Nessuno io mi chiamo; nessuno è il nome che mi danno il padre e la madre e inoltre tutti gli amici
23 agosto 2010
I cinque punti di Berlusconi
Il filo che brucia di Jeffery Deaver
Cosa accadrebbe allora se all'improvviso, dai fili elettrici, dalle condutture, dai materiali conduttori che ci circondano improvvisamente partissero scariche mortali, non controllate? Pensateci, sarebbe il panico.
Un assassino che, grazie alla sua esperienza nel campo dell'elettricità, riesce a creare delle macchine per uccidere indiscriminatamente le persone: sfruttando la corrente erogata da una importante azienda di distribuzione del nordest americano, collegando la rete a oggetti pericolosamente vicino alle persone.
22 agosto 2010
L'estate sta finendo (ma è mai iniziata?)
Le città solitarie (per il momento).
Le prime sfide calcistiche della stagione ..
Altri titoli dei giornali che han fatto compagnia: “Elezioni o morte”, “L'ultimatum di Berlusconi”, “Caccia ai finiani”, “Bossi, elezioni subito”.
Acqua liscia o gassata? Che spreco di carta e di energie. Cosa non si fa per tenere la cadrega.
Eppure li vedete lì, tutti assieme, al meeting di Cl o a Cortina.
30 luglio 2010
Tanti saluti
Prima di tutto vennero a prendere gli zingarie fui contento, perché rubacchiavano.Poi vennero a prendere gli ebreie stetti zitto, perché mi stavano antipatici.Poi vennero a prendere gli omosessuali,e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.Poi vennero a prendere i comunisti,ed io non dissi niente, perché non ero comunista.Un giorno vennero a prendere me,e non c'era rimasto nessuno a protestare.(Martin Niemöller, ripreso su Metilbaraben)
Da commissariare con il sottosegretario per le emergenze, o con il comando della Guardia di Finanza, come sento dire ora da Tremonti a proposito della sanità in Calabria. O per la Puglia di Vendola ("non faremo diventare la Puglia come la Grecia", dice Tremonti, con a fianco l'ex governatore rinviato a giudizio Fitto).
29 luglio 2010
Il lago di Venere di Domizia Yankov
Dietrologia? Fantapolitica e fantastoria? Forse.
Destabilizzare per stabilizzare? Come negli anni di piombo?
Sfida all'ok Corral
Ne parla Wil (e ieri mi ero gustato l'intervista a Il fatto):
Qui la risposta di Feltri:
C'è tensione (nel partito dell'amore)
Quest'ultimo è stato cacciato perché aveva motivato le sue telefonate informative alla Banda Sismi come un tributo alla salvezza del Paese. La Fusani, idem come sopra, aveva resistito almeno nello stipendio per una diversa motivazione: avvisava i compagni di merende del Sismi al fine di salvaguardare una fonte preziosa per il suo giornale. Dal che si deve dedurre epigraficamente che conta più la Repubblica della Repubblica Italiana. Bene, Fazzo è al Giornale, la Fusani responsabile della giudiziaria all'Unità. Per la seconda, che vorrà dire?
Chi è che si fidava di Fini?

Riuscirà a far la pace oppure è troppo tardi come scrive Libero (e dice Bossi)?
28 luglio 2010
Seconda stella a destra ..
Il taglio del gettone
15.000 euro in busta paga meno 1.000. Da ieri, intanto, è ufficiale; sono mille euro netti al mese che usciranno da una busta paga di circa 15mila e composta di una serie innumerevole di indennità. 500 euro saranno sottratti alla voce “diaria di soggiorno” e altri 500 da quella di tremila circa che serve per pagare i cosiddetti “collaboratori”, meglio noti come portaborse. Mille euro sono tanti? “Sì, sono tanti – ci racconta alla Camera un Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, che quando si parla di soldi non scherza mai – e io me lo ricordo bene come era il mio 730 quando non ero ancora parlamentare e facevo il giornalista! Ci ho guadagnato almeno il 30% e mille euro al mese, fatte le debite proporzioni, sono davvero tanti!”.
Ecco, allora, che si capisce perché fin dall’8 di giugno scorso, l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati, annusata l’aria dei tagli in vista, abbia subito cominciato a studiare come mitigare il rigore annunciato dai presidenti delle Camere per le tasche dei componenti della “casta”.
I gettoni di presenza. Il trucco è stato trovato quasi subito: introdurre un meccanismo di gettoni di presenza per la partecipazione ai lavori delle commissioni.
A quando un altro bel V-Day, così mi sfogo un pò?
La zona franca che non c'è
“Non capisco perchè nel nuovo testo della legge sulle intercettazioni i blogger debbano avere una zona franca penale e non debbano, invece, soggiacere come tutti gli altri operatori dell’informazione alle stesse regole di salvaguardia della tutela della privacy [...] è una aberrazione giuridica punire un giornalista per una frase detta o scritta e non punire per la stessa identica frase un blogger.
Sostenere la diversità delle piattaforme di comunicazione e delle connesse dinamiche di controllo è una grande ingenuità, perchè anche per i blogger ‘la legge non ammette ignoranza’ dal momento che ognuno, quando scrive o parla, deve sapere quello che dice, così come avviene nelle normali relazioni umane a prescindere dalla tradizionale comunicazione sui media. Nè vale invocare la sterilità di tale disciplina di eguaglianza di trattamento, alla luce dei possibili raggiri tecnici attraverso ‘provider’ esteri (si veda l’ultima normativa esimente dell’Irlanda), perchè possono esssere puniti anche i reati compiuti all’estero, contro cittadini o istituzioni italiane.
Tale impunità se dovesse passare trasformerebbe dopo qualche settimana i blog nel più grande ‘affare’ del web, sapendo che ognuno può, in quei siti, compiere i più impietosi atti squadristici!“
Parola di Amedeo Ciccanti, UDC. Ecco come certa “opposizione” difende la libertà di espressione in Rete. Pensando che se non passasse l’obbligo di rettifica (così come contenuto nell’attuale stesura del comma 29 art. 1 del ddl intercettazioni) i blogger avrebbero una “zona franca penale“, per cui in caso di diffamazione, ad esempio, la legge non potrebbe punirli. Ventilando il rischio che l’eventuale accoglimento degli emendamenti possa produrre una modifica che introduca una improbabile “impunità” che renderebbe leciti “i più impietosi atti squadristici” – così che aprire un blog diventerebbe un “affare” (certo, gireremo tutti con l’auto blu). E attribuendo la recente norma che protegge i blogger dai processi non all’Islanda ma all’Irlanda.
Peccato che mentre non ci sarà – giustamente – alcuna “zona franca penale”, l’approvazione del comma 29 applicherà una ulteriore sanzione – questa sì discutibile – per il semplice fatto che una richiesta di rettifica non sia accolta entro 48 ore. E questo a prescindere dalla verità o falsità di quanto scritto, perché – come stabilisce l’art.8 della legge sulla stampa, che verrebbe esteso a tutti i “siti informatici” - la richiesta deve ossere ottemperata ogni volta che i soggetti coinvolti ritengano i contenuti pubblicati contrari al vero. Altro che difesa della verità contro i blogger bugiardi.
Invito dunque Ciccanti – che deve essersi inserito nel solco lasciato all’interno del partito dal senatore D’Alia – a informarsi, prima di parlare dei “più impietosi atti squadristici” che noi blogger saremmo in grado di commettere. A me risulta semmai il contrario. Così che dopo quanto detto una “rettifica”, se proprio la vuole, dovrebbe essere lui a produrla. Io non gliela chiederò: mi accontenterei di semplici scuse. Perché non solo un blogger, ma anche un parlamentare “quando scrive o parla, deve sapere quello che dice”.
Aggiungo questa domanda, a chiusura del bel post di Fabio Chiusi: come la mettiamo con i politici che scrivono sui giornali (o durante intervista) e poi si trincerano dietro le immunità parlamentari per non rispondere delle accuse per diffamazione?
Gli ultimi giorni di Salò
Come le mani sulla Rai, con le nomine e le definizione del palinsento (via Annozero, Dandini, Report, Corradino Mineo ..).
Le nomine dei membri laici del CSM (di nomina politica) e del vicepresidente.
Inizia oggi la 24 ore di protesta, organizzata da Valigia Blu, Idv, il popolo viola, la CGIL...
27 luglio 2010
Possiamo ancora chiamarlo libero mercato?
Cosa dice il ministro dello sviluppo economico?
Caro Veronesi
La risposta della giornalista di Report Milena Gabanelli, alla lettera di Umberto Veronesi al corriere sulle sue ragioni per il nucleare.
Speriamo che questa linea sia tenuta.
Da quando esiste la regola?
Segnalo l'editoriale su Granata di Libero:
Il deputato siciliano in procinto d’essere cacciato dal PdL, nomen omen, è esplosivo. Un genere di materiale bellico che di solito gli eserciti sparano in campo avversario, contando che mieta più vittime possibile. Il problema che il Granata di Montecitorio scoppia sempre in campo amico, o, quantomeno, in quello alleato, poiché i soldati vestono la stessa divisa dell’onorevole bomba. Di qui il sospetto di intelligenza col nemico, ovvero di militare nell’esercito di Silvio ma di lavorare in realtà per i rivali. Nulla di nuovo del resto, perché anche qui il cognome aiuta a orientarsi. Granata, secondo il dizionario della lingua italiana, sta per rosso, un rosso particolare del colore della melagrana, ma sempre indubitabilmente rosso.Ora, che cosa ci faccia un tipo così in un partito dove il vermiglio è bandito dalla nascita, è un’altra faccenda. Di lui si racconta che abbia tentato l’avventura prima nel Fronte della gioventù di Siracusa e poi nel Movimento sociale. Quando crollò la prima Repubblica pare abbia tentato di riciclarsi con la Rete di Leoluca Orlando, l''ex democristiano che a forza di promettere la primavera siciliana è finito a far l’autunno con Di Pietro.
La capitale morale
Brutte frequentazioni tra esponenti politici, dirigenti delle Asl (bipartisan, lega compresa, come nel caso Ciocca) con persone sotto indagine per mafia.
Una bomba biologica sotto il Santa Giulia, con lo scaricabarile sul chi doveva controllare.
Ultimo capitolo, il giro di coca nei locali della Milano da bere notturna, quella frequentata da vip, escort, veline, calciatori, figli di papa (magari politici ).
Un giro in cui si scopre (oddio, scopre è una parola grossa), gli agganci con chi doveva controllare, con i vigili urbani ..
O cantanti come Morgan: scommetto che stasera guarderete la pubblicità di Belen con occhi diversi.
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