16 giugno 2019

La questione giustizia



E alla fine Repubblica ha scoperto l'esistenza del caso Consip (e dei legami con ex ministri del PD): c'è voluta l'inchiesta che ha coinvolto il CSM, un magistrato romano, Palamara, gli incontri tra politici (Ferri e Lotti) e magistrati dove si discuteva delle future nomine nelle procure.
Mi ricordo ancora quando, a fine 2016, del caso Consip ne parlava solo il Fatto Quotidiano, di come fosse stata distorta tutta la storia, raccontata come un golpe contro l'ex presidente Renzi.

E invece oggi si parla proprio di intreccio tra politica e magistratura, di come bloccare l'inchiesta..

Così fan tutti, hanno risposto gli interessati, anche mandando qualche messaggio minaccioso al PD e al suo segretario che aveva chiesto a Lotti un passo indietro.
Come se fossero una cosa normale quegli incontri e quelle discussioni: immaginate per un momento se fosse stato Di Maio a discutere con un procuratore romano, nei mesi in cui il sindaco Raggi era sotto processo a Roma...

Ma quelle intercettazioni erano illegali, si è difeso Ferri (in una intervista al Fatto Quotidiano).
Si intercettava un magistrati, cosa possibile dalla legge e, nel mentre conversava con un politico, si sono registrate anche le conversazioni col politico.
Come al solito se il saggio indica la luna, lo stolto osserva il dito.

Attenzione all'indignazione momentanea: chi ha letto il libro di Riccardo Iacona, con Danilo Procaccianti, Palazzo d'Ingiustizia (a cui aveva anche dedicato una puntata di Presa diretta), queste storie le ha già sentite.
Ovvero di come le correnti dei magistrati (che di fatto sono strutture private) stanno condizionando l'azione della magistratura, i magistrati da promuovere e quelli da bloccare.
Come certi processi, a cui la politica è interessata, finiscano nel cassetto per essere poi archiviati: Iacona nel libro raccontava la storia del giudice Robledo a Milano, alle inchieste su Expo e ad altre storie.

Non è storia di oggi che esistano rapporti tra politici e magistrati, magari non illegali ma sicuramente molto poco opportuni: il libro di Iacona spiegava in modo chiaro come tutto questo si traduca in uno svilimento della giustizia, per cui la legge non è più uguale per tutti.
E' un problema che riguarda tutti noi.

La giustizia è la cartina al tornasole dei politici della seconda repubblica e anche di questa seconda repubblica e mezzo, poiché rivela la loro natura: confrontate le parole dei democratici di oggi con quelle dei berlusconiani di ieri, troverete una perfetta sovrapposizione, nel loro garantismo nei confronti dei potenti.

E ora leggetevi le proposte in tema della ministra Bongiorno (che c'entra lei con la giustizia?): separazione delle carriere, bloccare la pubblicazione delle intercettazioni.
Che sono le stesse proposte già sentite tante volte che escono ad ogni nuovo scandalo.

Vi indigna la pubblicazione di intercettazioni non penalmente rilevanti? Peccato che siano proprio queste che rivelano la vera natura delle persone, come ragionano, cosa fanno nel segreto delle loro stanze, quando si incontrano tra di loro.
Pensate che negli incontri tra Lotti, Ferri e Palamara si discutesse di norme per rendere migliore la giustizia per tutti? O di come cambiare il meccanismo di selezione dei procuratori, per tutte le procure?

Finché non ci sarà una vera trasparenza nella nostra classe dirigente, non possiamo permetterci la censura delle intercettazioni, il tenere segreti gli atti fino al rinvio a giudizio.

Tornando alla vicenda da cui siamo partiti, ci sono alcune cose che non tornano:

- Palamara non poteva fare molto per Lotti, essendo ora l'inchiesta davanti al giudice per le indagini preliminari
- Leggendo le intercettazioni, sembra che la procura di Roma si sia comportata "da cattiva" nei confronti di Renzi e Lotti, eppure nel passato Renzi ne aveva parlato bene, nel suo libro. Pignatone ha avuto "la mano pesante" più con Scafarto, Woodcock e Lillo che non con Renzi senior.
- Esiste una intercettazione, quella del 9 maggio, in cui Ferri e altri membri del csm avevano annunciato la presenza di Lotti: il trojan poteva essere disattivato, sapendo che Lotti in quanto deputato non può essere intercettato? Se sì, perché i magistrati sono andati avanti lo stesso?


Emerge una strana impressione, per cui tutto questo scandalo (che scandalo non è per chi almeno ha letto il libro di Iacona) sia usato per altri fini: si sia partiti dall'inchiesta su Palamara, per poi forzare le nomine nelle procure (come quella di Roma, dove Palamara sembra stare dalla parte di Viola).

15 giugno 2019

Ninfa dormiente di Ilaria Tuti



La fine 
Teresa pensa spesso alla morte. Ma non avrebbe mai immaginato che la propria sarebbe stata così. C’è qualcosa di beffardo nel fatto di non riuscire a ricordare ciò che potrebbe salvarla. 
Un incendio sul punto di scoppiare, vittime che attendono di essere salvate e lei ferma, immobile. 
La mente l’ha abbandonata. La confusione rende grottesco l’ultimo atto della tragedia, con quegli occhi imploranti, coppe rase di terrore, che la guardano fare l’unica cosa di cui è capace in quel momento: nulla. Teresa morirà con l’espressione da idiota, ne è convinta. Morirà da inetta, con le braccia lungo i fianchi e lo scudo abbassato, dopo essere vissuta da guerriera. 
Guerriera... Una poliziotta, forse. Una donna di sessant’anni, malata, che cerca di fare l’eroina e invece non è nemmeno più capace di dare un nome alle cose.

Un delitto avvenuto settanta anni prima, di una ragazza innamorata e che custodiva in grembo il frutto di un amore che non poté sbocciare.
«È morto qualcuno, là dentro?» chiese Marini, più a digiuno di lei di particolari. «Non di recente.» Gardini sospirò. «Venite. Vi faccio vedere.»[..] Sul tavolo da lavoro c’era un disegno. Privo di cornice, steso sul piano di vetro, era fermato agli angoli da pesetti di metallo. Era il ritratto di una donna.

Un pittore innamorato che traccia il suo ultimo dipinto, la Ninfa dormiente, col sangue di questa donna, intingendo le sue dita nel cuore ferito.
La Ninfa dormiente prende forma sotto le mani del pittore. Nasce, rossa di passione e amore.

Un valle chiusa, dove vive una popolazione orgogliosa delle sue origini antiche, né slave né solo italiche, forse discendenti dalle antiche amazzoni.
Una valle dove vivono ancora, e si tramutano di generazione in generazione, antichi riti, che affondano in un antico passato. E dove, negli ultimi mesi della guerra, la follia degli uomini macchiò di sangue il verde dei prati, il grigio della pietra.

Un segreto custodito da tre bambini che scatenò quella violenza, da parte degli occupanti nazisti. Una violenza che consegnò alla morte la Ninfa e alla muta follia quel bravo pittore che non lasciò al mondo altra testimonianza del suo genio.

Il secondo romanzo di Ilaria Tuti conferma le sue ottime doti di scrittrice capace di coniugare mistero, intreccio giallo, indagini scientifiche e vecchie tradizioni, ambientando il tutto ancora una volta nei suoi luoghi (Ilaria è nata a Gemona del Friuli), nella val Resia, una terra di confine vicino la Slovenia e all'Austria, dove si svolge quasi tutta la storia.
Un'ambientazione fatta di montagne, boschi che possono apparire un paradiso, ma che possono anche nascondere antichi demoni, custodi di segreti per cui vale la pena uccidere..

Storia che ancora una volta vede come protagonista il commissario di polizia Teresa Battaglia, sempre più in difficoltà per la malattia che sta minando la sua salute e la sua capacità di fare il poliziotto: la sua malattia si sta mangiando la sua memoria costringendola a prendere appunti si un diario personale, dove annota chi incontra, cosa ha fatto. Fino a quando riuscirà a fare il suo lavoro? Fino a dove può spingere la menzogna, per se stessa e nei confronti dei suoi colleghi, nascondendo il suo problema?

Colleghi che per Teresa sono qualcosa di più di una squadra: quasi una famiglia, quella che lei non ha potuto avere (e in questo romanzo capiremo perché), una famiglia che si prende cura di lei facendole quadrato attorno.
Anche Massimo Marini, l'ispettore con cui si punzecchia sempre, ma con cui ha dimostrato un certo affiatamento nell'affrontare i casi.
Delitti in cui c'è un morto, che chiede giustizia, e un assassino che deve essere individuato: una sfida per una come Teresa Battaglia, capace di entrare dentro la psiche umana, capaci di camminare sopra l'inferno e di uscirne ancora viva.

Ninfa dormiente è il nome dell'ultimo dipinto di un pittore importante, anche se poco conosciuto al grande pubblico: dipinto negli ultimi giorni della guerra, i peggiori forse, quando la rabbia dei tedeschi si mescolava con quella di molti partigiani esasperati dalla fame e dalle troppe morti. Anche Alessio Andrian era un partigiano: quell'ultimo suo quadro ha un peculiarità unica, è stato dipinto col sangue di una persona.
Sarà compito di Teresa e della sua squadra risalire al nome della vittima, dargli una vita e cercare anche il suo assassino. Forse Andrian stesso, che da quei giorni, forse per uno choc, è rimasto muto, in silenzio, ha fatto del suo corpo una tomba.

Teresa Battaglia, assieme a Massimo Marini, con l'aiuto di una ragazza ipovedente, dovranno arrivare su, in val Resia e cercare di farsi accogliere da questa comunità dove ci si veste ancora con gli antichi costumi, una comunità fortemente femminile, per risalire ad un mistero di settant'anni fa. Un mistero che ancora oggi fa paura a qualcuno.
Tempus valet, volat, velat, pensò ancora Teresa. Non c’era motto più adatto per descrivere ciò che era accaduto ad Aniza.

Questa indagine, non molto benvoluta dal nuovo Questore, è anche un'occasione per mettersi di fronte alle scelte della propria vita. Di Teresa sappiamo che ha un segreto, nel suo passato, quella cicatrice che pulsa ancora per quel figlio perso.
Anche Massimo, che si trova in un momento complicato, deve affrontare i suoi demoni, un antico senso di colpa, per liberarsene una volta per sempre.
Questa indagine è un viaggio dentro me stessa. Vedo ciò che ero e non sarò più. Ciò che sono diventata e quello che diventerò.

Il rapporto tra genitori e figli avrà un ruolo importante, per diversi dei protagonisti di questa storia: per Teresa, che inizia a considerare Massimo come un figlio e si troverà di fronte ad una scelta drammatica, alla fine. Chi scegliere, se devi salvare qualcuno?
Per Massimo, per il peso di quel genitore violento.
E per le donne che vivono in questa forte comunità, padrone e difensori del “femminino sacro”.

Il racconto si snoda tra le pagine dell'oggi e alcuni scampoli di quei mesi della guerra, che qui in valle aveva il sapore del metallo delle armi e del sangue, in un crescendo che ci porterà fino ad un precipizio.
Riuscirà Teresa Battaglia a trovare l'assassino della Ninfa dormiente? Riuscirà a salvare la sua squadra, il suo lavoro, sé stessa?


La scheda del libro sul sito di Longanesi e il link per leggere il primo capitolo
I link per ordinare il libro su Ibs e Amazon

14 giugno 2019

Il caso Lotti


Il caso Lotti imbarazza il PD: il titolo campeggia sulla prima pagina di Repubblica.
Lotti, ex ministro, ex sottosegretario, si è difeso dicendo che non ha commesso reati.
Ma ci sono comportamenti che pur non essendo reati, vanno censurati: lo si diceva quando certe cose le faceva Berlusconi e le si deve ripetere oggi, quando altri deputati discutono di nomine con membri del CSM.
Non ha commesso reati, ma ha superato quella soglia che separa l'etica, la correttezza, dal condizionamento, dal fare pressioni su membri del CSM..

In ballo c'è la credibilità della giustizia, dei giudici, la loro indipendenza. E anche la credibilità di un partito.

Non vorrei che tutta questa buriana servisse solo a far eleggere un procuratore maggiormente gradito a Roma.

13 giugno 2019

Ieri, oggi e domani?

Se rubi 2000 euro (ma la cifra è da confermare) ti meriti un colpo di pistola alla schiena.
Se intaschi 49ml di euro di soldi pubblici non solo non interessa nessuno, ma arrivi pure al Viminale.

Se salvi una vita umana in mare rischi 50000 euro di multa e viene pure indagato per collusione coi trafficanti di esseri umani (ad oggi, nessuna indagine ha fatto emergere questi collegamenti).

Se stringi la mano ad un ultras condannato per violenze e spaccio, se difendi gli ultras della tua curva dentro cui figurano pregiudicati e spacciatori, sei l'uomo forte, l'uomo della sicurezza.

Paradossi di una Italia dove si vive alla giornata, inseguendo l'ultimo post, l'ultima sparata di questo o quello senza avere la forza di alzare la testa e cercare di vedere le cose per quello che sono.

Ieri erano gli immigrati. Poi le cassette di sicurezza. Domani?

12 giugno 2019

Sicurezza cercasi

Sicurezza è sparare ad un ladro, dal balcone di casa, mentre sta scappando.
Ha fatto bene, così impara anzi, non impara, essendo morto.
Sicurezza è condannare duramente i manifestanti in piazza, quelli che travisano il volto, quelli che lanciano oggetti, quelli che imbrattano vetrine.
Sicurezza è punire chi salva vite in mare: è sparita la multa da 5000 euro per migrante, rimane la multa da 50000 euro per l'armatore e il comandante.

Si sentiva il bisogno di questa sicurezza (bene, bravo, bis!), non è vero? E si sentiva proprio il bisogno di un decreto per agevolare queste norme ..

Specie dopo aver seguito i servizi di Report di lunedì dove si parlava dei 49 ml di euro della Lega, spariti in un giro di società create ad hoc, di commercialisti, di fiduciarie.
Dove si parlava della sanità pubblica a rischio perché tra pochi anni mancheranno medici (grazie ai blocchi nelle università, grazie al pensionamento anticipato di quota 100).
Dove si parlava della flat tax occulta applicata ai portali del web Booking.com ed Expedia.

In un momento in cui dobbiamo mediare con l'Europa per evitare una procedura di infrazione, in cui la magistratura è alle prese col problema delle correnti, in cui si invoca una questione morale nei partiti ma poi si lasciano indagati e maneggioni al loro posto..

Ci sentiamo più sicuri oggi con questo decreto?
Bene, buona giornata allora.

PS: dal blog di Alessandro Gilioli

Ma è il secondo aspetto - il voltafaccia pentastellato - quello che rende ancor meglio la cifra dell'impudicizia politica, dello smarrimento di ogni coerenza, del vendere i propri principi per la permanenza del proprio sedere su una poltrona.Il che non è certo una prerogativa grillina, certo, ma fa ancora più impressione quando viene da quelli che fino a poco tempo fa rivendicavano il valore assoluto della coerenza accusando - non a torto - tutti gli altri di essersene dimenticati.Quelli del Movimento che ieri hanno approvato il decreto più repressivo che l'Italia repubblicana abbia mai avuto - molto oltre la legge Reale e il decreto Cossiga - sono gli stessi che nel marzo del 2017 (due anni fa, non duecento) proponevano in Commissione Affari Costituzionali di mettere il numero identificativo sui caschi della polizia, con un apposito emendamento firmato tra gli altri dai deputati Roberta Lombardi e Danilo Toninelli?

11 giugno 2019

Report – finale di stagione 2018-19

Chi ci cura? Sos medici (Giulia Presutti)

Nel 2025 mancheranno circa sedicimila medici nel servizio sanitario, grazie al pensionamento, favorito da quota 100.
Come ci cureremo? Abbiamo troppi medici specializzati, una peculiarità che ha un costo.
E abbiamo anche un numero programmato di medici nelle università: limite che a Ferrara stanno cercando di superare.

Avremo carenza di pediatri, dovrebbero essercene uno ogni 600 bambini: basterà una app per superare l'assenza di questi medici specializzati?
Sos pediatria non vuole fare speculazione – dicono, ma in questo vuoto si stanno infilando in tanti nel privato.

Le regioni nel frattempo hanno alzato il numero di bambini per pediatra, costringendo le famiglie a muoversi sempre più lontano.
Nel Trentino, la coperta corta è stata gestita spostando i bambini tra 7 e 14 anni dal medico di base.

In Piemonte, nella provincia di Ivrea hanno richiamato i pensionati. Alla Asl 4 si sono rivolti al privato per colmare i vuoti.

Cosa dice il ministro Grillo? Hanno aumentato il numero di borse, programmando assieme al Miur quante borse servono. Ma non sarebbe meglio che fosse gestito dal ministero della sanità?
Tra pochi anni rischiamo di avere il 25% di medici in meno: in altri paesi sono le regioni (o le regioni federali come in Germania) che scelgono quanti medici formare.

Occhio al portafoglio (Emanuele Bellano)
Il servizio di Report del 2016 aveva fatto nascere un'inchiesta sulle società di investimento di diamanti e sulle banche che hanno sponsorizzato questi investimenti.
I banchieri avrebbero pure preso dei regali da parte di queste società (accusate pure di autoriciclaggio): IDB offriva ai banchieri delle vacanze in resort di lusso.
Chi sono i manager che hanno incassato i benefici?
Sono i manager di Unicredit, MPS, Intesa, BPM ..
Federico Ghizzoni di Unicredit, Gabriele Piccini (pres Unicredit), Guidetti (BP Verona), Alessandro Profumo (MPS), Cristiano Carrus (Credito Bergamasco), Carlo Lombardi (Banca Popolari Lodi), Chelo (Unicredit).

Oltre alle vacanze, tra i regali anche reperti archeologici.

E gli impiegati delle banche (molte delle quali hanno avuto problemi con le recenti crisi) ricevevano pure delle pressioni per piazzare questi diamanti, dai vertici bancari.



Chi controlla le acque termali? Da dove arrivano queste acque?
Lo sapevate che le cure termali sono rimborsate dallo Stato (per sempre, se il medico da la prescrizione)?

A Padova a Montegrotto l'acqua arriva dalle falde: in Veneto ci sono 144 strutture termali, che usano l'acqua calda dal sottosuolo, in cambio di un canone (che spesso non è nemmeno calcolato in base all'acqua consumata).

Le strutture termali versano allo Stato solo lo 0,1% in tasse, in base a quanto guadagnano: sono 33mila gli ettari di terreni dati in concessione alle termi, poi ci sono le terme libere.
Ma chi controlla la qualità delle acque?
Non controlla il ministero, né l'Ispra e nemmeno le regioni.
Sono le strutture termali che inviano i dati alle regioni: ma i controlli fatti sono pochi, in alcuni dei quali hanno fatto emergere persino la presenza di legionella, di PFAS (in Veneto, ma in quantità accettabile)..

L'anno scorso il Tribunale di Ancona ha riconosciuto il danno ad un paziente che, in una struttura termale, si è sentito male: nell'acqua era presente una contaminazione, acqua che veniva data ai pazienti.
Tutte le carte dicevano, negli anni passati, che le acque derivavano da pozzi inquinati.
Non esistono studi scientifici che confermano la bontà delle cure termali – spiega il medico Garattini: perché dobbiamo pagarle allora dal servizio sanitario?
Basta una ricetta del medici per farti fare una vacanza rimborsata presso una struttura termale.

Queste strutture succhiano acqua dalle falde, con pozzi profondi fino a mille metri: nel 2016 il ministero del Tesoro segnalava la criticità su quanta acqua veniva estratta dalle falde.
IL presidente di Federterme non è a conoscenza di casi di falde che si sono abbassate: ma la giornalista ha riportato diversi casi, come a Chianciano.

Ogni struttura termale dovrebbe misurare la profondità del pozzo e le regioni dovrebbero raccoglierli: in regione Toscana scaricano le colpe sui comuni, perché manca una banca dati comune dal 2004.

Senza misuratori termali le concessioni dovevano essere revocate: ma in realtà molte terme hanno continuato a non rispettare la legge (Chianciano e Montecatini, per esempio).
Proprio a Montecatini il CNR raccomandava di misurare la falda, per evitare crolli e situazioni a rischio: ad Abano Terme, in Veneto, a furia di sfruttare il sottosuolo il terreno cede e si arriva ad un fenomeno di “subsidenza catastrofica”.
Stessa storia a Chianciano, crepe sui muri nelle case in prossimità delle terme e strade che sprofondano, porte che non si chiudono perché sconnesse.

Ci sono dei rischi per le abitazioni, per le persone?
Pare di sì. A Guidonia ci sono nuclei familiari abusivi a casa propria: sono persone che non dovrebbero stare in casa ma non sono arrivati i vigili per controllare.

La regione dice che deve essere il comune a fare i collaudi: i certificati di agibilità dove sono finiti? I collaudi dovrebbe averli fatti la regione, ma al sindaco di Guidonia non risultano questi documenti..

“Guidonia è una città morta” racconta un cittadino: eppure Federterme continua a non vedere il problema e a continuare a far finta di niente.
E a pompare acqua prendendola da falde e dai laghi, come succede a Tivoli, dove l'ex sindaco è ora direttore sanitario delle terme.

Nel dubbio, la regione ha preferito portare avanti la politica dello struzzo: non vedono il problema e dunque possono ignorarlo.
In Italia si deve sempre arrivare alla tragedia prima di prendere in considerazione il problema.

I commercialisti (Luca Chianca)

Un commercialista si è preso la maggioranza delle quote della fonte Gaverina: da questo episodio Luca Chianca ha ricostruito parte della storia dei 49 ml di euro finiti alla Lega e che questa avrebbe dovuto ridistribuire allo Stato perché i rendiconti di Belsito non erano regolari.

30ml di euro sono fuoriusciti dalle casse del partito come oneri per le associazioni: una di queste è quella di Centemero, finita nell'inchiesta per il costruttore Parnasi a Roma.

Nelle carte della Lega gli investigatori hanno trovato delle società, fino ad una società anonima lussemburghese.

E' complicato ricostruire la storia di queste società, riconducibili ai commercialisti della Lega, Centemero e Manzoni, schermate da una fiduciaria di un altro professionista bergamasco.
Queste società sono state usate per nascondere i soldi, quei 49ml?
“Come cazzo fanno a sparire quei 49ml? C'è qualcosa che non mi torna..” così parla l'imprenditore Lazzari, che ha preso la fiduciaria di Balduzzi con dentro le società dei commercialisti della Lega.

Ora la fiduciaria è stata acquisita ad una anonima lussembrughese..
La Lega per Salvini premier ha sede presso un commercialista, guarda caso, Michele Scilieri.
Quest'ultimo è cascato dal pero – racconta al giornalista: dopo l'accordo con la procura di Genova, la sede del partito torna in via Bellerio.

Scilieri entra poi in Lombardia Film Commission, grazie a Di Rubba, che compra una sede da un cliente di Scilieri, in una botta sola: 800mila euro passati dalla Film Commission all'immobiliare Andromeda, un cliente di Scilieri.
La perizia per il valore dell'immobile è fatta da un perito che ha sede in via delle Stelline.

Da Immobiliare Andromeda, dopo pochi giorni, parte un bonifico ad un geometra, Maffeis, proprietario della Eco SRL.
Dalla società di Maffeis sono stati bonificati 300mila euro alla Barachetti Service, vicino di casa del commercialista De Rubba.

Questa società avrebbe avuto incarichi per 1,5 milioni di euro dalla Lega: perché Barachetti versa 400mila euro ai commercialisti della Lega? – la domanda che il giornalista Giovanni Tizian si poneva nell'intervista con Luca Chianca.

Questa è solo una parte dei soldi pubblici finiti nelle mani di società vicine a Di Rubba, per un totale di 800mila euro, in un intreccio che coinvolge anche i familiari dei direttore amministrativo.
Nel maggio 2018 viene costituita la Vadolive SRL dalla cognata di Rubba (di professione barista in un bar a Clusone): dopo 8 giorni il gruppo Parlamentare al Senato della Lega sottoscrive con lei un contratto da 480 mila euro. Ufficialmente per comunicare le attività del gruppo sui canali social.
“Io non sono tenuta a rispondere” la risposta che ha dato questa persona al giornalista.
Il contratto è stato interrotto dopo qualche mese ma parte di quei soldi sono finiti a persone dello staff del ministro Salvini, come Luca Morisi.

Perché questo contratto, perché questa società fondata da una barista (con tutto il rispetto)? Domande a cui il capogruppo al Senato Romeo non ha voluto rispondere: “stiamo andando a votare lo sblocca cantieri”.

La legge consente ai gruppi parlamentari di affidare soldi pubblici a società esterne: ma dovrebbero rendicontare, senza passare per società di comodo come quella fondata dalla barista di Clusone.

Nero come il petrolio - I vampiri (Giorgio Mottola)

Mottola ha raccontato la storia dei ladri di petrolio che bucano le pipeline per rubarlo.
E poi i ladri di petrolio che frodano il fisco grazie al carburante in nero, dove non si pagano né tasse né accise, presso delle pompe di benzina che fanno concorrenza sleale ai gestori onesti.

In questi traffici si trovano dentro camorristi, imprenditori che non sanno o fanno finta di sapere da dove arriva il petrolio. E soldi che sono passati pure per la tonaca di un prete che li avrebbe portati a San Marino.

600mila euro di falsi crediti iva è, solo nel 2019, il totale dell'evaso in Italia nel comparto del petrolio: potremmo monitorare ogni litro di petrolio che entra nel paese, come fatto in Polonia.

Un fisco per l'estate di Emanuele Bonaccorsi

Prenotate via Booking o via Expedia? Pagate l'albergo e pagate pure la commissione (dal 18- 30%), soldi che poi finiscono all'estero, soldi su cui le tasse sono ridicole.
Se gli alberghi vogliono vendere di più, devono sottostare al ricatto di queste società: più paghi, più ti metto in top alla lista degli hotel.

Booking incassa 14,5 miliardi in commissioni, Expedia incassa invece 11 miliardi di provvigioni.
I rispettivi CEO sono pagati in milioni di dollari.
Dei 23 miliardi di euro, il mercato degli alberghi in Italia, circa 7 finiscono nelle tasche di questi due portali.
Altro che flat tax, pagano tasse ridicole e i soldi che incassano finiscono in paradisi fiscali: non avendo una sede stabile, questi portali non pagano l'IVA. Se vai a dormire in una casa prenotando via Booking (che sta sfidando Air BNB) nessuno rilascia una fattura e questo è un bel problema.

Il deputato PD Boccia parla di evasione fiscale: i rappresentanti di Expedia e Booking sono stati invitati alla Camera, Expedia nemmeno si è presentata.
Nessuno dei deputati ha chiesto conto a Booking della loro evasione, nemmeno i grillini che pure dovrebbero essere attenti ai soldi e alla casta...

Sono aperte due inchieste a Genova e Roma, per evasione fiscale: vedremo come andrà a finire.
Visto che all'estero a Booking non va bene come in Italia: in Francia Booking ha dovuto pagare 365 milioni di tasse arretrate.

10 giugno 2019

L'ultimo discorso di Matteotti

10 giugno 1924, 75 anni a veniva rapito il deputato socialista Matteotti da una squadra di picchiatori fascisti: pochi giorni prima aveva pronunciato un discorso infuocato contro le violenze effettuate dalla milizia fascista per intimidire i votanti alle elezioni del 1924.
Questo un passaggio:

Giacomo Matteotti. [...] Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. (Interruzioni a destra) Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (Applausi all’estrema sinistra - Vivi rumori)
Era il 1924 e non eravamo ancora arrivati al regime, all'abolizione di partiti, sindacati e libera stampa.
Ma ci saremmo arrivati anche per colpa di quanti, di fronte alle violenze fasciste, ai soprusi, girarono la testa dall'altra parte.
Questo ci dice due cose: quanto poco ci voglia per scivolare verso una dittatura e quali sono i rischi che si corrono quando si sente parlare dell'uomo solo al comando che deve ristabilire l'ordine.

Questo un filmato tratto dal film di Florestano Vancini "Il delitto Matteotti"

Le inchieste di Report – lunedì 10 giugno

Sono molti gli argomenti affrontati nei servizi dei giornalisti di Report questa sera: andremo sulle tracce del tesoro di Salvini, chiederemo conto sull'efficacia delle cure termali, un aggiornamento sulla storia degli investimenti in diamanti, i ladri di gasolio e il mondo dietro le prenotazioni online degli alberghi.
Infine, se mancano i medici, chi ci curerà?

Sulle tracce del denaro della Lega

Luca Chianca ha seguito le tracce del denaro della Lega, da Bergamo dove risiedono le società dei commercialisti che i beni del partito di Salvini, a Milano dove lavora un altro commercialista con interessi in una società della regione Lombardia.

Una storia, quella dei soldi della Lega, che non finisce mai di stupire.


Nell'anticipazione del servizio, si parla di una società di ristrutturazione, la Barachetti SRL e sui lavori ottenuti nel corso degli anni da parte della Lega nord, della Lega Nord per Salvini e della Pontida Fin, l'immobiliare del partito.
Soldi che poi Barachetti eroga nei confronti dei cassieri del partito, Centemero (tesoriere), Di Rubba (direttore amministrativo dei conti del partito alla Camera) e Manzoni (revisore contabile del gruppo al Senato).


Perché Barachetti versa 400mila euro ai commercialisti della Lega? – la domanda che il giornalista Giovanni Tizian si poneva nell'intervista con Luca Chianca.
Questi fornitori di servizi della Lega sono molti legati ai suoi vertici, vivono negli stessi paesi: operazioni di cui Michele Scillieri, commercialista milanese, era all'oscuro. Presso il suo ufficio era stata fissata la domiciliazione legale della Lega nel 2017, un favore fatto nei confronti del collega Manzoni.

Questa è solo una parte dei soldi pubblici finiti nelle mani di società vicine a Di Rubba, per un totale di 800mila euro, in un intreccio che coinvolge anche i familiari dei direttore amministrativo.
Nel maggio 2018 viene costituita la Vadolive SRL dalla cognata di Rubba (di professione barista in un bar a Clusone): dopo 8 giorni il gruppo Parlamentare al Senato della Lega sottoscrive con lei un contratto da 480 mila euro. Ufficialmente per comunicare le attività del gruppo sui canali social.
“Io non sono tenuta a rispondere” la risposta che ha dato questa persona al giornalista.
Il contratto è stato interrotto dopo qualche mese ma parte di quei soldi sono finiti a persone dello staff del ministro Salvini, come Luca Morisi.


Perché questo contratto, perché questa società fondata da una barista (con tutto il rispetto)? Domande a cui il capogruppo al Senato Romeo non ha voluto rispondere: “stiamo andando a votare lo sblocca cantieri”.

La scheda del servizio: I COMMERCIALISTI di Luca Chianca in collaborazione di Alessia Marzi
Per sapere chi gestisce la cassa della Lega di Salvini Premier bisogna andare a Bergamo, in un immobile dove il partito ha trasferito la sede di alcune società e associazioni gestite da tre professionisti: Giulio Centemero, tesoriere della Lega, Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, rispettivamente i revisori contabili dei gruppo alla Camera e al Senato. Ed è in questo studio di Bergamo che a dicembre scorso i magistrati della procura di Genova, hanno sequestrato decine di carte di alcune società. L'ipotesi è che potrebbero essere state utilizzate per portare all'estero parte dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali percepiti e rendicontati con irregolarità. Ma seguendo le tracce dei commercialisti di Bergamo siamo finiti a Milano in un altro studio di commercialisti dove Matteo Salvini ha fatto registrare, per un breve periodo, la sede del suo nuovo partito e dove abbiamo trovato un altro commercialista con interessi nella Lombardia Film Commission, guidata fino allo scorso anno da Alberto Di Rubba, che ha comprato un fabbricato da 800mila euro. Seguendo chi ha incassato buona parte dei soldi pubblici della Lombardia Film Commission, Report è finito con il tornare da dove era partito, nelle valli bergamasche, e più esattamente proprio nel paese di Di Rubba.

L'efficacia delle cure termali

Le cure termali sono state inserite tra i livelli essenziali di assistenza e offerte dalla sanità pubblica per la cura di una serie di patologie.
Ma le cure termali fanno bene? Domanda che non è oziosa visto che è lo Stato che paga queste cure ai cittadini per 118ml di euro. E visto che le strutture per le terme usano acqua che arriva dalla falda.

La scheda del servizio: LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA di Adele Grossi
Le cure termali sono comprese fra i livelli essenziali di assistenza e per questo pagate dal sistema sanitario nazionale per la cura di svariate patologie. Per finanziare queste cure, solo nel 2018 sono stati spesi 118.798.000 euro. Ma le cure termali sono veramente efficaci? È importante chiederselo, visto che per sfruttare la risorsa termale 33.000 ettari di superficie sono dati in concessione ai privati che pompano l'acqua a ritmo continuo dal sottosuolo. Gli enti locali non sanno esattamente quanta acqua viene prelevata, i controlli mancano e le conseguenze dell'impoverimento delle falde possono essere molto gravi. Da Abano a Rapolano terme, da Chianciano sino a Tivoli e Guidonia, dove il depauperamento della risorsa ha portato alla cosiddetta subsidenza catastrofica, vale a dire a uno sprofondamento del territorio che oggi è ancora in atto con rischi concreti per le abitazioni.

Come è andata a finire?


Come ogni finale di stagione, Report fa un aggiornamento di vecchie inchieste, raccontando che evoluzione hanno avuto.

Gli investimenti in diamanti
Un diamante è per sempre, ma non sempre è un buon investimento o, quanto meno, non quell'investimento garantito dalle società che Report aveva messo sotto la lente di ingrandimento nel 2016.
Diamanti venduti a prezzi superiori a quelli di mercato, società di investimento che danno consigli non disinteressati (Diamond Private e IDB), un sistema che coinvolge banche (San Paolo e Unicredit), quotidiani (come il Sole 24 ore che riportava i dati dei rendimenti forniti da queste società di investimento) e che ha rifilato delle fregature a persone che cercavano solo un sistema sicuro dove mettere i loro guadagni.
Ma ad essere fregati sono stati non solo i risparmiatori ma anche i dipendenti delle banche.
La procura di Milano ha sequestrato 700 ml di euro a due di queste società di intermediazione: Report darà i nomi di alcuni dei manager che si sono arricchiti con questa truffa, una anticipazione la potete leggere nell'articolo di Fabio Pavesi sul Fatto Quotidiano
Da Ghizzoni a Profumo: una ventina di top manager ricevevano sculture greche ed etrusche, soggiorni in hotel 5 stelle con spa e massaggi, per rifilare ai clienti preziosi a prezzi gonfiati

La scheda del servizio: OCCHIO AL PORTAFOGLIO di Emanuele Bellano in collaborazione di Ilaria Proietti e Greta Orsi
Diamanti da investimento venduti attraverso i circuiti bancari: era stato proprio Report a svelare, per primo, la truffa, celata dietro a quello che veniva proposto come bene rifugio per eccellenza. A subirne le conseguenze, risparmiatori e lavoratori delle banche. L'inchiesta rivelerà chi sono i top manager che hanno beneficiato del sistema.


I ladri di carburante

In questo paesi ci sono i vampiri, i ladri di carburante che fanno il pieno gratis bucando gli oleodotto: succhiano il prodotto dalle tubazioni. Contro di loro scendono in campo i cacciatori di vampiri, i responsabili della sicurezza, che devono controllare chilometri e chilometri degli oleodotti.


Ma ci sono anche altri vampiri: lo scorso novembre Giorgio Mottola aveva raccontato della rete parallela (e illegale) del gasolio, che arriva anche dalle zone controllate dall'ISIS e, con l'aiuto delle mafie, finisce nelle nostre pompe di benzina.
Un sistema che impoverisce lo Stato e arricchisce le mafie e tutti i colletti bianchi al loro servizio, anche grazie alla liberalizzazione nel settore voluta da Monti (le cosiddette pompe bianche): il costo stimato è di 6 miliardi di evasione.

La scheda del servizio: NERO COME IL PETROLIO di Giorgio Mottola in collaborazione di Alessia Cerantola e Norma Ferrara
Da qualche tempo in alcune campagne italiane sono comparsi i vampiri. Così vengono chiamati i ladri di carburante che di notte bucano gli oleodotti per spillare decine di migliaia di tonnellate di gasolio e benzina all’anno. Per bloccarli, è comparsa una nuova figura professionale: il cacciatore di vampiri. Uomini in passamontagna che tutte le notti perlustrano il tracciato degli oleodotti, servendosi di sensori supertecnologici e telecamere termiche. Ma il grosso dell’illegalità nel settore dei carburanti è causato da un altro genere di vampiri: i colletti bianchi. Imprenditori, commercialisti e broker al servizio della camorra e delle altre organizzazioni criminali che, nonostante il servizio di Report della scorsa stagione, continuano ad arricchirsi grazie all’evasione più grande della storia d’Italia.

Dietro il mondo delle prenotazioni online degli alberghi


Il fatturato del settore alberghiero vale in Italia 23 miliardi: circa il 30% delle prenotazioni avviene tramite due portali web, Expedia e Booking.
Questo però è un sistema che tende a livellare verso il basso i margini di quest'ultimi a vantaggio dei pochi portali: una storia che ricorda quella di Flix Bus o di Air BNB, chi guadagna di più è quello che procaccia il cliente (e che prende commissioni dal 18 al 30%), senza metterci le risorse.
E poi magari le tasse sui profitti (circa 1 miliardo) le paga fuori dall'Italia (o paga pochissimo allo Stato), meno dell'1%.

La scheda del servizio: UN FISCO PER L’ESTATE di Manuele Bonaccorsi in collaborazione di Lorenzo Di Pietro
Prenotare l’albergo per le proprie vacanze sul web è ormai una pratica ordinaria per moltissimi turisti, che si rivolgono principalmente a due portali: dalle loro pagine web passano circa 200 miliardi di dollari di prenotazioni alberghiere in tutto il mondo. Ma cosa si nasconde dietro la comodità di prenotare tutto con un click? Commissioni altissime, tra il 18% e il 30%, che erodono pesantemente i margini di guadagno degli alberghi. E poi una presunta immensa evasione fiscale, dell’Iva e delle tasse sul reddito. Le procure di Roma e Genova indagano su booking, che in Italia incassa commissioni nell’ordine degli 800 milioni, ma paga appena 4,7 milioni di tasse, lo 0,6%. Mentre Expedia accumula le sue provvigioni in una società svizzera, rigorosamente senza IVA. I nostri viaggi, insomma, alimenterebbero grandi ricchezze esentasse. Come fare a rompere questo sistema? Report svelerà qualche trucco, che permette pure di risparmiare un po’.


Il futuro delle cure mediche

Spendiamo meno della media europea nel settore della sanità e, quel che è peggio, parte della spesa si sta spostando sempre più verso la sanità privata. Di fatto avvantaggiando i ceti medio alti che possono ancora permettersi le cure. Che futuro ha la sanità pubblica in questo paese?
Ma un altro problema si sta presentando all'orizzonte: la carenza di medici.

La scheda del servizio: CHI CI CURA? di Giulia Presutti
Siamo a corto di medici specialisti: secondo le proiezioni di Anaao Assomed, da qui al 2025 agli ospedali italiani mancheranno oltre 16mila strutturati. Colpa della "gobba pensionistica": il 67% dei medici dell’intero Sistema sanitario nazionale ha più di 50 anni e nei prossimi tre anni ne andranno in pensione tra i 18 e i 21mila. Le uscite non verranno compensate dalle nuove assunzioni, perché i laureati in medicina che abbiano conseguito anche il titolo della specialità non sono abbastanza. Tra le discipline che soffrono di più c'è la pediatria: i pediatri si dividono tra gli studi e gli ospedali e alcune zone d'Italia iniziano a rimanere scoperte. La coperta è corta, ma chi ha causato la carenza? E soprattutto, si può risolvere prima che gli ospedali restino deserti?

09 giugno 2019

La storia degli stagionali a Gabicce

Oddio, a Gabicce mare non ci sono più lavoratori stagionali per colpa del reddito di cittadinanza.
Questi bamboccioni del sud che preferiscono starsene sul divano a non far nulla, anziché rimboccarsi le maniche e andare a lavorare ..

Questi, in sintesi, i commenti che potete trovare da parte della fronda renzista/centrista sui social ad una notizia data dal Sole 24 ore che ha riportato, senza troppo controllare la notizia, la dichiarazione del presidente dell'associazione albergatori della cittadina.

Ma le cose sono leggermente diverse: un approfondimento lo trovate sul Fatto Quotidiano che ha sentito della stessa associazione, Angelo Serra.
Questi moniti, sulla difficoltà nel trovare lavoratori stagionali, erano stati lanciati anche negli anni passati ma non avevano trovato eco sui giornali, perché non funzionali ad una certa narrazione politica.
Alla strumentalizzazione contro il reddito di cittadinanza, che avrà tutti i difetti di questo mondo ma serve ad aiutare le persone in difficoltà e di certo non sostituisce un salario dignitoso.

Forse gli stagionali sono pagati meno del reddito di cittadinanza? Allora questo sarebbe un problema di sfruttamento.
Ma il presidente Serra garantisce che da loro tutti gli stagionali sono ben pagati e hanno vitto e alloggio.
Il problema è che la stagione estiva si è accorciata, solo tre mesi dura, dunque chi può, ha già cercato e trovato un lavoro per tutto l'anno.
Il reddito di cittadinanza ha influito solo marginalmente.

Ora speriamo che anche i riformisti progressisti che si dicono di sinistra (come Renzi) lo abbiamo capito.

07 giugno 2019

La legge uguale per tutti (o forse no)


A Empoli un signore è stato condannato in rito abbreviato, per il furto di un vasetto di pistacchio.
La legge è legge ed è uguale per tutti: non a caso la giustizia viene rappresentata come una dea bendata.
Ma siamo in un paese dove per reati dei colletti bianchi sono non solo tollerati, con la scusa del garantismo peloso (nei confronti dei potenti).
Ma, anzi, sono quasi incoraggiati.
Notizia di ieri: l'ex ministro Padoan ieri ci ha confessato che era contrario all'innalzamento della soglia del contante fatta dal governo Renzi:
Sì, "è vero. E' stato un errore. Ed io ero contrario. Posso dirlo adesso dopo un po' di tempo": queste le parole del deputato del Partito democratico ed ex ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ad "Agorà", su Rai3, a proposito dell'aumento del limite del contante deciso dal governo Renzi.
Certo, non c'è una correlazione netta tra contante ed evasione, ma di certo tutta questa moneta non aiuta.

Riassumendo: il piccolo spacciatore, male. Il ladro al supermercato male. Il barbone che chiede la carità in centro città male (reato sul decoro). L'immigrato che delinque malissimo.
Il sindaco indagato per una presunta corruzione, turbativa d’asta e corruzione elettorale, può tornare al suo mestiere.
Lo sblocca cantieri che potrebbe dare mano libera alle mafie e ai furbetti degli appalti, buono.

06 giugno 2019

La scoperta degli operai


Anche in Danimarca, come in Italia, la sinistra che vince (a questo giro) è quella che si sposta a destra, per lo meno sulle politiche nei confronti dei migranti.
Finché gli elettori non si renderanno conto della mutazione genetica e smettono di votarla, come successo in Italia dove siamo passati da Renzi a Gentiloni a Conte.
E da Alfano a Minniti a Salvini.

Oggi, per cominciare da Repubblica, è tutto un riscoprire quella realtà per tanto tempo tenuta nascosta: gli interessamenti di Lotti, ex sottosegretario e ministro, per le nomine del CSM nelle varie procure.
Le crisi industriali che non si risolvono con un tweet (come facevano Renzi e Calenda per Alitalia o per Almaviva) o con un decreto dignità (come ha fatto Di Maio).

A Taranto la crisi non si è risolta con l'accordo con gli indiani, si continua ad inquinare e ad ammalarsi. 
A Torino ancora si aspettano gli investimenti della ex Fiat/FCA e soprattutto i nuovi modelli.  

Ora sarà tutto uno scaricarsi le colpe sugli altri: l'Europa, il PD, Salvini e Di Maio e le loro promesse elettorali ..
E così passeremo l'estate.
Ma almeno abbiamo scoperto che esistono ancora gli operai..

05 giugno 2019

Il cuoco dell'Alcyon, di Andrea Camilleri







Incipit

Stava abballanno un valzaro supra al bordo di ‘na piscina, tutto alliffato e profumato, e sapiva che la fìmmina che tiniva tra le vrazza era Livia, da qualichi orata addivintata sò mogliere. Non potiva vidirle la facci per via del fitto velo bianco che la cummigliava.
Tutto 'nzemmula arrivò 'na folata di vento forti e il velo si scostò quel tanto che gli abbastò per scopriri che non s'attrattava di Livia, ma della amestra Costantino, quella della terza limintari, coi baffi e l'occhi torti. Si sintì mancari le forzi per lo scanto e chiuì l'occhi.
Arrivati a fine lettura, si capisce che c'è qualcosa che non torna in questo romanzo di Camilleri: c'eravamo lasciati con Montalbano in fuga d'amore per una donna incontrata nel corso dell'indagine sulla morte del ragioniere Catalanotti (“Il metodo Catalanotti”), mentre qui sembra di fare un balzo all'indietro nel tempo, perché ritroviamo Montalbano assieme a Livia, come se nulla fosse accaduto.
Seconda sensazione straniante, quella di trovarsi all'interno di un film d'azione americano con tanto di scene di violenza che da Montalbano non ti saresti aspettato.
Ma nelle note a fine libro, tutto si spiega: questa storia era nata (come al solito partendo dalla fantasia del maestro e da qualche notizia “liggiuta” su qualche quotidiano) come sceneggiatura per un film che non ha mai visto la luce.

E' sempre Camilleri a scrivere ed è sempre Montalbano il protagonista, con le sue sciarriatine con Livia, le sue mangiate da Enzo e le passiate sul molo, per sgravare il peso del mangiato sulla coscienza.
Ma il ritmo, in questo romanzo, subisce dei cambi peggio di quelli del commissario quando piove e tira vento.

Oppure quando ti alzi e scopri che manca l'acqua per la doccia e l'auto non ne vuole sapere di partire alla mattina. Può dirsi l'uomo libero, solo perché ci diciamo che siamo in democrazia?
Si dici che in democrazia l'omo è libbirio. Davero?
E come la mittemo se la machina non parti, se il telefono non funziona, se gli ammancano la luci, l'acqua, il gas, se il computer, la tilevisioni, il frigorifiro s'arrefutavano di sirvirlo?
Volemo diri meglio che l'omo è sì sempre libbiro ma di una libbirtà condizionata dipindenti dalla volntà delle cosi di cui oramà non può cchiù fari a meno.
Arrivato in commissariato, scopre che tutti i suoi uomini sono andati a presidiare una ditta, quella del signor Tricanato: per colpa della crisi, così dice, ha licenziato tutti i suoi dipendenti che ora stanno facendo picchetto davanti la fabbrica.
Uno di loro, per il peso della perdita del lavoro, per la paura di non reggere quel vuoto, si è impiccato in un capannone.
Spaguolo, è il cognome di questa persona che, da morto, ha la sola compagnia di Gallo, uno degli agenti del commissariato
«Siccome che i sò compagni non ponno trasire, mi pari malo lassarlo sulo».
Montalbano si tinni dall'abbracciarlo.
Questo Trincanato si dimostra una persona antipatica, uno di quei figli di papà che ha ereditato solo l'azienda e che si dimostra più interessato alle donne e al tavolo da gioco.
Giovanni Trincanato era soprattutto 'ntipatico a prima botta. Di 'n'antipatia ireversibili, di quelle che col tempo non ti fanno cangiare pinioni.
Sappiamo come il commissario la pensa, quando c'è da schierarsi da una parte, da quella degli sfruttati o da quelli che ne approfittano. Ma così evidentemente non la pensa il Questore (che in questo storia avrà un ruolo di maggior peso rispetto al normale) che gli rinfaccia il fatto che i suoi uomini non hanno difeso le guardie giurate della Trincanato

«.. Nella denunzia è detto che ben sei guardie giurate che prestavano servizio presso l'azienda Trincanato di Vigata sono state pestate dagli operai protestanti contro ...».
«Scusi, ma le guardie giurate erano cattoliche?» spiò pronto Montalbano.
Bonetti Alderighi strammò.
«Che c'entra?».
«Mi perdoni, ma siccome lei ha detto che gli operai erano protestanti, ho pensato che .. sa, come capita in Iralnda che cattolici e protestanti si ..»
Se mettiamo da parte le proteste dei dipendenti licenziati, a Vigata non succede nulla. Solo tanti piccoli episodi, strani anche loro e all'apparenza slegati. Nel porto di Vigata per esempio compare una bellissima barca a vela, una goletta di nome Alcyon
C'era 'na granni navi a vela, mai viduta prima, che stava manopranno per trasire 'n porto coi motori ausiliari, epperciò aviva appena finuto d'ammainari e ora faciva un mezzo giro per mittisiri con la prua verso la trasuta.
Quant'era liggera e aliganti!
Una bella ragazza americana, bionda e con gambe chilometriche, così bella da sembrare artificiale come la Barbie, viene a denunciare un furto al commissariato, ma poi ritira la denuncia.
Un'altra bella ragazza, questa volta di colore, chiede un passaggio a Montalbano..
Che in ufficio si vede recapitare una lettera dall'ufficio del personale che lo intima di prendersi quei giorni di ferie non goduti a partire da subito.
Partito alla volta di Boccadasse, dalla zita Livia, per prendersi quelle vacanze, inizia a succedere qualcosa di “strammo” in commissariato.
Arriva un sostituto che prende il posto di Montalbano e scalza pure il vice Augello, trasferito a Montelusa.
Ai giornali viene fatta circolare la notizia, diffusa dal telegionale dell'emittente filogovernativa (a prescindere dal colore del governo del momento) che Montalbano è stato allontanato dal commissariato, per far arrivare aria nuova.
E' come se il Questore, puparo che tira le fila dietro le quinte, stia facendo di tutto per cacciarlo dalla polizia.
Farlo addivintari straneo nel sò stisso commissariato. Mittirlo nella condizioni di non aviri cchiù né amici né pirsone di fiducia, considerato che oramà era troppo vecchio per aviri la forza di raccomenzare daccapo.
Che fare? Reagire alle provocazioni oppure cercare di mantenere la calma per trovare la mossa giusta in questa strana partita a scacchi?
Strana perché c'è qualcosa che non torna? Che bisogno aveva il signori e quistori (per usare le parole di Catarella) di trovare questi sotterfugi (le ferie forzate) per allontanarlo?
Sarà un eclisse (ma è un eclisse reale o se lo è sognato), a fargli prendere la decisione giusta.
Va' a sapiri pirchì sintiva che l'eclisse era stato come un messaggio, un signali che non aviva accaputo sino 'n funno, ma bastevoli però a farigli cambiare rotta.

Ma, attenzione, questo non è il solito giallo di Montalbano. Altri attori di questa commedia si stanno muovendo dietro le quinte, per usare Montalbano in questa situazione di tensione per i loro fini.
E la bellissima Goletta tornerà al centro della scena.

Una storia che ad un certo punto cambia di registro, per trasformarsi in un thriller dove troviamo Montalbano al centro di un complotto da cui non si lascia scoraggiare perché, come dice Brecht, la notte non può durare per sempre.
Una storia che, successivamente, prende una sua accelerazione e si trasforma in un romanzo d'azione in cui troviamo dentro l'FBI, un agente italo americano che parla un dialetto siciliano stretto. Un piano azzardato per incastrare i più grandi boss nel mondo.

Sembra tutto sospeso, tra sogno e realtà, tutto falso eppure tutto è reale: pure Montalbano (e anche Fazio) reciterà una parte inventata, diventando un'altra persona, che non è mai esistita. E di cui lui cercherà subito di cancellare ogni traccia dalla sua memoria.
A bordo dell'Alcyon c'era stato un omo che non aviva né il so nomi né la so facci.
Un pirfetto scanosciuto.
La scheda del libro sul sito di Sellerio e sul sito Vigata.org
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