Uno
L’autolavaggio abusivo sulla strada in uscita da Oxford in direzione sud è quello più economico in città, una struttura improvvisata tra pozzanghere e rivoli oleosi, lucidi e neri sotto tendoni fradici.
La
chiave di questo terzo romanzo di Simon Mason, con protagonisti la
coppia di investigatori Ray e Ryan Wilkins, è il contrasto. Ovvio,
non solo il contrasto nel vedere assieme i due ispettori Wilkins così
diversi tra di loro: Ray elegante, bello, proveniente dalla buona
società, con ottimi studi alle spalle e una moderata ambizione
davanti per fare carriera in polizia. Tutto il contrario di Ryan,
cresciuto in un caravan, un figlio – il piccolo Ryan – avuto da
una compagna morta per droga. Tanto riflessivo, posato e rispettoso
dei modi e delle gerarchie, anche sociali il primo. Quanto
insofferente alle regole, istintivo, sordo di fronte ai regolamenti,
incapace di imparare dai propri errori.
Eppure assieme, i due
Wilkins hanno risolto casi importanti: l’omicidio presso il college
di Barnabas Hill (Un omicidio a novembre) e il complicato caso della
sparizione della piccola Polly Clark (Il caso Poppy Clark).
No,
non sono solo i contrasti tra i due a guidare il libro: in questo si
parla dei contrasti dentro la società inglese, non solo a Oxford
dove si svolge la storia. Da una parte le persone perbene, magari con
qualche titolo nobiliare, a cui tutto sembra concesso, anche scampare
alle proprie responsabilità. Dall’altra gli invisibili, gli ultimi
della società: i senzatetto, le prostitute, persone che vivono alla
giornata, sperando di sopravvivere anche questa notte, ricorrendo a
tutto quello che hanno, il loro corpo, l’istinto di sopravvivenza
quando c’è. Ricorrendo anche a qualche piccolo reato. Sono gli
ultimi che magari non vorremmo vedere, che releghiamo ai margini,
negando ogni sostegno. Quelli contro cui si scaglia con ferocia a
volte, il pugno della legge, con gli sgomberi degli assembramenti di
fortuna dei clochard.
Questa terza indagine comincia proprio con una scena surreale, i famosi contrasti di cui si diceva: cosa ci fa una Rolls Royce Phantom, tutta lucente, nel parcheggio della stazione vicino a Becker Street?
È
la macchina della famosa – per la sua continua presenza sulle
riviste di gossip - Zara Fanshawe: un passato da cavallerizza, un
titolo nobiliare alle spalle, un matrimonio fallito e un problema con
le droghe che si era messa alle spalle.
Che fine ha fatto Zara,
visto che la macchina viene trovata vuota?
Visto l’impatto mediatico, del caso sono incaricati i due Wilkins, questa volta a comandare è Ryan.
Una scelta che crea qualche problema a Ray – il Wilkins “educato”, che ha appena ricevuto un premio per come ha risolto il caso PoppyClarke e su cui si sono accese le attenzioni del vice capo della polizia Lynch: un poliziotta tosta, energica, che ha fatto carriera anche per come ha gestito la questione dei senzatetto, con molti sgomberi.
Col passare dei giorni quella che sembrava una indagine semplice si rivela invece una rogna: che ci faceva la notte la famosa Zara Fanshawe in quella zona periferica dove, pare, si fosse fatta vedere anche nei giorni precedenti?
Nessuno
vuole parlare coi poliziotti tra i frequentatori notturni di quel
quartiere – per la paura di uno sgombero, per il timore di essere
accusato di qualcosa.
Negli ultimi tempi però Zara si era
disintossicata e stava attraversando una specie di fase mistica, come
se volesse emendarsi da qualche peccato di gioventù.
Ma
Zara non è andata a nascondersi da qualche parte dopo l’incidente
con quella macchina così vistosa, Zara è stata uccisa. Sono Ryan e
Ray a ritrovarla, morta, in un appartamento sfitto dell’ex
marito
Ryan si accucciò e la osservò a lungo. Indossava un golfino costoso e pantaloni verde oliva, qualche bel gioiello, ma in quella posa disumana, in quella mansarda desolata, sembrava spogliata di tutto, povera come un barbone di strada
Questa
indagine mette in difficoltà la polizia, per la pressione dei
giornali, e mette in difficoltà proprio i due ispettori: Ryan sta
attraversando un momento delicato col suo rapporto col figlio, che
riesce a vedere solo la sera. Tutto questo non lo aiuta nel gestire i
suoi rapporti con i superiori e con le persone che deve interrogare.
Ray invece ha in mente la proposta che gli è arrivata dal vice capo
della polizia, un incarico importante, che gli garantirebbe una
enorme visibilità con la stampa ma gli toglierebbe l’adrenalina
delle indagini sulla strada.
Nel frattempo altre pedine di
questa storia si muovono sullo sfondo, per ragioni che si
comprenderanno solo alla fine, quando tutto l’enigma verrà
svelato: un clochard chiamato Waitrose che sta cercando i soldi che
gli hanno rubato; un’altra “barbona” che si mette a fare
domande su Waitrose, come se sapesse qualcosa..
Si torna sempre al tema dei contrasti: com’è possibile che Zara, “capelli d’oro”, la regina dei tabloid, si sia ridotta a morire in quella mansarda, quasi a volersi spogliare di tutti i suoi beni? Chi stava cercando in quel mondo oscuro dei senzatetto?
Cosa voleva dire Zara in quel suo ultimo messaggio alla polizia, dopo lo scontro della sua Rolls Royce, con le parole «Sono Zara Fanshawe». E poi «Sempre persa e mai ritrovata»?
La soluzione andrà ricercata nel passato di Zara, in una fredda notte di un capodanno di tanti anni prima. Quando successe qualcosa di così drammatico da sconvolgere la sua vita e non solo.
Ma per arrivare a questa soluzione Ryan e Ray dovranno mettersi a scavare in questo passato, andando anche a scomodare certi personaggi importanti nella polizia.
Non sempre la verità fa piacere a tutti.
Ray cercò di girarsi, ma Ryan lo trattenne. «Da quand’è che non ti interessa più la verità? Te lo dico io. Da quando hai cominciato a pensare alla tua prossima promozione».
Persa
e mai ritrovata è un romanzo giallo dove l’autore è stato bravo
nel mettere sul tavolo pochi tessere di questo puzzle all’inizio.
Una sfida per il lettore, prova tu ad indovinare quale sia il disegno
finale?
Tutto l’intreccio narrativo funziona, fino al colpo di
scena finale dove si arriva in un crescendo di tensione. Funziona,
ancora una volta, questa coppia di investigatori che più diversi non
potrebbero essere: ma forse sta proprio in questo la loro forza, la
capacità nel saper risolvere gli enigmi più intricati. La
riflessione e l’impulsività. Il rispetto delle regole e sapere
prendere le decisioni senza pensarci troppo.
Buona
lettura!
La
scheda del libro sul sito di Sellerio
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