23 giugno 2013

Dritto al cuore, di Elisabetta Bucciarelli


Vicina all'anima è la linea verticale.
Milo de Angelis






















L'incipit del romanzo:
La casa era in alto. Per arrivarci si doveva risalire tutta la valle, affrontare trentasette tornanti, prendere una funivia. E ancora non bastava. D'estate c'era da camminare per una buona mezz'ora a piedi, fino a quota duemila. D'inverno servivano gli sci, oppure le ciaspole agganciate agli scarponi, al limite il gatto delle nevi.Era costruita un legno e pietra. Legno di larice ormai quasi del tutto annerito. E pietra grigia, ancora perfetta in ogni sfumatura di colore, colonizzato dal muschio verde argenteo a nord e da qualche pianta a piccoli fiori gialli incuneata tra le beole del tetto a sud.Vecchia, la Casa, ma non ancora antica. Portava i simboli Walser, insieme a quelli di altre popolazioni meticcie. Cuori magri con la punta in basso che svirgolava a sinistra. Piccole fessure a tilde che riprendevano le orme degli animali, croci e cerchi.
È dovuta salire ben in alto, Elisabetta Bucciarelli, per raccontare questa storia, in cui il meccanismo del giallo è usato come pretesto per raccontarci in verità di una comunità che vive, da sempre, a duemila metri d'altezza, isolata quasi, e fedele ai propri riti. Rituali che rivelano di un attaccamento alle tradizioni ma anche alla natura.
Che qui, così lontano dalla civiltà, è la padrona che deve essere rispettata. Una comunità, in Val d'Ayas (est di Aosta), ai piedi del Monte Rosa, in cui Maria Dolores Vergani è ospite, godendosi una vacanza di riposo dopo la brutta storia che l'ha vista protagonista ne “Ti voglio credere”.
Un rapporto da mettersi alle spalle, mesi di domiciliari, una voglia di ricominciare una vita allontanandosi dalla vita di sempre.

Ma in questo libro, come si è detto, si è ospiti di una comunità antica che vive di pastorizia e del turismo estivo di gente che viene qui dalla città.
Come Dolores, e come Pietro che, assieme a sua mamma, suoi vicini di casa.
Zefiro, come il vento figlio di eos, è il vecchio capo villaggio: è il nonno di Ariel, che ha cresciuto dopo la morte della madre e l'abbandono del padre.
Pietro e Ariel, assieme a Rafael, il figlio del macellaio, passeranno assieme quei giorni estivi, vissuti dal ragazzo di città inizialmente con noia e ostilità.
Come tutti gli adolescenti, non è pronto alla montagna che, a differenza del mare, sembra volerti mettere alla prova, in difficoltà. Non c'è campo per il telefonino, se non assecondando i voleri del vento. Con le scarpe da tennis, che tutti gli adolescenti portano a piedi, è difficile camminare sui sentieri.
Col passare del tempo, grazie alla compagnia , anche Pietro entrerà in sintonia col villaggio, con le montagne, con i suoi riti.
Come lo scontro tra le mucche gravide, affinché una vinca il titolo di “reina”. Competizione che omaggia le mucche per il ruolo di donatrici di vita.

È proprio Zefiro che, in una delle sue passeggiate nei boschi, fa una scoperta sconcertante: la testa di una donna, presumibilmente, staccata dal suo corpo, semi sotterrata. Successivamente, grazie ad altri scavi nelle vicinanze, emerge anche una borsa con dentro dei vestiti e alcune parti del corpo. Fatto a pezzi. Mentre la donna, per cui il medico legale indica di razza negroide, è stata fatta a pezzi.

Indaga il tenente di Brussons, che però, conoscendola di fama, chiede l'aiuto a Dolores Vergani. Essendo qui in ferie, in cerca di una nuova prospettiva per la sua vita, non l'attira molto l'idea di una nuova indagine, di altre morti, anche se non ha rotto del tutto coi suoi ex colleghi (come l'ispettore Funi che sente tutte le sere via Skype).
Ma non potrà fare a meno di dare il suo contributo, anche per la conoscenza di un avvenente medico legale di Torino, il dottor Giagiuari.

Una donna morta, almeno un anno prima e sepolta secondo una specie di rituale in mezzo ad un bosco in un paese lontano dalla città.
C'è anche una seconda morta: la mucca di Ariel. Anche per dare una dignità a tutte le donne scomparse, e per la ferita che la quasi “reina” ha prodotto sulla piccola Ariel, Dolores fa una sua indagine. Scoprendo che qualcuno ha avvelenato l'animale.
E che la donna sotterrata, potrebbe essere collegato ad altri omicidi, irrisolti, avvenuti nelle province di Como e di Lecco negli anni passati.

Quanti misteri: ma è tutta la montagna che è luogo di mistero. Romanzo e leggenda si mescolano nella scrittura evocativa di Elisabetta Bucciarelli. Il racconto della Valle Perduta , gli Occhi del Bosco, strani animali dagli occhi grigi che si aggirano nei boschi, bipedi o quadrupedi in mezzo ad una famiglia di cervi.
E infine la Casa, scritta con la C maiuscola. L'anima e la saggezza al tempo stesso del villaggio. Colei che consiglia le persone e che dirà alla stessa Dolores cosa fare. Anima che decide chi fare entrare al suo interno e chi lasciare fuori.

La faccia-bambina non aveva mia lasciato la sua Casa, non aveva mai visto altri luoghi se non quelli. Il bosco, le rocce, le valli. Eppure il monde veniva a lei senza nemmeno essere sollecitato. Aveva fiori freschi nelle tasche della camicia e poca compiacenza verso le femmine di carta giù in paese «si accoppiano come vipere» diceva. Teneva i calzoni troppo larghi chiusi con una spilla da balia e ascoltava il sentiero che lei chiamava la voce del mondo

La Montagna metafora della donna: Dritto al cuore è un libro dove le protagoniste, positive e negative sono donne. Gli uomini relegati al ruolo di comparsa o di saggi anziani.
Femminile, verticale. Montagne madri da scalare, superare, conquistare. Mai del tutto, mai per sempre. Donne stabili, ferme solo in apparenza. Faticose da sostenere perché potenti, autodeterminate, centrate. Si va per differenza, quando non si hanno altre strategie si cerca di togliere e di minare, scavando e sottraendo ciò che le tiene salde alla terra.

In mezzo a tanta crudeltà, per le morti senza nome (e se non ci fosse la tenacia della Vergani, nemmeno senza giustizia), al clima da favola, c'è anche spazio per raccontare del mondo degli adolescenti.
Ariel e Pietro, i due adolescenti così diversi tra loro ma pure così vicini: entrambi lasciati soli dagli adulti, in questa natura verticale si metteranno alla ricerca della loro identità.

Dritto al cuore è un romanzo sul tema del cambiamento, sulla felicità e sull'amore.
Su quanto sia difficile comunicare questa felicità: ma anche per Dolores è arrivato il momento di cercarla, questa nuova felicità.
“Prenditi ciò che ti serve”, iniziò a dirsi in silenzio, “lascia affiorare il tuo desiderio e lotta per avere ciò che vuoi, a costo di fallire e di dover ricominciare. Smetti di muoverti ai confini, di tracciare perimetri e provocare distanze, mira dritto, dritto al cuore, Vergani”.
L'ultimo messaggio che la voce della Casa le lascia:
Passiamo troppo tempo a sanare gli errori del destino. Adesso anche tu hai terminato di farlo.
Non ci rimane che aspettare il prossimo libro di Elisabetta Bucciarelli.
 
La presentazione del libro allalibreria di piazza Dateo il 13 giugno.
Il blog dell'autrice.
Il link al sito di Edizioni e/o
Il link per ordinare il libro su ibs

21 giugno 2013

Un calcio malato


Non bastavano le parole di Blatter, in risposta alle proteste dei brasiliani, per le spese fatte in preparazione della Confederation Cup e del mondiale: "il calcio e' piu' importante dell'insoddisfazione delle persone".
Come a dire, se la gente non ha pane (per la crisi) dategli le brioche!

Ora c'è anche questo: la squadra del Novara sta pensando di comprare il calciatore greco Katidis che ha fatto il saluto nazista (o fascista) dopo un gol.
E', giovane, dicono al club. Imparerà. Ma che lezione vogliamo dare ai giovani che osserveranno il giocatore dagli spalti?

Toni Renzi


Diceva la Tatcher che il miglior successo della sua politica fosse l'elezione di uno come Blair come leader dei laburisti.
Ecco, non è un buon viatico per uno che si candida a leader del (fu) maggior partito di centro sinistra.

Contento lui. Noi elettori ce ne faremo una ragione. Qualcuno dirà che il maggior successo del berlusconismo è l'elezione di Renzi

Una vera bufala

 

C'è la mozzarella di bufala, e la bufala della mozzarella: Servizio pubblico, nella formula estiva dell'inchiesta senza dibattito e ospiti in studio, ha raccontato della truffa della mozzarella di bufala campana dop.
Un'inchiesta di Stefano Bianchi dentro una delle nostre eccellenze, che non sappiamo più difendere, come non abbiamo saputo difendere i terreni e le falde della Campania dalle discariche abusive della Camorra.
Quelle dove, a fianco delle fumarole, i fumi dei veleni tossici che escono dalle fratture del terreno, si coltivano fragole, pomodori, pesche, che poi finiscono nelle nostre tavole.
Magari le tavole delle famiglie del nord, da cui negli anni passati sono partiti i camion coi rifiuti industriali interrati (con la complicità di Camorra e amministratori locali) in quei terreni. E il cerchio si chiude.

C'è un dossier del colonnello Mantile, rinchiuso in qualche cassetto del ministero delle politiche agricole (oggi presieduto dalla De Girolamo).
Si parla del consorzio di tutela della mozzarella, del suo consiglio di amministrazione (dentro cui siedono i maggiori produttori di mozzarella della regione), e delle pressioni che questi avrebbe fatto al ministero per poter approvare la modifica della "disciplinare".
La bibbia, il regolamento che indica come deve essere fatta una mozzarella per essere dop.

cioè latte campano, dop, e niente cagliata o latte congelato.
Secondo il dossier ci sarebbe un comitato d'affari, che anziché tutelare la qualità del prodotto, gli allevatori e i produttori del latte, avrebbe badato più ai suoi interessi.
Lucrandoci sopra, per avere meno controlli, "controlli apparecchiati" dice il colonnello, un vero e proprio cartello messo in piedi per livellare verso il basso il prezzo del prodotto, mettendo in difficoltà i piccoli produttori.
Ci sono le intercettazioni, ci sono i rapporti della magistratura, i sequestri del latte proveniente dal sudamerica: alcuni di questi maggiori produttori campani sono finiti nell'inchiesta della DDA di Napoli. Anche se sono sati scarcerati, cìè ancora il processo che deve fare chiarezza.
Un'inchiesta dove si parla anche della Camorra, che controllerebbe buona parte della filiera di produzione.
Camorra che avrebbe proprio finanziato, uno dei produttori poi finito indagato.

Dalle intercettazioni telefoniche sembra quasi di vederlo, Giuseppe Mandara, il patron della mozzarella di bufala più nota nel mondo –arrestato ieri– mentre alza le spalle e, rendendosi conto del pericolo per la salute dei consumatori, dice: “Se prende qualche bambino è una tragedia… Ho parlato con l’avvocato, non ci conviene fare niente adesso altrimenti si capisce che sapevamo del guasto”.

Ci sono le bufale imbottive di farmaci per nascondere ai controlli la malattia della brucellosi.
Bianchi ha anche sentito qualcuno di questi manager della mozzarella (o della bufala della mozzarella).

Tutti si sono detti sereni: la figlia di Giuseppe Mandara (qui trovate altri spezzoni del video), nell'intervista con Bianchi, se l'è presa con Roberto Battaglia, un altro imprenditore caseario che ha denunciato le pressioni dei clan Casalesi su
altri imprenditori .
"usano i pentiti per delegittimarci .. come con Berlusconi .. sa io sono berlusconiana".

A Milano al salone del gusto, il giornalista ha anche avvicinato un altro imprenditore che forniva ai caseifici la cagliata (usata al posto del latte dop e proveniente dall'est Europa). Con molta tranquillità, questo cavaliere della repubblica spiegava che "una volta dentro la cagliata, sono solo cazzi tuoi".

L'importante è non farsi beccare mentre la mescoli al latte dop.

Alcune domande rimangono sospese nell'aria, a fine servizio.
La società che controlla ora sul consorzio è controllata direttamente dall'Aia (l'associazione allevatori che racchiude solo il 20% dei produttori). Possiamo fidarci?
E poi, ma quanto latte di bufala si produce in Italia?
Che dicono al ministero?

20 giugno 2013

Di che patto parliamo?

L'intervista di Beatrice Borromeo a Sallusti: esiste un patto Berlusconi Napolitano ?


Come il pilu

Il fatto quotidiano di oggi:
F35, il ministro vuole comprare altri 40 caccia
MONTI AVEVA RIDOTTO LA COMMESSA. MAURO (DIFESA): “90 AEREI SONO POCHI, A FINMECCANICA NON CONVIENE”
di Daniele Martini
Contrordine: per gli F-35 la Difesa cambia idea per la seconda volta. Ed è un ripensamento del ripensamento che ha il sapore della beffa. Ridotto dal ministro precedente da 131 a 90 esemplari, l'ordine d'acquisto per i supercacciabombardieri della Lockheed Martin ora torna d'incanto alla cifra originaria con il nuovo ministro, Mario Mauro.
I caccia F35 sono, per certi generali lobbisti e per i loro riferimenti politici, come il pilu di Cetto la Qualunque.
Non sono mai abbastanza.

La barzelletta

Il nostro è un paese da barzelletta, come facciamo a prenderci sul serio?
Vi ricordate la polemica per l'uscita di Battiato sulle "troie"? La reazione ipocrita del belpaese che arrivò al decreto per le sue dimissioni firmato dal presidente Crocetta?
Per fortuna che il tempo è galantuomo.
Notizia di ieri, l'inchiesta sulle escort in regione Sicilia, pagate coi fondi per i disoccupati.
Che non venivano pagati per andare con le escort, ovviamente.
Un (presunto) giro di prostituzione per i colletti bianchi siciliani.

Come quello che starebbe emergendo a Firenze. La città del candidato premier, segretario e quanto altro.

Sempre in tema (di barzellette, intendiamoci), ci aspettavamo un cambiamento vero in regione Lombardia, con la gestione di Maroni.
Invece il segretario nonché governatore ha nominato come commissario per l'Aler (l'istituto che si occupa di edilizia regionale) il geometra di Berlusconi e l'ex prefetto di Milano.
Quello che parlava al telefono con la Polanco e che spalancava le porte della prefettura per un parcheggio (e per le pratiche del passaporto).

Quello per cui "a Milano la mafia non esiste".

E questo sarebbe il cambiamento? Vabbè che il predecessore aveva assunto la figlia del boss ..

Come facciamo a prenderci sul serio?

Siamo bombardati da promesse, proposte, decreti da approvare con urgenza per andare in deroga a leggi che gli stessi partiti hanno approvato nel passato. Il vincoli per la stabilità in costituzione , il patto di stabilità dei comuni, Equitalia e i suoi super poteri ..

19 giugno 2013

Non si nascondono nemmeno

Nemmeno hanno più bisogno di nascondersi, o di vergognarsi per le loro posizioni, in contrasto coi principi costituzionali della legge uguale per tutti, della separazione dei poteri, del rispetto delle istituzioni.

Hanno avvisato la consulta.
 

Paperone è sempre più ricco

Paperone è sempre più ricco: è questo quello che emerge dal rapporto stilato da Capgemini e RBC Wealth Management sulla ricchezza mondiale.
Nonostante la crisi, nonostante tutti sappiano quali siano le cause della crisi mondiale e globale.

"Nel 2012, complice la ripresa globale dei corsi azionari e dei mercati immobiliari a dispetto comunque di un anno non facile per l'economia reale, la ricchezza finanziaria nel mondo è tornata a marciare a buon ritmo, mettendo a segno una crescita del 10% e raggiungendo la soglia dei 46.200 miliardi di dollari. Nel 2011 c'era stato un calo dell'1,7% e la ricchezza si assestava a 42mila miliardi di dollari . Gli individui che hanno ricchezze investibili pari ad almeno un milione di dollari sono 12 milioni di individui (+ 9,2% rispetto al 2011 quando erano 11milioni)."

In Italia, i super ricchi sono 176 000: siccome però, dati del fisco alla mano, i contribuenti che dichiarano più di 300000 euro sono solo 28000 persone, ci sono 140000 paperoni evasori.

Come a dire che i super ricchi non pagano super tasse e , a quanto sembra di capire, nemmeno hanno intenzione a rinunciare a nulla dei loro guadagni.
Il 90% della ricchezza, dice lo studio, è nelle mani dei ricchi di Asia, america del nord e dell'Europa.
Sì, paperone è sempre più ricco, ma il mondo è sempre più ingiusto.
Fino a quando sarà sostenibile una situazione come questa?

Il tempo si è fermato a Ballarò

Passano gli anni, i governi, crescono la disoccupazione e peggiora la crisi, ma il tempo sembra fermarsi a Ballarò.
Gli ospiti, sono quasi sempre gli stessi (anche perché su una parte degli eletti, quelli del M5S, pena scomunica).
E spesso anche gli argomenti. Ieri sera c'era il politico di area berlusconiana a difendere il capo. Che non si può insultare o mandare a casa dopo una sentenza di condanna. Perché sarebbe un insulto ai 9 milioni di elettori ..
Curiosamente, sono le stesse parole usate dai difendosi di Grillo ieri in piazza: chi offende Grillo, offende chi lo ha eletto.

Di fronte al politico berlusconiano, il solito giornalista o professore che ricorda i conflitti di interesse, le vicende di corruzione, il fatto che è stato al governo per anni portandoci in questa situazione (e non si può sempre tirare in ballo la crisi internazionale).

E così, tra un battibecco e l'altro, si va avanti con gli stessi ragionamenti.
Come se avessimo tempo da perdere.
La Rai è in crisi? Privatizziamola, allora. Tutti d'accordo, lo hanno fatto anche in Grecia.
Ma come mai la Rai è in crisi? Forse perché il presidente dei governo che si sono succeduti era anche a capo di un gruppo televisivo?

Telecom è in crisi? Vendiamola i cinesi. E quelli che l'hanno scalata in debito? E quelli che hanno permesso la privatizzazione in toto di rete e servizi? Ma adesso separeremo rete e servizi. Sì, ma i soldi li mette la Cdp e Telecom vorrebbe mantenere il controllo.

La corruzione si mangia un bel pezzo del Pil, abbatte la credibilità delle istituzioni, fa aumentare i costi delle grandi opere?
Ma tanto non è una priorità, dice il ministro. Non lo è mai stata.

E oggi, continueremo a parlare dei temi caldi che appassionano la politica e i giornali che ne seguono il gossip.
I processi di Berlusconi (che ripercussioni avranno sul governo?).
E le epurazioni di Grillo. Dimenticandosi di quelle avvenute dentro la Lega o nel PD (i sindaci anti TAV) o nel PdL.


Tutti lì a chiedere proposte choc, meno tasse, a promettere interventi su lavoro e imprese.
Tasse, per inciso, che sono state messe da qualcuno, che si tratti di Monti (sostenuto da Pd e Pdl) o di Berlusconi.
Ma tanto abbiamo tutto questo tempo da perdere col chiacchiericcio su Grillo e sui processo di B. ..

18 giugno 2013

Il sogno di volare, di Carlo Lucarelli

Da giovane avevo un sogno,
volare come un uccello,
ma adesso che schiaccio l'aria
col mio peso non mi pare bello.
Io volo come un mattone,
come un sasso, una chiave inglese,
volare senza ali
è un problema, mi sembra palse,
volare senza ali
è un problema, mi sembra palese

Andrea Buffa, Il sogno di volare

Incipit:

"Era una sensazione.
Non un rumore, perchè la muca dell'Ipod gli rimepiva le orecchie morbida e piena come una cera fusa, e non era neanche un'ombra o un movimento, perché va bene che il lampione era rotto e il portico quasi buio, ma lui era così immerso nei suoi pensieri, gli occhi rivolti a gardarsi più dentro che fuori, che non si sarebbe accorto di nulla neppure se fosse sato giorno e ci fosse stato il sole.
Era una sensazione.
Come quando uno si sveglia all'improvviso perché sente che qualcuno lo guarda, e infatti Enzo si strappò da musica e pensieri e si sfilò le cuffie per guardarsi attorno.
Ma non c'era niente".

L'ho letto tutto d'un fiato, questo libro, come non mi capitava da tempo.
Dopo 12 anni di attesa, il ritorno di Grazia Negro, l'ispettrice conosciuta in "Lupo mannaro", "Almost blue" e "Un giorno dopo l'altro", specializzata nella cattura di serial killer.

E anche in questo libro c'è un assassino seriale: Il Cane, così l'hanno chiamato le forze dell'ordine, animato da una rabbia e da un desiderio di vendetta feroce.
Il Cane perché lascia una striscia di bava sulle vittime, e le morde sul petto. Come a volerle strappare il cuore.
"ora è finita perché non è giustizia quel che voglio ma vendetta e vi prenderò uno per uno per uno stronzi maledetti VERRO' A PRENDERVI UNO PER UNO E VI MANGERO' IL CUORE!"
http://www.diariodibordonumerouno.splinder.com
pagina 73

La squadra della Mobile, chiamata ad indagare su queste morti che fanno paura, è sempre la stessa: Grazia e i due ispettori Matera e Sarrina.
Ma non è che le cose sono rimaste le stesse.
La città di Bologna è cambiata: più arrabbiata, più cattiva anche lei, nessuna la vuole bene,

"Non gliene frega più niente a nessuno. Non gli vuole più bene  nessuno, a questa città.
Riprese a camminare, ansimando per la foga del discorso, si era stupito lui per primo di essersi lasciarot trasportare in quel modo.
- Vabbè, - disse Sarrina, - e poi è tutta l'Italia che è così. Tutti persi, tutti incazzati. Se lo chiedessi alla gente, finisce che il Cane più che in galera lo manderebbero al governo".
pagiona 93 

Ma anche Grazia non è la stessa di 10 anni fa: la convivenza con Simone non sta andando bene, e pensano di superare la crisi facendo un figlio, ma riccorrendo alla fecondazione artificiale.

Ma Grazia non è pronta: questa paura la porta a fare degli incubi

"Aveva fatto un sogno, la faccina di un bambino piccolo piccolo, praticamente appena nato, rattrapito in un pianto acuto, continuo e assordante, e accanto un'altra facciina identica, gli stessi lineamenti contratti dallo sforzo, gonfi e rossi attorno alle stesse fessure profonde degli occhi serrati e dalla bocca spalancata".
pagina 16

E anche l'idea di tornare a dare la caccia ad un mostro, assieme ad un gruppo investigativo dei cugini dell'arma, non la rende più serena:
"Per favore, non un'altra volta.
Un'esplosione di violenza incontrollata, bestiale. L'ave agià vista una cosa del genere e per poco non ci aveva lasciato la pelle. Quando ancora lavorava nell'unità di analisi dei crimini seriali aveva dato la caccia a un assassino, un pazzo, un serial killer che i giornali chiamavano l'iguana".
pagina 43

Nel libro Lucarelli fa entrare nel ruolo di se stesso il criminologo Massimo Picozzi: a lui si rivolge la squadra anti mostro, formata dalla polizia e dai carabinieri. E' Picozzi che li indirizza verso il vero movente dell'assassino. Non c'entra niente né mafia, né terrorismo.
Ma la vendetta contro la criminalità che si vede attorno tutti i giorni:

"Pesci piccoli a portata di mano, più facili da prendere di chi sta davvero in alto. A questo punto sono tornato indietro - il professor efece ruotare la mano a mezz'aria, - e ho ridefinito il termine mafioso, perché alla fine, camorra o non camorra, il padre di Enzino è soprattutto uno speculatore edilizio. 
Ecco, è proprio contro questo tipo di illegalità, molto quotidiana, molto diffusa, che il nostro assassino si scaglia con una rabbia bestiale.
- Come un cane, - disse Grazia.
- Prego?
- Lo abbiamo chiamato il Cane, - iniziò Pierluigi, - proprio perché li morde ..
- Non lo abbiamo chiamato in nessuno modo, - tagliò secco De Zan, - e tantomeno il Cane.
- Però è così in effetti, - disse Picozzi - è come un cane arrabbiato che si scaglia sul primo che incontra. Anzi, più che arabbiato, rabbioso".
pagina 85

L'assassino che vuole farsi giustizia da se, e dall'altra parte, la squadra di carabinieri e polizia che lo devono fermare.
Le uniche tracce, i morsi sui corpi, e qualcuno, che su internet, sta lasciando una traccia del mostro. Come se volesse chiedere aiuto ..

Ma di più non vorrei dire: non vorrei che poi Lucarelli arrivasse e mi strappasse il cuore!

Sogno di volare è un racconto sulla violenza nella società di oggi, sul rischio di emulazione che certi episodi possono suscitare nei ragazzi e sulla solitudine e l'insicurezza delle persone.
Non è solo Bologna una città che non si vuole amare.

La scheda del libro su sito di Einaudi e il link da cui scaricare il primo capitolo
Il link per ordinare il libro su ibs.

Di lotta e di governo

Berlusconi è fatto così: da una parte apprezza le larghe intese del governo Letta, che lo tuteleranno probabilmente (lui e le sue aziende).
Dall'altra deve sempre rimarcare il territorio, per impedire che questo governo allunghi troppo la catena. E magari pretenda pure di acquistare un certo prestigio.
Ed ecco allora la sparata, da italiano medio, contro gli accordi europei che il suo stesso governo aveva firmato. Nel giorno in cui Letta (il nipote, non lo zio) va al G8.





Perché rispettare i vincoli di stabilità? Mica ci possono cacciare ..
Perché pagare il canone, tanto chi controlla?
Perché costruire una casa rispettando le leggi? Tanti mica passano i vigili a controllare

Che ci sia un elettorato che lo ha eletto e che pensa esattamente le stesse cose non significa nulla.
Come non significano nulla i titoloni dei giornali dei giorni scorsi sul decreto del FARE (scritto maiuscolo): passato l'entusiasmo rimarrà il vero senso di quegli 80 articoli.

E questi sarebbero quelli credibili?

17 giugno 2013

Milano, Italia

Milano, viale Porpora, pieno giorno.
Un ragazzo sta attraversando sulle strisce, in bici, mentre una passa una macchina: questa inchioda all'ultimo minuto per non prenderlo.
Il ragazzo in bici guarda storto le due persone in macchina che si accorgono a loro volta, che è di provenienza nordafricana.
E gli si rivolgono con tanto di male parole, tanto che questi scappa via, e la macchina si allontana sgommando.

L'autista non ha mai smesso di parlare al cellulare, in quei pochi attimi.

Benvenuti in Italia.

Genesi di una dittatura



Deve essere per colpa della crisi: si deve essere per forza colpa della crisi se l'Europa in questo momento ha girato la testa dall'altra parte (e intendo le maggiori dmeocrazia dell'Europa), per non vedere cosa sta succedendo in Turchia (moniti a parte).
Medici arrestati perché hanno prestato soccorso ai manifestanti di piazza Taksim.
Minacce a chi scende in piazza da parte del governo: i manifestanti sono equiparati a terroristi.
E su di loro la polizia ha avuto mano libera: colpi di pistola, abuso di idranti, gas urticanti usati contro la folla.




I media che raccontano quello che succede sulla piazza rischiano l'arresto, come successo ai due giornalisti canadesi.

Certo, la Turchia non è in Europa, sebbene siano in corso i negoziati per il suo ingresso.


E in Germania si vota ad ottobre, e quindo meglio non immischiarsi in faccende estere.
La Francia ha i suoi problemi interni.
Come in Italia: noi siamo passati dall'amico Gheddafi, al concedere le basi per bombardare l'esercito del colonnello.

Staremo a guardare. 


PS: è stato arrestato un fotografo italiano. Che dice Letta? E la Bonino?

 

16 giugno 2013

Un covo di vipere, di Andrea Camilleri

L'incipit: il Sogno di Yadwigha
Che la ’ntricata foresta dintra alla quali lui e Livia si erano vinuti ad attrovari, senza sapiri né pircome né pirchì, fosse virgini non c’era nisciun dubbio pirchì ’na decina di metri narrè avivano viduto un cartello di ligno ’nchiovato al tronco di un àrbolo supra il quali ci stava scrivuto con littre marchiate a foco : foresta vergine. Parivano Adamo ed Eva in quanto erano tutti e dù completamenti nudi e si cummigliavano le cosiddette vrigogne, le quali, a pinsarici bono, non avivano nenti di vrigognoso, con le classiche foglie di fico che si erano accattate da ’na bancarella all’entrata a un euro l’una ed erano fatte di plastica. Siccome erano rigide, davano tanticchia di fastiddio. Ma quello che cchiù fastiddiava era il caminare a pedi nudi.A mano a mano che Montalbano procidiva, sempri cchiù si faciva pirsuaso che in quel posto c’era già stato ’na vota. Ma quanno? La testa di un lioni ’ntravista ’n mezzo all’àrboli, che non erano àrboli ma felci gigantesche, gli fornì la spiegazioni.«Lo sai, Livia, dove ci troviamo ?».«Lo so, in una foresta vergine. C’era il cartello».«Ma si tratta di una foresta dipinta !».«Come dipinta ?».«Siamo dentro al Sogno di Yadwigha, il celebre quadro di Rousseau il Doganiere !».«Ma ti sei ammattito?».«Vedrai se non ho ragione, tra un poco dovremmo imbatterci in Yadwigha».«E come mai conosci questa donna ?» spiò Livia sospittosa.E ’nfatti, doppo picca, s’imbattero in Yadwigha che, a vidirli, sinni ristò supra al divano, stinnicchiata nuda com’era, ma si portò l’indici al naso facenno ’nzinga di stari ’n silenzio e dissi:«Sta per cominciare».
È un suono di un uccello a risvegliare dal sonno il commissario Montalbano, uccello che poi si rivela essere un vagabondo che, con la sua voce intonata, fischia sulle notte della canzone cantata da Mina, “Il cielo in una stanza”.
Uno strano vagabondo, gentile, istruito, che vice in una grotta sulla collina vicino la casa di Montalbano a Marinella e che, nel finale della storia avrà pure un ruolo fondamentale nel far arrivare alla verità il commissario.

Un covo di vipere è però la storia di un inchiesta, che parta dall'omicidio del ragionier Cosimo Barletta, vedovo di 63 anni.
Trovato morto nella sua casa di campagna dal figlio, Arturo. Una strana morte, perché, come rivela a Montalbano il sempre irascibile dottor Pasquano, Cosimo Barletta è stato ucciso due volte.
Perché prima che qualcuno lo sparasse, lasciandolo sotto il tavolo della cucina con la tazza del caffè rovesciato, era già senza vita. Avvelenato, e paralizzato, probabilmente per qualcosa ingerito proprio in quella tazza di caffè.

Come è possibile? Due omicidi per la stessa persona? Chi era allora questo ragioniere Barletta?
Le indagini partono dall'interno della sua famiglia e dalle poche prove trovate sulla scena del delitto. Sul letto, dove l'anziano passò l'ultima notte, tre capelli biondi.
I figli, Arturo e Giovanna, rivelano che il padre aveva la passione per le ragazze giovani, belle ragazze con cui il padre era anche ben generoso, durante queste brevi relazioni.

Man mano che si scava nella vita del morto, però si scopre una realtà ben diversa da quella dell'uomo rispettabile: Barletta non solo amava le giovani ragazze, ma era pure un usuraio, uno di quelli che prestano soldi a persone in difficoltà, facendosi pagare gli interessi a caro prezzo. Spesso, facendosi pagare anche in natura.

E in questo ambito che vanno cercate le ragioni dell'omicidio?
Montalbano, con l'aiuto di Fazio e Augello, scoprono che il morto aveva conservato una vera e propria collezione di foto delle giovani amanti: immagini prese, anzi rubate, proprio nei momenti intimi. Oltre a questo, vengono ritrovate alcune lettere: oltre ad un paio, provenienti da sue vittime, altre, scritte da una donna. Raccontano di una storia d'amore, nata lontano nel tempo....

Una passione malata del padre, ma è tutta la famiglia ad essere un vero e proprio “covo di vipere”: fratello e sorella non fanno altro che scambiarsi in modo velato delle accuse, per fari ricadere sull'altro le prove della colpevolezza. Per colpa di un testamento apocrifo, che avrebbe favorito l'uno a discapito dell'altro (dei figli), che però non si trova.

La verità arriverà addosso a Montalbano come un macigno, come un peso che sarà difficile sopportare: a questa arriverà anche grazie a Mario, l'uomo della caverna, con cui ha instaurato (lui e Livia, l'eterna fidanzata) un certo rapporto confidenziale:
“No, Montalbà, arrefutati con tutte le tò forze, chiui ogni passaggio all'orribili pinsero che sta tintando di forzari il tò ciriveddro gli sbarramenti che gli metti davanti. Non gli lassari 'na strittoia, un varco, 'na minima fissura, massanò sprofunni in uno sbalanco 'nfirnali. Stordisciti, finisciti il whisky che ancora c'è nella buttiglia, 'mbriacati, oppuro scinni nella pilaja e mettiti la testa sutta la rina per non vidiri, per non sintiri, come fanno gli struzzi ..”.
No, quella verità non potrà essere contata a nessuno, forse nemmeno a Livia, di cui Montalbano inizia a sentire la mancanza e un senso di solitudine quando non è lì con lui.

La scheda del libro sul sito di Sellerio.
Il sito di Vigata, dove potete trovare l'incipit del libro.

Il link per ordinare il libro su ibs.

Il governo e l'importanza dell'opposizione





Non basta un governo del fare (un termine già sentito) che fa decreti del fare per cercare di uscire dalla crisi. Serve anche una opposizione che controlli quello che esce dalle stanze dell'esecutivo, dai consigli dei ministri, dalle stanze dei saggi e dei 40 che cambieranno la Costituzione con una procedura speciale ai limiti della Costituzione.

Chi gli ha dato il mandato per riformare la Costituzione? Chi controllerà il loro lavoro? Il parlamento che è stato esautorato (e potrà prendere la riforma così, prendere o lasciare)? Il presidente della Repubblica, artefice di questi colpetti a norme e procedure, che prima ha imposto Monti e ora Letta?

Serve una opposizione concreta del M5S: visto che abbiamo bisogno di voi, imparate a gestire meglio gli scontri interni. Giornali e telegiornali riportano solo notizie di epurazioni, senatori da cacciare, deputati che stanno formando la fronda per formare un'altra maggioranza. Delle vostre proposte,delle cose che avete fatto. Aver rinunciato ai 42 milioni di rimborsi, aver dichiarato chiaramente la loro intenzione di voto sull'ineleggibilità di Berlusconi, hanno fatto approvare una mozione per cui chi avanza crediti dallo Stato può scalarli dalle cartelle esattoriali. Tutti vogliono cambiare la legge elettorale, ma solo loro hanno concretamente proposto l'abrogazione del porcellum per tornare al mattarellum.

E ora che arriva il decreto del fare, chi si permetterà di criticare, o migliorare questa legge che, almeno nel nome e nel modo in cui viene raccontata nei TG, sembra che arrivi dritta dritta dal governo del tecnici?
I soldi per le imprese li mette la Cdp o vengono garantiti dallo stato, ma ancora non si sono trovate le risorse per Imu (che forse verrà rimodulata) e per evitare l'aumento dell'Iva.
Si svuotano le carceri per i detenuti con pene fino a 6 anni, in pochi dicono che questo riguarderà 4000 detenuti (massimo), mentre nelle carceri abbiamo un esubero di ben 20000 persone. Come a dire che questa proposta non risolverà il problema in generale, ma sarà una soluzione gradita a qualcuno.

E mentre si fa il governo del fare, si rinforzano le zone rosse attorno ai cantieri dell'inutile TAV in Val di Susa, su cui ancora, nonostante il M5S, non si riesce a discutere in aula. Si comprano altri F35.
La Fiat fa quello che vuole a Pomigliano (imponendo turni straordinari, con gente a casa).
Un prefetto, ex numero due dell'Aisi (i servizi segreti) si è portato i soldi in Svizzera ed era pure in contatto con la ndrangheta.

Le delocalizzazioni vanno avanti senza che nessuno dica niente.
Ancora non abbiamo il reato di tortura e si continuano a picchiare, violentare  ammazzare mogli, fidanzate, compagne, ogni giorno, ogni ora.

Potremmo togliere la ex Cirielli, che ammazza i processi con santa prescrizione, aumentare le pene per il femminicidio, rinviare il progetto in Val di Susa in attesa di un progetto economico serio, cancellare il piano sui caccia F35, una seria legge anticorruzione, il ripristino del falso in bilancio .. tutte cose che il M5S ha in programma. 

14 giugno 2013

Dritto al cuore, la presentazione





"È difficile per l’ispettrice Maria Dolores Vergani godersi le vacanze nel piccolo villaggio montano sull’Alta Via se c’è un cadavere di mezzo. Nel bosco viene ritrovato il corpo di una donna nascosta fra le rocce. Nel frattempo una mucca viene uccisa prima del più importante incontro che decreterà la più forte e bella della valle. Nella piccola comunità a duemila metri di altitudine, l’ultimo villaggio Walser, partono le indagini: sarà proprio l’ispettrice Vergani con l’aiuto degli abitanti del comunità a dover fare luce su una catena di omicidi che dissemina cadaveri dai monti valdostani ai boschi lombardi. Un romanzo duro e spietato, destinato a colpire i lettori dritti al cuore." [Dritto al cuore, Elisabetta Bucciarelli]
Faceva molto caldo, nella sala dentro la libreria Centofiori, in piazzale Dateo: perché era calda la serata, ieri.
Ma anche perché la libreria era affolata per tutti i lettori accorsi a sentire la presentazione del nuovo libro di Elisabetta Bucciarelli: "Dritto al cuore" edizioni e/o.

Un lungo viaggio, mi raccontava prima dell'incontro l'autrice.
Tutti i libro sono un lungo viaggio, sia per gli autori che per il lettore che poi avrà il piacere di rileggere le pagine: in questo, la protagonista Dolores Vergani si trova in montagna, dopo un anno passato agli arresti domiciliari (vedi il libro "Io ti perdono").
E in montagna si troverà in un ambiente nuovo: una casa che guarda il bosco. Degli adolescenti, con lo sguardo di chi ancora crede di avere tutta la vita davanti.

Sbaglia chi crede che i libri di Elisabetta siano dei semplici gialli: sono romanzi dove c'è dentro la vita, le delusioni, il dolore.
Ieri sera assieme all'autrice, c'era Alan Altieri, in tandem con Luca Crovi.
Alcuni brani del libro sono stati letti da Elisabetta Vergani (letture), che si sonoalternati ai brani cantati e suonati da Barbara Cavaleri e Alberto Pirovano.

Giallo Vaticano - servizio pubblico

La puntata speciale di Servizio pubblico sui misteri di oltretevere: le carte fatte uscire dal corvo (che poi si scoprì essere il maggiordomo Gabriele); gli scandali sessuali per troppo tempo coperti. La lobby gay che coinvolge preti e gentiluomini e persone della cricca.

Le denunce messe a tacere, la commissione cardinalizia di Ratzinger per capire chi fosse dietro Gabriele. Fino  alle dimissioni di Ratzinger.




L'articolo di Francesca Fagnani per Il fatto:

Festini, archivi e chat: la lobby gay con la tonaca
VIAGGIO DI “SERVIZIO PUBBLICO” FRA I SACERDOTI CHE ADESCANO I RAGAZZI. DON ARIEL: “DENUNCIAI IL VIZIO E FUI ALLONTANATO”
di Francesca Fagnani
   Santa Maria degli Angeli e dei Martiri è una delle più belle chiese di Roma. È qui che sfilano politici e volti noti ogni volta che a morire è qualcuno degno di esequie di Stato. A tutto il mondo è nota per essere l'ultimo grandioso progetto architettonico di Michelangelo Buonarroti. Ma per pochi altri è semplicemente una “Chiesa bancomat”. Così la chiamano, infatti, i ragazzi e i ragazzini di vita che girano intorno alla vicinissima Stazione Termini.

   A raccontare questo è don Ariel, che lì è stato sacerdote. Si tratterebbe di un giro di prostituti gay che fino a poco tempo fa gravitava intorno e dentro alla Chiesa, che funzionava proprio come un bancomat: prestazioni sessuali al prete in cambio di soldi, o meglio in cambio dei proventi delle elemosine dei fedeli. Una storia, sembra, ben nota alla polizia.

   DON ARIEL raccoglie testimonianze, foto, documenti e scrive una relazione dettagliata che invia ai suoi superiori e alla Segreteria di Stato vaticana.

   Il primo risultato che ottiene è il silenzio. Il secondo è il suo (non certo volontario) allontanamento. Don Ariel viene punito per la sua delazione, mentre il prete che foraggia i giovani viene lasciato lì tranquillo e indisturbato per un altro anno ancora, prima cioè di essere trasferito in un'altra chiesa di Roma nord, meno prestigiosa ma molto più popolata. “Questa è la triste prassi”, dice don Ariel, “la lobby gay esiste. Eccome. È un dato di fatto”. “La lobby gay esiste” dice oggi Papa Francesco in una conversazione non si sa quanto confidenziale con i suoi amici sudamericani.
  
   NELLE SETTIMANE in cui ho lavorato con Andrea Casadio a questa inchiesta, si è mostrato un mondo che si pensava fosse solo un'esagerazione dell'immaginario o una vulgata anti-clericale. La regola del celibato e dell'astinenza sessuale sembra aver generato il suo contrario: una vera e propria ossessione mostruosa per il sesso. Sacerdoti che finita la messa consumano tonnellate di materiale pornografico su internet. Venerabilis fraternity, ad esempio, è un sito dedicato ai sacerdoti “omosensibili”, si favoriscono gli incontri attraverso chat in tutte le lingue del mondo (ovviamente è obbligatorio usare un nickname) e addirittura ci si dà appuntamento in precisi orari (la mattina per i seminaristi, il pomeriggio per tutti gli altri) nel settore filosofia e religione della Feltrinelli di Largo Argentina a Roma. Saune gay, discoteche, locali per scambisti frequentati da uomini di Chiesa. Tra i luoghi gay preferiti dai preti sembra esserci (ironia della sorte, o forse no), Il Diavolo dentro, una discoteca che si trova nel quartiere Te-staccio.

   ll giornalista di Panorama Carmelo Abbate racconta che per scrivere Sex and the Vatican, è riuscito a infiltrarsi per mesi in un giro di festini, a cui partecipavano sacerdoti (alcuni alti prelati di cui non ha rivelato l'identità) e ragazzi escort. Gli incontri avvenivano nei palazzi della Curia romana. Stanze importanti, dove il giorno successivo si sarebbe celebrata messa.

   Un'ossessione per il sesso si diceva, un vero e proprio assillo che lega a un vincolo di segretezza assoluta chi lo pratica. Segreti che saldano rapporti e favoriscono carriere. Segreti che generano ricatti e che distruggono carriere.

   IN UN BAR subito fuori le mura vaticane, ho incontrato un sacerdote che conserva in casa centinaia di schede, un vero e proprio archivio sui vizi privati dei suoi confratelli. Materiale pronto a essere usato come una micidiale macchina del fango, una clava contro chi si renda necessario punire o intimidire. Così, le persone che ho incontrato in questi mesi, mi hanno spiegato il senso di “lobby gay”.

Un colpetto qui, un colpetto là ..



Non è che un colpetto di stato è meno pericoloso solo perché viene dall'interno delle stesse istituzioni.
Come la proposta di snellire l'iter di approvazione della legge di riforma costituzionale.
Come la proposta dei domiciliari per chi ha condanne sotto  sei anni. Colletti sporchi compresi.

Ieri il ministro Saccomanni ha spiegato che non si potrà fare a meno di alzare l'Iva.
A meno di non fare un'altra manovra.

E, a discapito delle promesse mirabilanti su giovani e lavoro, la crisi nelle imprese continua. Divani e Divani annuncia 1900 esuberi .
Come la Selex, l'azienda di Finmeccanica.

A proposito: il presidente del Consiglio Letta aveva detto a che tempo che fa che se ci fossero stati tagli alla cultura si sarebbe dimesso.
Ci siamo quasi: una delle altre proposte di legge (in mezzo a quelle per i rifiuti, i rimborsi ai partiti) prevede che toglie certe competenze al Mibac a favore della protezione civile: l'articolo di Tomaso Montanari su Il fatto
Se ci saranno tagli alla cultura mi dimetterò”. Così parlò Enrico Letta il 5 maggio durante la sua intervista a Che Tempo che Fa. Bene, ora chi glielo dice che rischia di dover mantenere la promessa? Tecnicamente non sarà un taglio in senso stretto, ma quello che il Consiglio dei ministri intende approvare domani è forse peggio. É una sottrazione di competenze, di risorse, forse anche di dignità. Parliamo di direttiva che sarà discussa domani (e che ha già fatto infuriare il ministro Bray) che estrometterebbe radicalmente le competenze dei Beni culturali dalla gestione delle emergenze a favore della Protezione civile. Si tenta così di tradurre in norma la pericolosissima prassi che si è verificata all’indomani del terremoto dell’Emilia, e che ha condotto alla distruzione dei campanili e dei municipi attraverso la “dinamite di Stato”.

13 giugno 2013

Il nesso tra disagio sociale e riforme

Scusate, sarà un mio problema ma non trovo il nesso.
Il presidente della Repubblica ai prefetti ha parlato del disagio sociale che stiamo vivendo

"Oggi, alle difficoltà per molti aspetti drammatiche di imprese e mondo del lavoro, si accompagnano tensioni da affrontare con forte attitudine al confronto e all'ascolto - avverte il presidente, rivolto ai prefetti -. Vi si legano anche il rincrudirsi di certe tipologie di delinquenza comune, sia il manifestarsi di focolai di esasperazione estremistica e perfino di violenza eversiva". "Quello delle ricadute della grave recessione, che purtroppo persiste, e di un conseguente ampio disagio sociale - indica Napolitano - è dunque il fronte principale su cui dispiegare oggi l'impegno delle Prefetture e dei Prefetti".

Si riferisce anche a quanto successo ieri a Roma, la città ex governata da Alemanno, in nome della sicurezza, dove un vigilante ha ucciso "per futili motivi" una persona e poi la folla ha assalito i soccorritori.

Ma poi il presidente tocca il tema delle riforme:
"La stabilità politica e istituzionale è la condizione primaria per il rilancio del Paese e per portare a termine le riforme. Non c'è alcuna contraddizione - ha aggiunto Napolitano - tra stabilità e riforme. Riforme, concretamente
quelle che la Commissione di studio appena insediatasi prospetterà e subito dopo il Comitato parlamentare metterà in cantiere, che sono l'opposto di un approccio conservatore, di una comunque motivata o camuffata difesa dell'esistente".


Alla stabilità si arriva con una nuova crescita occupazionale, maggiori tutele e diritti nei posti di lavoro.
Le riforme che i saggi hanno in mente, a cosa porteranno?
Ad una forma istituzionale dove il potere è nelle mani di poche (una) persona con meno contrappesi (da parte degli altri poteri dello Stato)?

Non credo.
Sempre notizie di oggi sono lo scoop del fatto riguardo la richiesta di B. ai servizi, per eliminare Gheddafi.
Della proposta di estendere i domiciliari per chi ha pene fino a sei anni.
Come furti, rapine e scippi.

Anziché rivedere la legge Bossi Fini o la Fini Giovanardi, questi qua mandano a casa i ladri.
Anziché rivedere il meccanismo di tassazione, l'evasione e la corruzione, si occupano del presidenzialismo (e abbiamo visto chi sono i candidati).

Sono quelli, la metà della maggioranza, che hanno fatto togliere l'IMU (e fatto la legge per l'aumento dell'IVA) dicendo che avrebbero preso di soldi dall'accordo con la Svizzera.

Pacatamente

Bersaglio mobile ieri sera ospitava Luigi Bisignani ("L'uomo che sussurra ..") in una puntata in cui si è parlato del potere di ieri e di oggi.
Come si nomina un direttore di giornale in Italia?
A chi risponde un giornale? Agli azionisti (spesso banchieri) o ai lettori?
Come mai Gelli era amico di tutti e tutti quelli che volevano contare qualcosa si iscrivevano (a loro insaputa forse, come Bisignani stesso) nella sua loggia?

Se si esclude per la presenza di Ferrara (mi chiedo come si possa ospitare un giornalista così maleducato in trasmissioni del genere .. non solo per il litigio con Mentana), è stata una serata trascorsa pacatamente, in un clima rilassato.
Battute, aneddoti, ricordi.

Che male c'è se certe nomine sono fatte al telefono, magari consigliandosi con un lobbista come Bisignani?
Che male c'è ad essere capo dentro un ministero di giorno e dentro l'Ansa di sera a dare le notizie?
Cosa ha fatto di male Gelli e la sua P2?

Ecco, il nostro capitalismo è questo, che ammette anche serenamente e pacatamente come avvengono certe scelte.
Non alla luce del sole (trattandosi di società quotate in borsa, o giornali che formano l'opinione pubblica), ma tra amici.

Poveri noi, cittadini di un paese rimbecillito dall'idolo psicologico della trasparenza assoluta (uso le parole stesse di Ferrara).

Che è anche il paese degli scandali Mps, BPM, Finmeccanica, Parmalat, delle cricche, dei soldi sprecati in opere inutili che non finiscono mai.



12 giugno 2013

Divisivi

O i pm di Palermo sono degli incapaci, che non sanno fare il proprio mestiere.
Oppure il problema è in chi li giudica.

In entrambi i casi, sono divisivi.
Dopo Ingroia, Messineo.
Anziché dividere la mafia dallo stato, sembra che si voglia dividere certi pm dalle procure .. 



Le vendicatrici , Eva: l'incipit


E' uscito il secondo capitolo della serie Le vendicatrici, della coppia Carlotto Videtta: protagonista in questa storia è Eva D'angelo, la proprietaria della profumeria, ora socia di Ksenia e Luz.

Questo è l'incipit (scaricabile da qui):

Prologo
Salí le scale di corsa e si fermò davanti alla porta aperta. Lo
sentí respirare forte e si decise a entrare. Due mani le afferrarono le spalle e la spinsero contro la parete.
La baciò fino a farle mancare il respiro. Le sfilò il cappotto, la giacca, le sbottonò la camicetta e la spinse sul divano. Lei si arrese senza condizioni al suo corpo muscoloso, travolta e sopraffatta come desiderava da molto tempo.
Sorrise al piacere di inebriarsi del suo profumo, proprio quello che aveva scelto per lui.
– Guardami, – sussurrò, e lei cercò i suoi occhi.
Aveva di menticato quanto fossero belli.
Aprí le gambe e gli afferrò i glutei per aiutarlo a entrare.
Mai piú senza di lui.
Insieme. Di nuovo.
Abbandonarsi. Senza diffidenza.
A una passione. Da troppo accantonata.
A un’emozione nuova. Ritrovata. Nuova.
Sconosciuta. Diversa. Ritrovata. Come una seconda prima
volta.
Senza pudore. Come un’amante.
Aspetta.
Con fiducia. Come una moglie.
Di nuovo. Insieme.
Aspetta

Uomo. Donna. Marito. Moglie. Amanti.
Insieme.
Mai piú senza di te.
Aveva dimenticato quanto fosse bello.
Troppo tempo. Da sola. Mai piú.
Insieme.
Di nuovo.
Per sempre.
Ti sento.
Mi sento.
Ancora.
Insieme.
Dio, che bello.
Che bello, sí.
Insieme.
Sí.
Poi lo prese per mano e lo portò in camera, la loro camera.
Lo fecero ancora, senza una parola, concentrati sui sospiri.
Infine lei si addormentò fra le sue braccia.
Lui rimase immobile. Soltanto gli occhi si muovevano a caccia di ricordi.
Ogni cosa era al suo posto. Quella stanza aveva atteso il suo ritorno.
Eva D’Angelo si svegliò presto. Ammirò una volta di piú la bellezza dell’uomo che le dormiva accanto.
«Il mio sposo», mormorò fra sé con orgoglio.
Avrebbe voluto rimanere ancora a letto ma quel giorno
cominciavano i saldi, la profumeria sarebbe stata presa d’assalto. Non poteva lasciare Ksenia e Luz da sole. Le sue socie e uniche amiche non avevano ancora l’esperienza necessaria per affrontare una folla di clienti.

Sospirò pensando a quanto sarebbe stata interminabile la
giornata prima di rivederlo.
Si lavò a malincuore: le sarebbe piaciuto tenersi addosso l’odore di quell’amore ritrovato. Contemplandosi allo specchio vide una bella donna di quarant’anni che sorrideva come una stupida, con le stesse fossette sulle guance di
quand’era bambina.
Decise di scrivergli un biglietto. Lo faceva spesso dacché
era tornato. Quella mattina non trovava le parole giuste per
esprimere l’ondata di emozioni che la travolgeva. «Ancora
tu», vergò con la sua grafia chiara e tondeggiante, e uscí, risoluta a raccontare tutto a Luz e a Ksenia, che questa volta avrebbero dovuto capire.
In strada si rese conto di essere in ritardo. Sollevò il bavero del cappotto per difendersi dal freddo e affrettò il passo verso la macchina parcheggiata sul lato opposto dei giardinetti pubblici, ancora deserti a quell’ora del mattino.
Seduta su una panchina del piccolo parco giochi c’era una donna dall’età indefinibile: quaranta, forse cinquant’anni.
Nonostante la temperatura rigida, indossava solamente un lungo cardigan sopra una maglia di lana fiorata e una gonna di un azzurro lucido fino ai piedi che metteva in evidenza il ventre prominente. Teneva d’occhio una bambina dai boccoli corvini che si dondolava su un’altalena lanciando urletti di piacere.
– Fai attenzione, mannaggia la testa tua! – continuava a raccomandarsi la donna dalla panchina, con uno strano accento che Eva non seppe decifrare.
Al momento di svoltare nel vialetto che conduceva all’automobile, si trovò circondata da cinque donne, tutte molto giovani. Scherzavano rumorosamente, spingendosi e ridendo
in modo sguaiato. Anche loro indossavano gonne lunghe dai colori vivaci, fucsia, verde acceso, e maglioni dalle fantasie chiassose, zebrate o floreali. Portavano i capelli nero pece sciolti sulle spalle e avevano la carnagione olivastra. C’era qualcosa che non andava in quelle tizie, non facevano che guardarsi attorno.
Nel gruppo spiccava una bella ragazza sui venticinque anni. A differenza delle altre, era bionda e aveva la pelle chiara. Le venne incontro facendole una domanda che Eva in un primo momento non riuscí a capire.
– Ti chiami Eva D’Angelo, vero?
– Sí, perché?
– Tanto per essere sicura, – spiegò la bionda dandole una
violenta spinta.
Le altre quattro la chiusero contro una siepe.
– Pigliatevi la borsa! – urlò Eva, terrorizzata.
– Zitta, schifosa. Non voglio i tuoi soldi, – ribatté la bionda.
Eva reagí, divincolandosi freneticamente.
– Ferma, – ordinò la bionda, puntandole al collo un vecchio rasoio da barbiere.
– No, ti prego.
Le complici l’afferrarono per le braccia.
La ragazza avvicinò la bocca all’orecchio di Eva.
– Tu lo devi lasciare stare. Renzo è mio.
Eva sentí la guancia bruciare. Il gesto della bionda era
stato fulmineo, uno scatto del polso di cui non si era nemmeno accorta.
Si ritrovò a terra contro la siepe mentre il gruppo delle assalitrici si disperdeva in direzioni opposte.
La bocca le si riempí di sangue. Dalla borsa prese un fazzoletto per tamponare la ferita. Lo vide inzupparsi di rosso.
– Signora, è scivolata? Ha bisogno di aiuto? – domandò un’anziana passante.

Eva provò a dire che non le faceva troppo male, ma si accorse dello sguardo inorridito della soccorritrice.
Frugò ancora nella borsa in cerca dell’astuccio del fard e commise l’errore di guardare la ferita nello specchietto. Cadde su un fianco, svenuta.

Quale è il programma di questo governo?

Ma voi avete capito quale è il programma di questo governo?
Cioè, se mettiamo da parte le promesse, i titoloni, i proclami, che pensano di fare nel concreto?
Il PDL, parte della maggioranza vuole abolire l'IMU e bloccare l'aumento dell'Iva.
L'esecutivo prende tempo rispondendo che faranno quello che è previsto nel programma.
Ma quale è il programma, visto che parliamo di larghe intese?

Per l'occupazione, si punta agli sgravi fiscali per chi assume i giovani, usando i soldi dall'Europa.
Ma le imprese riprenderanno ad assumere solo se riprenderanno i consumi.
E i consumi riprenderanno se le persone avranno più soldi in tasca.

Il governo che forse punta più a campare che altro, parla delle solite liberalizzazioni (utilissime quelle dei negozi aperti) e di sburocratizzare le norme per le imprese (sperando che questo non ci porti ad un altri falò alla Calderoli).
Da dove prendiamo i soldi?

Una proposta, dalla Cisl, punta a prenderli mettendo un tetto agli stipendi dei manager pubblici e delle aziende quotate in borsa.
Smettendola, una volta del tutto, con la bufala degli stipendi regolati dal mercato.
Visto che questo mercato, che pure dovrebbe essere controllato dalle authority, dalla banca d'Italia, dalla politica è un mercato falsato dai conflitti di interesse, dai controllori che non hanno visto.

Basta riprendere le notizie dei mesi passati sui vari scandali dentro Enav, Finmeccanica, Mps, Bpm. O anche l'Alitalia svuotata dall'interno dalla politica e poi svenduta al privato. O Telecom che dopo anni di gestione del privato ha perso valore.

Almeno questo potrebbero metterlo nel programma di governo, Letta e Alfano.

11 giugno 2013

Sogno di Yadwigha - l'incipit de Un covo di vipere

Che la ’ntricata foresta dintra alla quali lui e Livia si erano vinuti ad attrovari, senza sapiri né pircome né pirchì, fosse virgini non c’era nisciun dubbio pirchì ’na decina di metri narrè avivano viduto un cartello di ligno ’nchiovato al tronco di un àrbolo supra il quali ci stava scrivuto con littre marchiate a foco : foresta vergine. Parivano Adamo ed Eva in quanto erano tutti e dù completamenti nudi e si cummigliavano le cosiddette vrigogne, le quali, a pinsarici bono, non avivano nenti di vrigognoso, con le classiche foglie di fico che si erano accattate da ’na bancarella all’entrata a un euro l’una ed erano fatte di plastica. Siccome erano rigide, davano tanticchia di fastiddio. Ma quello che cchiù fastiddiava era il caminare a pedi nudi.
A mano a mano che Montalbano procidiva, sempri cchiù si faciva pirsuaso che in quel posto c’era già stato ’na vota. Ma quanno? La testa di un lioni ’ntravista ’n mezzo all’àrboli, che non erano àrboli ma felci gigantesche, gli fornì la spiegazioni.
«Lo sai, Livia, dove ci troviamo ?».
«Lo so, in una foresta vergine. C’era il cartello».
«Ma si tratta di una foresta dipinta !».
«Come dipinta ?».
«Siamo dentro al Sogno di Yadwigha, il celebre quadro di Rousseau il Doganiere !».
«Ma ti sei ammattito?».
«Vedrai se non ho ragione, tra un poco dovremmo imbatterci in Yadwigha».
«E come mai conosci questa donna ?» spiò Livia sospittosa.
E ’nfatti, doppo picca, s’imbattero in Yadwigha che, a vidirli, sinni ristò supra al divano, stinnicchiata nuda com’era, ma si portò l’indici al naso facenno ’nzinga di stari ’n silenzio e dissi:
«Sta per cominciare».

Il quadro è questo (ho trovato incipit e immagine qui) ed è citato nell'incipit dell'ultimo libro di Camilleri "Un covo di vipere".

Un consiglio: non leggetevi la pagina dei ringraziamenti, prima di aver finito il libro.
Vi rovinerebbe la lettura.



La paura di internet

Chi ha paura di internet, della sua trasparenza, della sua difficoltà nell'imbrigliarla?
La prima pagina del corriere online da una risposta.

Le dittature,da una parte, i regimi come quello che Erdogan ha in mente: «Il web? Fa più danni di un' autobomba Ora tolleranza zero»

Ma anche nelle democrazie corriamo pericoli: nel nome di una tutela della privacy e di una lotta agli insulti, anche qui si vorrebbe regolare i conti.
L'obiettivo sono le intercettazioni e la divulgazione sulla stampa (e sulla rete), dove tutti i cittadini vedono il re nudo. Per quello che è.

Il garante della privacy, il medico del PD Soro, lo spiega bene:

«Non possiamo più essere indulgenti con la violenza verbale presente nella Rete: è prima di tutto una sfida culturale alla quale i veri amici di Internet dovrebbero sentirsi impegnati».
Nel suo intervento Soru si è soffermato anche sulla questione della trasparenza: «Nell'epoca della connessione continua si diffonde il mito della trasparenza assoluta che elimina ogni opacità. Internet dilata la richiesta e la pretesa di essere informati, in nome del principio per cui nulla dovrebbe sfuggire alla comunità».
Capito? Abbiamo la pretesa di essere informati.
E sulla violenza mi chiedo: ma quando la facciamo una legge sul femminicidio? Sul reato di tortura?
Violenze fisiche ben più gravi.
E sugli insulti degli onorevoli ("Il Parlamento Inutile")?



A proposito: la NSA che in America che ha spiato i cittadini, è una agenzia governativa di spionaggio.
In Italia, le intercettazioni preventive, da chi sono autorizzate?

Gli elettori sono sempre gli stessi


Gli elettori sono sempre loro: quelli che nel febbraio scorso, in milioni sono accorsi a votare per lui. Sapendo già che era sotto processo con svariate accuse, sapendo già cosa aveva combinato nelle passate legislature (o cosa non aveva combinato). E avendolo votato, ne sancivano indubbiamente l'eleggibilità vox populi.
E anche quelli che invece, a queste amministrative, hanno disertato le urne (nemmeno agli elettori piacevano i vari Alemanno o Gentilini?).

E dunque, o clonano Berlusconi (creano l'avatar, il Silviotar), oppure niente. 
E ora?
La vittoria del centrosinistra lo inchioderà alla poltrona: se si va a rivotare, chi lo garantisce da eventuali condanne in giudicato con eventuale interdizione dai pubblici uffici?
Se rimane dentro, la richiesta dovrà passare per il parlamento, come per Previti. E passerà del tempo ...

Ma se le urne sono vuote, le pagine dei giornali sono piene di promesse, rassicurazioni, proclami: non preoccupatevi italiani, le cose continueranno ad andare avanti come prima.
Questo governo non è a rischio, anche se qualcuno potrebbe chiedersi come mai gli elettori si spostano verso eletti di sinistra, o comunque ben lontani da inciuci vari.

Tranquilli, però. Chi non paga le tasse, continuerà a non farlo.
E chi non ha lavoro, continuerà a non averlo.

10 giugno 2013

Non basta un bel funerale di stato

Non possiamo liquidare la questione afgana con un bel funerale di stato, sperando che così passi la nottata. Non lo possiamo fare una questione di rispetto per quanto,come il capitano La Rosa, per quella specie di missione di pace, ci sono morti, da eroi.
E anche perché, questa missione, sta mostrando tutti i suoi limiti.
Gli americani sono passati da una missione di invasione, ad una missione che aveva come obiettivo costruire una nazione.
Entrambi obiettivi non raggiunti, annunciando un ritiro a tempo a prescindere dai risultati.

Noi siamo andati in quel paese disgraziato, puntano ad una strategia che prevedeva il controllo del paese, per una maggiore sicurezza interna a contrasto con l'azione dei Taliban, sicurezza che avrebbe poi portato ad uno sviluppo e ad una ricostruzione del paese.
Prima la sicurezza, poi il progresso civile.

L'ex generale Mini, in un articolo uscito oggi su Repubblica, propone di cambiare visione: prima la ricostruzione del paese, coadiuvata dalle forze in campo per mettere in sicurezza i progetti, progetti civili e di cooperazione militare (che comunque richiedono risorse) “in modo che lo sviluppo sia la premessa per la sicurezza, visto che l'inverso non ha funzionato”.

Questo sacrificio, continua il generale Mini non servirà alla pace, ma “all'arroganza di una burocrazia internazionale orientata al proprio benessere”.
Si potrebbe pensare, conclude l'articolo, che questo sacrificio dei soldati sul campo sia pensato per far passare l'idea che sia preferibile mandarli a casa e che bisogna fare spazio ad armamenti costosi e sofisticati, per missioni di guerra comandate a distanza. Almeno questa è una strategia, “di mercato”.

Non posso non collegare questo articolo del generale Mini, con un altro trafiletto letto oggi sul Fatto quotidiano “Letta tentato dal privato” di Ivan cavicchi: dove si parla di una ipotesi di privatizzazione della sanità pubblica, in nome dell'impossibilità del garantire tutto a tutti, sull'universalità dei diritti da mitigare, come dichiarato la neo ministra Lorenzin.
Letta ha chiesto al Cnel uno studio, commissionato poi dal Censis a Previmedical Spa (leader nel campo dei fondi sanitari integrativi) sulla sanità integrativa.
Mentre al senato una commissione studia la sostenibilità del sistema pubblico.
Che è il meno costoso d'Europa e sarebbe pure sostenibile, se non ci fossero scandali, sprechi e corruzioni le inefficienze.

Se, insomma, la politica decidesse di pensare più alla Costituzione (quella che si vuole riformare) secondo cui l'Italia ripudia le guerre e , all'art. 32, “tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo”.