30 giugno 2005

I troll di Melissa P.

Sto finendo di leggere "La luna di carta" di Andrea Camilleri (sellerio): leggevo i commenti su Ibs e ho avuto la sgradita sorpresa di trovarmi delle recensioni con voto 1.
Tremensa sorpresa: tutti i commenti negativi osannavano poi il nuovo libro di Melissa P.
  • ... autori moderni che narrano la sicilia sotto altri aspetti e ne esportano la cultura e la bellezza in tutto il mondo,come Melissa P
  • Camilleri dovrebbe passare la staffetta a giovani che oggi rappresentano il patrimonio letterario moderno in Italia,cioè Melissa P.
  • la letteratura è tutt'altra cosa.Consiglio a tutti l'ultima opera di Melissa P., L'odore del tuo respiro.Quella ragazza vincerà il Nobel.

Non mi aspettavo di trovare su un sito "culturale" dei troll di Melissa P.: mi chiedo se è una "pigliata po culo", per dirla alla Camilleri, o cosa ....

Riassunto di Report "Mafia corruzione e clientele"

Alcune considerazioni sulla puntata di report "Mafia corruzione e clientele", di Maria Grazia Mazzola: nella prima parte si è parlato dell'autostrada Salerno Reggio Calabria, la strada delle tangenti.

Mi ricordo una promessa, fatta nel discorso di fine anno con i giornalisti, dal presidente del consiglio: "la Salerno Reggio Calabria sarà terminata entro l'anno prossimo". Un'altra promessa mancata.

Più interessante scoprire che gli stessi metodi sono stati applicati anche in Lombardia, regione che viene sempre portata come esempio di amministrazione pubblica che funziona senza sprechi:

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
In Lombardia, hanno usato lo stesso trucco: pagare tangenti risparmiando sui materiali per costruire opere pubbliche dopo l'alluvione del 96-97. Qui, nei muri di contenimento della frana per sei chilometri hanno piazzato tiranti più corti, truffando. Siamo sulla strada che dal comune di Valbondione porta a Lizzola. Questa sentenza, emessa dalla quarta sezione penale del tribunale di Milano il 10 novembre 2004, ha accertato che i lavori sono stati realizzati con subappalti irregolari, in modo non conforme al progetto iniziale.
VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E qui, la mafia non c'entra niente. C'è l'associazione per delinquere, la corruzione e un politico G.G., condannato a quattro anni e tre mesi in primo grado, nonché all'interdizione dgli uffici pubblici per cinque anni. Scrivono i giudici che si è servito della sua posizione per fare lavorare le imprese di famiglia e gli amici, un cartello di dieci società. Nel '98, all'epoca dei fatti, era coordinatore provinciale di Forza Italia. Nonché commissario straordinario dell'IPAB di Milano, ovvero l'ente per l'assistenza agli anziani bisognosi, nominato dalla regione Lombardia. La corruzione correva lungo il filo degli scambi di favori.

Le opere pubbliche venivano spartite tra aziende: si chiama associazione per delinquere

VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
G.G. è stato da poco rieletto consigliere regionale della Lombardia nel listino del presidente.
AUTRICE
Presidente lei ha inserito nel suo listino il consigliere regionale G.G. che è stato condannato in primo grado per corruzione, come mai?
ROBERTO FORMIGONI - Presidente regione Lombardia
Io ho inserito nel mio listino quindici persone provenienti da diversi settori della società, tutte potevano essere inserite a termine di legge. Ciò a cui mi attengo è la legge, il resto è speculazione politica.
AUTRICE
Ma il codice etico?

E poi il capitolo sull'ospedale Niguarda:
AUTRICE
Che cosa è accaduto sugli appalti che riguardano i reparti di emodinamica radiologia e neuroradiologia interventistica proprio qui, all'ospedale Niguarda di Milano?
GIUSEPPE LANDONIO - CGIL oncologo Niguarda
L'appalto alla NCG doveva essere aggiudicato a base d'asta di cinquanta miliardi, è stato aggiudicato per la sola emodinamica in sessanta miliardi, dodici miliardi l'anno. Ci è sembrato fin dall'inizio una cifra esorbitante e a conforto di questa nostra impressione c'è stata la segnalazione di ditte che non hanno potuto partecipare a questo appalto che ci hanno detto di poter consegnare le stesse attrezzature a prezzi inferiori di una, due volte rispetto a quanto spuntato dalla NCG.

Sergio Casartelli, della direzione generale, che allora reggeva l'ufficio di controllo di gestione, rileva delle anomalie nell'appalto, ma il direttore generale gli rispose confutando tutte le sue osservazioni.

SERGIO CASARTELLI - Staff direzione generale Niguarda
Allora il direttore generale che abbiamo avuto noi che è il dottor Caltagirone, che poi ci lasciò dal Niguarda e diventò direttore generale dell'ospedale di Lecco.
VOCE DELL'AUTRICE FUORI CAMPO
E qui entra la Corte dei Conti, ovvero il guardiano del contribuente che sulla vicenda del Niguarda, accerta un danno di duemilionitrecentottantasemila euro e ventuno centesimi, e sequestra cosi un quinto dello stipendio dei responsabili dell'appalto, altre nove persone. Pende su Pietro Caltagirone una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d'ufficio e falso e non solo, Caltagirone ha già una condanna a due anni in secondo grado per avere truccato altri appalti per l'informatizzazione sempre all'ospedale Niguarda. Ho tentato di chiedere al presidente della regione come mai Caltagirone sia stato promosso direttore generale dell'ospedale di Lecco.
AUTRICE
Per esempio Pietro Caltagirone, sulla vicenda…
ROBERTO FORMIGONI - Presidente regione Lombardia
Arrivederla signora…

Sul policlinico di milano, l'autrice è andata a chiedere informazioni direttamente all'ex ministro Girlolamo Sirchia:
Al policlinico, Girolamo Sirchia - fino a qualche mese fa ministro della salute - è rimasto di casa per tutto il periodo del suo incarico di governo: ogni lunedì alle 8,30 lui, regolarmente, a Milano, pochi passi da casa al policlinico, prendeva posto nel suo ufficio, e con lui la sua fedele segretaria Notari. Il resto della settimana al ministero a Roma. È insolito che durante l'incarico di ministro, l'ex primario già in pensione, abbia mantenuto comunque la sua posizione, all'interno dell'ex posto di lavoro, a che titolo?


AUTRICE
Noi le volevamo chiedere, sulla vicenda Immucor ministro, per i tre assegni che lei avrebbe ricevuto, siccome lei aveva detto all'inizio che non aveva ricevuto pagamenti.
GIROLAMO SIRCHIA - Ex Ministro della Sanità
Non ho alcun commento da fare.
AUTRICE
Non ci dice niente su questa vicenda, lei è andato dai magistrati, ha rilasciato delle dichiarazioni, volevamo sapere qualcosa. Siccome lei all'inizio disse che non aveva ricevuto dei soldi.
GIROLAMO SIRCHIA - Ex Ministro della Sanità
Siete veramente…
AUTRICE
E poi però diciamo ha dovuto ammettere che ha accettato quegli assegni, quegli assegni da 10.000 marchi l'uno, volevamo sapere come mai?Non ce lo vuole dire…
GIROLAMO SIRCHIA - Ex Ministro della Sanità
Non ho nessun commento da fare, non è di vostra pertinenza. (come se il suo stipendio gli arrivasse con i nostri soldi)
AUTRICE
Beh no lei insomma è un ministro…
GIROLAMO SIRCHIA - Ex Ministro della Sanità
Arrivederci.

Al policlinico lavora anche la moglie, A. P. , biologa in pensione, che lavorava insieme al marito al centro trasfusionale, e che è ora una consulente privata come resposabile del coordinamento della comunicazione scientifica di tre IRCCS pubblici di Milano. Anche la figlia dell'ex Ministro lavora qui all'interno del policlinico, impiegata al centro trapianti.

Si arriva poi alla corruzione legata al riciclaggio del denaro sporco: qualche magistrato, indagando sulla corruzione internazionale, come Enelpower, ha scoperto tangenti protette dallo scudo fiscale, provvedimento del governo sul rientro dei capitali detenuti all'estero, in vigore dal 27 settembre 2001 al 30 settembre 2003.

DONATO MASCIANDARO – Docente economia monetaria Bocconi Con il termine scudo fiscale si indica un provvedimento dell'attuale governo che ha consentito la regolarizzazione di oltre settantamila milioni di euro, di cui quarantatremila rimpatriati. Io stesso lo avevo salutato con interesse: si fa un provvedimento una volta, da quel momento in avanti si impongono sanzioni severissime. Un'intuizione che è stata già applicata con successo negli Stati Uniti, quella delle amnistie fiscali. Il denaro poteva rientrare dall'estero in due modi: attraverso canali tra banche, e lì la provenienza estera era automaticamente certificata, ovvero attraverso l'utilizzo di contanti. In questo caso bastava una dichiarazione del soggetto e a questo punto è su questo tipo di rientro che possiamo porre un punto interrogativo. Se io ho ricevuto una tangente e ne devo giustificare la presenza sui miei conti e ho ricevuto questa tangente in forma di contante, vado alla banca, dichiaro che è contante che proviene dall'estero, lo dichiaro non devo dimostrarlo, ed ecco che rientro nel provvedimento dello scudo fiscale.
AUTRICE Non è curioso che da una parte l'autorità giudiziaria persegue i capitali sporchi e dall'altra parte ci sia stata una legge che in qualche modo li abbia coperti?
DONATO MASCIANDARO – Docente economia monetaria Bocconi Beh è una curiosità che si trova di frequente nel nostro ordinamento, io mi occupo di mercati finanziari e i mercati finanziari sono molto presidiati contro il rischio riciclaggio e in un contesto generale in cui ad esempio si depenalizza il falso in bilancio. Non c'è stato invece l'inasprimento che è tipico delle esperienze statunitensi, per cui si potrebbe dire che abbiamo fatto il percorso inverso di Cristoforo Colombo, siamo partiti per cercare l'America e abbiamo trovato l'India, perché l'India è nota per essere un paese in cui a furia di condoni eccezionali, nessuno paga più le tasse regolari.

29 giugno 2005

La targa dello scandalo

Milano si ricorda di tutti i suoi figli, di quelli che han dato tanto, ma anche di quelli che han preso. E non hanno più restituito. La giunta di Milano ha deciso di posare una targa commemorativa in memoria di Bettino Craxi, davanti agli uffici in piazza del Duomo. (dal corriere)

Ironico invece il commento di Antonio Di Pietro, ex pm di Mani pulite ed attuale leader dell'Italia dei Valori: «Ben venga una targa commemorativa per Bettino Craxi a piazza Duomo, a condizione però che nella targa siano indicati i titoli di quando era in vita: politico e latitante». (sempre dal corriere).

Ricordiamolo ancora una volta: Craxi è stato condannato in contumacia per bancarotta fraudolenta e finanziamento illecito ai partiti. Travolto dagli scandali giudiziari e inseguito dai mandati di cattura del pool Mani Pulite di Milano, preferì non affrontare i processi e nel 1994 fuggire nella sua villa di Hammamet, in Tunisia, presso la quale capi di Stato e politici di tutto il mondo amavano un tempo farsi ospitare (dalla sua biografia).

Mi chiedo come sia stato possibile che la giunta di Milano abbia potuto votare per questo, anche se a scrutinio segreto: poi ho trovato questo:

Il centrodestra avrebbe potuto accedere all´idea di intitolare una via a Berlinguer, il sostenitore della «questione morale», politico di «immacolata onestà» (secondo la definizione di Indro Montanelli), a condizione che il centrosinistra votasse per l´affissione di una targa in memoria di Bettino Craxi. Da mettersi in piazza del Duomo 19, dove tutti i milanesi sanno che c´era lo sportello per le tangenti. A quel punto la proposta-Berlinguer si è inabissata. Per pudore.

Sul blog di Lorenzoc c'è una vecchia prima pagina di cuore, con il vero volto dei craxiani. Caro Lorenzo: anche io mi incazzo ancora.

28 giugno 2005

Lo stipendio di (alcuni) giornalisti

Dopo lo stipendio degli onorevoli, ecco un confronto tra alcuni giornalisti Rai, fatto da Nino Rizzo Nervo consigliere in quota alla Margherita, in un intervista al corriere:
  • Vespa: ha un contratto che prevede un minimo di 100 puntate l’anno, quindi tre a settimana, fino al 2010 per un importo annuo di 1.187.000 euro. Più dei compensi dei direttori di Tg1, Tg2, Tg3, Tgr e Giornale Radio messi insieme
  • Giovanni Masotti: raggiunge il 6,5-7% di ascolti su Raidue e percepisce 4000 euro ogni puntata in più rispetto al suo stipendio
  • Giovanni Floris: la squadra di Raitre, ovvero Giovanni Floris, Federica Sciarelli, Andrea Vianello, che garantiscono tra il 12 e il 15% di share, si ferma a 1300 (euro in più a puntata)

Report: mafia, corruzione e clientele

La puntata di stasera di Report (28/06/2005) confronta le regioni Lombardia e Calabria sui temi della corruzione, del clientelismo e della mafia. Alla faccia di chi dice che l'Italia non è un paese unito, invece scopri che la mazzetta unisce nord e sud.

Perchè si deve guardare questa trasmissione? Nell'inchiesta di M.G. Mazzola si parlerà dello spreco all'ospedale Niguarda di Milano: la Corte dei Conti (il massimo organo di controllo delle istituzioni italiane) ha stabilito una perdita di 2380000 euro, per i costi delle forniture e servizi che sono stati gonfiati. Il responsabile amministrativo si era accorto dei costi alti, ma era stato smentito (e zittito) dal direttore dell'ospedale, Pietro Caltagirone, che ora è stato premiato, dalla giunta Formigoni a direttore dell'ospedale di Lecco.

Si parlerà anche dell'inchiesta sul Policlinico di Milano, su presunte tangenti pagate da una multinazionale americana, la Immucor.
Vicenda dove è implicato l'ex ministro della sanità Girolamo Sirchia (repubblica).

Ilsottotitolo della trasmissione è: "Chi paga?": Noi paghiamo, sono i soldi nostri, non dimentichiamocelo, che anzichè essere finire nelle casse dello stato, spariscono nelle tasche di qualcuno.

Crimini a cura di G. De Cataldo

Premessa: sono generalmente maldisposto nei confronti dei racconti gialli. Mi è capitato, nel passato, di leggere racconti nei quali la storia era troppo breve e poco sviluppata, per essere interessante. È compito dell'autore, e sono pochi quelli che ci riescono bene, nelle poche pagine a disposizione descrivere i personaggi con pochi tratti, asciutti e creare una storia che stia in piedi senza intrecci o sviluppi complessi.

Detto ciò, diciamo che, con questo libro ci troviamo di fronte a dieci giallisti con nove racconti “noir”: dove cioè si osserva la realtà secondo un punto di vista particolare, un po' scomodo, spesso nascosto, fatto dal crimine, da quel sottobosco di personaggi che non sono del tutto buoni né cattivi. Da poliziotti che vogliono andare avanti nelle loro indagini a qualunque costo. Di giornalisti cinici e chirurghi senza alcun limite morale (vi fareste mai operare dal chirurgo di Ammaniti).

Ogni storia è buona per raccontare una parte del paese che sta poco alla luce del sole (e che a volte è solo il noir a portare allo scoperto): De Cataldo ha scritto nella prefazione che il noir è un modo decisamente originale per raccontare i miti, i riti, gli splendori (pochi) e le miserie (molte) della contemporaneità.

Tre temi portanti pervadono i racconti: la corruzione, come ricerca spasmidica del guadagno e del benessere. O come assenza di ogni etica e limite morale, che ti porta a non pensare alle conseguenza dei tuoi gesti.

Il tema dello straniero, tema sempre più attuale di questi tempi. Percepito dai più come portatore di crimine e come minaccia per il nostro status quo. Possiamo continuare ad isolarli, lasciandoli nei centri o nelle baraccopoli. Oppure iniziare a fare i conti con questa realtà: iniziare a capire come integrarli, come accoglierli e non lasciare che sia la malavita a fornire loro l'unica possibilità di sopravvivenza. Nel libro “Con la morte nel cuore” di Biondillo, viene fatto una splendida analogia tra gli extracomunitari che arrivamo in Italia e gli ebrei che arrivavano sui vagoni ad Auschwitz: tal volta la selezione era fatta in modo sbrigativo. Si aprivano le porte su entrambi i lati e coloro che scendevano dalla parte “sbagliata” erano subito gasati. Ecco, dobbiamo fare in modo che chi arriva in Italia, non scenda dal lato sbagliato.

Il terzo tema è l'ossessione del successo, nella società e nello spettacolo, la fama da raggiungere senza preoccuparsi degli altri.

Ora torniamo ai racconti: quello di Ammaniti è di gran lunga il più divertente, con un chirurgo che pur di recuperare il suo “tesoro”, non esita a operare un'attrice di fiction sul set di scena. Con Massimo Carlotto andiamo nel poliziesco, dove un ispettore deve indagare, tra criminali croati e mafia cinese, su un traffico di droga. Il desiderio di vendetta per la morte di un suo confidente e di una sua collega poi, lo porterà a comportarsi come un cane sciolto. Ne “Il covo di Teresa” di Diego da Silva si confrontano due figure diverse: un'anziana signora, che conduce una vita solitaria e un ragazzo, ricercato dalla polizia. Il racconto “L'ospite d'onore” mostra un Faletti che abbandona i serial killer e i gialli psicologici, seguendo uno stile più ironico: è la storia di un giornalista che va alla ricerca di un presentatore sparito dalle scene. Farà un'amara scoperta sul perchè della fuga. Dazieri segue il suo stile: personaggi borderline con un lungo passato (come il suo gorilla) che devono seguire delle indagini in privato. Qui siamo nel mondo dello spettacolo, tra cabarettisti, comici e mamme disposte a tutto pur di portare al successo il proprio figlio. Il racconto di Camilleri avrebbe meritato maggiore spazio, nel senso che la storia poteva essere sviluppata in un racconto più lungo: è la storia di un incontro e una storia d'amore che il caso fa finire troppo presto. Fois, con “Quello che manca” è il racconto con la frase da ricordare: è quella di un commissario che vuole indagare anche seguendo piste politiche dalle quali è invitato a distogliere l'attenzione.
Rivolgendosi ad un collega dice:

Be, adesso quella che chiamano democrazia, ha le labbra finte, i capelli ossigenati e tutto il resto. È finta: non è quello che sembra .. o quella che vogliono darci ad intendere.

Marchini rinunciò al terzo arancino – E cosa sarebbe? - chiese, pentendosi immediatamente della domanda.

Non lo so, non lo so ancora, ma la democrazia che piace a me non ha né soldi né il tempo per rifarsi le tette. È Chiaro?

Il racconto di De Cataldo, "Il bambino rapito dalla befana" raccoglie tutti i e tre i temi discussi sopra: un giocatore alle corse pensa di recuperare i soldi che deve agli strozzini organizzando un sequestro di un bambino. Sarà un extracomunitario umanissimo, reietto della nostra società ad aiutarlo. Il racconto finisce come una fiaba "con due umani che camminano allacciati verso il futuro in una strada della vecchia Roma baciata dalla luna e un saggio cane un pò acciaccato dall'ultima battaglia che trotterella scondinzolando al loro fianco". L'ultimo racconto di Lucarelli, "Il terzo sparo", parla di una poliziotta delle volanti che, dopo un conflitto a fuoco, comincia a farsi troppe domande su un collega che, forse, non è pulito come sembra.

I link su bol e ibs.

27 giugno 2005

Stato di paura di Michael Crichton su coupe

Riporto, dall'angolo della cultura di coupedetheatre, il giudizio di se sull'ultimo libro di Michael Crichton "Stato di paura":
Il thriller in se non e' niente di speciale ma le teorie che
vengono trattate sono affascinanti, prova almeno a mettere in discussione le
certezze dei movimenti ambientalisti sul surriscaldamento globale e le
responsabilita' dirette dell'uomo e lo fa dopo un ricerca durata tre
anni.


se riporta anche la traduzione fatta da wittgenstein, del dialogo tra due professori circa le "mode della ricerca", che abbracciano delle tesi, poi smentite da ricerche successive, ma che rimangono vive nella cultura popolare. Ad un certo punto si parla di catastrofi:

Il crollo del Muro segnò la fine dell'impero sovietico. E la fine della Guerra Fredda che era durata per mezzo secolo”

Un altro silenzio. Un altro sguardo soddisfatto.“Mi dispiace”, disse ancora Evans. “Io avevo solo tredici anni, e…” Si strinse nelle spalle: “Non capisco dove voglia andare a parare”.

“Voglio andare a parare sul concetto di controllo sociale, Peter. Alla necessità per ogni stato sovrano di esercitare un controllo sul comportamento dei suoi cittadini, per tenerli docili e mantenere l'ordine. Per evitare che guidino sulla corsia sinistra, o sulla destra, a seconda dei casi. Per far sì che paghino le tasse. E sappiamo bene che il controllo sociale si esercita al meglio attraverso il terrore”.

“Il terrore”, ripetè Evans.“Esatto. Per cinquant'anni, le nazioni occidentali avevano mantenuto i loro cittadini in uno stato di terrore perpetua. Terrore degli altri. errore della guerra nucleare. La minaccia comunista. La cortina di ferro. L'impero del male. E nei paesi comunisti, lo stesso. Paura di noi. Poi, tutto a un tratto, nell'autunno del 1989 finì tutto. Via, sparito. Fine. La caduta del Muro di Berlino lasciò un vuoto di paura. La natura rifiuta i vuoti. In qualche modo andava riempito”.

Evans fece una smorfia. “Sta dicendo che le paure ambientaliste presero il posto della Guerra Fredda?”

“È provato. Certo, adesso abbiamo il fondamentalismo radicale e il terrorismo tra le nostre paure, e sono di certo ragioni valide per essere spaventati, ma non è questo il punto. Il punto è che c'è sempre qualcosa di cui aver paura.

Il nuovo palinsesto Rai

Le buone notizie
Torna Lucarelli su Rai 3, a partire dal 11 settembre, con Blu Notte: stasera andrà in onda la replica della puntata dedicata al caso Ustica (link)
Confermato anche Ballarò, sempre a settembre, a partire dal 20.
In autunno, su Rai 1, andranno in onda due nuovi episodi del Commissario Montalbano "Il giro di boa" e (forse) "La pazienza del ragno" (girate a Scicli in provincia di Ragusa). Sono curioso di vedere se, nella versione cinematografica, la polemica sulla legge "Bossi Fini" (che nel libro è chiamata Cozzi Pini) è stata censurata.

Le altre notizie
Verrà realizzata una fiction a partire dal libro di Pansa "Il sangue dei vinti". La parte oscura della lotta partigiana, le vendette, gli omicidi, le foibe ....
Nessuna polemica: probabilmente volevano fare una fiction anche sull'eccidio di "S Anna di Stazzema": ma stanno aspettando che la Cassazione confermi le condanne alle SS, della XVI div Panzergrenadier. Non è forse vero che, fino a prova contraria, ogni cittadino è innocente?

26 giugno 2005

Ustica, 25 anni dopo

Buon compleanno Ustica: una vicenda che è stata chiamata con un riferimento geografico in modo che tu la possa prendere così come è. Si dovrebbe parlare di “abbattimento dell'aereo IH 870, sui cieli del tirreno, tra Ustica e Ponza”. Troppo complesso e poi si rischia di lasciare aperte troppe riflessioni (cosa centra Ponza? Abbattimento? ..). Più semplice Ustica. Paolini nel suo spettacolo “I-TIGI, canto per Ustica” preferisce parlare di I-TIGI (la sigla che aveva sulla fiancata l'aereo). Parliamo allora di I-TIGI.

I-TIGI: buon compleanno ai protagonisti politici della vicenda. Da Andreotti (allora presidente degli esteri) a Cossiga (presidente del consiglio): grazie per averci lasciato (dopo le bombe di piazza Fontana e Della Loggia e le bombe sui treni) un altro mistero, dove esiste una verità scomoda che non può essere detta e una, più rassicurante, verità ufficiale.

Buon compleanno anche ai politici di oggi, soddisfatti (come il ministro Giovanardi) dell'assoluzione dei generali, che ha ridato “piena dignità all'eroica Aereonautica Militare Italiana”. Da sempre sostenitori della tesi della bomba, su un aereo in ritardo di un'ora e mezzo, una bomba che avrebbe buttato giù l'aereo senza scalfire neanche la tavoletta del water.

Buon compleanno ai vertici delle forze armate italiane, per aver cercato di bloccare le indagini (i tracciati radar fatti scomparire, i registri con le pagine mancanti), per aver despistato (cedimento strutturale, perchè l'aereo trasportava pesce ...), per aver mostrato ancora una volta, quanto sia forte in voi il senso dello stato. Cioè il vostro stato, il vostro stato di potere.

Buon compleanno all'alleato americano, che ancora oggi non ci ha detto dove fosse la portaerei Saratoga (e cosa ha visto).

Buon compleanno ai servizi segreti militari (SISMI) e civili (SISDE): cos'è la sicurezza per voi? Mancano 81 persone all'appello, 64 passeggeri, 11 ragazzi, due bambini e 4 membri dell'equipaggio.

Buon compleanno anche ai vertici militari francesi che si sono comportati come i vertici dell'aereonautica italiana: non una parola su ciò che hanno visto o fatto i loro aerei, qualla notte del 27 giugno 80.

Buon compleanno alle persone che, invece, hanno cercato in tutti i modi di ricercare la verità, andando oltre la versione ufficiale. A partire dal giudice Priore, che nel 1999 ha rinviato a giudizio 9 generali dell'aereonautica e del sios per depistaggi, omissioni e falsa testimonianza. Tutti assolti nel 30 aprile 2004 (due generali per prescrizione del reato di “alto tradimento”). O come il giudice Borsellino: non riusciva a farsi dare i nominativi delle persone presenti nel radar di Marsala. Disse “o mi date i nominativi o io, con i carabinieri, espugno il radar”. Alto senso di responsabilità civile dei vertici dell'areonautica. Senso di responsabilità e di dovere, che hanno invece avuto giornalisti come Andrea Purgatori, Daria Lucca e Paolo Miggiano, autori di “Ad un passo dalla guerra”, Sperling & Kupfer editori.

Buon compleanno anche a Gheddafi, che ha sempre sostenuto che la seconda vittima, quella sera fu anche la Libia. Peccato che nessun capo di governo sia mai andato in Libia a chiedergliene conto.

Perchè è importante sapere la verità su questa triste vicenda della nostra repubblica? Be, se vi fate questa domanda, potete proseguire oltre, andando a a leggervi la pagina dell'oroscopo o dello sport. Noi dobbiamo pretendere dalle nostre istituzioni la massima chiarezza e il massimo sforzo affinchè si assumano le proprie responsabilità. Perchè, oltre alle 81 vittime, in fondo al mare sono finiti anche i nostri diritti civili, come cittadini di un paese che si definisce civile.

24 giugno 2005

Lo strano caso del calcio Genoa

avevo già scritto dell'anomalo caso del Calcio Como, acquistato in sordina da Preziosi, già ex presidente fallimentare, ora presidente del Genoa. Squadra che ora si trova invischiata nel calcioscommesse, per una telefonata Il Venezia segna il primo gol, Gonzalo Miguel Vicente gela i tifosi e subito scatta da uno dei cellulari dei genoani intercettati una telefonata allarmata: «Ma che c... sta succedendo? - dice il dirigente al suo interlocutore stupito a sua volta - Cosa stanno facendo quelli? Ci hanno fatto gol! Sono pazzi. Ci hanno fatto gol per errore!» (dal corriere).

In questi giorni si è discusso del DNA di certi gruppi etnici, che sarebbe tale da portarli alla violenza, allo stupro: invece perchè non parlare di questa specie di re Mida all'incontrario, che sembra avere la frode nel sangue e che ogni cosa che tocca riesce a "sporcare"?

Il comico ci riprova

Probabilmente pensava che non l'avessimo capita, o che non ne avessimo apprezzato il fine umorismo. Allora ha pensato di riprovarci:

Neanche la mamma gli crede. «Nel ’48 fui malmenato dai comunisti mentre attaccavo i manifesti della Dc. Avevo dodici anni, mi tirarono giù dalla scala e mi picchiarono. Quando tornai a casa mia madre pensò che ne avevo combinata una delle mie e mi diede il resto...». (unità, striscia rossa e adnkronos).

E' un momento duro, dobbiamo capirlo: fosse un politico, si spremerebbe le meningi per trovare delle soluzioni ai problemi che gli capitano uno dopo l'altro (come la dura relazione di Billè all'Assemblea di Confcommercio). Da uomo di spettacolo com'è, cosa possiamo aspettarci d'altro? Una prece, per cortesia, le barzellette, la prossima volta, ne inventi di nuove. I clichè soliti (il macho italiano, i finlandesi con le renne, i comunisti cattivi) ci hanno stufato.
Grazie

P.S. la malattia sta contagiando anche altri (ex?) politici: D'Alema e Castelli commentatori della coppa america di vela (ansa). Ma il doppio lavoro non era reato?


23 giugno 2005

Dante e la proclamazione della verità

Il tema della maturità chiedeva di commentare i versi 106-142 del XVII del Paradiso della Divina Commedia: Dante chiede consiglio a messer Cacciaguida.
Teme che, con i suoi versi, i qyali raccontano quanto visto nell'Inferno ("mondo sanza fine amaro") e nel Purgatorio ("lo monte del cui bel acume li occhi de la mia donna mi levaro"), si farà dei nemici, che lo perseguiteranno anche ora che ha perso la cittadinanza ("loco m'è tolto più caro") ed è in esilio.
Cacciaguida lo rincuora: solo chi ha la coscienza "fusca" può provare vergogna. Lo sprona ha dire la verità, senza nascondere nulla ("lascia pur grattar dov'è la rogna"): perchè anche le parole che possono sembrare all'inizio più indigeste, saranno un nutrimento, per lo spirito, una volta comprese ("vital nodrimento lascerà poi, quando sarà digesta").
Cacciaguida fa poi un'analogia tra i versi di Dante, che nel suo viaggio ha visto anche anime di persone importanti ("anime che son di fama note"), che ora soffrono all'Inferno, e il vento che spazza le alte cime, e non è un onore da poco. Il finale è uno sprone a Dante di parlare della verità, anche quando è scomoda.

«Ben veggio, padre mio, sì come sprona
lo tempo verso me, per colpo darmi
tal, ch'è più grave a chi più s'abbandona;
per che di provedenza è buon ch'io m'armi,
sì che, se loco m'è tolto più caro,
io non perdessi li altri per miei carmi.
Giù per lo mondo sanza fine amaro,
e per lo monte del cui bel cacume
li occhi de la mia donna mi levaro,
e poscia per lo ciel, di lume in lume,
ho io appreso quel che s'io ridico,
a molti fia sapor di forte agrume;
e s'io al vero son timido amico,
temo di perder viver tra coloro
che questo tempo chiameranno antico».
La luce in che rideva il mio tesoro
ch'io trovai lì, si fé prima corusca,
quale a raggio di sole specchio d'oro;
indi rispuose: «Coscienza fusca
o de la propria o de l'altrui vergogna
pur sentirà la tua parola brusca.
Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
tutta tua vision fa manifesta;
e lascia pur grattar dov'è la rogna.
Ché se la voce tua sarà molesta
nel primo gusto, vital nodrimento
lascerà poi, quando sarà digesta.
Questo tuo grido farà come vento,
che le più alte cime più percuote;
e ciò non fa d'onor poco argomento.
Però ti son mostrate in queste rote,
nel monte e ne la valle dolorosa
pur l'anime che son di fama note,
che l'animo di quel ch'ode, non posa
né ferma fede per essempro ch'aia
la sua radice incognita e ascosa,
né per altro argomento che non paia».

(da sito classicitaliani)

22 giugno 2005

Un umorismo incompreso

Finalmente qualcuno che di fronte alle sparate del presidente del Consiglio non si mette a ridere dicendo "che simpatico" oppure, "che pirla" ...
Per fortuna che siamo nella Comunità Europea, che almeno ci costringe a confrontarci con paesi che pretendono una maggiore serietà dai leader istituzionali.

Il presidente del Consiglio aveva affermato ieri che per ottenere che Parma diventasse sede dell'Agenzia alimentare europea aveva dovuto "esercitare le mie arti da playboy, ormai lontane nel tempo...".

Viva la ricerca di Riccado Iacona

Per fortuna che siamo in estate: ringrazio la Rai perchè, in un periodo di magra, abbia trasmesso il servizio giornalistico di Riccardo Iacona, sullo stato di salute della ricerca italiana.
Abbiamo dovuto aspettare l'estate che costringe i principi dei palinsesti a riportare in prima serata vecchi telefilm, film già visti, per coprire i buchi. E qualche volta viene mandato in onda qualcosa di intelligente.

Chi ha visto la trasmissione (martedì 21/06 sera su Raitre) non può non aver provato un senso di rabbia per quanto mostrato: "chi parla viene bloccato, gli vengono tolti i fondi, si viene eliminati dal sistema, i concorsi sono pilotati, chi vince si sa già ...". Ma non si stava parlando della mafia, ma del sistema accademico italiano, che non premia i cervelli migliori, non li mette in condizioni di poter fare ricerca fornendo fondi adeguati e attrezzature avanzate.

Desolante il paragone fra i nostri centri di ricerca, considerati anche all'avanguardia per le ricerche che portano avanti e quelli all'estero. Iacona si chiedeva come mai ogni volta dovesse scendere in scomodi scantinati, oppure in stretti box dove gli studenti devono stringersi in sei in uno spazio di 5 metri per 2. Mentre all'estero ogni ricercatore ha la sua aula, il suo terminale con la connessione in rete e i centri di ricerca sono in laboratori ampi e luminosi. E non stiamo parlando di università del meridione (o del terzo mondo): ma del Politecnico di Torino.
Nell'inchiesta sono stati mostrati molti casi di "cervelli" in fuga: come Dario Farina, 31 anni, brillante ricercatore, che è stato bocciato al concorso di ricercatore a Torino. Dopo la bocciatura si è trasferito in Danimarca, è diventato professore associato (cosa che in Italia si ottiene a 50 anni). Sta portando avanti degli studi avanzati sul meccanismo di trasmissione degli simoli dal cervello al sistema muscolare. Sarà una ricerca importante: come mai l'Italia (e il sistema accademico) si è privata di una persona così brillante?

Perchè chi ha vinto il concorso, aveva pubblicato due articoli (contro i 31 di Farina) con uno dei membri della giuria che lo ha giudicato.La cosa è scandalosa: eppure nell'università di Torino non se ne è discusso, il sopruso, il clientelismo, la raccomandazione sono concetti comunemente accettati. Anche nel mondo delle università: i nostri giovani stanno crescendo con l'idea che, senza conoscenze, solo con i propri meriti, non si va da nessuna parte.
La Danimarca investe il doppio dell'Italia in ricerca. Otterrà da questa, probabilmente, dei risultati importanti: nuovi brevetti, che significa nuovi prodotti per la cura di malattie (come la semimobilità muscolare), anche grazie al contributo dei cervelli italiani in fuga.

Un'altro caso è quello della dottoressa Alessandra Lanzana, professoressa all'università di Berkeley, cui è stato affidato un budget di 4 milioni di dollari per le sue ricerche nel campo dei superconduttori. In Italia avrebbe lavorato (con contratti annuali) in uno scantinato.

O come il professore Luzzato, trombato (la notizia su repubblica, molecularlab, pianestascuola) da direttore scientifico dell'Istituto Tumori di Genova: la scusa? Passava troppo tempo a New York, dove lavorava prima di tornare in Italia, creando "una situazione di conflitto di interessi".
Dovrebbe essere un lustro la collaborazione con un ente, primo al mondo nella ricerca dei tumori, invece. Luzzato è stato licenziato dal commissario straordinario dell'Ist, Maurizio Mauri (nominato dall'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi). Come mai? Al suo posto è stato nominato un dottore, probabilmente, più manovrabile. D'altronde la ricerca sul cancro non è diventata un grande business?

Parliamo di mettere dazi sulle importazioni dalla Cina: pensiamo veramente di batterla così? La realtà abbandonando la ricerca diventeremo sempre più un paese da terzo mondo, diviso in caste. Dove chi nasce figlio di un dottore, di un professionista, ha la corsia preferenziale nel mondo del lavoro. Chi nasce figlio di operai, ha sempre meno possibilità di miglirare la propria posizione.

Io sono riuscito a laurearmi grazie alle borse di studio dell'ISU (Istituto per il diritto allo studio): passi gli esami con una buona media? Bene, noi ti diamo assegno con cui pagare la retta (e i libri ..). Chissà oggi, con i tagli alla ricerca, ai fondi delle università ..

21 giugno 2005

Prossima uscita: Luna di Carta di Andrea Camilleri

Il prossimo libro di Andrea Camilleri, che si intitola "Luna di carta" (Sellerio editore), uscirà il prossimo 23 giugno.
Per saperne di più andate su bol e ibs. Che Montalbano ci dobbiamo aspettare? Camilleri stesso sul suo sito ha scritto:

Come già ne La pazienza del ragno un Montalbano più pensieroso e maturo che riflette sull’avanzare degli anni e il regredire della memoria, sempre allergico ai superiori e al magistrato di turno.
«E sì, questa volta Montalbano potrebbe davvero perdere sul serio la testa per una donna. Dopo anni di fedeltà alla fidanzata, Livia, arriverà una donna che lo tenterà molto. Se tradirà? Chi può dirlo. Si troverà in mezzo a due forti figure di donna, contrapposte l'una all'altra. Entrambe possibili assassine. Montalbano sarà chiamato al compito più arduo della sua carriera: capire la psicologia femminile. E a forza di capire... Diciamo che una delle due lo tenterà parecchio. Per la prima volta il lato sentimentale del personaggio emergerà chiaramente». (Andrea Camilleri, da un'intervista a Luna del 9.2004)

Giallo in città di Pederiali e Barbolini

Due racconti brevi brevi, il primo un giallo ambientato tra Milano e Modena, il secondo in un ristorante cinese di Milano.
Il racconto di Giuseppe Pederiali, Trappola per topi, ha come protagonista l'ispettore Cagliostri. Prende spunto da una sfida tra scrittori e appassionati del giallo, appartenenti al club del canarino, che sfocia nel delitto. Troppo breve: i personaggi non fanno in tempo a venire focalizzati, nè la storia a coinvolgere.

Il racconto di Roberto Barbolini, Perchè i cinesi non muoiono, due clienti in un ristorante cinese, la locanda della sesta felicità, non troppo amanti di quella cucina. Uno è un ungherese, discendente da una contessa vampira. L'altro è stato costretto al cinese dalla moglie. Iniziano una discussione sui clichè che girano su quei ristoranti: nel discorso si inserisce ad un certo punto un vecchio, Wu, che inizia un racconto nell'antica Pechino del secolo passato, con la storia di un boia che, grazie all'inconsapevole aiuto di un italiano, riesce a fuggire in Italia nascosto in una cassa. Wu passa poi a parlare della vecchia Chinatown di San Francisco, del poliziotto Jack Manion, di un suo caso incredibile. .... Surreale.

I link su bol e ibs.

20 giugno 2005

Una serata Senzafiltro

Sabato sera, Telelombardia ha trasmesso lo spettacolo "Senzafiltro", condotto da Michele Santoro. Erano presenti, oltre a Santoro, altri esuli della Rai, dalla Guzzanti, al giornalista Travaglio, Vauro e Saverio Lodato. Durante la trasmissione sono stati trasmessi spezzoni dello spettacolo di Beppe Grillo (che anche Blob ha mandato in onda): ha parlato della Fiat, "siamo alla terza generazione, i Lapo, Lupo, Lipo, che presentano a Ginevra la Croma .. ma ancora co sta cazzo di Croma, non ce ne eravamo liberati?" ... "la Fiat ha il doppio dei debiti della Parmalat, lo dico da 12 anni" ...

Dopo la Fiat, c'è stato uno spezzone in cui ha parlato del ministro della giustizia USA, Gonzales. E' il giurista che, con la scusa della lotta al terrosrismo, ha deciso di togliere lo status di prigionieri militari per i reclusi di Guantanamo (e delle altre carceri segrete USA). E' colui che ha inventato la formula di "nemici combattenti", per i quali non valgono i diritti che tutelano i militari catturati.
Al sito soaw.org si possono leggere i documenti, desecretati da Clinton, sui manuali di tortura. SOA sta per school of the americas, una scuola locata a Fort Benning: scuola di tutti i moderni dittatori del sudamerica (Noriega ..).

Il link contenente i manuali di tortura è http://www.soaw.org/new/article.php?id=98, la versione pdf è parte1 e parte2.
Il manuale di tortura si chiama "human research exploitation". Le parole sono importanti, direbbe Moretti: come si fa a chiamare un documento che insegna come si fa a torturare, sfruttamento delle risorse umane?
Nel documento poi, la cella del torturato è chiamata "operation room" ...

Dopo Grillo e la Guzzanti-Buttiglione, Travaglio ha poi chiarito la vicenda Andreotti, colpevole o innocente?
La realtà è che Andreotti, senatore a vita, sette volte presidente del Consiglio e per 25 volte ministro di tutti i governi della Repubblica, dal 1947 al 1993, è stato prima assolto, poi condannato e infine prescritto. Non è innocente con formula piena.
In primo grado fu assolto nel 1999 a Perugia e poi a Palermo. Nel 2002 la corte di Assise di Perugia emise la condanna: a 24 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso nell'omicidio di Mino Pecorelli (giornalista di OP ucciso nel 1979).
La corte stabilì che Andreotti ebbe rapporti col capo della mafia Stefano Bontade almeno fino al 1980.
Nel 2003, la corte di Palermo lo ha assolto per l'omicidio Pecorelli, ma lo ha ritenuto ritenuto responsabile del delitto di associazione a delinquere con Cosa Nostra, reato prescritto (non assolto) a causa del decorso del tempo.
Questa è la persona che ancora viene chiamata ad esprimersi su questioni politiche, viene intervistato, da giornali e televisioni. Una persona che fino al 1980, questo ha stabilito la corte, ha tenuto rapporti con la mafia. Il link sul blog di Grillo, dove si propone di dimenticarlo "come facente parte di un periodo buio della nostra storia." Non sono d'accordo: meglio sapere che dimenticare ...

Dopo Andreotti, Travaglio ha fatto un Bignami della vita di Dell'Utri. Travaglio e Lodato hanno scritto insieme il libro "Intoccabili" sulla lotta alla mafia (link su bol e ibs).
Altro personaggio che altrove farebbe scandalo, qui diventa reclutatore di uomini politici per Forza Italia.

Per questo, per non dimenticare ma per capire qualcosa di più delle sentenze, sto leggendo "Il libro nero della prima Repubblica", Fazi Editore, della giornalista Rita di Giovacchino, che inizia proprio col processo ad Andreotti (ibs e bol).

19 giugno 2005

Pane e cioccolata con Nino Manfredi

Un film che mostra, senza alcuna censura "politically correct", le condizioni degli emigranti italiani in svizzera. Ma potrebbe essere la Germania, l'America dei primi anni del secolo scorso ...

La prima parte del film si caratterizza dalle macchiette del personaggio Nino Garofoli, emigrante ciociaro in svizzera, che perde il posto di cameriere per aver urinato in pubblico.

La seconda invece mostra la discesa, nella scala sociale, del personaggio. Se prima era semplicemente un italiano (in senso dispregiatico), ora perdendo il posto, perde il permesso di soggiorno ed è costretto a rimanere come clandestino in Svizzera. Finisce per cercare asilo prima in un'amica, esule greca. Poi da altri clandestini napoletani che allevano polli, diventati polli essi stessi, a furia di vivere in un pollaio.

Due immagini, rimangono del film: il gruppo di emigranti che osservano dalle reti del pollaio un gruppi di ragazzi, biondi, perfetti, a cavallo ... come se fossero delle divinità pagane.
La seconda è lo spettacolo improvvisato, nella baracca degli operai, travestito, da lui e due italiani, travestiti da donne:

ndring dringhidi dri, ndring dringhidi dru
passiamo la vita a fare su e giù
le donne degli emigranti

buone da dietro, ma anche davanti
le puoi avere per pochi franchi ..

L'emigrante Nino soffre, perchè vorrebbe semplicemente essere come loro, come uno Svizzero qualunque, che le persone salutano per strada cordialmente, i bambini rincorrono per riportargli una rivista che non aveva perso, che può scherzare al bar su una partita di calcio.
Ingenuamente pensa che basti tingersi i capelli: ma finisce per tifare Italia e finisce malmenato. Rassegnato alla sconfitta, sale sul treno che lo riporta in Italia: ma di fronte agli italiani con la chitarra in mano, preme il freno e scende.
In bilico tra commedia all'italiana e indagine realistica sull'emigrazione, con momenti surreali e grotteschi (la scena nel pollaio), Pane Cioccolata rimane un film bello, di quelli che ora non si ha il coraggio di fare.

Chissà se chi ha visto il film si è reso conto del clima che era presente in Svizzera (ripeto, poteva essere anche la Germania o gli Stati Uniti di inizio secolo), di pregiudizio contro gli italiani. Che solo per il fatto di non essere svizzeri (o anglosassoni o tedeschi ...) erano sospettati di tutti i crimini ... A riguardo consiglio il libro "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella (su ibs).

La scheda del film su spettacoli virgilio.

La dodicesima carta di Jeffery Deaver

Un giallo nel quale l'immagine del protagonista, il detective Lincoln Rhyme, non mette in ombra le altre persone della storia, ma ogni personaggio ha una sua funzione nel quadro generale, come un tassello di un puzzle. L'abilità di Deaver, è di far "parlare" le persone anche attraverso i loro pensieri (in corsivo).

La storia parte da un mancato stupro al museo di storia afroamericano di New York: il caso diviene materia di Rhyme, poichè l'aggressore ha lasciato la carta dell'impiccato (la dodicesima carta dei tarocchi) sul luogo del crimine. Non solo: tornato sulla scena del crimine, uccide il responsabile del museo, di fronte alla polizia. L'indagine porta gli investigatori a fare un salto indietro nel tempo, nella New York del periodo successivo alla guerra di Secessione. Geneva Settle, la ragazza aggredita, stava leggendo un articolo riguardante un suo antenato, Charles Singleton uno schiavo liberato, accusato ingiustamente di furto. Dalle lettere che Charles ha scritto alla moglie, emerge un segreto, forse legato al quattordicesimo emendamento della Costituzione americana. E' questo il motivo per cui l'uomo ha aggredito Geneva? E chi è quest'uomo qualunque, che vive in uno stato di "torpore", per cui non prova alcuna emozione nell'uccidere le persone?

Il libro sembra non trovare mai la soluzione definitiva, tra continui colpi di scena e falsi finali (si ha sempre l'impressione di essere arrivati alla fine, quando all'improvviso il libro cambia le carte in tavola) e false piste che il vero assassino ha costruito per sviare le indagini.
Ambientato tra le strade di New York del 1865 e le strade della New York di oggi, Amelia Sachs, e la squadra della NYPD costruita attorno a Lincoln (il braccio e la mente) arriveranno a scoprire un complesso piano che doveva portare all'eliminazione di Geneva.

Nelle ultime pagine, si arriva anche alla soluzione del "mistero dello schiavo", l'ex schiavo Charles, che si era battuto per l'emancipazione e l'istruzione delle persone di colore. Mi è piaciuta l'analogia tracciata alla fine da Deaver tra lo schiavo che grazie ai propri sforzi riesce a diventare, da tre quinti d'uomo ad un uomo con una dignità intera. Dopo la guerra, gli ex schiavi venivano considerati tre-quinti d'uomo, affinchè il loro voto non
pesasse come uno. Charles si era battuto affinchè anche un uomo di colore contasse come uno. Allo stesso modo Rhyme, seppure nel lieve movimento della mano, grazie ai suoi allenamenti fisici, riacquista l'orgoglio di essere una persona intera:

[Orgoglioso] Come lo era stato di Geneva e del suo antenato, così ora era orgoglioso di se stesso. Con la
dedizione agli esercizi e, qualla notte, con la prova cui si era sottoposto, si era confrontato con ciò che lo terrorizzava, con l'impossibile. [...]La sensazione derivava da ciò che innegabilmente aveva conquistato: la sua interezza, la stezza di cui parlava Charles nella sua lettera. Aveva preso coscienza che nessuno, politici, concittadini o il proprio corpo disobbediente, poteva fare di lui un uomo da tre quinti. Era solo una decisione
personale quella di vedersi come una persona completa o parziale, e vivere la propria vita di conseguenza.


I link su ibs e bol.

17 giugno 2005

Fernando Botero e Abu Ghraib

Il 16 giugno verranno mostrate a Palazzo Venezia le ultime opere di Fernando Botero, opere dedicate alla terribile vicenda di Abu Graib. I link su Ansa, su Insurgente, su La nazione e su indymedia.



Un'immagine vale più di mille parole e non è il caso di aggiungere altro. E' importante che queste opere siano viste, Botero stesso ha dichiarato "senza l’opera di Picasso chi si ricorderebbe del terrore di Guernica?".

15 giugno 2005

Microsoft aiuta la censura?

Il portale msn di Microsoft proibirà l'uso delle parole "libertà", "democrazia", "manifestazione" sui blogger che ospita (da repubblica).
La società spiega di aver introdotto le restrizioni per rispettare le leggi e i regolamenti del paese in cui opera.

Che faccia tosta: proprio vero "pecunia non olet".

Come a dire che se ci fosse msn Sicilia, proibirebbe le parole "mafia", per msn Milano le parole "tangenti", per msn Varese la parola "albanese" (specie se associata al termine onesto).

L'ultimo volo

Sono in volo da 30 minuti. Sotto di me il mare, scuro, cupo, in questa fredda mattina di gennaio. Quando sei solo, nel tuo abitacolo, un puntino nel cielo, sperso nell'infinito blu, vedi l'infinito. E ti senti veramente piccolo. La forza d'inerzia spinge l'aereo a rimanere in volo, sfidando la legge di gravità. Un'altra forza, dentro me, mi spinge a rimanere concentrato sui comandi della cloche e a non perdermi per lasciarmi andare. Devi rimanere concentrato, altrimenti mi schianterei nell'oceano, sprofonderei giù negli abissi, e sarei lo stesso un puntino nel blu, dimenticato da tutti. Anche se ora sono solo nn frammento di metallo fra mare e cielo, sperduto abitacolo di un aviatore che corre, più o meno consapevolmente, verso il proprio destino, so che ho un destino da compiere. Anche se non resterà traccia di questo nella storia.

D'un tratto, la luce solare mi abbaglia: filtra nella calotta del mio zero sen, riverberando sulle superfici lucide, metallizzate, dalla fusoliera alle ali. Quando il mio caposquadriglia mi ha proposto per la missione, non ho avuto dubbi. Daltronde i volontari per queste missioni non sono mai mancati. Al momento dell'attacco supremo sono stato autorizzato a vestire gli abiti delle cerimonie tradizionali. Nessun corso serve per imparare quello che devi fare, anzi spesso i migliori di noi, nel passato, sono stati scartati, perchè troppo preziosi. Devo solo trovare una nave, una sola, e saprò cosa devo fare.

Colpo sicuro, morte certa”, mi era stato ripetuto, al centro di addestramento. E ora con la fascia bianca ornata dal sole rosso attorno al capo e il sapore di sake in bocca, sto per provare il significato. Perchè sono un Kamikaze: sono stato spogliato di ogni forma di individualismo (non ricordo nenche più il mio nome) per la maggior gloria dell'imperatore dell'impero. Mi tornano in mente i versi:

Quali fiori di ciliegio in primavera
laciateci cadere puri e radiosi

Nel corso della seconda guerra mondiale, a partire dall'ottobre 1944, i giapponesi crerono un corpo di volontari, i Kamikaze, ispirandosi al “vento divino” che nel 1281 aveva salvato il Giappone dalla flotta d'invasione mongola. Fino al giugno del 1945, più di 300 navi americane furono affondate o danneggiate dai kamikaze. L'idea degli aerei suicidi era nata nel cervello dei giapponesi prima della guerra: non era un risultato della propaganda moderna.
Per tutti i giapponesi appartenenti alla casta dei samurai e per un gran numero di giapponesi plebei, nessuna fine poteva essere più desiderabile della morte deliberatamente accettata per servire la patria.
La gloria in terra e l'accesso al paradiso degli avi ne erano la ricompensa immediata. Il loro compito era semplice: appena individuato l'obbiettivo, precipitarsi su di esso. Molti dei piloti, perchè inesperti o per errore, finivano per schiantarsi in mare o per essere abbattuti prima dello scontro.
Vittime inutili di un dovere inumano.

14 giugno 2005

Riflessioni sul dopo NON VOTO

Chi ha vinto e chi ha perso: ha vinto l'astensione, con un 70% circa dei NON voti. Dire che ha vinto l'astensione significa ammettere che i temi affrontati non interessavano e, soprattutto, che le forze laiche che si sono mobilitate per il SI (o comunque per il voto) non sono state in grado di coinvolgere le persone.
Ma una cosa è certa: NON è stata una vittoria dei cattolici (con buona pace di Ruini, repubblica): l'astensione è un NON VOTO, un segnale di disinteresse, di menefreghismo.

Chi è credente sa che la religione cattolica è coraggio: aver coraggio di manifestare le proprie idee; non girare la testa dall'altra parte per non vedere. L'aver cavalcato l'onda dell'astensione significa aver fatto leva su questi non principi di indiferrenza, ignavia .. non credo che questo porti molta acqua al mulino della chiesa.Non credo che il 70% dei votanti considerino veramente l'embrione equivalente ad un umano. O che il sesso al di fuori del matrimonio sia peccato, come il divorzio e l'aborto.

L'aver allontanato gli italiani dalle lotte per i principi è la più grande sconfitta della sinistra: la stessa sinistra che ha stravinto le regionali nel mese di maggio e che ora non è in grado di mobilitare le stesse persone per il voto. Come mai? Le lotte per il divorzio (1974) e per l'aborto (1980) sono state portate in un momento in cui la DC aveva la maggioranza al 40%. Eravamo uno stato più laico allora? Non credo, visto che gli spot contro il divorzio erano violenti (come ora quelli riguardanti l'inserminazione) "il divorzio distruggerà la famiglia .." oppure "bambini, dopo il 12 maggio sarete abbandonati dalla mamma e dal papà".Eppure il divorzio passò col 60%.

Cosa è cambiato da quegli anni? per capirlo ho dovuto chiederlo a mio padre, in quegli anni sindacalista. Ora, mi ha spiegato, sono altri i problemi che interessano la gente: il lavoro, la precarietà del futuro, lo stipendio che non è sufficiente per arrivare a fine mese, il futuro per i figli ... le questioni di principio, specie queste dell'ultimo referendum, legate a questioni femminili (anche se in realtà coinvolgono la vita di coppia) non sono sentite.

Che fine ci aspetta? oggi Sofri scrive “Con questi qui non vinceremo mai”, fornendo una nuova interpretazione per cui Moretti "si riferiva non ai pretesi leader di centrosinistra ma ai pretesi elettori di centrosinistra". Secondo me, vale sia la prima interpretazione, sono i leader da cambiare, che la seconda, gli elettori si sono disinteressati alla politica. A sinistra stiamo dando delle soluzioni ai problemi? La delocalizzazione delle industrie, i contratti precari, il costo della vita, degli alloggi, dei figli (intendo il costo degli asili, di medicine ..): cosa vogliamo fare?
L'errore come elettori è stato sottovalutare, negli anni recenti, le questioni di principio: abbiamo accettato che gli inquisiti sedessero al Parlamento, che bancarottieri sfasciassero le poche industrie italiane (Parmalat e Cirio, la prossima sarà la Telecom), che persone mediocre e senza cultura diventassero prima deputati, poi ministro. Siamo stati a guardare lo sfascio della Rai e del cinema italiano: chi oggi in Italia avrebbe il coraggio di rifare "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" (di Elio Petri, con grande Gian Maria Volontè)?

Noi elettori abbiamo un unico strumento per far sentire la nostra voce: il voto. Avendo perso questa battaglia, abbiamo dato modo a chi era stato zitto prima di parlare adesso (da repubblica), e a chi non si era espresso prima, di rimanere defilato ancora (il leader dell'Unione precisa anche che il risultato del referendum non provocherà conseguenze nell'assetto politico italiano: "Ci siamo sempre impegnati a non mettere questi temi così profondi nella rissa partitica, e dobbiamo essere coerenti con la posizione etica che abbiamo preso. sempre da repubblica). Ma, peggio di tutto, abbiamo lasciato che chi avrebbe dovuto evitare di dire sciocchezze prima, continui a farlo (da l'unità).

Anche se il mio impegno (nel piccolo), e di tutti quelli che si sono battutti per informare, per far sapere le ragioni del voto e del sì, non è stato premiato (probabilmente perchè ora, la legge non verrà più discussa in parlamento, dal corriere), beh, sono convito che ne sia valsa la pena.

Per ultimo, voglio ricordare che nel passato, quando la classe politica, sia di destra che di sinistra, non è stata più i grado di fornire soluzioni ai problemi reali, l'Italia è andata ad imbarcarsi in avventure politiche che hanno portato, dopo la crisi degli anni 20, al fascismo. Dopo gli anni 80 e "mani pulite", al nuovo miracolo italiano.

13 giugno 2005

Una catena letteraria

Raccolgo la sfida di latifah, e posto la mia personale lista di libri da consigliare:

Ben Pastor "Kaputt Mundi" (su ibs): un delitto a Roma nel 1944, durante l'occupazione nazista. Lo spunto da cui parte il libro mi ha subito catturato: il detective non è un poliziotto, ma un ufficiale tedesco, il maggiore Martin Bora. Un detective ma anche un militare, con una propria coscienza che lo spinge a porsi di fronte ai tragici eventi della storia (la guerra, la deportazione degli ebrei, la morte dei compagni) in modo critico. Dove finisce l'uomo e dove inizia il militare?

"Macaronì" Guccini-Machiavelli (su ibs): un libro che racconta parte della nostra storia, quando noi eravamo gli emigranti, che scappavano dalla miseria e dalla fame, per andare in Francia ad accettare i lavori più umili e pericolosi. Eravamo chiamati "macaronì", appunto, dai francesi. Il libro, nella prima parte racconta due storie, alternando i capitoli da una all'altra. Nella prima, il maresciallo Santovito, deve scoprire chi ha ucciso il prete del suo paesino, sull'appennino tosco-emiliano. La seconda e la storia di ciarein, un "macaronì", che emigra da ragazzino in Francia. Le due storie vanno a convergere e il maresciallo, una figura umanissima, capace di capire le persone e le storie della vita, scopre che i delitti hanno una radice comune, che affonda nella miseria e nella vendetta.

"Trilogia della città di M." Piero Colaprico (su ibs): chi vuole conoscere la città di Milano, la metà oscura come disse Lucarelli in una puntata di Blu Notte, deve leggere questo libro. Sono quattro racconti su altrettanti casi, con protagonista l'ispettore Bagni. Si ha modo di conoscere cosa si nasconde dietro la Milano "da bere": la criminalità che non si vede, ma che esiste. Fantastica la pagina dove Bagni, sale sul pirellone, dopo lo schianto dell'aereo e guardando le facce all'insù dei milanesi, capisce cosa è cambiato nelle persone della sua città. Milano una volta era la città locomotiva, che anticipava i cambiamenti (il fascismo, il boom ..): ora i milanesi si sono rassegnati a stare a guardare gli altri, inerti ...

"Dossier Odessa" Frederick Forsyth (su ibs): il libro che mi ha fatto amare i thriller. Un grande autore che ha messo assieme un'indagine giornalistica (per documentarsi su ODESSA Forsythe si è rivolto a Wiesenthal) ad una storia thriller che ti tiene attaccato alle pagine fino alla fine. Sarà che sono un'appassionato di storia, ma questo è un libro che non mi stanco di rileggere

"Ad un passo dalla guerra" (su ibs), di Andrea Purgatori, Daria Lucca, Paolo Miggiano: il libro che ti fa aprire gli occhi sulla realtà. Quella vera, non le favole raccontate. L'abbattimento del DC9 su Ustica, la sera del 27 giugno 1980. I retroscena di uno dei disastri più cupi della storia recente: un caso ancora aperto, nonostante depistaggi, morti sospette, false testimonianze dei nostri vertici militari. La ricostruzione di uno scenario internazioale, all'inizio degli anni 80, nel quale l'Italia allora giocava un ruolo passivo di pedina, che poteva portare ad una guerra.

"Terra" di Stefano Benni (su ibs): il primo libro "da grande" che ho letto. Una storia fantastica, ambientata in un futuro ipotetico, dopo che sulla terra si sono abbattute diverse guerre nucleari, che hanno distrutto il pianeta terra. La terra è divisa in tre: gli amero-russi, i sinoeuropei e i giapponesi. Una scalcagnata austronave sineuropea, riciclata da un parco di divertimenti, parte per la ricerca di un pianeta, la Terra 2, sul quale far rivivere le persone: sulle sue traccie si mettono i ricchi sceicchi arabi (che ora vivono in un mondo artificiale) con una astrinave che è l'insegna dello sfarzo e la potente, ma miniaturizzata astronave giapponese con un'equipaggio di topi addestrati. Da qui parte l'avventura, con un'intrecciarsi di storie, racconti, personaggi incredibili (la strega, l'uomo serpente): dietro a tutto un'antica profezia del popolo Inca, per cui "dal passato arriva il futuro". Solo la mente fervida di Benni poteva partorire questa serie di personaggi: un divertimento assicurato
.

"Il nome della rosa" di Umberto Eco (su ibs): la ricerca di un antico manoscritto, il quinto libro della poetica di Aristotele, come metafora della ricerca della verità. Come monito per cui il tentativo di bloccare la conoscenza, o forzarla a seguire percorsi forzati, porta a nessuna conoscenza. Come la biblioteca, rappresentazione di tutto il sapere dell'epoca, che rimane distrutta proprio per il voler proteggere il sapere a tutti i costi.

12 giugno 2005

12 giugno - Referendum sulla legge 40

Oggi SI vota

Una riunione di ufficio – le ragioni

L'idea del racconto, immaginario, mi è venuta rileggendo il capitolo “Il professionista” del libro Giustizia, non vendetta di Simon Wiesenthal. Si parla di una figura di secondo piano delle SS, Otto Ohlendorf, capo del gruppo operativo D. Fu l'inventore delle camere a gas ambulanti, in base a degli studi fatti nella clinica di Hartheim. Ohlendorf doveva trovare un metodo di eliminazione degli beri meno oneroso: per i medici e gli infermieri, evidentemente, l'uso del gas per uccidere era ritenuto meno pesante.

In realtà, le questioni tecniche furono risolte dal “professionista”, Walter Rauff, un ex ufficiale cacciato dalla marina, poi assunto nelle SS e messo a capo della sezione II D, che si occupava appunto di questioni tecniche, col grado di Obersturbannfuhrer. Nel libro, Wiesenthal, riporta anche le lettere scambiate tra Rauff e la ditta Gaubshat di Berlino. In una di queste si riporta “dal 10/1941 più di 97000 persone furono lavorate nei tre automezzi senza che si riscontrassero difetti”.

Rauff fu poi, al termine della guerra, uno dei capi di ODESSA, aiutato a fuggire dalla Germania grazie all'aiuto del vescovo tedesco Alois Hudal, che lo fece arrivare prima in Italia, con gli aiuti della croce rossa. Fu chiesta l'estradizione da Kohl, al Cile (del cattolico Pinochet): nel 1984 morì per un colpo apoplettico.

Cosa serve parlare di Rauff, Ohlendorf, del gas? Per ricordare che i grandi criminali della storia non sono sempre persone che premono poi il grilletto. Eichmann non sparò, probabilmente, nemmeno un colpo. Bastava una riunione d'ufficio e trovare le soluzioni logistiche migliori per la soluzione finale. E uccidere milioni di ebrei, zingari, omosessuali, nemici del partito.

I criminali dietro una scrivania sono peggio di quelli con una pistola in mano.

Una riunione di ufficio

Apriamo la riunione: vorrei discutere della problema dell'eliminazione del materiale. Fino ad adesso le soluzioni trovate non sono state soddisfacenti.

Ha ragione, Adolf: non possiamo più permetterci la lavorazione, da parte di un singolo, del pezzo. Gli esperti che abbiamo interrogato hanno riportato che è troppo oneroso per loro. E, soprattutto, sconveniente per noi.

D'accordo, soluzioni alternative?

Un'industria di Berlino ha provato a riciclare i gas di scarico dei camion: con questa soluzione la resa, in termini di pezzi lavorati, è superiore e richiede l'impiego di una singola persona.

No, no... dobbiamo pensare a qualcos'altro: in questo momento non possiamo sprecare l'uso del carburante per l'eliminazione dei pezzi. Dobbiamo trovare una soluzione più efficace e rapida. Che tempi avete stimato, con l'utilizzo dei gas?

Ma, all'incirca 30 minuti per 50 pezzi. E quanto di meglio riusciamo a fare, in questo momento.

No, mi dispiace, signori, ma così non va bene. Mi aspetto da voi uno sforzo maggiore. Il dipartimento centrale per la sicurezza si aspettad avoi altri numeri. Prevedono, per i prossimi 6 mesi, la lavorazione di circa mille pezzi al giorno. Per un totale di circa un milione nel prossimo anno. Con l'ingresso nei nuovi territori, ho personalmente stimato un totale di sei milioni di pezzi da lavorare. Reinhard conta molto sul lavoro del nostro ufficio e io ho promesso personalmente a lui che avremmo mantenuto e migliorato i nostri standard.

Adolf: non credo che attualmente esistano dei mezzi di eliminazione tali da garantire questi numeri., forse ci siamo sbilanciati troppo ....

Non esiste, non esiste .. dite piuttosto che non siete in grado di trovare una soluzione possibile. Il compimento del destino della nostra nazione è il nostro obiettivo: siatene degni!

In effetti, herr Sturbannfuhrer, ci sarebbe una soluzione. Una nostra unità sperimentale ha provato l'eliminazione dei pezzi, utilizzando un gas velenoso: lo Zyklon B. Non ho visto i risultati di persona, ma il responsabile che mi ha scritto mi ha parlato in termini entusiastici dell'effetto. Una resa altissima, utilizzando una quantità minima di gas. Per tale processo sono necessarie delle strutture con camere sigillate.

Bene, herr Hauptstrumfuhrer, le consento di approfondire gli esperimenti con questo processo d'eliminazione degli ebrei. Signori, lo ripeto: il destino del terzo reich si compie anche grazie ai nostri sforzi. Non dimentichiamoci che stiamo adempiendo ai desideri del nostro amato fuhrer. Rendere judenrein tutto il terzo reich.

Jawohl, herr Sturmbannfuhrer Eichmann. Heil Hitler!

Heil Hitler!

Belino, gennaio 1942

10 giugno 2005

Chiudi gli occhi di Raul Montanari

Un giallo con un'ambientazione insolita: una piccola cittadina in riva ad un lago nel norditalia, anzichè una città. Il lago è il lago d'Iseo e il paese è quello di Lovere.
Il lago è stato, 13 anni prima, testimone di un delitto feroce, una ragazza che è stata stuprata e poi uccisa. Un delitto che ha segnato profondamente le persone e che vive ancora nei ricordi. Un paese nel quale vivono ancora i testimoni della vicenda: la madre dell'assassino, che si è suicidato, i fratelli della ragazza, il poliziotto che aveva condotto le indagini.
Un paese nel quale sotto l'apparenza di una vita tranquilla, covano sentimenti di odio razziale, verso immigrati marocchini, accusati di essere venuti a "rubare il lavoro" agli italiani.

Il ritorno di Andrea, che era stato prima accusato e poi scagionato di aver partecipato al delitto, fa da scintilla per l'esplodere di una nuova tensione. Andrea, che era dovuto allontanarsi dal paese subito dopo i fatti, torna per i funerali della madre: ma il vero motivo è la ricerca della verità su quella notte, dove il suo destino, e quello dei suoi amici, ha preso un diverso corso. Il libro si muove con un ritmo sostenuto, seguendo gli schemi di un film western. Tali sono i personaggi che Andrea si trova a fianco: un prete che ha rinnegato la fede, che ha snmesso di lottare contro le proprie debolezze, un immigrato marocchino, dallo sguardo enigmatico, e una ragazza, Dora, bionda e meravigliosa. Tutti gli ingredienti del western, fino alla sfida finale, con il buono, Andrea, contro i cattivi, i ragazzi del paese.

Una storia dove si alternano pagine di violenza a pagine di amore (tra il buono e la bella), senza nessuna pausa fino al colpo di scena finale. Il punto di forza del libro, e questo è un merito di Montanari, è l'aver saputo creare una serie di personaggi molto reali, con le loro debolezze (come ad es. la figura di don Alfio, schiacciato dal peso della colpa), con la contradizione di apparire forte, senza paura, con le ipocresie da piccolo paese, che ti fa considerare nemico tutti quanti ti sono "diversi"e ti porta a cercare protezione nel branco. E accanto a tutto il lago, che non ha un'acqua trasparente, pulita: ma un'acqua nera, che fa paura, inquietante.

I link su ibs e bol. L'intervista su cafeletterario all'autore, Raul Montanari.

Provenzano come Al Capone

Stavo pensando alla maxi operazione contro l'organizzazione "cucciolandia", vanto delle nostre forze di polizia: 55 persone indagate, impegnati agenti di Lombardia, Veneto, ..., elaborato un sw per la decodifica dei dati tramessi ... La Fimi contenta ...

Grillo si chiede quanto sia legale esaminare le comunicazioni di 100000 persone senza permesso.
Io, invece, mi chiedo: ma per prendere Provenzano (e in generale per combattere mafia, camorra, corruzioni varie ..) stiamo facendo uno sforzo analogo?

Non è che stiamo aspettando che anche Provenzano scarichi da internet un file mp3, per poi arrestarlo, con l'accusa di "condivisione di brani musicali"? Un pò come Al Capone, arrestato per frode fiscale.

Intanto, a proposito di libera concorrenza, questa volta sul terreno della banda larga, scopriamo che, dopo la Spagna abbiamo le tariffe più alte (articolo su punto-informatico): giusto un esempio
  • tiscali ADSL Italia: 20 euro flat
  • tiscali ADSL Francia 20 MB flat a 30 euro (con telefonate gratis)

Riporto il link della denuncia di ADD (anti digital divide), sui prezzi dell'ADSL in Italia.

09 giugno 2005

Il porto delle nebbie a Milano

Dall'intervista a Di Pietro, sul corriere di oggi: Di Pietro indica Milano come nuovo porto delle nebbie
Il porto delle nebbie? «Sì. Come all’inizio degli Anni Novanta. Ricorda? I fascicoli finivano a Roma e venivano pilotati. I pm che rompevano l’inerzia, l’immobilismo, la connivenza erano eroi; e qualcuno come Falcone e Borsellino ci ha rimesso la pelle. Poi siamo arrivati noi del pool di Milano.

Di Pietro no risparmia nessuno, a sinistra:
Colpa anche del centrosinistra? «Anche? Soprattutto del centrosinistra. Perché il peccato d’omissione è più grave dell’azione. La destra ha fatto; la sinistra ha lasciato fare. E si ricordi che l’autorizzazione all’arresto di Previti fu respinta ai tempi del governo dell’Ulivo».
.....
Sa chi già nel ’94 accostò Mani Pulite a un golpe? Massimo D’Alema». Non fu Occhetto? «Ma che Occhetto! D’Alema, D’Alema. E Fassino, che al congresso Ds indica Craxi come modello? Come si può prendere a modello un latitante?»

Non vengono risparmiati i giudici con eccesso di protagonismo, che chiama Dipietrini:
Dipietrini? «I manipulitini, è lo stesso. Esplose un’ansia di emulazione fine a se stessa. Gente che voleva fare come noi, ma senza avere la preparazione culturale né i nostri anni di lavoro alle spalle. E aprirono inchieste che portarono alle assoluzioni».

I nuovi colleghi:
I vostri eredi non hanno la vostra preparazione culturale, lei dice.
«Guardi, le loro motivazioni non saranno scritte nel mio italiese. Saranno logiche, perfette. Ma si piegano allo spirito del tempo. Io continuo a rispettare la magistratura, e così le sentenze. A Milano però si riconosce che Berlusconi da imprenditore ha commesso un reato; ma, essendo diventato nel frattempo presidente del Consiglio, merita le attenuanti generiche. Come si fa?».
L’opposizione vigila. «Come no. Qui non si scandalizza più nessuno. Nei processi di Milano è tutto chiaro, i passaggi di denaro sono stati ricostruiti; ma pare che ci voglia la flagranza di reato. Come per gli spacciatori. Ci sono stati ministri inquisiti senza che l’opposizione abbia alzato un dito. Perché non chiede di fare chiarezza sul caso Sirchia? E sul caso Alemanno?».

Ingine una stoccata ai DS e a Floris (Ballarò):
«Mi hanno cancellato. Nessuno mi chiama più in tv, tranne Ferrara. Sono il solo leader di partito a non essere mai stato invitato quest’anno a Ballarò. Questo Floris messo lì dai Ds è faziosissimo, altro che Santoro.

Vero, in Italia non ci scandalizziamo per niente, o meglio, passato l'orgasmo dei cinque minuti, tutto finisce nel dimenticatoio ...

08 giugno 2005

Per un parlamento pulito

Raccolgo l'invito di Beppe Grillo "Basta! Parlamento pulito":
E’ possibile essere ancora rappresentati da questa gente che è stata condannata (tralascio i prescritti e quelli sotto giudizio, non mi basterebbe il blog…)?

Chiedo per questo il vostro aiuto, per inviare una mail al Presidente della Comunità Europea, José Manuel Barroso per far cessare questo scandalo.

Detto fatto. Tra l'altro nei commenti del post c'è anche la storia di Pieroni, ex direttore sportivo del Perugia. Interessante.

Uno stipendio disonorevole

Dopo aver scoperto quanto guadagna un onorevole (grazie a report), ora scopriamo quanto guadagna un europarlamentare: (dal corriere)
"C'è un settore economico in cui l'Italia non ha rivali in Europa. Sono gli stipendi dei deputati al Parlamento europeo."
Ne risulta che un eurodeputato italiano percepisce in un mese
12.007,03 euro
, quasi quanto un lèttone prende in un anno.


Il confronto è stato fatto dal times, che ha uniformato i salari, fra tutti i paesi europei.

GUI builder in java

Creare GUI con Java è un lavoro complicato: le API di Swing non sono semplici da usare e, al momento, gli IDE sul mercato non hanno raggiunto la facilità d'uso che si ha, ad es, con VB.
Se qualche hanno fa si poteva usare ancora Notepad per impostare layout, TextField, JFrame etc. oggi è impensabile. Questo è uno degli aspetti su cui Java è ancora carente, preistorico direi.
Nella prossima versione di Netbeans, che sarà presentata alla conferenza JavaOne, sarà incluso un nuovo GUI builder, chiamato Matisse. Ho visto la demo e mi sembra molto promettente.

07 giugno 2005

20 luglio 1944: l'attentato a Hitler

Il 20 luglio 1944 a Rastemburg, nella Prussia orientale (oggi in Polonia), avvenne il più importante attentato contro la vita di Hitler.
Uno di quei casi dove la storia poteva prendere un corso piuttosto che un altro, migliaia di vite potevano essere risparmiate, la guerra finire un anno prima, la Germania non sarebbe stata smembrata in due, ecc ...

Il complotto fu portato avanti da un gruppo di ufficiali della Wehrmacht, decisi a riscattare l'immagine dell'esercito: l'unico modo era uccidere il Fuhrer. Va sottolineata una cosa: la casta militare tedesca, pur considerando Hitler "il caporale austriaco", ne aveva in qualche modo favorito l'ascesa, poichè considerava la presa di potere del partito nazista come un riscatto dopo l'umiliazione del trattato di Versailles, che imponeva alla Germania di non avere forze armate superiori al corpo d'armata e la chiusura di tutte le accademie militari. Tutte disposizioni che Hitler mise da parte, quando prese il potere.
Insomma ai "generali" andava bene Hitler quando la guerra si vinceva, meno quando c'erano le sconfitte. Il conte Von Stauffenberg era un caso particolare: idealista, fervente cattolico, aveva accettato Hitler e la guerra per il giuramento di fedeltà che aveva prestato (Hitler era il capo delle forze armate della Germania).

Ci furono, negli anni precedenti, altri tentativi di colpi di stato, in seno agli alti ranghi dell'esercito. Ma prima la vittoria contro la Polonia poi quella con la Francia, fecero si che questi tentativi furono abbandonati. Furono le disfatte in Russia, a Stalingrado e poi in Africa nel 1943, a far ricompattare nell'esercito gli oppositori a Hitler. Fino ad allora l'opposizione al partito nazista era divisa in tre gruppi: il gruppo comunista della Rote Kapelle e il circolo Kreisan, attorno al conte Moltke. Erano gruppi di cospiratori inesperti, comunicavano usando il telefono o parlando apertamente dei piani: furono arrestati e giustiziati.

Il gruppo interno alla Wehrmacht era composto da ufficiali dello stato maggiore, come Beck, Fellgiebel, Olbricht, Hoepner, Von Stauffenberg (Capo di Stato Maggiore del generale Fromm, comandante delle truppe interne): aveva cercato di accordarsi con gli alleati, ma questi risposero con la richiesta di resa incondizionata. Dovettero agire da soli, poichè non riuscirono a tirare dalla loro parte nessuno dei marescialli comandanti sul fronte occidentale (Von Rundstedt, Von Manstein). Rommel era a conoscenza del piano e non si oppose, si rese disponibile per prendere in mano il governo, dopo il colpo di stato.

Il piano fu chiamato "Valkiria": era il nome di un piano effettivo, realizzato da Canaris, capo del servizio segreto, su ordine di Hitler. Il piano prevedeva che, in caso di una sommossa, il controllo della situazione interna fosse garantito dall'esercito. In effetti, Stauffenberg prevedevano che, dopo l'elimonazione, fosse il generale Beck (che era capo di stato maggiore dell'esercito fino al 1939, poi dimissionario) a prendere il potere, il quale avrebbe intrapreso una serie di trattative per far uscire il paese dalla guerra.

Quali furono le cause dell'insuccesso? Il poco coordinamento dei congiurati, che erano sparsi in gruppi nelle varie città europee, Berlino, Vienna, Parigi, dove ciascun gruppo avrebbe dovuto arrestare gli esponenti del partito nazista e immobilizzare i reparti delle SS (che sarebbero rimasti fedeli al partito). La poca reattività del gruppo dei cospiratori berlinesi: il golpe sarebbe, forse, riuscito se avessero sfruttato meglio il periodo di confusione successivo all'attentato, quando fu diramato il falso comunicato per cui Hitler era morto. Invece dalle 13.45 fino alle 15.45 (ora di arrivo di Stauffenberg all'areoporto di Berlino) rimasero in attesa.

L'errore più grave comunque fu quello di non bloccare subito i centri di trasmissione delle informazioni ed isolare Berlino: quando la radio trasmise il messaggio che informava che Hitler era rimasto solo ferito dalla bomba, molti ufficiali stavano per passare dalla parte dei congiurati. Finirono invece per averli tutti contro.
All'opposto, le SS, e i capi del partito, si mossero con maggiore determinazione e rapidità: Goebbels quando si trovò il palazzo circondato dal battaglione della guardia della divisione Grossdeutschland del maggiore Romer, che avrebbe dovuto arrestarlo, ebbe il sangue freddo di chiamarlo a rapporto e farlo parlare direttamente con Hitler. Si dice che Romer, fosse scattato sugli attenti al sentire quella voce, la voce di Hitler.

L'attentato, oltre a non portare al colpo di stato, inasprì il clima di controllo che la Gestapo e gli altri organi di polizia, avevano sulla popolazione. Oltre 5000 tedeschi furono giustiziati (o costretti ad ammazzarsi come Rommel) dal tribunale del giudice Reisler, fino al febbraio 1945. La guerra sarebbe durata per altri 10 mesi.

La fiction mandata in onda dalla Rai termina con la fucilazione di Stauffenberg, accusato di alto tradimento. In realtà la storia ebbe uno strascico ancora più tragico: le SS, in particolare il colonnello Skorzeny, bloccarono le fucilazioni in corso sapendo che avrebbero ottenuto maggiori informazioni facendo uso della tortura. Furono arrestati le persone coinvolte nel complotto, ma anche persone che ne erano a conoscenza, ma non ne erano a conoscenza direttamente, i familiari .... le persone vennero impiccate con corde di pianoforte e la loro morte filmata, per il gusto macabro di Hitler di veder i propri nemici morire in una lenta agonia.