10 novembre 2011

Il governo Monti

Le dimissioni di B. (se fossero vere)  potrebbero essere la fine di un inizio (la famosa rivoluzione liberale) oppure l'inizio della fine (se questa situazione di stallo politico dovesse andare avanti e lo spread salire).
Ma forse, l'ipotesi Monti, potrebbe essere accettata dal cavaliere (e dalla fronda del vitalizio, quelli che lo perderebbero se ci fossero elezioni): si preannuncia allora il governo tecnico dei banchieri (Monti, Bini Smaghi..)?

E cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi dal cavaliere: se ne starà lì buono preparando i bagagli da Palazzo Chigi, senza infilare nella manovra nessuna nuova norma ad personam e ad aziendam?
Non cercherà di comprare i deputati che oggi lo hanno tradito?

E cosa conterrà il famoso maxi emendamento? Sono tutti lì a ripeterci che dobbiamo fare sacrifici, rinunciare a qualcosa, fare tutti un passo indietro ..
Che certe norme le chiede l'Europa: ma se così fosse, come si spiegano le ttere di chiarimento che arrivano proprio dall'Europa sui nostri intenti?
Forse è vero il contrario: ci viene chiesto di ridurre il debito, di rilanciare l'economia, di riformare il mercato del lavoro ma non parlano di licenziamenti facili senza nessun ammortizzatore (come avviene invece in Europa).
Forse l'Europa vorrebbe una bella riduzione del costo della politica, delle norme di serio contrasto alla corruzione.
Qualche miliardo si potrebbe recuperare se si facesse la lotta all'evasione come fanno in Germania: con i CD presi anche illegalmente (come ha raccontato Report, mentre in Italia si distruggono le liste Falciani); con l'accordo con la Svizzera.

Per finire come la Grecia c'è ancora tempo, è vero. Ma non illudiamoci che con questo andazzo ci salveremo solo perchè italiani.
Il futuro (probabile?) governo Monti, non ha davanti una strada facile. Come anche questo paese. Possiamo farcela, solo se prendiamo atto di tutti gli errori commessi fino a qui.

09 novembre 2011

La guerra in Iran


Hanno addirittura già previsto quanti morti ci sarebbero nel caso di un vombardamento delle postazioni industriali in Iran da parte di Israele, per bloccare lo sviluppo atomico. Denunciato dal rapporto dell'Aiea.

Significa che i piano per una guerra sono in fase avanzata. Il modo migliore per mantenere in sella per altri anni uno come Ahmadinejad.

Sistemo i miei affari e me ne vado


Ha detto che si dimette e dobbiamo crederci: è uno che mantiene le promesse fatte (meno tasse, 1 milione di posti di lavoro, le grandi opere già realizzate ..).
Giusto il tempo di sistemare i suoi processi (Mills, Ruby ..), i suoi affari (nel maxiemendamento inserirà qualche norma per non pagare De Benedetti), la sua successione.

Oggi arrivano gli ispettori dell'UE-BCEper il monitoraggio del paese, mentre lo spread rimane oltre 500 punti. Visto che rimarrà in carica altre settimane burrascose, ci chiediamo a quanto potrebbe arrivare il differenziale.
Oggi siamo coi BPT a 5 anni al 7 %, Spread coi bund tedeschi a 503 punti.


“se avesse lasciato sei mesi fa avremmo risparmiato decine di miliardi  ”: non lo ha detto un politico di sinistra, ma il sindaco della Lega di Verona.
E se non fosse sceso in campo (perchè non doveva scendere proprio in campo un concessionario dello Stato) ci saremmo risparmiati il lodo Alfano, la depenalizzazione del falso in bilancio, le prescrizioni facili con la ex Cirielli, i condoni fiscali, gli scudi fiscali. Il depauperamento della Rai (con tutti gli uomini mediaset inseriti), i beni artistici che cadono in pezzi o non vengono mantenuti (Pompei!), il paese a rischio frane e alluvionisenza fondi per mettere in sicurezza (e il piano casa proposto da questo governo che per fortuna è fermo) ..
Le annunciate dimissioni del premier (ma solo dopo il voto di stabilità) hanno portato al crollo delle azioni Mediaset. Qualcosa vorrà dire.
Difficile comprendere invece come mai, il centrosinistra (che oggi i sondaggi danno davanti al centrodestra) spinga per un governo tecnico, mentre è l'attuale maggioranza avolere elezioni subito. 

Forse perchè l'opposizione non vorrebbe votare la manovra (il maxiemendamento che ancora non è ancora arrivato in commissione) di Berlusconi ? A proposito di misure per la crisi,  la Merkel chiede che l'Italia "deve impegnarsi di piu' per attivare le misure di austerità" .
Non basta una letterina e l'annuncio delle dimissioni.

08 novembre 2011

E ora dimettiti

Maggioranza ferma a 308, le opposizioni si astengono. Il rendiconto passa. Tutti a casa?

Un passo avanti, un passo di lato, un passo dove?

Perchè B. non si dimette un pò anche oggi? Così, per dare un pò di ossigeno alle borse e abbassare lo spread. Tanto, col sistema di informazione che abbiamo, basta smentire.
Perchè la maggioranza è unita, ha i numeri. Tanto unita che un sottosegretario lo chiama affettuosamente testa d c..
Tanto coesa che le ultime dimissioni scatenano una resa dei conti (vedi Carlucci).


Insomma: ora anche Bossi chiede un passo di lato. Alfano premier, maggioranza allargata all'UDC (con Lega) e tutto a posto?


E l'opposizione: vota si, vota no, presente ma non votante (le belle stauine) ? Come fai a spiegare questo politicismo all'estero?
E poi parliamo di credibilità.

Non ci faccia rimpiangere la Moratti

Sono ormai diversi giorni che la Linea 1 del metrò ha dei problemi: questa mattina, addirittura i tornelli alla fermata di Cadorna sono stati bloccati, mentre una voce annunciava dei ritardi.

E questo, per noi pendolari sventurati, si somma ai problemi dei treni che portano a Milano. Da quando sono iniziati i corsi universitari, ogni giorno si viaggia con 15 minuti di ritardo.

Si fa in fretta, quando si è nervosi, frustrati, stanchi, a rimpiangere il vecchio sindaco.

Presadiretta Live da Genova

Le telecamere di  Presadiretta ieri hanno mostrato le immagini di una guerra: case sventrate, negozi con i vetri spaccati, case pericolanti che andranno demolite, strade dissestate e invase dal fango, macchine accatastate e distrutte. E poi le morti: 6 morti a Genova, 10 morti a Vernazza, 1 morto a Monterosso, 5 vittime a Borghetto Vara.
Soltanto che questi disastri, queste morti, questa distruzione non sono stati causati da una guerra qualunque (Al Qaeda,  un rigurgito di terrorismo): tutto quello che Iannacone, Iacona, ci hanno mostrato è stato causato dal partito del cemento, dall'incuria del territorio, dal dio della speculazione, dal condono usato come voto di scambio o per tener buono l'elettorato.
"Siamo in Italia, non in Afghanistan" raccontava di fronte alle auto ammonticchiate, un superstite di questa guerra.

A Genova, dopo due giorni di lavoro, gli angeli del fango, l'esercito, la protezione civile, gli studenti da tutto il nord hanno iniziato a pulire le strade dal fango venuto giù dalle colline, dai fiumi. Ma se non cambia la cultura della prevenzione, se non cambia il modo di costruire (o di non costruire), il modo di allertare le persone (in modo capillare, non con dei comunicati sulla segnaletica delle strade), saremo condannati a rivedere questo scenario di guerra.

A Presa diretta ci si è andati a chiedere il perchè del nubifragio, non si è solo fatta la solita TV del dolore (le morti, gli atti di piccolo eroismo ..).
Cristiano Abbondanza, di un comitato di quartiere ha portato il giornalista di Presa diretta a ritroso lungo il corso del Bisagno: nel quartiere Incrociati, con le case e la via costruita laddove c'era la sede del fiume che è stato ristretto. Sul ponte S. Agata dove la strada ha preso il posto dell'alveo,a piazzale Adriatico con le case popolari costruite sotto il livello del fiume.
E la foce: dove l'acqua del mare entra nel fiume, creando un muro pericoloso nei giorni di alta marea.
Se si cementificano le sponde dei fiumi, se si restringono gli alvei, se il letto dei fiumi è lasciato sporco, pieno di piante e altro, cosa credete che succeda?
Si è costruito in zone franose, in deroga alle leggi: in cima alla sorgente del Bisagno si vedono persino le case sul letto del fiume.


E si continua a ripetere che questo è stato un evento straordinario: forse la prima volta, si può usare questa espressione. Se un evento si ripete ogni n anni, non è straordinario. Se gli eventi metereologici diventano sempre più concentrati nel tempo e di tipo tropicale, non è più qualcosa di straordinario, ma qualcosa di cui tenere conto.

Come anche del rapporto di Legambiente 2011: si sapeva tutto. Che buona parte dei comuni della Liguria sono a rischio iderogeologico. Lo si sapeva ma lo stesso in Liguria si è costruito molto: come la casa sul fiume Chiaravalle.

Secondo Marta Vincenzi (che nelle ore successive ha sbagliato tutte le dichiarazioni), sindaco, si è sbagliato nel comunicare con le persone: servirebbero più soldi per lavori strutturali, servirebbe costruire in modo più intelligente, un progetto nazionale di messa in sicurezza.
Ma non può nascondere le sue colpe di sindaco, per aver tenuto le scuole aperte.

Ma almeno,a differenza del ministro Prestigiacomo, è scesa in mezzo alle persone. Sorprende la tranquillità del ministro, di fronte alla tragedia, che parlava di fondi stanziati (36 ml per il bisagno), delle sue proteste (mi volevo dimettere). Eh, sì: alla fine ha anche ammesso che di condoni non se ne possono più fare.
Basta che ne parli col suo governo, signor ministro.

Ferruccio Sansa ha parlato del "partito del cemento": "umiliante per Genova vedere le assenze del governo, qui non è venuto nessuno".
Governo e politici locali, che invece oggi stanno preparando, nel silenzio del palazzo, le prossime alluvioni del 2020.
La distanza di sicurezza dai fiumi è stata diminuita a 3 metri dalla giunta Burlando; sono stati coperti i fiumi (quartiere Adriatico): se il centrodestra è il partico dei condoni, il centrosinistra ha pesanti responsabilità nell'uso che è stato fatto del cemento.
A Sanremo, continuava Sansa, la giunta di sinistra ha trasformato in edificabile una zona franosa, nel Maestrale (l'associazione di Burlando) si ritrovano costruttori, architetti, assessori.

Persi posti di lavoro, persa l'importanza strategica del porto, a Genova sono rimasti solo gli interessi dei costruttori, ammetteva il sindaco.

Il viaggio di Presadiretta è proseguito verso Vernazza, distrutta dalla frana staccatasi dalle colline abbandonate: in un paesino di 350 abitanti che è stato sfruttato dal turismo di massa, rendendo i paesi invivibili per l'alto costo della vita. E la gente, abbandonando i borghi, trascura il territorio che, quando piove, porta giù a valle di tutto.

A Borghetto Vara è come se una bomba atomica d'acqua fosse scoppiata sulle colline. E l'acqua scesa ha gonfiato i fiumi che per decenni  non sono stati puliti: "è più facile pagare i danni ora o prevenirli?" si chiedeva ironico un geometra di fronte alle case distrutte.

Update:
- Anche oggi si è abbattuto su Genova un nubifragio

- I soldi per la frana di Giampilieri mai arrivati
- L'alluvione in Piemonte: ore di paura ai depositi nucleari

07 novembre 2011

L'alluvione a Genova in Presa diretta

Stasera Presa diretta torna in vesione live sui luoghi dell'alluvione a Genova:
In diretta da Genova, il drammatico bilancio degli ultimi dieci giorni in Liguria e Toscana, le ultime notizie su quanto accade nel capoluogo ligure, le testimonianze, l’intervento di esperti. Un racconto dal vivo che cerca anche risposte: si potevano evitare morti e dissesti che hanno cambiato il volto dei paesi? Costa di più prevedere, prevenire o ricostruire? E chi si prende cura del suolo e del paesaggio italiano?

Con Riccardo Iacona, a Genova, anche Domenico Iannacone ed Elena Stramentinoli, nei luoghi più colpiti dall’alluvione. Obiettivo, inoltre, sulla Sicilia, con Vincenzo Guerrizio che torna nel messinese a due anni da un’altra tragica alluvione, con decine di morti.

“Presadiretta Live – L’alluvione” e’ un programma di Riccardo Iacona e di Francesca Barzini e Domenico Iannacone.

Ricordiamoci di queste persone

Ricordiamocele, queste persone, per quando questa brutta fase storica sarà finalmente finita.
Il sottosegretario Crosetto che insulta la giornalista (segnalato da Gilioli).
Il deputato Polledri che fa una battuta oscena alla collega Picierno.
D'Alema che minaccia il giornalista.
Il sindaco Alemanno che non parla coi giornalisti.
Bossi che li prenderebbe a bastonate.
E ora questo suo adepto, tale Davide Cavallotto (deputato), che rilascia queste infami parole "Grazie a pioggia sgomberati campi rom a Torino".



Più lo mandi giù, più si tira sù

Sembra lo spot del caffè, quello di Nino Manfredi ...
Appena iniziano le voci di un abbandono di Berlusconi, le borse crescono.
Appena arriva la smentita, si fermano.
Certo, il solo passo indietro di B. serve a poco. Solo una questione di immagine.

L'UDC  nella maggioranza non la vuole la Lega (come ha detto ieri Maroni); comunque anche nella maggioranza, anche i più fedeli chiedono al cavaliere di fare un passo indietro (basta legittimo impedimento, però).
Dunque o si va al voto (con questa legge) oppure si rimane in questa situazione ancora per un pò. A meno che la Lega non digerisca Casini .. o che alla fine si trovi un tecnico che sia digeribile dal PDL.
Ovviamente per fare le riforme che vuole le BCE: guai a toccare privilegi, sprechi, auto blu, evasione, controllare dallo stato, province, spese militari, consulenze e personale dentro Palazzo Chigi ...

Dopo Papandreu, è rimasto solo lui, tra i leader dei paesi pigs ancora in comando. Highlander!

Report - la grande evasione

Buona parte della manovra economica si basa sulla lotta all'evasione: è giusto allora porsi delle domande a riguardo, come ha fatto la giornalista di Report Giovanna Boursier.
Quanto è credibile il nostro governo quando parla di lotta all'evasione?
Quanto sono efficaci gli strumenti per il suo contrasto?

Circa la credibilità del governo, basta mettere assieme tutte le dichiarazioni del primo ministro e del suo super ministro all'economia, di questi ultimi anni.
E anche la conferenza stampa tenuta alla fine del G20 a Cannes: battute, ottimismo, frecciate ai giornalisti.
Nessun passo indietro da parte di Berlusconi, anzi.
Alle domande della giornalista di Report sull'evasione il ministro risponde "occupatevi d'altro".
Eppure il fondo monetario ci ha messo sotto osservazione, perchè non siamo credibili. E la nostra credibilità è crollata anche grazie al teatrino cui abbiamo assistito questo agosto, dopo il crollo delle borse.
Se fino a giugno 2011 si diceva che l'Italia stava uscendo meglio di altri paesi dalla crisi, ad agosto è stato un susseguirsi di manovre, contromanovre, proposte subito bocciate... e perfortuna che fino ad agosto non serviva alcuna manovra aggiuntiva.

Prima il taglio alle province, ai ministeri e il contributo di solidarietà.
Poi è arrivata la letterina dalla BCE a firma Draghi,Trichet.
Infine la manovra bis, dove è stato tolto il taglio alle province e il contributo di solidarietà riguarda solo gli statali.

Gran parte dei soldi si faranno con un aumento di tasse (come l'IVA) e dei ticket sanitari.
La patrimoniale accantonata.
E poi c'è il contrasto all'evasione.
E le auto blu? I doppi stipendi? I costi della politica?
Possiamo ancora aspettare la riforma fiscale, promessa nel 1994, nel 2002, nel 2004?
Ma di cosa discutono a Cernobbio, ministri, banchieri, lobbisti, politici?
La Boursier ha cercato di capirlo, facendo qualche domanda, senza tra l'altro ottenere risposte.

Qualche soldo si potrebbe recuperare facendo un accordo con la Svizzera sui capitali esportati: la Germania l'ha fatto, con aliquote tra 19 e 34% e ha recuperato 4 miliardi. Niente macelleria sociale.
Si stima che per i 100-200 miliardi italiani, si potrebbe recuperare circa 10 miliardi: perchè non lo si fa?
Non c'è fretta, dicono. Pare che Tremonti sia contrario all'accordo in cui si rivelano i nominativi (dopo aver fatto uno scudo fiscale al 5% anonimo).

Invece dell'accordo, si continua a parlare di condono.
D'altronde, di condoni il ministro Tremonti ne ha fatti tanti e diventa poco credibile nel ruolo di cacciatore agli evasori.
Come anche la Marcegaglia, che criticava il ministro, eppure anche lei ha scudato i suoi capitali. Il suo gruppo ha avuto dei problemi giudiziari per delle società offshore, indagini poi archiviate.
Nel 2008 Antonio Marcegaglia patteggia a Milano su una tangente Enipower e risarcisce circa 6 milioni. Ma l’inchiesta per falso in bilancio prosegue: tra il ‘94 e il 2004, negli acquisti di materie prime, avrebbe interposto società off-shore, creando fondi neri su 17 conti esteri, intestati a Steno Marcegaglia e ai figli Antonio ed Emma. A maggio la parte che riguarda l’evasione fiscale viene archiviata perché quei capitali sono stati condonati e scudati.
Lo scudo è un male necessario, stesse parole usate dal cavaliere a proposito dell'evasione.
Un male inevitabile, se lo stato ti chiede tanto.
Tanto è vero che pure il premier e le sue aziende sono finite sotto processo per evasione e poi si sono salvate per prescrizione e leggi ad personam.
O ad aziendam, come quelle per il contenzioso Mondadori col fisco.

Ma a quanto ammonta l'evasione? Non si sa, nessuno studio viene fatto: si stima un sommerso di 255-275 miliardi, per un totale evaso di 120 miliardi.
Quello che non si riesce a fare in Italia, si riesce in Inghilterra: ogni anno si calcola il "tax gap" e si riesce a capire quanto è l'ammanco per le casse. che è pari a 9 miliardi.

L'elusione del fisco delle banche.
Altro capitolo è quello dell'elusione (quando non si violano le leggi): le principali banche italiane sono indagate per "abuso di diritto", per crediti di imposta pagati all'estero.
Il fisco contesta 4 miliardi, ma difficilmente riuscirà a recuperarli tutti.
Perchè anche transando col fisco, comunque avrà un risparmio rispetto a tutte le tasse che avrebbe dovuto pagare.
L'operazione di credito all'estero di Unicredit, tra l'altro, sarebbe stata avallata dallo studio di Tremonti, il 9 aprile 2008. Quando era già ministro.
Qualche conflitto di interessi?

Eppure con tutti i soldi evasi si potrebbero abbassare le tasse, come quelle sul lavoro, con un bell'incentivo sulle assunzioni.

Perchè anche qui, ci sono persone che subiscono una tassazione a monte (come i lavoratori dipendenti e pensionati che contribuiscono all'80% dell'IRPEF) e altri, come gli autonomi, che dichiarano (non tutti, ma una parte) redditi inferiori al reale.

Ci sono gli artigiani che oggi, fanno un pò di nero perchè altrimenti chiuderebbero tutto e i bar che non fanno qualche scontrino.

Ma ci sono anche i grandi evasori. Quelli che portano i soldi in Svizzera e che usano dei prestanome per Yacht e Ferrari.
Persone come il signor Aleotti che ha chiesto lo scudo senza averne i requisiti (e il fisco gli ha contestato 500 milioni).

In questi casi l'Agenzia delle entrate preferisce patteggiare (e recuperarne una parte) anzichè lanciarsi in cause lunghe anni.
Come nelle cause contro le aziende che trasferiscono le perdire in società estere (è il caso dei commercialisti Pambianchi e Mazzieri): evasione per 60 miliardi, ma di questi ne rientraranno una parte.

I piccoli evasori sono tartassati da Equitalia, e i grandi patteggiano?

E poi c'è il mini condono per chi patteggia i contenziosi per le controversie sotto i 20000 euro. Contenziosi dove lo stato è soccombente per il 50% dei casi.
Accertamenti frettolosi o poca voglia di contestare il pagamento col cittadino?

Insomma, ancora parliamo di condoni (e che credibilità può avere allora la lotta all'evasione?) quando ancora non abbiamo riscosso tutto quanto era dovuto del vecchio condono del 2002.

E poi ci chiediamo perchè l'Italia gode scarsa credibilità.

06 novembre 2011

Il dio della speculazione


Non bisogna più inchinarsi al Dio della speculazione. Non è più possibile questo ripetersi degli alluvioni. Gli amministratori devono capire che si deve interrompere questo processo di impermeabilizzazione di Genova provocato dalla cementificazione” Vincenzo Scolastico, procuratore capo di Genova, che ha aperto un fascicolo per disastro e omicidio colposo plurimo.

Non possiamo più accettare che dopo queste tragedie ci sia qualche amministratore che tira in ballo l'imprevedibilità dell'evento e il non aver potuto fare altro che lanciare l'allarme.
Le morti di Genova (come quelle delle precedenti alluvioni a Genova, nella lunigiana, e Messina nel 2009, ad Alessandria nel 1994, a Sarno nel 1998..) hanno dei responsabili precisi.
Come gli amministratori che hanno permesso le costruzioni vicino hai fiumi, restringendo i vincoli da 10 a 3 metri, in Liguria (come ha denunciato il WWF). Permettendo la costruzione di un outlet a Brignano, zona alluvionata (operazione voluta dalla Lega e sponsorizzata dagli amici del PD), con i porticcioli da mille posti barca che stanno per sorgere alle foci del Magra, per la gioia dei politici del centrosinistra.
La politica dovrebbe prevenire i problemi, dovrebbe valutare il bene collettivo, non fare gli interessi dei costruttori senza scrupoli (anche loro colpevoli perchè le case non crescono da sole) e delle cooperative.

Ci tocca sorbire pure il lamento tardivo del presidente del Consiglio “è evidente che si è costruito laddove non si doveva costruire , ma forse si possono trovare interventi che scongiurino il ripetersi di questi disastri”.
Ma con che coraggio? Lui che col suo governo a realizzato due condoni nel passato (che hanno permesso la costruzione di troppe case abusive) e che nella manovra pensava nuovamente di inserire norme analoghe.

Esistono già dal 2005 i Piani di assetto idrogeologico che elencano regione per regione gli interventi per ridurre la pericolosità fluviale: basterebbero 150 milioni di euro per risolvere il problema delle piene del Bacchiglione e del Piave, con la costruzione di un invaso per le piene. Per tutti i fiumi d'Italia la stima è di 44 miliardi di euro, ma il ministero dell'Ambiente, assieme ai fondi delle Regioni stanzia 2 miliardi di euro. Ma nessun cantiere di quelli previsti dai Pai è stato aperto.
Lo scolmatore a Genova avrebbe potuto risolvere tutti i problemi (è una bretella per deviare l'acqua del fiume altrove dalla città): se ne parla dagli anni 70, ma l'opera è rimasta ferma per mancanza di fondi. Anche grazie ai tagli selvaggi di questo governo.
Eppure il governo trova 10 miliardi per il ponte sullo stretto; per l'autostrada Mestre Civitavecchia (cara al centrosinistra e a Bersani) siamo oltre i 15 miliardi. E a Genova 400 milioni per imbrigliare il Bisagno.

Perchè? Forse perchè i morti non entrano nei bilanci dello stato, mentre invece quando si cementifica il territorio, condannando a morte degli innocenti, aumenta il PIL?

PS: ci aspettavamo il presidente correre a Genova sui luoghi del disastro, in mezzo agli spalatori di fango. E invece, avrà avuto qualcosa di più importante cui occuparsi.

Il delitto pasolini, di Gianluca Maconi


Il mondo non mi vuole più e non lo sa.

Il fumetto-racconto di Gianluca Maconi racconta dell'ultima giornata di Pier Paolo Pasolini prima di essere ucciso a Ostia nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1975.
L'intervista con Furio Colombo sul suo essere contro il sistema, la cena con Ninetto Davoli in cui si parlò della gente semplice, sul significato della purezza. E poi, l'incontro con Giuseppe Pelosi, il pestaggio brutale sul lungomare.
La fuga di questi dal luogo del delitto, le indagini frettolose, la contro-inchiesta di alcuni giornalisti come la Fallaci, il processo in cui fu la difesa a fare una sua istruttoria per far emergere il fatto che necessariamente dovevano esserci più aggressori e che, molto probabilmente, era stato un agguato premeditato. 


In questo racconto, il punto più alto è rappresentato dall'intervista a Furio Colombo, intervista che parte da una domanda: senza editoria, cinema, organizzazione, strumenti di questo sistema che combatti, non resteresti senza messi espressivi?


Questa la risposta del poeta:
Il potere è un sistema di educazione che ci divide in soggiogati e soggiogatori. Ma attento. Un stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano allo stesso modo. Se ho tra le mani un consiglio di amministrazione o una manovra di Borsa uso quella. Altrimenti una spranga. E quando uso una spranga faccio la mia violenza per ottenere ciò che voglio. perché lo voglio? perché mi hanno detto che è una virtù volerlo. Io esercito il mio diritto-virtù. Sono un assassino e sono buono. […] Una educazione comune, obbligatoria e sbagliata che ci spinge tutti dentro l'arena de''avere tutto a tutti i costi. In questa arena siamo tutti spinti come una cupa armata in cui qualcuno ha i cannoni e qualcuno le spranghe. Allora una prima divisione, classica, è 'stare con i deboli'. Ma io dice che, in un certo senso tutti sono deboli, perché tutti sono vittime. E tutti sono colpevoli, perché tutti sono pronti al gioco del massacro. Pur di avere. L'educazione ricevuta è stata: avere, possedere, distruggere.

Allora fammi tornare alla domanda iniziale. Tu, magicamente abolisci tutto. Ma tu vivi di libri, e hai bisogno di intelligenze che leggono. Dunque, consumatori educati del prodotto intellettuale. Tu fai del cinema e hai bisogno non solo di grandi platee disponibili (infatti hai in genere molto successo popolare, cioè sei 'consumato' avidamente dal tuo pubblico) ma anche di una grande macchina tecnica, organizzativa, industriale, che sta in mezzo. Se togli tutto questo, con una specie di magico monachesimo di tipo paleocattolico e neo cinese, cosa ti resta?
A me resta tutto, cioè me stesso, essere vivo, essere al mondo, vedere, lavorare, capire. Ci sono cento modi di raccontare le storie, di ascoltare le lingue, di riprodurre i dialetti, di fare il teatro dei burattini. Agli altri resta molto di più. Possono tenermi testa, colti come me o ignoranti come me. Il mondo diventa grande, tutto diventa nostro e non dobbiamo usare né la Borsa, né il consiglio di amministrazione, né la spranga, per depredarci.


Pier Paolo Pasolini, Siamo tutti in pericolo, intervista di Furio Colombo realizzata il 1 novembre 1975


Ci rimane questo del poeta: se ancora non sappiamo il chi e il perché della sua morte, abbiamo tutta la sua opera, i suoi film, i suoi articoli e le sue poesie.
Opere che raccontano del suo essere controcorrente, scomodo, capace di guardare lontano e laddove nessuno aveva ancora guardato. Capace di criticare questa cultura del consumismo e dell'omologazione. Per cui tutti uguali, tutti affamati, tutti innocenti, tutti colpevoli, perché pronti a colpire.
E si capisce del perché del sottotitolo: il mondo non mi vuole e del senso del suo gesto, sacrificarsi per saziare questo mondo affamato.



La scheda del libro sul sito Becco Giallo e la pagina dedicata alla vita di Pasolini.
Il blog dell'autore, Ekidna Kitchen.
Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati:

La sentenza, di Valerio Varesi


Italia del nord, maggio 1944.
Il paese si trova diviso in due, con gli alleati che faticosamente risalgono la penisola e i nazifascisti che indietreggiano verso il nord, facendo pagare anche alla popolazione civile il caro prezzo della guerra.
Popolazione provata non solo dalle rappresaglie, dalle privazioni e dalla fame, ma anche dai bombardamenti che quotidianamente devastano le città italiane dal cielo.
Il caro prezzo che gli italiani devono pagare per la loro libertà, pensano evidentemente gli alleati, visto che fino a pochi mesi prima erano tutti in divisa nera ad inneggiare al Duce.
In uno di questi bombardamenti, sulla città di Parma e quella di Milano, cambia la vita di tre persone: tutte e tre recluse in carcere per diversi motivi, tutte e tre che han percorso una strada diversa nella propria vita ma che ora, ritrovata in modo fortunoso la libertà grazie alle bombe, saranno destinate a conoscersi per scrivere assieme una delle pagine più intense della Storia italiana. Quella della Resistenza sui monti dell'appennino attorno a Parma. Quella della 47 esimabrigata Garibaldi, nell'inverno più duro della nostra storia.

Il primo non ha un nome, ha invece un passato nella Legione Straniera, dove è approdato per sfuggire ad alcuni problemi con la giustizia. Nella Legione ha conosciuto il volto più duro e meschino della guerra. Per questo i compagni di prigione lo chiamano Bengasi. Ma anche l'insofferenza verso l'autorità, verso chi comanda: ed è per questo che ora, riviste le stelle in una notte di tarda primavera, decide di unirsi ai partigiani. Per combattere i fascisti, che oggi comandano il paese. Ma anche perchè è l'unica speranza di salvezza, rimanere sui monti. Ma anche per ritrovare il suo spirito di ribellione e il desiderio di combattere, di provare quella adrenalina che cresce con la violenza e l'azione.

Stessa notte, ma nel carcere di San Vittore a Milano. Un ufficiale della Milizia riunisce in una stanza diversi carcerati, delinquenti comuni. Propone a loro la salvezza in cambio dell'ingresso nelle fila dei partigiani, come spie dei fascisti. Uno di questi, che fino a quel momento ha vissuto la vita e la guerra tra un colpo e l'altro, passando anche attraverso a doppi giochi e lavori sporchi, senza farsi troppi problemi di coscienza, accetta la proposta. E si ritrova così su un camion che viaggia verso Parma, con a fianco una prostituta che gli reggerà la parte come moglie, per unirsi anche lui, alla brigata parmigiana Garibaldi.

Infine, Ilio, ex ufficiale siciliano, scappato e finito in cella nel carcere di Parma: anche lui, nella notte di maggio grazie alle bombe ritrova la libertà per unirsi ai partigiano, come commissario politico della brigata. Perchè Ilio è uno che ha studiato, che ha visto la sofferenza dei braccianti del suo paese in Sicilia, sfruttati e condannati ad una vita di sofferenze. Ma Ilio è anche uno che ci crede alla rivoluzione comunista, al Sol dell'Avvenire, che avrebbe dato una speranza a tutti i cafoni di questo mondo per un futuro migliore.
Gente come Evelina, staffetta dei partigiani che diventerà la donna di Bengasi:
“Ecco cosa l'aveva spinta ad entrare nel Partito Comunista: il desiderio di sperare ancora assieme ad altri disgraziati. Una comunità aggrappata all'idea di un mondo senza padroni in cui non si è soli ad affrontare una vita grama. Il partito era così diventato quel padre che le era mancato così presto”.

Tutti e tre si ritroveranno nelle fila dei gruppi che compongono la 47 esima brigata: il Don Pasquino, lo Zinelli, e gli altri.
In mezzi agli altri partigiani conosceranno il senso della battaglia, il senso del cameratismo verso il partigiano che ti sta accanto. Il ladro verrà ribattezzato Jim, come il protagonista del libro di Conrad. E da spettatore senza biglietto di questa guerra che prima non lo interessava, diventerà poco alla volta una nuova persona, imparando a rispettare questi straccioni che, solo per un ideale, sono saliti sui monti a combattere.
Anche Bengasi avrà modo di far valere la sua esperienza sul campo: ma la sua insofferenza agli ordini, alla rigida gerarchia del partito comunista che decide dall'alto e che impone le cose senza discussioni, lo porteranno a scontrarsi con gli altri. Con il comandante William e anche con il commissario Ilio.
“A lui non interessava niente del partito e se avesse avuto di meglio avrebbe mandato a fare in culo anche i partigiani. Con loro aveva condiviso solo l'odio per l'autorità. E in quel momento l'autorità erano i fascisti”.

Perchè la guerra sui monti non è cosa solo di rappresaglie, azioni, colpi sparati e agguati. Questa è la storia dal basso, quella vissuta nel freddo e nell'umido delle valli.
C'è anche una storia dall'alto, come se ne rendo conto Ilio nei suoi incontri col maggiore Holland, referente per gli alleati. I grandi della terra si riuniranno a Yalta e decideranno come spartirsi l'Europa e il mondo in zone di influenza. Gli ideali, il miraggio della rivoluzione comunista, non troveranno spazio nell'Italia di domani.
«I capi di stato ragionano con le carte geografiche, non con la gente», osservò il maggiore. «L'Italia per loro, è uno dei quadranti della scacchiera, ma cosa ci sia dentro non lo sanno.»
«Gente che soffre, che muore, che combatte.. »
Holland scosse la testa con un sorriso scettico: «Le strategie dei potenti sono rozze come un rutto. Passano sopra i destini individuali e le comunità. Né Stalin né Roosvelt credo sappiano dove sono questi monti, tanto meno chi ci abita».
«Siamo un paese abbandonato, perduto», mormorò Ilio.
«Dobbiamo ricominciare. E allora partiamo da qui, da questa terra avara, da un'idea di mondo e di futuro», dichiarò poi con voce appassionata.
Holland lo fissò con una certa ammirazione e si accese una sigaretta. «E' stupefacente come tra gli italiani convivano la più rozza indifferenza e la più alta idealità», constatò. «Siete un popolo con troppe differenze e per questo non avete baricentro.»
«Una minoranza nobile e una maggioranza ignobile, maggiore», sintetizzò Ilio. «Questa è l'Italia. Certe volte la minoranza riesce a prevalere, ma alla lunga è sempre schiacciata. Non sarà più così quando imporremo la dittatura del proletariato.»
«Non ci riuscirete mai. Gliel'ho già detto: gli americani non ve lo permetteranno. Piuttosto insanguineranno questo Paese con le bombe o con un colpo di Stato. E magari si appoggeranno proprio alle ex camice nere, che ora sono il nemico, ma domani .. In ogni caso non cederanno».
Ma quando si ha a che fare ogni giorno con la morte di un compagno o con la paura di morire per un colpo sbucato chi sa dove, con la fame, il freddo e il desiderio di una donna, la paura o il desiderio di vendetta, non si possono fare questi ragionamenti. Jim e Bengasi, che si riconoscono l'un l'altro come due persone che scappano da un passato e cui il destino ha regalato una seconda vita, sapranno meritarsi questa possibilità mettendo in gioco proprio le loro vite.

Il sito di Valerio Varesi e il suo blog.
Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati:

04 novembre 2011

Distaccamento dalla realtà

La vita in Italia è la vita di un paese benestante, in tutte le occasioni questo si dimostra: ... i ristoranti sono pieni, sugli aerei a fatica si trovano posti, i posti di vacanza nei ponti sono assolutamente iper-prenotati ... ecco, non credo che voi vi accorgiate, andando a vivere in Italia di un qualcosa che possa assomigliare ad una forte crisi ... [conferenza stampa del presidente del Consiglio a Cannes]

Ormai vive in un mondo suo: quello dove gli italiani affollano i ristoranti, i luoghi di vacanza, non si riesce più a prenotare un posto in aereo signora mia ...
O, forse, non ha mai vissuto nello stesso mondo degli italiani alle prese con stipendi più bassi d'Europa, un lavoro da precari o anche un lavoro che non c'è.
Almeno certe uscite, nel giorno un cui Genova piange le morti per un alluvione che era stato comunque allertato (e qualcuno dovrà rispondere) se le poteva risparmiare. 

Un paese alla deriva, e dobbiamo preoccuparci dei malpancisti, delle favole del premier, sapendo che siano commissariati dal fondo monetario.

A proposito, questo il confronto Italia Spagna sullo spread su Lavoce.info:



Genova oggi

4 dispersi e un morto per il nubifragio a Genova.

E' proprio il caso di dirlo: piove sul bagnato.

Update: Repubblica parla di cinque morti.
Update ore 20: purtroppo i morti sono di più, e le cose non miglioreranno, dal punto di vista metereologico.

La solita domanda: è stato fatto tutto il possibile per questo evento che, sicuramente è stato violento e si è concentrato in pochi minuti, ma comunque era annunciato da giorni?


Prima Roma, poi la Liguria lo spezzino, le Cinque Terre e la Toscana. Cosa succede al nostro territorio?
Sotto il disastro in corso Sardegna:




Il segreto di Giulio

L'articolo di Biondani su l'Espresso:
L'Italia è una Repubblica fondata sui segreti. Un sintomo inedito di questo male nazionale è nascosto in una vecchia inchiesta penale, in apparenza innocua. Tra la caduta del primo (1994) e la nascita del secondo governo Berlusconi (2001), il ministro dell'Economia ha dovuto deporre come indagato, per una spiacevole accusa di evasione fiscale, davanti a un ex pm della procura di Milano. Finora nessuno aveva potuto informare i cittadini neppure dell'esistenza di questo interrogatorio. Dopo varie peripezie, anch'esse rimaste segrete, l'indagine si è chiusa con un proscioglimento controverso. E ora si scopre che i più delicati risvolti politici e fiscali dell'inchiesta su Tremonti furono gestiti da un capitano della Guardia di finanza allora ignoto ai più: Marco Milanese.

Il politico e l'ufficiale.
Entrato nelle Fiamme gialle nel 1981, Milanese è diventato dal 2001 il braccio destro del ministro Tremonti e dal 2008 è parlamentare del Pdl. Inquisito a Napoli per più corruzioni, violazioni di segreti istruttori e associazione per delinquere, ha evitato il carcere solo grazie all'immunità votata in luglio da Pdl e Lega. I giudici di Napoli accusano Milanese di aver intascato tangenti, tra il 2004 e il 2010, per oltre un milione di euro: 450 mila in contanti, altrettanti vendendo a prezzi gonfiati ville in Francia e barche di lusso, oltre a farsi pagare gioielli, orologi, vacanze a New York, Ferrari e Bentley. In cambio, il deputato garantiva favori ministeriali: usava il suo potere sulla Guardia di finanza per spiare le intercettazioni antimafia e piazzava i propri corruttori ai vertici di aziende pubbliche. L'inchiesta di Napoli ha spinto Milanese a svelare anche giri di denaro con Tremonti: era lui a finanziare l'affitto della casa di Roma abitata dal 2009 dal ministro, che a quel punto ha dovuto dichiarare che gli restituiva "mille euro in contanti alla settimana". 
Poco dopo, l'articolo  spiega la carriera la carriera di Milanese nella Gdf:
Di fatto la sua carriera entra in orbita solo a partire dal '96, quando diventa maggiore, compra la sua prima villa a Cap Martin e soprattutto si fa largo come factotum del nuovo comandante del nucleo di Milano, un fedelissimo del generale Nicolò Pollari. A quel punto riesce a entrare nella Scuola di Ostia che seleziona i vertici della Finanza e dal 2000 è tenente colonnello a Roma. Finora però s'ignorava che il balzo in avanti di Milanese fosse coinciso con due anni di indagini su Tremonti, gestite tanto riservatamente che i passaggi più delicati furono tenuti segreti perfino all'allora procuratore Francesco Saverio Borrelli.
A proposito, indovinate di cosa parlerà domenica prossima Report? Di evasione fiscale ...

Commissariati dal fondo

Perchè mai l'Italia avrebbe chiesto al fondo monetario di monitorarci? Non eravamo quelli messi bene, con un credito delle famiglie solido?

E perchè il governo invece minimizza? "Solo pareri sulle conclusioni dell'Eurogruppo".
Quando invece Barroso dice:
”L’Italia ha deciso di sua iniziativa di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni”: lo ha detto al G20 di Cannes il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Barroso ha aggiunto che la decisione dell’Italia è “un passo importante” per Bruxelles. L’Italia, ha spiegato il presidente della Commissione Ue, ha chiesto “volontariamente al FMI di monitorare l’applicazione dei suoi impegni”. “Nelle prossime settimane – ha aggiunto Barroso – monitoreremo la situazione dell’Italia e la sua capacità di rispettare gli impegni. E’ importante per tutti i paesi membri dell’Ue”.
Forse perchè così possono imporre tutte le manovre da macelleria sociale, senza metterci la faccia? Ce lo ha chiesto il fondo monetario ..

Cresce il malcontento nel PDL, leggo sui giornali: anche Scilipoliti potrebbe votare no alla fiducia.
E martedì prossimo potrebbe essere una giornata nera, come il cielo di Genova oggi col nubifragio.

Servizio pubblico - licenziare la casta

La nuova trasmissione del gruppo di Michele Santoro fa il suo esordio in televisione: nuovi spazi (sulle reti private locali, su internet, su sky), nuova scenografia ("cave canem" che incombe su tutto) ma stessa determinazione a fare il lavoro di giornalista, senza troppi condizionamenti o limiti.

Caro Biagi, caro Montanelli .. l'esordio di Santoro ad inizio puntata, come facciamo a dire ai giovani che nel nostro paese c'è il merito che non si deve fare violenza, quando nel sistema di informazione non si vedono rappresentati?
E - rivolto ai giornalisti che lo hanno attaccato per il suo vittimismo e il sentirsi primo della classe - non sono un guru, ma una persona con la sua identità e la sua personalità, senza pdroni.
Cari giornalisti , come diavolo è stato possibile che abbiamo scoperto di essere sull'orlo del baratro solo adesso: il NY Times scriveva un anno fa che dopo la Grecia c'era l'Italia.
La nostra rivoluzione è civile: ancora sulla libertà delll'informazione
"Come diavolo è stato possibile - ha detto Santoro nell'intervento d'apertura - che abbiamo scoperto così in ritardo di essere sul baratro finanziario? Un anno fa il New York Times scriveva che dopo la Grecia c'era l'Italia. E da noi sentivamo dire la Padania è meglio della Cina. Quanto ci è costato questo ritardo? Quanto ci è costato un sistema dell'informazione non libero?". "Se avessimo avuto un sistema pienamente libero - continua - avremmo potuto cambiare governo, certo, ma probabilmente avremmo anche potuto convincere questo governo a seguire delle strade diverse". E ce n'è anche per l'opposizione: "Dopo la cancellazione di Annozero, la reazione è stata fiacchissima". Infine, un omaggio ai tanti "desaparecidos" dagli schermi Rai: Daniele Luttazzi, Adriano Celentano, Serena Dandini. "Una Rai che si sta spegnendo", dice. 
Invece la reazione alla cancellazione di un programma da parte dei partiti è stata fiacchissima.
100000 persone hanno accesso la luce (i cittadini che hanno contribuito alla trasmissione) e ora possono accendere quello che vogliono: Dandini, Luttazzi, Celentano.

La balla della settimana: il primo intervento della stagione di Marco Travaglio riguardava la dichiarazione al congresso del PDCI del pm antimafia Ingroia. Dichiarazione che ha suscitato molte polemiche dagli organi di stampa del premier: TG5, Libero, Il giornale.
Ma cosa ha detto? "un magistrato deve essre imparziale .. ma io mi sento un partigiano della Costituzione".
Proprio perchè è partigiano della Costituzione ha indagato sulla trattativa stato-mafia, sia per i governi di centrodestra che di centrosinistra.

Al centro della puntata, la Casta: ritratta in modo impietoso in tutto il suo splendore. Dal commento di Lavitola alle sue intercettazioni, al racconto di Bertazzoni sul congresso dei responsabili, il commento di Ruotolo sui costi, le dichiarazioni di Razzi sul mutuo e la denuncia di Di Biagio sulla compravendita dei deputati da parte di Verdini. Tutto questo è oggi la politica italiana.

Lavitola che contatta generali come Poletti e promuove carriere come per Spaziante e poi dice che "il presidente del consiglio non ha potere".
I costi della Casta li ha fatti Ruotolo: 23 miliardi il costo delle istituzioni, 8 miliardi regioni e province, 1 miliardo le auto blu, 4 miliardi i costi delle partecipate, 4,5 miliardi authority e corte costituzionale ..

E di fronte a questo, tuonò il grido di padre indignato Vauro (non più Dante nell'inferno) con le sue vignette: "mi girano i cordoni".

E girano forte a sentire questo Scilipoti gridare al congresso "è finito il tempo degli imbroglioni .. è arrivato il tempo della meritocrazia". Ma non eravamo a Scherzi a parte?

Invece fa pensare male, il fatto che le accuse di Di Biagio (FLI) non abbiano avuto conseguenze: gli avevano promesso 1,5 milioni per la sua fondazione, da parte di Finmeccanica. Il "marchettatoio di questo governo".

Casa Scajola: nessuna vergogna nemmeno per Scajola di fronte alle domande di Bertazzoni, che ancora dorme a sua insaputa nella casa pagata da Anemone. Pagamento che, fa capire l'architetto Zampolini, Scajola sapeva non essere avvenuto in modo corretto.

In studio si sono fronteggiati i due scassatori Diego Della Valle e Luigi De Magistris. Ma prima , Santoro ha chiesto un parere sulla situazione a Paolo Mieli "complottatore": il governo potrebbe durare per giorni o mesi, ma oggi i deputati hanno l'interesse a mettersi in vendita o farsi comprare per rimanere nella maggioranza. Mentre l'Italia va a rotoli.
Dall'estate sono state fatte solo 4 leggi: sono passati 3 mesi dalla lettera di Trichet e Draghi.

Della Valle: "il mio è il pensiero degli imprenditori che stanno sul mercato." Oggi c'è un problema di credibilità e si fa fatica a difendere le proprie posizioni. Il paese può esprimere molto di più di quello che fa vedere: il paese che lavora e che sta sui mercati. E c'è poi l'Italia vicina al mondo della politica (si riferiva alla Fiat di Marchionne?).
Assistiamo ad una situazione in cui tutto degenera ogni giorno e dove si mescola tutto e si rende difficile distinguere buoni da cattivi.

De Magistris: dobbiamo fare presto, prima che l'indignazione si trasformi in rivoluzione.
Sono stato vicino alle imprese e ai lavoratori: nel napoletano le imprese controllate da Finmeccanica vengono spostate al nord, ora che il presidente è della lega. Si deve trasformare la mobilitazione in rivoluzione pacifica, per un nuovo modello politico.

Mobilitazione come quella dei Draghi ribelli di Maria Pia Pizzolante, precaria ma con voglia di costruirsi un futuro: nello spazio che le è stato dato, ha espresso la sua voglia di costruirsi una identità. Di andare oltre le richieste  della finanza, perchè esistono anche altre direttive dell'Europa che dovremmo recepire: l'occupazione femminile, il reddito minimo ai giovani.
Non è togliendo soldi agli anziani che si danno possibiità ai giovani.

Indovina chi di Travaglio?
Quale è il mestiere di una persona che guadagna 144000 euro, senza le indennità, può fare un secondo lavoro di avvocato, lavora solo 3 giorni, per poche ore, per cui una condanna in primo grado è quasi un merito e che può andare in pensione dopo 5 anni?
Il senatore della repubblica.

E' antipolitica denunciare tutti i privilegi dei senatori e deputati? Altro che articolo 18...




L'intervento di Stella e le vignette di Vauro. 




03 novembre 2011

Le riforme a a costo zero

"MA PERCHÉ DOVREI OCCUPARMI DEI POSTERI? CHE COSA HANNO FATTO I POSTERI PER ME?"
Groucho Marx 

Chi lo dice che bisogna per forza metter mano solo a pensioni, stipendi, tagli e privatizzazioni?

Nel suo ultimo libro, Tito Boeri e Pietro Garibaldi "Le riforme a costo zero" che riforme realizzare senza spendere un euro per rilanciare l'economia e il paese.

La scheda su chiarelettere:
"OGGI È FONDAMENTALE FARE LE RIFORME DALLA PARTE DEI GIOVANI. È UNA QUESTIONE DI EQUITÀ, MA ANCHE DI EFFICACIA. PERCHÉ SARANNO LORO A DARCI IL MOTORE DI CUI ABBIAMO BISOGNO PER FAR RIPARTIRE L'ECONOMIA."
"Non ci sono i soldi per le riforme": non è vero. Quello dei soldi è un falso problema. Esistono importantissime riforme che in quasi tutti i campi cruciali dell'economia possono essere realizzate "senza aumentare di un solo euro il debito pubblico". Come dimostrano gli autori, in alcuni casi le proposte formulate potrebbero comportare una riduzione della spesa pubblica e contemporaneamente un aumento del tasso di crescita potenziale dell'economia. Un circolo virtuoso. Perché allora nulla cambia? Perché per sostenere interventi che alterano uno status quo consolidato e scontentano una parte è necessario costruire un forte consenso e investire in "capitale politico". Nuovi criteri di selezione e di scelta dei candidati possono garantire una rappresentanza all'altezza del compito che l'attende. Le resistenze ci sono, possono però essere rimosse. Le dieci proposte di questo libro lo dimostrano. Ma bisogna crederci.
E i pretesti di lettura:

"9312 persone ingiustamente escluse. È uno spreco di capitale umano ingente che davvero non possiamo permetterci."
Sono gli effetti perversi dei test come sono oggi concepiti.
Basterebbe permettere di accedere a una graduatoria nazionale e consentire di scegliere la sede.


"Il nostro è l'unico paese in cui le donne - sommando le ore di lavoro remunerato e quelle spese tra le mura - lavorano più degli uomini."
 

"Nel sistema bancario italiano le banche sono proprietarie delle società di gestione del risparmio dei clienti... La nostra proposta è quella di separare non solo la gestione ma anche la proprietà."
 

"Una riforma a costo zero per le casse dello Stato è quella di introdurre la formazione tecnica universitaria sul modello delle scuole di specializzazione tedesche."
 

"Abbiamo un parlamentare ogni 60.000 abitanti, contro uno ogni 250.000 altrove. Potremmo permetterci di avere solo 250 parlamentari, che vorrebbe dire una riduzione permanente dei costi di oltre cento milioni all'anno."
 

"È opportuno ripensare radicalmente le nostre politiche dell'immigrazione, che devono essere differenziate per livello di istruzione."
 

"Imitiamo l'Austria, che ha esteso il diritto di voto a sedicenni e diciassettenni."
 

"In Svezia le pensioni più ricche crescono in termini reali solo se l'economia cresce più dell'1,5 per cento all'anno... Un intervento che permetterebbe di ottenere risparmi sostanziali."
 

"Bisognerebbe creare un partito di giovani e anziani 'uniti' per la crescita, estendendo il metodo contributivo a tutti i lavoratori."



Scassare la casta .. prima che la casta scassi te

Scassare la casta è il titolo della prima puntata di Servizio Pubblico, la nuova trasmissione di Michele Santoro, Vauro, Travaglio, Sandro Ruotolo e altri ..
Dove vedere la trasmissione? Ma cribbio, lo spiega Silvio!


Senza parole

Non riesco a trovare parole adeguate a descrivere quello che leggo e vedo.
Gente come Paniz (quello della nipote di Mubarak) che dice che B. deve farsi da parte per Schifani o Letta (entrambi indagati, ma uno normale no?).
Stracquadanio che diventa falco antiberlusconiano (pure nervosetto come testimonia il video amatoriale su repubblica).

Deputati in gita a New York per la maratona  ..(l'elenco completo l'ha raccolto il grande Wil).
Siamo in crisi, e la montagna ha partorito la solita ricetta con gli ingredienti stra noti.
Altro che patrimoniale e lotta contro la casta: nemmeno i doppi incarichi hanno eliminato. I doppi incarichi, le pensioni d'oro, i vitalizi, le spese militari, le commissioni parlamentari inutili (in Parlamento e nelle regioni), le auto blu ..

Non capisco cosa hanno intenzione di fare: tirare fino a dicembre per poi andare al voto (come chiede Bossi)? Oppure stanno semplicemente aspettando un "Tecnico" cui delegare la macelleria sociale, perchè questi qua nemmeno hanno il coraggio di metterci la faccia?

02 novembre 2011

Io so - PPP e l'Italia di oggi

Che avrebbe detto Pasolini, sull'Italia di oggi? Logge, cricche, convention, giovani contro vecchi, la disoccupazione e i licenziamenti facili, le aziende in crisi e altre che esternalizzano. Le banche in crisi e le stesse banche che hanno piazzato titoli derivati e si sono occupate più di finanza che di credito.
L'ignoranza nella televisione e la voglia di cambiamento nelle piazze.

Lui che voleva mettere sotto processo la DC e i suoi vertici:
«accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente […]: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna […], distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani […], responsabilità della condizione, come suol dirsi, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono ‘selvaggio’ delle campagne…». 
Probabilmente oggi sarebbe altrettanto caustico nei confronti di una classe dirigente che fino a ieri ha pranzato con i nostri soldi e oggi chiede sacrifici.
I furbetti del quartierino e le scalate, la privatizzazione Alitalia per gli amici, la cricca attorno alla Protezione civile, la corruzione e l'evasione, le parentopoli dentro le aziende pubbliche (come l'Atac a Roma). La Rai asservita alla politica, una macchina di consenso che perde soldi, sempre soldi nostri.

Io so, aveva il coraggio di scrivere sul corriere (degli anni 70), so e denuncio anche se non ho le prove. Solo mettendo assieme i fatti e facendo uso del buon senso:
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Negli ultimi versi de La Guinea, scriveva:
Mostrare la mia faccia, la mia magrezza, alzare la mia sola, puerile voce non ha più senso.La viltà, avvezza a veder morire nel modo più atroce gli altri con la più strana indifferenza.
Io muoio, e anche questo mi nuoce.
Quando muore un poeta, un intellettuale, muore anche un pezzo del paese.

L'è el dì di mort, alegher!


L'è el dì di mort, alegher! (Delio Tessa)

Stretto tra mercati, Europa, le frondeinterne del partito (anonime) e ora anche Napolitano, il premier dovrà andare al G20 diCannes con qualcosa in mano. Non una letterina, ma impegni precisi.
Già ora è tardi, ogni giorno si perde credibilità e soprattutto soldi per i maggiori interessi che si devono pagare sui titoli. La berlus-tax ci costerà scuole, servizi pubblici, asili, pensioni, salari: rischiamo che, se le cose continueranno con questa piega, sarà il Fondo Monetario a dettare l'agenda politica.

E ora? Serve fare in fretta: ma l'opposizione dovrà digerire tutte le nuove manovre che le verranno imposte con la fiducia? Svendita dei beni dello stato ( i palazzi della politica venduti per poi pagare gli affitti), liberalizzazioni (gli orari dei negozi?), il punto d'Iva, le professioni (anche gli avvocati?), i licenziamenti facili (contro tutti i sindacati?), le privatizzazioni dei servizi pubblici (contro il referendum?). Anche il condono dovrà essere votato con la pistola alla tempia (perchè serve dare una risposta ..)?

Di queste decisioni si dovrebbe anche informare il parlamento (e magari gli italiani), sebbene tra vacanze e ponti, ministri alla sagra della zucca e cavalieri a raccontare barzellette, dubito che ci sia qualcuno dei lorsignori che abbia voglia di mettersi al lavoro (molti andranno a fare la maratona a New York, per la crisi c'è tempo).

Allegri, che è il giorno dei morti!

01 novembre 2011

La risposta della Gabanelli

In risposta alla querela della Mondadori sul servzio di Report, la risposta della giornalista Rai.


Il pluralismo dell'informazione

Dice il presidente che con i tagli lineari ai contributi all'editoria "si mette a rischio il pluralismo dell'informazione".
E' una battuta spero.
Nell'Italia della Rai di Minzolini e Vespa. Dove Santoro deve traslocare nelle tv private. Delle poche trasmissioni coraggiose come Report.

Speriamo nei santi

Il meccanismo lo ha spiegato bene Report domenica, nel servizio di Buono: se uno stato non gode fiducia, non ci si fida delle sue manovre, conviene scommettere sulla sua instabilità. Si inizia a vendere i titoli, creando un effetto valanga. Ce si ripercuote sulle borse e sui titoli.

La lettera all'Europa rimarrà probabilmente (e fortunatamente) inapplicata (nonostante un ulteriore ghe pensi mi): anche se chiedesse la fiducia, non potrebbe applicare i principi contenuti.
Non ci sono soldi per gli ammortizzatori sociali che permetterebbero i licenziamenti facili.
Non ci sono soldi, nè strumenti, nè idee per aumentare l'occupazione giovanile o femminile. Nè per rilanciare le imprese (quali tagli alla burocrazia e quando) che subiranno ulteriori strette da parte delle banche (e dallo stato, che continuerà a pagare in ritardo).
Non ci sarebbe il sostegno popolare per portare avanti le privatizzazioni delle municipalizzate.

Non lo chiede l'Europa il licenziamento facile, senza paracadute, visto che le altre democrazie hanno altri strumenti per tutelare i lavoratori in caso di licenziamento.

E ora che la situazione diventa difficile, meglio aggrapparsi da una parte al terrorismo (qui gli risponde Gilioli), dall'altra a Sarkozy e Merkel, tornati alleati dopo le risate della settimana scorsa (che dirà Ferrara?).

Dall'altra parte, l'opposizione scopre la sua ala destra, di Renzi, buon comunicatore a colpi di slogan. Peccato, parlare di giovani e di pionieri (e presentare qualche buona idea), e poi appoggiare le idee di Marchionne (secondo 800) e di Chiamparino.
Immagino che Renzi, come buona parte del Pd, sia favorevole alla TAV e al Ponte, come il resto dei partiti. Il fatto che, a mia opinione, la maggior parte degli elettori di sinistra sia invece contraria alle grandi opere (adesso, fatte così) e scettica nei confronti dell'AD di Fiat vorrà dire qualcosa, no? 

Il fatto che la parola mafia, criminalità sia sparita dalle agende e dalle proposte della politica, vorrà dir qualcosa, o no?

Il fatto che ieri Fazio e Consorte siano stato condannati (ex vertici della compagnia assicurativa vicina ai Ds e della Banca d'Italia), vorrà dire qualcosa.