30 aprile 2026

Persa e mai ritrovata di Simon Mason

 

Uno
L’autolavaggio abusivo sulla strada in uscita da Oxford in direzione sud è quello più economico in città, una struttura improvvisata tra pozzanghere e rivoli oleosi, lucidi e neri sotto tendoni fradici.

La chiave di questo terzo romanzo di Simon Mason, con protagonisti la coppia di investigatori Ray e Ryan Wilkins, è il contrasto. Ovvio, non solo il contrasto nel vedere assieme i due ispettori Wilkins così diversi tra di loro: Ray elegante, bello, proveniente dalla buona società, con ottimi studi alle spalle e una moderata ambizione davanti per fare carriera in polizia. Tutto il contrario di Ryan, cresciuto in un caravan, un figlio – il piccolo Ryan – avuto da una compagna morta per droga. Tanto riflessivo, posato e rispettoso dei modi e delle gerarchie, anche sociali il primo. Quanto insofferente alle regole, istintivo, sordo di fronte ai regolamenti, incapace di imparare dai propri errori.
Eppure assieme, i due Wilkins hanno risolto casi importanti: l’omicidio presso il college di Barnabas Hill (Un omicidio a novembre) e il complicato caso della sparizione della piccola Polly Clark (Il caso Poppy Clark).

No, non sono solo i contrasti tra i due a guidare il libro: in questo si parla dei contrasti dentro la società inglese, non solo a Oxford dove si svolge la storia. Da una parte le persone perbene, magari con qualche titolo nobiliare, a cui tutto sembra concesso, anche scampare alle proprie responsabilità. Dall’altra gli invisibili, gli ultimi della società: i senzatetto, le prostitute, persone che vivono alla giornata, sperando di sopravvivere anche questa notte, ricorrendo a tutto quello che hanno, il loro corpo, l’istinto di sopravvivenza quando c’è. Ricorrendo anche a qualche piccolo reato. Sono gli ultimi che magari non vorremmo vedere, che releghiamo ai margini, negando ogni sostegno. Quelli contro cui si scaglia con ferocia a volte, il pugno della legge, con gli sgomberi degli assembramenti di fortuna dei clochard.

Questa terza indagine comincia proprio con una scena surreale, i famosi contrasti di cui si diceva: cosa ci fa una Rolls Royce Phantom, tutta lucente, nel parcheggio della stazione vicino a Becker Street?

È la macchina della famosa – per la sua continua presenza sulle riviste di gossip - Zara Fanshawe: un passato da cavallerizza, un titolo nobiliare alle spalle, un matrimonio fallito e un problema con le droghe che si era messa alle spalle.
Che fine ha fatto Zara, visto che la macchina viene trovata vuota?

Visto l’impatto mediatico, del caso sono incaricati i due Wilkins, questa volta a comandare è Ryan.

Una scelta che crea qualche problema a Ray – il Wilkins “educato”, che ha appena ricevuto un premio per come ha risolto il caso PoppyClarke e su cui si sono accese le attenzioni del vice capo della polizia Lynch: un poliziotta tosta, energica, che ha fatto carriera anche per come ha gestito la questione dei senzatetto, con molti sgomberi.

Col passare dei giorni quella che sembrava una indagine semplice si rivela invece una rogna: che ci faceva la notte la famosa Zara Fanshawe in quella zona periferica dove, pare, si fosse fatta vedere anche nei giorni precedenti?

Nessuno vuole parlare coi poliziotti tra i frequentatori notturni di quel quartiere – per la paura di uno sgombero, per il timore di essere accusato di qualcosa.
Negli ultimi tempi però Zara si era disintossicata e stava attraversando una specie di fase mistica, come se volesse emendarsi da qualche peccato di gioventù.

Ma Zara non è andata a nascondersi da qualche parte dopo l’incidente con quella macchina così vistosa, Zara è stata uccisa. Sono Ryan e Ray a ritrovarla, morta, in un appartamento sfitto dell’ex marito

Ryan si accucciò e la osservò a lungo. Indossava un golfino costoso e pantaloni verde oliva, qualche bel gioiello, ma in quella posa disumana, in quella mansarda desolata, sembrava spogliata di tutto, povera come un barbone di strada

Questa indagine mette in difficoltà la polizia, per la pressione dei giornali, e mette in difficoltà proprio i due ispettori: Ryan sta attraversando un momento delicato col suo rapporto col figlio, che riesce a vedere solo la sera. Tutto questo non lo aiuta nel gestire i suoi rapporti con i superiori e con le persone che deve interrogare. Ray invece ha in mente la proposta che gli è arrivata dal vice capo della polizia, un incarico importante, che gli garantirebbe una enorme visibilità con la stampa ma gli toglierebbe l’adrenalina delle indagini sulla strada.

Nel frattempo altre pedine di questa storia si muovono sullo sfondo, per ragioni che si comprenderanno solo alla fine, quando tutto l’enigma verrà svelato: un clochard chiamato Waitrose che sta cercando i soldi che gli hanno rubato; un’altra “barbona” che si mette a fare domande su Waitrose, come se sapesse qualcosa..

Si torna sempre al tema dei contrasti: com’è possibile che Zara, “capelli d’oro”, la regina dei tabloid, si sia ridotta a morire in quella mansarda, quasi a volersi spogliare di tutti i suoi beni? Chi stava cercando in quel mondo oscuro dei senzatetto?

Cosa voleva dire Zara in quel suo ultimo messaggio alla polizia, dopo lo scontro della sua Rolls Royce, con le parole «Sono Zara Fanshawe». E poi «Sempre persa e mai ritrovata»?

La soluzione andrà ricercata nel passato di Zara, in una fredda notte di un capodanno di tanti anni prima. Quando successe qualcosa di così drammatico da sconvolgere la sua vita e non solo.

Ma per arrivare a questa soluzione Ryan e Ray dovranno mettersi a scavare in questo passato, andando anche a scomodare certi personaggi importanti nella polizia.

Non sempre la verità fa piacere a tutti.

Ray cercò di girarsi, ma Ryan lo trattenne. «Da quand’è che non ti interessa più la verità? Te lo dico io. Da quando hai cominciato a pensare alla tua prossima promozione».

Persa e mai ritrovata è un romanzo giallo dove l’autore è stato bravo nel mettere sul tavolo pochi tessere di questo puzzle all’inizio. Una sfida per il lettore, prova tu ad indovinare quale sia il disegno finale?
Tutto l’intreccio narrativo funziona, fino al colpo di scena finale dove si arriva in un crescendo di tensione. Funziona, ancora una volta, questa coppia di investigatori che più diversi non potrebbero essere: ma forse sta proprio in questo la loro forza, la capacità nel saper risolvere gli enigmi più intricati. La riflessione e l’impulsività. Il rispetto delle regole e sapere prendere le decisioni senza pensarci troppo.

Buona lettura!

La scheda del libro sul sito di Sellerio
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