MILANO – Un treno vuoto e’ deragliato stasera a Milano ma nessuno e’ rimasto ferito. Neanche il macchinista, nonostante la motrice del convoglio sia uscita dalla sede dei binari e sia finita nella massicciata sottostante mentre un vagone si e’ ribaltato. Un altro treno passeggeri, arrivato poco dopo, e’ riuscito a frenare in tempo e nessuno e’ rimasto coinvolto. L’incidente e’ avvenuto nei pressi dello svincolo ferroviario di viale Monza. (RCD)
Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
21 settembre 2009
Altra tragedia evitata
MILANO – Un treno vuoto e’ deragliato stasera a Milano ma nessuno e’ rimasto ferito. Neanche il macchinista, nonostante la motrice del convoglio sia uscita dalla sede dei binari e sia finita nella massicciata sottostante mentre un vagone si e’ ribaltato. Un altro treno passeggeri, arrivato poco dopo, e’ riuscito a frenare in tempo e nessuno e’ rimasto coinvolto. L’incidente e’ avvenuto nei pressi dello svincolo ferroviario di viale Monza. (RCD)
Presa diretta - taglisicuri?
Che effetto hanno sulla sicurezza i tagli alla finanziaria?
Claudio Giardullo della Siulp parla di 1 miliardo di euro di tagli alla finanziaria, tagli già attivi nel 2009 e che porteranno nel giro di pochi anni 15000 operatori in meno.
I tagli hanno effetti già visibili: a Palermo escono solo 8 volanti e di notte anche meno.
A Roma escono solo 10 volanti, per una città di 4 milioni di abitanti: volanti mandate in giro per i quartieri della città, a caccia di prostitute. Che se sono comunitarie, puoi solo dargli una sazione amministrativa.
L'inchiesta di Danilo Procaccianti si è soffermata sula città simbolo della tolleranza zero, della sicurezza con cui il sindaco Alemanno ha vinto le elezioni.
La città dei quartieri mostrata da Nanni Moretti nel suo film "Caro diario".
L'ispettore Ignazio Craparotta, una vita sulle volanti dava i numeri del taglio: da 700 persone sulle macchine a 300.
Da 25 macchine a notte, siamo passati a 10 macchine.
Delle 1000 autovetture, 500 servono al controllo del territorio. 300 sono da rotttamare; pure altre 450 auto civetta, hanno fatto troppi kilometri. Macchine che non si portano nemmeno all'autorimessa, perchè gli stessi agenti sanno che la terrebbero ferma per troppi giorni.
E le auto blu? Anche loro hano subito dei tagli?
No: la finanziaria (nè Tremonti, nè Brunetta) ha inciso su sprechi e privilegi. Le auto blu sono aumentate: sono passate da 608000 a 624330 nel 2009.
Ivano Cardellini, al comando della polizia stradale: "si è ridotto il servizio di vigilanza del 50%". In sostanza, con meno agebnti e meno macchine, per le strade ci sono meno pattuglie.Meno pattuglie a controllare la Pontina.Meno pattuglie al quartier Tor Bella Monaca.
Tor Bella Monaca.
Un quartiere dove esiste lo spaccio (200/300 dosi al giorno spacciate per le strade). Neanche una volante per le strade, di notte (ma sarà stato sfortunato il giornalista).
L'ex mercato, al centro della città, diventato deposito di siringhe: consumo della droga a cielo aperto.E, con la droga, tutto il corredo della microcriminalità: scippi, furti...
Autobus sequestrati con un coltello in pieno giorno (e le volanti che itervengono dopo gli ispettori dell'azienda di trasporto)."siamo allo sbaraglio .. a livello di polizia e carabinieri.. siamo noi e loro". Noi (la gente) e loro (i criminali).
Il poliziotto di quartiere? Mai visto. Anche perchè, grazie ai tagli, il poliziotto di periferia viene impiegato per altro.
I ragazzi nel quartiere cosa ne pensano?
Danilo Procaccianti ha sentito anche loro: Qui è tutto tranquillo.. qui si sta bene .. la polizia non si vede .. tutta colpa degli immigrati .. che se ne devono andare ...
Infatti, come effetto collaterale della campagna di paura, sulla sicurezza, è esplosa anche la violenza contro gli immigrati.
24 episodi di teppismo contro immigrati nel solo mese di giugno. Molti erano lavoratori in regola, con un lavoro e una famiglia.
Alla Garbatella c'è una carenza del personale del 30%.Computer portati da casa dagli agenti.Il centralino alla guardia impossibilitato a telefonare all'esterno.
A Primavalle dovrebbero essere 140, sono in 70.
A Centocelle, nel 2001 il commissariato è stato declassato. A giorni verrà chiuso, anzi accorpato con quello di Prenestino (che ha a sua volta un deficit di -61 poliziotti).
Il poliziotti di quartiere? A sentire il farmacista, la tabaccaia "poverino, è da solo ..".
A Spinaceto, i poliziotti di quaeriere e le volanti suppliscono alle carenze del ministero. La notte fanno il piantone al ministero dell'attuazione.
Ecco il vero volto della sicurezza.
Come a Guidonia: dopo lo stupro (i 4 romeni), il prefetto di Roma (quello che ha preso il posto di Mosca, sostituito da Maroni) aveva promesso una tenenza a Guidonia, più agenti, più pattuglie.Invece, dopo pochi mesi, è tutto come prima.
Intervistato in merito, il procuratore di Tivoli, Luigi De Ficchi, parlava di assenza dello stato. Vicino Roma, non in Calabria o in Sicilia.E il territorio di Guidonia, di Tivoli è una zona difficile: a rischio per la microcriminalità ma anche per le infiltrazioni mafiose.Anzichè 130 uomini, ne sono attivi 50.
Questi i dati reali.
Il ministro Maroni non ha concesso un'intervista per dare la sua versione in merito ai tagli.
Al questione time alla camera, a febbraio, aveva dato i suoi, di numeri: +2,3 miliardi nel 2009 al comparto sicurezza.
"E' irresponsabile lanciare allarmi .. ". Forse è irresponsabile far finta di non vedere.
A sentire i sindacati della polizia, eccetto il Sap, gli aumenti nel settore sicurezza sono dovuti al rinnovo del contratto.
Molti agenti, dopo due anni, ancora dovevano prendere i soldi dello straordinario, per la cattura di Bernardo Provenzano.
E poi ci sono le Ronde.
Servono? Non servono? Cosa ne pensano i poliziotti?
A Torino ci sono le ronde della Lega. Del presidente della circoscrizione 7, Roberto Zenga.
Scortate da 16 agenti o carabinieri.Che pattugliano zone considerato non a particolare rischio.Arresti fatto grazie a una segnalazione della ronda? Nessuno.
"Le ronde non sono utili mai, in nessuna zona d'Italia". Possono essere pericolose, se ispirate alla politica.
A Marina di Massa c'è stato lo scontro tra le ronde nere SSS e i Carc (dei rossi).
Il sindaco le ronde non le vuole, ma i neri "ce ne freghiamo". Lo aveva detto anche un mese prima degli scontri, che le ronde del signor Franzoni, avrebbero portato problemi.
Chi sta dietro le SSS?
Gente come Stefano Benedetti , consigliere del partito de La destra, ex estremista di destra.
Ma le ronde non dovevano essere apartitiche?
Il decreto Maroni ha scatenato gli estremisti di destra.
Gente come Gaetano Saya, rinviato a giudizio dalla procura di Genova, per la sua polizia parallela. Gente che vorrebbe cacciare dall'Italia gli stranieri entrati dopo il 77.
E' questo il modello sicurezza che vogliamo?
In attesa di una risposta, da parte del governo, sappiate che a Tor Bella Monaca continueranno ad aspettare il poliziotto di quartiere e le volanti.
Technorati: Presa diretta
20 settembre 2009
Tempi sempre più bui
Si inizia ad avvertire una certa puzza. Quella dell’allungamento della trattativa. Forse, ancora una volta come ai tempi delle stragi, dietro le quinte si sta trattando per cambiare gli assetti del Paese. Speriamo che almeno stavolta, se questo fosse vero, l’accordo non si trovi a suon di bombe e di morti.
Dalla conversazione con Giovanna Maggiani Chelli, dell’associazione vittime dei Georgofili, riportata da Il fatto quotidiano.
Parlava delle vittime di via dei Georgofili.
Forse a questa nuova trattativa si riferiva il ministro Brunetta, il presidente Berlusconi, quando parlano di colpo di stato (e delle toghe eversive).
E' in atto una nuova trattativa, per ridisegnare gli equilibri economici e politici dello stato e della mafia? Il gattopardo cambia di nuovo pelle?
Niente paura .. era Paolo Rossi che imitava Brunetta
E infatti io credo di aver scoperto l'arcano: era l'attore Paolo Rossi, a Cortina.
Anche lui alleato con le elite della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale che vogliono il colpo di stato: di chi parla?
E pensare che hanno appena rinviato a giudizio alcuni dei furbetti del quartierino per aggiotaggio. Loro sì, parassitari, speculatori.
Omissis di Philip Shenon
Il giornalista del New York Times racconta in questo voluminoso libro la storia della Commissione indipendente di inchiesta sui fatti dell'11 settembre, fortemente voluta dai familiari delle vittime (tra cui le Jersey Girl, le mogli di alcune vittime delle Torri Gemelle).
La Commissione aveva lo scopo di far luce su eventuali carenze dei sistemi di sicurezza; sulla eventuale lentezza nel prevenire e rispondere agli attacchi da parte dei sistemi della difesa: qualcuno non aveva fatto il suo dovere, o aveva sottovalutato l'importanza del nemico (volutamente o meno).
Da Wikipedia:
La Commissione Nazionale sugli Attacchi terroristici contro gli Stati Uniti (in inglese National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States, nota anche come 9/11 Commission) venne istituita alla fine del 2002 "per predisporre un completo resoconto sulle circostanze in cui avvennero gli Attentati dell'11 settembre 2001", compresi i loro preparativi e la prima risposta agli stessi.
Shenon racconta del lavoro della Commissione, delle difficoltà incontrate, specie nel recuperare tutti i documenti generati dai servizi di intelligence nei mesi precedenti, gli scontri con la Casa Bianca, che reclamava il diritto alla separazione dei poteri, in merito alla condivisione di atti e documenti passati per la Sala Ovale. Come avvenne spesso col consigliere legale del presidente, Philip Gonzales.
Parla degli scontri in seno alla Commissione stessa: specie nei confronti del Direttore Esecutivo, Philip Zelikow, per i personali conflitti di interesse nei confronti della Casa Bianca.
Zelikow, vero motore della Commissione, scelse quali strade investigative percorrere e quali no, quali testimoni sentire e quali no, sul dirottamenti degli aerei e su Sicurezza Nazionale nel primo mandato presidenziale di George Bush). Aveva scritto un documento in cui si sosteneva la ragionevolezza della politica della “Guerra preventiva”: documento che sarebbe stato poi usato come alibi da parte dei falchi della Casa Bianca, per l'invasione dell'Iraq.
Zelikow inoltre, sin da subito aveva una sua teoria sulle lacune nell'intelligence e sui probabili “capri espiatori”: uno tra tutti la Cia di George Tenet. Serviva una struttura di intelligence unificata.
In effetti, come stabilì alla fine la stessa Commissione, sia la Cia che l'FBI commissero degli errori, che probabilmente facilitarono la messa in atto dell'attentato.
L'arresto del terrorista Mossauoi (o Mossaui) che non venne riferito al direttore centrale dell'FBI.
I due arabi sospettati di contatti con Al Qaeda, al-Hazmie al-Mihdar che soggiornarono per un anno in California a San Diego (grazie anche all'aiuto dell'ambasciata saudita), i cui nominativi la Cia non passò all'FBI.
Parte delle responsabilità, come alcuni commissari e investigatori dello staff compresero, andavano attribuite alla stessa Casa Bianca, che non recepì le segnalazioni di un attacco, di un pericolo imminente che arrivavano. Come quelle dello zar dell'antiterrorismo “Richard Clarke”.
Peccato che il libro abbia un approccio troppo dal basso nel raccontare il dietro le quinte della Commissione. Si perde in troppi dettagli, senza dare una buona visione dall'alto, di tutto il lavoro svolto, appesantendo troppo la lettura.
Il testo accompagna il lettore nelle stanze dove lavorò la Commissione: gli studi a Washington e New York; nello studio ovale, nella situation room e negli altri uffici della Casa Bianca; negli uffici direttivi del quartier generale della Cia, nell'ufficio del sindaco al municipio di New York (che non vedevano di buon occhio quei commissari che cercavano eventuali lacune nei soccorsi messi in atto ).
Shenon ricostruisce le tante conversazioni avvenute tra i protagonisti del libro: ricostruzioni possibili grazie alle tante interviste fatte, alle email raccolte, ai documenti censiti.
Cosa non hanno voluto farci sapere della Commissione sull'11 settembre?
Indipendenza della Commissione: nel libro viene raccontato delle telefonate ricevute da Zelikow da parte di Karl Rove, collaboratore politico di George Bush e di Condoleeza Rice.
I conflitti di interesse. I rapporti avuti nel passato dal presidente esecutivo Zelikow, con la Rice (con cui scrisse un libro) e con la presidenza Bush (con cui collaborò nel periodo di transizione del dopo Clinton). Anche I precedenti rapporti con la casa editrice Norton, con cui aveva pubblicato già nel passato.
Omissis, piste non seguite, documenti non accolti dalla Commissione: forse veramente si poteva far qualcosa per fermare i dirottatori. Nonostante tutti I difetti del libro di cui si è parlato prima, questo libro farà crescere il numero di person che ancora credono che ci sia molto da dire sulla tragedia dell' 11 settembre.
Riferimenti:
Un articolo sulla commissione su disinformazione.it.
Wikipedia: la Commissione indipendente di indagine sui fatti dell'11 settembre.
Il sito della Commissione.
L'indice del report prodotto dalla Commissione.
I membri della Commissione erano:
Thomas Kean (presidente) - Repubblicano, ex Governatore del New Jersey
Lee H. Hamilton (Vicepresidente) - Democratico
Richard Ben-Veniste - Democratico
Fred F. Fielding - Repubblicano
Jamie Gorelick - Democratico
Slade Gorton - Repubblicano, ex Senatore USA da Washington
Bob Kerrey - Democratico, Presidente della New School University e ex senatore U.S.A. dal Nebraska
John F. Lehman - Repubblicano, ex Secretario della Marina
Timothy J. Roemer - Democratico
James R. Thompson - Repubblicano, ex Governatore dell'Illinois
Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Technorati: Philip Shenon
18 settembre 2009
La copertina del corriere
Politica internazionale?
Libero. Umberto non sbaglia: missione da buttare.
Bossi: "Missione fallita, tutti a casa" Berlusconi: "Non da soli ma presto"
Bossi su repubblica: "A Natale i soldati tornino a casa".
E ancora: finite le lacrime e i funerali di stato, chi si occuperà delle famiglie dei caduti? Delle famiglie e delle cure dei feriti? Sarà presente lo stato?
Non so se c'entra.Dal sito della trasmissione Annozero:
Ricordate le polemiche scatenate dalla nostra puntata sull’Operazione Piombo Fuso lanciata da Israele contro Gaza? Ricordate la guerra dei bambini? Per fare luce su questi fatti, L’Onu ha inviato a Gaza una Missione di indagine guidata dal Giudice Richard Goldstone, di origine ebrea, ex procuratore capo del Tribunale per i Crimini Internazionali di Yugoslavia e Ruanda. Il 15 settembre, la Missione Onu ha reso pubblico il suo rapporto finale. Noi avevamo mostrato le immagini di morti e feriti che erano stati colpiti dalle Forze Israeliane a Jabalya. Ecco cosa scrive su quest’episodio il Rapporto della Missione Onu. ..
La Missione reputa che la condotta delle Forze Armate Israeliane costituisca una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra poiché hanno compiuto uccisioni premeditate di civili e hanno causato grandi sofferenze a persone protette, azioni tali da fare sorgere responsabilità criminali individuali
Ancora una legge sulla rete
Tramissioni fatte rimbalzare (Ballarò), o a cui si mettono i bastoni tra le ruote (Report, senza la tutela legale, Annozero, senza la pubblicità).
L'articolo su Punto informatico di Guido Scorza, continua qui.
Loro continueranno a provarci e riprovarci. E noi, sempre qui, a controllare.
17 settembre 2009
Peggio della guerra ..
Nemmeno Kabul è sicura: lo aveva già evidenziato l'inchiesta di Riccardo Iacona della scorsa stagione, La guerra infinita.
Come faranno all'estero?
«ci sarebbero danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l'impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni caso con danni in gran parte irreparabili».
Addirittura irreparabili. Strano che, dopo questa esternazione, nessuno strepiti sulla separazione dei poteri.
Due riflessioni. La prima: e come faranno all'estero, dove non esiste un lodo allargato come in Italia?
La seconda: no lodo (alfano), no party?
Il manifesto internet
I punti salienti.
Ma dove vogliamo andare?
Notizie che ne coprono altre, molto più inquietanti.
Come quella delle scuole che, per i tagli governativi, vengono chiuse.
A Milano, il liceo serale Gandhi.
E in Campania: a Ticciano, comune di Vico Equense, dove le famiglie protestano davanti ai cancelli.
La scuola verrà chiusa, per fare posto ad una pista di ciclocross.
Scuole che chiudono e maglie che si aprono: quelle dello scudo fiscale, che un emendamento della maggioranza vuole allargare anche alle persone con procedimenti penali.
16 settembre 2009
L'altra faccia dell'Abruzzo
Subito un nugolo di poliziotti mi oscura, ma ora urlano anche le altre, "presidente, esistiamo anche noi, non solo i cittadini di Onna, questo non è un teatro, 50.000 sfollati chiedono di rimanere sulla propria terra". Lui suda e si allontana verso l'asilo.
Qui iniziano i discorsi di rito. Ma intanto la stampa si è accorta di noi. E ci intervista. Sento degli applausi, voglio vedere chi applaude, se è Aquilano. Cerco mani che battono e non le trovo. Ma gli applausi ci sono, escono da un altoparlante.
Come in una sit com.
Dopo il nauseante discorso del vescovo Molinari, che d'amblé riconcilia i vescovi con il malcostume presidenziale, esaltando l'uomo del fare,il nostro decide, vista la protesta, di abbreviare la cerimonia e, sotto i fischi, si allontana. Nel frattempo, sono riusciti ad entrare, attraversando i campi, anche i comitati, con un altro striscione. La festa è finita.
Noto che l'ottanta per cento dei presenti era gente di fuori, in divisa.
La bonifica dell'Agro Pontino
Il finale: "Ma occorre che tutti ci lasciano intenti al nostro lavoro .."
Che oggi verrebbe tradotto con un "il governo e il suo presidente devono essere lasciati liberi di lavorare senza intralci"
E sono pure permalosi

Meglio Coliandro
Solo per cinque minuti, durante i quali ho (ri)sentito le solite storielle raccontate da Berlusconi nelle interviste.
Il mio governo meglio dei governi De Gasperi.
Abbiamo fatto il miracolo con la ricostruzione in Abruzzo.
I giornalisti dei farabutti. Specie i giornalisti assenti come quelli di Repubblica: il direttore è un evasore e l'editore è Svizzero (mica dovrebbe essere una colpa).
Il debito degli anni 80 italiano è colpa dei comunisti che appoggiavano il governo (e i Craxi? I De Michelis? ).
Dicono che sia durato 3 ore.
Il culmine, quando ha iniziato a parlare di se in terza persona "Berlusconi in cinque mesi è stato zitto". Parlava delle polemiche dietro la storia delle escort, di Noemi.
A questo punto, sono tornato a guardarmi Coliandro.
Nel caso , sarebbe interessante un confronto con i vecchi cinegiornali Luce. Qui un esempio.
Meglio Coliandro.
15 settembre 2009
Manuale di resistenza al lunedì
E quella cosa che vi prende al mattino del lunedì, o anche alla sera della domenica, pensando al lavoro. Oppure, appena entrati in ufficio, quella sensazione che vi fa esclamare "ma che cavolo c'ha questo da ridere"?
Vi hanno appena invitato ad una riunione senza dirvi di cosa si parla e state pensando a come svignarvela?
Bene: soffrite anche anche voi di questa malattia.
Oddio, in questi momenti, non si dovrebbe parlar male del proprio lavoro, per chi ce l'ha (per il principio che non si sputa nel piatto etc etc).
Ma, d'altro canto, la nostra scrivania, i paduli da risolvere, le magagne rifilate dai simpatici colleghi, il capo, sono sempre lì ad aspettarci. E a rovinarci la giornata lavorativa.
Cosa fare allora? Prendere coscienza della sindrome (del lunedì) e cercare di riderci sopra. Leggendo il libro "Manuale di resistenza al lunedì", scritto dagli autori del sito Resistenza Umana.
Qui il blog Resistenza Umana: la sezione giochi, gli aforismi, i test e il gruppo su Facebook..
Buona lettura.
Il link per ordinare il libro su ibs.
Anni ruggenti
Ecco, in questo clima di inaugurazioni a reti unificate (le case in Abruzzo), dove si deve celebrare il vanto governativo, mi torna in mente la scena delle case coloniche.
Non so se l'avete presente: il podestà aveva dichiarato di avere costruito tante case coloniche per i contadini, ciascuna con tanti capi di bestiame.
Per convincere il finto gerarca, portato in visita alle case, le camice nere spostano i capi da una casa all'altra .. per fare scena.
La ragazza con la pistola
14 settembre 2009
Lebanon di Samuel Maoz
Amaca - parola di Michele Serra
Presa diretta - terremoto
Si è fatto tutto il possibile per prevenire il terremoto in Abruzzo?Quale è lo stato della prevenzione contro i terremoti in Italia? Quali sono le politiche antisismiche e come vengono applicate?
Quali le cause dei crolli della casa dello Studente, della Prefettura, del Pronto soccorso dell'ospedale?400 scosse prima delle due mortali del 6 aprile e quello che si è ottenuto, dopo la riunione della Commissione Grandi rischi del 30 marzo sono state solo generiche rassicurazioni?
Il terremoto non si può prevedere ..State tranquilli ..
Iacona ha sentito non i grandi esperti della Protezione Civile, ma i geologi "da campagna": il professor Moretti della facoltà di scienze.
Il prof. Di Iorio, preside di facoltà.
Il loro parere non è stato sentito dalla commissione: di cose da dire ne avevano, su quelle scosse, sempre più profonde, sempre più concentrate.
Nè il sindaco, nè il presidente di provincia sapevano degli allarmi dei geologi, nè si sono preoccupati di interpellarli. Avrebbero potuto fare qualcosa? Magari avrebbero potuto organizzarsi meglio. Col senno di poi ..
La realtà è che, come ha dimostrato il servizio, all'Aquila, come ad Onna si è costruito dove non si doveva. A prescindere dalla qualità del cemento, dei materiali, del ferro: sotto Pettino c'era una faglia. A Onna era già avvenuto un terremoto che aveva raso al suolo il paese.
Come mai nessun piano regolatore ne ha tenuto conto? Come mai nessun piano di ristrutturazione delle case che tenesse conto del pericolo?
Come mai si è continuato a costruire (e a vendere a 300 euro al metro quadro) case nuove?
Inutile piangere dopo. Meglio preoccuparsi prima della salute delle persone e lasciar perdere per un attimo il profitto, la speculazione del terreno.
Magari si riesce a costruire la nuova università de l'Aquila in una zona non a rischio. Perchè il rischio era già previsto dal Piano Regolatore del 1979: cosa han fatto e cosa non han fatto i sindaci (compreso l'attuale), i presidenti di provincia e regione.
Il Rapporto Barberi.
E' costato 4 milioni di euro, il censimento di tutti gli edifici a rischio italiani.Compresa la prefettura aquilana; le scuole elementati Ventre e De Amicis.
"Dopo questo censimento la gente non doveva morire .. si poteva evitare questo dramma" spiegava la dottoressa La Ponzina, collaboratrice di Barberi alla stesura delle schede di rischio.Il rapporto è del 2001: è stato consegnato a sindaci, provincie, regioni.
Eppure, mi ha fatto rabbia vedere il rimpalleggio tra gli attuali amministratori o i vecchi.
Non sapevo. Non l'ho ricevuto, non potevo fare nulla. Me ne sono andato prima.
Vero è che lo stato dal 2004 non da soldi per la messa in sicurezza della scuole.
Lo stato in Calabria.
Se la parte in Abruzzo fa rabbia, la seconda parte dell'inchiesta in Calabria, a cura di Domenico Iannacone, fa ancora più paura.
Nonostante le rassicurazioni degli enti preposti (come a Laureana di Borrello), la situazione è così tragica da risultare quasi grottesca.Case abusive costruite su frane, su strapiombi, sul letto del fiume. La Calabria è una zona ad alto rischio sismico: Pino Abate, disaster manager, raccontava di quanto poco si è fatto per la messa in sicurezza.
Come per le case popolari abitate, ma a rischio crollo. Solito rimpalleggio tra sindaco e presidente dell'Aterp: se li sgombero dove li metto .. è il sindaco che decide ..
E intanto la situazione peggiora: per le tutte case abusive che si continuano a costruire, per tutti i condoni che si susseguono. Ma chi approva i progetti?
In realtà, come ha dimostrato proprio Iannacone, il ruolo del Genio Civile in Calabria è puramente rappresentativo.
Basta un documento di costruizione prestampato (che contenga delle serie di numeri), dei tmibri falsi, delle firme false. Qualche blocco di calcestruzzo da far controllare, e il gioco è fatto.Dopo qualche settimana il genio civile da l'approvazione ad un progetto fantasma, con tanto di certificato sul rischio statico. Tanto, grazie ad una legge regionale, nessuno controlla: solo il 5% delle domande, su 100000. E non si demolisce nessun fabbricato abusivo.
Nessuno che ha chiesto i documenti al giornalista, nessuno che ha voluto controllare i dati sulla domanda.
Come la mettiamo allora. Cosa faremo, quando la scossa arriverà a Reggio Calabria? Con che faccia i politici, gli esperti, si presenteranno davanti alle telecamere?
Certo, è anche colpa dei calabresi, anche loro vittime del vizio italico di fare i furbi.Fare i furbi, con la pelle degli altri. O con la pelle dei propri cari.
Ma gran colpa l'hanno anche i giornalisti e il sistema dell'informazione: loro compito sarebbe quello di vigilare, controllare, leggersi le carte. Andare sul territorio, sentire la gente i geologi.
Perchè dopo, a portare le telecamere sotto le tende, dentro le macchine in strada, tra le macerie, suona un pò ipocrita. Falso.
Technorati: Presa diretta, Abruzzo, terremoto
Un Ballarò per un Porta a Porta
Ma Ballarò non si occupa di informazione politica? Perchè darebbe fastidio a Vespa?
Si dirà: e non ne poteva parlare Giovanni Floris nella sua trasmissione? Certo che poteva. Anzi, era scontato che lo facesse, avendo i suoi inviati nelle zone terremotate d’Abruzzo. Ma evidentemente non garantiva la necessaria dose di servilismo e di enfasi richiesta per l’occasione, destinata a passare alla Storia dell’Umanità come nemmeno la bonifica delle paludi pontine e la battaglia del grano. La celebrazione dell’Evento deve andare in onda senz’alcuna concorrenza né “controprogrammazione” sulle altre reti Rai (Mediaset, probabilmente, manderà in onda marce militari per tutta la durata di Porta a Porta). Una celebrazione autogestita dal presidente del Consiglio e dal suo maggiordomo preferito.
[Il fatto, 13 settembre]
13 settembre 2009
San Gennaro farà il miracolo?
Riuscirà il miracolo anche a San Silvio, cioè riappacificare i rapporti tra Fini e la Lega?
Mentre Fini si lanciava nel suo j'accuse, Bossi esponena la sacra teca dell'acqua del Po a Monviso (le famose radici cristiane).
Nessun giornalista raccontava della fine dei rapporti con Mediaset, della telefonata che non arrivava dall'amico Silvio (che ieri lo definiva l'italiano migliore).
In video comparivano a fianco Fazio, Fiorello e il premier. Si saranno detti qualcosa? Oppure, per rispetto al morto, avranno soprasseduto?
Siamo alla fine del tunnel, si dice. Eppure iniziano ad essere tante le aziende che portano la produzione all'estero, sfruttando la crisi.
La Nokia Siemens a Milano.
La raffineria di Livorno, svenduta dall'Eni agli americani. 800 posti a rischio.
Forse la produzione riprenderà. E gli italiani?
Infine, la solita segnalazione: stasera Presa Diretta si occuperà del terremoto in Abruzzo. Si è fatto tutto il possibile? Perchè le voci di quanti segnalavano i rischi, non sono state ascoltate?
Morte a Firenze di Marco Vichi
Non ti da nemmeno il tempo di sfogliare le prime pagine, Marco Vichi: vieni subito gettato dentro la brutta inchiesta del commissario Bordelli.
Firenze, autunno 1966, un autunno piovoso, grigio. Un bambino, Giacomo Pellisari, è stato rapito mentre tornava a piedi da scuola verso casa. Pioveva, anche quel giorno.
Quello che preoccupa Bordelli è che nessun indizio, nessuna pista è venuta fuori nonostante gli sforzi suoi e dei suoi uomini.
Le passeggiate in montagna, nei boschi appena fuori Firenze, diventano l'unico momento in cui allontanarsi dai problemi del lavoro e scacciare dalla testa i cattivi pensieri.
Perché sono giorni difficili: nella testa di Bordelli si accumulano i ricordi delle donne che ha conosciuto e che ha perso; della guerra di Liberazione, dei tanti morti. Morti per una Italia che sembra così diversa da quella in cui vive. Un Italia in cui si aggirano ancora tanti, troppi nostalgici del fascismo.
Un paese in cui è cresciuta la generazione dei giovani “capelloni”, con riferimenti e valori così distanti. La borghesia decadente, sempre tesa all'arricchimento, all'avidità, all'egoismo. La società consumistica
Finché non si arriva purtroppo, alla tragica scoperta: un cacciatore ritrova il corpo nascosto in una buca poco profonda in quei boschi dove Bordelli ama passeggiare.
Non solo il ragazzino è stato ucciso,ma ha subito pure una brutale violenza dai suoi carnefici. Una debole traccia, anche questa scoperta per caso, porta Bordelli dietro una pista labile. Una semplice coincidenza oppure veramente è quella la pista da seguire?
In mezzo, l'alluvione di Firenze, descritto con gli occhi del commissario. Un racconto che taglia in due il romanzo, un prima e un dopo.
E qui irrompono nella storia due nuovi protagonisti: il primo, che era stato sornione in attesa, è la città di Firenze, che viene descritta in quelle ore terribili. Il Ponte Vecchio, i monumenti, i quartieri, i palazzi. La furia delle acque trascina via le auto dalle strade, trasporta detriti, animali morti. Sfonda le porte dei palazzi, inonda le stanze delle case col fango. Gli angeli nel fango, la macchina degli aiuti che si mette in moto, anche grazie alla solidarietà di tante persone comuni.
Il secondo è la bella Eleonora: una bella commessa incontrata passeggiando per Firenze; incontrata poi nel fango della città. Sarà lei la ragazza dei suoi sogni?
Nel romanzo compare in un cameo il colonnello dei carabinieri Bruno Arcieri, che chiede un favore particolare al commissario. È la trasposizione speculare dell'incontro già raccontato da Leonardo Gori in “L'angelo del fango”.
Il disegno in copertina, quell'uomo che fuma solitario nella notte, di cui si indovina il carattere chiuso ma forte, vale più di tante parole.
Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati: Marco Vichi
11 settembre 2009
Complotto all'italiana
Cose che succedono in Lombardia
11 settembre


Le torri incendiate e la folla di persone, di telecamere, che assisteva incredula.Lo scoppio sentito da molti e poi il crollo improvviso delle torri, il fumo che riporta New York indietro nel tempo, in una sorta di alba di una nuova era.
Siamo stati attaccati, dobbiamo reagire: iniziava l'era della guerra preventiva; della lotta del bene contro il male, dell'occidente contro l'oriente.Come se la guerra non fosse iniziata prima, come se Al Qaeda, non avesse già fatto l'attentato al World Trade Center nel 1993.
In realtà il mondo intero era già in guerra da prima, una guerra fredda che in alcune zone si era trasformata in guerra vera. Vietnam, Corea, sud America, Afganistan.
Semplicemente, l'11 settembre ci siamo accorti come la globalizzazione in atto potesse voler dire avere i terroristi dentro casa. Non sentirsi al sicuro ..
Poi è stata la guerra: prima in Afghanistan, per togliere il burqa alle donne e scalzare i talebani dal potere. Ma senza un Massud a fianco. Poi la guerra preventiva, ma con l'inganno, in Iraq.
Tutti a stringersi attorno al comandante in capo, George W. Bush.
Altra retorica. Altri morti, civili e militari.
Al Qaeda non è stata sconfitta.
To announce that there must be no criticism of the president, or that we are to stand by the president, right or wrong, is not only unpatriotic and servile, but is morally treasonable to the American public. Nothing but the truth should be spoken about him or any one else.
But it is even more important to tell the truth, pleasant or unpleasant, about him than about any one else.
Kansas City Star (1918-05-07)
Theodore Roosevelt
10 settembre 2009
Re di Roma inclusi
E i Re di Roma, dove li mettiamo?
Morte a Firenze di M. Vichi - i nostalgici del fascismo
E tanti pensieri cupi (come il cielo sopra Firenze in quei giorni di autunno 1966).
Come il sentirsi inadeguato nella nuova Italia del boom economico, così lontana da quella della sua giovinezza. Così lontana dall'Italia per cui aveva combattuto durante la Resistenza (coi guastatori della San Marco badogliana).
Sapeva bene che in Questura incrociava ogni giorno funzionari nostalgici, compreso il Questore. Pensò con tristezza che forse aveva ragione Carlino, l'ex partigiano che gestiva il bar sotto casa di Rosa: in fondo all'anima gli italiani erano fascisti senza rimedio.
Bambini bisognosi di un padre autoritario per sentirsi protetti, er sentirsi dire dormite tranquilli, penso a tutto io.
L'importante era dormire, mangiare, faticare poco, riempirsi la bocca di parole e avere i soldi per andare al mare. Un popolo di poveracci che cercava riscatto con sogli di potenza. Non era per un'Italia come quella che Franco Bordelli aveva sparato addosso ai nazisti [durante la resistenza ndr].
[pagine 89-90]
Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati: Marco Vichi
Il western di Mike Bongiorno - La vita a volte è molto dura,vero Provvidenza?
Giustizia a rischio?
La prossima volta, fate come il premier: invitateli a cena.
Due sassolini nella scarpa
La questione della privacy: mi chiedo, dopo aver visto gli articoli da Bari di ieri, come potranno poi parlare di difesa della privacy, i giornalisti del corriere.
700000 persone, non cose
Che bella prosa, complimenti agli analisti del centro studi di Confindustria.
Peccato che dietro la suggestiva metafora del bosco in fiamme si nasconda una realtà dura: parliamo dei 700000 posti di lavoro persi tra il 2008 e il 2010.
700000 persone, non cose o oggetti inutili da buttare.
E non rende meno dura questa situazione la rassicurazione di Brunetta: entro il 2010 si uscirà dal tunnel.
E nel frattempo?
Consoliamoci di appartenere a quello "stock di occupazione stabile" (chissà se anche i politici si sono messi in questo stock) e che le tute gru (come vengono chiamati gli operai che protestano) sono solo "un fatto fisiologico".
Così come per il grande evento inutile del G8, mi chiedo a che servano i workshop, come quello di Cernobbio?
09 settembre 2009
Lo spot di Annozero
Torero za za za ..
Meglio altre trasmissioni. Tanto per far nomi, per Ballarò non ci sono problemi ad andare in onda....
08 settembre 2009
Ex terroristi
Tori inferociti

Berlusconi a tutto campo: «Contro di me tori inferociti ma non ho paura».
Dunque teme i tori e ha paura di prenderle. Le corna?
La storia del Corriere/Rizzoli
Secondo l'accusa Rizzoli aveva "occultato, dissipato e comunque distratto dalla loro destinazione alla gestione societaria beni sociali e, in particolare, somme per un ammontare complessivo di 85 miliardi e 236 milioni di lire circa e 3.150.000 dollari Usa". In primo grado, il tribunale di Milano, il 15 giugno 1993, lo aveva condannato a 7 anni e 6 mesi.
I conti della casa editrice sono sempre in rosso. La solidità della Rizzoli-Corriere della Sera dipende ora dalle buone relazioni con i partiti politici, "intrecci" che il padre di Angelo aveva sempre accuratamente evitato.Nel 1981 il «Corriere della Sera» è travolto dallo scandalo della Loggia P2, tra i cui iscritti c'è anche Angelone Rizzoli (tessera n° E.19.77), così come il direttore generale del gruppo Bruno Tassan Din.