intende investire molto nel personaggio Brynn, per i prossimi romanzi.

Il sito di Jeffery Deaver.
Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Technorati: Jeffery Deaver

Annozero: i soldi son desideri

Si è parlato dell'Expo a Milano, delle opere connesse, di chi le realizzerà, e di chi dovrebbe controllare finaziamenti e appalti.
Da una parte chi rassicurava sull'Expo.

Non ci sono stati ritardi, il governo ha fatto la sua parte con i soldi. Dietro l'Expo ci sono i messaggi per la lotta alla fame, per la solidarietà.
Che l'Expo è una grande vetrina per l'Italia e non possiamo perdere questa occasione.

E allora, tutte le polemiche sulla nomina per l'AD ce le siamo sognate? Per la scelta sulla sede?
Forse.

Come le polemiche su eventuali conflitti di interessi tra il presidente della Soge Bracco, ancora per poco presidente di Assolombarda, nonchè proprietaria di alcune terreni dove sorgeranno le opere.

Terreni, di proprietà dei privati (Tronchetti, gruppo Euromilano, Ligresti) per cui potrebbe essere prevista una variazione d'uso da agricolo a aree edificabili. Sarebbe un bel regalo, per le persone che qualche mese prima han salvato Alitalia.
Ma forse siamo noi ad essere troppo malfidenti: come Di Pietro che si chiedeva che c'azzeccano i palazzoni e i palazzinari con le idee dell'Expo.
L'attuale amministratore Stanca (cui nessuno ha chiesto del doppio incarico) ha dato una rassicurazione forte "faremo di tutto per evitare qualsiani collusione della mafia".

Il sindaco Moratti ricordava il premio di Trasparency per gli appalti pubblici a Milano; il fatto che comunque Milano è l'area con più alto verde (almeno a sentire Legambiente) e col più basso indice di edificabilità.
Sindaco che non si è trattenuta dal raccontare la solita bufala delle due condanne e 2 querele al dottor Travaglio .. "non sarebbe giusto parlare delle persone assenti".
Vero: allora non è il cado nemmeno di citare Ligresti, nemmeno Ferrante, il candidato sindaco finito a lavorare per la Impregilo.

Si è dimenticata di ricordare della sentenza della Corte dei Conti sulle consulenze; della bocciatura alla Commissione antimafia a Milano.

Che a Milano si sta costruendo il quartiere di City Life: 15000 abitanti per 8500 parcheggi. Un appalto affidato al costruttore Ligresti, cui è stato concesso di pagare le aree verdi al comune, anzichè realizzarle. Un affare da 2 miliardi di euro, su cui sta indagando la Corte dei Conti (Report, 2006).

E gli indici di edificabilità e sul verde persono senso se si considera tutta l'area metropolitana.Le vere domande sono due.

Primo, i soldi. ci sono, sono soldi veri, come direbbe Confindustria? Oppure sta succedendo la stessa cosa dell'Abruzzo dove pare non siano ancora arrivato nulla (come sosteneva Bersani).

Secondo: non stiamo correndo il rischio di creare una bolla speculativa a Milano, con tutte queste case, non a prezzi popolari. Case costruite non con i soldi dei costruttori, ma con la copertura delle banche (cioè con i nostri risparmi)? Siamo sicuri che le grandi opere per l'Expo servano veramente?
Technorati:

Pupi e papi


Un momentaccio, proprio un momentaccio.
A pochi giorni dalle europee, dalle amministrative.
Le bacchettate della Cei sulle politiche contri gli immigrati.
Le polemiche per le ricostruzioni in Abruzzo.
Il presidente Raffaele Lombardo in Sicilia, che azzera la giunta.
La vicenda Mills.
L'altra storia, per cui se si dovesse arrivare ad un processo per querela si stabilirà chi ha ragione.
Il fidanzato, il padre, o papi.

Peccato che l'opposizione si compatti su Noemi e non su altre faccende. Il conflitto di interessi, Alitalia, i rapporti con Mangano e Dell'Utri, le leggi ad personam, i presunti brogli del 2006, la vicenda del G8 a Genova, i pestaggi alla Diaz, le controriforme della giustizia, da dove sono venuti i primi soldi per le Holding ...

25 maggio 2009

Report: come è andata a finire?

E noi che pensavamo che le inchieste di Report non avessero poi conseguenze ..
Malfidenti: invece, almeno in qualche caso, le inchieste dei giornalisti hanno avuto seguito.

Come nel caso della moria delle Api ("Il piatto è servito").
Il ministero ha bloccato temporanemante l'uso della concia sulle piantagioni di mais. E le api tornano a stare bene. speriamo che il ministro Zaia mantenga il divieto.

Altra buona notizia, la tolleranza zero contro le spadare ("Mare nostrum").
Una truffa ai danni della comunità europea e del contribuente italiano, che ha pagato rimborsi per pescatori che continuavano ad usare le stesse reti proibite.Due pescatori sono finiti ai domiciliari, dopo il servizio andato in onda, e anche un vigile è finito sotto inchiesta.

Questione derivati ("Il banco vince sempre"): ben prima che esplodesse la crisi mondiale, Report aveva parlato del rischio degli enti locali, esposti per parecchi milioni per i mutui derivati.Come in Puglia (Merril Lynch), nelle Marche e nel Lazio (Lehmann Brothers), al comune di Milano. Le banche avrebbero caricato sul comune delle commissioni occulte.

"La versione ufficiale però è che è tutto sotto controllo, mentre invece i tassi a lungo termine si sono rialzati e questo vuol dire che per esempio i derivati della regione Piemonte sono negativi per più di 100 milioni di euro, il comune di Torino per 114 e il totale negativo è di 1 miliardo e 929 milioni, senza contare i contratti stipulati con le banche estere che arrivano a ben il 60%. Il Ministero dell’ Economia un anno fa ha detto, in attesa di un regolamento l’unica cosa che potete fare è quella di chiudere, se chiudi però i conteggi li fanno le banche, e il regolamento che dica una volta per tutte che cosa si può fare e che cosa no è ancora di là da venire."

Salvataggio Alitalia ("L'intesa"): da una parte un'azienda in liquidazione, la bad company in mano a Fantozzi.Dall'altra CAI, che stenta a decollare: voli soppressi, in ritardi, che partono senza tutti gli assistenti, in deroga alle norme.
Alitalia e Air One che sembrano due serparate in casa, anzichè una sola azienda.
E poi ci sono i creditori, come Eni, Telecom e Starbucks.
Gli azionisti e gli obbligazionisti, che addirittura ritengono di essere stati danneggiati dal decreto emesso del governo.
Hostess costrette a firmare la lettera di assunzione, senza che nessuno spiegasse bene loro che diritti perdevano.

Social card ("Poveri noi"): quanto è costata al contribuente e quanto è servità ai pensionati?Queste le risposte che l'inchiesta ha cercato di dare.

Sacconi dice: “In totale sono stati spesi 1 milione e 400 mila euro”. Come è possibile se 7 milioni di euro sono andati nelle casse dei Caf, se 2 milioni servirebbero per pagare il personale dei call center Se, come dice il sottosegretario all’economia, 1 milione e 149 mila euro sono stati spesi per l’invio delle lettere? Poi c’è il costo della carta: 1 euro e 90 ognuna. Calcolando solo quelle attivate fa 1.047 mila euro.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Poi c’è la pubblicità e una serie di altri costi. Ripeto non è detto che i nostri conti fossero esatti però una risposta ufficiale che comunichi non verità impossibili, ma quanto meno una verosimiglianza per ora non c’è. Nessuno mette in discussione la social card come strumento, la trasparenza però dovrebbe essere un diritto. Come dovrebbe esserlo il pluralismo informativo.


La vicenda di San Marino ("Il re è nero"), con il flusso di denaro verso le banche sanmarinesi:

MILENA GABANELLI IN STUDIO Quale sarebbe il problema che il denaro partito da uno sportello italiano, ma finto italiano perché controllato da San Marino, transitava su San Marino e poi ritornava in Italia lavato e detassato. Quindi non si sa se questo denaro è frutto di attività lecita oppure proviene da evasione fiscale, da nero o criminalità. Comunque giovedì scorso, il Tribunale della Libertà ha mandato ai domiciliari stretti i dirigenti arrestati il 3 maggio scorso e confermato l’impianto accusatorio. Dopo la nostra puntata invece la stampa locale titolava: “Report, il Governo convoca l’Ambasciatore Italiano”, “Indignazione del Governo: trasmissione volutamente distorta”, “Report: The Day After”, “Dal Titano con furore”. Paolo Mondani è ritornato in Romagna.

E in romagna non è stato accolto bene, dai cittadini del monte Titano, che non accettavano l'immagine data dalla trasmissione.

Infine, il monopolio televisivo, raccontato in "Modulazione di frequenze". Si è parlato della procedura di infrazione europea, chiusa secondo il governo, in realtà ancora aperta finchè non si ottempererà alle richieste europee e alle promesse fatte.
Peccato che le nuove licenze multiplex (legate al passaggio al digitale terrestre) siano state assegnate senza gara:

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Le nuove 5 reti multiplex saranno assegnate senza un’asta, ma con il sistema Beauty Contest, il riferimento è ai concorsi di bellezza, la giuria è nominata dal Ministero.
PAOLO GENTILONI – MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI 2006-2008
Insomma parliamoci chiaro, noi siamo un governo il cui Presidente del Consiglio e’ il proprietario della nostra maggiore azienda televisiva. E’ normale che sia questo governo ad assegnare le frequenze senza un’asta? C’e’ un rischio di discrezionalità totale nelle offerte in cui non girano offerte economiche.
BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
La delibera dell’Autorità indica un tetto di 5 multiplex per un solo proprietario, ma poi permette di aggiungerne un altro per la tv sul telefonino.


Ma i nuovi canali garantiranno finalmente un maggiore pluralismo informativo?

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Il digitale è al nastro di partenza, ci saranno più di 100 canali che trasmetteranno su 21 multiplex nazionali così distribuiti.
STEFANO MANNONI – COMMISSARIO AGCOM
Quattro a Rai, 4 a Mediaset, 3 a Telecom Italia, 2 a gruppo Espresso, 1 a D Free che e’ Tarak Ben Ammar, 1 a Tele Capri e 1 a Centro Europa 7. Siamo a 16, a cui deve aggiungere le 5 che vengono messe a gara e si arriva a 21.
BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
Attualmente i multiplex sono 16, ognuno ha una capacità di 5-6 canali, definiti tecnicamente programmi. La legge Gasparri dice che un unico soggetto non può superare il 20% dei programmi complessivi. Altro Consumo ha fatto un conteggio e ha denunciato all’Agcom, che RTI- Mediaset supera questo limite, ha 14 canali su 47, cioè il 29,7%.

Insomma, il rischio è che vedremo sempre i soliti contenuti. E poi ci chiadiamo perchè siamo stati retrocessi da Freedom House ..

Sono i cittadini a chiedere chiarezza

La reazione della stampa estera (tutti coinvolti nel complotto, una sorta di Spectre italiana?).
L'editoriale di Don Sciortino, riporato da Repubblica
"Sono i cittadini, gli elettori a chiedere chiarezza".
L'intervista al papà su Il mattino, che minaccia querele.

Libero parla di sinistra che si indigna per finta, per attaccare il cavaliere. Un gran casino per nulla ...

Eppure le immagini e le parole del family day ce le ricordiamo. Sui valori cristiani:

17.30 - "Sono qui per sostenere questa manifestazione in difesa della famiglia. Ero indeciso se esserci, non volevo che fosse strumentalizzata una mia presenza. Bisogna denunciare l'attacco alla Chiesa che viene da molte parti, da chi vorrebbe limitare la libertà della Chiesa", ha detto ancora Berlusconi.


16.40 - Prima di arrivare a piazza San Giovanni per il Family Day, Silvio Berlusconi ha criticato i cosiddetti "cattolici di sinistra". "Sono in una contraddizione insuperabile. Non si può essere allo stesso tempo cattolici, e come tali riguardosi della dottrina della Chiesa e dei suoi insegnamenti su varie questioni, e stare invece con chi è frontalmente dall'altra parte", ha detto.


Spero che su questa storia si faccia chiarezza, tra le varie versioni ....
Perchè non ne vorrei più parlare. Grazie.


Il rapporto Caio sulla rete


Sta girando in rete il rapporto che traccia lo sviluppo della rete internet: il rapporto Caio, di cui parla Mantellini su Punto Informatico e anche qui.

Il rapporto disegna il futuro della rete, il ruolo delle TLC e del governo.
In un intervista su Repubblica,
l'AD di Telecom disse:
Dottor Bernabè qualè il pericolo dell'avanzata nel mercato di Google e Apple per una società come Telecom Italia?

«Il pericolo potenziale è che il ruolo di una società di tlc possa ridursi a mero trasportatore di dati con i servizi che invece vengono erogati da altri soggetti, a cui spetterebbero anche i succosi ricavi che ne derivano».

Che è proprio l'esatto contrario di quello che vorremmo noi utenti. Servizi separati dal carrier.
Sarà bene vigilare su quanto succederà alla rete Internet, qui in Italia. Visti i conflitti di interesse esistenti nella televisione, sui giornali.
La Class action non retroattiva che stenta ad arrivare.
Visti i troppi interessi economici dietro la nuova rete:
L'obiettivo è, manco a dirlo, il superamento degli interessi pur leciti ma personali delle singole aziende in favore di un interesse generale: l'intervento pubblico, per una infrastruttura in comune ai vari player, è possibile e concorrerebbe ad un totale di circa 10 miliardi di euro in 5 anni. Al termine ci sarebbero 10 milioni di famiglie italiane servite da fibra e banda larga per davvero, e chi avesse deciso di investire potrebbe trovarsi con un ROI compreso nell'interessante forchetta del 11-16 per cento in 10 anni. Per le altre ipotesi il costo è inferiore, ma così pure i ritorni dell'investimento.

Il tutto, lo ribadisce in conclusione lo stesso Caio, dipende essenzialmente dalle decisioni che prenderà il Governo: occorrerà "Definire l'obbiettivo strategico per l'infrastruttura digitale in Italia", quale sia il "Livello di ambizione nel contesto internazionale", quale la "Priorità relativa del processo" e soprattutto quali i "Fondi disponibili". Quel che appare certo è che oggi l'Italia è in ritardo, e un'accelerazione in questo settore è quanto meno necessaria se si vuole riuscire a tenere il passo dei migliori in Europa e nel mondo.

Mauro Rostagno: La vera rivoluzione è qui

L'ultima lettera di Mauro Rostagno scritta a Renato Curcio (citata dal libro di Bolzoni, D'Avanzo):
Ho cominciato a mandare le telecamere tra la gente, farla parlare, ho fatto un gran casino sull'acqua (che manca ed è inquinata), sulla monnezza (le città sporche, i traffici loschi della nettezza urbana), sulle case popolari, sulle scuole antigieniche e carenti, sui palazzi di giustizia lasciati deserti di sostituti procuratori, soprattutto sulla sanità pubblica.
Si getta alle spalle il lungo sonno agitato, i lacci e le catene. L'unica cosa che rimane delle sue molte vite, felici e agre, è il meglio che Mauro ha: l'insopprimibile desiderio di vivere.
E questo desiderio la natura, lo stile del suo modo di fare giornalismo.Non gli interessa la cronaca, che informa ma non fa conoscere. Vuole comunicare la vita.

Ho scelto di non fare televisione seduto dietro a una scrivania, ma in mezzo alla gente, con un microfono in pugno, mentre i fatti succedono.

Sociologicamente si chiama "primato dell'esistenziale sul teorico": e già questo, a Trapani, è profondamente antimafioso. Mauro, che ha sempre voluto sfuggire alla prigionia della coerenza, avverte che questo lavoro è coerente con la sua vita passata e le idee che ha coltivato.
Vede la sottile trama che annoda i nuovi giorni, la nuova fatica, alle speranze di un tempo.

La vera rivoluzione è qui a Trapani.
Le tensioni che mi sentivo dentro nel Sessantotto culturalmente possedevano già un vestito, la rivoluzione.

E avevano pure una biancheria intima, l'ideologia marxista.Tutto il movimento di quegli anni è stato una grande emersione del nuovo che si vestiva di vecchio.Non siamo neppure riusciti a inventarci un linguaggio: usavamo parole antiche, terrificanti, inutili. Adesso, questa cosa non la chiamo più rivoluzione, non ci vedo più alcun rapporto col marxismo.

Però la vivo come una sfida molto più impegnativa: è la vita, il diritto di vivere.E la lotta alla mafia esprime la stessa identica esigenza di un tempo: la gioia di vivere. è un altro Mauro o è sempre lo stesso? Chissà.

In quei mesi scrive ancora a Curcio:
Ah, Renato, che veloce la vita e quanto lenta.
Adesso leggo furiosamente libri tutti diversi da prima.

Il maxiprocesso, la mafia. Soprattutto leggo sentenze-ordinanze, scritte da magistrati nelle istruttorie di processi di mafia e di malaffare.
Cerco di capire, ricostruire, decifrare.
Cosa Nostra, le commissioni, i soldati, gli uomini d'onore, i politici, gli affari, gli appalti, le tangenti ... i Trapanesi, le connessioni coi Catanesi, i Minore, i Cavalieri del lavoro, Santapaola, Liggio, Agate.

Di Rostagno e del suo omicidio ne ha parlato Blu notte nella puntata "Trapani, coppole e colletti bianchi"

Frost Nixon : l'importanza di una immagine

La storia dell'intervista che il conduttore David Frost ottenne dall'ex presidente Nixon, dopo le dimissioni da presidente per la vicenda Watergate.

Un'intervista milionaria, in quattro sedute.Nelle prime, Nixon riuscì a mettere sotto il giornalista, sfruttando la sua parlantina, sviando il discorso su temi di politica estera.

Ma nell'ultima parte, Frost riuscì dove altri giornalisti, giudici, politici non erano riusciti.Riuscì a mettere alle corde il presidente e a fargli provare vergogna per quello che aveva fatto.

James Reston, Jr. (uno dei giornalisti che costruì l'intervista):
"You know the first and greatest sin of the deception of television is that it simplifies; it diminishes great, complex ideas, trenches of time; whole careers become reduced to a single snapshot. At first I couldn't understand why Bob Zelnick was quite as euphoric as he was after the interviews, or why John Birt felt moved to strip naked and rush into the ocean to celebrate. But that was before I really understood the reductive power of the close-up, because David had succeeded on that final day, in getting for a fleeting moment what no investigative journalist, no state prosecutor, no judiciary committee or political enemy had managed to get; Richard Nixon's face swollen and ravaged by loneliness, self-loathing and defeat. The rest of the project and its failings would not only be forgotten, they would totally cease to exist. "

Quell'immagine, delle telecamere sul suo volto, fecero il giro del mondo.
Richard Nixon:
"I let them down. I let down my friends, I let down my country, and worst of all I let down our system of government, and the dreams of all those young people that ought to get into government but now they think; 'Oh it's all too corrupt and the rest'. Yeah... I let the American people down. And I'm gonna have to carry that burden with me for the rest of my life. My political life is over. "

Il sito del film in Italiano e su imdb.

24 maggio 2009

Come il cavaliere comanda

Avrei voluto scrivere "come Dio comanda" come il libro di Ammaniti, ma poi ho pensato "non nominare ..".
Brutto rendersi conti di aver avuto ragione, io l'avevo detto ben prima.
Tutto quanto sta succedendo in questi giorni, e quanto già avvenuto nei mesi passati, si inserisce in un quadro a me chiaro.
Primo, l'elezione e la campagna elettorale fatta puntando sui soliti clichè: sicurezza, un nemico esterno, l'uomo forte al comando. l'uomo in cui riconoscersi, non colto, ma potente. Attorniato da una corte riverente.
L'uomo capace di risolvere i problemi degli italiani, con piglio feroce, non importa come.
Non importa che fine hanno fatto la monnezza in Campania. Chi sta dietro la cordata di Alitalia. Dei conflitti di interesse.
Chi ha causato a crisi. L'importante è agire: a parole, a spot, con frasi forti, ad effetto.

Poi ti rendi immune da problemi giudiziari. Col Lodo, imposto a colpi di ricatti (i 20000 processi bloccati ..).

Poi inizi una feroce campagna contro i nemici: magistratura (contro cui si agita la riforma della giustizia, che diminuirebbe i loro poteri, limiterebbe la loro autonomia), informazione (quella rimasta), l'opposizione.
Poi fai passare le leggi "di regime", coprendole con motivazioni riguardanti la sicurezza. Leggi che colpiscono la libertà di informazione (non si possono pubblicare atti giudiziari, intercettazioni), smontano il ruolo delle forze di polizia (con le ronde). Umiliano al ruolo di delatori medici e presidi.

Dalle leggi che irrobustiscono i poteri, si passa poi alla demolizione dei pesi e contrappesi della nostra democrazia: questo avviene tramite tanti piccoli attacchi. Dal caso Englaro, le polemiche sul rapporto con la ragazza che lo chiama "Papi", la polizia mandata contro gli studenti dell'onda.
L'unica opposizione è quella che inciucia?
Ed ecco l'ultimo colpo: diminuire i parlamentari (già qualche mese fa ci aveva provato, con la proposta di far votare solo i capigruppo). Una sorta di Aventino senza Aventino.
Una legge di iniziativa popolare, dice, facendo credere che lui fa solo la volotà del popolo.
Poco importa delle tensioni sociali (cui ha pure parlato Confidustria, per poi applaudire agli attacchi ai magistrati). Il Cavaliere saprà sfruttare le tensioni, dei lavoratori licenziati, degli studenti, di tutti quanti stanno sprofondando nelle fasce a rischio, per rinforzare il suo potere.

Per arrivare ad una democrazia presidenziale, forte. Dove chi comanda ha potere su tutto.
Potere giudiziario, forze di polizia, Parlamento (pletorico)e indirettamente su tutte le caste e baronie di italiopoli.
Università, enti locali, regioni, comuni.

Perchè gli italiani lo hanno votato, con una sorta di delega in bianco che lo emenda ,da tutti i peccati del mondo, ha il gradimento altissimo, non intaccato da sentenze e scandali. Agli italiani piace così. C'è addirittura chi lo vorrebbe insignito del nobel: lui che ha dato dell'eroe al mafioso Mangano. Che è stato assolto per insufficienza di prove, perchè il fatto non costituisce più reato, per prescrizione ...

Stasera Report dedica la puntata a illustrarci "Come è andata a finire".

Come sono andati a finire le soluzioni Alitalia, la questione dei derivati (che in parte ha causato la crisi), le frequenze Rai e Mediaset. Giusto per capire se, oltre ai problemi suoi, il cavaliere ha risolto veramente anche i nostri.

PS: il giudice Gandus, nel 2005, assolse Formigoni, accusato di corruzione e abuso d'ufficio. Nel processo era coinvolto anche il cavaliere, che scaricò le responsabilità sul fratello Paolo, che patteggiò con 52 milioni di multa.
La Gandus è dunque nemica quando condanna e non lo è quando assolve o consente al patteggiamento.

Ieri sera, Cornacchione a Che tempo che fa, nel suo sketch, di candidato italiano alle europee, ripeteva a Londra gli spot, gli slogan, le frasi usati dai berlusconiani in Italia.
Meno stato, più condoni, via gli immigrati. E' stato preso, quando andava bene, per un comito dei Monthy Phyton. Quando andava male per un mafioso italiano. "Tornatene in Italia!".
Ma li siamo in Inghilterra.




Italia Anno zero









Italia Anno Zero




Marco Travaglio





Vauro





Beatrice Borromeo





Dal 2006 al 2009 la storia in presa diretta attraverso gli interventi di Marco Travaglio, le vignette di Vauro e le testimonianze dei giovani intervistati da Beatrice Borromeo.



Vi consiglio questo libro




Finalmente, eravamo in tanti ad aspettarlo: un libro che raccogliesse tutti gli interventi di Marco Travaglio (Posta prioritaria, arrivano i mostri..), le vignette di Vauro, i giovani intervistati da Beatrice Borromeo nel corso delle tre edizioni (fin'ora, ma non è mai detto) di Annozero.
La trasmissione di Michele Santoro che è riuscita a scontentare la sinistra mentre il governava il centrosinistra di Prodi e il centrodestra del sempreverde Berlusconi (i governi Berlusconi III, IV verrano nominati dagli storici come le dinastie dei fartaoni).
Testimonianza di un giornalismo scomodo, capace di stare con la schiena dritta, di non guardare in faccia a nessuno e di riuscire quasi sempre nel suo compito.
Che è quello di cane da guardia della politica.

Mastella ministro della giustizia? E Vauro lo ritrae come Madre Teresa; stesso trattamento poco riguardoso riservato al ministro Amato (ex Tesoriere di Craxi riscoperto giustizialista) e a D'Alema sponsor dei capitani coraggiosi della prima scalata di Telecom (in debito) e invischiato nell'inchiesta dei furbetti del quartierino.

Ma c'è anche spazio per i conflitti di interessi del presidente del Consiglio; per tutti i condannati, indagati, pregiudicati in Parlamento, reduci da prima e seconda repubblica, che sono stati sbertucciati dal V-Day di Grillo.
In quale altra trasmissione sono stati mostrati gli spezzoni delle due giornate organizzate per pulire il Parlamento e per l'informazione libera (senza contributi di stato)?

In questo libro c'è modo di ritornare su tutte le inchieste, gli approfondimenti fatti ad Annozero: la mafia, la crisi, la vicenda Alitalia, l'indulto extra large che non è servito a liberare le carceri, le periferie delle grandi città. Una specie di nodo al fazzoletto, per coloro che non intendono dimenticare chi sono, chi erano, cosa hanno fatto i nostri governanti.

Ad Annozero, e in poche altre tramissioni si è raccontato di chi fossero i Geronzi, i Tronchetti, i Colaninno. Ad Annozero sono state raccontato in modo sufficientemente chiaro per farsene una opinione le inchieste Why Not, le scalate dell'estate del 2005, i furbetti del quartierino, il vero dossieraggio Telecom (e il Sismi di Pollari) e il presunto dossieraggio di Gioacchino Genchi.
Gli attacchi ai magistrati (Forleo e De Magistris, che in questa trasmissione hanno potuto almeno parlare).

Può non piacere la trasmissione Annozero, che qualche critico televisivo ha definito "vecchia" secondo uno stile ammuffito.
Ma almeno ha il merito di far discutere, senza nascondersi dietro nessun politico, nessun partito, nessun potente.
E di questi giorni vuol dire tanto.
Nel blog potete trovare i post sulle puntate trasmesse qui.
Inchieste, video, e tutto il resto, lo trovate sul sito della trasmissione.


P.S. non poteva mancare, a fine libro, la serie "casa Rutelli" di Vauro.

Il link per ordinare il libro su ibs.
Il post sul blog dell'editore Chiarelettere.
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23 maggio 2009

Eroi di Stato : Giovanni Falcone


“Fortunato il paese che non ha bisogni di eroi”.
Bertold Brecht

E noi, parafrasando Brecht, non siamo un paese fortunato. Sfortunati e senza memoria. E' il caso, allora, di ricordare i nostri eroi. Tanto vituperati da vivi, tanto celebrati da morti.
Sono convinto che, molte delle persone che partecipano commosse alle celebrazioni (Moro, Falcone, Borsellino, D'Antona), siano lì solo per verificare che siano veramente morte.

Leggetevi il libro di Giommaria Monti "Falcone e Borsellino. La calunnia il tradimento e la tragedia".

Iniziamo da Giovanni Falcone. Ucciso dalla mafia con 500 kg di tritolo a Capaci.
".. ti ricordi u carruzzere vicinu unni aspittai ddocu, ddocu a Capaci unni ci fici l’attentatuni, avia l’officina " è la frase intercettata dalla squadra della Dia che si mise sulle tracce dei killer, che portò ad una svolta delle indagini.

Da quella gli investigatori si resero conto che le persone che stanno pedinando sono effettivamente coinvolte nella strage.
Nino Gioè e Gioacchino La Barbera. Che portarono poi a Brusca e a Totò Riina.

La mafia dei corleonesi, che con Falcone aveva un conto aperto. Un conto aperto quando decise che la mafia andava combattuta, senza compromessi, accordi.

Ricordiamolo con due celebri frasi:
"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere."

"La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine."

Verrà un giorno in cui diremo "c'era una volta la mafia".
Technorati: Giovanni Falcone

22 maggio 2009

Il cemento della vergogna

Un viadotto della Caltanisetta-Gela è parzialmente crollato. Sfiorata la strage.
Come era stato costruito quel viadotto? Con che cemento?

La Calcestruzzi-Spa (già sotto indagine dalla procura di Caltanisetta per la storia del cemento truccato) ha precisato che non c'entra.
Appresa la notizia, molti hanno pensato alle recenti vicende del cemento impoverito, lo scandalo che ha coinvolto la Calcestruzzi spa e che proprio a Gela interessa il palazzo di giustizia e la diga foranea, oltre a un tratto di strada della Gela-Licata. Ma l'azienda Lombarda nel pomeriggio ha precisato di non aver effettuato forniture per la realizzazione della Statale 626.
Intanto, il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dice che "quanto accaduto è gravissimo. Non è accettabile che un'opera inaugurata solo nel 2006 possa subire una crisi strutturale così dirompente. E' mia intenzione verificare la possibilità di nominare un commissario".


E il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, parla di "vergogna inaccettabile. D'altra parte - dice - lo scandalo del calcestruzzo interessa in lungo e in largo la penisola, da Caltanissetta, da dove è partita l'inchiesta nei confronti della Calcestruzzi spa, sino all'Abruzzo".

L'autostrada era stata inaugurata dall'allora presidente Cuffaro nel 2006:
Ed a tal proposito il presidente della Regione Cuffaro è stato molto esplicito quando ha affermato di “avere messo tra i suoi impegni il completamento della Caltanissetta-Gela con una tangenziale”.

Il presidente risponde al comico

Qui la risposta di Napolitano al comico Grillo. Le cinque domande sul Lodo Alfano.
Perchè queste domande l ha fatte un comico e non un politico?
Perchè un comico e non un giornalista?

Giorgio Napolitano ha firmato il lodo Alfano perché la legge rispondeva alle condizioni poste dalla Corte Costituzionale nel 2004. Quella sentenza è stata il «punto di riferimento» seguito da Napolitano e la sussistenza delle condizioni indicate dalla Consulta è stata «la bussola» seguita dal presidente. Il Quirinale ha risposto così alle cinque domande sul perché della firma del lodo Alfano da parte del Quirinale, formulate da Beppe Grillo nel suo blog. La risposta, affidata al capo ufficio stampa Pasquale Cascella, precisa che l'ordinamento non prevede che il Quirinale possa chiedere alcun «parere preventivo» alla Corte, alla quale invece è demandato comunque «il controllo ultimo di legittimità delle leggi».

Annozero Lo lasciamo lavorare?

Puntata in cui si è voluto mettere troppa carne al fuoco (riflesso anche delle cronache giudiziarie) con l'effetto di non dare nessun messaggio significativo agli spettatori.
Le motivazioni della sentenza Mills, l'attacco ai giudici, il parlamento "pletorico" da sfoltire (strano, sotto le elezioni) ..L'informazione pilotata, in mano ai grandi partiti, per cui il 97% degli italiani non è conoscenza della lista Pannella Bonino.Il solito Pannella costretto al digiuno, e il presidente della repubblica che si è fatto, in questo caso, garante della Costituzione.
E mentre da una parte abbiamo assistito al solito scontro pro o contro Berlusconi (con Maurizio Lupi nelle vesti del difensore), dall'altra la crisi galoppa. Almeno per qualcuno, trasformandosi spesso in uno scontro tra poveri.
Le aziende in crisi devono sfoltire il personale, come la Global Garden, e lasciano a casa proprio gli immigrati nordafricani precari.
Gente che aspetta il permesso di soggiorno della moglie da anni e che lavora in Italia dal 1992.

Un razzismo tra gli ultimi, acuito dalla crisi, e dalle strumentalizzazioni politiche. Non ultime quelle che hanno introdotto ronde, medici spia e professori spia.
Quali le risposte della politica alla crisi? Una riforma del processo civile (forse) e quello penale. Separazione delle carriere, intercettazioni e lodo Alfano. Mica tutti i lavoratori possono entrare in politica?

In studio è stata tirata fuori la vicenda del povero Mastella, indagato con la moglie da un magistrato che oggi entra in politica.
Poverino: a parte che De Magistris indagava anche su altri, e poi il rinvio a giudizio è arrivato dalla procura di Napoli.

Le solite storie: Berlusconi sempre assolto, 900 giudici si sono accaniti su di lui, i suoi problemi sono cominciati con l'ingresso in politica ...E la storia della P2, con l'amnistia nel 1990?

Veniamo alla crisi.
Marchionne è andato in Germania e si incontrato con i governatori dei Land, con la Merkel e, notizia di oggi, pare non abbia convinto i tedeschi, sulla acquisizione di Opel.

In Italia ci dobbiamo fidare sulla parola.
E, nel frattempo, un'azienda come la Guzzi rischia la chiusura. Guzzi di proprietà del patriota Colaninno.
La Confindustria chiede al governo di fare le riforme, di avere coraggio, e il presidente risponde attaccando i magistrati e tirando fuori (proprio lui) la casta. E le tasse aumentate alle imprese? Silenzio.
Siamo proprio sicuri che dobbiamo lasciarlo lavorare?
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