21 ottobre 2015

Non in senso lato

Dopo l'assemblea sindacale che aveva suscitato lo scandalo nazionale, il sottosegretario Barracciu aveva detto, via twitter: 
"Ass sindacale che danneggia centinaia di turisti paganti che dedicano 1 giorno di ferie al #Colosseo e decine di guide turistiche è 1 reato!"

Si era poi giustificata dicendo che intendeva reato in senso lato.
Giusto per far chiarezza, l'assemblea sindacale non è reato nemmeno in senso lato. Il reato per cui lei andrà a processo è invece presunto e riguarda le spese pazze in regione.

All'incontrario

Notizie dal paese.



Pensionato spara ad un ladro (mentre sta rubando in casa) e lo uccide. Sarebbe solo l'ennesimo fatto di cronaca, se per il fatto che alla sera, sotto la sua casa , si raduna una folla che esprime solidarietà, cantando pure l'inno d'Italia. I nuovi eroi dell'Italia.

A Bologna il comune sgombera il palazzo ex Telecom, mandando per strada famiglie con bambini. La legalità prima di tutto.
In Campania stiamo attendendo il prezzo da pagare all'alleato Verdini sui condoni.
La legalità prima di tutto.

Sul limite del contante si sfiora il grottesco: cosa è cambiato, nella lotta all'evasione, nel costume degli italiani, della classe politica e dirigente, da quando Monti abbassò la soglia a mille euro?
Mica possiamo criminalizzare i professionisti e gli artigiani, ti dicono. Non possiamo togliere a tutti il diritto di spendere in contanti quello che vogliono. Il diritto ad essere liberali prima di tutto.

Stesso ragionamento per l'Imu sulle ville: prima la linea era "via la tassa per tutti", giustificandosi ipocritamente con "ma che te ne importa se i ricchi pagano di meno? Ti disturba qualcosa?".
Ora il dietro front.
Come sui contanti.

Come con Marino. Si è rotto il rapporto con la città, spiegava Renzi a Che tempo che fa.
La città o il partito democratico? Che sta facendo di tutto per far dimettere il suo sindaco.
Il pasticciaccio brutto di piazza del Campidoglio è la degna conclusione di un paese che vive all'incontrario.  
Dove si racconta che chi evade il canone compie un reato.
Come chi occupa le case.
Come chi avrebbe mangiato a scrocco usando la carta di credito del comune.
Come un altro sindaco che poi ha fatto carriera.

PS: in tema con questi argomenti
- Milena Gabanelli e il contante a 3000 euro
- l bonus pistola di Buonanno
- il caso Marino e la trasparenza (che fa paura)

20 ottobre 2015

Sott'acqua

La Campania è sott'acqua, specie nel Sannio. Mentre il presidente della regione va a visitare Expo portandosi dietro uno stuolo di giornalisti per una spesa di 18mila euro.
La Liguria ha appena ricordato l'alluvione del 2014: domenica Report è andata a vedere a che punto stanno i lavori sul Bisagno. Per scoprire, nella sorpresa del sindaco Doria, che stanno costruendo un parcheggio sotterraneo a fianco del fiume.
Ma senza cemento non c'è sviluppo, spiega il neo governatore Toti. E dunque cari liguri, altre colate, purtroppo, altre alluvioni.

Purtroppo il paese è anche questo: e quando fai presente queste situazioni ti senti pure rispondere dal renziano di turno che è colpa di Pastorino che ha fatto perdere la Paita .. che rischia di finire sotto processo per l'alluvione dell'anno scorso.

Capite che di fronte a questi episodi (le inondazioni, le morti, i soldi spesi per le emergenze) le parole di De Luca, pur SBAGLIATE, devono essere ricollocate nella giusta dimensione?
Perché è giusto opporsi al TAV, ma non c'è bisogno di tirare in ballo sabotaggi o altro.
Basta mettere nero su bianco i costi,i tempi dei lavori, l'inutilità dell'opera. Soldi spesi in Val di Susa che non possono essere impiegati in Campania o in Liguria.

Intanto registriamo, nel paese del segno più, che ha ingranato dopo le riforme, l'avviso di garanzia a Visco, l'inchiesta della DDA di Catanzaro che coinvolge un consigliere regionale calabrese, il processo per mafia capitale che parte ...

A prescindere

L'ennesima battuta al veleno contro la (presunta) opposizione interna: "Non è una novità: c'è ormai una parte del Pd che, come direbbe Totò, si oppone a prescindere. Contesteranno anche il colore delle mie cravatte".

Peccato che questa minoranza stia facendo opposizione su una manovra finanziaria che non esiste, almeno formalmente.
La legge obbliga il governo a presentare alle Camere la legge di stabilità entro il 15 ottobre: siccome i tecnici del ministero del Tesoro stanno ancora lavorando sul testo (come ha detto lo stesso ministro Padoan), è lecito chiedersi cosa abbiano votato i ministri al CDM.
Saremmo ancora una repubblica parlamentare, dove le leggi le approva il Parlamento: forse dopo la grande riforma potremmo anche decidere che le leggi si annunciano via twitter e poi si cambiano con comodo.

C'è un altro aspetto da sottolineare: le riforme fatte passare (o che passeranno) riguardano aspetti su cui la stessa maggioranza aveva idee diverse nel passato.
A cominciare dall'abolizione dell'Imu/Ici (ora Tasi):

Nicodemo via Twitter
"Grazie a Letta approvato il primo punto del programma elettorale del PD: via l'IMU. O era quello del PDL? #whatdifferencedoesitmake?" 

Renzi: "Intervenire sull'Imu è una cambiale che si paga all'accordo con Berlusconi".

Stesso discorso per l'innalzamento della soglia del contante (ora alzato a 3000 euro per rilanciare i consumi e per facilitare il nero):
Nel 2014 alcuni deputati del PD aderirono ad una proposta di legge, la numero 1928 per la limitazione dell'uso del contante a 500 euro e la promozione di strumenti di pagamento elettronici, a prima firma on. Boccadutri (allora di SEL, poi passato al PD). Tra i deputati del PD firmatari c'erano Ettore Rosato (attuale presidente del gruppo PD alla Camera dei deputati) e Marco Causi (dimissionario vice sindaco di Roma, ma soprattutto da sempre riferimento del PD in Commissione Finanze della Camera).
Tra le motivazioni scritte nella premessa del testo della proposta si legge: "Molti sono inoltre i dati che confermano una correlazione tra l'uso del contante e l'evasione fiscale. Secondo una ricerca dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI) attraverso un maggiore utilizzo delle carte di pagamento -bancomat, carte di credito, carte prepagate - si potrebbero recuperare fino a 40 miliardi di euro, pari a 2 punti di PIL, sottraendoli all'economia sommersa".

Ora che hanno espresso la loro contrarietà ai 3000 euro sia Cantone che il procuratore Roberti, cosa dirà Renzi? Darà dei gufi (a prescindere) anche a loro?

La realtà è che, semplicemente, stanno passando dei vecchi cavalli di battaglia del centrodestra berlusconiano: l'articolo 18, la discussione per il ponte di Messina, la contrattazione collettiva, le intercettazioni (l'uso e la pubblicazione), il falso in bilancio col buco.

E dunque non è opposizione a prescindere, ma si chiama coerenza.

19 ottobre 2015

Servitori dello Stato - Sergio Rizzo sui giudici dai doppi incarichi

Cosa frena la crescita del paese?
La burocrazia, si dice. I lacci e lacciuoli, i contratti nazionali, i sindacati. I magistrati che fanno troppe ferie.
O forse anche situazioni come quelle che racconta oggi sul corriere Sergio Rizzo: giudici che svolgono le due parti in commedia, per lo Stato e contro lo Stato
ll caso di un ex giudice costituzionale che difende in una causa contro l’amministrazione pubblica un costruttore già condannato per truffa aggravata. Motivi di opportunità avrebbero sconsigliato anche a certi magistrati di promuovere un ricorso per non andare in pensione a 70 anni. 

Può un ex giudice costituzionale patrocinare in una causa contro lo Stato un signore già condannato per truffa aggravata ai danni del medesimo Stato e salvato dalla pena definitiva grazie alla prescrizione? Certo che sì. Non c’è una legge, non un regolamento, ma neppure una circolare che lo impedisca. Ma che una cosa del genere lasci un sapore buono in bocca non si può proprio dire.Il fatto è che non riusciamo proprio ad abituarci all’idea che in questo Paese chi ha servito lo Stato, e magari lo serve ancora, possa a un certo punto schierarsi contro lo Stato. E questo, si badi bene, indipendentemente dal livello dell’incarico pubblico ricoperto.Il caso al quale ci siamo riferiti è quello del contenzioso miliardario che oppone l’ex costruttore Edoardo Longarini allo Stato italiano. Dell’incredibile vicenda si è occupato ripetutamente il Corriere e ha riferito il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio il 14 ottobre alla Camera. Già concessionario dei lavori per la ricostruzione di Ancona, quindi di Macerata e Ariano Irpino, Longarini è incorso in una condanna per truffa allo Stato, poi come detto prescritta, nonché in una ulteriore sanzione della Corte dei conti. Ciò non ha impedito che un arbitrato rocambolesco imponesse allo Stato di versare a Longarini, che già aveva intascato 250 milioni di euro pubblici, la sbalorditiva cifra di 1,2 miliardi. Ebbene, nel ricorso intentato dal ministero delle Infrastrutture per evitare quello sciagurato salasso, Longarini si avvale del patrocinio dell’ex giudice della Consulta Romano Vaccarella. L’avvocato di Longarini venne nominato dal Parlamento alla suprema corte nell’aprile 2002 con 583 voti: praticamente un plebiscito. Cinque anni più tardi si dimise in polemica con il governo di Romano Prodi sul referendum elettorale. Fu una questione di principio e di coerenza.Vaccarella esercita la professione di avvocato. Il suo mestiere è difendere qualcuno. Ma un avvocato può sempre scegliere chi difendere, magari proprio per coerenza. Tanto più che in casi come questi la scelta ha risvolti che vanno ben oltre le questioni puramente professionali. Ci si dovrebbe per esempio domandare se sia opportuno, per un avvocato che ha ricoperto un così alto incarico pubblico, prendere come ha fatto sempre Vaccarella le parti in una causa civile contro la Regione Lazio dei 77 ex consiglieri regionali che contestano un taglietto ai loro ricchi vitalizi.Già, l’opportunità. Purtroppo la domanda circa l’opportunità di una determinata scelta, in un Paese nel quale l’interesse pubblico passa frequentemente in secondo piano, sono assai rare. Tranquillizziamo Vaccarella: il suo caso non è affatto isolato. Certi avvocati dello Stato o certi magistrati amministrativi che intervengono come arbitri (retribuiti al pari di professionisti privati) nelle controversie fra imprese e pubblica amministrazione, e poi danno regolarmente torto allo Stato che paga loro lo stipendio, difficilmente quell’interrogativo se lo sono mai posto. Così come quegli altissimi esponenti dell’avvocatura che hanno fatto ricorso al Tar contro la decisione del governo di mandarli in pensione all’età di settant’anni. O quei magistrati che hanno promosso un giudizio alla Corte costituzionale contestano il taglio delle loro buste paga.Per non parlare di ciò che si verifica nei livelli più bassi degli uffici pubblici. Dove le storie di pezzi dell’amministrazione che assumono decisioni apparentemente contraddittorie con l’interesse pubblico sono all’ordine del giorno. Qualche settimana fa, mentre era in preparazione la legge di Stabilità, l’ipotesi avanzata dal governo di dare una sforbiciatina all’aggio dei concessionari del gioco d’azzardo, che avrebbe fatto risparmiare alle casse pubbliche un centinaio di milioni, è stata bocciata da non si sa quali tecnici delle Finanze con alcune acrobazie di tipo giuridico che abbiamo fatto sinceramente fatica a capire.Il fatto è che la crisi in cui versa la nostra pubblica amministrazione è anche il riflesso delle cattive abitudini di una burocrazia che troppo spesso recita due parti in commedia. E che questa sia la radice profonda delle patologie che la affliggono, esplose di recente nelle vicende di Roma, è più che una semplice impressione. Per questo una riforma della pubblica amministrazione che abbia senso dovrebbe per prima cosa recuperare un principio morale fondamentale: chi serve lo Stato, serve solo quello.

La vecchia Europa

In Svizzera alle elezioni amministrative l'ultradestra xenofoba, anti immigrati e anti Europa.
Quella, per intenderci, che qualche anno fa aveva rappresentato i frontalieri italiani come dei ratti.

La Merkel invece da il suo ok all'ingresso della Turchia di Erdogan (quella che non rispetta la libertà di espressione e di dissenso) in Europa, a patto che ci aiuti a tenere lontani gli immigrati.

Nessun cenno ancora, da parte della UE, sul muro ungherese di Orban.
Nessuna trasparenza nemmeno sul trattato TTIP: i trattati vanno avanti nonostante le proteste degli agricoltori, nonostante le criticità segnalate (per es. i rischi per il nostro made in Italy).

Da qualunque punto la si guardi, questa Europa (di cui la Svizzera non fa parte, nonostante nasconda buona parte dei patrimoni in fuga dalle altre democrazie)  appare sempre più vecchia, spaventata, sfilacciata.

Leggi a perdere – Report (e le leggi che fanno acqua)

Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.Otto Von bismark
Una serie di servizi su leggi fatte male o inapplicate (per assenza di regole interpretative chiare): chi le ha fatte e perché?
I rifiuti animali che si possono bruciare a Ferrara ma non a Parma.
I 140 euro rimborsati ai celiaci.
Il tfr in busta paga.
Il reato del falso in bilancio, appena reintrodotto, ma la legge non è chiara.
La legge Madia ha esteso il silenzio, nella ppaa: cosa succede se un privato vuole costruire?
La legge sull'associazione militare.
La legge sulla trasparenza nella pubblica amministrazione.
Infine il ghiro che uccide i raccolti in Sicilia.

Il secondo servizio è dedicato a Genova un anno dopo l'alluvione: sono stati sistemati gli argini del Bisagno?

I rimborsi per i Celiaci.
Gli spaghetti senza glutine costano il doppio, eppure la farina di mais e riso non dovrebbe portare ad un costo così alto.
I celiaci sono circa l'1% della popolazione, a questi è garantito un rimborso di 140 euro: questo è costato circa 215ml di euro l'anno: si potrebbe razionalizzare, contenendo i prezzi attraverso il calmieraggio dei prodotti gluten free.
Infatti il prezzo dei prodotti è fissato non dallo stato che paga (e basta), ma dall'azienda produttrice. Si rimborsa tutto, non solo la pasta, anche i cioccolatini a 110 euro al kg.

Ma anche all'estero lo stato rimborsa le spese alimentari dei celiaci, ma in Austria si trovano prodotti italiani ad un prezzo più basso che da noi in Italia.
Perché quello dei prodotti per celiaci è un mercato in mano ad un cartello dai produttori, che registrano i loro prodotti al ministero: sono circa 5000 i prodotti, dalla pasta alle crostatine.
Una ricercatrice dell'istituto dei tumori di Milano ha spiegato come il prezzo sia superiore a quello che dovrebbe essere, perché contengono ingredienti di base, con zuccheri e grassi, senza fibre.
Non c'è una ragione scientifica per inserire in lista questi prodotti e non, per esempio, dei cereali puri. Perché lo stato non aiuta il consumo dei prodotti naturali.
Si fanno le campagne contro gli zuccheri e poi si rimborsano i cioccolatini: una incongruenza, specie se si tiene conto dei tagli da 2 miliardi alla spesa sanitaria.

Grassi animali da bruciare.
La legge sul trattamento dei rifiuti da grasso animale esiste, ma ognuno la interpreta a modo suo.
Così a Ferrara si possono bruciare i grassi animali, prendendo pure gli incentivi, ma a Parma no.
Sono produttori di energia a km zero, perché il combustibile non viaggia sulle strade e non inquina, non si emette CO.
Il problema è nel decreto 152 del 2006: nell'elenco dei prodotti che possono essere usati come combustibile non c'è il grasso, nonostante esista una norma europea che lo consente.
Così ogni provincia fa a modo suo: si crea una distorsione di mercato, ci sono imprese che possono lavorare coi grassi animali e altre no.
Ha sbagliato il ministero, basterebbero poche righe, ma il ministero dell'ambiente in sette anni non ha ancora trovato tempo. E così imprenditori come il signor Colla non possono lavorare.

Il ministero della salute scrive agli imprenditori, invitandoli a fare causa al legislatore per i danni economici. Cose che succedono solo in Italia.
La bozza della legge che sistemerebbe il problema rimane nel cassetto.
Chi dice che vuole aiutare l'economia, queste cose le sa?

Il falso in bilancio.
Il falso in bilancio è un reato sentinella, serve a creare altri reati come la corruzione, il riciclaggio.
Nel 2002 fu tolto il falso in bilancio, ora il governo Renzi l'ha ripristinato: ma mancano poche parole nel nuovo testo, dove si parla di valutazione.
Sono aumentate le pene, ma il governo si è dimenticato di inserire che le false valutazioni possono costituire un reato: erano inserite nella vecchia norma ma non nella nuova.
Appena approvata, la Cassazione ha annullato la sentenzia di condanna al sondaggista di Berlusconi, Crespi.
Crespi aveva abbellito il bilancio, non non far apparire la sua società in dissesto: ma ora questo non è più reato.
È stato proprio il governo ha togliere la valutazioni, con un suo emendamento: non si capisce se è stato un errore dell'onorevole Ermini, o se volutamente hanno scelto questa strada.
Ambigua.
Il governo ha ammesso che la legge ha bisogno di un tagliando: nel frattempo però, chi fa falso in bilancio, gonfiando le valutazioni dei suoi beni, la faranno franca.

Il processo alla Guardie Padane
Quando la politica cancella un reato che però esiste nella Costituzione, succede che un processo per associazione criminale, per fini politici, si trascini per anni.
È la storia della Guardia Padana e del processo partito da Verona nel 1996.
Quando Maroni voleva usare tutti i mezzi garantiti dalle leggi internazionali per la secessione: poi però la Digos trovò degli schioppi nelle case dei militanti, tutti in regola.
Ma Papalia li portò a processo per associazione militare, con dentro persone che avevano già consenso alto. Oggi fa ridere, nel 1996 un po' meno.

Nel 2006 il Parlamento riformula due articoli del codice penale, togliendo i reati di attentato alla costituzione e allo Stato: una legge ad Legam. Così sono saltato nel processo due capi dell'imputazione.
Nel 2009 Bossi Maroni e Calderoli si salvano dal processo, dove rimangono solo le persone senza immunità.
Il divieto di associazione militare viene cancellato da Calderoli nel 2011. Il governo Monti la reintroduce e poi la Corte Costituzionale abroga la cancellazione di Calderoli.
Così nel 2015 il processo riparte, per dei fatti del 1996.
La prescrizione è rimasta sospesa .. Così oggi andranno a processo.

La legga sulla trasparenza nella ppaa
La legge sulla trasparenza sostiene che chiunque abbia interesse, può accedere ai documenti della ppaa: ma che caratteristiche deve avere questo chiunque?
Autostrada A22: non tutti pagano il biglietto, ma non possiamo sapere chi sono.
Sarebbero i consiglieri del Trentino e altri soggetti: gli azionisti della A22 sono comuni e istituzioni locali, non possono sapere chi sono le persone esentate dal pagamento del pedaggio.
Nonostante la trasparenza tanto sbandierata dai vari governi.
Il presidente di autostrade del Brennero tira in ballo la privacy, la riservatezza. Per dei telepass pagati coi soldi pubblici.
Il Tar da ragione alla consigliera di Trento, ma Autostrade del Brennero si rivolge al Consiglio di Stato, che le da ragione. Perché il comune è azionista solo al 4%.
Assurdo.

La legge sul TFR.
Intenzione nobile, mettere dei soldi in busta paga per far aumentare i consumi delle persone: ma non ha funzionato. Come mai?
Al ministero dell'Economia non commentano il flop e invitano a rivolgersi al lavoro. Ma il portavoce del ministro rimanda al MEF.
Chi l'ha scritta la norma?
Sui soldi in busta paga si pagheranno più tasse, se non li tenesse nel TFR: era chiara fin dall'inizio che non avrebbe funzionato. Il governo aveva assicurato che avrebbe risolto questo problema prima di approvare la legge: invece l'aliquota favorevole non è uscita, solo 16mila lavoratori hanno aderito al tfr in busta paga (su 20 milioni).
La norma porta anche problemi di liquidità anche alle imprese: quelle piccole sarebbero costrette a richiedere altre linee di credito, alle banche.
I soldi dovevano essere prestati alle imprese dalle banche a prestiti agevolati: ma la legge è stata scritta male, perché i soldi sarebbero arrivati ad un costo superiore. Per fortuna,dunque, che sono stati pochi quelli che hanno aderito.

La legge del silenzio assenso
Voi volete far costruire ovunque .. noi diciamo no: ci deve essere un tempo certo per dire si o no”.
Questo diceva la Madia alla presentazione del decreto: entro 90 giorni il pubblico deve dare una risposta al provato che vuole costruire, anche su terreni vincolati. Peccato che il pubblico, ovvero i comuni e le soprintendenze non riescano a fare controlli nei trenta giorni del decreto Madia.
Così su un terreno agricolo, vicino ai Colli Romani, compare una villa. Con tanto di piscina: senza che il parco abbia mai rilasciato il nulla osta.
Anche l'ecomostro di Salerno è stato costruito col silenzio assenso.
Col decreto Madia si potrà costruire nelle aree coi boschi, vicino alle aree archeologiche, a 300 metri dalle coste.
Servirebbe avere più personale e più tecnologie per gestire i dati sul territorio, senza usare il silenzio assenso.
Nell'attesa del decreto attuativo (che dia la corretta interpretazione sul decreto), oggi un privato può costruire un asilo su un terreno inquinato: se il pubblico non risponde nei 45 giorni, per problemi di salute.
Per esempio su un terreno inquinato, un provato può costruire con l'autocertificazione, poi il pubblico può fare i controlli. Sempre col meccanismo del silenzio assenso.

Risarcimenti contro terzi.
È il caso di un incidente di un privato per una buca sulla strada: l'utente può chiedere risarcimento al comune, che può stipulare una polizza per tutelarsi.
Polizza che diventa una specie di ammortizzatore sociale: richieste gonfiate, richieste fasulle ..
Così le assicurazioni hanno stipulato sempre di meno queste polizze, disertando le gare, aumentando le franchigie, facendo ricadere i costi sui comuni.
Ad Anzio hanno iniziato a controllare da soli i sinistri, risparmiando così sui soldi per i risarcimenti.
Altri comuni, come S Felice Circeo, si rivolgono ai broker, che però sono pagati dalle assicurazioni.

Servirebbe un regolamento che faccia chiarezza su queste regole, sulle franchigie, sulle assicurazioni.

Le leggi sulla fauna selvatica.
Cinghiali e altri animali selvatici si avvicinano sempre più ai centri abitati. I cinghiali poi sono anche aggressivi e pericolosi per le persone: producono danni ai sentieri, alle coltivazioni. A Ragusa un pensionato è rimasto ucciso, dopo l'aggressione di un branco.

Il cinghiale è stato introdotto per scopi venatori dalla regione Sicilia: il piano per gli abbattimenti non è stato implementato, per mancanza dei soldi.
Altro animale che è cresciuto in modo abnorme è il ghiro: la sua espansione sui monti Nebrodi ha messo a rischio la coltivazione della nocciola.

Qui la filiera di nocciola e della frutta secca crea occupazione e da benessere: il ghiro mette in crisi le aziende. Essendo specie protette, non possono essere cacciati.
“Se uno ammazza un ghiro, va in galera”: ci scherza su il sindaco di Ucria.
Servirebbero dei soldi per l'operazione di monitoraggio dei ghiri, ma non sono arrivati: così le persone si sono dovute arrangiare.

Stesso problema nelle Langhe: non c'è una legge che permetta di affrontare emergenze di questo genere. I ghiri, le nutrie sul Po, i cinghiali.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
I danni agli argini causati dalle nutrie sono ingentissimi in tutto il nord, e per
l’abbattimento ci deve pensare il Comune con dei piani di cattura. Mentre per quel che
riguarda la fauna selvatica è protetta dalla legge 157, qui rientrano i ghiri e i cinghiali,
e la competenza è delle regioni che in caso di necessità deve fare un monitoraggio, un
piano di abbattimento ed essere autorizzato dall’Ispra, poi i fondi mancano quasi
sempre e quindi si sta fermi, e se un cittadino prende l’iniziativa commette un reato.
Io amo moltissimo tutti gli animali, però mi metto anche nei panni di un contadino…è
giusto che rischi di finire sul lastrico perché il suo problema è considerato alto così?


La trascrizione del pdf della puntata.

18 ottobre 2015

Quando le leggi fanno acqua - l'anticipazione su reportime

Come vengono pensate e scritte le norme? L’anticipazione dell’inchiesta di Report in onda stasera alle 21.45 su Rai3 di Emanuele Bellano e Luca Chianca



Oltre 215 milioni di euro. Tanto spende ogni anno lo Stato per rimborsare ai celiaci gli alimenti dietetici senza glutine. Più di 5mila prodotti inseriti nel registro del ministero della Salute, fra cui pasta sostitutiva fatta di farine di mais e di riso, ma anche arancini, crostatine, bignè e cioccolatini che costano fino a 110 euro al chilo.È dal 2001, con il decreto Veronesi, che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce ai celiaci un budget di spesa mensile per comprare prodotti senza glutine. I celiaci diagnosticati, che hanno diritto all’esenzione, nel 2013 erano poco più di 164mila e oggi, visto che ogni anno le diagnosi aumentano del 10%, potremmo essere sui 190mila, con un aumento costante della spesa sanitaria.
I prodotti senza glutine si trovano nelle farmacie e anche nei supermercati. Ma in Italia come funziona il meccanismo del rimborso? L’azienda fissa il prezzo del proprio prodotto e lo comunica al Ministero della Salute che, senza batter ciglio, rimborsa i supermercati e le farmacie.
La puntata di Report ruota attorno ad una domanda: come vengono pensate e scritte le leggi?
Per esempio, a Ferrara il grasso animale è considerato un combustibile, a Parma invece un rifiuto. Il problema sta nell’allegato X al decreto legislativo legge 152 del 2006. Che contiene un elenco delle sostanze considerate combustibili. Il grasso animale non c’è e quindi, stando alla legge, non può essere usato come combustibile. L’Unione Europea però ha emesso un regolamento il n. 1069 del 2009 in cui afferma il contrario: il grasso animale va considerato combustibile. Alla fine l’interpretazione spetta a regioni e province.
Per risolvere il problema il ministero dell’Ambiente dovrebbe aggiornare l’allegato X. Sono passati 10 anni da quando la legge è stata scritta, ma la modifica non è ancora arrivata. Intanto chi ha investito negli impianti di cogenerazione a grasso animale oggi i ritrova i cancelli chiusi e un investimento buttato.
Nell’inchiesta in onda questa sera, “Report” mostrerà inoltre come funziona il meccanismo del silenzio assenso, che è stato esteso anche ai luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico e dei beni culturali, e altri casi di norme che creano dei corto circuiti, a scapito dei cittadini.

Quelle leggi scritte male

Il falso in bilancio, il 416 ter (per contrastare il voto di scambio), il tfr in busta paga, il budget per le spese alimentari dei celiaci (decreto Veronesi del 2001), il grasso animale usato come combustibile. E poi, il meccanismo del silenzio assenso per la tutela dei vincoli paesaggistici (e la legge sblocca Italia), la trasparenza nella pubblica amministrazione, il reato di associazione militare con finalità politiche ..
Cosa hanno in comune queste leggi? Che sono state scritte male, in modo ambiguo, in modo da rendere più difficile la loro applicazione o magari, con delle falle al loro interno che le rendono inutilizzabili.
Perché il legislatore, il Parlamento o il governo tramite decreto, scrivono le leggi complicando la vita a chi le deve applicare, senza rendersi conto delle falle, delle vie di fuga?

Per esempio, la legge sul falso in bilancio. Siamo a maggior 2015:
In mattinata l'aula di Montecitorio ha dato il via libera all'articolo 10 relativo al falso in bilancio. In base al testo approvato, conforme a quello licenziato dal Senato, se i fatti sono di lieve entità la pena va da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni. La lieve entità viene valutata dal giudice, in base alla natura e alle dimensioni della società e alle modalità o gli effetti della condotta dolosa”.

Tutto bene?
Il tweet del presidente del consiglio (@matteorenzi) non si è fatto attendere:
“Anticorruzione e falso in bilancio sono legge. Quasi nessuno ci credeva.Noi sì. Questo Paese lo cambiamo,costi quel che costi. #lavoltabuona”

Solo dopo pochi giorni, arrivò l'assoluzione del sondaggista di Berlusconi Crespi, per il reato di bancarotta, e ci si ricordò delle critiche rivolte a questa legge, sulla questione delle valutazioni: poche parole e si annulla l'effetto della legge
Sia prima che dopo l’approvazione al Senato, con voto contrario di Forza Italia, furono in molti a indicare un “errore” nel testo della norma sul falso in bilancio. E anche il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, responsabile del Dipartimento reati finanziari, aveva criticato la legge.
Nel mirino era finita la frase “ancorché oggetto di valutazioni” – eliminata dal testo precedente – che ha ottenuto il risultato di mettere in ombra i casi di falso in bilancio più difficili da scoprire, investigare e giudicare: che non sono quelli dove è evidente il falso ovvero la dichiarazione di quello che non si ha, ma sono i casi in cui si dichiara, per esempio, di possedere qualcosa stimato a un valore più alto rispetto alla realtà e che è quindi oggetti di valutazione. “Magazzini, ammortamento dei crediti o stime immobiliari sono tipiche valutazioni, alle quali persino la deprecata legge Berlusconi – scrive Luigi Ferrarella oggi sul Corriere della Sera – conservava almeno un minimo di punibilità se si scostavano dalla realtà per più del 10%”.

Le errate valutazioni, con cui si gonfiano le stime, i costi, le scorte, non costituiscono più oggetto di reato.
Così gli imprenditori che ricorrono al nero, al falso, per fare delle scorte da usare magari per delle mazzette, possono stare tranquilli. E il legislatore può vantarsi di aver fatto una legge. Anche se inefficace.

Il rimborso per i celiaci.
Dal sito del Senato:
Attualmente al soggetto celiaco, sono concessi dei buoni per l'acquisto di prodotti alimentari di importo crescente in base alla fascia d'età del soggetto e distinti in base al sesso. Il decreto del Ministero della sanità dell'8 giugno 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2001, cosiddetto «decreto Veronesi», concernente l'assistenza sanitaria integrativa relativa ai prodotti destinati ad una alimentazione particolare, ha stabilito tetti di spesa mensili a carico del Servizio sanitario nazionale. In alcune regioni, tali tetti di spesa sono stati innalzati per alcune fasce della popolazione celiaca e quindi non si presentano come unificati su tutto il territorio nazionale. Gli importi riconosciuti sono spendibili presso le farmacie convenzionate o, secondo direttive all'uopo emanate dalle regioni, da altri fornitori incaricati dalle aziende unità sanitarie locali (negozi alimentari specializzati, grande distribuzione organizzata). Tale possibilità si trova oggi diffusa in maniera eterogenea nel Paese, dato che non tutte le amministrazioni locali hanno reso applicativo, tramite la stipula di specifiche convenzioni, l'erogazione anche nella grande distribuzione organizzata e nei negozi alimentari specializzati.

Insomma, hanno diritto ad un budget per il rimborso delle spese alimentari, ma senza controlli su ciò che si acquista, anche prodotti costosi.
Prodotti rimborsati dal sistema sanitario che però costano più dei prodotti equivalenti: ma il maggior prezzo è giustificato?
Secondo alcuni nutrizionisti intervistati da Report no: la pasta per celiaci ha semplicemente una composizione diversa che non giustifica un prezzo doppio.

Forse c'è un diverso interesse (da parte di chi vende e produce "gluten free") dietro questi rimborsi?

Il processo alle guardie padane.
Il processo per i membri delle Guardie Padane è iniziato a Verona nel 1996, dall'inchiesta del procuratore Papalia. Come mai va avanti ancora oggi?
Perché il legislatore in questi anni ha rivisto la legge che punisce il reato di associazione militare: ci aveva provato Calderoli, Lega nord, quando aveva depenalizzato il reato contestato ai 34 imputati.
VERONA - Camicie Verdi, si riparte. La Corte Costituzionale, con la sentenza del 15 gennaio, riapre di fatto il processo nato dall’indagine sulla Guardia Nazionale Padana, avviata nel 1996 dall’allora procuratore Guido Papalia. Un’inchiesta che vede al banco degli imputati 36 esponenti della Lega Nord, chiamati a rispondere del reato di banda armata, tra i quali anche volti storici del Carroccio come i veronesi Enzo Flego e Matteo Bragantini, l'ex sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo e l'ex sindaco di Milano Marco Formentini. I giudici della Consulta (presieduta da Gaetano Silvestri, mentre il ruolo di relatore è stato ricoperto dal collega Giorgio Lattanzi) hanno infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dei due decreti legislativi del 2010 (numero 66 e numero 213) che avevano di fatto abrogato il decreto legislativo del 1948 che istituiva il reato di associazione a carattere militare con finalità politiche. «Ad avviso dei giudici rimettenti queste norme non davano al governo il potere di abrogare il decreto legislativo (del 1948 ndr) sul divieto delle associazioni di carattere militare» scrivono i giudici nella sentenza che definisce illegittimo il decreto del 2010.
Altra legge scritta male, che ha bloccato un processo e impegnato in una sentenza la Corte Costituzionale.

Il grasso come combustibile.

Il grasso che origina dalla produzione di prosciutti, usato come combustibile: a Parma non si possono bruciare, sono rifiuti, ma in altre provincie si. Tutta questa confusione nasce da un decreto del 2006, in cotrasto con una regolamentazione europea secondo cui il grasso è un combustibile.
Così ogni regione decide per se.

E l'imprenditore Scolla perde da 30 a 40mila euro al mese per tenere gli impianti fermi. In attesa che il legislatore sistemi questo ennesimo buco.

La scheda del servizio: Leggi a perdere - di Emanuele Bellano, Emilio Casalini, Luca Chianca
Come vengono pensate e scritte le leggi? Spesso non si sa nemmeno chi ci ha messo le mani per ultimo. Il decreto Veronesi del 2001 garantisce ai celiaci un budget di spesa mensile per comprare prodotti senza glutine. Oggi il servizio sanitario nazionale rimborsa pure bignè, budini e cioccolatini che costano anche 110 euro al chilo. Il grasso animale: la direttiva europea recepita dai ministeri della Salute e delle Politiche agricole lo classifica come combustibile per produrre energia rinnovabile, mentre quello dell’Ambiente non si è aggiornato. Così è il burocrate locale che decide se un impianto può funzionare, o deve essere bloccato. Poi c’è il flop della norma che consente ai lavoratori di ricevere in busta paga il tfr e quello della nuova legge sul falso in bilancio, attesa da quasi 15 anni. Al primo banco di prova, dopo appena 48 ore dalla sua entrata in vigore, si è dimostrata monca facendo annullare la sentenza di condanna in appello di Luigi Crespi per bancarotta impropria. Questo perché qualcuno ha preferito non inserire quattro parole. Report racconterà poi l’odissea del processo alla camicie verdi della Lega Nord che, iniziato nel 1998, è in piedi ancora oggi a causa del continuo intervento del legislatore che, nel corso degli anni, ha tolto, modificato e reinserito alcune norme. Nell’inchiesta di domenica faremo vedere inoltre come funziona il meccanismo del silenzio assenso che è stato esteso anche ai luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico e dei beni culturali e come funziona la trasparenza della pubblica amministrazione, un principio benedetto da tutti gli ultimi governi, ma che si inceppa quando è un comune a chiedere di avere accesso ai dati di una società partecipata. Infine: cosa succede quando gli agricoltori si vedono il raccolto di nocciole completamente divorato dai ghiri, animale protetto?

Qui trovate l'anteprima su Reportime.

Il secondo servizio riguarda la città di Genova, gli alluvioni che l'hanno colpita (l'anno scorso il 9 novembre 2014 e prima ancora nel 2011), i lavori per la messa in sicurezza dei quartieri, lo stato dei torrenti che scendono su Genova e che sono stati colpevolmente imbottigliati nel cemento.
Il governo Renzi ha stanziato 270 ml per la messa in sicurezza di Genova, ma si dovranno aspettare diversi anni per la fine dei lavori.
Lavori che sono rimasti bloccati per anni per ricorsi, per lentezze burocratiche e per le solite storie di tangenti.

Panta Rei di Giorgio Mottola

A Genova, esattamente un anno fa, dinanzi alla città attraversata dalla commozione per i morti e la rabbia per i danni provocati dall’esondazione, le istituzioni si affrettarono a promettere che non sarebbe mai più avvenuto. Oggi, vedremo, l’alveo del Bisagno, il principale corso d’acqua di Genova, è di nuovo in condizioni critiche e la maggior parte dei cinquantasette torrenti che attraversano la città è in un pericoloso stato di dissesto idrogeologico. Nel frattempo, però, è stato permesso di costruire nuove opere a due passi dal fiume, in zone alluvionali. Nonostante i danni per oltre trecento milioni di euro e i sette morti, per i genovesi sembra che la principale strategia di difesa sia quella di guardare il cielo e pregare che non piova. 

17 ottobre 2015

Inseguendo il consenso

Dice il presidente del Consiglio che abbassare le tasse non è cosa di destra, ma è giusto.
Tocca correggere l'ennessimo slogan buono per riempire le pagine dei giornali: giusto abbassare le tasse ma questo deve essere fatto in proporzione al reddito (reale, non solo il dichiarato) e a patto che vengano mantenuti i servizi pubblici, specie quelli a tutela delle fasce deboli.
Altrimenti, abbassare le tasse in modo lineare è solo un aiuto alle fasce alte di reddito.
Cioè quelli che ora più si gioveranno del taglio delle tasse sulla casa.

Non la maggioranza delle famiglie che vivono in case normale e per cui la tasi costa poco più di un ticket sanitario.
Non il 26% delle famiglie che una casa non ce l'hanno.
Si insegue il consenso, anche pescando voti nel serbatoio elettorale dei furbi.
“È una cambiale pagata a Berlusconi. Io avrei agito sull’Irpef. L’Imu è il meccanismo che Berlusconi ha avuto per rientrare sulla scena politica, complice un centrosinistra che ha dormito”.
Chi parla così è il Renzi 1 del 2013 (citato oggi da Travaglio sul FQ), in merito al taglio dell'ICI voluto da gov. Letta.


Specie quelli che si avvantaggeranno dell'innalzamento della soglia del contante: chi favorirà? I negozi che vendono prodotti di lusso, forse.
C'era proprio bisogno di favorire ulteriormente l'evasione, il sommerso, in un paese dove il nero ammonta a svariate centinaia di miliardi e dove l'uso della moneta elettronica è così basso?

E che dire delle clausole di salvaguardia: sono gli innalzamenti delle accise (tasse dunque) che scattano nel caso non si riesca a tagliare il deficit. Sono state spostate avanti di un anno, altra polvere sotto il tappeto. Una bomba da 85 miliardi spostata di 12 mesi, nel 2017.
Quanto è di sinistra spostare i problemi sulle generazioni che verranno, solo per il consenso e perché l'anno prossimo si vota a Milano, Napoli e Roma?

Si insegue il consenso e non la coscienza o la coerenza (ai tempi, Renzi era tra i firmatari del manifesto contro la riforma costituzionale a colpi di maggioranza di Berlusconi). Si sparano annunci via tweet, con delle anticipazioni sui giornali. Si montano campagne, come quella sull'ex sindaco Marino e le sue spese (quando poi la scarsa trasparenza e l'attitudine a mangiare a scrocco è comune ad altri nel PD).
Si lanciano messaggi di ottimismo, usando numeri a piacere, sventolando cifre senza che nessuno verifichi.
L'Expo, per esempio, che non è più da un pezzo l'Expo del camouflage, dei costi gonfiati, delle tangenti, dei lavori affidati senza gara.
No, Expo è diventato emblema del successo di questo governo (come i contratti attivati, la crescita per decimali di pil e spesa).
20 milioni di biglietti venduti, alla faccia del gufi.

Poi a leggere bene sono biglietti venduti ai grossisti, non acquistati dai visitatori e venduti anche a prezzi bassi.
Si arriverà al pareggio tra costi e ricavi?
Quanti sono i numeri dei vivitatori (e perché si parla solo di biglietti)?
Sempre dal FQ: 
"Questi sono stati meno di 14 milioni da maggio a settembre, con ottobre potranno diventare 18 milioni o poco più. Con lo stesso risultato, l’Expo di Hannover 2000 fu definito “il flop del millennio” ".

16 ottobre 2015

Panico in Europa

Renzi sfida l'Europa: se mi bocciano la manovra, la ripresento tale e quale.
E inonderò Bruxelles di tweet.

Siamo alle comiche, anzi di più: 
Salvini con la divisa da poliziotto (e che dirà Maroni?)
IL PD che difende il taglio della tasi (dopo aver criticato Berlusconi quando ha proposto lo stesso), per il grande rilancio del mattone.
Renzi che difende l'innalzamento della soglia del contante per rilanciare i consumi (e rendere più semplice la vita al nero).

E il cambio verso, nel frattempo, può attendere, come le unioni civili rinviate a data da definirsi.
Hanno incardinato lo ius soli (all'italiana), ma vedremo in che tempi sarà legge.

Perché prima c'è la discussione sul ponte sullo stretto, i condoni in Campania ..

Senza ragione apparente, di Grazia Verasani

Sai perché faccio questo mestiere di merda?” 
Gli dico avvicinandomi a ogni passo.
“Perché detestavo il Carnevale. Non smette mai, dura tutto l'anno .. Ci si alza al mattino e ognuno indossa la sua bella mascherina, e se la toglie di notte, come una dentiera. Allora ti chiedi quanto costa fingere, fingere sempre, senza interruzione.” Mi accendo una sigaretta, coprendo l'accendino con la mano.
 
“Forse una verità in senso assoluto non esiste, ma esistono momenti in cui la intravedi e non puoi fare altro che braccarla, perché è una merce rara, moto rara. È un attimo [..] e in quell'attimo qualcosa viene a galla, il cielo si rischiara, le nuvole scompaiono.. ecco io inseguo quell'attimo come una iena affamata..”
Giulia Cantini è una tosta, una di quelle donne capaci di tirarsi sempre su in piedi, dopo ogni botta. Come la morte della sorella Ada, suicidatasi a Roma tanti anni prima. Come ancora la scomparsa della madre.
Come il rapporto non sempre facile col padre, il maresciallo dei carabinieri Cantini, poi titolare dell'omonima agenzia investigativa, ora passata sulle sue spalle.
Storie di tradimenti, di mariti gelosi con tanti dubbi in testa. Ma anche storie pesanti da affrontare come quelle che le racconta Anna Laura Matera, madre di Emilio, uno studente del liceo Fermi che otto mesi prima si è suicidato.
Lasciando solo un biglietto: “Sono stanco”.

Crede che stia farneticando? E’ facile impazzire quando ti muore un figlio…Da otto mesi dormo solo se prendo dei sonniferi e appena mi sveglio mi domando perché sono ancora qui.” Intreccia le mani in grembo e guarda a terra. 
“Perdere un figlio è…è…è semplicemente perdere tutto. Ma se qualcuno gli ha fatto del male, io devo saperlo.” 
Annuisco lentamente. “Farò quello che posso.”
Di cosa può essere stanco un ragazzo di nemmeno diciotto anni, senza grossi problemi familiari, che andava bene a scuola?
Giulia Cantini è costretta a rispondere a questa domanda, andando a interrogare gli amici, come Valerio suo coetaneo, o Alex e Pietro, di qualche anno più grandi, con cui qualche volta usciva.
L'inchiesta, all'apparenza senza troppe speranza (se non quella della madre di avere almeno una risposta), porterà Giulia ad entrare nel mondo dei ragazzi della Bologna bene, che frequentano uno dei liceo più esclusivi della città.


Ragazzi dall'apparenza forte, sempre connessi col mondo coi loro smartphone, che hanno a disposizione tutto quanto possano desiderare: ma dietro a questa apparenza si nasconde una tragica fragilità, che deriva da quella dei genitori alle spalle. Genitori pieni di ansie e aspettative nei confronti dei figli. Genitori incapaci di aprire un dialogo serio coi figli, troppo presi da se stessi. Una società diadulti in perenne conflitto col prossimo, che sia l'autista nellamacchina a fianco o il vicino che si a fatica perfino a salutare.
“Allora mi chiedo se noi adulti non faremmo meglio a parlare coi ragazzi, con i nostri figli, della paura.” 
“Paura?” 
“Si, si, perché anche noi ne abbiamo tanta, e non ultima quella di non potergli garantire un avvenire. Dovremmo dirgli che la fragilità non è un difetto e che sentirsi inadeguati è un male comune .. E invece ci incaponiamo a offrirgli una vita finta come quella di una pubblicità. Non gli parliamo mai della morte, mai del dolore. Non siamo capaci di toglierci le maschere, non sappiamo spiegargli che siamo esseri umani, noi e loro, e cioè fallibili, e cioè imperfetti ..”
L'inchiesta diventa dunque un pretesto per raccontare queste maschere di finzione e queste fragilità, queste paure di sentirsi diversi, queste ansie. Giulia è costretta ancora una volta ad affrontare il dolore del suicidio, “la peste del secolo” che uccide i più deboli, che le ha tolto la sorella tanti anni prima e ora Emilio.
Ma nel libro c'è spazio anche per parlare del suo mondo privato: il rapporto con Luca Bruni, il capo della Mobile con cui ha iniziato una relazione di convivenza che le crea delle ansie (“quanto durerà?”), con Mattia, il figlio, adolescente anche lui che la aiuterà a capire meglio il mondo dei giovani.
Vittime, in questo caso più che mai, delle colpe dei padri. E lo si comprenderà arrivando al tragico finale.

Senza motivo apparente è un noir ma anche un libro che parla di noi, della nostra società, dei sentimenti (precari), dell'amore e del dolore. Anche quello semplice e puro di un ragazzo innamorato che attendo il bacio dell'amata.

Qui trovate il sito dell'autrice, dove potete trovare tutte le informazioni sui precedenti libri e sugli altri lavori.
La scheda del libro sul sito di Feltrinelli
Il link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

15 ottobre 2015

Piove, governo assente

In fondo quello che unisce trasversalmente la politica (destra e sinistra, nord e sud, isole comprese) è una certa passione per l'appalto corroborato dalla mazzetta e l'insofferenza per le inchieste giudiziarie.

A Milano qualche settimana fa, alcuni funzionari del comune di Milano sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta su appalti: aiutavano le aziende private alle prese coi contratti, con la burocrazia.
Sempre a Milano, mesi fa, c'era stata la grande retata per gli appalti Expo, conclusa con l'arrivo di Cantone a vigilare (post) sugli appalti e con la moratoria della procura.
L'ultima inchiesta riguarda la sanità, cavallo di battaglia delle inchieste in Lombardia, che coinvolge il vicepresidente nonché senatore Mantovani e il braccio destro di Maroni Garavaglia.
La risposta della politica non si è fatta attendere: attacco politico dei pm . Non sono Formigoni o Berlusconi, sono Maroni e Salvini.

Milano chiama, Roma risponde.
Lo stesso modello Expo si riporterà a Roma per il giubileo: poteri speciali, deroghe, l'urgenza dei lavori. E un dream team per un altro miracolo italiano.
Che comincia con i primi arresti per un appalto da duemila euro per le buche sulle strade.
A Roma dovrebbero aver la memoria ancora fresca sugli arresti e sulla vergogna di mafia capitale.
Sembra che un filo rosso leghi gli scandali, scrive oggi Flavia Perina su il Fatto quotidiano: la tendenza a favorire amici e parenti negli appalti è legata alle preferenze prese alle elezioni.
Succede così in Lombardia con Mantovani e succede lo stesso nella Roma di Tredicine e Gramazio.

E' questo il modello di democrazia che stanno costruendo?
Signori delle preferenze che poi fanno pesare i voti al momento di sedersi al tavolo per gli appalti.
Signori dei partiti che ieri hanno trovato il tempo e la fretta per prendersi quei 45 milioni di rimborsi elettorali, nonostante manchino le certificazioni sui bilanci.
L'urgenza è questa, non lo ius soli o il falso in bilancio.
O almeno sistemare i dissesti idrogeologici nel paese: ieri, per l'alluvione che ha colpito l'Italia centrale ci sono stati 3 morti.

14 ottobre 2015

Siamo diventati questo – da Senza ragione apparente


Questa volta è un caso di suicidio, uno studente che si è reciso le vene qualche mese prima, senza ragione apparente, lasciando solo un messaggio ("Sono stanco") e una madre che non si da pace. Perché?
Giorgia Cantini (l'investigatrice nata dalla penna della scrittrice bolognese Grazia Versani) inizia la sua indagine nel mondo dei ragazzi, cominciando dal giro di amici di Emilio Matera. Ragazzi all'apparenza forti e invulnerabili, ma che in realtà a guardarli da vicini si rivelano deboli e fragili.
Stretti nella morsa della vita, tra genitori esigenti, incapaci di fare il loro compiti, e un mondo che corre troppo veloce.
L'indagine diventa un pretesto per raccontare quello che siamo diventati.
Homo, homini, lupus.

Adesso sono imbottigliata in un traffico frenetico;scorgo nelle altre macchine le facce implacabili di estranei insofferenti, pressati dalla fretta; nessuno che sorride, anzi è come se ognuno vedesse nell'altro l'acerrimo nemico pronto a superarlo, a tagliargli la strada, a rubargli il parcheggio. La fiducia sembra bandita, soltanto lampi sospettosi da un finestrino all'altro: il prossimo è solo qualcuno che ti vuole fregare. E si va avanti come le lumache sull'asfalto, imprecando ad un semaforo che diventa rosso troppo presto, il dito medio alzato di un uomo verso una donna alla guida di una Panda verde che gli ha sfiorato la fiancata; [..]Alla radio, intanto, Mengoni sta cantando : Mentre il mondo cade a pezzi .. E poi di nuovo la voce di uno speaker che parla di un giro di baby squillo, e subito dopo di tangenti, di politici indagati, di abuso edilizio. Siamo questo, penso, siamo anche questo, l'intervista ad un tipo abbronzato in TV che parla della sua vacanza ai Caraibi a un parterre di disoccupati; siamo imprenditori, finanzieri, banchieri, che fanno sesso con minorenni mentre tirano coca o licenziano qualcuno. Sappiamo fare molte cose contemporaneamente, giudicare in salotto, leggere i giornali al bar, rispondere sms mentre facciamo pilates, giocolieri del nulla, vuoti nel vuoto. Non sappiamo immedesimarci negli altri, li invidiamo se hanno più di noi, li compatiamo se hanno meno.[..]Imbocco via Ferrarese e penso che un anno fa, qui vicino, nel cortile di un palazzo, una studentessa è stata violentata.
Era scesa dall'autobus 27, una sera di ottobre e di pioggia. Un uomo l'aveva trascinata davanti alle macchine che sfrecciavano, con lei che urlava, scalciava, cercando di attirare l'attenzione. Me nessuno si era fermato, nessuno era intervenuto. Un passante aveva detto ad un giornalista: “Credevo che si trattasse di un bisticcio amoroso”. Quel passante non era riuscito a distinguere la violenza da una banale lite tra innamorati .. Cos'è diventato l'amore?, mi chiedo. Perché non siamo più in grado di interessarci alle vite degli altri e di soccorrerli? In quale confusione ci stiamo dibattendo? Passiamo il tempo a farci i fatti nostri, chiusi in casa davanti alla televisione, incapaci di muovere un passo verso un pianerottolo dove un marito sta prendendo a pugni una moglie o un ladro sta sta forzando un'altra serratura. Come posso stupirmi se un ragazzo apre un cassetto e sceglie il coltello più affilato e poi lascia un biglietto con su scritto 'Sono stanco'? Quanto pelo sullo stomaco deve crescere prima di diventare abbastanza insensibili da reggere agli urti?Quanta forza occorre per mantenere invariato il proprio limite di sopportazione? E in quale dissennato coprifuoco ci stiamo arrabattando? In quanta economia di sentimenti?


Grazia Versani – Senza ragione apparente (Feltrinelli editore)

La regola (Giampiero Rossi) - la presentazione ad Inverigo


Ieri sera la biblioteca di Inverigo era abbastanza affollata: in una serata piovosa, molta gente ha scelto di venire qui ad ascoltare le parole del giornalista Giampiero Rossi, autore del libro La regola (ed. Laterza). Libro dove si parla della storia della Perego strade e di come la Ndrangheta ne abbia preso possesso. Parliamo di una società di costruzioni che nel passato ha lavorato qui in Brianza, ad Inverigo e Lurago d'Erba, e il racconto della colonizzazione della ndrangheta, raccontato dall'inchiesta Infinito, ha evidentemente colpito i miei concittadini.
A presentare il libro, oltre l'autore, anche la giornalista de La provincia Antonella Crippa e il resp. dell'associazione Ilaria Alpi di Alzate:

Maddalena Crippa ha aperto la serata spiegando come la storia della Perego andrebbe scritta sui libri di scuola, perché mette nero su bianco l'egemonia della ndrangheta in Lombardia. Che non parte da ieri: esiste una cultura investigativa sulle mafie vecchia di anni. E' una storia antica, che parte del confino al nord dei boss mafiosi, confino che ha contribuito alla penetrazione delle mafie, perché oltre ai boss qui si spostavano anche delle famiglie dal sud, ricreando qui quegli  tessuti sociali del sud.
Parlare di infiltrazioni è un termine inadeguato: negli anni 50 erano presenze, poi con il consoplidamento dei gruppi sociali si sono trasformate in infiltrazioni, ma ora con quello che è emerso dall'operazione Infinito si deve parlare di colonizzazione. 
Quando si prende possesso di un territorio: solo che qui c'è stata una colonizzazione al contrario, è Plati che colonizza Milano.
Una colonizzazione dell'economia e delle usanze politiche (i pacchetti di voti chiesti agli amici calabresi, per esempio). 
Una colonizzazione che le inchieste della magistratura non riusciranno ad inquadrare del tutto: nonostante le carte e le intercettazioni (e la convergenza con la mafia), il titolare della Perego è stato condannato solo per concorso esterno (e forse Pavone non verrà nemmeno condannato). 
Parliamo di una società che si occupa di movimento terra che è un'attività senza troppo know how dove per fare profitto basta far fuori la concorrenza: intimidazioni, camion che bruciano, nessun rispetto delle regole per il trasporto dei materiali. Concorrenza sleale.

Infinito ha mostrato il film della ndrangheta dal vivo: i calabresi che entrano in Perego come padroni, i dipendenti che si ritrovano questi "terroni" che si comportano come padroni. Le locali in conflitto in conflitto tra loro: a prendere possesso e soldi della Perego sono Strangio della locale di Seregno e Pavone (pugliese). Ma Cassago (sede della società) ricade su Erba, zona della famiglia Varca Oppedisano. 
La Perego oggi è ferma, i boss sono in carcere e i lavoratori a casa. Non è vero che le mafie portano lavoro: la ndrangheta si è dimostrata cattiva imprenditrice. 
Non solo: questa inchiesta è andata in porto nonostante le zero denunce da parte dei dipendenti e dei padroncini dei camion. Che vedevano i nuovi padroni e anche i danni ambientali ma non hanno parlato.

Questa storia non è un caso isolato: l'autore ha ricordato l'inchiesta che ha coinvolto la Edil Basso a Padova, una vicenda con quasi le stesse persone.
Chi sono i colpevoli di questa colonizzazione: i due giornalisti hanno divisi le responsabilità su più livelli. Quello politico che non ha voluto vedere il problema. Quello della classe imprenditoriale, che anziché denunciare si è servita dei servizi della ndrangheta. E quello della società civile: finché non ci sarà coscienza civile saremo sempre alla mercé di questa colonizzazione.

La presentazione avrebbe potuto riuscire meglio se anziché concentrarsi su alcuni episodi (che magari colpiscono l'attenzione dei lettori), avesse seguito un filo logico più organico.
Raccondando della colonizzazione al nord, in Lombardia, in Romagna, in Piemonte: del ruolo delle banche, delle imprense, dell'assenza di un fronte comune coi sindacati e confindustria. Della politica che quando va bene sta silente e quando va male sforna leggi che contrastano l'antimafia.

Se fosse passata la legge sulle intercettazioni, questo libro non avrebbe visto la luce.
E la nostra coscienza di sani cittadini brianzoli magari starebbe più tranquilla.

La scheda del libro: La regola - Giorno per giorno la 'ndrangheta in Lombardia
Uomini d’azienda che considerano il pizzo alla stregua di un normale costo d’esercizio, concorrenza eliminata grazie alle minacce degli ‘amici’ calabresi, politici comprati e ricattati. Ormai in Lombardia la ’ndrangheta è entrata negli uffici della classe dirigente.
Negli ultimi anni la Lombardia, regione locomotiva dell’economia italiana, non ha cercato di fermare l’avanzata mafiosa. Al contrario, molti (troppi) imprenditori hanno spalancato le porte delle loro ‘fabbrichette’ a manager e mediatori che in altri tempi avrebbero definito ‘poco raccomandabili’. Hanno scelto la ’ndrangheta come socio, finendone puntualmente stritolati. La mafia calabrese è quella più presente, potente e, per certi versi, accettata. Per anni la politica ha cercato di minimizzare, ma adesso anche gli ultimi negazionisti si sono arresi alla drammatica evidenza.Anni di indagini hanno rivelato il progressivo radicamento dei clan calabresi e la ramificazione dei loro insediamenti e dei loro interessi economici. Soprattutto nella filiera dell’edilizia e nel grande cantiere dell’Expo.Giampiero Rossi racconta l’avanzata del potere mafioso e il suo più recente salto di qualità, attraverso gli atti giudiziari, le valutazioni (sempre più allarmate) degli investigatori, le tardive confessioni di imprenditori, manager e politici che hanno accettato il patto col diavolo e – soprattutto – attraverso la viva voce dei boss e dei picciotti della ’ndrangheta del Nord, ascoltati in milioni di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali.
L'indice del libro (http://www.laterza.it//indici/9788858117224_indice.pdf)