Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
07 aprile 2011
La Lombardia come l'Irlanda?
Ancora ho in mente le immagini della puntata di Annozero dove, di fronte ad una lavagnetta, il ministro Tremonti abbozzava lo schema sulla crisi finanziaria, la bolla speculativa, il debito in Grecia e in Irlanda, con la metafora dei mostri del videogame.
Ogni volta mi soprende come ci siano persone che lo prendano pure sul serio, il super ministro: dalla finanza creativa, allo scudo fiscale, i condoni, per finire anti noglobal e nostalgico dell'Iri.
E ora, la fiscalità agevolata per la Lombardia.
Per attrarre investimenti, dice: ”Facciamo shopping di regimi fiscali: se un regime di favore è buono in altri Paesi forse è buono anche qua”.
In Irlanda non ha portato bene.
"A differenza di quella greca, la crisi che ha colpito l'Irlanda e' decisamente piu' sistemica che domestica". Cosa vuol dire?
Forse per attrarre investimenti servono idee, imprese e centri di ricerca solidi, meno vincoli burocratici (che non si risolvono con l'articolo 41), meno corruzione. Meno bunga bunga.
06 aprile 2011
Il mondo ci guarda
A prescindere da quello che pensa il parlamento italiano, sia gli i cittadini italiani che i cittadini degli altri paesi han compreso quello che sta succedendo.
Un governo che non si lascia giudicare, nemmeno su questi reati che nulla hanno di funzionale alla politica.
Chissà, forse ci racconteranno ancora che i capitali dall'estero fuggono per colpa della cattiva produttività degli operai italiani.
Che vergogna. Il paese del bunga bunga, dove chi si oppone allo sconcio, è pure accusato di moralismo.
Aggiornamenti: alla fine è stata una toccata e fuga, processo rinviato al 31 maggio. E, come c'era da aspettarsi, Ruby non si è costituita parte civile.
Montatura di montatore (di Marco Travaglio su Il fatto)
Cicchitto: “Gravissima violazione della legge, intercettazioni indebite, strumentalizzazione della giustizia per fini politici”. Quagliariello: “Trascrizioni in assoluto spregio delle leggi e della Costituzione”. E via delirando. Figurarsi se i giureconsulti da riporto non s’inventavano qualche nuova balla alla vigilia del processo Ruby che leva il sonno al Cainano perché non è ancora riuscito a escogitare una legge che lo fulmini. Il pretesto gliel’ha scodellato su un piatto d’argento il Corriere della Sera che, accanto allo scoop su tre telefonate fra altrettante Papi-girls e B., pubblica un commento dal titolo “Le conversazioni che non dovevano essere trascritte”.
Che cos’è accaduto? Fra le 20 mila pagine dei 20 faldoni di atti depositati dalla Procura di Milano agli onorevoli difensori di B., il Corriere ha scovato tre foglietti esplosivi: quelli, appunto, che raccolgono i brogliacci di polizia giudiziaria con le trascrizioni di tre telefonate della Minetti, della Polanco e della Skorkina, intercettate mentre parlano con B. (e pare ce ne sia qualcun altro). Il Corriere le pubblica e fa benissimo: il contenuto è molto interessante, dal punto di vista sia giudiziario sia politico.
Fin dal 1° agosto 2010, quattro mesi prima di essere indagato e tre settimane dopo il primo interrogatorio di Ruby, B. già sapeva che c’era un’inchiesta che poteva riguardarlo e si attivava per rastrellare testimonianze sul fatto che la minorenne si fosse spacciata per maggiorenne. Prometteva soldi, anzi “benzina” a una ragazza rimasta a secco, tramite il solito Spinelli; un posto in Parlamento alla Minetti; e contratti in Mediaset alla Polanco. Ma soprattutto a convocare le testimoni per le indagini difensive, non era lo studio Ghedini, bensì la segretaria del premier, che già che c’era suggeriva pure la versione da fornire all’onorevole avvocato (“costruire e verbalizzare la normalità delle serate del presidente B.”). Un caso da manuale di inquinamento probatorio e di subornazione del teste, roba da arresto in flagrante. Invece, sorprendentemente, la Procura ha deciso (almeno per ora) di chiudere un occhio sulle anomalie delle indagini difensive e sulle manovre di B. per costruire testimoni ad personam.
[..]
Ma, anche se avesse deciso di distruggerli [i brogliacci delle telefonate], avrebbe dovuto depositarli ai difensori di B. e degli altri intercettati, a garanzia dei loro diritti (vedi mai che, nelle telefonate, ci fossero elementi utili alla difesa). E così è stato fatto. Nessun abuso, nessuna violazione di legge, anzi un doveroso scrupolo garantista che non porterà alcun vantaggio all’accusa (le intercettazioni, non essendo passate per la Camera, sono inutilizzabili almeno contro B.). Infatti per Rosa Santanchè “la Procura ha commesso un reato grave con subdoli intenti politici”. E per Olindo Sallusti, detto il Fotocopia, “la Boccassini ha commesso un reato e dev’essere processata”. La prova migliore che è tutto regolare.
Aquila 6 aprile 2011
Nulla per la ricostruzione del centro dell'Aquila e del resto delle città colpite dal terremoto (anche con qualche problema di appalti).
I processi per stabilire se ci sono state colpe sono ancora da fare (semmai si faranno, anche grazie alla riforma epocale della giustizia).
Spente le luci dello show, la città è stata abbandonata a se stessa (tanto basta dare la colpa a Cialente ..).
Grazie al cielo, anche dopo la vergogna mediatica di forum (l'ennesima beffa ai terremotati), a l'Aquila ci sarà solo il presidente della Repubblica.
Prendere in giro gli italiani
Significa che ci stanno prendendo nuovamente in giro.
Dopo aver preso in giro i lampedusani, i napoletani con i rifiuti (le famose ecoballe), gli aquilani con la ricostruzione che non c'è stata.
Il parlamento è bloccato per i problemi giudiziari del cavaliere e fuori il paese deve arrangiarsi.
Finiremo tutti sui tetti, dentro le carceri (a Pianosa) per protesta, o sull'isola delle Pantegane come gli operai della Vinyls.
Noi che non siamo "responsabili" tali da meritarci un posto come ministro, o dentro il consiglio di amministrazione delle poste italiane.
05 aprile 2011
Nell'interesse del futuro governo
Un manoscritto sequestrato al giornalista Sasinini, uomo vicino ai servizi. Il leader di Fi «dice alleiamoci contro Caselli e la sinistra che rompono»
“Ev. “Trattativa”. E’ l’incipit del manoscritto – una sorta di titolo - dove Ev sta per evenienza cioè da tenere a mente. A scrivere è un giornalista, Guglielmo Sasinini, oggi sotto processo per lo scandalo Telecom. Il manoscritto fa parte di un block-notes sequestrato dalla procura di Milano il 18 gennaio 2007.
“Berlusconi – scrive Sasinini - dice alleiamoci contro Caselli [Giancarlo Caselli fino al ‘99 Procuratore a Palermo] e la sinistra che rompono i coglioni a me e a te”.
A chi il Presidente del consiglio avrebbe fatto questa “proposta” e perché “colpire” la Procura di Palermo?
“Mori [generale dei carabinieri] incontra Ciancimino a Roma in Piazza di Spagna e gli chiede di avere un contatto con C. Nostra. Pare che Ciancimino parli con Brusca e Brusca gli consegna il "papello"- 41bis, cioè gli accordi per la trattativa con il futuro governo”.
Il maiale dal Cile
STEFANO MASI N I – RESPONSABILE AMBIENTE COLDIRETTI
Dal 1990 a oggi noi importiamo 10 milioni di tonnellate in più, sono 30 milioni in volume le importazioni di prodotti agroalimentari, questo perché, da un lato aumenta nel mondo il cosiddetto italian sounding, è stato ampliamento indagato, si trovano appunto prodotti che dell'italia hanno soltanto nomi, colori, bandiere, simboli, prodotti che suonano italiano, ma ciò che non è indagato è il falso del made in Italy nei nostri scaffali. Quando andiamo a fare la spesa sui nostri mercati prodotti d’importazione che diventano attraverso abili operazioni di contraffazione prodotti italiani. L'Italia importa da paesi extra UE, in particolare dal Cile un volume considerevole di carni, globalmente sono circa 30mila tonnellate di carne, per quanto riguarda le carni suine il Cile è il primo paese fornitore.
PIERO RI CCARDI
Extra Ue?
STEFANO MASINI – RESPONSABILE AMBIENTE COLDIRETTI
Extra Ue, ciò che è interessante osservare è come questo flusso si connetta ad una localizzata destinazione in provincia di Modena.
P I ERO RI CCA RDI
Cioè dal Cile arrivano a Modena,
STEFANO MASINI – RESPONSABILE AMBIENTE COLDIRETTI
L'87% delle carni suine è destinata alla lavorazione a Modena. Ma l'informazione si ferma lì, perché è evidente che noi non acquistiamo prodotti con un'etichettatura made in Cile. Nel commercio quel dato risulta secretato, come se fossero dati attinenti ad operazioni militari.
P I ERO RICCARDI
Cioè io posso sapere che viene dal Cile, posso sapere che va a Modena quella carne suina, ma non posso sapere in quale stabilimento.
STEFANO MASINI – RESPONSABILE AMBIENTE COLDIRETTI
E li si interrompe la conoscenza, si interrompe la conoscenza.
PIERO RICCARDI
Qual' è per l'agricoltura italiana il prezzo di tutto questo? Quanto costa all'allevatore Filippini l'aria delle colline di Langhirano?
ALESSANDRO FILIPPINI – ALLEVATORE
Quindi oggi direi che siamo sottoterra tra virgolette, nel senso che con questi costi noi, penso che avremo massimo sei mesi davanti, per decidere cosa fare, per decidere di non mangiare quello che le generazioni dietro di me hanno costruito fondamentalmente, perché questo è quello di cui stiamo parlando.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Oltre al prosciutto anche olio, latte, formaggi, vino vengono spacciati per italiani, solo perché sono transitati per l’Italia. Anche questo porta allevatori e agricoltori sono alla canna del gas e così alla fine i terreni agricoli diventano svincoli, autostrade, rotonde, centri commerciali.
Mi chiedo se il neo ministro dell'agricoltura Saverio Romano abbia visto il servizio sui maiali secretati, spacciati per maiali italiani.
Cosa ne pensa, ministro? Può fare qualcosa come oppure è lì solo per votare le leggi per il presidente?
Nulla di fatto

Un peccato per Vespra che, ieri sera, nello spot della puntata. già ventilava l'accordo "epocale" pure lui, per il blocco dei clandestini.
Forse, non sono dei creduloni come noi italiani (la villa a Lampedusa, l'isola svuotata in 48 ore), oppure i soldi promessi non erano abbastanza.
E ora occorre fare in fretta, perchè a breve si vota e la Lega (di lotta) spinge affinchè i campi e gli immigrati si fermino sotto la linea del Po, che già ora ha dovuto digerire i permessi temporanei .
Dice Davide Boni, pres. del consiglio regionale in Lombardia: "Basta migranti o cade il governo".
E oggi si vota in aula per bloccare il processo di Milano sul caso Ruby.
PS: spero che l'idea (sempre leghista) dell'esercito regionale sia solo una battuta sempre in vista delle elezioni .. non fatemi pensare male.
Toccherà all’Esercito e ai Carabinieri addestrare il nuovo Corpo Regionale che non dovrebbe disporre di più di 20 mila uomini raggruppati in 20 battaglioni regionali (con il nome della regione di riferimento) sotto il comando di altrettanti tenenti colonnelli distaccati dall’Esercito e dall’Arma. Ogni battaglione quindi sarà composto da mille uomini e donne reclutati su base regionale. Le uniformi sarebbero identiche a quelle dell’Esercito, ma con un distintivo in più, ‘ad hoc’ per ogni regione. Girerebbero armati (armamento leggero) come i Carabinieri. Per quanto riguarda la carriera, il governo dovrà assicurare una corrispondenza con i gradi dell’Esercito anche se con alcuni distinguo. Si preclude però il passaggio di questi miliziani regionali all’Esercito o ai Carabinieri.
Il Generale comandante del Corpo dipenderà dal Capo di Stato Maggiore della Difesa per quanto riguarda i compiti deliberati direttamente dal Consiglio dei Ministri, mentre i Tenenti colonnelli, che guidano i singoli battaglioni regionali, risponderanno direttamente ai presidenti delle Regioni in cui saranno stanziati per fronteggiare le emergenze locali. Il Corpo dei volontari militari non potrà essere impiegato fuori dall’Italia. Il primo firmatario del testo è il deputato della Lega, Franco Gidoni.
04 aprile 2011
La scuola pubblica a Milano
La decisione del Comune sulla media Gramsci: “Così incasseremo 30 mila euro”.Che vergogna. Anche per il modo con cui l'assessore Moioli liquida le proteste dei genitori: «Sono aizzati a protestare da quattro insegnanti».
Metà scuola data in affitto a una privata. Succede alla media pubblica Gramsci di Milano, dove il Comune ha deciso di affittare un intero piano dell´istituto alla scuola steineriana Cometa relegando i ragazzi delle medie al piano terra. Dove adesso ci sono quattro classi, la biblioteca, due aule informatiche (una con la lim, la lavagna elettronica) le aule di scienze, storia e geografia, arte, musica, tecnica e due aulette studio, dal prossimo anno ci saranno le classi per i bambini che pagano una retta di 4mila euro l´anno all´associazione Cometa. Alla Gramsci rimarrà un piano. Qui, al posto di due aule verranno realizzati tre laboratori, da altre due aule verrà realizzata un´unica sala mensa per sei classi, la segreteria diventerà aula professori e la presidenza si trasformerà in laboratorio. La steineriana pagherà al Comune un affitto di 30mila euro all´anno più altri 30mila per le spese di riscaldamento.
La mossa dell´assessorato alle Politiche sociali arriva in un momento critico per la scuole pubbliche della città - molte delle quali attendono da anni aiuti economici e ristrutturazioni - ed è stata vista da i genitori come penalizzante e troppo sbilanciata a favore della Cometa.
«Ci hanno messi nel sottoscala - protesta Domenico Scaiano, papà e presidente del consiglio d´istituto della scuola - quello che è successo è inspiegabile, non si può danneggiare una scuola pubblica in questo modo, per di più favorendo una privata». Un´agevolazione che, secondo i genitori, è evidente anche per la sproporzione di quanto assegnato. «La Cometa aveva chiesto nove locali - spiega Luca Benedetti, papà di un ragazzo delle Gramsci - mentre con questa riorganizzazione avranno a disposizione 20 stanze».
Le dichiarazioni dell´assessore fanno però infuriare ancora di più i genitori. «Non sono quattro insegnanti sparuti - ha detto Scaiano - in un documento sottoscritto da tutti i docenti della scuola si manifestava la forte preoccupazione per la decisione presa dal Comune. Le istituzioni adesso devono fare un passo indietro e mettersi a un tavolo insieme a noi per trovare una soluzione condivisa».
Report la banda del buco
Invece, l'inchiesta di Bernardo Iovene ha raccontato un'altra volta di un pezzo di Italia che non funziona: le cave sono di propriertà dei comuni e dunque dei cittadini italiani. Le società di estrazione pagano delle concessioni per estrarre marmo (dalle cave a Carrara) o ghiaia e sabbia (nel casertano come nel bresciano): peccato però che gli oneri siano troppo bassi rispetto ai ricavi, spesso le società non pagano nemmeno. La legge che regola il settore è del 1927, ma lascia fuori Carrara, e ogni regione fa di testa sua.
Iovene ha girtato l'Italia per vedere cosa succede.
A Carrara succede che le polveri inquinanti per il trasporto del marmo sui camion sono di tutti, e un arricchimento per pochi.
Camion che dovrebbero girare coperti, per evitare l'inquinamento e che invece girano per le strade dei paesi senza rispettare le ordinanze comunali.
"siamo tutti soccombenti al ricatto del lavoro" risponde il sindaco: le imprese di estrazione hanno rifiutato l'intervista (come in altre regioni) e parlano tramite l'associazione industriali. Che tira fuori gli estensi, le vecchie concessioni perenni: sono le stesse famiglie che da anni si passano le concessioni rinnovate automaticamente ogni 29 anni. Queste guadagano 2000 euro a tonnellata, pagando il comune tra 7 e 13 euro e mezzo a tonnellata.
Basterebbe alzare il canone, per guadagnare qualcosa di più, sono soldi che farebbero comodo in un periodo di tagli.
Senza parlare delle dismissioni delle cave: una volta chiuse, le cave andrebbero sistemate, invece si lascia lo scempio a vista.
"A queste cose sono più sensibili gli ambientalisti" ammette con un sorriso il pres. dell'associazione industriali.
Campania.
In Campania, specie nel casertano, sono state sequestrate 400 cave abusive, parte integrante di un sistema criminale basato sul cemento e sulle costruzioni abusive.
Anche qui, a Giuliano, come in altri comuni, le polveri delle cave, dai cementifici, si posano sugli alberi, sulle case, nei polmoni.
Con dei casi di tumore, che andrebbero monitorati.
Ma chi controlla le cave, chi controlla le imprese di estrazione: il magistrato Donato Ceglie, della procura di S Maria Capua Vetere spiegava che questi reati non solo ambientali sono avvenuti sotto gli occhi complici dei controllori della regione.
Come del genio civile: dal 2006, c'è un piano cave in regione, ma le multe sono irrisorie ripetto alle cifre che girano, e che nemmeno vengono pagate.
Anche qui le cave non sono state dismesse e, alcune, di queste sono pure state riempite con i rifiuti e tramutate in discariche (come del resto èavvenuto a Brescia, in Lombardia).
Succede allora che la Cementir di Caltagirone, dopo aver sventrato una parete della montagna, ora si sia spostata all'altro versante.
Per tenersi buono il comune l'impresa ha pensato ad un "cementir day" nella piazza di Maddaloni.
Del resto, come in altre parti del paese, cosa può fare il comune, se è vittima del ricatto del lavoro?
Caltagirone è finanziatore dell'UDC (ad insaputa del presidente della Cementir), come anche dell'UDC il presidente della provincia. Di Caltagirone è anche il giornale Il mattino che sulla vicenda ha scritto un solo articolo per dire che va tutto bene.
Come per altre cave, la procura sta indagando sul progetto per gli scarichi dai fumaioli.
L'Emilia Romagna si segnala come la regione più virtuosa: si estrae sono ciò che serve, su indicazione del comune. E, a fine vita della discarica, i cavatori sono costretti a pagare di tasca loro il ripristono e per questo, qui i comuni chiedono una fideiussione di 1 milione di euro. Allo stesso modo però, gli oneri pagato sono ancora troppo bassi e il presidente Errani ha potuto solo promettere di rivedere le tariffe.
La Lombardia.
Sorprende la situazione lombarda, perchè mostra come il tanto odiato centralismo romano odiato dalla Lega, qui sia stato sostituito dal centralismo della regione che decide per provincie e comuni che non possono opporsi ai progetto di nuove cave.
EDOARDO CORONGIU ASSESSORE AMBIENTE CASTEGNATO BS
C’è la volontà delle Regione Lombardia, che passa sopra i cittadini di Castegnato e decide alla
faccia del federalismo fiscale, che dovrebbe demandare ai cittadini di scegliere cosa fare del
proprio territorio, decidono di passare sopra la volontà dei cittadini di Castegnato e decida la
Regione Lombardia ovviamente di fare una discarica.
Succede a Brescia, dove il giornalista di Report ha potuto raccogliere le lamentele dei cittadini di Rovato, Montichiari, Castegnato.
Che non solo non vorrebbero tutte queste cave, ma nemmeno accettano che poi, a fine estrazione, siano trasformate in discariche (anzichè fare il ripristino e restituire il territorio alle persone).
Si domandano, poichè questa è zona dove si fa la differenziata, da dove vengano questi rifiuti (anche di amianto)?
STEFANO DOTTI – ASSESSORE ATTIVITA’ ESTRATTIVE PROV. DI BRESCIA
Il problema è questo, in Italia ed in Lombardia. Che i rifiuti vengono prodotti e noi chiaramente
troviamo una soluzione che sia quella più idonea, non possiamo lasciare i rifiuti per strada,
quindi questo è un aspetto che va chiarito, non è che ci dobbiamo scandalizzare.
BERNARDO IOVENE
E avete scelto la provincia di Brescia come discarica?
STEFANO DOTTI – ASSESSORE ATTIVITA’ ESTRATTIVE PROV. DI BRESCIA
No. Noi non abbiamo scelto la provincia di Brescia. La provincia di Brescia…
BERNA RDO I OVENE
Intanto ad ogni cava corrisponde una discarica.
STEFANO DOTTI – ASSESSORE ATTIVITA’ ESTRATTIVE PROV. DI BRESCIA
Beh no, non è esattamente così. Sta citando degli ambiti estrattivi all’interno dei quali sono
state realizzate le discariche. Cioè, ecco io non voglio che questa intervista venga interpretata
come una volontà dell’assessore, o della provincia di Brescia, diciamo così di assentire, in
qualche modo, favorire o agevolare in provincia di Brescia la realizzazioni di discariche. Da
quando mi sono insediato, io ho detto anche qualche no e abbiamo detto qualche no.
ELENA ZANOIA – SINDACO DI MONTICHIARI
C’è chi vuole le discariche e chi le ha ostacolate. Mi scusi lei non ha idea della lotta che
abbiamo fatto, guardi che mi hanno espulso dalla Lega per le discariche… Sì, perché non ho
voluto fare l’accordo con il Pdl perché Forza Italia ha portato tutte le discariche a Montichiari e
io l’accordo con il Pdl non l’ho fatto e… sono fuori dalla Lega.
BERNARDO IOVENE
Ah, lei è stata espulsa dalla Lega?
ELENA ZANOIA – SINDACO DI MONTICHIARI
Sì.
BERNARDO IOVENE FUORI CAMPO
L’assessore competente delle cave in regione è del Pdl. Ci scrive che ha apprezzato il nostro
invito per un’intervista, ma non ritiene di aderire, eppure è in consiglio regionale che
aumentano i metri cubi da scavare.
Forse l'assessore in provincia non era abituato alle domande di un giornalista giornalista, se alla fine sbotta chiedendo "ma lei chi l'ha chiamata?"
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ci hanno chiamato i cittadini e i sindaci perché non se li fila nessuno, e si chiedono come mai
dopo essersi fatti carico del disagio prodotto da camion, polveri, rumore senza aver avuto in
cambio alcun beneficio, adesso si devono beccare anche il degrado eterno, perché ai cavatori
che non hanno più nulla da tirar su, viene concesso di trasformarsi in gestore di discariche.
E’ vero che ai rifiuti bisogna trovare una soluzione, ma da dove arrivano visto che da quelle parti
si differenzia molto? gli abitanti del posto ci dicono che la provincia di Brescia si fa carico dei
rifiuti normali, speciali e pericolosi che vengono anche da altre parti.
Allora, assessore Raimondi della regione Lombardia, le domande sono due: perché la provincia stabilisce quanti
volumi servono, e la regione che sta fuori dal territorio, ne autorizza di più, e perché non
vengono rispettate le convenzioni, che prevedono che i buchi non vengano chiusi con i rifiuti
ma vengano tappati con qualche albero o un prato. Non rispondere a noi, vuol dire non
rispondere a centinaia di migliaia di vostri cittadini. Noi possiamo solo pensare che i volumi in
eccesso vengono venduti agli svizzeri, che invece al loro territorio ci tengono e siamo in
provincia di Varese.
A Varese, la stessa impresa che è stata multata per un cava abusiva, oggi ha l'appalto per il suo ripristino: la Italinerti, di proprietà di Nidoli Sara, assessore (con sponsor politico) alla provincia di Varese.
Stessa situazione, per le cave trasformate in discariche, in Piemonte, nelle provincie di Vercelli e Biella.
Alla fine, alla fine del servizio, il titolo "la banda del buco" pare quanto mai azzeccato.
03 aprile 2011
Queste sono soddisfazioni

17 anni di lotta contro le tasse, contro la finanza che ti chiede i soldi, contro lo stato e le leggi scomode, e questi sono i risultati.
Evasione al 38%, ma si può fare di meglio.
Il bipolarismo di De Bortoli
Credo sia vero il contrario: è proprio l'ossessione del centro la rovina di questo bipolarismo, che tende a rendere uguali gli schieramenti.
E poi, cosa hanno fatto di male gli elettori di sinistra per non avere rappresentazione politica?
Infine, le solite parole contro la sinistra radicale e Di Pietro: i sondaggi parlano chiaro. Con Casini e i centristi, si perde.
Ancora 48 ore

Serviranno 48 ore per liberare Lampedusa. Non da rifiuti o cose, ma da persone, gli immigrati in fuga dal nordafrica. E se non dovessero bastare? Si invocheranno ancora altre 48 ore. O si darà la colpa al tempo, all'emergenza maestrale, alle amministrazioni locali.
Il nostro orizzonte è limitato alle sole 48 ore, dove si passa da una emergenza all'altra. Lampedusa in rivolta, Manduria con le fughe di massa (un immigrato si è dato fuoco).
Sono stati ritrovati i primi 70 cadaveri di fronte alle coste libiche di migranti morti durante la traversata.
Nel frattempo a Napoli ci sono 1700 tonnellate di rifiuti.
La Basilicata è divisa in due dopo l'alluvione del marzo passato.
A Pozzuoli sono stato spesi 90 milioni per dei restauri che nessuno può vedere per l'assenza di personale.
L'Alitalia deve vedere gli aerei in Irlanda per fare cassa (vi ricordate i capitani coraggiosi che dovevano salvare l'italianità dell'azienda?).
Queste le immagini del paese, per chi le vuole vedere. Ma c'è anche l'immagine di ottimismo che l'esecutivo (e i mezzi di informazione legati) è di ottimismo: barzellette sporche, battute col responsabile “salvatore” Scilipoti. Ma dietro c'è la tensione tra ex An e ex FI.
Alfano invoca le piazze per creare consenso attorno alla riforma della giustizia, per contrastare anche il fuoco amico attorno. Ci sono piazze buone, e ci sono piazze cattive (quelle degli altri).
Tremonti ha nostalgia della prima Repubblica, dell'IRI e del protezionismo. Ha cambiato più idee in economia (dalla finanza creativa, alla lotta all'evasione..) che certi politici in circolazione.
Montezemolo vorrebbe scendere in politica. Prima della pensione, speriamo.
L'opposizione, per bocca di Letta, è pronta alle elezioni: con quale programma e con chi ancora non è chiaro.
Aspettiamo le prossime 48 ore.
Nel frattempo prendiamo atto dell'esistenza di una lega di lotta (fora di ball, c'era scritto sullo striscione della Lega di lotta, che ha manifestato di fronte al consolato della Tunisia) e una di governo: governo che ha chiesto alle regioni di farsi carico dei migranti.
01 aprile 2011
E per fortuna che è stato rinviato a giudizio
Primo: le accuse rimangono, e non capisco nella mia ignoranza cosa ci sia da festeggiare (anche Cuffaro festeggiò con i cannoli, dopo la condanna, però)?
Clemente Mastella è stato rinviato a giudizio per le accuse di truffa, appropriazione indebita e abuso d’ufficio. I primi due capi di imputazione si riferiscono all’acquisizione al patrimonio familiare dell’europarlamentare di due appartamenti romani di proprietà dell’Udeur nonché della testata giornalistica Il Campanile. L’abuso d’ufficio è invece relativo all’assegnazione di incarichi da parte dell’Arpac. Vanno a giudizio anche la moglie di Mastella, Sandra Lonardo, e l’ex assessore regionale Andrea Abbamonte.
Secondo: Mastella è già europarlamentare, perchè deve candidarsi a sindaco ?
Non basta non nominarlo
Un pò come Veltroni alle passate elezioni, e non è che gli è andata bene.
Non è sufficiente non nominarlo, il cavaliere: come la mettiamo coi suoi nominati? Non nominiamo più Dell'Utri, Minzolini, e company?
La questione è non lasciarsi imporre l'agenda politica in base alle esigenze giudiziarie del premie: per questo serve avere una propria agenda, delle proprie proposte.
Ma dove le si discute? In parlamento, nei consigli regionali, provinciali e comunali.
E siamo punto e a capo.
Devi essere nominato o eletto, oggi. Il movimento 5 stelle è ancora lontano dal poter imporre un'agenda. Questo non toglie che quando parla delle responsabilità dell'opposizione nell'aver tenuto in vita il premier, ha ragione.
Da qui però a dire che in piazza a contestare La Russa non c'erano cittadini, ma solo i partiti, ce ne corre. Anche a me piacerebbe una politica non più in mano alle lobby e ai poteri forti, ma sono cosciente che la soluzione non sarà così semplice (e a breve scadenza). Perchè parte da noi, dal nostro impegno, dalle nostre scelte consapevoli.
Annozero - fuori dalle palle
Il nordafrica è in rivolta contro i tiranni appoggiati per troppo tempo dalle democrazie europee, in Giappone si teme l'inquinamento da plutonio, Lampedusa sta collassando e le immagini degli immigrati (che noi chiamiamo clandestini) girano il mondo (Amnesty parla di situazione agghiacciante), e noi stiamo qui a parlare di processo breve e di responsabilità civile dei magistrati, della riforma epocale della giustizia e a raccontarci le solite favole del perseguitato politico, dei processi da cui è stato assolto, della sinistra che intende ribaltare il voto popolare ...
Ma, nell'anteprima della puntata, Santoro ha mostrato l'intervista di Berlusconi nel 1997, dopo l'affondamento di una carretta del mare dall'Albania. Allora B. era all'opposizione e da buon cattolico si era sentito in dovere di dire "non possiamo permettere che succedano queste cose".
Cosa è cambiato oggi? I gommoni dall'Africa affondano ancora, e nei nostri mari succede di peggio con i respingimenti.
Solo nel paese immagina da Orwell in 1984, si ribaltava la realtà a seconda delle convenienze politiche.
La bagarre in Parlamento
A spiegare la situazione politica dai due punti di vista, Cicchitto e di Pietro. Il giornalista Fabrizio Gatti col compito di raccontare cosa sta succedendo sulle rotte dei migranti dalla Tunisia e dalla Libia, inchiesta finita nell'articolo odierno de l'Espresso.
In aula, le immagini le abbiamo viste tutti.
La passeggiata di Russa in fronte alle proteste delle persone e quelle parole arroganti di fronte all'aula: "ci sono persone con chiaro intento intimidatorio" .. "ho riconosciuto una persona, che ha organizzato i fischi del 17 marzo".
E se anche fossero delle contestazioni organizzate? Cosa cambia?
Un conto le violenze, altro discorso fischi e contestazioni.
Anche perchè in questi giorni di manifestazioni più o meno organizzate, più o meno spontanee ne abbiamo viste diverse: come a Milano di fronte al palazzo della Gisutizia.
Gli scudi umani del cavaliere : "in Italia comanda una casta che fa solo i suoi comodi" e anche "ci sono dei pm che sono delle brigate rosse". Comicità involontaria e calunnia.
Come se in parlamento non governasse sì, una casta popolata da condannati e inquisiti anche per reati gravi.
Se Di Pietro ha condannato l'atteggiamento della maggioranza, irrispettoso e denigratorio nei confronti del Parlamento (il ribaltamento dell'ordine del giorno per approvare il processo breve, gli insulti a Fini, la scheda di Alfano), tutt'altra storia quella raccontata da Cicchitto.
"Ho visto un film diverso". I manifestanti erano lì per fare pressioni sul parlamento (ogni volta che si vota per qualcosa che da fastidio all'opposizione ..). I manifestanti han riempito di monetine il ministro (forse perchè han saputo che guadagna meno di Silvio come parlamentare). Alfano non ha gettato la scheda, ma l'ha lanciata per aria e ha compiuto una parabola... (come la pallottola magica di Kennedy).
La Russa, ha proseguito Belpietro, ha voluto avvertire i colleghi del pericolo in corso, dopo che era uscito per controllare la situazione.
Altri tempi, quelli del 1992, quando anche i missini (quando ruppero perfino i vetri di Montecitorio) lanciavano le monetine contro Craxi, mentre oggi sono i difesa dell'allievo.
Le immagini dell'aula (compresi gli insulti all'onorevole Argentin), putroppo faranno il giro del mondo e verranno viste anche dai paesi con cui ci troveremo a trattare: per la Libia e per la Tunisia. E non gioveranno all'immagine del nostro governo, il commento di Fabrizio Gatti.
Il processo breve.
Ogni tanto, pur di vendere la merce avariata, il venditore deve cambiare pacco e confezione. Oggi, non si parla più di processo breve, ma di processo "europeo". A Lampedusa, alla conferenza stampa, Berlusconi l'ha ribattezzato così.
Ce lo chiede l'Europa, di fare i processi in fretta, pena le sanzioni dalla corte di Giustizia.
E sui processi in corso: "l'ho giurato sui miei figli e i miei nipoti che non ho commesso reati .. il processo Mills è una vergogna".
Tanto vergogna che l'anno prossimo andrà comunque in prescrizione: per cui, come ha argomentato Belpietro, inutile discutere dell'eventuale colpevolezza. Tanto i soldi, Mills, non li ha presi da Bernasconi.
Ma è così ininfluente non sapere se il nostro presidente del Consiglio abbia corrotto un teste per difendersi da un suo processo?
La Cassazione - ha ribattuto Travaglio a Belpietro e Cicchitto - ha già stabilito che B. è Berlusconi e non Bernasconi (come ho sentito dire ieri sera): Mills ha salvato il signor B. per difenderlo dai suoi guai. Era Silvio nei guai per il processo sulla corruzione alla Guardia di Finanza e non Carlo.
Anche per questo si è salvato dalla condanna (leggi ad personam a parte).
L'Europa ci chiede di terminare i processi in tempi ragionevoli, ma non ci chiede di lasciare le vittime senza giustizia, come avverrà probabilmente in Italia. La norma per gli incensurati non la chiede all'Europa, ma serve solo per i processi di B.
La situazione a Lampedusa.
Cosa succede sull'isola l'hanno mostrato le immagini di Formigli e anche i video dello show del cavaliere.
I cartelli tolti dal sindaco, per fare una selezione all'ingresso.
Le promesse ai lampedusani (l'isola libera in 48-60 ore), il casinò, il nobel ..
"La presenza del cavaliere è un'opportunità che non va sprecata", diceva il presidente Lombardo.
Eppure, sarà difficile spostare le migliaia di persone (molte delle quali ancora all'addiaccio) dall'isola, per colpa delle condizioni meteo. E Manduria rischierebbe di trasformarsi in una nuova Lampedusa.
Perchè non si è intervenuti prima? Perchè si è lasciata collassare la situazione sull'isola?
Forse per un ritorno politico?
Gatti ha spiegato che l'espediente di farli passare per rifugiati politici (e anche la legge sul reato di clandestinità) non hanno fatto altro che ingolfare la situazione.
Situazione che porta poi all'odio o al risentimento degli isolani e in generale degli italiani contro gli immigrati.
Perchè, come ha spiegato bene Cicchitto, quelli che abitano ai Parioli non sono toccati dal problema.
Ma i ceti popolari sì.
Come quelli che oggi stanno perdendo pezzi di welfare, l'assistenza sanitaria, il lavoro.
Una guerra tra poveri.
L'intervento di Travaglio.
31 marzo 2011
Corpi di scarto di Elisabetta Bucciarelli
Ma anche gli scarti umani, rifiutati dai genitori e scartati anche dalla società degli "uomini di buona volontà": come Iac e Lira, due adolescenti che passano le proprie giornate dentro la "zona viva" di questa discarica nel loro rifugio anzichè vivere nella loro casa o frequentare la scuola.
- Per me non è stato così facile rendermi conto di quello che sono - rispose Iac.
- E cosa saresti? Guardandolo in faccia.
- Quello che sei anche tu, Argo. Il rifiuto di qualcuno che non ti ha voluto con sè.
[pagina 192]
Le tante facce della società in cui viviamo, accomunate dalla stessa concezione di scarti e rifiuti, sono raccontate in questo racconto, quasi surreale, perchè ambientato in un luogo inusuale.
Dal chirurgo plastico Alfredo Mito (di nome e di fatto) che corregge i difetti delle persone, alla figlia Silvia, amica di Iac, insoddisfatta del proprio corpo.
Gli abitanti della "zona viva" della discarica: Saddam, immigrato turco che vive riciclando gli oggetti ritrovati in discarica, con l'aiuto di Argo (Zimba), scappato dalla famiglia cui era affidato.
Iac e il fratellino Tommy che una famiglia più o meno l'avrebbero, ma preferiscono il rifugio dentro la zona rifiuti.
Lira (Funesta), il loro amico, in affidamento alle zie.
Tutte persone la cui vita scorre secondo l'apparentemente normalità, sia dentro i miasmi e i fanghi della putrida, sia dentro l'ospedale dove il chirurgo soddisfa l'ego dei suoi pazienti togliendone i loro difetti.
Gesti fatti inconsapevolmente: come gettare nell'indefferenziata gli scarti delle operazioni o le lastre o immergere le mani dentro fanghi nocivi. O anche gettare rifiuti tossici dentro il compost senza nessun trattamento, chiudere un occhio sul contenuto di una camion di rifiuti. Bruciare una pira di sacchi, senza preoccuparsi di cosa possano sprigionare nell'aria.
Fino a che questi non portano al drammatico finale.
Si fanno gesti. Si dicono parole. Questione di momenti in cui il prima e il dopo non coincidono più. Come dopo un'atomica, come dopo aver inserito nelle vene un ago, aver messo le mani nella putrida, aver raccolto mascherine di un chirurgo distratto, aver svitato il coperchio di quel barattolo di poltiglia che usava Iac per disegnare stelline nel buio e averci infilato le manine dentro, aver preso la poltiglia a averla sparsa dappertutto, essersi sfregato gli occhi e poi aver lacrimato sulle guance e aver strofinato più e più volte nella speranza di togliere tutto e solo alla fine, fosforescente come una stella nel cielo, essersi accorto che bruciava la pelle e non smetteva più.L'intervista dell'autrice sul sito di Verdenero
Fosforo raschiato da una lastra fotografica, Iac lo aveva fatto per giorni, se ne trovavano talvolta nella zona dei sacchi bianchi. Non sempre, erano rare. Miste alle cannule e alle protesi. Avevo messo insieme con cura quella poca materia di stelle, nel barattolo di vetro, custodita sull'ultimo ripiano.
Una magia da poco con cui il ragazzo apriva i sogni di Tommi e di Silvia.
In mezzo, tra il prima e il dopo, un gesto banale, e un altro ancora, in una catena di mancanze, dimenticanze, assenze. Banale come il male.
[pagina 203-204]
Corpi di scarto. Perché questo titolo?
Come dico sempre la scrittura dovrebbe passare dal corpo prima di trasformarsi in pagina da leggere, soprattutto oggi, perché mai come in questo momento l’abuso del corpo rivela l’esatto contrario, la sua assenza. Viaggiare in superficie, accontentarsi dell’immagine e della banalità, puntare al corpo apparentemente sano e perfetto pare l’unica via perseguibile. In Corpi di scarto ho cercato di ribaltare il punto di vista. Invece di inseguire un’estetica consunta e consueta mi sono chiesta se fosse possibile azzardare una filosofia dell’impuro, dell’imperfetto. Del rifiuto. Il corpo come residuo in una Città come sistema di rovine. Ma nonostante questo il persistere o rinascere di una nuova forma di bellezza, costruita con elementi apparentemente dissonanti (forse davvero brutti), ma emotivamente limpida, tenera, silenziosa fatta di piccoli gesti.
I personaggi di questa storia, che ruota intorno alle vicende di Iac, sono degli scarti umani. Come nasce l’idea di mettere in parallelo una discarica di oggetti con una discarica di esseri viventi?
Nella nostra vita quotidiana cerchiamo di allontanare da noi (in tutti i modi) ciò che ci disgusta. Persone o cose, poco importa. Laviamo continuamente le mani per paura del contagio. Eliminiamo, sfrondiamo, scartiamo. Cerchiamo ambienti asettici. Compriamo prodotti sigillati, con plastiche, polistirolo, cartoni. Imballi che preservino l’interno incontaminato. Puliamo, laviamo, non stringiamo più le mani e nemmeno ci scambiamo volentieri altri gesti d’affetto. L’assenza di contatto sembra essere la nostra salvezza. Mentre facciamo questo aggiustiamo i nasi, tingiamo i capelli, spianiamo le rughe, liposucchiamo gli eccessi adiposi. Tutto questo ha profondamente a che fare con la nostra scarsa o nulla accettazione di quello che siamo davvero. Esseri imperfetti, con le loro parti di scarto. Scartati spesso dalla società, dalla famiglia, da un fidanzato/a, dal lavoro. Ma anche scartanti a nostra volta, nei confronti di chi non appartiene al nostro modo di vivere e pensare e ci provoca disturbo, visivo e psicologico. Ecco perché ho voluto mettere a confronto tutti i possibili “scarti”. Quanto più riesci a sostenere lo sguardo e la vicinanza di ciò che ti provoca repulsione, tanto meglio riuscirai a comprendere parti importanti di te e soprattutto, (forse questa è davvero la speranza) proporre alternative valide a un modus operandi che sta mettendo in pericolo (vero) le nostre vite.
Iac conosce la discarica fin nei minimi dettagli, per lui è una risorsa, un luogo dove trovare tutto quello che gli serve per sopravvivere e sognare. Si tratta di una metafora importante della nostra civiltà opulenta e sprecona, che getta una quantità enorme di oggetti considerati di scarto, ma che per qualcuno possono rivelarsi molto utili.
Ci vorrebbe un vento di sobrietà. Riportare al centro il concetto di bisogno primario e poi mettere a fuoco bene, di nuovo, quali siano le necessità indotte. Parlo di necessità, anche quando l’intendimento sarebbe di fare riferimento al superfluo e all’inutile, perché ciò che viene percepito come necessario è davvero soggettivo e ne ho rispetto, comunque. Ma nel momento in cui siamo chiamati a decidere su problemi così importanti: etica, nucleare, salute, per citarne solo alcuni, non possiamo non mettere in gioco la nostra capacità di autolimitarci. Penso che fare la nostra parte bene sia più facile di quanto si possa immaginare. Sono gesti piccoli, fatti ogni giorno, che concorrono a un disegno più grande. Spesso offrirebbero anche posti di lavoro in più, paradossalmente consumando meno.
Scrivi: “Siamo ognuno lo scarto parziale o totale di qualcuno”. In una storia in cui affronti l’idea di rifiuto a 360 gradi, credi che per il lettore ci sia spazio ancora per sperare-sognare?
Il nostro mondo è una grande discarica a cielo aperto. Di oggetti e di persone. Non camminiamo tra l’immondizia (tranne eccezioni) ma la respiriamo continuamente a pieni polmoni. Non vediamo le scorie infossate nel Terzo mondo ma l’energia radioattiva invisibile o la diossina di Seveso faranno e stanno ancora facendo danni. Il lettore come ogni cittadino ha dalla sua “lo scarto”. Non quello di cui ho parlato prima, ma il suo scarto personale. La sua differenza potente dagli altri. Il suo punto di forza, la sua identità. Se ha voglia di lasciare davvero un segno del suo passaggio deve far leva su questo. Non imprimere la sua grande impronta (o almeno lasciarla lieve) è il miglior gesto per farsi ricordare. Il sogno si alimenta di un presente leggero. Come vedi “scarto” è una parola che si presta a una doppia lettura.
Come in ogni VerdeNero, in Corpi di scarto possiamo leggere la postfazione che ci riporta ai dati reali. A quale realtà ti sei ispirata per scrivere questo romanzo?
Racconti degli amici Vigili del Fuoco. Magazzini dismessi alle porte di Milano che invece nascondevano vere discariche. Rifiuti tossici che sparivano di notte su camion non ben identificati. Oppure inchieste di amici giornalisti, rifiuti sanitari pericolosi e a rischio infettivo bruciati nei forni degli inceneritori. Controlli pilotati nelle discariche. Notizie comparse sui giornali per lo spazio di un giorno e poi nascoste. Ospedali del Triveneto con giardini annessi da cui sbucavano cannule e materiale sanitario da smaltimento speciale. Infine racconti di rifiuti tossici pericolosi buttati con noncuranza nei cassonetti. Cose piccole, fatte da uomini piccoli, che però provocano rischi altissimi per tutti. E come dice uno dei personaggi “se il dolo è la Cosa, la colpa è di tutti”.
Il blog di Elisabetta Bucciarelli.
Il link per ordinare il libro su ibs.
La scheda sul blog di Verdenero.
Il commento al libro, il perchè di questa storia, dell'autrice.
Technorati: Elisabetta Bucciarelli
Lampedusa show
Dunque. Non solo il Sindaco di Lampedusa ha intimato ai propri cittadini di non rompere le scatole, "ma che è? togliete 'ste minchia (di cartelloni), che se no il Presidente non parla", dichiarazione che dovrebbe dirci molto, se non tutto, sulla spontaneità dell'evento. Non solo i pochi oppositori presenti, visto il clima che si stava creando - cartelloni strappati dalle mani, insulti, tensione - hanno preferito prendere, ed andarsene.
Questo, assieme a tutto il resto (il black out informativo per le elezioni, le nomine in rai) dovrebbe farci capire in che paese viviamo.
La guerra tra poveri
A Lampedusa lo show per il popolino dell'isola (che pare aver gradito, immemori delle promesse fatte per Napoli, per l'Aquila), e la stessa notte affonda un barcone.
Non avendo saputo prevedere prima, ne gestire ora l'ondata di immigrati, oggi l'esecutivo sposta il problema sulle regioni che, temendo un contraccolpo elettorale, fanno a gara a dire no (la Polverini ha pure tirato in ballo persino la festa per papa Giovanni Paolo II ...).
L'aveva pure detto Bossi che la crisi e la rivolta in nordafrica avrebbe aiutato politicamente il governo.
Perchè ora, di fronte alla massa di gente dalla Tunisia e dalla Libia, di fronte alle promesse di aiuti (i 1500 euro), le persone reagiscono pensando al proprio particulare.
Non abbiamo lavoro noi, perchè dobbiamo aiutare loro?
Suona molto leghista.
Peccato che per uscire da questa sindrome da "tacchini di Renzo", serva capire che se in Italia non c'è lavoro, c'è crisi, non ci sono soldi, non è colpa dei soli immigrati.
Un pò di notizie:
Il tesoriere di IR? Condannato a 4 anni per truffa
Al Tg2 Susanna Petruni, la “minzolina” fedele al premier : la Rai è in crisi, eppure si trova il tempo per assumere un esterno come Giuseppe Ferraro da Sky.
Le bufale sulla giustizia
Poi il TG3 fa due conti e scopre che in reatà, per il processo Mediatrade, la procura ha speso 2 milioni di euro (nessuna intercettazione), per recuperare circa 127 milioni di dollari.
Dice il PDL che la responsabilità civile dei magistrati ce lo chiede l'Europa, e che anche gli italiani lo hanno chiesto votando ad un referendum.
Peccato che la corte di giustizia europea si sia espressa in modo diverso (lo ha scritto lunedì De Cataldo su Repubblica): la legge italiana non è in contrasto con le norme europee (l'ha riportato anche il nostro stesso governo in una nota il 20 novembre 2011).
Peccato che, a parlare di referendum, gli italiani si erano espressi anche contro il nucleare e contro il finanziamento ai partiti ..
Quante bufale.