08 luglio 2010

La doppia fiducia

Dai che ce la facciamo: approvare il DDL Alfano sulle intercettazioni entro agosto è tecnicamente possibile, come dimostrare l'estraneità a Cosa nostra di certi politici nostrani, o come portare Ibraimovic al Milan.

Basta calendarizzare bene le cose ..
Nel frattempo, doppia fiducia per la manovra finanziaria: sia alla camera che al senato verrà posto il voto di fiducia. Non per timori dell'opposizione, ci mancherebbe.

A proposito di calcio, pare che il polipo (o piovra) Paul (quello dei mondiali), posto di fronte alle foto di M.D. , gli si sia avvinghiato, come in un tenero abbraccio. Cosa avrà voluto dirci?

07 luglio 2010

Salvate il soldato B.


Dopo la vittoria alle regionali del 2010 si era detto "ora tre anni di riforme":

Berlusconi lo aveva chiesto esplicitamente, aveva ammesso che l’esecutivo ne aveva bisogno, ora che il mandato è arrivato può programmare «tre anni di riforme» senza troppi patemi, cercando di coinvolgere quella fascia di opposizione che ci starà, sollevato dal fatto che una fiducia ulteriore è arrivata dagli elettori.

Anche il presidente Napolitano:
«Servono riforme condivise»
Il capo dello Stato: «Dalle Regioni impulso al processo riformatore a miglior presidio dell'unità nazionale»

Oggi ci ritroviamo davanti ad una manovra finaziariaria che era urgente e che verrà votata con la fiducia. Manovra che taglia fuori proprio le regioni.
Ma si torna a parlare anche di scudi e immunità (chi l'ha chiesto al Quirinale?): sono queste le riforme condivise, per il bene del paese?

Alla faccia degli aquilani che protestano.
- il pesto era sia in piazza che in aula, per la discussione del DDL sulle comunità giovanili. L'onorevole Barbato è stato preso a pugni
- De Luca (sindaco di Salerno) non rinuncia alla prescrizione nel processo sullo stoccaggi dei rifiuti

Modello Bertolaso a Milano

Documenti, ancora secretati, ma che saranno pubblici a breve. E dove starebbe scritta nero su bianco l’ultima mossa sulla tavola di Expo: poteri straordinari al sindaco Moratti, già commissario dell’evento. La questione, già calda, diventa rovente. A dar fuoco alle polveri, la stucchevole discussione sulle are. Da un lato donna Letizia assieme al presidente della Porvicnia, Guido Podestà, ventre basso sull’ipotesi del comodato, dall’altra la faraonica idea del governatoreFormigoni di comprare quei terreni a prezzi di mercato.

Intanto, sul fronte affitto o comodato d’uso, arriva la proposta dei proprietari. Un euro. Tanto chiedono
Fondazione Fiera Milano e Gruppo Cabassi, che dovrebbero ospitare Expo 2015, per concedere il comodato d’uso agli enti locali. In cambio vogliono acquisire diritti volumetrici (la legittimazione a edificare) su terreni la cui destinazione è rimasta, fino a oggi, agricola.

Eppure, di tutto questo a Palazzo Marino, sede del Consiglio Comunale di Milano, poco si sa e meno si parla. “Le decisioni che riguardano Expo non passano dal Consiglio Comunale”, denuncia di fronte all’assemblea
Giuseppe Landonio, consigliere del Gruppo Misto. “Le scelte del Sindaco Moratti e del Governatore Formigoni dobbiamo leggerle sui giornali, scoprendo addirittura che contraddicono quanto deliberato dal Comune “. Infatti, conclude, “nessun indice di edificabilità è mai stato deliberato. Nessuno ha mai parlato di edilizia residenziale”. Altro che diritti volumetrici, “il Consiglio è stato espropriato”, affonda Pierfrancesco Majorino del Partito Democratico.

Ma il confronto richiede tempo, e a Milano il tempo stringe.
Basilio Rizzo, consigliere della lista Uniti per Dario Fo, afferma di aver letto alcuni documenti, non ancora resi pubblici, che proverebbero la volontà di conferire al Sindaco Moratti, già commissario governativo per Expo 2015, poteri straordinari. “Non fosse scoppiato lo scandalo che ha coinvolto Guido Bertolaso”, dice Rizzo “faremmo i conti con questi poteri già da tempo, e l’Expo sarebbe l’ennesima emergenza targata Italia”.

Un’ordinanza di Palazzo Chigi del 19 gennaio già riconosce a Letizia Moratti una serie di poteri in deroga alle normative vigenti per agevolare i lavori pubblici in vista del 2015. Considerato il rischio ormai concreto di perdere l’esposizione universale – entro ottobre le aree devono essere a disposizione del progetto Expo – è lecito temere che si torni a percorrere la via delle deroghe e dei poteri straordinari.

Nel frattempo, almeno una decisione è stata presa. È il neo direttore generale dell’Expo Giuseppe Sala a darne notizia: “Abbiamo deciso, tutti insieme, di andare in ferie nelle due settimane centrali di agosto. In questa maniera, possiamo procedere compatti”.


Alla parola spreconi

Premesso che ancora non è detta l'ultima parola, che fine han fatti i tagli agli stipendi di ministri e onorevoli?
Spariti come i tagli alle province?
Sparita come la caccia ai falsi invalidi (forse poco spendibile politicamente)?
E la lotta agli sprechi si è concentrata con la chiusura dell'Isae?

Tremonti ha accontantato le richieste di Confindustria (e le piccole imprese?). Ma ha voluto fare il muro contro muro con regioni e comuni.
Perchè non tutte le regioni sono virtuose. Brutta parola, se si pensa a come la Lombardia concepisce scuole e saità pubblica.
Mi chiedo con che faccia possa permettersi questo governo di tacciare i governatori di essere sciuponi o "cialtroni", dopo quanto è emerso sullo scandalo delle Grandi Opere per il G8.
Alla Maddalena, ai mondiali di nuoto a Roma. Le spese pazze di Palazzo Chigi, le auto blu, le scorte, o perfino le scuole di dialetto della Lega.

Qualcuno potrebbe rispondere che chi è senza peccato, scagli la prima pietra ...

Un pezzo di made in Italy che se ne va

Un altro marchio del made in Italy che scompare: dopo la Fiat che delocalizza, la Bianchi (quella delle bici da corsa di Coppi) chiude l'impianto a Treviglio per aprirlo altrove (all'estero, dove gli imprenditori possono raccogliere meglio le sfide di guadagnare di più e imprendere di meno).

Piano piano, ne stiamo perdendo tanti di pezzi di industria. Perchè non siamo competitivi coi polacchi o con gli americani.
Via l'industria, via l'agricoltura (perchè le zone agricole vengono cementate, come succederà per il parco sud a Milano), via la ricerca .. Cosa rimane?

Al posto del capannone della Bianchi, un bel centro commerciale. Ecco, quello è il futuro.

06 luglio 2010

La colata di Garibaldi, Massari, Preve, Salvaggiulo, Sansa

Una colata vi seppellirà.
Potremmo esordire in questa maniera, per commentare del lungo viaggio che i cinque giornalisti hanno fatto in giro per l'Italia, per raccontare lo scempio che sta avvenendo ai danni del nostro territorio.
Dopo l'inchiesta su "Il partito del cemento", che si focalizzava per lo più sul territorio ligure, in questa inchiesta si passa dalla Sardegna del dopo Soru (dice che si chiama Cappellacci), alle seconde case sulle Alpi, o a Ischia.
Dal piano case di Berlusconi, al ruolo della criminalità organizzata nell'industria del cemento (l'Expo a Milano e il processo alla Calcestruzzi Spa). Non solo al sud.

L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre.
Il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Dal nord al sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, cardinali, sindaci, deputati di destra e di sinistra. Tutti vogliono guadagnarci, a partire dai Comuni.

Così la ricchezza degli italiani vola via. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme (la Liguria tra il 1990 e il 2005 si è mangiata quasi la metà del territorio ancora libero!). Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari all’anno (in Germania 11.000 all’anno).

Ciò nonostante troppi italiani sono senza casa perché mancano gli alloggi “sociali” (solo il 4 per cento sul totale contro il 18 per cento della Francia, il 21 per cento del Regno Unito). Intanto 5500 comuni su 8000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no.

Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’Italia com'è e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati: la Sardegna di nuovo in mano agli speculatori, le Langhe trasformate in shopville, l’invasione di seconde case sulle Alpi (costruiscono persino sulla Marmolada!), il Brenta violentato, gli affari della Chiesa nelle città liguri, le grandi operazioni di Ligresti e dei soliti noti a Milano, di Caltagirone e dei soliti noti a Roma, la storia triste di Bagnoli. Neanche Siena e Firenze vengono risparmiate. E ritorna la febbre da stadi e autodromi, nuove occasioni per ulteriori speculazioni.
Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. Comitati di cittadini si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare.

Alcuni pretesti di lettura:

“Il cemento, più di ogni altro affare, mette assieme tutto e tutti. Ed espelle i pochi corpi estranei.
pagina 26

“L'unico modo per farmi tacere e ammazzarmi”.
Peppino Basile, consigliere comunale e provinciale dell'Idv a Ugento. Ucciso con 19 coltellate nel 2008. Si batteva contro la speculazione edilizia sulle coste salentine.
pag 370

“Noi con il nostro studio, ogni anno rinunciamo a due, tre progetti. Meglio lavorare meno, ma essere fedeli al prorpio spirito... L'interesse di cui l'architetto deve tenere conto è quelle pubblico, della città.”
Renzo Piano, architetto.
pag 67

“Il 20% del patrimonio edilizio è fatto di seconde e terze case, tirate su a spese della natura per restare vuote dieci-undici mesi l'anno.”
pag 8

“Mi sembrano matti tutti .. per vincere le elezioni si parla dello stadio a Castello .. cazzo e mandiamo lì 1500 appartamenti .. boh ..”
Andrea Bottinelli, presidente del Consorzio Castello, sul nuovo stadio di Firenze voluto da Andrea Della Valle e dall'ex sindaco Dominici all'interno di un progetto che comprende la costruzione di appartamenti, alberghi, uffici. L'area viene sequesrtata dalla magistratura nel 2008.
pag 429-430

“Evitiamo di dire che si fa una speculazione edilizia. Le aziende per sopravvivere devono guadagnare. Non siamo la Banca d'Italia..”
Salvatore Ligresti, che sta costruendo il centro di eccellenza Cerba di biotecnologie nel parco Sud di Milano e punta attraverso le sue società alla valorizzazione di caescine e aree verdi alla periferia della città.”
pag 172

“Uno dei fini dell’istituto è di produrre il maggior reddito possibile …Ecco perché l’istituto ha avviato in questi anni alcune operazioni immobiliari.”
Pietro Tartarotti, soprannominato “don cento milioni”, il sacerdote che presiede l’Istituto di sostentamento del clero di Savona
pag 224

“Negli ultimi dieci anni in Campania sono state realizzate 60.000 case abusive, alla media di 6.000 ogni anno, 16 al giorno .. A Ischia ci sono 120.000 vani abusivi su una popolazione di 60.000 abitanti”
Fonte Legambiente
pag. 178

“Da Totò Riina e Bernardo Provenzano ai casalesi. Chi aveva in mano il calcestruzzo ha vinto la lotta per il potere”.
pag 84

Come spiegano meglio gli autori nell'introduzione: “Oggi il cemento ingrossa le tasche di pochi e impoverisce tutti noi. Ci si illude col miraggio dell'occupazione, tacendo che si tratta di posti di lavoro poco qualificati e di breve durata. Ci si inganna con la promessa di sviluppo turistico, fingendo di ignorare che un'Italia guastata dal cemento non potrà reggere il confronto con altri paesi ben più attenti a conservare il loro patrimonio. Non sono i posti letto anelle schiere dei condomini ad attrarre i turisti, ma le ricchezze culturali e ambientali.
Ma il cemento è anche il perno intorno a cui ruota l'alleanza malsana tra imprenditori spregiudicati e politici pronti a tradire la loro fondamentale missione di rappresentanti dei cittadini.”
pag. 4

Buona lettura, ma quando arriverete alla fine non indignatevi e basta.
"Indignatevi, rapidamente. Non lasciate che deturpino il vostro bene più prezioso... Chiamate a raccolta tutti."
Luca Mercalli, meteorologo

Alcuni siti
- Marsala.it

Per segnalare abusi, inviate le foto al forum aperto su La Stampa.

Il sito di Chiarelettere

Quelli dello sciopero

Sciopero si o sciopero no, venerdì prossimo, contro il bavaglio?

Dalle stesse testate che venerdì prossimo sciopereranno contro la legge bavaglio, probabilmente sono stati scritti articoli che criticavano lo sciopero di Pomigliano (o delle tute blu di Arese, o del trasporto pubblico).

Ma per il momento il sindacato e gli editori hanno risposto con un secco no. “In questo momento” spiega il presidente dell’Fnsi Roberto Natale, “è più importante essere tutti assieme con un gesto che non la forma del gesto in sé. Ricorriamo allo sciopero perché vogliamo dire a tutti che la situazione è veramente grave (Il fatto quotidiano)

Era grave anche per gli operai che scioperano.
Evidentemente, esistono scioperi di serie A, e di serie B

Oggi esce la notizia dell'arresto dei dirigenti di Trenitalia, da parte della procura di Napoli: tangenti in cambio di appalti ad amici e parenti (quanto è piccolo il paese).
Potevano aspettare giovedì sera.

Le lotte dietro la manovra

Ecco un esempio della guerra politica dietro la manovra finanziaria, su cui il governo porrà la fiducia: la tensione tra Formigoni e Tremonti, il battibecco nato dalla dichiarazione del governatore (da Il sussidiario) della Lombardia (pro Berlusconi)
Nelle stesse ore, il governatore lombardo Formigoni (in prima fila da giorni nelle proteste anti-Tremonti) dice che «con Berlusconi il dialogo si aprirà»: come dire, finalmente quel testardo di Tremonti viene messo da parte.

È il capogruppo leghista in consiglio regionale, Stefano Galli, a contestare l’entità dei fondi previsti per la manifestazione di Cl: 234mila euro. La proposta di stanziamento è all’ordine del giorno della commissione tecnica in materia di Comunicazione, editoria e immagine che si riunirà oggi.

Come a dire che Formigoni dovrebbe smettere di piangere e se vuole trovare dei fondi sa dove andare.

La risposta del ciellino Cattaneo:
Tra le repliche spicca quella dell’assessore Raffaele Cattaneo: «Forse Galli sente la nostalgia dei Capidanni celtici e di altri eventi improbabili che la Regione si è trovata a finanziare».

Nello stesso giorno, Maroni lodava la politica dei respingimenti della Libia (che ha ridotto i flussi degli immigrati verso Lampedusa), per concentrarsi ora su Malpensa (la nuova porta ).
Servirebbero nuovi centri di identificazione ed espulsione.
Ecco: con che soldi?
Non sarebbe meglio dedicare quei fondi alle forze dell'ordine (anzichè ventialre tagli di tredicesime)? Per attivare le carceri già pianificate?

Nel frattempo, proprio per la politica dei respingimenti, qualche centinaio di profughi eritrei rischiano di essere espulsi dalla Libia e ritornare al loro paese. Dove rischiano il carcere e la tortura.
Ma forse nelle carceri e nei tribunali eritrei non c'è crocifisso.

Per rispondere a Formigoni e Maroni, basta leggersi il rapporto ecomafie 2010 di Legambiente, presentato ieri in regione:
La Lombardia, secondo il dirigente nazionale di Legambiente, è tra le regioni più esposte, anche per la sua centralità nei traffici internazionali di rifiuti tossici, che sono ripresi nell’ultimo anno in modo esponenziale. Rimane confermato il ruolo criminale dei cosiddetti “colletti bianchi”, professionisti al servizio delle cosche. E per questo Fontana ha avanzato, a nome di Legambiente, una forte proposta a Confidustria perché si stipuli un patto contro le ecomafie: “lavoriamo insieme perché entro dicembre 2010 si introducano nel codice i reati contro l’ambiente, come previsto da una direttiva comunitaria e venga inserito nel decreto legislativo n° 231 del 2001 – che sanziona la responsabilità delle persone giuridiche – anche i delitti legati al traffico di rifiuti. In sintesi, premiamo gli eco-virtuosi e cacciamo gli eco-furbi!”.

05 luglio 2010

Camilla e il rubacuori di Giuseppe Pederiali

Il cuore è al centro di questo noir con protagonista l'ispettore Camilla Cagliostri: il cuore in tutte le sue sfaccettature e accezioni.
Non avere cuore, avere una faccenda a cuore, avere il cuore a pezzi ..
In questa inchiesta si parte da un serial killer che uccide e ruba il cuore alle sue vittime, tutte donne.
Non sarà un caso il prologo iniziale, il giudizio di Osiride sulla bontà del cuore del defunto, tenetelo bene a mente.

Camilla Cagliostri segue le indagini, coordinate dal neo-questore bolognese donna (che cerca subito di metterla in riga), in un pool di investigazione cui fanno parte perfino tre esperti di criminologia (in tutte le sue salse), venuti da Roma.

Come accennato, il cuore lega assieme le vittime, belle donne, moto disinibite nei confronti dell'altro sesso: l'inchiesta inizia a toccarla molto, troppo da vicino. Prima riceve un invito e successivamente una telefonata proprio dall'assassino; poi una pista la porta a sospettare del vicino (reduce da un trapianto). C'è infine il caso di un mercante di donne (albanese, o forse serbo), ucciso e mutilato in casa sua.

Come negli altri gialli, l'inchiesta serve a raccontare l'altra faccia della bassa modenese: le piccole città dove ci si conesce tutti, e la grande Bologna, dove si incontrano giovani da tutto il mondo.

Ma l'inchiesta del serial killer è un pretesto per svelara un altro, ben peggiore traffico, che sarà sempre Camilla a svelare, mettendo assieme piccoli indizi e indagando sulla vita privata di alcune vittime all'apparenza dalla vita specchiata.

Un buon giallo, molto scorrevole. Merito della scrittura veloce di Pederiali ma anche della protagonista femminile del romanzo: finalmente una bella donna capace di usare la sua testa per seguire le indagini, ribelle e insofferente alle gerarchie. E capace di godersi i piaceri della vita.
Senza ipocrisie.

Il link per ordinare il libro.
Technorati:

L'ex ministro senza ministero e il paese senza classe media

Ci avevano provato. A evitare il processo facendosi nominare ministro.
E non ci sono riusciti: ora tocca andare a patteggiare, per evitare il voto di fiducia.
Parliamo del ministro senza ministero.

Si allarga la forbice, nel frattempo, tra il paese reale e la casta o le caste:
Il Belpaese della disuguaglianza
metà ricchezza al 10% degli italiani
La crisi ha aumentato le distanze sociali. Classe media frantumata. Peggio di noi fra le nazioni sviluppate solo Messico, Turchia, Portogallo, Usa e Polonia

Non c'è più la classe media di una volta. Da una parte gli intoccabili, dall'altra quelli che sprofondano sempre più in basso.

La ricchezza è saldamente nelle mani di pochi e lì ci rimane, impedendo la mobilità sociale, condizionando le carriere, costruendo pezzo per pezzo una parte della nostra gerontocrazia. Secondo l'ultimo dato della Banca d'Italia contenuto nella periodica indagine su "I bilanci delle famiglie italiane", il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede quasi il 45 per cento dell'intera ricchezza netta delle famiglie. Un livello rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi quindici anni. Partecipiamo non sempre consapevolmente a un processo di divaricazione che spinge la classe media verso il basso, i super-ricchi verso l'alto e affonda i più poveri. "Che oggi sono anche in giacca e cravatta, basta guardare come sono cambiate le persone che almeno una volta al giorno vengono a mangiare alla Caritas", racconta Don Paolo da quello che è un osservatorio strategico anche perché Roma è fondamentale nell'attribuire al Lazio il primato negativo della regione più diseguale d'Italia con il 33,9 di coefficiente Gini. Pesano, nella Capitale, ma non solo qui, il caro-casa e la precarietà del lavoro. In alto, la regione italiana dell'eguaglianza è il Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale, laboriosa e dal benessere diffuso. L'eguaglianza è anche questo.

E, probabilmente, è anche uno dei fattori che porta la provincia di Trieste a un triplo primato: l'età media più elevata tra le province del nord-est, la più alta percentuale di anziani oltre il 65 anni (30,2 per cento), e l'incidenza più elevata di residenti con 80 anni e più (11,2 per cento). Anche nel 2028 - secondo la Fondazione Nord-Est - Trieste manterrà i primati. Perché l'eguaglianza - è la tesi originale che Richard Wilkison e Kate Pickett illustrano nel loro "La misura dell'anima" (Feltrinelli) - migliora "il benessere psicologico di tutti noi". Di più, secondo i due studiosi: "Tanto la società malata quanto l'economia malata hanno le proprie origini nell'aumento della diseguaglianza". E infatti due economisti come Jean-Paul Fitoussi e Joseph Stiglitz pensano che all'origine della grande crisi provocata dai mutui subprime ci sia proprio l'aumento delle diseguaglianza che, ad un certo punto, ha fatto implodere il sistema finanziario.

Di certo tra i frutti di questa "economia malata" ci sono i working poor, i lavoratori poveri, più tute blu che colletti bianchi, ma ci sono anche - lo abbiamo visto - gli impiegati, la classe di mezzo. Un fenomeno che in Italia non avevano ancora conosciuto in queste dimensioni ma che è anch'esso conseguenza di una diseguaglianza crescente. Tra gli operai i "poveri" sono il 14,5 per cento. Percentuale che si impenna fino a sfiorare il 29 per cento nelle regioni meridionali. Il "caso Pomigliano" ha fatto riscoprire la classe operaia e anche la distanza abissale di reddito tra l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e i suoi turnisti: il primo guadagna 435 volte di più dei secondi.

Nemmeno la recessione è stata, ed è, uguale per tutti. I giovani stanno pagando più caro. È l'Istat che lo certifica nel suo Rapporto annuale: "La crisi ha determinato nel 2009 una significativa flessione dei giovani occupati (300 mila in meno rispetto all'anno precedente), i quali hanno contribuito per il 79 per cento al calo complessivo dell'occupazione". Un giovane su tre è senza lavoro. Un giovane - ricordano Tito Boeri e Vincenzo Galasso nel loro "Contro i giovani" (Mondadori) - guadagna il 35 per cento in meno di chi ha tra i 31 e i 60 anni (era il 20 per cento negli anni Ottanta). Ecco: così, partendo dal basso, si costruisce un paese diseguale.

PS: la vicenda Brancher insegna una cosa. Una opposizione unita, riesce a mettere la maggioranza alle corde, di fronte a porcate come quella del legittimo impedimento. Chi ha orecchie per intendere ..

L'uomo che verrà di Giorgio Diritti

Un racconto in un film, quello di Giorgio Diritti, che lascia alla fine la sensazione di aver assistito ad una favola: una favola come quelle che si raccontavano una volta, con gli orchi e i buoni.
Un racconto dei nove mesi di vita al tempo della guerra, di una comunità in un borgo sulle colline di Bologna.
Sulle pendici del Monte Sole, dove inizialmente la guerra è percepita come qualcosa di lontano, che porta bombardamenti e miseria.
Per poi arrivare a toccare atrocemente la vita quotidiana: con i rastrellamenti e le rappresaglie contro i "banditi".

Qui, tra il 28 e il 5 ottobre settembre 1944, le SS della divisione assassina compirono uno dei più feroci atti di barbarie.
La strage di Marzabotto. Non fu un atto di guerra, ma solo un massacro frutto della ferocia, della barbarie, quanto di più lontano esiste dalla vita.

Ma tutto questo viene visto con gli occhi di una bambina, Martina, un pò estranea dal corpo della comunità, perchè muta, dopo la morte del fratellino. Il suo essere muta accentua allora la sua capacità di osservazione del mondo degli adulti. Come il padre e la madre, che ora aspettano un altro bimbo.
Adulti che parlano, in tutto il film, in dialetto stretto. Come i tedeschi, pure loro parlano in una lingua, gutturale, ostile, che non può essere compresa.
Sarà lei, Martina, la bambina muta che, in mezzo al massacro, salverà il bambino nascondendolo dai soldati che uccidono donne e bambini indiscriminatamente. E' lui, l'uomo che verrà e a cui deve essere nascosta la violenza del mondo.
Per lui, e per tutti morti, che si deve fari sì che mai più una Marzabotto.


Ciascuno per conto suo

Una cosa che tiene unite le persone di maggioranza e opposizione è la cadrega. Il posto.
Lo sanno tutti, come snno benissimo che, per molti di loro, dovesse cadere il governo sarebbe difficile ritornare in sella (a meno che il governo tecnico di larghe intese non desse loro ampie garanzie, ma sono ipotesi inciuciesche).

E allora ecco il gioco delle parti, la guerra per bande: finiani contro berlusconiani. Leghisti che devono (concedere) molto a Silvio e il partitone del centro pronto a "bere l'amaro calice" (nonostante l'intervista al WSJ).
Una guerra combattuta anche a colpi di "refusi", di emendamenti contro emendamenti per la manovra che avrebbe dovuto mettere in sicurezza il paese. Eh, sì: perchè in mezzo a questa guerra ci siamo noi.

E dall'opposizione? Divisi anche su quello. Nemmeno sulla legge bavaglio si riesce a tenere una linea comune: va cancellata in tutto e per tutto, oppure è meglio votare coi finiani (secondo Franceschini) per tirare alle lunghe?
Sono le solite sottigliezze della politica all'italiana, difficili da comprendere per i non addetti ai lavori.

Ma sono quasi certo che questa maggioranza non cadrà. L'esecutivo da un milione di euro all'anna (fonte Il fatto) sarà ancora stabile alla fine di questa settimana.
Siamo un paese abituato a sopravvivere, a pensare che alla fine qualcosa arriverà.
Perchè si arrivi ad un cambiamento si deve arrivare alla catastrofe.

04 luglio 2010

Ghe pensi mi

C'è l'afa che non ti fa dormire? Ghe pensi mi
Le zanzare non ti danno tregua? Ghe pensi mi
Mare o montagna quest'anno? Ghe pensi mi
La tua fidanzata ti ha lasciato? Ghe pensi mi (alla fidanzata)

In quelle tre parole, il cui suono parte dal profondo della gola, c'è tutto il concetto della politica, della cosa pubblica, del nostro premier.
Il rispetto per pesi e contrappesi su cui si poggia la nostra democrazia; il rispetto dell'opposizione; delle idee di chi non la pensa come lui.
Soprattutto, emerge una concezione di stato che deve essere gestito come una piccola fabbrichetta della (ex) ricca brianza. Concetti già sentiti più e più volte, per cui privato è bello (specie se riceve fondi pubblici) e pubblico è male (specie se non fa arricchire i pochi).

Bersani ha trovato la pronta risposta: sono 7 anni che "ghe pensa lu", e mi dovete spiegare dove questo paese è cambiato (in meglio).
Metterà d'accordo le regioni e i comuni con Tremonti? Oppure assisteremo all'ennesimo refuso, dopo pensioni e tredicesime?
Cosa succederà con le intercettazioni: cercherà di forzare la mano lo stesso, o farà il solito bluff del male (chiedere 1000 per ottenere 100): forse si, visto che anche il Partito Democratico ha deciso di votare gli emendamenti dei finiani, per rendere meno porca la porcata.

Se Berlusconi ha usato il dialetto milanese per esprimere il suo pensiero, noi possiamo rispondere con un altro pezzo, sempre tratto dalla cultura popolare napoletana.
De Filippo 'o pernacchio


Le radici di Gomorra


La mafia da Palermo a Milano: un viaggio da Corleone a Buccinasco (periferia di Platì).
L'ultimo numero de l'Europeo parla del viaggio della mafia, da Palermo a Milano: un viaggio già raccontato da Lucarelli in Blu Notte.
Scriveva Deaglio, nella copertina del libro "Il raccolto rosso" che occorre conoscere la mafia prima che la mafia arrivi a conoscere te:
Dicono i saggi: è opportuno occuparsi di mafia, prima che lei si occupi di te. Ma quasi mai questo consiglio viene ascoltato. Alcuni se ne accorgono quando aprono il bagagliaio dell'automobile e vi scoprono un cadavere, ma a quel punto è troppo tardi. Altri pensano che si può convivere, ma quelli prima si prendono una stanza, poi le chiavi di casa, poi ti spostano i mobili e qualche volta ti lasciano una testa di capretto nel frigo. Sono invadenti, ma poi cercano un accordo. Passano a raccogliere, e se sono buoni ti lasciano anche una parte del raccolto.

Lo stanno scoprendo anche al nord cosa significhi convivere col potere mafioso.
Come nel comune di Bordighera, sulla via dello scioglimento per mafia.
Come a Buccinasco, nell'hinterland milanese, crocevia dei traffici della ndrangheta: appalti e cocaina.

Nell'intervista a Radio popolare il procuratore Cisterna affrontava il tema della legalità da parte dei comuni, che si impegnato in crociate contro la prostituzione, i writer, gli immigrati. Sottraendo risorse alla lotta alla criminalità.
Una politica del genere, non può che fare piacere alla mafia: perchè invece, i comuni non si preoccupano di controllare le persone cui concedono le licenze per le attività commerciali, per gli appalti?

03 luglio 2010

Uber Alles

La vittoria della Germania contro l'Argentina, è la vittoria di una squadra giovane, multietnica, che ha voglia di giocare, di correre e di divertirsi.
Un giocatore di origini ghanesi,uno di origini polacche, poi un turco .. l'altra faccia rispetto al calcio mostrato dalle presunti grandi (squadre vecchie, spompate, capaci solo di vincere nelle conferenze stampe).

Sarà l'euforia, per vedere una squadra quasi così spensierata vincere e bene, ma guardando la Merkel gioire in tribuna, mi tornava in mente Pertini e quella notte al Bernabeu.

02 luglio 2010

Io speriamo che me la cavo

Maurizio Sacconi è decisamente ottimista: "Penso che ce la facciamo. Mi dispiace per i tanti che tirano la sfiga, ma ce la facciamo ad avere la Panda a Pomigliano d’Arco".

Beato lui, il ministro, che è ottimista. Penso che a Pomigliano lo siano di meno.
Magari fosse solo una quesitone di gufi. E' anche una questione di ministri, impresa e sindacati.
E tutti devono fare il loro mestiere: che fine ha fatto il ministro dello sviluppo economico?

No Bavaglio Day. La manifestazione di Milano

Il PDL e i trans


Scriveva Il giornale (sul caso Marrazzo .. ) che "Al PD non piace la gnocca".
Dopo l'episodio di cronaca, trans e coca con comizio incorporato, relativo a Pier Paolo Zaccai (consigliere Pdl alla Provincia di Roma), si dovrà correggere:
"Al PD non piace la gnocca .. ma nemmeno il PDL si mette troppo a sottilizzare".

In piazza per i nostri diritti




In piazza Cordusio, sotto un sole cocente, tra i palazzi delle Generali, della Fondiaria Sai, ho ascoltato gli interventi (focosi) di Piero Ricca, lo scrittore Vincenzo Consolo e poi via via gli altri (tra i relatori l'ex senatore Pd e giurista Carlo Smuraglia, i giornalisti Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Guido Besana, e Daniele Biacchessi, e l'avvocato dei familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana, Federico Sinicato.)..

Contemporaneamente a Roma, alla manifestazione principale, si potevano ascoltare gli interventi tra gli altri di Roberto Saviano e Claudio Giardullo (sindacato polizia). La mamma di Federico Aldrovandi e la sorella di Stefano Cucchi.
L'intervento di
Rodotà : "La piazza ci racconta la storia di un successo, ha inciso sull'agenda politica"


Sono stati tutti interventi che mettevano in primo piano la parola libertà: libertà di ricerca, di espressione, di poter fare indagini contro la piccola e grande criminalità. Il bavaglio messo con la giustificazione falsa di salvare le telefonate dei fidanzati, diceva Saviano.

Ma su una cosa bisognava soffermarsi, prima di tutto: noi eravamo in piazza per difendere i nostri diritti. Questo è il punto nevralgico: in Italia oggi si è costretti a manifestare, a scendere nelle piazze per chiedere il rispetto della legge, della costituzione. Per ivendare quello che dovrebbe esserci dovuto.
Tutto qua.

01 luglio 2010

L'equivoco di fondo

A proposito della sentenza (assolutoria secondo IL TG1, di condanna per il resto del paese) su Dell'Utri, mi sono venute in mente le parole di Paolo Borsellino:
"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali."
da: Paolo Borsellino "Lezione sulla mafia" - 1989

Dal fronte sulla mafia:
- Pisanu ammette la trattativa
- a Milano (dove la mafia non c'è): 'ndrangheta, maxioperazione a Milano nel mirino il business illecito dei clan Sequestrati beni per 8 milioni di euro provenienti in parte anche dal racket dell'usura in Lombardia
- sempre a Milano (dove la mafia non c'è) Nelle case fantasma di Milano così i clan espropriano il Comune: Cinquemila alloggi controllati dai boss. E "riassegnati" attraverso una vera e propria graduatoria parallela. Un business da 20 milioni: capi bastone controllano interi caseggiati grazie a funzionari pubblici infedeli


A cosa serve la legge sullo stalking?

I giornali oggi sono ricchi di particolari sull'omicida di Cremona, Gaetano De Carlo:
Era stato denunciato per molestie (reato successivamente qualificato come stalking) e minacce per ben sette volte dal marito della seconda donna che ha ucciso, a Rivolta d'Adda (Cremona), Gaetano De Carlo, l'uomo che si è sparato poi alla tempia davanti al cimitero di Corneliano di Truccazzano (Milano). A quanto si è appreso, alla procura di Crema, da una delle denunce per stalking era scaturito anche un procedimento penale.

Ennesimo caso di violenza contro le donne, ennesimo caso di persona magari pure denunciata per stalking, che se ne va in giro con le sue armi (come a Mantova ad aprile).
Forse anzichè impegnare tante forze per difendere il crocifisso nelle aulee, o continuare la battaglia contro la 194, andrebbe rafforzata la legge "Carfagna" contro lo stalking. Considerando che se poi si tolgono pure le intercettazioni per contrastare questi reati ..

Il governo balneare


Nella prima repubblica si definivano "governi balneari" quelli che venivano creati per durare una sola estate "con il compito sostanziale di gestire gli affari correnti e approvare la legge di bilancio, in attesa di un successivo chiarimento politico che avrebbe consentito la formazione di un governo più forte "
Oggi, in piena estate il nostro premier, reduce da un felice tour in centroamerica (chissà se in Brasile avrà trovato tempo di parlare a Lula del caso Battisti), vorrà imporre al paese la votazione sulla "legge bavaglio".

La crisi finanziaria, la manovra, la riforma fiscale, persino il federalismo, devono cedere il passo al bavaglio e magari, già che ci siamo, discutere degli altri emendamenti vergogna, sempre in ambito di immunità.
Come il lodo allargato: "la modifica che prevede la sospensione anche per i procedimenti cominciati prima dell'assunzione della carica".

Prepariamoci ad un estate bollente, avverte Franceschini: consiglio protezione alta.
Oggi a Roma, a Milano e in altre città la gente scenderà in piazza a protestare, per il "il no bavaglio day":

A MILANO, in Piazza Cardusio, si comincia alle 18 e 30 con l’iniziativa promossa, tra gli altri, da Agende Rosse, Libera Informazione, Libertà e Giustizia, Meetup 1 Grilli Milano, Popolo Viola Milano, Qui Milano Libera; aderiscono anche le case editrici Chiarelettere e Il Saggiatore. Previsti anche gli interventi di Peter Gomez, Gianni Barbacetto, Guido Scorza, Vincenzo Consolo, Lorenzo Fazio.