08 settembre 2009

Frammenti di patria - 8 settembre V Day

8 settembre 2007: nel giorno in cui il re Savoia scappò dai tedeschi (8 settembre 1943) lasciando un esercito e un paese allo sbando, Beppe Grillo organizza il V Day nelle piazze di Italia .
Si invitano gli italiani a firmare per una legge, per un Parlamento Pulito da pregiudicati, indagati, prescritti e indultati.
Ai politici di cui sopra, che godono comunque della solidarietà di casta di tutto il Parlamento, non fa piacere sentirsi mandare letteralmente a Vaffa .., da una piazza che vede in loro i responsabili dei problemi del paese.
Costi della politica in aumento, bonus, spese pagate, seggi passati da padre in figlio, mettersi al di sopra delle parti, portare avanti conflitti di interesse. E non rispondere mai delle azioni (o inazioni fatte).

Pochi nei partiti del governo di Centrosinistra, intuiscono cosa stava succedendo.Ovviamente, nessuno della calizione (sfilacciata allora) di centrodestra, sposa la causa di Grillo.Tutti i politici iniziano ad attaccare le parole del comico: qualunquista, pericoloso, vuole creare un vuoto nella politica, antipolitica ...

Nessuno, nemmeno nei giornali che oggi portano avanti questa campagna contro l'attuale premier come Repubblica, spende una parola di sostegno per la causa del Parlamento Pulito. Scalfari dice che Grillo gli fa paura.
Per non dire della televisione pubblica o privata che (salvo rare eccezioni) censura l'evento.

E' un segnale del crollo del centrosinistra, incapace di legger i segnali della piazza, della gente stufa di sentir parlare le solite persone coinvolte dagli scandali dell'estate del 2006 (Calciopoli, le scalate bancarie del 2005), che si sentono come padreterni al di sopra della legge.
Il centrodestra approfitterà del crollo di fiducia (e anche della nascita del PD con vocazione maggioritaria, e anche dell'inchiesta che mette sotto scacco l'Udeur) nel governo per rientrare alla grande al governo.

Gli inquisiti, i corrotti, gli indagati sono ancora là. Intoccabili.
Io ero là, in piazza. E anche io ho gridato.

07 settembre 2009

Serata criminale


Serata in salsa noir.

Prima Coliandro ("Gargiulo" il secondo episodio), poi su Italia 1, in seconda serata "Romanzo Criminale", la serie andata in onda su Sky.
Domanda: perchè Romanzo Criminale in seconda serata, mentre i bisturi sul corpo della Brigitte Nielsen ci hanno rallegrato la prima serata?

La barzelletta

Scopri la barzelletta.
- "La maggioranza degli italiani vuole essere come me
- "Manca libertà di stampa? E' solo una barzelletta cattocomunista
- "Il governo ha rispettato gli impegni presi in campagna elettorale"
- "Stiamo riducendo la spesa pubblica e gli sprechi"
Considerando che nel passato aveva invitato Anselmi (La Stampa) e Mieli (Corriere) ad andarsene ed è stato accontentato; considerando che le nomine del TG le ha fatte in casa; che confonde la maggioranza degli italiani con la maggioranza dei telespettatori; che in questo momento di crisi, mi chiedo quale degli impegni sia stato rispettato; che Alitalia l'abbiamo pagata noi (vedi Report); che la spesa corrente è aumentata senza che si capisca dove son finiti i soldi .. ecco mi viene da dire che è tutta una barzelletta.

Presa diretta - Respinti

Mi chiedo cosa avranno pensato delle immagini andate in onda durante la trasmissione di Iacona, Presa Diretta, i tanti buoni cattolici italiani. Quelli che la vita deve essere sempre difesa. Quelli che prima di tutto la famiglia, i valori cattolici.
Ma non sta scritto nel Vangelo "Ogni volta che lo hai fatto ad uno di questi ultimi l’hai fatto a me"? Mc 28,20

Dopo questa inchiesta, non si potra più dire che non si sapeva nulla.Delle prigioni libiche, delle sevizie ai prigionieri (spesso persone che scappano dalla guerra comei somali e gli eritrei, che avrebbero diritto all'asilo politico); delle mazzette prese dai poliziotti corrotti di Gheddafi per far uscire di prigione le persone.
Dei camion italiani usati per i respingimenti: carri bestiame dove le persone vengono stipate come fossero merci avariate.

Iacona ha intervistato Enrico Dagnino, primo fotoreporter ad aver scattato foto di un respingimento italiano (a proposito, come mai non esistono filmati italiani in materia?).
Raccontava il giornalista della disperazione degli immigrati, fatti scendere a forza dalla Bovienso che li aveva raccolti in mare a colpi di remi dagli agenti libici nel porto di Tripoli.

"E' una porcheria" era il commento dei marinai italiani, impotenti di fronte alle scene.E le telefonate da Roma, dalla politica, in cui si chiedeva do non testimoniare, di non vedere.
Eppure la convenzione UE di Strasburgo vieta i respingimenti collettivi: le persone non possono essere considerate come pacchi, ognuna a diritto a presentare la sua domanda.
Ma la Libia, con cui noi abbiamo stretto un accordo economico e politico, non ha ratificato nemmeno la convenzione di Ginevra del 51.

Da Parigi a Roma, a Asinitas, a racogliere le testimonianze dei somali, degli africani che hanno affrontato i giorni della traversata nel mare, le prigioni libiche, pur di arrivare in Italia.
Come Dag, che ha raccontato del carcere di Kufra.
"Ma che ci racconta Gheddafi, tutte stupidaggini?"
Tutte stupidaggini: la verità ha il sapore delle violenze, delle botte sulle natiche, sulle palme dei piedi, degli stupri alle donne. Degli intermediari libici che tengono in piedi la macchina degli sbarchi coi barconi.
"Meglio la morte in mare che tornare in Libia", questo dicevano i tanti sopravvissuti.E quale debba essere il clima nelle carceri libiche lo dovremmo capire anche dalle affermazioni di Gheddafi (ritenuto responsabile di 343 omicidi politici) sul concetto di diritto all'asilo.
"l’asilo politico? Una menzogna diffusa. Chiedono asilo politico? GLi africani non ne hanno bisogno, è gente che vive nella foresta o nel deserto. E poi ancora: Se dovessimo ascoltare Amnesty International tutti potrebbero muoversi e vi trovereste tutta l’Africa in Europa. .. quante persone avrebbero diritto all'asilo ? Milioni? Ridicolo".
Frase detta con Berlusconi a fianco, il nostro presidente del Consiglio, che lo denisce leader di grande saggezza.

Che davanti alle telecamere aveva detto tutto il contrario: le persone respinte avrebbero potuto contattate gli enti delle Nazioni Unite in Libia e lì chiedere asilo.

Possibile che il nostro governo non sappia delle torture, delle violenze?

A Modica vive Daniele Dal Grande, che col suo sito Fortezza Europa è diventato il punto di riferimento in tema di immigrazione.

L'Unione Europea (e anche l'Italia) sa cosa succede in Libia: esistono documenti che lo provan. Abbiamo dato noi a Gheddafi i camion container dove stipare le persone. I sacchi da morto.E sapeva tutto anche il governo Prodi, con cui sono iniziate le prime trattative per gli accordi.Prima si discuteva degli accordi tecnici, poi delle clausole umanitarie, mai stipulate.
Lo stesso Amato, ex ministro, spiegava "selezionavo di nascosto le persone nelle carceri ...".
Come a dire che far valere i diritti civili, in Libia, è qualcosa da far di nascosto.

I respingimenti avvengono anche via terra, ovvero nei porti italiani di Ancona e Venezia, dove è la polizia (ma anche altre forze come la Finanza) a doversi occupare degli immigrati in arrivo.
E, come per i disperati sui barconi, anche qui si scopre che sono stati respinti minorenni, persone in fuga dalla guerra (come gli afgani che scappano dai talebani e dal governo Karzai).

Eppure ...Eppure a guardare bene le cifre del fenomeno migratorio si scopre che solo il 5% degli immigrati arriva via mare. La maggior parte arriva con l'aereo con visto turistico. E per questi nessun respingimento.Paradossalmente, l'Italia assume la faccia dura proprio con le persone che più di altre avrebbero bisogno di essere accolte. Stipulando accordi con una dittatura: accordi che non risolveranno sicuramente il problema dell'immigrazione.

Accordi che, assieme alla legge sul reato di clandestinità, hanno contribuito a creare un brutto clima.
In cui i pescatori fan finta di non vedere i barconi. In cui diventa sempre più pericoloso atrtaversare il Mediterraneo. Un clima di indifferenza che fa passare il messaggio per cui questi sono solo vuoti a perdere.
La battaglia contro gli immigrati, sui respingimenti, ha prò contribuito al successo della Lega Nord.Il cui bacino si estende oggi anche nella ex Emilia rossa: come a Reggio Emilia dove è al 15%.Eppure a Reggio non c'è la delinquenza delle grandi città.
A Reggio sono bastati i soliti luoghi comuni sugli stranieri che godono di maggiori diritti delgi italiani, che passano davanti in tutte le graduatorie, che è meglio se non ci fossero, per convincere molte persone.
Ma siamo sicuri che possiamo veramente fare a meno degli stranieri?
Technorati:

06 settembre 2009

Unità


Unità 6 settembre (dritta), originally uploaded by funicelli.

Segnalazioni domenicali

Su Rai 3 in prima serata torna Presa Diretta: l'inchiesta di Riccardo Iacona e dei suoi collaboratori si intotola Respingimenti. Tratterà della politica itaiana sull'immigrazione e degli accordi con la Libia.

Sempre in tema di respingimenti, oggi l'europarlamentare Borghezio sarà ospite del centro sociale neofascista “Cuore nero” per un dibattito dal titolo “Che razza di scuola sarà”.
Dove razza è inteso in senso basso del termine.

05 settembre 2009

54 di Wu Ming

Tre storie che procedono in parallelle, intrecciandosi in modo casuale come i fili di un gomitolo gettato per terra, per poi strecciarsi e allontanarsi.

Un ragazzo, Pierre Capponi il re della filuzzi, che da Bologna parte alla ricerca del padre, in Jugoslavia. Disertore dell'esercito italiano, poi partigiano per i comunisti di Tito.Un attore famoso, Cary Grant, alla ricerca di un nuovo soggetto, per un rientro trionfale nel cinema. Anche per scacciare i brutti ricordi di un passato (Frances Farmer, la madre che era finita in una casa di cura). A cui i servizi segreti di sua maestà britannica si rivolgono per una questione di politica internazionale.

Napoli: il braccio destro di Lucky Luciano (ufficialmente rivenditori di lavatrici, invero trafficante in droga ), Steve Cemento, che cerca il colpo che gli permetta di chiudere con la carriera criminale, lasciare Luciano e ritirarsi in vacanza.
E questo ragazzo che gli si incolla: Salvatore Pagano, in arte Kociss, che riuscirà perfino a fare una parte nel film "Caccia al ladro" di Hitchcock.

Un racconto che spazia per tutto il mondo: da Bologna, a Trieste. Da Dubrovnik all'isola di Sipan (l'intreccio di cui parlava). La Costa Azzurra. Mosca, negli uffici del Kgb. E infine Hollywood, nella residenza di mr. Archibal Leach, in arte Cary Grant.

Siamo nel 1954: il mondo è in pace ma in realtà è in fermento per la guerra fredda tra i blocchi est e ovest. Una guerra di spie, in cui viene coinvolto anche l'attore Cary Grant.

Negli Stati Uniti si è in piena caccia alle streghe contro i comunisti: tra le vittime del senatore Mc Carthy, persino Charlot.

Si è appena conclusa la guerra in Corea, sta per scoppiare quella in Vietnam, per cui gli Stati Uniti cercano di piazzare sul trono dell'Indocina l'imperatore Bao Dai.

Il mondo ha appena saputo delle atomiche negli arsenali degli eserciti.

L'Italia è quella appena uscita dalla guerra: i comunisti del bar Aurora a Bologna commentano i fatti di Trieste (ancora in mano alleata); lo scandalo per la morte di Wilma Montesi; la politica dei forchettoni democristiani. Ma poi passano le giornate con le carte in mano, e si lasciano sedurre da quello strano elettrodomestico chiamato televisore.
L'anticomunismo, ovvero la diffidenza nei confronti del partito comunista italiano, è presente come ovvio anche qui: nei discorsi degli ex partigiani iniziano circolare quei discorsi sulla resistenza tradita, sul tornare ad imbracciare le armi (ancora nelle cantine, al sicuro che non si sa mai).
Al governo c'è il democristiano Scelba, quello della celere a spazzare le strade, ma anche quello del reato di apologia di fascismo.

Nel sud, nella Napoli dove è sbarcato, una volta cacciato dall'america, si aggira un signore anziano con un occhio asimmetrico e una cicatrice in faccia. Salvatore Lucania.
Napoli: la città dal cui porto passano tutti traffici della criminalità. Sotto gli occhi dello Stato e della marina americana.

Se nella prima parte della storia, i tre filoni della storia (Hollywood, Bologna e Napoli) vengono sviluppati, fino all'incontro in terra di Jugoslavia, nella seconda sarà protagonista inconsapevole un televisore Mc Guffin.
Il complicato intreccio, il mescolare storia vera con personaggi inventati, l'azione che si sposta frenetica da un posto all'altro, sono un pregio ma talvolta anche un difetto della storia: ma credo che questo sia una sorta di marchio di fabbrica di Wu Ming.

Ovvero inventarsi intrecci al limite dell'incredibile, paradossali, storie di ampio respiro, in cui il lettore può avvenurarsi su più piani di lettura.

Nel libro viene citato un libro di un autore inglese, ex agente dell'MI6. Si tratta di "Casino Royale" di Ian Fleming.

Il link per ordinare il libro su ibs.
Il sito di Wu Ming foudation.
La storia di Lucky Luciano.
Technorati:

This love - Pantera

Povera Italia

Ha ben da attaccare il presidente del consiglio, a tutti i giornalisti che lo seguono.
"Abbeveratevi alla disinformazione di cui siete protagonisti. Povera Italia con un sistema informativo come questo".
Perchè oggi è un pò tardi per lamentarsi.
Se tutta la categoria del mondo dell'informazione, stampa e televisione, avesse tenuto un comportamento ineccepibile, con la schiena dritta, forse avrebbe dato al premier meno alibi per attaccarla.
Perchè se il premier è un problema per la libertà di informazione, non lo è da oggi nè tantomeno da ieri. Se c'è questo problema in Italia, anche parte del mondo dell'informazione (che oggi cavalca la famose 10 domande), nè è colpevole.
Chi si ricorda più della Lega (che ieri con Bossi e Calderoli è stata ricevuta da Bagnasco) che attaccava i vescovi negli anni 90, posti ribaltone?
Chi si ricorda più del Bossi che dava del mafioso a Berlusconi?
Chi si ricorda più delle origini dell'impero Fininvest, quei milioni provenienti dalla Svizzera (altro che Noemi), di cui poco si sa.
Dovrebbe essere compito della stampa ricordare certi episodi, certe dichiarazioni.
Sembra di essere tornati ai giorni convulsi di Mani Pulite, con l'improvviso risveglio di certa stampa. E anche con l'improvviso risveglio di una certa opposizione.
La stessa opposizione che fino a ieri diceva che non si doveva demonizzare il cavaliere. Che si faceva il suo gioco. Che il conflitto di interessi non interessa agli italiani ...
Quante sciocchezze.
Che credibilità possono avere questi politici?
Parliamo di cose serie.
Tra l'isteria per l'influenza suina (H1N1), la fine dell'estate, caso Boffo e altro, volevo segnalare che riprende la stagione dei processi.
Ne parla Left:
Italia alla sbarra
Ripartono i processi su politica, affari e mafia. Pezzi delle istituzioni a giudizio. La stagione debutta con Dell’Utri. Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Caltanissetta, l’attacco al “sistema” della Seconda repubblica. E rimane alto l’allarme sul metodo mafioso, spiega Scarpinato, che è invenzione delle classi dirigenti.

04 settembre 2009

L'allarme suino

A/H1N1, dopo il primo morto è psicosi Napoli, i vicini:"Vogliamo disinfestazione" (TGCom)
Influenza A: primo morto a NapoliUn altro caso, scatta la psicosi in città (Il corriere)
Influenza A, è morto il paziente di Napoli: "Virus causa indiretta" (Il giornale)
Siamo alla psicosi.
Non per le 600 morti bianche, per i morti sulle strade, per i morti da polveri sottili e amianto.
Forse anche perchè, come per l'aviaria, la psicosi da pandemia è un bel business (con la vaccnazione obbligatoria), come scrive la Amurri. Un business da miliardi:
se rendere obbligatorio il vaccino contro il virus dell’ A/H1N1 (conosciuto erroneamente come influenza suina) oltre che per le fasce, cosi dette a rischio, anche a soggetti tra i 2 e i 27 anni per un totale di 15,4 milioni di persone, considerando che il vaccino prevede due dosi significa che verranno acquistate 48 mln di dosi di vaccino pandemico, stiamo parlando di un giro d’affari che si aggira sui 10 miliardi di dollari e 600 milioni di dosi prenotate per tutto il mondo

Un Ghedini o un Ghedoni ....

Quando l'imitato supera perfino l'imitatore.
"Non so cosa farà la Consulta ma in qualche modo troveremo la soluzione. Avendo un consenso forte supereremo un eventuale vizio negativo. Troveremo un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, che troverà un cavillo".

Gasparri, dalla Summer School of Frascati.
Come a dire, ma che c'è frega de la consulta ???

L'amianto a Cremona

L'amianto uccide, come ha raccontato Lucarelli nella puntata di Blu Notte "Le morti silenziose".
E le discariche uccidono e distruggono il territorio.

Come a Cremona, dove
il sindaco di Cappella Cantone ha accettato la discarica regionale.
Nella regione dove governa un partito che si dice radicato sul territorio, che spinge per il federalismo, le ragioni dei cittadini (quando si oppongono alle discariche) non vengono ascoltate.
Dopo le dichiarazioni rilasciate al TG3 viene da chiedersise il presidente della provincia conosca adeguatamente ilprogetto di realizzazione della discarica di Cappella Cantone. Infatti cerca di far passare come “ conquista” il fatto che la discarica, secondo lui, sarà di 300.000 mcanziché di 600.000 mc, ignorando o fingendo di ignorare cheil progetto prevede in realtà una discarica di 260.000 mc.Che cosa c’è dietro queste manipolazioni e falsità checreano solo confusione?
Si vuole, forse, far digerire aicittadini il fatto che la discarica non sarebbe pericolosa eandrebbe quindi realizzata in fretta e furia, ottenendo comecontropartita le così dette “compensazioni”? Perchénessuno vuole prendere in considerazione la possibilità diutilizzare forme alternative di smaltimento giàsperimentate scientificamente? Forse perché richiederebberopiù tempo e nel frattempo l’Expo di Milano preme e sivuole smaltire tutto l’amianto rimosso a Milano e dintorninelle discariche di Cremona, facendola diventare lapattumiera della Lombardia?

La grande abbuffata

Guardavo ieri sera le immagini di Blob, a Venezia.
Una carrellata in cui si alternavano le immagini delle grandi abbuffate ai buffet a Venezia, per la mostra.
Con le immagini delle manganellate ai precari del cinema, sempre a Venezia.
Con le immagini dei precari della scuola, che protestavano perchè lasciati a casa (mentre si continua a finanziare la scuola privata).

I vari Rossella, Piersilvio, Marzullo, Ripa di Meana, Palombelli .. i tanti giornalisti, politici in cerca delle telecamere.

La politica che entra nelle camere degli italiani

Si è detto che l'ex direttore Dino Boffo è vittima della campagna giornalistica, del partito politico che fa capo a Repubblica.Campagna che è voluta entrare nella camera da letto del presidente del consiglio.
Mi chedo, ma allora, nel caso Englaro, la stessa classe politica, dive si è fermata?

03 settembre 2009

Respingimenti


Non pensiamo che la corsa non ci riguardi.
Il rispetto dei diritti umani, il diritto all'asilo, ci riguarda eccome.
Anche se questo avviene in Libia, lontano da occhi indiscreti, non possiamo far finta di niente.

Stop al killeraggio

Il presidente della Camera cerca di mettere un freno alla china che sta prendendo la questione cavaliere stampa.
La solita storia dello sbirro buono e sbirro cattivo? Oppure veramente vuole prendere le distanze?
Forse vuole salvare almeno l'immagine del centrodestra, o per creare una alternativa al cavaliere.
Ma, soprattutto, chi salverà l'Italia?

Il generale Dalla Chiesa e il conto con la mafia

Il 3 settembre la mafia chiuse il suo conto col generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
O forse fece un favore a qualcun altro, che era interessato a che il generale fosse tolto di mezzo.

In ogni modo, il 3 settembre in via Carini fu ucciso, assieme a sua moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo.

Portandosi dietro le sue memorie, i suoi ricordi: la mafia, è vero. Ma anche la lotta alle Br, il caso Moro, il memoriale ..

La commemorazione al teatro Biondo del generale Dalla Chiesa e l'articolo in ricordo su Antimafia2000.
La candidatura di Lumia in regione, e gli sossoni agli equilibri della politica.

Con gli operai della Esab

Si parla di emulazione, dopo la protesta riuscita degli operai della Innse.
E si dice anche che bisogna evitare questi episodi di protesta ecclatanti: come i sei operai della Esab di Mesaro, saliti sul tetto della loro ditta.
Rimarranno lì finchè non avranno garanzie sul proprio lavoro.
La casa madre, una multinazionale inglese, si dice che voglia approfittare della crisi e spostare all'estero la produzione.
Si dice anche che sulla zona sia in atto una speculazione edilizia ...
Io so solo che, tolto il lavoro, specie in questi anni, ti viene tolto tutto. Dignità, diritti, speranze.
E che allora, se la protesta mediatica è l'unica strada (perchè le istituzioni non sono presenti, o non fanno poco per il tuo futuro), non si può imputare nulla a queste persone.
Non è forse la difesa della vita, della famiglia, uno dei punti cardini di questa maggioranza?
Perchè le banche decidono di salvare Zunino (con un prestito convertendo) e tutti stanno a guardare, e si fa poco o nulla per queste piccole aziende?

02 settembre 2009

Frammenti di patria – I sommersi e i salvati

Altro spunto preso dalla lettura di “Patria 1978-2008”.
Nel 1987 moriva Primo Levi: aveva scritto l'anno prima il saggio “I sommersi e i salvati”, in cui partiva dalla sua esperienza nei campi di concentramento nazisti, per allargare poi il discorso a tutte le forme di oppressione, della storia recente.
Nelle ultime pagine parla dei suoi carnefici, delle SS. Non bestie, ma frutto di una generazione educata dal verbo nazista.

Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso e tanto più insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, di che stoffa erano fatti, i nostri «aguzzini». Il termine allude ai nostri ex custodi, alle SS, e a mio parere è improprio: fa pensare a individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio d’origine.

Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male. Erano, in massima parte, gregari e funzionari rozzi e diligenti: alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti, o paurosi di punizioni, o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti.

Tutti avevano subito la terrificante diseducazione fornita ed imposta dalla scuola quale era stata voluta da Hitler e dai suoi collaboratori, e completata poi dal Drill delle SS. A questa milizia parecchi avevano aderito per il prestigio che conferiva, per la sua onnipotenza, o anche solo per sfuggire a difficoltà famigliari.

Alcuni, pochissimi per verità, ebbero ripensamenti, chiesero il trasferimento al fronte, diedero cauti aiuti ai prigionieri, o scelsero il suicidio. Sia ben chiaro che responsabili, in grado maggiore o minore, erano tutti, ma dev’essere altrettanto chiaro che dietro la loro responsabilità sta quella della grande maggioranza dei tedeschi, che hanno accettato all’inizio, per pigrizia mentale, per calcolo miope, per stupidità, per orgoglio nazionale, le « belle parole » del caporale Hitler, lo hanno seguito finché la fortuna e la mancanza di scrupoli lo hanno favorito, sono stati travolti dalla sua rovina, funestati da lutti, miseria e rimorsi, e riabilitati pochi anni dopo per uno spregiudicato gioco politico.
[I sommersi e i salvati pagina 153]
Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati:

Niente bikini, siamo americani

Tiffany Shepperd, per alcune foto in bikini, è stata licenziata: non può fare la professoressa a Miami.
In Italia, questa ex showgirl, ragazza di calendario, invece è diventata perfino ministra.
Cosa significa: che noi in Italia siamo più emancipati degli americani?

Escalation

Non so se ve ne siete accorti, ma stiamo assistendo ad una escalation di quanto dicevo ieri.
Sulla deriva isolazionista italiana.

Anche oggi attacchi e minacce alla UE: "Stop ai portavoce o bloccheremo lavori" .
Alla stampa. A Repubblica: il premier avrebbe risposto se le domande le avesse poste "un giornale che non fosse un super partito politico di un editore svizzero con un direttore dichiaratamente evasore fiscale".
Nuovi attacchi ai gay, a Roma.

E, nonostante i tanti proclami, le cose non vanno bene.
Conti pubblici in rosso.
Disoccupazione record (mai così da 99).
I precari della scuola protestano per i tagli.
Proteste anche nella PPAA.
Possiamo anche parlare delle tante emergenze capitate, sfruttate per fini politici, e poi dimenticate. Le case in Abruzzo.
L'incidente alla stazione di Viareggio.

Fino a quando si impapocchieranno le persone con i reality, il calcio, i processi in TV (Garlasco, Cogne, caso Meredith)?

01 settembre 2009

Frammenti di patria - il video della condanna a Roberto Peci

Patria 1978-2008: anno 1981, le Brigate Rosse rapiscono Roberto Peci e ne riprendono in video il processo e la sentenza di motre.
Roberto Peci è colpevole di essere fratello del primo pentito delle Brigate Rosse, Patrizio Peci.
Le BR applicarono qui il metodo mafioso della vendetta trasversale .

La sentenza di condanna a morte fu ripresa da una telecamera e divulgata: le BR anticiparono di 20 anni Al Qaeda.

Non riesco a togliermi dalla mente gli ultimi secondi del video
: lo sguardo di terrore del condannato .. le parole senza emozioni senza inflessioni (che ricordano l'ultima telefonata alla famiglia Moro), con le parole di Bandiera Rossa in sottofondo.
Tutta la mostruosità delle Brigate Rosse e del loro pensiero si concentra in queste immagini.

La versione di Boffo

Sul Fatto Quotidiano, un'analisi un pò più approfondita sulla vicenda Feltri - Avvenire e sulla versione di Boffo data al Corriere.
Partiamo da Boffo e l'Avvenire:
Prima di dare a Feltri ciò che è di Feltri, bisognerà pur dire qualcosa anche su Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Cioè del quotidiano che non ha mai detto una parola contro le leggi vergogna, le corruzioni, i rapporti con la mafia, gli attacchi alla magistratura e alla Costituzione, i conflitti d’interessi del presidente del Consiglio, e s’è svegliato appena appena dal letargo soltanto quando s’è scoperto che il premier aveva una vita sessuale piuttosto intensa e poco compatibili con un partecipante al Family Day, sedicente difensore della famiglia tradizionale di Santa Romana Chiesa. Come se andare a puttane fosse più grave che trescare con stallieri e mazzette.
Passiamo a D'Avanzo, che un anno fa bacchettò Travaglio (e la notizia ebbe una certa eco), parlando di un fatto in parte smentito.
Qual'è la critica da fare all'articolo di Feltri? L'utilizzo di lettere anonime, di informative di dubbia provenienza per "aamorbidire" gli avversari. Cosa che nulla a che vedere con l'informazione.

Berluscautarchia

Il governo italico contro tutti.
Contro i media stranieri Francesi e inglesi, sulla libertà di stampa.
Isolati dagli altri leader europei sugli attestati di stima a Gheddafi: siamo l'unico paese pro Israele e pro Gheddafi. Pro Putin, e pro Obama.
Che a Gheddafi le frecce tricolori non piacciono nemmeno (anche se me, il niet del colonnello sembra solo una provocazione).
A quando la battaglia del grano? A quando il discorso a reti unificate sull'autarchia?

PS: sempre in tema di informazione, sembra che stia per esplodere un caso Travaglio per Annozero, a Rai 2.
Sarà un autunno caldo, e l'informazione deve essere coesa e compatta come un sol uomo. Lui.
PS2: l'inchiesta su Espresso (riportato da antimafia2000) del traffico d'armi e tangenti con la Libia "Doppio gioco"

31 agosto 2009

Cose che succedono all'estero

In Giappone il Partito Democratico riesce per la prima volta a vincere, sfruttando la crisi e la capacità di promuoversi come cambiamento.

In Germania, nei Land, la sinistra ottiene dei buoni risultati.

E in Italia? Chi lo sa. Se il nuovo è
rappresentato da Bassolino a Napoli (che risponde a Franceschini pure le pulci hanno la tosse ..), c'è poco da sperare.

Presi come sono dall'inseguire i modelli altrui (la destra di Fini, la lega al nord, l'UDC al centro), troveranno mai in modello di sinistra vero?

Frammenti di patria – Fellini e il fascismo dentro di noi

Altro spunto da Patria di Enrico Deaglio: Amarcord di Federico Fellini. Uno dei film preferiti di Deaglio (assieme a Il sorpasso di Risi).

A commento del film, nell'intervista, il regista parlò dei suoi ricordi di quegli anni, della sua adolescenza legata al fascismo.

"Il fascismo è dentro di noi", spiega e nel film ha voluto raccontarli entrambi:
" Io continuo a pensare che fascismo e adolescenza continuino a essere stagioni permanenti delle nostre vite, rimanere bambini per l'eternità, lasciando la responsabilità agli altri, vivendo la confortevole sensazione che c'è qualcuno che pensa a te e, nello stesso tempo, usufruendo di una libertà limitata, ma che ti permette di perdere tempo, e di coltivare sogni assurdi"
Quattro anni dopo quei ragazzi del film avrebbero considerato normali le leggi razziali.

Guardate lo spezzone: il culto della giovinezza, assieme ai ricordi dei fasti che furono. Nel film la scena è caricaturale. Ma guardando tanti politici di oggi, presi dalla frenesia del fare, dell'apparire, come torna attuale.

Technorati:

30 agosto 2009

La vicenda de l'Avvenire - il bastone e carota

Come leggere la vicenda dell'articolo de Il giornale in cui Feltri tira fuori una storia di presunte molestie che riguarda il direttore di Avvenire?
L'articolo va giù pesante, tirando fuori documenti e atti giudiziari (pubblici?).
Perfino il premier si è dissociato.

Il messaggio tra le righe, sembra essere "visto quello che succede a battere il tasto della moralità e del gossip".

Come se le vicende raccontate da
Repubblica e commentate da Avvenire e Famiglia Cristiana fossero relegabili solo a gossip estivo.
Il bastone e la carota ...

Due cose mi hanno colpito.
Leggere nell'informativa "noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni". Ancora oggi esiste un schedatura per gli omossessuali (noto omosessuale già attenzionato ...).

Perchè non schedare allora i noti frequentatori di minorenni? I noti frequentatori di mafiosi? I noti frequentatori di corrutori di giudici?

La brutta vicenda è stata oggi smentita dal direttore de l'Avvenire stesso, in questo articolo del
Corriere.

Frammenti di patria - Ginger e fred

Uno spunto, dalla lettura di Patria 1978-2008 di E. Deaglio.
Il film di Federico Fellini "Ginger e Fred", con protagonisti una coppia di anziani ballerini invitati ad una trasmissione televisiva privata, per una operazione nostalgia, parla proprio del nostro premier.
Celato dietro la figura del cavaliere
Cavalier Fulvio Lombardoni.
Una satira feroce contro la pubblicità televisiva, contro la televisione di massa che tende ad un livellamento al basso della cultura, contro la televisione dei telequiz, la televisione del falso spacciato come vero. La televisione del consumismo, attraversata da un mare di volgarità, come gli altri ospiti della trasmissione.

Ad un certo punto Fred (Marcello Mastroianni), non ne può più della farsa, della finzione messa in onda dietro le quinte:

Feed: " Sai cosa ti dico? Adesso esco la fuori e glielo dico, vado sul palco e glielo dico in faccia a sessanta milioni di italiani"
Ginger: Ma cosa dici?
Fred: "PECORONI! PECORONI! PECORONI!"

Il link per ordinare il DVD su ibs.
Technorati:

Segnalazioni televisive

Presa diretta: riparte domenica 6 settembre l'approfondimento a cura di Riccardo Iacona sulle notizie di attualità. Che fine han fatto i terremotati dell'Abruzzo? I lavori di ricostruzione?Quale è la situazione reale sui respingimenti? Gli accordi con la Libia funzionano?
Come si fa a far sicurezza con i tagli alle forze di polizia?

Si consiglia la visione di questo programma (ma anche di Report) lontano dall'assunzione dei telegiornali.

Il poliziottesco.
Martedì riprende la serie (la terza) de l'ispettor Coliandro, su Rai 2. Sperando che sia più simile alla prima che non alla seconda. Un consiglio: Coliandro non è né CSI, né come le altre fiction televisive (americane o le imitazioni italiane). È politicamente scorretto, punta molto sull'ironia, richiamando in chiave ironica i poliziotteschi dei '70 e il grande mito, ovvero l'ispettore Callaghan.

La nuova Squadra, riprende invece mercoledì su Rai 3. L'ultima serie, andata in onda nel 2008, aveva cambiato pelle: più azione, più in stile reality. E non mi era piaciuta.

Grande Fratello.
Channell Four ha deciso che la trasmissione della Endemol “Big Brother” ha fatto il suo tempo. È ora di passare ad altro.
In Italia invece, Grande Fratello raddoppia: da 3 a sei mesi; si dice anche con tre terremotati de l'Aquila (ecco cosa intendeva il premier quando parlava di ospitare i terremotati nelle sue ville).

28 agosto 2009

La televisione ai tempi di Videla

Mia cugina è cresciuta in Argentina, all'epoca del generale Jorge Videla.
Un giorno, parlando con me e mia sorella, ci raccontò come la televisione Argertina a quei tempi fosse piena di programmi di intrattenimento.
In uno di questi veniva spiegato alle giovani ragazze argentine, con dovizia di particolari, come usare lo smalto sulle unghie, per un risultato perfetto.

Videocracy - il film che critica il governo

La Rai non trasmette il trailer di videocracy perchè "il film critica il governo".
C'è ancora qualcuno che osa dire che non siamo in un regime, che si appoggia in tutto e per tutto sull'informazione (manipolata, sopita, censurata)?

Anche alla luce delle domande di Repubblica, senza risposta, per cui il premier ha chiesto 1 milione di euro per risarcimento danni.
E l'immagine dell'Italia?
E gli articoli di Libero, una volta contro Prodi, poi contro Fassino, poi Franceschini?

Sempre a proposito di giornali.
Sul Giornale, il ministro Bossi lancia l'allarme "Silvio minacciato dalla mafia".
E sull'Espresso leggo della notizia dei ministri che hanno rapporti col comune di Fondi, di cui il prefetto ha chiesto lo scioglimento (bocciato dal Cdm), per infiltrazione mafiosa.
Cos'è? Amore e odio?


L'autunno caldo

A Milano, la protesta mediatica della Insse, fa scuola per i lavoratori della C.i.m. a Roma.
E ai lavoratori della Ercole Marelli a Sesto.
Si annuncia un autunno caldo.
Nonostante una televisione che fa di tutto per stempeare, annacquare le notizie.
State tranquilli, italiani va tutto bene.
Con l'inizio del campionato di calcio, ai telespettatori verrà somministrata la quotidiana dose di panem e circenses, ovvero calcio e f... (quella cosa che tira più di un carro di buoi).
Chiaro che, giorno dopo giorno, ti abitui e ti sembra normale il mondo delle veline, dei calciatori, delle feste in spiaggia, dei vip in vacanza.
Cosa stiamo insegnando ai ragazzi, che con la televisione crescono e con la televisione si fanno la propria coscienza?

27 agosto 2009

Le solite parole di scusa

Il signor Svastichella, colui che avrebbe picchiato i due ragazzi a Roma perchè gay, si difende.
Sono loro che mi hanno provocato.
Io ho molti amici gay (oppure ebrei, oppure immigrati, oppure di colore ... non cambierebbe nulla).
Non ho niente contro i gay (oppure ebrei, oppure immigrati, oppure di colore ... ).
Le solite parole. Già sentite dopo casi di stupro, di violenza su immigrati ....

Invito alla tortura su Facebook

Per fortuna non è ancora passato il giro di vite su internet, per blog e siti che istigano alla violenza (o alla pedofilia).

Altrimenti il gruppo su Facebook della Lega Nord Mirano sarebbe già chiuso. E i membri denunciati (come i ragazzini che su FB insultavano la loro professoressa, ricordate?).

Oppure il disegno di legge sulla Sicurezza, che conteneva questo articolo, è passato ma conteneva una deroga per gli immigrati.


Mentre negli Stati Uniti è iniziata una nuova politica contro la tortura, qui assistiamo quasi quotidianamente ad atti di teppismo contro gay, si minimizza sui migranti morti in mare. Si parla di torura come fosse un gioco.

Stavano tutti bene - parola di Libero

Clandestini, nuovi sbarchi. C'è una vittima
Malta: "Gli eritrei in mare stavano bene" [
Libero]

Magari gli eritrei erano solo in gita.
Leggetevi anche la rassicurazione fatta da R. Farina sul Giornale (rispondendo alle critiche sulla visita a Gheddafi):
Sia chiaro. A noi non piace affatto il regime di Gheddafi. Se Berlusconi va il 30 agosto, accompagnato dai nostri caccia, a Tripoli per l’anniversario del trionfo del Supremo Donatore di Cammelli, lo fa perché gli tocca. Ma fa bene. Fa benissimo. Non va a omaggiare il Capo, ma quel popolo, che volenti o nolenti ha per leader il Colonnello, che è certo un dittatore, ma bisogna decidersi: si deve avere una politica che accompagni i popoli alla democrazia, tendendo la mano, o si deve dar guerra simbolica e magari poi con il piombo fuso a tutti coloro che non rispettano i canoni della democrazia occidentale e i diritti umani alla nostra maniera?

Frammenti di patria - Il padrino parte III

Il terzo capitolo della saga del Padrino racconta degli ultimi anni di Don Michael Corleone, che vorrebbe uscire dal giro di mafia ed entrare in affari puliti.
Come la Internazionale Immobiliare, società controllata dalla Banca Vaticana.

Banca che non naviga in buone acque e che viene salvata da un generoso assegno di Michael Corleone, che ambisce ad entrare nel Cda dell'immobiliare.


Non è il migliore film della trilogia: ma i 30 minuti finali meritano tutta l'attenzione.

Mentre Don Corleone assiste alla Cavalleria Rusticana a Palermo, i suoi sicari regolano i conti con tutti i personaggi che si sono opposti al suo disegno.
Come l'Arcivescovo Gilday e il banchiere svizzero Frederick Keinszig, suicidato sotto un ponte.
Inquietetante i legami con la storia della nostra patria: La Banca Vaticana che ricorda lo Ior.

Il banchiere Keinszig che ricorda Roberto Calvi ucciso e impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra.
Papa Luciani che, secondo alcunie fonti, avrebbe voluto fare pulizia della finanza vaticana dell'epoca Marcinkus (l'arcivescovo Gilday), viene infine avvelenato dalla mafia.

A Roma viene ucciso anche Don Lucchesi, un uomo politico che fa da tramite per la mafia a Roma. Ucciso conficcandogli nella giugulare gli occhiali mentre l'assassino gli sussurra "il potere logora chi non ce l'ha".

Frase attribuita all'onorevole Andreotti.
Che sarà incriminato per mafia molto più tardi (il film è del 1990).

Mafia, Vaticano e i legami con la politica.
Fantapolitica. O forse è solo la storia della nostra patria.

Il nuovo capo della Mobile a Milano

Si chiama Alessandro Giuliano, il nuovo capo della Mobile a Milano.
Figlio di quel Boris Giuliano, capo della squadra mobile a Palermo nel 1979.
Uno dei primi ad capire che bisognava seguire la pista dei soldi, per dar la caccia alla mafia.

Buon lavoro, anche a Milano.

26 agosto 2009

La coezenza innanzitutto

Della Lega apprezzo la coerenza.
Tanto filo vaticana quando si tratta di attaccare gay, turchi (fuori dall'Europa) e l'Islam (mai moschee qui).
Come per la Libia: tanto clamore per le ditttature comuniste, e poi noi proprio col colonnello dobbiamo flirtare.

Vedi di non morire di Josh Bazell

Immaginatevi Joe Lansdale che ascrive un noir ambientato in un ospedale (una sorta di E.R. politicamente scorretto). Magari con l'aiuto di Michael Moore per svelare le parti del sistema sanitario americano che non funzionano.
E con l'aiuto di Don Winslow, per le parti che riguardano storie di mafia.

Ecco: questo è il mix dietro "Vedi di non morire", opera prima del medico Josh Bazell.Il racconto in prima persona di Peter Brown, un ex killer della mafia (famiglia Locano) che dopo essere entrato nel programma di protezione governativo, diventa un medico del Manhattan Catholic, un giorno si trova davanti ad un ex conoscenza del giro mafioso.

Un certo Squillante, cui deve assolutamente salvar la vita, se vuole salvarsi la sua nuova vita di medico.

Così, alternando le pagine dell'intervento (il presnte), Peter (chiamato Orso), ripercorre le tappe della sua vita (il passato): la morte dei nonni ebrei, che erano riusciti a sfuggire alla guerra ma non a dei sicari mafiosi.
L'amicizia con Skinflick, figlio di David Locano, avvocato e membro della famiglia mafiosa Locano.
L'affiliazione alla mafia e i primi delitti.
L'arresto, la galera e il processo.

Ci sono parti del libro che potevano essere snellite: su alcuni episodi l'autore si sofferma maggiormente (come la visita ad Aushwitz) rispetto ad altri, appesantendo il ritmo.

Nel complesso una buona lettura, da cui molto probabilmente verrà tratto un film.Nella copertina si parla di Leonardo di Caprio, sebbene io, al posto del dottor Brown, vedrei bene un Bruce Willis.

Il sito dedicato al libro
http://www.beatthereaper.com/
Il link per ordinare il libro su ibs.

Technorati:

Frammenti di patria - Il mostro di Firenze

Della storia del Mostro di Firenze, il libro di Deaglio "Patria" non se ne parla.
Eppure, oltre ad essere un casi giudiziario unico per la storia Italiana (quei 16 morti, in modo così brutale, il primo caso di serial killer mediatico), è stata anche una storia molto seguita dagli italiani.
Dei delitti del mostro, dei profili tracciati da esperti criminologi, si sono riempite pagine di giornali.
Così come, molto seguiti sono stati i vari processi a Pacciani e ai suoi compagni di merende.
Ricordiamo che, per almeno 4 degli ultimi casi, si è arrivati ad una verita giudiziaria e ad una sentenza di condanna defininitiva (Lotti, Vanni e Pacciani).
Che sono ancora aperte le piste sui mandanti occulti (la pista esoterica/ satanica, già ventilata dal criminologo Bruno, per conto dell'allora capo del sisde Parisi, e altre teorie).

25 agosto 2009

Il suggeritore di Donato Carrisi

Una caccia all'uomo, un serial killer spietato che ha rapito e ucciso cinque bambine, amputandole un braccio.
Una squadra dedicata alla sua cattura, fatta di esperti in crimini violenti, a capo di Goran Gavila, che inizia proprio dal macabro ritrovamento delle sei braccia (di chi è sesta?), in un campo.
Un messaggio lasciato dal killer, il primo, agli investigatori. Alla squadra si unisce anche la poliziotta Mila Vazquez, esperta nella ricerca dei bambini scomparsi.

Questa la base del thriller, intricato, pieno di colpi di scena, duro e affascinante: non solo per il tema della violenza dei minori. Ma anche perchè sembra che l'assassino sia sempre un passa davanti a tutti, capace di anticipare le mosse della squadra di Goran.

Duro e cupo perchè man mano che la storia prosegue, con i corpi delle piccole vittime che vengono fatti ritrovare, come fosse un gioco, si assiste ad un'immersione dentro gli abissi più profondi della psiche umana. Dentro le peggiori perversioni della mente umana. Pedofilia, sadismo, violenza fine a se stessa, serial killer in potenza, un milionario ossessionato dal sesso ….

Albert, questo il nome che la squadra da al suo assassino, li mette man mano davanti ad altri assassini come lui: altri lupi come lui, di cui lui è il capo.

Cosa lega questi singoli casi al capo branco? Come si mette in contatto con questi altri lupi? Come ne intuisce le potenzialità negative? Come riesce a plagiarne la mente per fargli fare le cose che vuole?
Soprattutto: dove porterà il gioco … Un mistero che nasconde un altro mistero e che trova una spiegazione solo alla fine (nel titolo del libro).

Solo alla fine, il tragico e drammatico quadro finale emergerà dalla nebbia del caso di ipotesi e indizi. Non aspettatevi il solito consolatorio finale in cui i buoni sconfiggono i cattivi. Nel corso dell'indagine si scoprirà infatti come tra buoni e cattivi siano tanti i tratti in comune. Traumi del passato, o dolori del presente. Non si può gettare uno sguardo nell'abisso, senza poter poi uscirne illesi ...

Il non luogo
Uno dei punti di forza, a mio avviso, del libro, è la sua non ambientazione: la scelta dell'autore di non collocare in modo preciso il luogo dell'azione. Potremmo essere in Francia, in Spagna (volendo, anche in Italia, se ci fossero quei nomi). Una scelta toglie al lettore dei punti di riferimento, che lo lascia in sospeso. E contribuisce ad aumentare la tensione, pagina dopo pagine.

I personaggi
Mila Vazquez e Goran Gavila: la poliziotta che non riesce a provare empatia per le persone con cui interagisce e il civile (che ricorda per molti tratti il Grissom di CSI) esperto in criminologia. Due caratteri che entrano subito in mente al lettore, per le loro spigolature. Ma soprattutto perché l'autore ha avuto l'accortezza di farli pensare: le loro paure, i traumi. Seguiteli con attenzione.
Il link per ordinare il libro su internetbookshop.
Technorati:

Gli onori al colonnello

Non è solo una questione di costi, sulla scelta di mandare le frecce tricolori a Tripoli, all'incontro del colonnello Gheddafi con Berlusconi.
É una semplice questione di opportunità politica: in un momento di tensioni anche dopo la liberazione del terrorista responsabile della strage di Lockerbie (e se i morti fossero stati italiani, come avremmo reagito, già ci siamo dimenticati delle polemiche col Brasile sul caso Battisti?).

Continuare a mettere da parte le questioni umanitarie, dei diritti civili, solo per una questione economica, per tutti gli accordi commerciali delle imprese italiane (Impregilo, Telecom, Eni), non ci porterà a nulla di buono.

L'illusione di Sacconi

Non mi è piaciuta l'intervista al Corriere del ministro Sacconi, dove parla di differenziare i ricatti, sventolando il ricatto degli sgravi sulla contrattazione di secondo livello.Non mi piace l'utilizzo della parola “egualitarismo”, qui usata in senso dispregiativo.
In periodo di crisi, con la produzione che non è ancora ripresa, come si può parlare di incentivi legati proprio alla produttività ?

Quali imprese e quali lavoratori prenderebbero gli incentivi?

E poi, considerando che molte imprese, anche al nord, sono piccole, quale impatto reale avrebbe sulle tasche dei lavoratori questa “contrattazione aziendale”?

Nell'intervista poi, anziché parlare di recupero del valore di acquisto, della generazione di precari, Sacconi tira in ballo il valore della vita, le scelte del governo in temi di bioetica.E i morti sul lavoro, dove li mettiamo: non sono forse vite da salvaguardare anche queste?
L'impressione è che, spingendo sui contratti aziendali, si voglia svuotare il contratto nazionale collettivo, per diminuire il potere di contrattazione dei sindacati confederali.
Non aveva forse chiesto, la stessa Confindustria, meno vincoli?

24 agosto 2009

Son finite le vacanze

Finite le vacanze, si ritorna ai propri luoghi, al lavoro, alla solita routine.
Già, ma per chi ce l'ha il lavoro: non sarà così per quanti, terminate le 52 settimane di Cassa Integrazione, rimarranno a casa.
Perchè è meglio lasciar perdere quello che dicono alla televisione, i TG.
Non siamo affatto in fase di ripresa dalla crisi. Semplicemente la crisi si è stabilizzata.
I prossimi mesi non promettono nulla di buono: aziende che chiuderanno (specie le piccole); aziende che esporteranno la produzione all'estero (come si voleva fare per la Insse). Magari anche aziende ad alta specializzazione, ad alta tecnologia.

Son finite le ferie, in tutti i sensi.
E gli italiani han cercato nella sorte, nel gratta e vinci, nell'enalotto, un riscatto, una possibilità per farcela. 31 miliardi di euro spesi in gratta e vinci, da gennaio a luglio. Sono cifre che fan riflettere.
Come tutta l'enfasi con cui giornali e telegiornali commentavano la bolla del montepremi che cresceva.
Non è più una repubblica fondata sul lavoro (per chi ce l'ha).

Finita l'estate, si dovranno fare i conti con la realtà. Mi piacerebbe sapere ad esempio quanti abruzzesi sono stati ospitati nelle ville del premier.
Quanti entreranno nelle case costruite (non a norma antisismica, comunque) e mostrate urbi et orbi come spot del buongoverno.

Mi chiedo come andranno le cose nelle scuole italiane, dopo le cure Gelmini e Tremonti.
La sicurezza nelle strade, nelle priferie, nelle regioni ad alta penetrazione mafiosa, con i tagli alla sicurezza.
Cosa succederà nei prossimi mesi in Afghanistan, con la guerra che nessuno vuole vedere.

Cosa succederà nel nostro paese, dove porterà la deriva razzista contro le minoranze, contro i deboli. Gli immigrati, le donne, i gay.
Cosa succederà in politica, al governo, nelle coalizioni, dopo gli attriti di questa estate. Alle richieste di autonomia delle regioni, di cui si fanno portavoce la Lega del nord e quella del Sud.
Come se veramente, oggi in Italia non ci fossero già le gabbie salariali (il nero al sud), le due Italie, con la corruzione e le mafie a far da collante.
Come si comporteranno i tanti cattolici, quelli che si ritrovano a disagio nel PDL.

A Rimini, è iniziato il meeting di Comunione e Liberazione che celebrerà i due politici di riferimento. Giulio Andreotti, per i suoi 90 anni.
E Silvio Berlusconi: “La coerenza personale non è il criterio esclusivo per valutare chi governa” dice il cattolicissimo presidente della Compagnia delle opere Scholz.
Ricordiamolo, parliamo di un network, di una lobby potente: 34000 aziende. Un giro d'affari di 70 miliardi di euro. Tutto in nome della sussidiarietà, come per la sanità in Lombardia.
Pensare che a questa pervasività una volta si era opposto perfino uno come Podestà.

Nel frattempo, è bello scoprire come nonostante il caldo, lo sport preferito da certi imprenditori, non si sia arrestato. Le mazzette a Palermo.
D'altronde se l'attuale presidente del Consiglio vuole essere ricordato per quello che sconfisse la mafia. Lui: quello di Mangano eroe, degli incontri con Bontade, Di Cristina e Mimmo Teresi. Quello di Dell'Utri come braccio destro.

Patria 1978-2008 di Enrico Deaglio

Badate che tutto questo è stato: tutto quanto viene raccontato nel libro (al tempo presente) è parte della nostra storia.

La storia degli ultimi 30 anni, che hanno portato il nostro paese, in cui viviamo oggi, a quello che è.
Di quale Italia parliamo?
Dell'Italia della criminalità mafiosa, divenuta negli anni 70-80 grazie al traffico di eroina e alle opere pubbliche, un enorme potere economico.

Dell'Italia dei tanti morti: le morti misteriose di Roberto Calvi, Michele Sindona, del criminologo Semerari. Le morti dei tanti eroi borghesi che han cercato solo di fare il loro dovere.Ambrosoli, Galli, Alessandrini, Tobagi.

Dei magistrati antimafia: Costa, Scaglione, Livatino, Terranova, Chinnici, Borsellino, Falcone.Dei poliziotti, dei carabinieri, dei sindacalisti, avvocati.

Parliamo dei mille morti per la guerra di mafia a Palermo (la mattanza dei corleonesi), dei 400 morti a Napoli per la guerra dei clan, alle migliaia di morti in Calabria negli anni 80. Morti passate sotto silenzio: come se fosse normale morire in quel modo, in quelle regioni di Italia. Folklore.

L'Italia delle Brigate Rosse (il libro parte cola prigionia di Aldo Moro), contro cui lo Stato seppe combattere e vincere anche col sangue, la battaglia.

Non come l'altra battaglia, mai portata avanti fino in fondo, quella contro la mafia.
Vedi le vicende dei vari incontri tra i boss Bontade, Di Cristina e Andreotti (dopo l'omicidio Mattarella). All'incontro con Berlusconi e Dell'Utri.

Ma si parla anche dell'Italia dei quattro condottieri della finanza, degli 80: Raul Gardini, Silvio Berlusconi, Gianni Agnelli e De Benedetti. I quattro condottieri che avevano in mente grandi progetti per loro e per l'Italia.
Uno è morto; uno è l'uomo forse più potente di Italia; la Fiat ha rischiato il crac, ma coi nostri soldi è ancora viva. L'ultimo ha portato avanti una sua battaglia contro Berlusconi, perdendo spesso le sue battaglie e il suo impero.

L'Italia che nel corso degli anni 80 scoprì il fascino delle televisioni commerciali, delle televendite, della pubblicità, delle Soap, della TV delle lacrime e della TV del consenso.
Che poi è quella che forma oggi la (in)coscienza politica del paese.

L'Italia della fine della prima Repubblica: con Tangentopoli, con le bombe della mafia del 92, 93.Non potevano finire peggio i vari Craxi, De Michelis, Forlani, Pomicino, De Mita.

L'Italia che scoprì come può nascere un partito dal nulla (o quasi): vedere dal tubo televisivo uscire un premier dal passato poco chiaro (da dove vengono i soldi?) e che questi potesse vincere le elezioni. Forza Italia alle elezioni del 1994.
Assieme ad un altro partitino, allora snobbato: la Lega di Bossi.
L'Italia della Lega, del primo centro sinistra, del PCI poi PDS poi DS, poi chissà ..

L'Italia del fascismo non rinnegato, poi sdoganato, poi ripulito. Mai sepolto, né condannato.L'Italia della balena bianca, arenata in tanti piccoli partitini.
L'Italia del tavolino con la mafia e con le maggiori imprese italiane (anche con Confindustria).

L'Italia del primo Berlusconi, delle leggi vergogna, della guerra con la menzogna, del G8 a Genova.
La parentesi prodiana e poi, l'Italia di oggi.

Dove scandali, corruzione, mani sporche mafia .. tutto sembra scivolare sulla pelle degli italiani.
Apparentemente assuefatti a tutto.
Come aveva saggiamente previsto Sciascia nel 1961, è la linea della Palma che si sposta al nord.

Leggere questo libro non cambierà la nostra storia, il nostro destino, ma almeno servirà a fare conoscere il nostro passato. A meditare su quanto è accaduto: perchè tutto questo è stato.

Il link per ordinare il libro su ibs.
La presentazione del libro, alla Feltrinelli.
Il sito dedicato al libro.
Technorati:

23 agosto 2009

Una mattina, nella sala di attesa della guardia medica

Delle belle ferie che ho fatto, ne ho già parlato.
Vi racconto della mattina in cui, dopo la ricaduta influenzale, sono tornato alla guardia medica.Premesso che in ferie si dovrebbe pensare ad altro, ma se ad un cristiano capita un accidenti di qualsiasi natura, mentre è in vacanza, quello che vorrebbe è avere subito un medico in grado di aiutarlo anche se è lontano da casa, anche se il medico non è il suo.

Nelle ore passate nella sala di attesa della Guardia medica (perchè se non sei residente lì, e pensi di avere un problema serio, lì devi andare), mi sono reso conto dell'importanza della sanità pubblica, di un presidio garantito, aperto. E di quanto le tante promesse di efficienza e taglio agli sprechi che si sentono non sempre siano vere.
Iniziamo col dire che, quella mattina come me, erano in tanti.

E che, nella sala d'aspetto non c'era nemmeno la macchinetta col numero per regolamentare la fila. Come al macellaio, direte voi? Si, così.

“Chi è l'ultimo”
era la frase che ho sentito ripetere più spesso quella mattina dalle tante persone che attivavano lì, anche rimbalzate dal Pronto Soccorso.
Ci si regolava con la solita italica fila, con tanto buon senso e con una certa rassegnazione. Rassegnazione che le cose sono così, dappertutto, che non si può passare così il tempo in ferie...

Perchè il medico, come indicava un cartello, sarebbe arrivato solo alle 10.
Arrivò alle 10:10.
Alle 10:22 i primi attriti inceppano il meccanismo della italica fila, causa una famiglia che chiedeva di poter passare avanti per la bambina con la febbre.

A qualcuno andava bene: ma altri hanno preso l'occasione per protestare.
“E dopo la signora a chi tocca?”
“Chi ha deciso così? ”


Le persone in fila iniziavano a dividersi negli indifferenti (prima o poi entreremo tutti); quelli che col caos e con l'alzare della voce ne hanno approfittato per passare avanti (“allora dopo la signora vado io, va bene?”); quelli incazzosi che borbottavano tra se e se, prendendosela perfino con la bambina e i suoi genitori (troppo sole fa male).
Dopo la maretta, la calma, finalmente.

Ad ogni nuovo arrivo il solito canovaccio:
“Chi è l'ultimo?”
“Allora, tocca prima al signora, poi al guaglione, e poi alla signora ...”
“No, prima c'era isso, poi o guaglione, poi la signora ..”


Con calma le cose si sistemano. Allo sportello per pagare il ticket c'era la macchinetta per il numero. Perchè non è stato fatto lo stesso anche per la fila della Guardia Medica? Difficile che nessuno ci abbia pensato.

Forse, per dotarsi di questo antico ma pratico strumento che dirime le diatribe dei poveri villici colpiti da malanno (e dunque poco inclini alla pazienza), qualcuno deve aver pensato che serviva una gara d'appalto. E non era allora conveniente.

Cronaca di una estate - Vedi di non morire


Non si può proprio dire che ho passato una bel periodo di ferie.

Il giorno della partenza ho strisciato la macchina al parcheggio del supermercato, per l'ultima spesa.
In vacanza, una mattina a colazione mi si è rotto un dente che avevo otturato.
Il giorno dopo mi prende un mal di gola, con febbre e tutti gli annessi e connessi che vi risparmio.

Non solo ho dovuto fare avanti e indietro dalla farmacia, mentre ero in ferie in una nota località del Cilento, sono dovuto pure ricorrere all'antibiotico.
Perchè spesso i farmacisti sono bravi a venderti medicinali che sono pure bellini nelle confezioni. Ma quando si arriva al difficile non si prendono responsabilità.

E, in effetti, dopo sette giorni di Amoxicillina (una mano santa per le infiammazioni delle vie respiratorie), il male è passato. Sette giorni senza mare, spiaggia, senza sudate o altro.
Sono andato a dormire presto, come nella battuta di Robert De Niro nel film “C'era una volta in America”.


Poi, passata la cura mi sono detto, potrò allora riprendere i bagni.E così mi sono preso pure la ricaduta. A pochi giorni dal rientro a casa. Tosse, mal di gola, naso chiuso.

A furia di medicinali sono diventato una farmacia ambulante. Ho paura ad incrociare i cani poliziotto, non si sa mai.

C'è gente che va a mare per curarsi i mali, altri come me se li cuccano. Sarà il mare inquinato, il voler imitare i Rosolino, i Weinsmuller, i Phelps, dopo un anno passato a battere i tasti del computer. Anche la crisi o il buco dell'azoto.

E pensare che tutto è nato per un gatto nero che mi ha attraversato la strada. Ma come, credi ai gatti neri? Col senno di poi, mi tocca ricredermi. Se c'è gente che crede ai miracoli di certi politici …Di fatto pernso di aprire un gruppo su Facebook: “Quelli che odiani i gatti neri che attraversano la strada mentre passate con l'auto (ma non hanno il coraggio di ammetterlo in pubblico)”. Sarà mica troppo lungo il nome?