09 settembre 2010

Quanti squadristi in questo paese

Se Schifani è stato fischiato a Torino da grillini, popolo viola o altro (comunque squadristi, comunque ex elettori PD), i fischi al (l'ex) sindacalista Bonanni proverrebbero dai centri sociali.

Squadristi e anti democratici anche loro: Letta (quello che aveva promesso il Vietnam alla Camera a Berlusconi)
"Voi non avete niente a che fare con la democrazia. Siete il contrario di cui ha bisogno il Paese. Siete antidemocratici".
Ciò a cui abbiamo assistito è gravissimo, è l'espressione del rifiuto della democrazia e ritengo che siano stati compiuti reati molto gravi''.

Bersani, quello della fogna del berlusconismo
"Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista. E' inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della città, possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere dal ministero dell'Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere".

Dialogo, democrazia, confronto. Tutto ciò non ha nulla a che fare con i fumogeni, la violenza e l'impedire ad altri di parlare.
Ma cosa ne sanno Bonanni, Cesa, Letta, Bersani di dialogo e confronto?
Si sono mai confrontati con gli elettori, con gli operai, con libere domande?

La violenza (e i fumogeni, e i fischi) aiutano poco la democrazia. Perchè ci sarà sempre qualcuno pronto a soffiare sul fuoco, un Saccono o un Calderoli. Scrive Serra a proposito del diritto alla parola:

A gongolare per l'episodio torinese (che si somma alla contestazione, meno incivile ma ugualmente sgradevole, a Schifani) sono da un lato gli aggressori che possono compiacersi delle proprie gesta; dall'altro quelli della curva opposta, come il ministro Sacconi al quale non è parso vero scaricare sulle spalle del mitissimo (fin troppo) Pd la responsabilità dell'accaduto. È matematico, ed è un calcolo antico ormai di un paio secoli: l'estremismo è una benzina che brucia le idee e le energie (a volte anche la vita, propria e altrui) e lascia campo solo alla conservazione del potere.

Risultato della serata di ieri è che ancora una volta non si è parlato del futuro dell'industria italiana, dei posti e dei diritti a rischio dei lavoratori (e vedo poche persone esprimere solidarietà a quanti stanno perdendo il posto).

08 settembre 2010

E io che pensavo che certe cose le potesse dire solo Grillo


Angela Napoli:"Qualche eletta si è prostituita"
E io che pensavo che certe cose le potesse dire solo Beppe Grillo

I traditori




Chiuso per mafia

Sito chiuso per mafia.
Purtroppo chi governa la città di Milano non merita la presenza di un'Associazione antiracket che tutela le persone per bene anzi, la delegittima.
7 settembre 2010, ore 18.00

Italia 8 settembre

8 settembre 1943: la fuga del re. Una fuga di fronte al dovere alla storia. Lascisndosi dietro un paese senza ordini e direzione. Ognun per se. Le macerie per tutti.

8 settembre 2010: l'inettitudine di chi governa, l'incapacità di risolvere i problemi, la miopia nel non saper guardare oltre l'oggi, le commistione con interessi privati, rapporti opachi con la criminalità stanno facendo scappare le idee, i cervelli, la cultura, lo sviluppo economico, la capacità di fare, il buon senso, la democrazia.

Come fiat comanda: la Federmeccanica sorpassa destra Marchionne. Sciolto il contratto del 2008, rimane solo quello del 2009 firmato senza la Fiom. Si aprirà un tavolo, rassicurano gli industriali "anche con la Fiom se è disposta a firmare". Senza porsi troppi problemi di diritti.

Dalla Fiat alla Italtel, altra azienda che scappa dall'Italia. L'impresa ha messo i dipendenti in cassa integrazione, il giudice li ha reintegrati, ma al loro rientro in fabbrica l'hanno trovata vuota. Come se la sentenza fosse carta straccia.

Non fai in tempo a raccontare delle ramificazione della ndrangheta anche in Lombardia, che poi leggi dello sgombero del campo rom di via Rubattino (abusivo si, ma dove le persone che vivevano qui cercavano di integrarsi): 200 agenti impegnati. La criminalità ringrazia.
E il sito dell'associazione antiracket chiude, dopo le minacce ....

Ignoranti in materia: licenziare Fini (come chiedono B & B) non si può per Costituzione. Invocare conflitti di interesse è assolutamente ridicolo. Come han fatto questi a governare il paese?

Gli insegnanti protestano con lo sciopero della fame, e la Gelmini annuncia Mike Bongiorno nelle scuole: Allegria!!!!

Mentre il PD sceglie Schifani e si domanda se è meglio Casini (e le leggi vergogna del 2001-2006, e Cuffaro, e il legittimo impedimento) o Di Pietro, gli elettori devono ancora una volta scegliere tra il peggio o il meno peggio.

Sarebbe un bel segnale se i vertici del PD andassero in Cilento, a Pollica, ad indagare, a marcare il territorio, a farsi vedere presenti, dopo l'omicidio del sindaco di Acciaroli Angelo Vassallo.
Perchè questi, non solo al sud, sparano. Fanno sul serio: altro che quegli squadristi che si permettono di fischiare un politico che ha avuto rapporti con mafiosi.
Ma per capire questo, servirebbero politici con un senso di responsabilità.

07 settembre 2010

Quanto è bello il nucleare

Specie quando ci guadagni tanti soldi e non devi rispondere dei disastri!!!
La crociata nucleare, l'articolo di Giorgio Meletti

Basterebbe già il titolo (“Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo”) a suscitare qualche dubbio sulla scientificità della ricerca, così viene chiamata, commissionata dall’Enel e dall’ente elettrico francese Edf alla società di consulenza The European House-Ambrosetti (e disponibile sul sito www.ambrosetti.eu). Ma i dubbi si tramutano in certezza quando si legge la composizione del Comitato guida della ricerca: accanto al capoeconomista dell’Agenzia internazionale per l’Energia, figurano il direttore delle relazioni esterne dell’Enel, Gianluca Comin, il capo dell’Edf in Italia, Bruno D’Onghia, un consulente del ministero dello Sviluppo Economico, Sergio Garribba, due parlamentari, Maurizio Lupi del Pdl e Nicola Rossi del Pd, il futuro presidente dell’Agenzia che dovrà vigilare sulle costruzioni nucleari, Umberto Veronesi, e, significativamente, il giornalista Carlo Rossella nella sua veste di presidente della Medusa cinematografica (gruppo Fininvest).


Sui diari e sulle contestazioni a Dell'Utri




A Como Dell'Utri è stato accolto (male) sia da contestatori legittimi di sinistra (credo), sia da esponenti di Forza Nuova. Su l'Unità Leonardo da una sua lettura sul finto Benito e sul vero Silvio:

Né lo Pseudo-Benito né il vero Silvio sono verosimili, quando confessano di non riuscire a tenere le redini del Paese: entrambi potevano fare e disfare ministeri, godevano di consenso popolare, controllavano i mezzi d'informazione. Eppure non ce l'hanno fatta: l'Italia è un corpo inerte che non si lascia possedere. Il finto Benito e il vero Silvio la pensano così.

Entrambi destinati a lasciarsi dietro troppe macerie (culturali, industriali, sociali), aggiungo io ...

Tutta colpa dei giornalisti

Enzo Boschi è presidente dell'istituto nazionale di vulcanologia e geofisica: sul sito vengono riportati i dati degli ultimi terremoti, le scosse, la mappa dei luoghi.

Chiaro che, dopo il terremoto dell'aprile 2009 in Abruzzo i cui avvertimenti sarebbero stati sottovalutati (perchè il terremoto era ritenuto imprevedibile, nonostante lo sciame), la gente faccia affidamento anche alle informazioni riportate sul sito, che alle parole (meno credibili dopo tutte quelle morti) degli esperti.

Ma a quanto pare, nemmeno questo va bene: il sito di ingv potrebbe essere chiuso o oscurato

Enzo Boschi che è stato indagato dalla Procura dell'Aquila come componente della commissione Grandi rischi per non aver valutato correttamente il rischio sismico e non aver informato adeguatamente i cittadini sui pericoli che c'erano nei giorni prima del 6 aprile 2009.

Boschi ha preso spunto da quanto affermato dal capo dipartimento della Protezione civile,Guido Bertolaso, che aveva parlato dell'"affermarsi di profeti di sventura" a proposito dei terremoti.

"Condivido in pieno quello che ha detto Bertolaso - ha commentato Boschi - noi stiamo valutando di smettere di informare, e di non rendere raggiungibili i nostri dati via web, perché vengono usati per arrivare a conclusioni che non stanno né in cielo né in terra".

I principali responsabili, secondo Boschi, sono i media: "La colpa è dei giornalisti - ha aggiunto Boschi - e dei politici locali che hanno la responsabilità in caso di terremoti, perché non controllano le strutture, ma cercano di scaricarla. Poi ci sono coloro che sono desiderosi di apparire, e che trovano sempre qualcuno che voglia far fare uno scoop".

Almeno non ha dato colpa ai magistrati e alle toghe rosse.

su una cosa ha ragione: sui criteri con cui vengono costruite le case. Ma di questo dovrebbe chiedere conto al governo che ha varato un piano case (poi attuato con altre leggi dalle regioni), in deroga ai principi antisismici. Che permette condoni su condoni (come altri governi precedenti).

E anche alla Cricca (gli amici di Bertolaso, Anemone e soci), grazie a cui i soldi pubblici venivano spesi per gli amici, anzichè essere usati per mettere in sicurezza scuole e altri istituti pubblici.


Il rispetto delle vittime

Ci sono le vittime di mafia (e i loro parenti) le quali, forse , non saranno felici di sentir dare dell'eroe ad un pluriomicida da parte del presidente del Consiglio.
Ci sono le vittime delle deportazioni da parte dei nazifascisti. Cosa penseranno dei rigurgiti neofascisti, degli sdoganamenti ?
Poi ci sono le vittime del terrorismo, rosso e nero. Le vittime delle bombe senza colpevole.

Ciascuna di queste merita rispetto: mi sorprende allora le critiche preventive al film sul bandito Vallanzasca.
Che seguono le critiche al film (mediocre) "La prima linea" sulla vita di Sergio Segio (troppo documentaristico sui fatti di sangue, ma poca analisi sui perchè della lotta armata).
Cosa temono, che i giovani prendano esempio dalle rapine di Vallanzasca?

Oggi i giovani prendono a calci e danno alle fiamme gli extracomunitari, i gay, spinti dai cattivi maestri. In camicia verde.
Forse il problema non sono solo certi film, i beppegrillo, i fischi ad un politico (su cui gravano troppe ombre), la televisione con troppa violenza.
Forse il problema sono i cattivi segnali e messaggi che vengono lanciati.

06 settembre 2010

Il pdl è finito, ma tutto continua

Dice Fini a Mirabello che il PDL è finito: avrei pagato oro per sentirmi dire una cosa del genere, mesi fa.
Ma oggi queste parole suonano amare: perchè Fini probabilmente fonderà un suo partito di destra.
Perchè comunque il governo andrà avanti.
Perchè fini semplicemente si è tolto dall'ombra berlusconiana per trovarsi uno spazio, magari assieme a Casini e Rutelli.

Perchè per noi, a sinistra, non cambia nulla. Anzi peggio: l'opposizione ancor auna volta ha dimostrat di aver capito poco.
Come Fassino, dovendo scegliere da che parte stare, ha preferito dare dello squadrista a chi fischiava Schifani.
Perchè in nome del principio per cui tutti devono parlare, al presidente Schifani non si possono fare certe domande.

E il paese va avanti.
PS: come si commenta l'uscita di Tremonti contro Draghi (chi parla di modello tedesco dice bambinate)?

Presa diretta – ndranghetisti

Quanto è forte e potente la ndrangheta? Cosa stiamo facendo per contrastarla? Per dare una risposta a queste domande, Riccardo Iacona e i giornalisti di Presa Diertta sono andati laddove si combatte questa guerra in prima linea. Un viaggio nel cuore della ndrangheta.

Da Roccella Ionica, per raccontare dell'arresto di 12 persone della famiglia Sorgiovanni, a Monasterace. Dove è in atto una faida tra due famiglie ndranghetiste che ha causato 17 morti in meno di due anni.
Passando per Marina di Gioiosa Ionica, dove comanda la famiglia Aquino; a Palmi, dove l'imprenditore Gaetano Saffioti vive sotto scorta da 8 anni per aver denunciato il racket nel settore edile.
Da Gioia Tauro, dove le società riconducibili alle ndrine danno da lavoro a migliaia di persone (e creano consenso, oltrechè affari e traffici).
A Gioia Tauro e dagli altri porti italiani broker del narcotraffico come Roberto Pannunzi hanno organizzato negli anni traffici per tonnellate di eroina e poi cocaina.

Ma l'inchiesta di Presa Diretta ha raccontato del radicamento delle cosche al nord: come a Lonate Pozzolo o S.Vittore Olona, dove il 14 luglio 2008 fu ucciso davanti un bar del paese Carmelo Novella (considerato il capo della ndrangheta al nord). Omicidio che seguiva altre morti di persone originarie di Platì, i fratelli Murano, e Giuseppe Russo.
S. Antonino è un paese poco lontano: qui sono molti gli abitanti che provengono da Cirò Marina: sono in tanti a considerare Vincenzo Rispoli, il boss di Legnano, solo un imprenditore che ha fatto del bene.
Come a Lonate, anche qui l'omertà nei confronti della giornalista che fa domande su persone dal cognome scomodo è palese. Non siamo né a Palermo né a Napoli, ma in Lombardia, però.
Dove la gente vota Lega, ha paura degli immigrati, ma poi si fa i fatti suoi davanti al racket, alle minacce, ai bar bruciati.

O magari agli escavatori saltati per aria: come accadeva secondo gli inquirenti a Buccinasco. Dove il clan Barbaro – Papalia è finito sotto processo dopo un'indagine sul radicamento dei clan nelle imprese dell'hinterland milanese nella movimentazione terra.
Il primo processo al nord in cui un imprenditore edile come Maurizio Luraghi è stato condannato (in primo grado) per concorso in associazione mafiosa.

Quest' estate c'è stata poi la vasta operazione in Lombardia con l'arresto di 300 persone anche nella Brianza, per una indagine sulla ndrangheta. Anche un imprenditore edile è finito in carcere: le indagini avrebbero mostrato l'esistenza di 16 locali, 500 affiliati e 160 aziende riconducibili alle ndrine.

Il viaggio di Presa Diretta finisce col racconto della strage di Duisburg (quando la Germania si accorse che le cosche della ndrangheta erano arrivate fin lì), per la faida che contrappone i Nirta Strangio contro i Pelle Vottari. Il processo non si è ancora celebrato.

Come in altre situazioni, emerge dalle interviste dei giornalisti ai parenti delle vittime la coesione familiare: ndranghetista è il nonno, il padre, il nipote. Sono i legami familiari a tenere unite le locali: legami che rendono ancora più difficile infiltrare le famiglie per sapere come sono organizzate e che giro di affari illeciti gestiscono.

Un clan familiare, dove ci si ritrova dentro gli affari di famiglia sin da piccoli e dai cui è difficile uscirne. Dove emerge anche il ruolo delle donne, a fianco del marito o del fratello (come la figlia di Rocco Papalia o Rosanna Barbaro) pronti a difenderli e a negare gli episodi criminali che sono stati attribuiti (alcuni processi non sono ancora andati a sentenza ).
Dove emerge al nord come al sud la potenza economica della ndrangheta, l'omertà che la circorda. Lo sfarzo delle ville delle famiglie che fa da contrasto con la povertà della Calabria.

Il palazzo dove vivevano i Sorgiovanni (una famiglia di imprenditori, con bar, macellerie e negozi di alimentari all'ingrosso) e il palazzo degli Aquino a 6 piani. Salvatore Aquino godeva di un appartamento di 400 metri quadri. La famiglia Pelle a S. Luca aveva una specie di fortino, con un locale nascosto usato per i giuramenti dei neo affiliati (davanti all'immagine della madonna di Polsi).
L'usuraio Gerardo Guastella girava in Ferrari per il paese: la gente se aveva un problema si rivolgeva a lui e non alla legge. E questo negli anni gli ha creato potere e consenso. Il potere di minacciare le persone in piazza e prenderle a schiaffi. Il potere di spostare pacchetti di voti per far eleggere il politico “giusto”.

“La ndrangheta è territorio suo .. si paga la tassa, non è il pizzo ” dice Saffioti: qui il controllo del territorio è loro. Loro (le famiglie degli Aquino, dei Pelle, dei Sorgiovanni...) decidono chi assumere enelel imprese, da dove comprare i materiali. Sono peggio dei terroristi, e bene informati dei tuoi movimenti bancari (peggio dell'FBI), perchè hanno amici nei comuni, negli assessorati e nelle banche. Soffiati è costretto a vivere recluso da 8 anni “io sono condannato a vita, la ndrangheta non dimentica”.

A combattere la ndrangheta ci sono persone come il colonnello dei carabinieri Valerio Giardina, l'autore del blitz di Roccella, responsabile degli arresti di Saverio Trimboli, Antonio Pelle e Antonio Belloco. Il colonnello Pasquale Angelosanto: alla domanda del perchè occorre combattere la ndrangheta ha dato questa bella risposta “maggiore è il contrasto, maggiore è la libertà del cittadino”. Per questo occorre combattere la criminalità organizzata: per garantire le libertà sancite dalla costituzione.

Il comandante Reda della GDF, spiegava come “la Calabria è l'ultima regione d'Europa.. la Calabria è povera ma i boss sono ricchi”. Testimonianza di come la mafia, la camorra, la ndrangheta portino solo povertà e miseria.
Secondo delle stime, il fatturato è di 44 miliardi di euro, per la maggior parte proveniente dal traffico di droga. Poi ci sono anche gli appalti, le imprese edili, il pizzo (perchè anche i picciotti devono mangiare, spiegava il procuratore Gratteri).
Il maresciallo D'Alessandro del Goa (la struttura a contrasto del traffico di stupefacenti nella Gdf), un archivio vivente ha visto diventare la n. la mafia più potente, capace di dare garanzie per la mafia ai catrelli colombiani; capace di ricevere carichi di droga dal sudamerica senza caparra, sulla fiducia. Pannunzi (il broker) gestiva carichi da 5-10000 kg di coca pura: meccanismo che non è stato interrotto dagli arresti.

Di fronte a questa potenza, chi sta in prima linea si ritrova a combattere una guerra con armi spuntate: i tagli del ministero colpiscono anche qua. Benzina ridotta, auto ferme, poca manutenzione. Pochi uomini nelle forze dell'ordine e pochi magistrati ad affiancare Nicola Gratteri nel suo lavoro.
Per non parlare dei disegni di legge che hanno contrastato la lotta alla mafia e non la mafia: le possibilità di patteggiamento, le prescrizioni, i cavilli. La legge sulle intercettazioni, il processo breve. Un brutto segnale. Le pene per i boss, quando vengono presi, sono ridicole: negli Stati Uniti, ad un piccolo trafficante ( per qualche kilo di roba) si danno 10-15 anni. Qui da noi, uno come Pannunzi (che trafficava in tonnellate) ha preso 18 anni ed è riuscito a scappare dall'ospedale.
Questo raccontano le persone di prima linea come Gratteri: “ma a tirarmi indietro non mi sentirei a posto con la coscienza”.

E le cosche al nord?
Qui mafia e ndrangheta sono arrivate dagli anni '70. E' il segreto di Pulcinella, la mafia al nord.
A Lonate, se domandi dei giri di estorsione, dei locali bruciati (perchè il gestore non voleva pagare) ti senti rispondere “a me quello che succede non interessa”. Al bar Moro la giornalista di Presa Diretta è stata quasi aggredita “state rompendo le balle”.
Il nipote del Murano ucciso nel 2005 a Lonate, spiegava che qui “sono gli stranieri che rovinano il paese”. Non i clan che fanno usura e estorsioni. Che entrano nelle imprese per aiutare ad uscire dalle difficiltà e poi piano piano se ne impossessano.
In un intervista anonima ad un ex barista si raccontava che qui tutti i locali pagano il pizzo se no vengono bruciati. Tutti sapevano, ma nessuno dice nulla: il paese è piccolo e tutti si conoscono: questa è gente che spaventa e uccide sul serio.
Come Mario Filippelli considerato il braccio armato della cosca tra Legnano e Lonate.
Come Ciccio Valle arrestato nel sud milanese: clan attivo nell'usura e riciclaggio: 15 persone del clan sono state arrestate questa estate.
Come i Barbaro Papalia, finiti sotto processo per la mafia di Buccinasco assieme all'imprenditore Maurizio Luraghi.

Ma una cosa ti raccontano i magistrati e i poliziotti che si occupano di queste storie: sono in pochi a denunciare. Al processo Barbaro, molti imprenditori hanno preferito fare scena muta al processo. I piccoli e medi imprenditori preferiscono non denunciare il pizzo. E succede che man mano, mese dopo mese, perdano il controllo della propria azienda. Specie di questi tempi dove le banche hanno stretto i cordoni dei finanziamenti. E così le cosche entrano nella nostra economia. Con i soldi sporchi, con le minacce alle persone, ai figli.
E partecipano agli appalti, siedono a fianco dei politici, gli organizzano le cene e i ricevimenti.
A volte conviene pagare il pizzo, mettersi a posto, fare affari con i clan: una convenienza che porta a breve vantaggi. La criminalità diviene blocco sociale, spiegava il procuratore Pignatone con Iacona. E la lotta alle mafie diviene anche una scelta, da che parte stare, da parte della società civile.

Ma non è nemmeno giusto che il peso di questa scelta debba essere portato, senza nessun aiuto, dalle persone che denunciano.
Perchè nessuno ha espresso solidarietà a Saffioti. Perchè Barbara Luraghi deve lavorare col terrore degli escavatori bruciati? Perchè chi ha un bar, in una zona controllata dai clan, deve vivere con la paura che la gente entri in casa a far del male?

La linea della Palma (come raccontava una volta Leonardo Sciascia) si è spostata, anche se a macchia di Leopardo, al nord.
Colpa dei tanti soldi cui la ndrangheta può fare affidamento (che aprono troppe porte). Colpa della politica troppo impermeabile. Degli amministratori locali che negano le cosche, negano i clan. Colpa della paura, per chi viene lasciato solo. Colpa anche di chi, nel mondo dell'informazione, ha preferito non vedere. Perchè non è questione di creare allarmismi o dare addosso alle comunità provenienti da certe città del sud.
E' solo , come spiegava il colonnello Angelosanto, una questione di democrazia e di libertà dei cittadini, al nord come al sud.

05 settembre 2010

Modello italiano

Tutti (o quasi) a ripetere "ci vuole il modello tedesco", per risollevare l'economia. Ma di cosa parlano?
In Germania la paga degli operai è più alta e i sindacati sono dentro i gli enti di controllo delle fabbriche. Hanno cioè modo di vedere se l'azienda va bene (e i manager possono allora intascarsi bonus) o no (leggetevi l'articolo di Roccella ).

Il modello tedesco ha costi della politica analoghi al nostro, ha un livello di corruzione come il nostro, ha un esecutivo impegnato a salvare il leader dai suoi processi.

Esempio del modello italiano, le cronache che arrivano dal belpaese.
A Torino l'ex segretario Ds Fassino critica i fischi al presidente Schifani (invitato nonostante quello emerga dalle inchieste alla festa del PD): meglio il sospetto della mafia nello stato? O meglio inciuciare con i furbetti del quartierino? Con questi dirigenti ..

A Salerno i magistrati han chiesto il rinvio a giudizio per ex togati e politici calabresi, riprendendo le inchieste di De Magistris (Why Not e Poseidone). Vedremo allora se sotto tutto il fumo c'è qualcos'altro.

A Mirabello sono tutti ad aspettare il discorso di Fini. Per vedere come va a finire.

A Cernobbio (al Workshop Ambrosetti) sono tutti felici e contenti. La strana coppia Bertinotti e Tremonti ha dimostrato di avere molto in comune. Eccetto la questione degli scioperi. Che patto intende proporre all'opposizione, e che farà l'opposizione?

Stasera la prima inchiesta della stagione di Presa diretta è invece dedicata alla ndrangheta.
Si intitola ndranghetisti: "quanto ricca forte e pericolosa è la ndrangheta"?

Ecco, se i giornali anzichè concentrarsi sulle case di Montecarlo, alla caccia ai finiani, ecco, forse lo sapremmo meglio.

03 settembre 2010

Fra i minatori di Pablo Neruda

Fra i minatori di Pablo Neruda

Io ero nel salnitro, con gli oscuri eroi
con chi estrae neve fertilizzante e fine
dalla dura corteccia del pianeta.

Essi mi dissero: " Guarda,
fratello come viviamo".
E mi mostrarono le loro razioni
di miserabili alimenti,
l'impiantito di terra nelle case,
il sole, la polvere, le cimici,e la solitudine immensa.

Io vidi il lavoro degli scavatori,
che lasciano stampati, nel manico
di legno della pala,
tutta l'impronta delle loro mani.

Io sentii una voce che veniva
giù dal fondo stretto del pozzo,
e poi di là vidi spuntare
una creatura senza volto,
una maschera polverosa
di sudore, di sangue e polvere.

E quella mi disse: - Dovunque vai,
parla di questi tormenti,
parla fratello, del tuo fratello
che vive là sotto, nell'inferno.

Dedicato ai minatori cileni, imprigionati sottoterra.
E a quanti ogni giorno, pagano con la vita il diritto al lavoro.

Giovani, abbiate Fede


Messaggio dal papa ai giovani disoccupati, precari, bamboccioni : "più importante la fede del lavoro".
E poi uno pensa, come te lo do l'8 per mille, se non lavoro e poi non pago le tasse?

Tranquilli: ci pensa il papa. Alla peggio, per le belle ragazze, ci pensa papi (che anche per lui, è importante avere Fede). Ma questa è un'altra storia.

Operazione Drago a Varese

Un altro segnale che putroppo tutta l'Italia è paese: l'operazione Drago a Varese, che ha portato all'arresto per usura Giuseppe Drago zu Pippo e della sua organizzazione, che avvicinava le vittime (piccoli imprenditori) in un bar di Busto Arsizio.

Da Varesenews:

Giuseppe Drago, nato nel '51 a Catania ma da sempre residente a Magnago, era soprannominato "Zu' Pippu" ed era il vero perno dell'organizzazione. Pluripregiudicato, condannato per reati di droga e per un tentato omicidio, Drago è stato anche tra gli indagati (anche se non fu condannato) dell'operazione "Infinito", una delle prime che rivelarono la presenza delle infiltrazioni mafiose nel nord Italia. Nell'inchiesta di questi giorni, è risultato che Drago trattava direttamente con le vittime, e questo era il punto vincente della banda. Nelle intercettazioni, i Carabinieri si sono resi conto, ad esempio, che mentre Drago si rivolgeva alle vittime con il "tu", queste a lui davano del "lei" o, addirittura, del "voi". Evidente, quindi, il tono di deferenza e rispetto e il potere di soggezione del capo sulle vittime dell'organizzazione.
Al "boss" si affiancava una rete di "intermediari" che agivano solo su specifica delega, gestendo di volta in volta le vittime che venivano loro assegnate nominativamente, ad esempio quando il capo trascorreva periodi di vacanza presso la sua abitazione di Lido delle Nazioni in provincia di Ferrara. A loro il compito di occuparsi delle operazioni di riscossione. Gli incontri avvenivano presso "uffici volanti", ma veniva preferita l'area all'esterno di un bar di Busto Arsizio.

La banda di usurai individuava le vittime prevalentemente tra piccoli imprenditori – talvolta a rischio di fallimento – e in nuclei familiari in gravi difficoltà economiche. A questi, dopo aver beneficiato di prestiti (da 4 a 60 mila euro), applicavano tassi che superavano il 20% mensile ed il 200% annuo. Complessivamente è stato verificato un volume d'affari pari ad oltre 500.000 euro. Oltre 30 sono le vittime accertate, quasi tutti imprenditori della zona.

In diverse occasioni i debitori, in preda alla disperazione, sono stati costretti a far contrarre ai propri familiari ulteriori debiti, oppure si sono dovuti rivolgere ad amici e parenti per ottenere denaro in prestito. Le richieste di denaro avevano un'accelerazione verso la fine di ogni mese, quando le "scadenze contrattuali" prevedevano il rientro degli interessi e/o dei capitali. Il sistema adottato dalla banda era quello tipico del "cappio usuraio": spesso i debiti venivano "prorogati" mediante il versamento dei soli interessi mensili, con l'effetto collaterale di prolungare "l'agonia" finanziaria della vittima, fino a portarla alla cessione dell'attività. Molte delle vittime, spesso non avevano neppure iniziato a pagare il capitale, che restava invariato mentre gli usurai incameravano gli esorbitanti interessi

Gli usurai proponevano anche metodi di pagamento alternativi: gli inquirenti stanno esaminando alcune compravendite di immobili di proprietà delle vittime, ceduti agli strozzini per pagare i debiti tramite operazioni fittizie. In altri casi i debitori sono stati costretti a prestazioni lavorative gratuite presso alcune imprese edili riconducibili all'organizzazione, sia come manodopera che come materiale. E proprio nel settore dell'edilizia avveniva il riciclaggio del denaro, sia attraverso imprese che attraverso false fatturazioni emesse tramite imprese compiacenti. Alcuni debitori, in corrispondenza delle scadenze, hanno anche cercato di sottrarsi all'azione assillante del "boss" e dei suoi "soci", non rispondendo più alle chiamate. Ma Drago è sempre stato comunque in grado di raggiungerli, per "ricordare" le condizioni da rispettare, aumentando così lo stato di totale sudditanza delle vittime.

Cemento, mafia, usura, senso di impunità in un territorio lontano dal sud. Uno scenario che non è isolato: a luglio, in brianza, c'era stata la maxi operazione con i 300 arresti per ndrangheta.

In ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa

“Potere; l'ho sentito questo verbo. Ebbene, io l'ho colto e lo voglio sottolineare in tutte le sue espressioni o almeno quelle che così estemporaneamente mi vengono in mente: poter convivere, poter essere sereni, poter guardare in faccia l'interlocutore senza abbassare gli occhi, poter ridere, poter parlare, poter sentire, poter guardare in viso i nostri figli e i figli dei nostri figli senza avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa, poter guardare ai giovani per trasmettere loro una vita fatta di sacrifici, di rinunzie, ma di pulizia, poter sentirci tutti uniti in una convivenza, in una società che e' fatta, e' fatta di tante belle cose”.

Un estratto dal primo discorso che il generale Carlo Alberto dalla Chiesa tiene nella sua nuova veste di Prefetto di Palermo [da liberainformazione].
E il potere (anche il suo lato nascosto), il generale Dalla Chiesa l'aveva conosciuto bene. Nella lotta alla mafia e nei suoi legami con la politica.

Nell'intervista a Bocca, spiegava dove venisse fuori il potere della criminalità:
“Sono convinto che con un abile, paziente lavoro psicologico si può sottrarre alla Mafia il suo potere. Ho capito una cosa, molto semplice ma forse decisiva: gran parte delle protezioni mafiose, dei privilegi mafiosi certamente pagati dai cittadini non sono altro che i loro elementari diritti. Assicuriamoglieli, togliamo questo potere alla Mafia, facciamo dei suoi dipendenti i nostri alleati”.

Sono passati 30 anni, da via Carini. E pochi passi sono stati fatti: le espulsioni dalla Confindustria delle imprese che pagano il pizzo. I processi eccellenti (e la riapertura di casi che riguadano il rapporto mafia e politica). Il lavoro di associazioni come Libera, l'impegno delle forze dell'ordine, dei magistrati nonostante minacce e attacchi.
Il percorso per poter dire "c'era una volta la mafia" è ancora lungo.

02 settembre 2010

Aspettando Mirabello

Chissà cosa prova Massimo Tartaglia, lo psicopatico che ha rotto la faccia di Silvio Berlusconi tirandogli un modellino del Duomo in pieno volto. Era il dicembre scorso mica secoli fa. Chissà cosa prova leggendo sui giornali che Marcello Dell’Utri fugge dagli incontri letterari quando piccoli emulatori di Tartaglia lo coprono di insulti e democraticamente (sic!) gli impediscono di parlare perfino quando non c’è, come ieri sera a Milano.

Dunque contestare un politico (ricordandogli le sue condanne) e lanciargli una statuetta, pari sono?

Aspettiamo Mirabello, allora, quando vederemo all'opera le squadre dell'amore. Chiamate a fischiare Fini.
E vediamo cosa scriveranno sul corriere e sui giornali di centrodestra.

Autunno caldo

Il senatore Marcello Dell'Utri contestato a Como.

Tensione fuori lo stabilimento di Melfi
Protesta a Venezia dei poliziotti del Coisp contro i tagli alla finanziaria al comparto sicurezza.
Magazzinieri licenziati di una cooperativa che lavora per Carrefour che cercano di fare la spesa, alla stessa maniera con cui l'azienda non paga loro lo stipendio.

Lo sciopero dei precari della scuola a Milano (quelli "strumentalizzati per fini politici", secondo la Gelmini)

Nel cuore della padania

A Comazzo, nel lodigiano, la Schering - Merck , azienda nel settore farmaceutico, ha deciso di chiudere e lasciare a casa una quarantina di dipendenti.
L'azienda non è in crisi: è semplicemente un altro caso di ristrutturazione/ delocalizzazione, per massimizzare i profitti e abbattere i costi.

Questo è quello che succede in Padania, tra tifosi inferociti per la tessera del tifoso, cassa integrazione, scioperi della fame per un posto da precario nella scuola.

I sindacati raccontano di 14000 disoccupati in provincia, e di altri 1000 posti a rischio nel 2010.
Cosa fanno a Roma (al ministero vacant(z)e)? Cosa fanno gli amministratori locali?

Il candidato giusto

Entusiasmo nel PD dopo l'autocandidatura dell'architetto (archistar) Stefano Boeri.
Quello che ha firmato il masterplan dell’Expo 2015.
Fu lui ad autografare il mega progetto del G8 sardo a La Maddalena (quello della Cricca...).

Assieme a Ligresti hanno realizzato sia il progetto Porta Nuova Garibaldi che il Centro europeo per la ricerca biomedica promosso da Umberto Veronesi.

Il suo sito personale è in inglese, come in inglese il sito dell’agenzia di ricerca multiplicity
Siamo sicuri che sia il candidato giusto per sfidare la Moratti o qualunque altro candidato che schererà il partito del fare?

Che ne sà di Milano, la Milano dal basso si intende? Della criminalità nei cantieri, dello spaccio nei locali, della nuova prostituzione al chiuso delle case? Riuscirà ad affrontare e risolvere (non a parole) il problema dei trasporti pubblici (carenti), del traffico, dell'inquinamento ...
Come si pone Boeri nei confronti dell'acqua pubblica? Dell'eco pass nel centro? Della gestione dei rifiuti (inceneritori o raccolta differenziata)? Delle piste ciclabili, del verde in città, del consumo del suolo?

Il mercato dell'auto

Fiat -20% di immatricolazioni nel mesi di agosto : concessionari in crisi per un mercato saturo e fermo dopo la fine degli incentivi.
Il gruppo scende al 26% comequota di mercato, il dato peggiore da 17 anni
E ora? Che ce ne facciamo di tutte le auto promesse dal piano di Marchionne?

01 settembre 2010

L'ora di religione


In una scuola paritaria ragazzi promossi agrazie al 10 in religione: che però non dovrebbe esprimere un voto numerico, ma solo un giudizio. E nella mattanza di ore e di posti di lavoro prodotta dalla riforma Gelmini, l'ora di religione è la sola a non subire tagli: docenti nominati dalla Curia, ma pagati dalle tasse degli italiani

E la laicità? Il rispetto delle altre religioni (che non subiscono lo stesso trattamento di favore)?
Che formazione ricevono i ragazzi che faranno meno ore di italiano e più ore di religione?
Che fine faranno i precari della scuola che oggi non trovano posto?
Chi garantisce l'equiparazione tra scuola pubblica e privata se è solo quella pubblica che subisce tagli?

Che brutto futuro ci aspetta.
Per le donne, Gheddafine in Libia. Per i maschietti, c'è sempre posto nei cantieri, per le grandi opere, come la costruzione della litoranea, la via Balbia ...

Segnalazioni:
- Un minimo senso di responsabilità (l'ennesimo episodio di razzismo e violenza)




Le priorità di Obama

E' vero: è anche la paura delle elezioni di mid-term.
Ma negli Stati Uniti, si volta pagina in Iraq.

So tonight, I am announcing that the American combat mission in Iraq has ended. Operation Iraqi Freedom is over, and the Iraqi people now have lead responsibility for the security of their country. Having drawn down 100,000 troops since taking office, a much smaller force will stay to train and assist the Iraqi forces during the transition period. The President was unambivalent on what would happen after that time: “all U.S. troops will leave by the end of next year.” [WhiteHouse]

Mi ricordo ancora nel 2003 quando Bush jr aveva dichiarato nel suo discorso sulla portaerei Lincoln che la guerra era finita. Ci siamo già dimenticati di tutto: le buge sulle armi di distrazione di massa, i contractor, le stragi di civili.

Negli Stati Uniti ci sono "ancora troppe imprese in difficoltà, ancora troppi americani senza lavoro".
Il presidente Barack Obama, rivolto ai giornalisti nel giardino delle Rose alla Casa Bianca, ha fatto il punto sulla situazione economica americana, descrivendo un scenario drammatico, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro.

Per incoraggiare le assunzioni, la Casa Bianca ha annunciato che sta preparando un programma di tagli alle tasse per le piccole e medie imprese e la classe media. Obama ha precisato che il suo team economico sta lavorando a ulteriori misure e ha chiesto al Congresso una riduzione del carico fiscale sulla classe media.

Il provvedimento che riguarda gli sgravi a favore delle piccole imprese "sfortunatamente - ha precisato Obama - è fermo da mesi in Senato, bloccato da una minoranza che non permette neanche di andare al voto. E' una cosa insensata". Il Presidente ha accusato i repubblicani di "tenere in ostaggio questo provvedimento, a tutto svantaggio della nostra crescita economica". "Per questo - ha aggiunto - chiedo ai senatori repubblicani di smetterla con l'ostruzionismo".

Cambia l'ordine dei fattori

Via la norma transitoria sul Processo breve, per accontentare i finiani.
E dalla finestra rientra ciò che era uscito dalla porta: una revisione delle norme sulla prescrizione.
Se sei presidente del consiglio da meno di 2 anni, se sei presidente del Milan, se sei alto meno di 1.70 ...

E si continua a prendere in giro le persone.

1 giovane su 4 è senza lavoro.
Il PIL cresce di punti percentuali.