21 settembre 2009

Altra tragedia evitata


Treno deraglia a Milano, in viale Monza:

MILANO – Un treno vuoto e’ deragliato stasera a Milano ma nessuno e’ rimasto ferito. Neanche il macchinista, nonostante la motrice del convoglio sia uscita dalla sede dei binari e sia finita nella massicciata sottostante mentre un vagone si e’ ribaltato. Un altro treno passeggeri, arrivato poco dopo, e’ riuscito a frenare in tempo e nessuno e’ rimasto coinvolto. L’incidente e’ avvenuto nei pressi dello svincolo ferroviario di viale Monza. (RCD)

Questa volta la tragedia non ha portato morti, al momento.
Anche per questo, probabilmente, il titolo durerà sui giornali solo un giorno.
E la tragedia evitata? E la sicurezza sui treni?
Discussione rinviata a data da definirsi.


Presa diretta - taglisicuri?

Che effetto hanno sulla sicurezza i tagli alla finanziaria?

Claudio Giardullo della Siulp parla di 1 miliardo di euro di tagli alla finanziaria, tagli già attivi nel 2009 e che porteranno nel giro di pochi anni 15000 operatori in meno.
I tagli hanno effetti già visibili: a Palermo escono solo 8 volanti e di notte anche meno.
A Roma escono solo 10 volanti, per una città di 4 milioni di abitanti: volanti mandate in giro per i quartieri della città, a caccia di prostitute. Che se sono comunitarie, puoi solo dargli una sazione amministrativa.
L'inchiesta di Danilo Procaccianti si è soffermata sula città simbolo della tolleranza zero, della sicurezza con cui il sindaco Alemanno ha vinto le elezioni.
La città dei quartieri mostrata da Nanni Moretti nel suo film "Caro diario".

L'ispettore Ignazio Craparotta, una vita sulle volanti dava i numeri del taglio: da 700 persone sulle macchine a 300.
Da 25 macchine a notte, siamo passati a 10 macchine.
Delle 1000 autovetture, 500 servono al controllo del territorio. 300 sono da rotttamare; pure altre 450 auto civetta, hanno fatto troppi kilometri. Macchine che non si portano nemmeno all'autorimessa, perchè gli stessi agenti sanno che la terrebbero ferma per troppi giorni.

E le auto blu? Anche loro hano subito dei tagli?
No: la finanziaria (nè Tremonti, nè Brunetta) ha inciso su sprechi e privilegi. Le auto blu sono aumentate: sono passate da 608000 a 624330 nel 2009.

Ivano Cardellini, al comando della polizia stradale: "si è ridotto il servizio di vigilanza del 50%". In sostanza, con meno agebnti e meno macchine, per le strade ci sono meno pattuglie.Meno pattuglie a controllare la Pontina.Meno pattuglie al quartier Tor Bella Monaca.

Tor Bella Monaca.
Un quartiere dove esiste lo spaccio (200/300 dosi al giorno spacciate per le strade). Neanche una volante per le strade, di notte (ma sarà stato sfortunato il giornalista).
L'ex mercato, al centro della città, diventato deposito di siringhe: consumo della droga a cielo aperto.E, con la droga, tutto il corredo della microcriminalità: scippi, furti...

Autobus sequestrati con un coltello in pieno giorno (e le volanti che itervengono dopo gli ispettori dell'azienda di trasporto)."siamo allo sbaraglio .. a livello di polizia e carabinieri.. siamo noi e loro". Noi (la gente) e loro (i criminali).
Il poliziotto di quartiere? Mai visto. Anche perchè, grazie ai tagli, il poliziotto di periferia viene impiegato per altro.

I ragazzi nel quartiere cosa ne pensano?
Danilo Procaccianti ha sentito anche loro: Qui è tutto tranquillo.. qui si sta bene .. la polizia non si vede .. tutta colpa degli immigrati .. che se ne devono andare ...

Infatti, come effetto collaterale della campagna di paura, sulla sicurezza, è esplosa anche la violenza contro gli immigrati.
24 episodi di teppismo contro immigrati nel solo mese di giugno. Molti erano lavoratori in regola, con un lavoro e una famiglia.
Alla Garbatella c'è una carenza del personale del 30%.Computer portati da casa dagli agenti.Il centralino alla guardia impossibilitato a telefonare all'esterno.
A Primavalle dovrebbero essere 140, sono in 70.

A Centocelle, nel 2001 il commissariato è stato declassato. A giorni verrà chiuso, anzi accorpato con quello di Prenestino (che ha a sua volta un deficit di -61 poliziotti).
Il poliziotti di quartiere? A sentire il farmacista, la tabaccaia "poverino, è da solo ..".
A Spinaceto, i poliziotti di quaeriere e le volanti suppliscono alle carenze del ministero. La notte fanno il piantone al ministero dell'attuazione.

Ecco il vero volto della sicurezza.
Come a Guidonia: dopo lo stupro (i 4 romeni), il prefetto di Roma (quello che ha preso il posto di Mosca, sostituito da Maroni) aveva promesso una tenenza a Guidonia, più agenti, più pattuglie.Invece, dopo pochi mesi, è tutto come prima.

Intervistato in merito, il procuratore di Tivoli, Luigi De Ficchi, parlava di assenza dello stato. Vicino Roma, non in Calabria o in Sicilia.E il territorio di Guidonia, di Tivoli è una zona difficile: a rischio per la microcriminalità ma anche per le infiltrazioni mafiose.Anzichè 130 uomini, ne sono attivi 50.

Questi i dati reali.
Il ministro Maroni non ha concesso un'intervista per dare la sua versione in merito ai tagli.
Al questione time alla camera, a febbraio, aveva dato i suoi, di numeri: +2,3 miliardi nel 2009 al comparto sicurezza.
"E' irresponsabile lanciare allarmi .. ". Forse è irresponsabile far finta di non vedere.

A sentire i sindacati della polizia, eccetto il Sap, gli aumenti nel settore sicurezza sono dovuti al rinnovo del contratto.
Molti agenti, dopo due anni, ancora dovevano prendere i soldi dello straordinario, per la cattura di Bernardo Provenzano.

E poi ci sono le Ronde.
Servono? Non servono? Cosa ne pensano i poliziotti?

A Torino ci sono le ronde della Lega. Del presidente della circoscrizione 7, Roberto Zenga.
Scortate da 16 agenti o carabinieri.Che pattugliano zone considerato non a particolare rischio.Arresti fatto grazie a una segnalazione della ronda? Nessuno.
"Le ronde non sono utili mai, in nessuna zona d'Italia". Possono essere pericolose, se ispirate alla politica.

A Marina di Massa c'è stato lo scontro tra le ronde nere SSS e i Carc (dei rossi).
Il sindaco le ronde non le vuole, ma i neri "ce ne freghiamo". Lo aveva detto anche un mese prima degli scontri, che le ronde del signor Franzoni, avrebbero portato problemi.

Chi sta dietro le SSS?
Gente come Stefano Benedetti , consigliere del partito de La destra, ex estremista di destra.
Ma le ronde non dovevano essere apartitiche?
Il decreto Maroni ha scatenato gli estremisti di destra.

Gente come Gaetano Saya, rinviato a giudizio dalla procura di Genova, per la sua polizia parallela. Gente che vorrebbe cacciare dall'Italia gli stranieri entrati dopo il 77.

E' questo il modello sicurezza che vogliamo?
In attesa di una risposta, da parte del governo, sappiate che a Tor Bella Monaca continueranno ad aspettare il poliziotto di quartiere e le volanti.


Technorati:

20 settembre 2009

Tempi sempre più bui

Tempi sempre più bui.
Si inizia ad avvertire una certa puzza. Quella dell’allungamento della trattativa. Forse, ancora una volta come ai tempi delle stragi, dietro le quinte si sta trattando per cambiare gli assetti del Paese. Speriamo che almeno stavolta, se questo fosse vero, l’accordo non si trovi a suon di bombe e di morti.

Dalla
conversazione con Giovanna Maggiani Chelli, dell’associazione vittime dei Georgofili, riportata da Il fatto quotidiano.

Parlava delle vittime di via dei Georgofili.

Forse a questa nuova trattativa si riferiva il ministro Brunetta, il presidente Berlusconi, quando parlano di colpo di stato (e delle
toghe eversive).
E' in atto una nuova trattativa, per ridisegnare gli equilibri economici e politici dello stato e della mafia? Il gattopardo cambia di nuovo pelle?

Niente paura .. era Paolo Rossi che imitava Brunetta




Vi ricordate la polemica contro una vignetta di emme, sul ministro Brunetta? L'Unità dovette chiedere scusa.
Vi pare allora possibile che un ministro della Repubblica, possa attaccare così la sinistra e mandarla a morire ammazzata?
E infatti io credo di aver scoperto l'arcano: era l'attore Paolo Rossi, a Cortina.
Anche lui alleato con le elite della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale che vogliono il colpo di stato: di chi parla?
E pensare che hanno appena rinviato a giudizio alcuni dei furbetti del quartierino per aggiotaggio. Loro sì, parassitari, speculatori.

Omissis di Philip Shenon

Omissis. Tutto quello che non hanno voluto farci sapere sull'11 settembre

Il giornalista del New York Times racconta in questo voluminoso libro la storia della Commissione indipendente di inchiesta sui fatti dell'11 settembre, fortemente voluta dai familiari delle vittime (tra cui le Jersey Girl, le mogli di alcune vittime delle Torri Gemelle).

La Commissione aveva lo scopo di far luce su eventuali carenze dei sistemi di sicurezza; sulla eventuale lentezza nel prevenire e rispondere agli attacchi da parte dei sistemi della difesa: qualcuno non aveva fatto il suo dovere, o aveva sottovalutato l'importanza del nemico (volutamente o meno).

Da Wikipedia:
La Commissione Nazionale sugli Attacchi terroristici contro gli Stati Uniti (in inglese National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States, nota anche come 9/11 Commission) venne istituita alla fine del 2002 "per predisporre un completo resoconto sulle circostanze in cui avvennero gli Attentati dell'11 settembre 2001", compresi i loro preparativi e la prima risposta agli stessi.

Shenon racconta del lavoro della Commissione, delle difficoltà incontrate, specie nel recuperare tutti i documenti generati dai servizi di intelligence nei mesi precedenti, gli scontri con la Casa Bianca, che reclamava il diritto alla separazione dei poteri, in merito alla condivisione di atti e documenti passati per la Sala Ovale. Come avvenne spesso col consigliere legale del presidente, Philip Gonzales.
Parla degli scontri in seno alla Commissione stessa: specie nei confronti del Direttore Esecutivo, Philip Zelikow, per i personali conflitti di interesse nei confronti della Casa Bianca.

Zelikow, vero motore della Commissione, scelse quali strade investigative percorrere e quali no, quali testimoni sentire e quali no, sul dirottamenti degli aerei e su Sicurezza Nazionale nel primo mandato presidenziale di George Bush). Aveva scritto un documento in cui si sosteneva la ragionevolezza della politica della “Guerra preventiva”: documento che sarebbe stato poi usato come alibi da parte dei falchi della Casa Bianca, per l'invasione dell'Iraq.

Zelikow inoltre, sin da subito aveva una sua teoria sulle lacune nell'intelligence e sui probabili “capri espiatori”: uno tra tutti la Cia di George Tenet. Serviva una struttura di intelligence unificata.
In effetti, come stabilì alla fine la stessa Commissione, sia la Cia che l'FBI commissero degli errori, che probabilmente facilitarono la messa in atto dell'attentato.
L'arresto del terrorista Mossauoi (o Mossaui) che non venne riferito al direttore centrale dell'FBI.
I due arabi sospettati di contatti con Al Qaeda, al-Hazmie al-Mihdar che soggiornarono per un anno in California a San Diego (grazie anche all'aiuto dell'ambasciata saudita), i cui nominativi la Cia non passò all'FBI.

Parte delle responsabilità, come alcuni commissari e investigatori dello staff compresero, andavano attribuite alla stessa Casa Bianca, che non recepì le segnalazioni di un attacco, di un pericolo imminente che arrivavano. Come quelle dello zar dell'antiterrorismo “Richard Clarke”.

Peccato che il libro abbia un approccio troppo dal basso nel raccontare il dietro le quinte della Commissione. Si perde in troppi dettagli, senza dare una buona visione dall'alto, di tutto il lavoro svolto, appesantendo troppo la lettura.
Il testo accompagna il lettore nelle stanze dove lavorò la Commissione: gli studi a Washington e New York; nello studio ovale, nella situation room e negli altri uffici della Casa Bianca; negli uffici direttivi del quartier generale della Cia, nell'ufficio del sindaco al municipio di New York (che non vedevano di buon occhio quei commissari che cercavano eventuali lacune nei soccorsi messi in atto ).
Shenon ricostruisce le tante conversazioni avvenute tra i protagonisti del libro: ricostruzioni possibili grazie alle tante interviste fatte, alle email raccolte, ai documenti censiti.

Cosa non hanno voluto farci sapere della Commissione sull'11 settembre?
Indipendenza della Commissione: nel libro viene raccontato delle telefonate ricevute da Zelikow da parte di Karl Rove, collaboratore politico di George Bush e di Condoleeza Rice.

I conflitti di interesse. I rapporti avuti nel passato dal presidente esecutivo Zelikow, con la Rice (con cui scrisse un libro) e con la presidenza Bush (con cui collaborò nel periodo di transizione del dopo Clinton). Anche I precedenti rapporti con la casa editrice Norton, con cui aveva pubblicato già nel passato.

Omissis, piste non seguite, documenti non accolti dalla Commissione: forse veramente si poteva far qualcosa per fermare i dirottatori. Nonostante tutti I difetti del libro di cui si è parlato prima, questo libro farà crescere il numero di person che ancora credono che ci sia molto da dire sulla tragedia dell' 11 settembre.

Riferimenti:
Un articolo sulla commissione su disinformazione.it.
Wikipedia: la Commissione indipendente di indagine sui fatti dell'11 settembre.
Il sito della Commissione.
L'indice del report prodotto dalla Commissione.

I membri della Commissione erano:

Thomas Kean (presidente) - Repubblicano, ex Governatore del New Jersey
Lee H. Hamilton (Vicepresidente) - Democratico
Richard Ben-Veniste - Democratico
Fred F. Fielding - Repubblicano
Jamie Gorelick - Democratico
Slade Gorton - Repubblicano, ex Senatore USA da Washington
Bob Kerrey - Democratico, Presidente della New School University e ex senatore U.S.A. dal Nebraska
John F. Lehman - Repubblicano, ex Secretario della Marina
Timothy J. Roemer - Democratico
James R. Thompson - Repubblicano, ex Governatore dell'Illinois

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Technorati:

18 settembre 2009

La copertina del corriere


Che ne pensate della copertina del corriere (a risoluzione alta)?

Il lutto per le vittime di Kabul, incorniciato dalla pubblicità di una macchina..

Politica internazionale?

Lo dico e lo ripeto.
Dell'afghanistan non ci si può occupare solo quando succede qualcosa di brutto. I nomi dei nostri soldati non possono riempire le pagine dei giornali solo da morti.
E, in merito alla missione, è bene decidersi. Vi ricordate le polemiche dentro il centrosinistra sul rifinanziamento della missione nel 2007? Il governo Prodi che cadde la prima volta (e i Dico uscirono dall'agenda)?

Libero. Umberto non sbaglia: missione da buttare.
Bossi: "Missione fallita, tutti a casa" Berlusconi: "Non da soli ma presto"
Bossi su repubblica: "A Natale i soldati tornino a casa".

E ancora: finite le lacrime e i funerali di stato, chi si occuperà delle famiglie dei caduti? Delle famiglie e delle cure dei feriti? Sarà presente lo stato?

Non so se c'entra.Dal sito della trasmissione Annozero:

Ricordate le polemiche scatenate dalla nostra puntata sull’Operazione Piombo Fuso lanciata da Israele contro Gaza? Ricordate la guerra dei bambini? Per fare luce su questi fatti, L’Onu ha inviato a Gaza una Missione di indagine guidata dal Giudice Richard Goldstone, di origine ebrea, ex procuratore capo del Tribunale per i Crimini Internazionali di Yugoslavia e Ruanda. Il 15 settembre, la Missione Onu ha reso pubblico il suo rapporto finale. Noi avevamo mostrato le immagini di morti e feriti che erano stati colpiti dalle Forze Israeliane a Jabalya. Ecco cosa scrive su quest’episodio il Rapporto della Missione Onu. ..
La Missione reputa che la condotta delle Forze Armate Israeliane costituisca una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra poiché hanno compiuto uccisioni premeditate di civili e hanno causato grandi sofferenze a persone protette, azioni tali da fare sorgere responsabilità criminali individuali

Ancora una legge sulla rete

Da una parte lo stop alle intercettazioni.
Le nomine Rai fatte col bilancino della politica.
Tramissioni fatte rimbalzare (Ballarò), o a cui si mettono i bastoni tra le ruote (Report, senza la tutela legale, Annozero, senza la pubblicità).
Scudi fiscali sempre più convenienti (per chi ha qualcosa da nascondere).
E, in mezzo, la proposta (l'ennesima) di legge sull'equiparazione dei siti internet ai giornali.
Roma - Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa.
Sono bastati 101 caratteri, spazi inclusi, all'On. Pecorella per surclassare il Ministro Alfano che, prima dell'estate, aveva inserito nel DDL intercettazioni una disposizione volta ad estendere a tutti i "siti informatici" l'obbligo di rettifica previsto nella vecchia legge sulla stampa e salire, così, sulla cima più alta dell'Olimpo dei parlamentari italiani che minacciano - per scarsa conoscenza del fenomeno o tecnofobia - la libertà di comunicazione delle informazioni ed opinioni così come sancita all'art. 11 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino e all'art. 21 della Costituzione.
Con una previsione di straordinaria sintesi e, ad un tempo, destinata - se approvata - a modificare, per sempre, il livello di libertà di informazione in Rete, infatti, l'On. Pecorella intende aggiungere un comma all'art. 1 della Legge sulla stampa - la legge n. 47 dell'8 febbraio 1948, scritta dalla stessa Assemblea Costituente - attraverso il quale prevedere che l'intera disciplina sulla stampa debba trovare applicazione anche "ai siti internet aventi natura editoriale".
Si tratta di un autentico terremoto nella disciplina della materia che travolge d'un colpo questioni che impegnano da anni gli addetti ai lavori in relazione alle condizioni ed ai limiti ai quali considerare applicabile la preistorica legge sulla stampa anche alle nuove forme di diffusione delle informazioni in Rete.
Ma andiamo con ordine.

L'articolo su Punto informatico di Guido Scorza, continua qui.
Loro continueranno a provarci e riprovarci. E noi, sempre qui, a controllare.

17 settembre 2009

Peggio della guerra ..

Peggio della guerra, c'è solo l'ipocrisia di tanti politici (e giornalisti, e presunti esperti di questioni militari) che usano (e hanno usato) le missioni all'estero, i feriti e putroppo anche i morti, per i loro fini.
Sono morti in un attentato a Kabul, 6 parà : compito della politica, dopo il necessario cordoglio, è capire se abbiano dotato i nostri militari di tutti gli strumenti possibili per affrontare la situazione afgana. Sia in termini logistici (le armi, la protezione dei mezzi), sia in termini di regole di ingaggio.
Tutto il resto, le polemiche, le chiacchiere, non serve ai nostri soldati.
Ad agosto, dopo l'attentato a Kabul sempre contro un Lince, il generale Tricarico aveva già espresso i suoi dubbi sulla dotazione dei militari.
«Siamo sicuri che i blindati lince non siano stati dotati di protezioni migliori per mancanza di fondi?». Nel giorno dell'ennesimo attacco ai militari italiani, è il dubbio che solleva il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, secondo cui «bisogna capire - dice all'Ansa - se, e in che misura, sulla sicurezza dei nostri soldati in Afghanistan pesa la carenza di risorse».
«Siamo sicuri che l'addestramento dei nostri è adeguato, o invece - si chiede ancora Tricarico - è vero che non sono state fatte esercitazioni perché mancavano i soldi per comprare le munizioni?». Ad avviso dell'alto ufficiale, «bisogna vedere se non si può finanziare meglio la sicurezza dei nostri soldati, magari con iniziative di finanza creativa».
Più in generale, secondo Tricarico, sulla questione occorre «una complessiva rivisitazione di carattere politico e tecnico: solo dopo si potrà andare ai funerali - anche se tutti speriamo che non ce ne siano più - senza piangere lacrime di coccodrillo». «Far fuoco con i cannoncini dei Tornado non solo è inutile, ma anche pericoloso perchè in scenari come quello afgano il rischio di danni collaterali è certo».

Nemmeno Kabul è sicura: lo aveva già evidenziato l'inchiesta di Riccardo Iacona della scorsa stagione, La guerra infinita.

Come faranno all'estero?

L'avvocatura di Stato ci fa sapere che se la Corte Costituzionale dovesse bocciare il lodo Alfano, richieremo grosso:
«ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l'impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili».

Addirittura irreparabili. Strano che, dopo questa esternazione, nessuno strepiti sulla separazione dei poteri.

Due riflessioni. La prima: e come faranno all'estero, dove non esiste un lodo allargato come in Italia?
La seconda: no lodo (alfano), no party?

Il manifesto internet

6. Internet migliora il giornalismo. Attraverso Internet il giornalismo può svolgere appieno il proprio ruolo socio-educativo in modo nuovo. Ciò ricomprende la diffusione delle informazioni come un processo continuo in movimento permanente; la fine dell’inalterabilità dei giornali rappresenta un vantaggio. Coloro che vogliono sopravvivere in questo nuovo mondo dell’informazione hanno bisogno di un nuovo idealismo, di nuove idee giornalistiche e di amare l’esplorazione di questo nuovo potenziale.
10. Oggi libertà di stampa significa libertà di opinione. L’art. 5 della Costituzione tedesca [n.d.r.:la "Grundgesetz] non garantisce la libertà di manifestazione del pensiero per le professioni ed i modelli di business tradizionali. Internet supera ogni barriera tecnologica tra la dimensione amatoriale e quella professionale. E’ per questo che la libertà della stampa deve valere per tutte le persone che possono contribuire alla piena realizzazione dei doveri del giornalista. In termini di qualità non deve essere fatta alcuna differenza tra il giornalismo a pagamento e quello gratuito ma piuttosto tra il buon giornalismo e quello povero.
11. Più e più - non c’è mai troppa informazione. Un tempo le Istituzioni come la Chiesa preferivano il potere piuttosto che l’informazione delle masse e, allorquando la stampa venne inventata, mettevano in guardia contro la diffusione di informazioni non verificate. Erano, invece, i poeti, gli enciclopedisti ed i giornalisti che avevano provato che più informazione produceva dei vantaggi in termini di libertà sia per gli individui che per la società. Sino ad oggi nulla è cambiato in relazione a tale approccio
Internet, 07.09.2009 Markus Beckedahl Mercedes Bunz Julius Endert Johnny Haeusler Thomas Knüwer Sascha Lobo Robin Meyer-Lucht Wolfgang Michal Stefan Niggemeier Kathrin Passig Janko Röttgers Peter Schink Mario Sixtus Peter Stawowy Fiete Stegers.

Ma dove vogliamo andare?

Polemiche su veline, escort, e apparizioni televisive.
Notizie che ne coprono altre, molto più inquietanti.
Come quella delle scuole che, per i tagli governativi, vengono chiuse.
A Milano, il liceo serale Gandhi.
E in Campania: a Ticciano, comune di Vico Equense, dove le famiglie protestano davanti ai cancelli.
La scuola verrà chiusa, per fare posto ad una pista di ciclocross.
Altre scuole, come quella di Montichiaro, faranno posto ad una beauty farm.

Scuole che chiudono e maglie che si aprono: quelle dello scudo fiscale, che un emendamento della maggioranza vuole allargare anche alle persone con procedimenti penali.

16 settembre 2009

L'altra faccia dell'Abruzzo




Il video riportato da Miss Kappa che, commentando la consegna delle chiavi per i terremotati in Abruzzo ad Onna, scrive:
Il presidente esce dalla casina ed urlo con tutta la voce che ho, lui è lì a due passi, "presidente, venga a parlare con i cittadini", "presidente venga a sentire le nostre istanze".
Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 50.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo.
Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante.
Come in una sit com.
Dopo il nauseante discorso del vescovo Molinari, che d'amblé riconcilia i vescovi con il malcostume presidenziale, esaltando l'uomo del fare,il nostro decide, vista la protesta, di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si allontana. Nel frattempo, sono riusciti ad entrare, attraversando i campi, anche i comitati, con un altro striscione. La festa è finita.
Noto che l'ottanta per cento dei presenti era gente di fuori, in divisa.
PS: il giornale scrive che Garimberti, avendo protestato per gli insulti ai giornalisti, non è di parte.

La bonifica dell'Agro Pontino



Il finale: "Ma occorre che tutti ci lasciano intenti al nostro lavoro .."
Che oggi verrebbe tradotto con un "il governo e il suo presidente devono essere lasciati liberi di lavorare senza intralci"

E sono pure permalosi


Credevo fosse un defacement. Invece no: sul sito ministeriale della pubblica amministrazione, Brunetta, campeggia a tutto schermo la risposta all'inchiesta de l'Espresso sul bluff della campagna anti fannulloni del ministro Brunetta.

La segnalazione su Mantellini.


Meglio Coliandro

Confesso di aver fatto zapping, per curiosità, sullo speciale di Porta a Porta col presidente del Consiglio.
Solo per cinque minuti, durante i quali ho (ri)sentito le solite storielle raccontate da Berlusconi nelle interviste.
Il mio governo meglio dei governi De Gasperi.
Abbiamo fatto il miracolo con la ricostruzione in Abruzzo.
I giornalisti dei farabutti. Specie i giornalisti assenti come quelli di Repubblica: il direttore è un evasore e l'editore è Svizzero (mica dovrebbe essere una colpa).
Il debito degli anni 80 italiano è colpa dei comunisti che appoggiavano il governo (e i Craxi? I De Michelis? ).

Dicono che sia durato 3 ore.
Il culmine, quando ha iniziato a parlare di se in terza persona "Berlusconi in cinque mesi è stato zitto". Parlava delle polemiche dietro la storia delle escort, di Noemi.

A questo punto, sono tornato a guardarmi Coliandro.
Nel caso , sarebbe interessante un confronto con i vecchi cinegiornali Luce. Qui un esempio.
Meglio Coliandro.

15 settembre 2009

Manuale di resistenza al lunedì

In cosa consiste la sindrome da lunedì mattina?
E quella cosa che vi prende al mattino del lunedì, o anche alla sera della domenica, pensando al lavoro. Oppure, appena entrati in ufficio, quella sensazione che vi fa esclamare "ma che cavolo c'ha questo da ridere"?
Vi hanno appena invitato ad una riunione senza dirvi di cosa si parla e state pensando a come svignarvela?

Bene: soffrite anche anche voi di questa malattia.

Oddio, in questi momenti, non si dovrebbe parlar male del proprio lavoro, per chi ce l'ha (per il principio che non si sputa nel piatto etc etc).



Ma, d'altro canto, la nostra scrivania, i paduli da risolvere, le magagne rifilate dai simpatici colleghi, il capo, sono sempre lì ad aspettarci. E a rovinarci la giornata lavorativa.



Cosa fare allora? Prendere coscienza della sindrome (del lunedì) e cercare di riderci sopra. Leggendo il libro "Manuale di resistenza al lunedì", scritto dagli autori del sito Resistenza Umana.

Qui il blog Resistenza Umana: la sezione giochi, gli aforismi, i test e il gruppo su Facebook..

Buona lettura.

Il link per ordinare il libro su ibs.

Anni ruggenti

Vi ricordate il film di Luigi Zampa, con Nino Manfredi? L'assicuratore che, negli anni ruggenti del fascismo viene scambiato per un alto gerarca in missione, per una indagine politico amministrativa?

Ecco, in questo clima di inaugurazioni a reti unificate (le case in Abruzzo), dove si deve celebrare il vanto governativo, mi torna in mente la scena delle case coloniche.

Non so se l'avete presente: il podestà aveva dichiarato di avere costruito tante case coloniche per i contadini, ciascuna con tanti capi di bestiame.
Per convincere il finto gerarca, portato in visita alle case, le camice nere spostano i capi da una casa all'altra .. per fare scena.

La ragazza con la pistola

Giovane del sud viene sedotta da un attempato playboy.Lasciata dopo una notte di passione, decide di vendicarsi, salendo al nord, armata di una pistola.Ogni riferimento ai fatti di cronaca è casuale, tratttandosi di un vecchio film di Monicelli.

14 settembre 2009

Lebanon di Samuel Maoz


A Venezia vince il cinema pacifista.
Come il film Lebanon di Samuel Maoz: la storia del conflitto libanese, vista da dentro la torretta di un tank israeliano.
In attesa di un frammento in inglese, contentatevi di questo.

Amaca - parola di Michele Serra

Neanche Mel Brooks avrebbe saputo architettare una sequenza come quella vista l' altra sera in parecchi tigì. Si vedeva il povero Bossi in camicia verde scaricato da una macchina alle sorgenti del Monviso. Un posto da marmotte per l' occasione usurpato dalle telecamere.
La grande siccità estiva non aiutava il colpo d' occhio: prati calcinati, paesaggio lunare, manipoli di leghisti persi tra sterpi sparsi come in una poesia di Toti Scialoja. La location era surreale, l' occasione (elevazione della Sacra Ampolla consacrata al dio Eridano) esilarante, ma l' acmeè stato raggiunto quando il Bossi, con un bavaglio di microfoni sotto il naso, ha dichiarato che la faccenda delle escort è una manovra della mafia contro Berlusconi. Proprio così.
Ogni tanto bisognerebbe fare finta di non sapere niente di quello che ci è accaduto negli ultimi vent' anni. Guardare con occhio vergine, udire con orecchio vergine. Avremmo visto e udito questo: un signore anziano , con la camicia di un colore stranissimo, che in attesa di omaggiare un dio da lui inventato, di nome Eridano, sostiene che Cosa Nostra ha mandato a Roma un torpedone di mignotte per incastrare il suo capo. Ecco.
Amaca del 13 settembre.

Presa diretta - terremoto

Presa diretta - terremoto.

Si è fatto tutto il possibile per prevenire il terremoto in Abruzzo?Quale è lo stato della prevenzione contro i terremoti in Italia? Quali sono le politiche antisismiche e come vengono applicate?

Quali le cause dei crolli della casa dello Studente, della Prefettura, del Pronto soccorso dell'ospedale?400 scosse prima delle due mortali del 6 aprile e quello che si è ottenuto, dopo la riunione della Commissione Grandi rischi del 30 marzo sono state solo generiche rassicurazioni?
Il terremoto non si può prevedere ..State tranquilli ..

Iacona ha sentito non i grandi esperti della Protezione Civile, ma i geologi "da campagna": il professor Moretti della facoltà di scienze.
Il prof. Di Iorio, preside di facoltà.
Il loro parere non è stato sentito dalla commissione: di cose da dire ne avevano, su quelle scosse, sempre più profonde, sempre più concentrate.

Nè il sindaco, nè il presidente di provincia sapevano degli allarmi dei geologi, nè si sono preoccupati di interpellarli. Avrebbero potuto fare qualcosa? Magari avrebbero potuto organizzarsi meglio. Col senno di poi ..

La realtà è che, come ha dimostrato il servizio, all'Aquila, come ad Onna si è costruito dove non si doveva. A prescindere dalla qualità del cemento, dei materiali, del ferro: sotto Pettino c'era una faglia. A Onna era già avvenuto un terremoto che aveva raso al suolo il paese.

Come mai nessun piano regolatore ne ha tenuto conto? Come mai nessun piano di ristrutturazione delle case che tenesse conto del pericolo?
Come mai si è continuato a costruire (e a vendere a 300 euro al metro quadro) case nuove?
Inutile piangere dopo. Meglio preoccuparsi prima della salute delle persone e lasciar perdere per un attimo il profitto, la speculazione del terreno.

Magari si riesce a costruire la nuova università de l'Aquila in una zona non a rischio. Perchè il rischio era già previsto dal Piano Regolatore del 1979: cosa han fatto e cosa non han fatto i sindaci (compreso l'attuale), i presidenti di provincia e regione.

Il Rapporto Barberi.
E' costato 4 milioni di euro, il censimento di tutti gli edifici a rischio italiani.Compresa la prefettura aquilana; le scuole elementati Ventre e De Amicis.
"Dopo questo censimento la gente non doveva morire .. si poteva evitare questo dramma" spiegava la dottoressa La Ponzina, collaboratrice di Barberi alla stesura delle schede di rischio.Il rapporto è del 2001: è stato consegnato a sindaci, provincie, regioni.
Eppure, mi ha fatto rabbia vedere il rimpalleggio tra gli attuali amministratori o i vecchi.
Non sapevo. Non l'ho ricevuto, non potevo fare nulla. Me ne sono andato prima.

Vero è che lo stato dal 2004 non da soldi per la messa in sicurezza della scuole.

Lo stato in Calabria.
Se la parte in Abruzzo fa rabbia, la seconda parte dell'inchiesta in Calabria, a cura di Domenico Iannacone, fa ancora più paura.
Nonostante le rassicurazioni degli enti preposti (come a Laureana di Borrello), la situazione è così tragica da risultare quasi grottesca.Case abusive costruite su frane, su strapiombi, sul letto del fiume. La Calabria è una zona ad alto rischio sismico: Pino Abate, disaster manager, raccontava di quanto poco si è fatto per la messa in sicurezza.
Come per le case popolari abitate, ma a rischio crollo. Solito rimpalleggio tra sindaco e presidente dell'Aterp: se li sgombero dove li metto .. è il sindaco che decide ..

E intanto la situazione peggiora: per le tutte case abusive che si continuano a costruire, per tutti i condoni che si susseguono. Ma chi approva i progetti?

In realtà, come ha dimostrato proprio Iannacone, il ruolo del Genio Civile in Calabria è puramente rappresentativo.

Basta un documento di costruizione prestampato (che contenga delle serie di numeri), dei tmibri falsi, delle firme false. Qualche blocco di calcestruzzo da far controllare, e il gioco è fatto.Dopo qualche settimana il genio civile da l'approvazione ad un progetto fantasma, con tanto di certificato sul rischio statico. Tanto, grazie ad una legge regionale, nessuno controlla: solo il 5% delle domande, su 100000. E non si demolisce nessun fabbricato abusivo.

Nessuno che ha chiesto i documenti al giornalista, nessuno che ha voluto controllare i dati sulla domanda.

Come la mettiamo allora. Cosa faremo, quando la scossa arriverà a Reggio Calabria? Con che faccia i politici, gli esperti, si presenteranno davanti alle telecamere?
Certo, è anche colpa dei calabresi, anche loro vittime del vizio italico di fare i furbi.Fare i furbi, con la pelle degli altri. O con la pelle dei propri cari.
Ma gran colpa l'hanno anche i giornalisti e il sistema dell'informazione: loro compito sarebbe quello di vigilare, controllare, leggersi le carte.
Andare sul territorio, sentire la gente i geologi.

Perchè dopo, a portare le telecamere sotto le tende, dentro le macchine in strada, tra le macerie, suona un pò ipocrita. Falso.
Technorati: , ,

Un Ballarò per un Porta a Porta

Della serie non si disturba il manovratore (e non si rovina la cerimonia governativa).
Ballarò sospeso per dar spazio a Porta a Porta, la puntata dedicata alla consegna delle chiavi per le case in Abruzzo.
A seguire la premiazione per le famiglie con più di 8 figli, dei reduci di guerra ....
Ma Ballarò non si occupa di informazione politica? Perchè darebbe fastidio a Vespa?

Si dirà: e non ne poteva parlare Giovanni Floris nella sua trasmissione? Certo che poteva. Anzi, era scontato che lo facesse, avendo i suoi inviati nelle zone terremotate d’Abruzzo. Ma evidentemente non garantiva la necessaria dose di servilismo e di enfasi richiesta per l’occasione, destinata a passare alla Storia dell’Umanità come nemmeno la bonifica delle paludi pontine e la battaglia del grano. La celebrazione dell’Evento deve andare in onda senz’alcuna concorrenza né “controprogrammazione” sulle altre reti Rai (Mediaset, probabilmente, manderà in onda marce militari per tutta la durata di Porta a Porta). Una celebrazione autogestita dal presidente del Consiglio e dal suo maggiordomo preferito.
[Il fatto, 13 settembre]

13 settembre 2009

San Gennaro farà il miracolo?

Riuscirà il santo a sconfiggere le paure del virus H1N1?
Riuscirà il miracolo anche a San Silvio, cioè
riappacificare i rapporti tra Fini e la Lega?
Mentre Fini si lanciava nel suo j'accuse, Bossi esponena la
sacra teca dell'acqua del Po a Monviso (le famose radici cristiane).
Riuscirà il popolo televisivo italiano a superare lo schok della dipartita di Mike Bongiorno? Ieri i suoi funerali di stato erano la notizia di tutti i telegiornali.
Nessun giornalista raccontava della fine dei rapporti con Mediaset, della telefonata che non arrivava dall'amico Silvio (che ieri lo definiva l'italiano migliore).
In video comparivano a fianco Fazio, Fiorello e il premier. Si saranno detti qualcosa? Oppure, per rispetto al morto, avranno soprasseduto?

Siamo alla fine del tunnel, si dice. Eppure iniziano ad essere tante le aziende che portano la produzione all'estero,
sfruttando la crisi.
La
Nokia Siemens a Milano.
La
raffineria di Livorno, svenduta dall'Eni agli americani. 800 posti a rischio.
Forse la produzione riprenderà. E gli italiani?

Infine, la solita segnalazione: stasera
Presa Diretta si occuperà del terremoto in Abruzzo. Si è fatto tutto il possibile? Perchè le voci di quanti segnalavano i rischi, non sono state ascoltate?

Morte a Firenze di Marco Vichi

Morte a Firenze. Un'indagine del Commissario Bordelli.

Non ti da nemmeno il tempo di sfogliare le prime pagine, Marco Vichi: vieni subito gettato dentro la brutta inchiesta del commissario Bordelli.
Firenze, autunno 1966, un autunno piovoso, grigio. Un bambino, Giacomo Pellisari, è stato rapito mentre tornava a piedi da scuola verso casa. Pioveva, anche quel giorno.
Quello che preoccupa Bordelli è che nessun indizio, nessuna pista è venuta fuori nonostante gli sforzi suoi e dei suoi uomini.

Le passeggiate in montagna, nei boschi appena fuori Firenze, diventano l'unico momento in cui allontanarsi dai problemi del lavoro e scacciare dalla testa i cattivi pensieri.

Perché sono giorni difficili: nella testa di Bordelli si accumulano i ricordi delle donne che ha conosciuto e che ha perso; della guerra di Liberazione, dei tanti morti. Morti per una Italia che sembra così diversa da quella in cui vive. Un Italia in cui si aggirano ancora tanti, troppi nostalgici del fascismo.
Un paese in cui è cresciuta la generazione dei giovani “capelloni”, con riferimenti e valori così distanti. La borghesia decadente, sempre tesa all'arricchimento, all'avidità, all'egoismo. La società consumistica
Finché non si arriva purtroppo, alla tragica scoperta: un cacciatore ritrova il corpo nascosto in una buca poco profonda in quei boschi dove Bordelli ama passeggiare.

Non solo il ragazzino è stato ucciso,ma ha subito pure una brutale violenza dai suoi carnefici. Una debole traccia, anche questa scoperta per caso, porta Bordelli dietro una pista labile. Una semplice coincidenza oppure veramente è quella la pista da seguire?
Una storia di pedofilia, di nostalgici del fascismo, di poteri forti contro cui il povero commissario è come un coccio di vetro.
In mezzo, l'alluvione di Firenze, descritto con gli occhi del commissario. Un racconto che taglia in due il romanzo, un prima e un dopo.
E qui irrompono nella storia due nuovi protagonisti: il primo, che era stato sornione in attesa, è la città di Firenze, che viene descritta in quelle ore terribili. Il Ponte Vecchio, i monumenti, i quartieri, i palazzi. La furia delle acque trascina via le auto dalle strade, trasporta detriti, animali morti. Sfonda le porte dei palazzi, inonda le stanze delle case col fango. Gli angeli nel fango, la macchina degli aiuti che si mette in moto, anche grazie alla solidarietà di tante persone comuni.

Il secondo è la bella Eleonora: una bella commessa incontrata passeggiando per Firenze; incontrata poi nel fango della città. Sarà lei la ragazza dei suoi sogni?

Nel romanzo compare in un cameo il colonnello dei carabinieri Bruno Arcieri, che chiede un favore particolare al commissario. È la trasposizione speculare dell'incontro già raccontato da Leonardo Gori in L'angelo del fango”.
Per una coincidenza, grazie al favore fatto ad Arcieri, Bordelli troverà il bandolo della matassa e risalirà ai responsabili della morte del piccolo Giacomo. Ma questo fango, diverso da quello che imbratta monumenti, strade, cantine, case, che invischia tanta parte della “buona società” fiorentina e italiana, sarà più difficile da levare.
Che personaggio è, questo commissario Franco Bordelli della questura di Firenze?
Il disegno in copertina, quell'uomo che fuma solitario nella notte, di cui si indovina il carattere chiuso ma forte, vale più di tante parole.

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Technorati: Marco Vichi

11 settembre 2009

Complotto all'italiana

Non è ridicolo parlare di complotti contro il presidente del Consiglio proprio in questo giorno, l'11 settembre?
Scrive Giancarlo Lehner sul Giornale, in risposta alle dichiarazioni di Fini:
Il presidente della Camera certamente sa, benché finga il contrario, che sulle stragi di Capaci e via d'Amelio esiste una pista alternativa, scomoda e perciò mai davvero compulsata, quella della mafia russa in accordo con quella italiana e le cooperative rosse siciliane, per il riciclaggio in Italia dei miliardi di dollari dell’improvvisamente sparito tesoro del Pcus. Fini poteva almeno farne cenno, evitando così l’impressione sgradevolissima di una vigliaccata ai danni di Silvio Berlusconi.
Rubli russi, pcus, e magari mettiamoci anche le spie, il dossier Mitrokhin .. che ci sia lo zampino del Kgb dietro l'Attentatuni?
In Patria se ne parla profusamente del tavolino negli appalti in Sicilia: Confidustria, mafia, e anche le coop rosse.
Ma da qui a tirarle in balle per gli atttentati del 92, ce ne vuole di fantasia.

Cose che succedono in Lombardia

Il sindaco leghista di Ponteranica decide di togliere la targa dedicata a Peppino Impastato dalla biblioteca del comune.
Brutta cosa l'ingnoranza (vogliamo dare il beneficio del dubbio al sindaco e non parlare di mafia):
"Meglio onorare personalità locali".
Passa in modo bipartisa la legge sulla caccia in regione (il PD ha disertato l'aula), in deroga.
L'Unione Europea aveva già chiesto alla corte di giustizia, di multare l'Italia per la stessa legge che estende la possibilità di caccia a specie protette.
Chi pagherà la multa?
Si dice che la Lombardia non è proprietà di Formigoni (o della Lega): ecco, se ci fosse una opposizione, è questo il momento di farsi sentire.

11 settembre




L'attentato così tristemente spettacolare contro le Torri Gemelle, considerate come simbolo del male dagli ideatori dell'attentato.

Le torri incendiate e la folla di persone, di telecamere, che assisteva incredula.Lo scoppio sentito da molti e poi il crollo improvviso delle torri, il fumo che riporta New York indietro nel tempo, in una sorta di alba di una nuova era.


Siamo stati attaccati, dobbiamo reagire: iniziava l'era della guerra preventiva; della lotta del bene contro il male, dell'occidente contro l'oriente.Come se la guerra non fosse iniziata prima, come se Al Qaeda, non avesse già fatto l'attentato al World Trade Center nel 1993.

In realtà il mondo intero era già in guerra da prima, una guerra fredda che in alcune zone si era trasformata in guerra vera. Vietnam, Corea, sud America, Afganistan.

Semplicemente, l'11 settembre ci siamo accorti come la globalizzazione in atto potesse voler dire avere i terroristi dentro casa. Non sentirsi al sicuro ..

Poi è stata la guerra: prima in Afghanistan, per togliere il burqa alle donne e scalzare i talebani dal potere. Ma senza un Massud a fianco. Poi la guerra preventiva, ma con l'inganno, in Iraq.

Tutti a stringersi attorno al comandante in capo, George W. Bush.

Altra retorica. Altri morti, civili e militari.
Al Qaeda non è stata sconfitta.
I Talebani controllano ancora parte del territorio.
E i misteri e i dubbi, tanti, troppi, sulla tragedia dell'11 settembre, ancora rimangono da chiarire.

To announce that there must be no criticism of the president, or that we are to stand by the president, right or wrong, is not only unpatriotic and servile, but is morally treasonable to the American public. Nothing but the truth should be spoken about him or any one else.
But it is even more important to tell the truth, pleasant or unpleasant, about him than about any one else.

Kansas City Star (1918-05-07)

Theodore Roosevelt

10 settembre 2009

Re di Roma inclusi

"Io il miglior premier in 150 anni". Dunque meglio ancora dei Re Savoia, dei primi ministri dell'Unità d'Italia (Crispi, Giolitti).
Meglio addirittura del cavaliere Mussolini.

E i Re di Roma, dove li mettiamo?

Morte a Firenze di M. Vichi - i nostalgici del fascismo

Un'indagine brutta per il commissario Bordelli: un bambino rapito e ucciso.
E tanti pensieri cupi (come il cielo sopra Firenze in quei giorni di autunno 1966).
Come il sentirsi inadeguato nella nuova Italia del boom economico, così lontana da quella della sua giovinezza. Così lontana dall'Italia per cui aveva combattuto durante la Resistenza (coi guastatori della San Marco badogliana).

Sapeva bene che in Questura incrociava ogni giorno funzionari nostalgici, compreso il Questore. Pensò con tristezza che forse aveva ragione Carlino, l'ex partigiano che gestiva il bar sotto casa di Rosa: in fondo all'anima gli italiani erano fascisti senza rimedio.
Bambini bisognosi di un padre autoritario per sentirsi protetti, er sentirsi dire dormite tranquilli, penso a tutto io.
L'importante era dormire, mangiare, faticare poco, riempirsi la bocca di parole e avere i soldi per andare al mare. Un popolo di poveracci che cercava riscatto con sogli di potenza. Non era per un'Italia come quella che Franco Bordelli aveva sparato addosso ai nazisti [durante la resistenza ndr].
[pagine 89-90]


Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati:

Il western di Mike Bongiorno - La vita a volte è molto dura,vero Provvidenza?


Apparizione per Mike Bongiorno(denominato per l'occasione Mike Goodmorning) nel film "La vita a volte è molto dura,vero Provvidenza?"

Giustizia a rischio?

Il giornale lancia l'allarme per la giustizia: al forum per il giornale Il fatto, erano presenti due magistrati antimafia (Ingroia e Scarpinato , colpevoli di aver portato avanti indagini in cui erano coinvolti i politici).
La prossima volta, fate come il premier: invitateli a cena.

Due sassolini nella scarpa

Due cose, per commentare un paio di eventi di questi giorni.
Il coccodrillo a Mike Bongiorno: la cosa peggiore è stato vedere (un riassunto lo ha fatto Blob) i tributi, gli applausi, le lacrime anche da chi lo aveva cacciato. Come nei programmi Mediaset.

La questione della privacy: mi chiedo, dopo aver visto gli articoli da Bari di ieri, come potranno poi parlare di difesa della privacy, i giornalisti del corriere.

700000 persone, non cose

Nel bosco bruciato della crisi iniziano a spuntare "germogli di ripresa" che non risolvono tuttavia i nodi della crisi: l'Italia è dentro le conseguenze economiche della crisi. Così il direttore del CSC, Luca Paolazzi, illustra lo stato della crisi economica. "È come se ci fosse stato un enorme incendio che ha lasciato in piedi qualche albero da cui iniziano a spuntare i primi germogli", ha detto Paolazzi per descrivere la situazione, per la quale cita anche una frase di Paul Valery: "il problema dei nostri tempi è che il futuro non è più quello di una volta".

Che bella prosa, complimenti agli analisti del centro studi di Confindustria.
Peccato che dietro la suggestiva metafora del bosco in fiamme si nasconda una realtà dura: parliamo dei 700000 posti di lavoro persi tra il 2008 e il 2010.
700000 persone, non cose o oggetti inutili da buttare.
E non rende meno dura questa situazione la rassicurazione di Brunetta: entro il 2010 si uscirà dal tunnel.
E nel frattempo?
Consoliamoci di appartenere a quello "stock di occupazione stabile" (chissà se anche i politici si sono messi in questo stock) e che le tute gru (come vengono chiamati gli operai che protestano) sono solo "un fatto fisiologico".

Così come per il grande evento inutile del G8, mi chiedo a che servano i workshop, come quello di Cernobbio?

09 settembre 2009

Lo spot di Annozero

Visto che la Rai è latitante ... lo diffondiamo noi.


Donne in cambio di affari

Ma le donne nel PD non dicono niente? Tutte garantiste?
E nel PDL? Idem?

Che vergogna.

Torero za za za ..

Le voci sulla possibile bocciatura (prima del 6 ottobre) da parte della Corte Costituzionale del lodo Alfano.
Le voci sulle indagini relative alle stragi del 92 (Falcone e Borsellino) 93 (via Palestro a Milano, ai Georgofili a Firenze, le bombe a Roma); sui rapporti dei fratelli Graviano (i bombaroli mafiosi) con Dell'Utri, i rapporti stato e mafia, la trattativa.
Le indagini su Mediatrade, sempre a Milano.
Il nostro torero dovrà destreggiarsi bene contro i “tori inferociti”: ricompattare il fronte (conquistando anche qualche ex compagno di strada); dare una regolata all'informazione ancora fuori dal coro e ai cani sciolti. Se tutto ciò è quanto bolle in pentola, si capisce perchè tutti quei bastoni tra le ruote a Annozero (ancora nessuno spot) e a Report.
Ve lo immaginate una puntata di Annozero in prima serata che parla della trattativa stato e mafia, con Travaglio, Bolzoni, Bianconi, Rita Borsellino (e tanti altri) in studio?
Meglio altre trasmissioni. Tanto per far nomi, per Ballarò non ci sono problemi ad andare in onda....
Il premier lamenta l'uso dei soldi nostri (rivolto alla platea) da parte delle procure per tramare contro il governo. A parte che i soldi sono solo dei contribuenti che pgano le tasse.
Si potrebbe allora tirar fuori i costi delle varie commissioni Mitrokhin e Telekom Serbia: quanto sono costate? Cosa hanno dimostrato?
C'è una barzelletta sui toreri, e sui testicoli del toro: non sempre vince il torero.

08 settembre 2009

Ex terroristi

Seguivi gli articoli del Giornale e altri sul caso Battisti.
Poi, memore della serata dedicata al giornalista Walter Tobagi su La7, mi è venuto in mente il caso di Marco Barbone.
Terrorista della brigata XXII marzo, partecipò all'assassinio del giornalista e alla sua pianificazione.
Dopo l'arresto, il pentimento e grazie alla legge sui pentiti, non fece un giorno di carcere.
Su Carmilla On Line si dice che oggi collabori (l'articolo è del 2004) con la rivista de Il giornale, Tempi.
Dove scrive:
"I girotondi costituiscono, che gli piaccia o no, il milieu culturale al cui interno una scelta sciagurata come la lotta armata trova appoggio, silenzio, conformismo omertoso di stampo mafioso".

Tori inferociti


Meno male che Silvio c'è ... come faremmo altrimenti senza le sue boutade, le sue sparate, le sue barzellette?
Berlusconi a tutto campo: «Contro di me tori inferociti ma non ho paura».
Sulla giustizia: «A Bari c'è un'indagine interessante. Mi sono stancato di prenderle. Procure di Milano e Palermo cospirano contro di noi».

Dunque teme i tori e ha paura di prenderle. Le corna?



La storia del Corriere/Rizzoli

A volte ritornano.
Angelo Rizzoli a Libero: "Ora che la Cassazione mi ha assolto definitivamente da tutte le imputazioni e ha riconosciuto che non ho commesso alcun reato, e' venuto il momento di fargliela pagare a tutti i responsabili".
Assolto? Leggiamo meglio.
L'ex editore Angelo Rizzoli ha ottenuto che la sua condanna per bancarotta venisse cancellata dopo 10 anni dalla sentenza definitiva. Una conseguenza della riforma del 2006 del diritto societario che ha abrogato l'ipotesi di "bancarotta patrimoniale nella società in amministrazione controllata" prevista invece dalla vecchia legge.
Dunque è stato assolto perchè il fatto non costituisce più reato.
Secondo l'accusa Rizzoli aveva "occultato, dissipato e comunque distratto dalla loro destinazione alla gestione societaria beni sociali e, in particolare, somme per un ammontare complessivo di 85 miliardi e 236 milioni di lire circa e 3.150.000 dollari Usa". In primo grado, il tribunale di Milano, il 15 giugno 1993, lo aveva condannato a 7 anni e 6 mesi.
Ora ripassiamo la storia.

I conti della casa editrice sono sempre in rosso. La solidità della Rizzoli-Corriere della Sera dipende ora dalle buone relazioni con i partiti politici, "intrecci" che il padre di Angelo aveva sempre accuratamente evitato.Nel
1981 il «Corriere della Sera» è travolto dallo scandalo della Loggia P2, tra i cui iscritti c'è anche Angelone Rizzoli (tessera n° E.19.77), così come il direttore generale del gruppo Bruno Tassan Din.
Con la formalizzazione da parte del Tribunale di Milano, il 4 febbraio 1983, dell'amministrazione controllata per il Corriere della Sera, Angelone riceve un mandato d'arresto e viene detenuto in carcere 13 mesi in custodia cautelare, detenuto in attesa di giudizio.
Si trova così costretto a vendere il suo gruppo editoriale per evitare la bancarotta.
[Wikipedia]

Boffo , Fini - gettare il sasso ..

... E nascondere la mano.
Come per il caso Boffo: l'articolo de Il Giornale che va giù pesante contro Fini (ridicolo, vergognoso); il premier che prende le distanze e che dice di non saperne nulla.
A proposito, sempre sul Giornale si parla delle firme false all'appello di Repubblica: Topo Gigio e soci. Come avviene solitamente con i form di registrazione online.
Anche all'iniziativa di Forza Italia Rivotiamo, per far cadere il governo Prodi, era successo lo stesso. Cetto La Qualunque aveva aderito ...