22 marzo 2019

Le notizie di cui tutti parlano



Un uomo di colore, immigrato (dunque automaticamente un potenziale criminale) ha dirottato un pulmann che portava a scuola dei bambini, cercando di incendiare il bus come gesto di protesta contro le morti in mare.
Una notizia che troveremo sulle prime pagine per giorni, perché funzionale ad entrambi le parti del tifo: ai sovranisti perché consente loro di portare avanti l'equazione immigrati = criminali.
Ai progressisti dall'altra parte perché in questa storia c'è anche l'eroe, anzi di eroi ne abbiamo due: i carabinieri (chi si ricorda ora della vicenda Cucchi e dei non so, non ricordo dei vertici dell'arma?) e il ragazzino immigrato pure lui che ha dato l'allarme.
Se fossimo in un giallo, verrebbe fuori che è una brutta vicenda pianificata da un burattinaio dietro.
Ma nella realtà le cose sono più complicare e il mondo non si ferma a San Donato o a Roma ai problemi della giunta Raggi.

A Trapani una loggia manovrava sentenze dei giudici, condizionava la politica, l'economia, il lavoro: il pm che ha condotto l'indagine parla di un "sistematico inquinamento della vita politica e amministrativa della provincia"
Il blitz ha aperto uno squarcio su un’associazione segreta composta da almeno otto persone. “Non è una loggia massonica, è un’associazione segreta al 100%”, precisa Agnello. Il gip, accogliendo le richieste dei pm, ha riconosciuto l’appartenenza a questa “cellula eversiva” di Lo Sciuto, Giuseppe Berlino, il poliziotto Salvatore Passannante, l’ex vicesindaco di Castelvetrano Enzo Chiofalo, l’ex sindaco Felice Errante, Gaspare Magro e l’attuale candidato Luciano Perricone. Inoltre la Procura aveva chiesto anche l’arresto di un avvocato, Vincenzo Salvo del foro di Marsala (cognato di Magro, oggi arrestato) che difende molti tra complici e familiari del latitante Messina Denaro.

Certo, parlare di mafia, malapolitica (regionale), logge massoniche può risultare sconveniente.
Come anche toccare il tema delle agromafie (e delle tendopoli dove vivono gli immigrati che lavorano nei campi), dei roghi dei siti di rifiuti al nord, dell'inquinamento delle falde in Veneto.

21 marzo 2019

Il gioco dei sovranisti



Se un uomo bianco uccide delle persone di religione islamica è colpa dei videogiochi, dell'immigrazione selvaggia, che sono troppi signora mia, al limite della mamma che lo ha cresciuto bene (lo ha detto veramente Sallusti, riferendosi al terrorista australiano del massacro di Christchurch).

Cambia tutto se questo uomo ha la pelle scura (come ieri a San Donato): diventa automaticamente un immigrato (clandestino, che non si sa mai), avete visto cosa succede ad accogliere?, colpa delle sinistra buonista...

A questo gioco i sovranisti alla Salvini vincono sempre.
Vince sia che si lascino i migranti morire in mare, sia che li si vada a salvare in mezzo al Mediterraneo, andando sopra alle regole (che poi nemmeno sono regole dello Stato, visto che spesso sono tweet sui social..).

E' un gioco a cui dovremmo sottrarci: dove sono i corridoi umanitari? Dove sono gli accordi coi paesi africani per riprendersi i condannati? E dove sono le risorse e i piani per aiutarli a casa loro?

20 marzo 2019

Le parole di Sara, di Maurizio De Giovanni



E guardalo, allora.Osserva il suo profilo, non appena la vista si è abituata alla lieve luminescenza che, obliqua, arriva da un lampione giù in strada, luce giallastra mossa dal vento. Riconosci dalla penombra la linea della fronte e la curva del naso, uno skyline che ti spacca il cuore; riconosci la dolcezza e l'incanto e l'immensa tenerezza che sai nascondergli così bene.Ora che dorme, non aver paura di tradire quel sentimento impronunciabile, nato e cresciuto tuo malgrado, quando ormai non ci pensavi più, quando ti credevi al sicuro e immaginavi la tua anima come un deserto, come il dorso screpolato di una brulla collina spiata da un drone

In tanti aspettavano il secondo capitolo di De Giovanni della serie con Sara, la donna invisibile, la donna che osserva senza essere osservata, la donna capace di carpire sussurri appena pronunciati, di leggere in controluce piccoli gesti, piccoli tic che il nostro corpo compie involontariamente.
.. quando il suo lavoro consisteva nel decifrare sussurri rubati da microfoni inaffidabili, o esaminare le immagini sgranate delle telecamere di sorveglianza. Il massimo dell'operatività era accomodarsi in un cinema per spiare, da quattro o cinque file di distanza, due tipi che fingevano di non conoscersi.

Sara lavorava all'interno di un'unità dei servizi di cui in pochissimi erano a conoscenza, di sicuro non l'opinione pubblica.
Sara aveva abbandonato il marito, il figlio, per inseguire l'amore, quello che arriva una volta sola nella vita e a volte mai. Un amore assoluto quello con Massimiliano, il capo della sua unità, consumato fino alla fine, fino a quando non è arrivato il momento di ritirarsi.
Il tramonto di Sara, il primo libro della serie, si apre con una donna solitaria seduta su una panchina, una donna che nessuno noterebbe, coi suoi capelli bianchi, gli abiti poco vistosi.
Ma non è ancora tempo per rassegnarsi al tramonto: l'incontro con la fidanzata del figlio, morto in un incidente, e un caso da seguire, avevano aperto in lei una nuova fase nella sua vita, dandole una nuova speranza.
Le parole di Sara comincia con l'immagine di una donna che spia il suo uomo, che ancora dorme nel suo letto, chiedendosi se quello che sta provando è vero amore.
E' Teresa, la bionda, la collega e amica di Sara, la mora, rimasta dentro quell'unità segreta dei servizi e diventata poi il capo, con la morte di Massimiliano.
Quel ragazzo molto più giovane di lei, Sergio Minucci, ufficialmente ricercatore universitario, è uno stagista nel suo ufficio, ed era diventato qualcosa di più di un'avventura di una sera, qualcosa di più pericoloso: è ora però sparito da quella mattina in cui ha lasciato casa sua, senza lasciare alcuna traccia.
Teresa chiede così all'amica Sara di aiutarla nella ricerca, per capire se gli è successo qualcosa e perché.
E per capire, e questa è la cosa più importante, se quel ragazzo è finito nel suo letto per una ragione diversa dai sentimenti.

Si rimette in moto la squadra non ufficiale, con Sara, l'ispettore Davide Pardo, sempre alle prese col suo bovaro, e Viola, che ha reso Sara nonna di un bambino che si chiama Massimiliano, come il “suo” Massimiliano.

Perché – si domanda Sara – Teresa, una persona così fredda, che sembrava incapace di provare emozioni, si è rivolta proprio a lei: il suo sguardo, i suoi gesti tradiscono una tensione che dice più delle parole non dette tra di loro.
Perché le parole di Sara sono come le parole di Teresa: sono “parole che abitavano nel silenzio”.
Chi è questo Sergio Minnucci? Indagando sulle persone a lui vicine, la madre, la fidanzata, vengono fuori due figure completamente diverse del ragazzo: metodico e fedele per la fidanzata, incline al tradimento, viaggiatore e indipendente per la madre e anche per le persone dell'università, secondo cui era anche raccomandato da un politico regionale.
Sergio doveva, all'interno dell'Unità, spiare le mosse di un politico regionale in forte ascesa, Salvatore Tarallo, grazie alle sue politiche aggressive contro gli immigrati.

Attorno a questa indagine si muovono strani e sinistri personaggi: Lembo, un uomo dei servizi, che ha consolidato il suo potere grazie all'arma dei segreti, con cui tenersi a galla ad ogni cambio di stagione.
C'è un uomo in tuta che va a correre nei parchi e che sperava che l'operazione su quel ragazzo si concludesse in modo meno cruento …
In questa storia non è facile capire chi è il nemico da cui guardarsi: non siamo più negli anni passati in cui l'unità si occupava di terroristi e criminalità organizzata “anni in cui era facile individuare il nemico, era colui che piazzava bombe, uccideva magistrati, giornalisti scomodi, politici..”.

A proposito di anni difficili, le pagine del presente si intrecciano con pagine del passato, quando Teresa e Sara, bionda e mora, appena entrate nell'unità, erano entrate in una indagine in cui si erano imbattute in strani incontri tra estremisti di destra e mafiosi. Per fare cosa? Vincendo lo scetticismo dei colleghi maschi, Sara aveva spiegato, in modo freddo cosa si stavano dicendo quelle persone nel bar
«Cosa nostra» mormorò la donna bruna nel buio. 
Tacquero tutti. 
Lei aggiunse: 
«Ci sarà un attentato a Firenze. E il terzo soggetto è Cosa nostra».

Cosa nostra, le bombe della sua stagione stragistica dei primi anni 90.
Personaggi dell'estrema destra che oggi si sono ricostruiti una verginità politica come persone nuove o come imprenditori di successo.
E persone come Lembo, vecchio arnese del mondo dei servizi, con una sua teoria personale secondo cui la crisi delle istituzioni, del paese, sarebbe colpa dei sondaggi:
Si chiama democrazia. Be', avrebbe risposto Corrado, la democrazia è davvero sopravvalutata. Poteva andar bene quando il popolo si esprimeva in libere elezioni, e aveva il tempo di formarsi idee e opinioni e cambiarle in attesa di esercitare il diritto dovere del voto.Adesso, invece, un ragazzetto di ferma per strada con un questionario e tu, incazzato perché non hai i soldi per l'ultimo modello dello smartphone, lo tratti male; e l'indomani un politico tremebondo taglia i fondi per la difesa

Una vecchia inchiesta dei servizi che oggi torna a galla, un politico di destra che cavalca la paura dell'immigrazione, strani personaggi che si muovono attenti attorno alle mosse degli investigatori sulla morte di Sergio: ma in che razza di intreccio era finito dentro, questo ricercatore il cui corpo viene trovato morto, abbandonato per strada?

Le parole di Sara ha superato tutte le remore e i dubbi che mi erano rimasti dal precedente, Sara al tramonto: molto più maturo, molto più complesso come racconto, affronta alcuni temi di stretta attualità, tra cui l'immigrazione e l'industria del crimine che sfrutta di queste persone. Come nel precedente, ci sono momenti in cui De Giovanni si lascia andare cliché e alla commedia all'italiana, momenti perfettamente inseriti nel contesto narrativo.
Ma poi ci sono pagine dove si parla di quel peso che ci portiamo dentro, i sentimenti, i ricordi del passato: il passato di Sara, l'amore che ha vissuto in modo intenso nella sua vita precedente e la sua solitudine, oggi.
Solitudine da cui Massimiliano l'aveva messa in guardia, perché doveva rimanere viva, anche dopo di lui, perché muoiono le persone, non l'amore:
Perché quel giorno scoprirai anche tu di aver bisogno di lei. E in qualche modo mi terrai ancora tra le braccia: e sentirai che muoiono gli uomini, ma non l'amore. L'amore no.Stringimi, Sara. Ho freddo. Tanto freddo.Ed è così buio.

I precedenti romanzi di De Giovanni con Sara
- Sara che aspetta (dalla raccolta Sbirre)

La scheda del libro sul sito di Rizzoli
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

Domande scomode


Il delitto non va in prescrizione.
Nemmeno il delitto di due giornalisti, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi in un agguato in Somalia per quello che avevano scoperto.
Ovvero il lato oscuro della cooperazione dei passati governi italiani coi paesi africani: aiutiamoli a casa loro portando rifiuti tossici in cambio di armi.
La storia di Ilaria e Miran è una storia di servizi deviati (o servizi al servizio dell'interesse criminale e non pubblico), di mafie, di depistaggi, di traffici sporchi e di domande che non si possono fare.
Le domande che faceva Ilaria e quelle che faceva Mauro Rostagno a Trapani.

Nemmeno ora, dopo 25 anni, da quel marzo 1994.

19 marzo 2019

Report – politica a costo zero (e il caos degli oggetti smarriti)

Prima del servizio sui costi della politica, sul caso Diciotti, nell'anteprima Antonella Cignarale ci ha raccontato delle difficoltà che si incontra quando si smarriscono oggetti sui treni.
Gli uffici oggetti smarriti sono chiusi ma c'è un servizio cortesia: attivo solo sulle frecce, sugli altri treni, puoi dire addio alle tue cose.

La cortesia, di Antonella Cignarale

La giornalista di Report ha fatto un test: ha messo un chip dentro cinque capi per vedere l'effetto che fa? Come sarà andata a finire?
Perché poi non copiamo dalla Svizzera, dove gli oggetti smarriti diventano un business per l'azienda: un viaggiatore può contare, in caso di smarrimento, nell'assistenza delle Ferrovie.
Questi oggetti sono raccolti in un unico centro a Berna, sono censiti e catalogati: se viene reclamato, viene restituito (circa il 55%), altrimenti (il restante 40%) viene venduto.
Il servizio ha un minimo costo per gli utenti, ma le aziende non ci perdono anzi.

In Italia invece è complicato capire cosa succede della nostra valigia persa: le valigie perse, coi loro chip, fanno il giro d'Italia, perché nessun capotreno e nessun addetto alle pulizie deve controllare i capi smarriti.
Chi fa pulizie non è autorizzato a ritirare merci, così la maggioranza dei capi persi rimangono a bordo: nemmeno scattano gli allarmi per la sicurezza, per dire.

Bagagli che fanno il giro d'Italia, denunce che non portano a nulla.
Se si recuperano gli oggetti è solo per la cortesia tra capotreni: d'altronde i capotreni mica possono andare nei comuni di destinazione a consegnare zaini o borse smarrite, come dice il codice civile.

A scuola di politica

Non sapevo esistesse una università della Lega: le quote degli iscritti finiscono ad una associazione (in mano al sottosegretario Siri), che si occupa di olistica e amore universale?
Come si formano le leve della Lega di Salvini?
In una università che fino ad oggi ha incassato 500mila euro: senza inscrizione a questa associazione non c'è modo di fare carriera nel partito di Salvini.
L'associazione PIN fa capo a Siri: per il suo partito Italia nuova (da cui l'acronimo PIN) promuoveva il dialogo con gli extraterrestri.
Sovranisti su Marte?

Politica a costo zero – Bernardo Iovene

Nel 2013 Letta ha abolito il finanziamento politico ai partiti: si devono arrangiare col 2 per mille, diceva la legge, ma oggi troviamo partiti che non riescono a pagare le bollette.
Mentre una pioggia di soldi pubblici arriva addosso ai partiti, in Parlamento, anche al partito del M5S, che più di altri aveva portato avanti la lotta contro la casta.

Si può fare politica low cost?
Partiamo dalla Lega.
La Lega in Campania ha preso il 5% e in comune a Napoli ha un eletto: sul territorio non ci sono iscritti, il partito nasce attorno a Salvini, il simbolo di Alberto Da Giussano è oggi al petto dell'eletto campano, ex MSI.

In Emilia nella sede del partito in regione c'è una cassaforte vuota, dietro il consigliere Fabbri.
A Bologna c'è una sede, in provincia però: Iovene è andato nella sede dove la luce è staccata.
Forza Italia non ha una sede nel territorio in Emilia Romagna, non ci sono assemblee, la sede del partito è virtuale, sul cellulare.

Il M5S in regione non ha nemmeno una sede: anche per loro è sufficiente uno smartphone, per non avere costi.
Il cittadino deve essere connesso col tablet per seguire l'attività degli eletti.

Il PD ha 600 circoli in regione: tenerle aperte ha un costo, ma consente ai simpatizzanti e agli iscritti di confrontarsi. I soldi per tenerle aperte arrivano dai finanziamenti degli iscritti e dalle feste de l'Unità.
In queste sede si chiamano ancora compagni, per dire.
LE sedi del PD sono state acquistate quando erano PCI, ma poi prima di finire nel PD sono state confluite dentro fondazioni (60 in Italia, dove c'è dentro la storia del PCI).
Oggi, siccome il PD non paga l'affitto, gli ex DS sta per sfrattare il PD dalle loro sedi: le fondazioni DS hanno bisogno di soldi, lo spiega l'ex tesoriere Sposetti nella fondazione Gramsci.
L'associazione di Sposetti, dedicata ad Enrico Berlinguer, coordina le 60 fondazioni che detengono i beni dei DS che ancora oggi hanno un bilancio: dentro ci sono i debiti, come i 101 ml che lo Stato deve pagare all'Unità (grazie ad una legge del governo Prodi del 98), i debiti verso le banche (49ml)... non male per un partito che non esiste.

C'è ancora un dipendente in aspettativa, dentro i DS: quando questa persona tornerà, si potrà chiudere il bilancio.
Le fondazioni hanno svenduto un quadro famoso di Gottuso (all'associazione Berlinguer), I funerali di Togliatti, per centomila euro (incassando una plusvalenza): “tutta roba interna” ammette Sposetti, sempre per pagare questo benedetto TFR.

Il PD, unico partito sul territorio, occupa le sedi dei DS, blindate nelle 68 fondazioni che hanno a capo Sposetti, che deve salvare i debiti del PCI e tenere viva la memoria del vecchio partito.

Quanto prende un parlamentare?
In pochi sanno dare la cifra esatta: 9mila, 14mila, 7500 o 8000 ..
5000 euro indennita
8400 euro rimborsi (diaria, trasporti..)

Totale 13400 euro netti.
Poi ci sono partiti che danno soldi al loro partito, come Sinistra Italiana, 3500 euro al mese.
LA Lega 2000, FI 900, M5S 2300 euro (300 alla piattaforma Rousseau).
I grillini danno i 2000 euro dello stipendio in un fondo per le piccole imprese: fondo che fa micro credito alle imprese, presidente del fondo è Mario Baccini, ex DC, che gestisce 75ml di euro.

Oggi la proposta è spostare i soldi anche al sociale: per far studiare la gente, per curare un malato, ovvero usarli per fini che si vedono.
I 5 stelle non hanno nemmeno indennità per la loro carica: Fico, presidente della Camera mostra con orgoglio la lettera con cui rinuncia 4500 euro al mese.
Il tesoriere dei 5 stelle Pattelli è un ex commesso: pure lui mostra la lettera con cui chiedeva il taglio della sua indennità.

La loro idea è di tagliare drasticamente i soldi dati agli eletti: in questo modo, professionisti che hanno un buon stipendio di loro, potranno decidere di fare politica?
Ci sono però eletti a 5 stelle che hanno rinunciato alla restituzione: secondo due ex 5 stelle, Biondo e Canestrari, la restituzione è stata solo una manovra di marketing.
Hanno gonfiato le spese, per poi alzare le sostituzioni e ostentare il taglio dello stipendio.

Ma ci ricordiamo che chi è eletto deve lavorare per noi?
Va dato atto che il fondo per il microcredito ha aiutato le imprese, in modo concreto.

C'è poi lo scandalo delle paghe dei collaboratori dei deputati: molti deputati della Lega non hanno collaboratori, eppure prendono i soldi dalla Camera per i loro stipendi, il gruppo della Lega ha dei collaboratori.
Nella rendicontazione delle spese vanno dichiarate le spese per i collaboratori solo a metà, persone assunte con una miriade di contratti, con stipendi che vanno da 600 a 2000 euro.
Nemmeno il numero esatto di questi collaboratori è noto: sarebbe meglio che fossero pagati dalla Camera e non dai partiti.
Questa la proposta del presidente Fico, che si è impegnato a fare una delibera dell'ufficio di presidenza, mentre ha già tagliato in modo retroattivo i vitalizi, risparmiando 45ml di euro all'anno.
Ma su questo taglio ci sono i ricorsi degli ex deputati, per cui nulla si può dire.
Franco Grillini, uno di questi, ha visto ridotto il suo vitalizio di 1300 euro: racconta a Iovene che con questo provvedimento si è voluto punire gli ex deputati, in modo ideologico, senza fare distinzioni.

L'avvocato Paniz, ex senatore, difende 800 dei 2500 ex deputati: come andrà a finire questa guerra di ricorsi?
I soldi risparmiati, i 45ml, saranno accantonati e non potranno essere utilizzati: dei ricordi decideranno proprio i deputati stessi in un tribunale interno.
Quanti anni aspetteremo?

Fabio Pavesi, consulente per Report, ha scoperto un tesoro inutilizzato: un tesoretto nascosto nel bilancio della Camera dei deputati, che ha un avanzo di 385 milioni di euro. Sono soldi risparmiati dai partiti e che si tengono loro e che non sono usati per attività politiche, si tratta di quasi dieci delibere per i vitalizi (la riforma appena fatta dal M5S che consente un risparmio di 40 ml di euro, ma dietro cui ci sono molti ricorsi di ex parlamentari).
L'ex presidente Boldrini ha parlato di un fondo di garanzia, che non viene usato, ma è pensato solo per spese eccezionali: come cittadino ci aspetteremmo che questi soldi siano usati per fini politici.
Di questo “tesoretto” Bernardo Iovene ha chiesto conto al presidente Fico: “lo approfondisco e te lo faccio sapere” è la risposta ottenuta dal giornalista.

LA risposta di Fico è arrivata poco dopo: sono soldi che arrivano dai risparmi, dagli accantonamenti, e comunque Fico si impegna a ridurre questa cifra, dal prossimo anno, per riconsegnarlo al bilancio dello Stato.

Quanto è spontaneo il finanziamento del 2 per mille?
Quanto è trasparente il meccanismo?

Per legge i partiti che prendono il 2 per mille devono avere uno Statuto: il 5stelle non è destinatario di contributi, non avendo uno Statuto.
Per legge però deve presentare i rendiconti, anche quello della piattaforma Rousseau.

La riforma del governo Letta affidava il finanziamento alla volontà dei cittadini, ma nella riforma dell'ex ministro Quagliariello si prevedeva che i finanziamenti arrivassero anche tramite CAF, commercialisti, in modo poco trasparente (ovvero quanti di quei soldi sono “spintanei”): “sul finanziamento della politica la legge perfetta non l'avrai mai” - conclude Quagliariello.
Oggi dal 2 per mille arrivano alla politica quasi 14 ml di euro, di questi quasi 7 ml vanno al pd, la Lega di Salvini 2ml e l'altra Lega 922mila euro.

Esistono due Leghe, due partiti iscritti all'elenco dei partiti: una è la vecchia lega, che fa poca politica e la nuova lega, quella che raccoglie più fondi.

I bilanci dei partiti politici maggiori sono in rosso: il PD ha un buco di 19ml, per esempio.
Forza Italia ha licenziato il personale, la Lega ha mandato in cassa integrazione i dipendenti.

Gli unici soldi certi sono i finanziamenti ai gruppi degli eletti, soldi spesi solo per attività istituzionali del gruppo e non per l'attività del partito.
Ma ci sono contributi dal gruppo al partito, come quello fatto da Fratelli d'Italia.

La parte del leone la fa il gruppo più grande, quello del M5S, in questa legislatura incasseranno 70 ml di euro: soldi usati per i dipendenti.
I soldi al movimento finiscono al sistema Casaleggio, di fatto segretario del partito – dicono gli autori del libro “Sistema Casaleggio”, i soliti Biondo e Canestrari.

E se domani il proprietario di Facebook decidesse di fondare un partito? Avremmo gli anticorpi per resistere a questa anomalia?
A furia di abbassare i costi della politica, si rischia che a fare politica arrivino persone senza competenze, manovrabili, burattini.
I parlamentari a fine legislatura avranno versato a Rousseau 5,8ml di euro, ovvero a Casalleggio associati, società privata.

Come si è arrivati a questo? Oggi è tutto mediato sul web, dove non c'è confronto, nessun dialogo, ma un posto dove vige l'uomo forte al comando, il luogo dei monologhi dove prendi like.

18 marzo 2019

Le inchieste di Report: i costi della politica


Presadiretta cede il passo a Report lasciandogli lo spazio dedicato alle inchieste del lunedì sera: si riparte da un tema caro alla politica, il finanziamento ai partiti, alle loro strutture e attività.
Abolito il rimborso elettorale e gli sfarzi dell'era berlusconiana (quasi 2 miliardi di euro in dieci anni) con la riforma del governo Letta, oggi i partiti dovrebbero finanziarsi col 2 per mille o con le donazioni dei singoli.
Ma come sono messe oggi le casse dei partiti?

Seguirà poi un servizio sulle scuole di formazione politica e infine sulla prossima decisione in Senato circa l'eventuale processo a Salvini (sul caso Diciotti).

Anteprima: L'ufficio oggetti smarriti che non c'è

L'anteprima della puntata sarà dedicata ad un argomento di società: Antonella Cignarale ci racconterà di come non funziona il servizio di Trenitalia nel caso in cui dimentichiate qualcosa su un treno.
Il servizio oggetti smarriti è diventato un servizio di cortesia, formula alquanto ipocrita che di fatto lascia il viaggiatore nelle mani della cortesia del personale viaggiate e degli altri pendolari.
Perché non copiamo il modello Svizzero?

La scheda: La cortesia di Antonella Cignarale
Gli uffici oggetti smarriti nelle stazioni ferroviarie sono stati chiusi anni fa e per chi dimentica una giacca o una valigia su una delle Frecce di Trenitalia il servizio di ritrovamento è diventato un servizio di cortesia. Per il pendolare che dimentica qualcosa su un regionale Trenitalia non è previsto un servizio e il ritrovamento diventa una caccia al tesoro. Secondo il codice civile chi trova un oggetto deve consegnarlo “senza ritardo” all’Ufficio comunale degli oggetti rinvenuti della città in cui è stato trovato. Ma i treni sono sempre in movimento, come fa un capotreno ad andare in Comune tra un turno e un altro? A pochi passi da noi, le Ferrovie Federali Svizzere hanno messo a punto un sistema di recupero oggetti smarriti che, oltre a fornire un servizio su tutti i treni, è un modo per fare cassa.

Il costo della politica

La prima proposta del nuovo tesoriere del PD Zanda è stata quella di ripristinare (in parte o del tutto) il finanziamento pubblico per la politica, proposta che ha riscontrato un certo interesse anche in altri partiti.
Il servizio di Bernardo Iovene spiegherà come i partiti finanziano oggi le loro campagne elettorali, cosa è rimasto nelle casse dei partiti, andando a controllare i conti nei comuni, nelle regioni e alla Camera e al Senato.
Si racconterà della fine della politica sul territorio, delle sedi di partito, la chiusura dei giornali (dalla Padania all'Unità) e il licenziamento di tutti i dipendenti. O il singolo dipendente dei DS, in aspettativa, cui l'ex tesoriere Sposetti paga ancora uno stipendio.
Oggi la politica si fa ricorrendo ai social, con cellulari e tablet. E nemmeno dovremmo chiamarla più politica.

Il consulente di Report Fabio Pavesi ha scoperto un tesoretto nascosto nel bilancio della Camera dei deputati, che ha un avanzo di 385 milioni di euro. Sono soldi risparmiati dai partiti e che si tengono loro e che non sono usati per attività politiche, si tratta di quasi dieci delibere per i vitalizi (la riforma appena fatta dal M5S che consente un risparmio di 40 ml di euro, ma dietro cui ci sono molti ricorsi di ex parlamentari).
Di questo Bernardo Iovene ha chiesto conto al presidente Fico: “lo approfondisco e te lo faccio sapere” è la risposta ottenuta dal giornalista.


La riforma del governo Letta affidava il finanziamento alla volontà dei cittadini, ma nella riforma dell'ex ministro Quagliariello si prevedeva che i finanziamenti arrivassero anche tramite CAF, commercialisti, in modo poco trasparente (ovvero quanti di quei soldi sono “spintanei”): “sul finanziamento della politica la legge perfetta non l'avrai mai” - conclude Quagliariello.
Oggi dal 2 per mille arrivano alla politica quasi 14 ml di euro, di questi quasi 7 ml vanno al pd, la Lega di Salvini 2ml e l'altra Lega 922mila euro.

La scheda del servizio: Politica a costo zero di Bernardo Iovene in collaborazione di Michela Mancini
I partiti hanno chiuso le sedi e licenziato i dipendenti, hanno bilanci che si basano ormai sulle donazioni. Fino al 2013 lo Stato li finanziava per 100 milioni di euro l’anno, oggi il contributo del 2 per mille si ferma a 14 milioni. Restano le sedi del Partito Democratico, ma tante saranno sfrattate dalle fondazioni dei Democratici di Sinistra, che sono proprietarie di 2400 immobili affittati al Pd attraverso convenzioni. Report ha scoperto che i Ds, che hanno interrotto la loro attività politica nel 2008, pubblicano ancora i bilanci e per ripianare qualche debito hanno venduto uno dei dipinti più famosi di Guttuso.
Quanto guadagnano oggi gli eletti, dai Comuni al Parlamento? Quanti soldi versano al partito e dove vanno i soldi che restituiscono gli eletti del Movimento 5 stelle? Sul taglio retroattivo dei vitalizi agli ex parlamentari, il risparmio sarà di 40 milioni di euro, ma ci sono 2500 ricorsi. Intanto nel bilancio della Camera Report ha individuato un tesoretto di 385 milioni di euro non utilizzati, un avanzo che cresce dal 2012 e non viene restituito allo Stato.

Le scuole di formazione politica

La scheda del servizio: A scuola di politica di Adele Grossi
Il partito più impegnato in cattedra, da qualche anno, è la Lega, trascinata dal leader Matteo Salvini: i corsi di formazione registrano il tutto esaurito. Nelle regioni, annualmente, si possono frequentare tre livelli di corso organizzati come vere e proprie "accademie federali"; la capofila è quella che i coordinatori delle scuole chiamano "la nostra Università": la Scuola di Formazione Politica, che ha sede a Milano e fa capo a Armando Siri, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e ideologo della flat tax per la Lega. Al termine del corso, a consegnare i diplomi è lo stesso segretario del partito Salvini. Gli ultimi cinquecento sono stati rilasciati pochi giorni fa. Come funzionano queste scuole e chi le dirige?


Il processo a Salvini

177 migranti a bordo della nave della Marina italiana Diciotti sono rimasti bloccati a bordo per diversi giorni nello scorso agosto 2018: il divieto di sbarco è arrivato direttamente dal ministro dell'interno Salvini (e non si capisce ancora se esistano delle carte, dei documenti pubblici in cui questa scelta politica è stata presa).
I magistrati hanno accusato, per la prima volta, un ministro di sequestro di persona.
Dopo che i maltesi si sono rifiutati di intervenire per soccorrere la barca, la nostra capitaneria di porto si è resa disponibile e ha chiesto autorizzazione al Viminale chiedendo anche l'indicazione di un porto sicuro. Il ministero non ha risposto a questa richiesta: quando la situazione a bordo della barca è diventata critica, è intervenuta la guardia costiera che ha imbarcato i migranti a bordo della nave Diciotti (16 agosto).
Il 17 agosto la guardia costiera chiede nuovamente al Viminale di indicare un porto di sbarco senza avere risposta.
Il 19 agosto la Diciotti riceve l'ordine di dirigersi verso Pozzallo, poi verso Catania dove attracca il 20 agosto: Salvini dichiara che nessuno dei migranti scenderà in Italia: rimarranno sulla motonave fino al 26 agosto.


Salvini si è difeso dicendo che è stata una scelta politica e ha chiamato in causa l'intero governo: non possiamo dimenticare i risvolti umani e civili delle persone a bordo di quella nave, in una vicenda che alla fine è stato l'ennesimo atto di propaganda del ministro per la sua politica sugli immigrati.
Anche perché mentre il 24 agosto Salvini ha chiesto a Bruxelles che quei migranti fossero ridistribuiti nei vari paesi europei, ma a Milano 4 giorni dopo stringe la mano a Viktor Orban, presidente ungherese, esponente del gruppo di Visegrad ferocemente contrario all'arrivo di migranti nei loro paesi.
I migranti sono tutti clandestini irregolari, questa la loro linea, dunque devono essere rispediti nei loro paesi. Come si possono cambiare le regole di ridistribuzione dei migranti con partiti e leader che di ridistribuzione non ne vogliono sentir parlare?

Infatti questa non è una priorità di Salvini che il 7 marzo scorso, quando in Europa i ministri degli interni europei si incontravano proprio di immigrazione, Salvini era in Basilicata per la campagna elettorale per le prossime regionali.
Nel novembre del 2017 il parlamento europeo era ad un passo dall'approvare una riforma del trattato di Dublino favorevole all'Italia, ma purtroppo è stato tutto bloccato.
Nella riforma il concetto di paese di primo sbarco veniva sostituito da un meccanismo automatico di ricollocamento: sono mancati i voti proprio dei partiti che oggi governano l'Italia che hanno votato assieme ai paesi di Visegrad.
Come spiega questa contraddizione il politico Salvini? “I numeri ci danno ragione” la non risposta che Manuele Bonaccorsi ha ottenuto.

Come voterà ora il Senato per la richiesta di andare a processo?
Nel frattempo si è mossa la procura dei minori di Catania: il giornalista di Report ha intervista la procuratrice Caterina Ajello, in merito ad un'altra vicenda, quella della Sea Watch (gennaio 2019): la dottoressa Ajello sostiene che vi fu violazione della legge e dunque potrebbe aprirsi per il governo un altro fronte giudiziario.


La scheda del servizio: Porto sicuro di Manuele Bonaccorsi in collaborazione di Lorenzo Di Pietro
Il 20 marzo il Senato dovrà decidere se concedere al Tribunale dei Ministri di Catania l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver negato per giorni l’autorizzazione allo sbarco a 177 migranti salvati dalla motonave della Guardia Costiera Diciotti il 16 agosto 2018. Qual è la posta in gioco, politica e giuridica? Per quale motivo in quei giorni il Viminale non emette ordini scritti? La Guardia Costiera, che è sotto il controllo del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, avrebbe potuto fare scendere i migranti? Si può parlare di sequestro di persona? Il governo ha usato il caso Diciotti per aprire una trattativa sulla redistribuzione dei migranti con l’Europa. Report ricostruirà i fatti di uno dei casi politico-giudiziari più controversi degli ultimi anni con testimonianze e documenti inediti.

17 marzo 2019

La giornata del giallo

La Verità: non l'avevo mai vista

Repubblica - Berlusconi: mai conosciuta

Libero: sull'olgettina soltanto balle

Il Tempo - Berlusconi: mai conosciuta



E' bastato un giorno per passare dalla passione per l'ambiente a quella per il giallo: la morte di Imane Fadil, ex testimone chiave nei processi contro Berlusconi (sul versante cene eleganti e via discorrendo).

Il primo commento di Berlusconi è stato "non la conoscevo", frase che ritroviamo oggi su tutte le prime pagine dei giornali, pefino Repubblica.
Verrebbe da dire Excusatio non petita, perché i magistrati l'hanno sempre ritenuta un test attendibile: ad Arcore c'è stata e Berlusconi l'ha conosciuto.

I gialli ci appassiono, specie quando ci consentono di alzare polveroni che non aiutano a capire bene cosa sia successo ieri e cosa sta succedendo oggi.



16 marzo 2019

Domani è un altro giorno


Tenete duro, ancora un giorno e poi potete tornare alle vostre trivelle, al gas estratto dalla terra, alle centrali a Carbone che non possono essere chiuse perché costa, al perché non tornare al nucleare?, alle grandi opere come il TAV, al basta con questa zona B e zona C, al vostro industrialismo che di fatto significa fregarsene dell'ambiente e del pianeta. Perché mica possiamo chiudere l'ILVA, mica possiamo chiedere a chi fa impresa di rispettare le norme, mica possiamo bloccare le auto dei cittadini, mica possiamo puntare sul fotovoltaico, sull'eolico, sulgeotermico...
Per qualche giorno avete fatto una bella lavata alla vostra coscienza, cari giornali, cari politici, cari opinionisti un tanto al chilo.
Avete pure messo in prima pagina (quanto deve essere costato) i giovani di oggi e trascurato leaderini e leaderoni.
Certo, i giornali di destra non si sono lasciati sfuggire l'occasione per mostrare il loro cinismo: andare a studiare ragazzi, che mica penserete di cambiare il clima voi? Pensate mica di poter influenzare la politica e l'industria?
Peggio il cinismo di Ferrara o il finto ambientalismo di Repubblica?
Dilemma.

Domani potranno tornare ad occuparsi di TAV, di Pisapia, di Calenda, di Zingaretti, del paese in crisi, ma perché non aprite i cantieri, oddio, stiamo svendendo i nostri gioielli alla Cina ..
Domani è un altro giorno.
E a Taranto si continuerà ad essere avvelenati, come in pianura Padana, a Priolo...

15 marzo 2019

I tempi nuovi - incipit (Alessandro Robecchi)

Aria di primavera, tempo di libri.
L'ultimo di Alessandro Robecchi si apre con una citazione di W. Goethe sullo "spirito dei tempi"
Quel che chiamate spirito dei tempi
è in sostanza lo spirito degli uomini
nei quali i tempi si rispecchiano.
E questo è spesso così meschino!
Dello spirito dei tempi moderni (ma siamo sicuri che siano veramente moderni questi tempi, non avete una sensazione di deja vu?), parla il suo romanzo, I tempi nuovi Sellerio editore.
Sempre a Milano, locomotiva dell'Italia, sempre con i suoi protagonisti, Carlo Monterossi e Oscar Falcone da una parte, i due poliziotti Ghezzi e Carella dall'altra.

 

I tempi nuovi - incipit (Alessandro Robecchi)
Vista da qui, a quest'ora, con questa luce che la taglia come forbici, la città è un mosaico, una geometria, una scacchiera dove i pezzi vanno al loro posto. E infatti ci vanno.
Con la M1, M2, M3, la viola, la gialla, i tram, con macchine e motoricini, permesso si sposti, ma guarda come guida quello stronzo, ah, ecco il controllore, ora la pagheranno, i furbetti senza biglietto!
Uno si è buttato sotto la rossa, checcazzo, a quest'ora, bisogna essere proprio dei disgraziati, però! Bus sostitutivi per San Babibla, Palestro, Porta Venezia, Lima, Loreto, qualche pedone arriverà dopo l'orario, un alfiere lo riprenderà, una torre lo chiamerà a rapporto: cos'è questo ritardo? Si rende conto?


Stessa spiaggia, stesso mare

Libero

Corriere - home page


La stessa notizia può essere raccontata in tanti modi diversi, di modo che, ad un occhio distratto, sembra che si stia parlando di cose diverse.
Invece no: si parla del Twiga, il lido di Briatore in concessione dallo Stato, che gli fa guadagnare un sacco di soldi.
Un bravo imprenditore - questa la narrazione di Libero

Briatore, colpo da maestro. Quanti milioni guadagna in spiaggia (spendendo meno di 20mila euro)

Stessa storia, ma come la racconta Gian Antonio Stella

Il lido del Twiga di Briatore? Rende 227 volte l’affitto (a Marina di Pietrasanta)Il lido fattura 4 milioni l’anno e paga 17.619 euro. In Francia le concessioni vanno a gara. L’Italia, invece, le ha appena prorogate al 2034

Per poi spiegare alcuni dettagli:

Briatore, Santanché e soci, del resto, sanno che il valore di quel «Bagno» è ben altro. Tant’è che a lungo avrebbero preso in subaffitto a cifre stratosferiche la gestione dell’area dalla «Gardenia di Galeotti Giuseppe & C» alla quale il rinnovo della concessione era costato nel 2005 4.322 euro l’anno. Briciole. Finché nell’ottobre scorso, a dispetto delle polemiche sulla grande pagoda abusiva piantata sulla battigia e accanitamente difesa dalla Santanchè contro Giorgio Mottola di «Report», i soci si sono decisi. E han comprato con la «Mammamia Srl» il ramo d’azienda «afferente l’esercizio di attività di discoteca e stabilimento balneare con annessi bar e punti ristoro», cioè il Twiga, per 3.900.000 euro. Ma come: tutti quei soldi un anno prima della scadenza della proroga targata Pd? Dopo che Parigi aveva già messo a gara le spiagge francesi e comuni come Ramatuelle (cui appartiene la mitica Pampelonne) avevano già fissato con un decreto controfirmato dal prefetto le nuove tariffe demaniali per le proprie 21 concessioni pari a 225.057 l’una (fate voi i confronti) di sola quota fissa? E se quelle teste matte dei grillini si fossero imputate sul rispetto delle leggi e delle sentenze europee? Macché: il fiuto del vecchio corsaro del lusso aveva già annusato come andava a finire...

La stessa storia, due punti di vista diversi, forse perché in questo paese il concetto di imprenditore e impresa, di rispetto delle regole, è tutto diverso.

Sovranisti di facciata

I soldi arrivano da Mosca (e fino ad oggi non mi sembra che l'inchiesta de l'Espresso abbia avuto smentite).
Ma i diktat arrivano anche da Washington, ora per Salvini, sovranista ma di facciata, che ora si scopre atlantista (in linea con Renzi e i predecessori) sulla questione degli F35 e sulla linea da seguire sull'accordo con la Cina.

Questa è la destra italiana che forse è limitativo dire che è fatta da sfigati: è una destra che non ha una linea politica in termini di politica estera, che deve raccattare voti dai cattolici integralisti, che parla alla pancia del suo elettorato.

14 marzo 2019

Ritorno al passato

Dimmi di cosa parli e ti dirò chi sei, come dire possiamo giudicare il livello della discussione politica dagli argomenti trattati.
Tajani e il Mussolini che fatto cose buone.
Il tifo da stadio sul TAV.
La riscoperta degli allarmi sul clima.
Il tira e molla degli inglesi sulla Brexit, che alla fine riusciranno a strappare le migliori condizioni all'Europa.

Tra le notizie, ogni tanto ne esce qualcuna che dovrebbe destare maggiore interesse: i licenziamenti di Vodafone, dove gli errori del management sono a carico dei dipendenti.
La storia della Bluetec, l'azienda che doveva rilevare lo stabilimento di Termini con tanto di soldi pubblici e sponsorizzazioni politiche (governo Renzi, do you remember?).
Aumenta l'occupazione ma solo grazie ai contratti a termine e, per la prima volta, diminuiscono i contratti a tempo determinato.
A Reggio Calabria un uomo ha appiccato il fuoco sulla ex moglie, colpevole di averlo voluto lasciare, mentre a Genova un altro uomo ha avuto la pena dimezzata per aver ucciso la moglie perché questa aveva promesso che avrebbe abbandonato l'amante.

Ieri sera abbiamo avuto un down di whatsapp e molte persone si saranno lamentato di questo ritorno al passato.
Ecco, non è solo WhatsApp il problema.

13 marzo 2019

Il sospettato, di Georges Simenon



Incipit
Doveva essere fuori di sé, il portiere, se Chave, nonostante la distanza che li separava - una porta, una scala, un corridoio -, potè sentirlo gridare al telefono:«Ma è sul palcoscenico, gliel'ho detto!»E magari fosse stato solo il portiere e per quel telefono insistente, che fin dall'inizio continuava a squillare! .. Ma poi, perché il portiere, invece di sgolarsi in quel modo, non staccava la cornetta?

Sicuramente l'eco degli eventi storici ha influenzato Simenon nella scrittura di questo romanzo caratterizzato da una pressione che si avverte fin dalle prime pagine.
Il sospettato è stato pubblicato nel 1938, l'anno dell'annessione dell'Austria da parte di Hitler e delle leggi razziali in Italia: al centro del romanzo c'è un attentato che un gruppo di anarchici francesi ha organizzato a Parigi. Far esplodere una bomba in una fabbrica di aerei e, per portare a termine questa carneficina, è stato scelto un giovane, il "ragazzino" Robert.
Di questo attentato arriva voce, tramite una lettera anonima, la polizia francese, che si mobilita fin da subito. E anche qualcuno all'interno di questo gruppo, contrario a queste forme di violenza, che avvisa Pierre Chave, anche lui anarchico, anche lui francese, scappato dal suo paese per rifugiarsi in Belgio, a Schaerbeek assieme alla moglie e al figlio.

«.. Pare che Roberto abbia ricevuto l'incarico di far saltare una ..» 
Chave era scattato in piedi, minaccioso. 
«Una cosa?» 
«Una fabbrica, a Corbevoie.. Non mi hanno saputo dire di preciso quale, ma penso che si tratti di una fabbrica di aerei .. E' per questa settimana .. Non so altro ..» 
«Roberto? .. Il "ragazzino"?» 
«Si ...»

Chave, che ora fa il direttore del palcoscenico, scrive ancora qualche ospuscolo che poi viene fatto arrivare a Parigi: conosce molto bene Robert, per averlo ospitato a casa e soprattutto, comprende l'inutilità di questo attentato barbaro, che cerca di fermare andando di persona a Parigi per dissuadere il giovane.

Sa di rischiare molto: non solo è schedato come anarchico, e si ritrova sotto casa un personaggio ambiguo come “Il barone”, che si è portato dietro la polizia.
Chave quando è scappato ha pure disertato dall'esercito, di cui non sopportava più le regole: attraversare la frontiera, sotto la pioggia, cercando di non farsi notare dai doganieri, è molto rischioso.

Il romanzo di Simenon a questo punto, si divide in due: una parte a Schaerbeek, nella casa di Chave, e una parte per le vie parigine.
Da una parte assistiamo ai tentativi della polizia belga, avvisata dai colleghi francesi, di convincere la moglie di Chave, Marie, a farsi dire dove sta il marito.
Avrebbe pianto volentieri, di preoccupazione, di rabbia. Passando davanti allo specchio, tuttavia, non mancò di riavviarsi i capelli e di togliersi il grembiule a quadretti, che gettò in un armadio.

Una donna molto tenace, Marie, pur non sapendo nulla della missione del marito, è consapevole del fatto che Pierre abbia in odio qualsiasi azione violente: quando il commissario le spiega che è imminente un attentato a Parigi, lei risponde
«Meglio così…Se Pierre è davvero a Parigi non ci saranno attentati…».

A Parigi, seguiamo i movimenti di Pierre lungo che vie che costeggiano questa fabbrica, in un quartiere che costeggia la Senna.
Era lì per impedire che una bomba scoppiasse e facesse quasi sicuramente numerose vittime. E invece si fermò sul lungosenna, davanti a una grossa chiatta a motore la cui cabina era illuminata, e si mise a pensare alla gente che, all'interno, si stava vestendo in tutta fretta e prendeva il caffè.

Deve guardarsi le spalle, deve preoccuparsi di ogni sguardo che si soffermi sulla sua figura troppo a lungo: sa che la polizia ha i nomi di tutti gli anarchici, sa anche quanto stia rischiando, in anni di carcere, con una moglie e un figlio malato a casa.
Ma Pierre Chave è un puro idealista, diventato un leader di questo gruppo di anarchici dove tutti lo ascoltavano “perché sapeva parlare meglio di tutti quanti e riusciva a tradurre in frasi incisive quel che loro pensavano in modo confuso”.
Perché Chave non era capace, anche lui, di fermarsi, di fare come gli altri, di vivere senza pensieri, invece di essere assillato senza sosta dalle sue idee che gli toglievano ogni gioia?

Deve a tutti i costi fermare Robert, il giovane Robert, sa che è stato plagiato dal polacco, da K, un misterioso membro del gruppo di origine serba: ma così si troverà stretto in mezzo alla morsa della polizia, che sta sorvegliando tutte le strade attorno alla fabbrica, e anche dagli anarchici dietro la bomba, che non si fidano più di lui.
Era preso in un ingranaggio. A malapena si ricordava come vi fosse caduto dentro, e la recita in teatro, con il tight in grigio e gli scatti d'ira dell'attore francese, gli sembrava lontana.

Si vive una sensazione di perenne tensione e di continuo movimento, in questo romanzo, che dura lo spazio temporale di pochi giorni e con un protagonista che è un uomo con una missione da compiere, guidato da una ostinazione e una volontà ferrea.

La scheda del libro sul sito dell'editore Adelphi
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